È Facile Vivere Bene a Torino di Maurizio Ternavasio – SEGNALAZIONE

È uscito ieri, disponibile sia in formato ebook sia in formato cartaceo, È Facile Vivere Bene a Torino di Maurizio Ternavasio, un nuovo libro edito da Newton Compton.

Leggiamo qui di seguito qualche informazione in più …

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TITOLO: È Facile Vivere Bene a Torino

AUTORE: Maurizio Ternavasio

USCITA: 29 Settembre 2016

PREZZO: € 4.99 (eBook) – € 9.90 (Cartaceo)

EDITORE: Newton Compton

TRAMA: Quali sono le vie più ricche di storia, per le quali è bello gironzolare imparando, sulla città, qualcosa che non si conosceva? E quali, invece, quelle della movida che, con l’evolversi costante del capoluogo piemontese, si sposta facilmente di zona? Quali i locali o i ristoranti più alla moda? O quelli che invece, nell’arredamento così come nei menu, conservano un attaccamento più forte alla tradizione? Quali i teatri in cui ascoltare musica o prosa, o le librerie in cui entrare per essere consigliati da un libraio esperto e attento? A passeggio per questa città affascinante e suggestiva, una continua scoperta per il turista occasionale, ma soprattutto per chi ha la fortuna di viverci da sempre.


Una sorta di manuale, dunque, di guida alla scoperta di una città che dista pochi chilometri da casa mia e che amo in modo particolare.

Un’occasione per chi già la conosce di scoprire nuovi dettagli e un’opportunità per chi non c’è mai stato di immergersi nell’atmosfera magica e razionale della capitale sabauda.

Da sfogliare.

Rachel

© Rachel Sandman
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Game, Set, Match di Rebecca Crowley – RECENSIONE

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TITOLO: Game, Set, Match

AUTORE: Rebecca Crowley

USCITA: 31 Agosto 2016

PREZZO: € 3,99 (eBook)

EDITORE: Harper Collins Italia

COLLANA: eLit


TRAMA: Regan Hunter ha lavorato sodo ed è diventata una delle migliori giocatrici di tennis del mondo. Tuttavia le stesse doti che le hanno consentito di essere invincibile sul campo l’hanno fatta diventare una maniaca del controllo nella vita di tutti i giorni, per cui, quando il suo manager assume un nuovo allenatore, un ex giocatore che ha lasciato lo sport in seguito a uno scandalo, lei decide immediatamente che vuole mandarlo via, e alla svelta anche. Ben Percy conosce bene la reputazione di Regan. Sa che con lei gli allenatori durano poco e solitamente vengono sbattuti fuori in malo modo, ma sa anche che un eventuale successo darebbe alla sua carriera un impulso nuovo, decisivo. E lui non è uno che si spaventa facilmente. Deve rispettare soltanto una regola: tenere l’attrazione per la sua pupilla fuori dai giochi. Purtroppo mantenere fede ai propri impegni si rivela più difficile di quanto entrambi potessero pensare…


RECENSIONE: Avete presente un libro ponte? Quel classico romanzo che uno si ritrova a leggere per colmare il tempo che intercorre tra due uscite tanto attese, quella storia rapida e sfiziosa che ha come caratteristica principale quella di scorrere via veloce, senza troppe pretese, con quel tocco di ironia che non guasta mai.

Ecco, Game, Set, Match di Rebecca Crowley doveva essere il mio libro ponte … Invece si è trasformato in un libro lumaca!

Mi spiego … La storia di per sé è carina, semplice, a tratti anche ironica: peccato però che non vada avanti!

Ero partita davvero con le migliori intenzioni: dopo Olimpiadi, Us Open e Coppa Davis … Non ero ancora pronta a lasciare il mio amato mondo del tennis e questo romanzo, con il suo titolo, sembrava fatto apposta per il mio momento ‘esaltazione da pallina fosforescente MODE ON’.

Quindi mi sono buttata a capofitto nella lettura della storia di Ben e Regan con la convinzione e, sì, anche con la pretesa di trovare quei dialoghi e quei battibecchi che stanno nella classica zona grigia, quella tra odio e amore. Invece … Ho trovato solo tanta lentezza.

Sia chiaro: la Crowley ha osato perché le partite di tennis e il mondo della racchetta sono, secondo me, due cose difficili da trattare nei romance visti gli schemi molto tattici e poco esplosivi dello sport in sé, però, mi spiace dirlo, il suo esperimento è fallito, non miseramente ma quasi.

Ben è forse il personaggio più a fuoco: quello che sa quello che vuole, con un passato alle spalle per nulla semplice, con delle questioni in sospeso, con la parlantina sciolta. È ben delineato sia nel carattere che nelle azioni, nessun neo, nessuna pecca.

Regan, invece … Beh, non posso dire lo stesso di Regan. Il suo personaggio è pieno di cliché: una campionessa scostante, con fratture e crepe, con ansie e paure che vengono descritte paragrafo dopo paragrafo, in una ripetizione infinita e noiosa delle manifestazioni dei suoi attacchi di panico di cui, in teoria, nessuno dovrebbe sapere nulla, ma con cui il lettore, per sua inesplicabile fortuna, viene letteralmente asfaltato fino all’asfissia. A mio parere, la Crowley non ha saputo rendere tridimensionale la sua protagonista, lasciando trasparire solo il lato fragile, insicuro e immaturo.

Altro punto da trattare, la storia: se, da un lato, lo sviluppo è guidato in modo abbastanza efficace e coerente con i personaggi del libro, dall’altra l’autrice ha voluto mettere troppi elementi in ballo, tanto che alla fine rimane un senso di sovraffollamento che, se solo la povera Regan avesse notato, le avrebbe di certo causato una fuga stile “Fatemi uscire da questo minuscolo spazio pieno di gente e chiasso!”.

In conclusione, un’ultima nota dolente. Io capisco tutto e forse qui sono un po’ di parte essendo una fan sfegatata di questo sport ma … Se ti appresti a scrivere un libro, di qualsiasi genere esso sia, il minimo è dare al tutto un tocco di verosimiglianza (ad eccezione, ovvio, se il libro è appartenente al genere fantasy!). Ecco dunque che determinate situazioni (una campionessa che si siede tranquillamente sugli spalti per seguire un match di vecchie glorie poco prima della sua finale, per dirne una) sarebbero da evitare, in quanto impensabili e improbabili. Sono dettagli che stonano all’interno dello stesso mondo che si è creato. Non va bene.

Pertanto, mi spiace, ma per me questo libro è stato una delusione: lieve, visto le premesse, ma pur sempre una delusione.

Rachel

© Rachel Sandman

Il Primo Fiore di Zafferano di Laila Ibrahim – SEGNALAZIONE

Oggi vi segnalo un romanzo edito da #AmazonCrossing e disponibile dal 27 Settembre: Il Primo Fiore di Zafferano di Laila Ibrahim, una delicata storia di affetti ambientata nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi.

Vi lascio qui di seguito la cover e qualche notizia in più.

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TITOLO: Il Primo Fiore di Zafferano

AUTORE: Laila Ibrahim

USCITA: 27 Settembre 2016

PREZZO: € 4.99 (eBook) – € 9.99 (Cartaceo)

EDITORE: Amazon Crossing

TRAMA: 

Nella Virginia delle grandi piantagioni e degli schiavi, la piccola Lisbeth Wainwright, primogenita di una ricca famiglia, è affidata fin dalla nascita alla balia Mattie, la schiava di colore costretta a separarsi dal figlioletto per accudire la neonata dei padroni. Tra le due si instaura un rapporto di grande affetto e complicità, che permette alla bambina di crescere nell’amore che i genitori non sono in grado di darle.

Mr. Wainwright è un padre insensibile e un convinto schiavista, Mrs. Ann è una madre fredda e attenta solo alle convenzioni sociali. Saranno Mattie e gli altri schiavi a colmare il vuoto affettivo della piccola Lisbeth, a mostrarle il vero valore delle cose e delle persone.

Mattie accompagna Lisbeth nella propria maturazione personale – da piccola di casa a giovane debuttante – e nella scoperta delle bellezze e dei dolori del mondo. Ma un legame talmente forte tra due realtà così diverse non sarà immune dai pericoli di un’epoca segnata dall’ingiustizia. Se Mattie dovrà affrontare fino in fondo la crudeltà dello schiavismo, Lisbeth imparerà a conoscere un senso della vita che le farà sfidare le convenzioni di quegli anni.

Il primo fiore di zafferano è la storia di queste due donne che sfidano il proprio tempo e lottano per la conquista della propria libertà e della dignità.

Buona Lettura!

Rachel

© Rachel Sandman

Approfondimento – Di Carne e Di Piombo: un’analisi con l’autrice

L’iniziativa ‘Leggere Italiano’ ci permette di analizzare maggiormente le opere proposte. In particolare, oggi tocca all’opera Di Carne e di Piombo, un dark romance di impatto, che lascia il lettore in uno stato di perenne suspence grazie ai tagli e alle scelte stilistiche di Sagara Lux! Vi sembra dunque possibile che un’analisi, un approfondimento e qualche domanda all’autrice avrebbero mai potuto sfuggirmi? Scordatevelo proprio!

Ecco che nasce quindi questa intervista – analisi – approfondimento a lei, la mente che ha generato questo romanzo, Sagara Lux, che grazie alla sua disponibilità si è rituffata con me nel suo romanzo, per spiegare o sviscerare alcuni dettagli e svolte che lo rendono potente e fuori dagli schemi.

N.B. Ricordo inoltre che altri articoli e recensioni, per i più interessati e curiosi, relativi al mondo di DiCarne e di Piombo, sono disponibili o verranno pubblicati nel Blog La Lettrice sulle Nuvole.


Di Carne e di Piombo - Sagara Lux

Rachel: Innanzitutto, grazie mille per aver accettato questa intervista. Pronta?

Sagara Lux: Ma grazie a te, Rachel! Mi sono letteralmente innamorata della tua idea di farmi un’intervista dedicata a Di carne e di piombo. Altro che pronta, sono prontissima!

Rachel: Dunque, partiamo … Leggendo Di carne e di piombo, un libro tosto e, permettimi di dirlo, davvero cupo, la prima cosa che mi è venuta in mente è: da dove nasce lo spunto per una storia di questo tipo? Da dove arriva la scintilla?

Sagara Lux: In realtà sono una scribacchina senza meta e senza programma. Scrivo se ne sento l’esigenza, se ho quella storia da raccontare o quell’emozione da liberare. Una sera (ormai molto lontana, diciamo la verità) mi sono ritrovata nella mente questa scena particolarissima: una donna torna a casa e trova un uomo ad aspettarla sulla porta. Si tratta dell’uomo di cui è innamorata. L’ultimo che avrebbe creduto di trovare lì, perché Darren Swan è un condannato all’ergastolo appena evaso dal carcere e lei è la psicologa che lo ha in cura. Ma perché lui è proprio lì? Perché vuole lei? E perché lei non scappa?

Tutto nasce da qui; dal mio desiderio di spiegare Darren, di entrargli nella mente, di capire cosa spinge un uomo a fare determinate scelte; a condannarsi e allo stesso tempo a volersi salvare.

Rachel: Discutiamo un po’ sui vari elementi: il titolo, ad esempio, l’hai scelto tu? Quale sono le note che volevi far trasparire da questa immagine ossimorica, carne e piombo appunto?

Sagara Lux: Ho sempre amato i contrasti e i simbolismi. La carne e il piombo rappresentano due degli elementi cardine della storia, ovvero la passionalità dei suoi personaggi e la loro pericolosità. Il piombo mi porta alla mente il materiale di cui sono fatte le catene che circondano i polsi di Darren, ma anche i proiettili delle pistole. La carne invece mi fa venire in mente la dolcezza di Amanda, il modo in cui una donna come lei – una stimata psicologa con alle spalle diversi anni di servizio – cede completamente al fascino oscuro di Darren Swan.

Rachel: La protagonista femminile, Amanda, psicologa in un carcere e donna indipendente, ha il ruolo centrale in tutta la vicenda: come è stato immergersi nei suoi panni? Quali sono i tratti che più a tuo parere caratterizzano questo personaggio?

Sagara Lux: Ho sempre avuto una grande passione per la psicologia. Quando mi siedo in metropolitana non guardo il cellulare come fanno tanti, ma preferisco osservare le persone che mi circondano e tentare di interpretarle. Cerco di fare caso ai dettagli: come sono vestite, il modo in cui si muovono, parlano…

Le menti degli uomini mi hanno sempre affascinato. Cercare una strada per interpretarle mi viene istintivo, calarmi nei panni di Amanda mi è piaciuto tanto proprio perché, oltre all’istinto, mi sono ritrovata a cercare una spiegazione razionale ai comportamenti e alle relazioni che avevo in testa.

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Rachel: Passiamo ora a lui, Darren Swan. Nonostante parli poco, appaia e scompaia a suo piacimento, tutto il libro è avvolto nel suo mantello fatto di segreti, atmosfere oscure, scelte; così come ogni personaggio del romanzo è in qualche modo collegato a lui. Qual è il rapporto dell’autrice con questo personaggio? Com’è stato immedesimarsi in quello che è un criminale, un detenuto?

Sagara Lux: Di tutti i personaggi a cui ho dato vita, Darren Swan è quello che mi assomiglia di più. Il suo fascino, a parer mio, viene proprio dal suo essere umano.

Più che un criminale, io lo vedo come un uomo che ha alle spalle una vita di scelte sbagliate e di errori. Percepisco un grande peso sulle sue spalle, oltre a un grande desiderio di riscattarsi e di avere la sua occasione di essere felice.

Darren Swan è un personaggio che spicca tra le righe perché parla coi gesti, coi silenzi. E perché ama nella maniera totalizzante in cui tutti vorremmo essere amati.

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Rachel: Darren sottolinea come la vita sia soprattutto una questione di scelta. Nulla nel suo modo di agire è lasciato al caso: questa sua visione della vita ti appartiene e gliel’hai prestata o è un qualcosa di espressamente darreniano?

Sagara Lux: Mi è stato insegnato fin da piccola che ogni scelta ha delle conseguenze e che, se lo volevo ed ero disposta a impegnarmi, potevo raggiungere qualsiasi obiettivo. Come dicevo prima io e Darren siamo davvero molto simili, tutta la serie Broken Souls in effetti contiene molto di me e delle mie credenze.

Questo è anche uno dei motivi per cui dico sempre che chi mi legge non può non conoscermi 😉

Rachel: Passiamo ora ai rapporti che si instaurano o che esistono tra i personaggi. Quello più forte di tutti è forse quello tra Darren e Dorothy: il rapporto padre e figlia. Com’è stato confrontarti con un tale legame e quali difficoltà hai incontrato nel descriverlo?

Sagara Lux: Sono una figlia molto fortunata. Mio padre c’è sempre stato nei momenti per me importanti, mentre lui è rimasto orfano di padre a soli otto anni.

Mi è capitato spesso di pensare a come sarebbe stata la mia vita senza di lui, soprattutto perché nel mondo di oggi tanti sono cresciuti (o stanno crescendo) in una famiglia con genitori separati.

La mia difficoltà è stata proprio questa: tracciare un legame tra due persone che in realtà si sono viste pochissime, ma che “sentono” comunque di appartenere una all’altra.

L’amore, in ogni caso, è sempre e solo amore. Che sia tra fidanzati, amanti, padre e figlia o chiunque altro il linguaggio è uno soltanto. Se ami, non c’è nulla che temi di più del vedere soffrire chi possiede il tuo cuore.

Rachel: Il romanzo parla della storia di Amanda e di Darren, iniziando però non dal principio, come ci si potrebbe aspettare: diciamo, per non anticipare troppo ai lettori, che hai scelto di partire in medias res e poi, con alcuni flashback, il lettore ricostruisce pian piano il loro rapporto. È stata una scelta cercata, voluta o il modo naturale in cui la storia si è srotolata davanti ai tuoi occhi?

Sagara Lux: Quando scrivo non progetto mai. Ti confido un segreto: quando ho cominciato Di carne e di piombo non avevo idea di dove sarei andata a finire, né di cosa sarebbe successo.

La storia si è materializzata davanti ai miei occhi una scena alla volta. Ho ricostruito il passato di Darren pezzo per pezzo, e questo è anche uno dei motivi per cui tanti dicono che è una storia carica di suspence e colpi di scena.

Chissà, comunque, che un giorno non mi decida a scrivere anche il prima di Di carne e di piombo come tanti mi chiedono…

Rachel: Il rapporto tra i due è forte, particolare, un po’ sbilanciato, permettimi di dirlo, e a tratti anche un po’ discutibile: come hai fatto a non rimanere schiacciata da tutta questa forza, violenza e passione che si viene a creare ad ogni loro incontro?

Sagara Lux: Temo di non esserci riuscita in effetti ^^

Ci sono state notti in cui non sono riuscita a dormire finché non si era sbrogliata una determinata situazione. Ho sofferto tantissimo ogni volta che percepivo sulla mia pelle l’impotenza di Amanda, il desiderio di Darren di dare un corso nuovo alla sua vita e tutte le fragilità nascoste dietro agli occhioni della piccola Dorothy.

Questa storia mi ha travolto al punto che non sono riuscita a smettere di pensarci per anni interi. Tu la vedi pubblicata nel 2015. In realtà è rimasta per oltre due anni a un passo dalla fine, mentre cuore e mente combattevano tra di loro per capire cosa ne sarebbe stato di Darren e Amanda.

Rachel: Senza fare spoiler, pensi che il romanzo termini con un lieto fine per entrambi? L’epilogo agli occhi dell’autrice è il frutto di scelte consapevoli e felici?

Sagara Lux: Una piccola chicca per chi ha amato (o leggerà) Di carne e di piombo. Esiste un finale alternativo, ambientato qualche mese dopo la fine di questa storia, che ho pubblicato in via riservata all’interno del gruppo Facebook che gestisco: Second Chances – IL GRUPPO.

Ho una visione molto chiara della serie Broken Souls, nata con “Di carne e di piombo” e proseguita con “Inganno” e “Riscatto”. So che ci sono ancora tasselli da aggiungere alla storia di Darren e Amanda, e spero che un poco alla volta scoprirete tutto quello che c’è da sapere…

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Rachel: Al termine del romanzo hai inserito una breve playlist con alcuni brani musicali: ce n’è uno in particolare con cui descriveresti il rapporto tra i due protagonisti?

Sagara Lux: Le canzoni che ho inserito mi hanno accompagnato per tutta la stesura della storia. Posso collegare ognuna di loro a un momento particolare, ma ammetto di non essere in grado di associare un’unica canzone a un rapporto complesso e travagliato come quello che c’è tra Darren e Amanda.

Posso comunque dirti che una canzone per me molto importante, che peraltro torna anche nel proseguo della serie, è Hurricane dei Thirty Seconds to Mars. In particolare adoro il pezzo in cui dice: “Tell me would you kill to safe a life?

Ecco, questo è uno dei temi di Di carne e di piombo: fin dove saresti disposto a spingerti per salvare qualcuno che ami? Potresti uccidere, mentire, rubare o cambiare te stesso?

Rachel: Abbandonando ora Di carne e di piombo, mi sono informata sul tuo conto, ho fatto ricerche, e ho letto che la serie #BrokenSouls conta ben altri due libri, entrambi incentrati su uno dei criminali già presenti in questo primo volume, Genz. Quando è nato il libro su Darren sapevi già che il seguito sarebbe stato suo? E se sì, perché questa scelta?

Sagara Lux: Nel momento in cui Amanda si è trovata davanti a Genz, personaggio oscuro verso il quale Darren ha un debito, ho capito che un giorno o l’altro avrei dovuto scrivere anche la sua storia. Lo meritava.

Genz si è insinuato con prepotenza nella mia mente, e così non ho potuto fare a meno di dare vita a Inganno e Riscatto.

Il problema è che anche alcuni personaggi di Inganno e Riscatto hanno sollecitato la mia curiosità, quindi non so davvero dove andrò a finire ^^

Rachel: Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci ora da Sagara Lux? Novità in arrivo?

Sagara Lux: Assolutamente sì!

Scrivo tanto, scrivo sempre. Ho in corso qualcosa di nuovo e particolare, ma ho anche già tracciato una storia che tanti stanno aspettando. Vi dico un nome soltanto (nel caso in cui non lo avessi pronunciato abbastanza oggi): Darren Swan. 2017.

Rachel: Grazie mille! Davvero! :*

Sagara Lux: Grazie a te, Rachel. È stato bellissimo rispondere alle tue domande e, a quasi un anno di distanza, poter riparlare di due dei personaggi a cui sono più legata 🙂


Non mi resta dunque che ricordarvi, dopo questo viaggio fantastico in cui l’autrice ci ha guidati all’interno del suo romanzo, che il libro Di Carne e di Piombo, oltre a far parte del #LeggereItalianoBT, è anche legato a un #Giveaway (QUI) in cui potete partecipare per sfidare la sorte e tentare di vincere una copia autografata dell’opera di Sagara Lux!

#GoodLuck

Rachel

© Rachel Sandman

Io e Te = Amore di Jessica Sorensen – SEGNALAZIONE

Non abbiamo ancora una copertina ma HABEMUS DATAM!

Ed io sono esaltatissima! Grazie grazie grazie per questa notizia a Newton Compton!

Uscirà il 10 Novembre 2016 Io e Te = Amore, il terzo capitolo di una delle serie che più ho amato in assoluto e che mi ha fatto soffrire e piangere ma anche emozionare tantissimo: sto parlando, ovviamente, della #NovaSerie, la serie #StelleCadenti, di Jessica Sorensen (per me, una delle migliori scrittrici del panorama NA, in assoluto).

Venite a scoprire alcuni dettagli e la trama del tanto atteso epilogo della storia tra Nova e Quinton.

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TITOLO: Io e Te = Amore (Nova and Quinton: No Regrets)

AUTORE: Jessica Sorensen

SERIE: Serie Stelle Cadenti #3

USCITA: 10 Novembre 2016

PREZZO: € 4.99 (eBook)

EDITORE: Newton Compton

Oggi è il primo giorno della nuova vita di Quinton Carter. Il suo passato lo ha devastato, ma Nova Reed lo ha aiutato a rimettersi in piedi. Quinton ha ricominciato a vedere il mondo attraverso gli occhi di lei, così chiari e limpidi. Nova è l’unico motivo per cui il suo cuore batte ancora dietro la terribile cicatrice che ha sul petto. Gli piacerebbe averla tra le braccia ogni minuto della giornata… ma non è ancora pronto. Nova, nel frattempo, suona la batteria in una band e passa il tempo con i suoi migliori amici, ma la verità è che le manca qualcosa. O forse qualcuno. Con Quinton parla al telefono ogni notte. Vorrebbe toccarlo, baciarlo, anche se lei per prima sa di avere bisogno di altro tempo per guarire. Una notizia improvvisa e scioccante, arrivata come un fulmine a ciel sereno, però, le fa capire di aver bisogno di Quinton come lui una volta ha avuto bisogno di lei. Quinton sarà in grado di rompere per sempre con il passato e aprirsi al cuore di Nova?

Allora? Quanti di voi come me attendevano ormai da mesi questo libro?

Possiamo finalmente iniziare a contare i giorni!

N.B. Per chi se li fosse persi, avete ora il tempo di recuperare i primi due romanzi, L’Amore Verrà C’è Chi Dice Amore (sempre editi Newton Compton; qui di seguito i link d’acquisto), per essere preparati e pronti a iniziare a leggere subitissimo il capitolo conclusivo della storia di Nova e Quinton il 10 Novembre 2016!

 

Rachel

© Rachel Sandman

Ogni Tuo Battito di Sophie Jackson – Recensione

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TITOLO: Ogni Tuo Battito (A Measure of Love)

AUTORE: Sophie Jackson

SERIE: A Pound of Flesh Serie #3

USCITA: 15 Settembre 2016

PREZZO: € 6.99 (eBook) – € 16.90 (Cartaceo)

EDITORE: Fabbri Editore

TRAMA: Riley, trent’anni, dopo una dura esperienza in carcere è riuscito a trovare un lavoro che ama e a ricostruirsi una vita a New York. Un giorno, però, riceve una brutta telefonata: suo padre, con il quale non parla da tempo, ha avuto un secondo infarto. Con l’aiuto di Carter, il protagonista di “A fior di pelle”, decide quindi di tornare nel Michigan, nella sua città natale, per assistere il papà. Ed è allora che il passato lo sorprende senza preavviso: si imbatte casualmente in Lexie, sua migliore amica nonché amore travolgente e mai dimenticato. Sono trascorsi diversi anni, ma l’attrazione tra loro è ancora intensa, tanto che diviene sempre più difficile stare lontani l’una dall’altro, nonostante le incomprensioni e i rimpianti che ancora fanno soffrire entrambi. Tentare di portare avanti la loro relazione, però, si rivelerà complicato quando Riley scoprirà che Lexie gli ha nascosto per tutto questo tempo un segreto difficile da confessare. E capace di sconvolgere completamente la sua esistenza…

RECENSIONE: Fantastico! Questo romanzo è assolutamente stupendo: un sali scendi di emozioni sempre vive e ben calibrate, una storia curata nei dettagli, con flashback che fanno sentire la loro presenza senza eccedere nel retorico e nel ‘già sentito’: l’ho già detto ma, davvero, fantastico!

Ogni Tuo Battito è il terzo libro della serie A Pound of Flesh, iniziata con il capitolo su Wes Carter (A Fior di Pelle) e proseguita con quello su Max (Nel Tuo Respiro), con brevi intervalli di novelle. Devo dire che questo romanzo si è fatto attendere (per chi, come me, ha iniziato questa avventura nel giugno 2015, quando la storia di Carter e Kat è stata pubblicata qui in Italia, i mesi sono stati anni eterni di lenta agonia e aspettativa): sia chiaro, ho personalmente amato l’intera serie ma Sophie Jackson è riuscita sin da subito a rendere il lettore curioso e pieno di domande su quel personaggio secondario, che a tratti spariva e a tratti invadeva tutto lo spazio, Riley Moore. Quindi immaginatevi l’ansia di avere finalmente nel kindle la sua storia: non potevo proprio aspettare un momento di più e l’ho letto credo il giorno stesso della sua pubblicazione, al più tardi quello dopo.

Posso ora urlarlo ad alta voce: perfetto!

Sophie Jackson ha fatto ancora una volta un lavoro spettacolare che, secondo me, surclassa addirittura i precedenti due.

Riley è un personaggio complesso: concreto, coerente, sicuro di sé e immerso nel presente. Due elementi del suo passato lo rendono instabile: la sua esperienza in carcere che ha compromesso il rapporto con suo padre e lei, Lexie.

Lexie è una donna forte ma fragile, con tante di quelle sfaccettature in chiaro scuro che nemmeno un dipinto di Van Gogh può reggere il confronto. È uno dei personaggi femminili che più ho amato: bionda, occhi azzurri, dall’aspetto reso più duro grazie a tatuaggi e piercing, racchiude in sé delle crepe, delle rotture, delle fragilità che non la rendono meno forte ma solo più umana.

La storia tra i due è raccontata attraverso balzi temporali, passando tra i giochi di bambini ancora troppo piccoli per comprendere appieno il sentimento che li lega, attraverso balli scolastici che esplodono inaspettati, fino a giungere ad un presente fatto di risentimento, di dialoghi e decorato da quel pizzico di sorpresa che è davvero la ciliegina sulla torta per un libro davvero unico.

Chiariamo subito un punto: altri romanzi prima di quello della Jackson hanno trattato una tematica simile a quella in cui si ritrovano involti Riley e Jexie (non ultimo, Il mio più grande errore di Aurora Rose Reynolds, di cui trovate la mia recensione QUI), ma nessuno è mai riuscito a sorreggere il tutto nella maniera in cui è riuscita questa straordinaria autrice.

La trama è ricca di personaggi ed eventi che rischierebbero di creare un effetto minestrone poco oliato e mal funzionante: cosa che NON accade! Il lettore vuole sapere cosa è successo, cosa succederà, tutto insomma. I personaggi secondari sono caratterizzati senza però far sparire i veri protagonisti: tutto fila, liscio come l’impasto di una torta al cioccolato privo di grumi e dal sapore speziato.

In conclusione, se ancora non si fosse capito, consiglio davvero questo libro (leggetevi tutta la serie, se potete; leggetevi solo questo, può andare bene comunque): non lasciatevi però sfuggire Ogni Tuo Battito, sarebbe un errore madornale.

Aggiungo infine che c’è un motivo ulteriore che fa schizzare il romanzo edito da Fabbri tra i migliori dell’ultimo periodo: il vero protagonisssta della storia, colui che rende il tutto di una dolcezza assoluta e mai nauseante, il perfetto incastro … Noah.

Chi è costui? Che ruolo ha nel libro?

Beh … Non sta a me svelarlo: leggete e capirete la potenza che può avere una trama fantastica nelle mani di un’autrice eccezionale!

E poi, ovviamente, fatemi sapere!

P.S. Carissima Sophie Jackson, mi rivolgo a te perché … Beh … Non puoi lasciarmi così, con un mucchio di interrogativi aperti su quei fratelli (Seb, in primis) tanto protettivi quanto indipendenti! Insomma … Non scrivere le loro storie sarebbe uno spreco, vero? Vero? Veroooo?

Rachel

© Rachel Sandman

Di Carne e di Piombo di Sagara Lux – Recensione

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TITOLO: Di Carne e di Piombo

AUTORE: Sagara Lux

SERIE: Broken Souls Serie #1

USCITA: 4 Settembre 2015

PREZZO: € 3.90 (eBook) – € 9,87 (Cartaceo)

EDITORE: Self Publishing


TRAMA:

l corpo non mente.
Amanda lo sa bene. Interpretare i gesti e le parole delle persone è il suo mestiere, ma nonostante questo non appena si imbatte in Darren Swan non può fare a meno di sentirsi ingannata.
Da se stessa.
La verità non fa male.
Truffatore. Ladro. Assassino. Darren Swan sa bene cos’è, ma nonostante questo nei suoi silenzi e nelle pieghe della sua anima Amanda scorge qualcosa che la spinge a studiarlo, a guardarlo.
Ad amarlo.
Tutto ha un prezzo.
Il giorno in cui Darren evade dal carcere in cui è rinchiuso accade qualcosa di impossibile.
Amanda avrà un’unica occasione e un’unica vita per entrargli nella mente e nel cuore; per portare a galla verità nascoste così a lungo da venire dimenticate e per riaprire ferite destinate a cambiare per sempre le loro vite.


RECENSIONE: Non avevo mai letto un Dark Romance e, detto inter nos, non sapevo in concreto cosa aspettarmi. Violenza? Inganni? Mistero? Era tutto un gran punto interrogativo che mi gironzolava in testa, sbattendo un po’ di qua e un po’ di là. Tutto questo finché non mi sono trovata ad aver letto i primi capitoli di questo romanzo che mi hanno illuminato nella loro oscurità.

Di Carne e di Piombo è un libro forte, sia per gli argomenti e il mondo che ospita, sia soprattutto per le atmosfere cupe e pregne di quella nebbia fitta e scura che tanto mi hanno ricordato i vicoli bui di film come Mystic River e simili, avete presente?

È quindi tutto un susseguirsi di suspence, di bugie, di sotterfugi: una vera macchina ben oliata per far muovere tutto e tutti in un ambiente sempre più dark e che lascia, volutamente, il lettore col fiato sospeso ad ogni fine capitolo.

Chiariamo subito un punto: se cercate una storia semplice, il principe azzurro che si innamora e il caro vecchio “vissero tutti felici e contenti”, leggete altro.

Questo romanzo è davvero complesso, in primis per la scelta di Sagara Lux di avere come protagonisti una coppia sbilanciata in partenza: lei, psicologa, donna forte e indipendente; lui, detenuto, condannato all’ergastolo, padre.

Amanda e Darren non potrebbero essere più diversi e il loro rapporto che va evolvendosi, pagina dopo pagina, marca, a mio parere, sempre di più la linea netta che separa e separerà sempre i loro due mondi.

La storia di passione e di sospetto che si viene a creare tra i due è un vero pugno nello stomaco, che mi ha fatto spesso scuotere la testa, soprattutto di fronte a scelte che non mi sarei mai aspettata da parte di un personaggio come Amanda. Parliamoci chiaro: da una persona abituata ad avere a che fare con galeotti e pazzi di ogni tipo, mi immaginavo un po’ più di spina dorsale e logica.

Ad aver invece fatto centro, sempre a mio modesto parere, è il modo in cui l’autrice presenta, descrive e accompagna Darren Swan durante tutto l’arco della storia. Non siamo qui di fronte ad un pentito: Darren non cerca né vuole redenzione per i crimini che ha commesso. Il suo modo di vivere, le sue scelte, il suo stesso atteggiamento nei confronti di Amanda, sono tutti elementi che filano perfettamente e coerentemente con il personaggio, con l’uomo che è. Deciso, forte, sicuro: ha solo una piccola crepa, un solo punto debole concentrato in una bambina dai capelli biondi, sua figlia.

Un altro elemento che ho personalmente adorato è stato proprio la capacità di Sagara Lux di inserire una nota tanto delicata e tenera, come il rapporto tra padre e figlia, all’interno di un labirinto di bassifondi e criminali di ogni specie.

Per concludere: non aspettatevi dunque un romanzo stile A fior di pelle della Jackson. In Di Carne e di Piombo non c’è la storia d’amore idilliaca, tra un fuorilegge e una donna che lavora nel carcere in cui è rinchiuso, che sfocia improvvisamente nella dolcezza e nel sentimentalismo.

Questo romanzo ruota tutto attorno al fatto che il protagonista sceglie il suo destino, non cerca una riammissione nella società, non chiede perdono: il lettore ne è ben consapevole.

E, se da un lato, Amanda può avere dei tratti in comune con le eroine che si trovano nei romance contemporanei, un po’ preda dei loro sentimenti e degli eventi, Darren non è assolutamente un bad boy destinato a sciogliersi davanti ad una donna, o meglio: non davanti alla psicologa che tanto lo venera.

Quindi, leggendo questo libro, preparatevi a fare un gran bel giro su delle montagne russe emotive di grande impatto e … Ricordatevi di allacciare bene le cinture: gli scossoni sono all’ordine di capitolo!

Rachel

N.B. Vi ricordo che questo libro partecipa al #BlogTour di #LeggereItaliano! Di conseguenza, potete sfidare la fortuna e cercare di accaparrarvi una copia cartacea di Di Carne e Di Piombo di Sagara Lux partecipando al #Giveaway (QUI) e seguendo alcune semplici regole! #GoodLuck!

© Rachel Sandman

Approfondimento – Emerald Gloom: un’analisi con l’autrice

L’iniziativa ‘Leggere Italiano’ ci permette di analizzare maggiormente le opere proposte. In particolare, la sottoscritta è rimasta davvero ammaliata dall’opera Emerald Gloom, un romanzo contemporaneo dai tratti onirici e rockettari ben fusi insieme, di conseguenza vi pare che un approfondimento sulle varie tematiche e personaggi presenti in quel di Seattle avrebbe mai potuto sfuggirmi? Certo che no! Ecco dunque che una bella chiacchierata con Elle Caruso, ovvero la fonte, l’autrice di questo libro originalissimo, si è tramutata in un vero e proprio viaggio tra letteratura e musica.


Emerald Gloom - Elle Caruso

Rachel: Premesso che, come ho già avuto modo di accennarti, ho adorato questo libro, partirei da questo: Emerald Gloom è un romanzo imprescindibile senza musica, potremmo quasi dire che è lei la vera protagonista. Tu cosa ne pensi? Qual è stato il tuo rapporto, in fase di stesura, con le canzoni meravigliose che hai scelto? Hai impostato un cd che suonava a ripetizione? Raccontaci …

Elle Caruso: Non era proprio un cd, ma ci sei andata vicino… In realtà era una playlist sullo smartphone, intitolata, naturalmente, Emerald Gloom. Durante la prima stesura del romanzo, sebbene ascoltassi anche altra musica, nella mia testa giravano sempre le stesse canzoni, quelle che ho inserito nel libro. Posso dire di aver ascoltato quelle canzoni per mesi, instancabilmente. La scelta dei brani non ha seguito una logica precisa, quanto piuttosto l’ispirazione del momento. Mentre scrivevo un brano del libro all’improvviso pensavo: “ecco, questo è il momento giusto per questa canzone”. Anche se amo tutti i brani della “playlist”, ti confesso che con alcuni ho un legame più forte che con altri. Ti faccio alcuni esempi. Prendi Dumb, che (non a caso) è la prima canzone che nomino nel libro. Dumb mi devasta emotivamente ogni volta che la ascolto, è una canzone che mi rappresenta moltissimo, tanto che ne ho una frase tatuata sul braccio. Sirens mi ha ispirato la scena dell’incidente, e la amo perché ha un testo molto significativo. Creep descrive il momento in cui Aaron si innamora di Florence, e le emozioni che suscita in lui questo sentimento che non desidera provare (“ma io sono uno strano, cosa diavolo ci faccio qui? Non appartengo a questo posto”). Black invece rappresenta un po’ la chiusura emotiva di Aaron verso l’amore in generale a seguito della morte della madre. A Smells Like Teen Spirit ho dedicato un posto speciale: tutti e tre i componenti della band, Aaron, Nathan e Chandler, hanno lo spartito del riff tatuato addosso. Se te lo stai chiedendo la risposta è no, non è la mia canzone preferita, ma è la prima in assoluto che ho ascoltato dei Nirvana, quindi per me sarà sempre speciale. Insomma, ognuno di questi brani per me ha un grande significato, adesso ancora più profondo perché nella mia testa rimarranno sempre legati a questo romanzo.

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Rachel: Oltre alla musica, ovviamente il perno attorno cui tutto ruota è la figura di Aaron Clark. È un ragazzo dalle mille sfaccettature, ricco di spigoli e di contraddizioni, di crepe e di sofferenze, di incertezza e di sogni. Come è stato creare un personaggio tanto complesso? Da cosa o da chi hai tratto ispirazione? Come hai fatto, in alcuni passaggi, a non farti sommergere dalla sua “oscurità color smeraldo”?

Elle Caruso: Ho lavorato tantissimo su Aaron. Volevo creare un personaggio fuori dagli schemi ma che fosse anche “umano”. Non volevo che fosse il tipico personaggio perfetto, quello che sa sempre cosa fare, cosa dire e cosa provare, perché non sarebbe stato credibile. Volevo un personaggio dai contrasti forti, quasi violenti, e penso di averlo ottenuto. Aaron è un sognatore cinico. La morte della madre ha influenzato profondamente le sue convinzioni: la vita per lui è una continua lotta contro il tempo, contro l’inesorabilità della morte e dell’oblio, una lotta che cerca di vincere lasciando un segno indelebile con la sua musica; il mondo invece è un posto ostile e brutale, che stritola chi non ha la forza d’animo e la freddezza necessarie per andare avanti. È per questo motivo che Aaron maschera la sua indole sensibile con una corazza e difficilmente lascia trapelare i suoi sentimenti, che lui vede come una debolezza. Da una lettrice mi è stato rimproverato di aver provato a creare un personaggio ribelle, che però di ribelle e di oscuro ha ben poco. La verità è che io non avevo alcuna intenzione di creare un personaggio rivoluzionario, uno che compie gesti di ribellione eclatanti o che si droga per rendere più drammatica la sua esistenza. Al contrario, volevo che la sua fosse una lotta interna, esistenziale e assolutamente personale, che anzi restasse quasi nascosta anche alle persone che gli stanno più vicine. Volevo trasmettere il messaggio che il malessere non sempre è una cosa visibile, e soprattutto volevo che i lettori si immedesimassero in lui e che riflettessero su alcune cose. A chi mi sono ispirata… beh, innanzitutto a me stessa. Ti confesso che nel modo di pensare e nel carattere di Aaron c’è molto di mio. Poi naturalmente a Cobain, che per me è una vera leggenda. Il resto l’ho lasciato fare all’immaginazione.

Rachel: Restando focalizzate su Aaron, mi piacerebbe ora illuminare un po’ le sue nubi attraverso un’analisi dei suoi rapporti con gli altri personaggi: e chi può farlo meglio dell’autrice?

Iniziamo allora con il legame tra lui ed Allyson, la sorella gemella. Il suo, secondo te, può definirsi il tipico atteggiamento da fratello maggiore o c’è qualcosa di più? E’ davvero lui a tenere le redini di questo rapporto o Ally è più tosta di quanto possa sembrare?

Elle Caruso: Direi che per molti aspetti Allison è decisamente più forte di Aaron. Innanzitutto Ally ha superato la morte della madre senza subire lo stesso trauma emotivo del fratello e non ha paura di mostrare e di affrontare i propri sentimenti. Aaron con lei ha sì un atteggiamento tipico da fratello maggiore, nel senso che si preoccupa dei ragazzi e dei posti che sua sorella può frequentare e dei pericoli che può correre, ma in realtà il sentimento di protettività è assolutamente reciproco. Altrettanto reciproco è il sostegno che i due si offrono a vicenda: Aaron è un punto fermo nella vita di Allison, la persona con la quale confidarsi e alla quale chiedere aiuto nel momento del bisogno, ma lo stesso vale per Aaron, con la sola differenza che anche quando lui non ha voglia di parlare, sua sorella riesce chiaramente a intuire i suoi sentimenti e i suoi pensieri. Per rispondere alla tua domanda, non credo sia Aaron a tenere le redini del loro rapporto, piuttosto penso che i due siano esattamente sullo stesso piano.

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Rachel: Passiamo ora al rapporto con i genitori. La madre e il padre sono due persone quasi agli antipodi: non so perché, ma lei me la sono davvero immaginata quasi come una tipica donna anni ’70, dallo stile molto new age; mentre lui è l’uomo in divisa, integerrimo, fermo nelle sue idee e convinzioni. Entrambi hanno però lasciato traccia di loro nel figlio: quali sono gli aspetti dei due che traspaiono in Aaron?

Elle Caruso: Mi piace il modo in cui li descrivi, hai più o meno colto nel segno. Nel libro, l’immagine che traspare di lei è quella di una madre amorevole e di una donna gentile e raffinata, una sorta di moderno angelo del focolare. Anche il nome, Grace (che in italiano significa grazia, eleganza) non è stato scelto a caso. La sua figura resta però volutamente indistinta, come coperta da un alone luminoso. Il motivo di questa scelta è far capire ai lettori che Aaron ha idealizzato la figura della madre, cancellando qualunque difetto ella avesse avuto nella realtà e trasformandola nei suoi ricordi in un essere assolutamente perfetto. L’ammirazione che Aaron nutre nei confronti del padre invece ha basi più reali, non nasce da un’idealizzazione mentale del genitore ma si è costruita nel tempo a seguito di azioni concrete e di comportamenti che Aaron ha avuto modo di apprezzare in Thomas, non a caso per lui suo padre è quasi una sorta di guida morale, l’esempio da seguire. Dal padre Aaron ha ereditato la testardaggine e la forza di restare sempre fedele ai propri princìpi. Poiché la personalità di Grace non viene mai rivelata del tutto, invece, dal libro non si capisce cosa ci sia di lei nel figlio, né posso dirtelo io perché, scrivendo dal punto di vista di Aaron, non so rispondere a questa domanda come non lo saprebbe fare lui.

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Rachel: Dalla famiglia di sangue, alla famiglia di scelta: Chandler e Nathan sono gli altri componenti della band, i migliori amici di Aaron, i suoi fratelli. Sono un po’ una squadra alla ‘tutti per uno, uno per tutti’. Come è stato dar vita a un rapporto così forte tra tre uomini, potenzialmente molto diversi fra loro?

Elle Caruso: È stato un incubo. No dai scherzo, ma da donna entrare nella mentalità maschile e ricreare il tipico cameratismo tra uomini senza sfociare nel troppo sentimentalismo non è stato semplice. Ho avuto le mie incertezze e i miei dubbi, ma alla fine credo, o almeno spero, di aver fatto un buon lavoro. Nathan e Chandler rappresentano per Aaron una delle poche certezze della sua vita, sia perché fanno parte della band che già di per sé per lui ha un’importanza fondamentale, ma anche perché lui sa di poter sempre contare sulla loro amicizia. Aaron è un diffidente di natura, non riesce a fidarsi di nessuno, e di solito le persone non accettano di concedere fiducia senza che questa venga ricambiata. Nathan e Chandler invece lo fanno, accettano sempre Aaron per ciò che è senza chiedergli nulla in cambio, anche se a volte fanno fatica a comprendere la sua logica, in pratica si comportano con lui da veri fratelli di sangue. Potrei dire che questo rapporto ruota intorno a due fulcri: il primo naturalmente è la musica, che è proprio il filo che lega questi tre ragazzi, come giustamente dici tu, molto diversi tra loro. Il secondo invece è Aaron stesso, che con la sua forte personalità tiene nella sua orbita i due ragazzi dando vita a un equilibrio perfetto tra i tre. Ecco, in questo caso forse si può dire che è Aaron a tenere le redini del rapporto.

Rachel: Il Dottor Salinger è, invece, un fenomeno: ironico, brillante, a tratti confuso, anche più del suo paziente. È un caso che il suo nome riporti all’autore di uno dei romanzi della letteratura americana per eccellenza, Il Giovane Holden? Pensi che Aaron o lo stesso psicoterapeuta abbiano dei tratti in comune con il più noto Holden? Se sì, quali?

Elle Caruso: No, naturalmente non è un caso. Quando ho scritto il mio commento al libro, poco dopo l’uscita, ho affermato che i lettori ideali di Emerald Gloom erano quegli adulti che continuavano ancora a sentirsi un po’ come Holden Caulfield. Il Giovane Holden è uno dei miei romanzi preferiti e devo dire che in fase di stesura del libro mi ha ispirato molto, per questo ho deciso di omaggiare Salinger dando il suo nome a uno dei personaggi chiave della storia. Perché chiamare proprio lo psicoterapeuta col suo nome? Perché George Salinger è forse la persona più vicina ad Aaron durante il suo percorso di crescita emotiva, ed anche il personaggio che fra tutti è il più simile a lui, quello che meglio riesce a comprenderlo. Aaron (e in minor parte anche George) ha in comune con Holden la difficoltà ad adattarsi alle regole preimpostate della società, l’istinto di ribellione verso la normalità e la difficoltà a crescere e ad assumersi delle responsabilità, ma anche una sensibilità molto acuta.

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Rachel: Restando immersi nella letteratura americana, altra gemma che ho personalmente adorato è stata la scoperta del cognome della tanto sfuggevole Florence, Whitman: come il poeta di Leaves of Grass. Perché la scelta è ricaduta su questo artista e perché affidare proprio a lei il compito, o l’onere, di portarne la testimonianza.

Elle Caruso: Mi dispiace deluderti, ma stavolta la scelta del cognome è assolutamente casuale e il caro Walt Whitman non c’entra con il romanzo. Però mi hai incuriosito e mi piacerebbe chiederti se hai riscontrato nel personaggio di Florence qualche traccia del poeta. Tra l’altro è un autore che ho scoperto solo da qualche mese e, benché io non sia un’amante di poesia in generale, ho letteralmente adorato alcuni suoi versi.

Rachel: Beh … Non per forzare troppo la mano ma credo che Florence sia molto immersa, ormai direi inconsapevolmente, nel mondo di Whitman. Il poeta è solito ambientare i suoi componimenti di notte, in paesaggi illuminati solo da luna e stelle. Ecco, hai già capito: le famose stelle che Aaron si fa tatuare, la pelle di Florence che richiama un po’ il pallore lunare, la sua essenza molto ineffabile, come la luna da sempre raccontata come un luogo misterioso e impalpabile. Tutto questo mi ha rafforzato il legame tra i due. Ma non tergiversiamo con le elucubrazioni mentali della sottoscritta! Torniamo a noi!

Rimanendo un attimo ancora sul personaggio di Florence: com’è stato scrivere un romanzo in cui, senza spoilerare, per la maggior parte dei capitoli quella che potrebbe a tutti gli effetti essere la coprotagonista non c’è o non si vede? La sua presenza in assenza ti ha, in qualche modo, obbligato, dirottato verso alcune scelte piuttosto che altre? Come ha influenzato la trama e lo svolgimento della vicenda, se lo ha fatto?

Elle Caruso: L’assenza-presenza di Florence è stata una delle cose più difficili da gestire in fase di stesura del romanzo. Volevo fare in modo che i lettori la conoscessero abbastanza da capire perché Aaron si innamorasse di lei, ma al contempo volevo che il suo personaggio restasse avvolto da un’aura di mistero fino alla fine. Se non avessi ricorso all’espediente dei sogni e Florence fosse stata “reale” sin dall’inizio, sarebbe stata a tutti gli effetti la coprotagonista del romanzo, ma questo era proprio ciò che volevo evitare. Nel senso che io non volevo scrivere una semplice storia d’amore, ma volevo piuttosto focalizzarmi sul rapporto di Aaron con l’amore e analizzare la sua difficoltà con i sentimenti in generale. Diciamo quindi che tutte le scelte che ho fatto sono state volute e studiate fin nei minimi dettagli. Vedi, il fatto è che quando mi è venuta per la prima volta l’idea di scrivere questo romanzo avevo già la trama praticamente scritta in testa, quindi semmai è stato tutto il resto ad adattarsi ad essa.

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Rachel: Uno degli ulteriori rapporti che ci restano da analizzare è quello tra Aaron e Julian, il giovane a cui la nostra cara rockstar dà lezioni di chitarra. È un rapporto che va oltre, secondo me, quello tipico di maestro – allievo. Tu cosa ne pensi? Quale sfumatura volevi dare al legame tra i due? Hai preso spunto da qualcuno in particolare?

Elle Caruso: Credo che vada oltre il tipico rapporto maestro-allievo per due motivi. Il primo è che Aaron per Julian più che un maestro è un mito, un modello da seguire. Aaron sa della venerazione che il ragazzo nutre nei suoi confronti, ma non sa come affrontarla perché teme di non essere all’altezza delle sue aspettative. Non si sente abbastanza maturo da poter fare da guida a un ragazzo, e qui ritorna anche il tema della mancanza di responsabilità e della paura di crescere. Al contempo, però, Aaron ha un forte legame con Julian proprio perché riconosce in lui sé stesso da piccolo, con la sua stessa caparbietà e la sua stessa passione per la musica, quindi lo aiuta a crescere musicalmente nella speranza che da grande possa realizzare il suo sogno di diventare un grande musicista. Infine no, non ho preso spunto da nessuno.

Rachel: Penultimo rapporto: quello tra Aaron e Kurt Cobain. Il leader dei Nirvana è il suo mito, il suo modello, l’artista in cui più di ogni altro si identifica: perché proprio questa scelta? Perché, fra tutti, hai scelto proprio Cobain? In cosa i due sono simili e in cosa, invece, si differenziano?

Elle Caruso: È stata una scelta dettata dal momento. Ti racconto: ho scoperto i Nirvana proprio mentre mi apprestavo a scrivere le prime pagine del romanzo. Avevo ben chiara la trama, ma i personaggi e i dettagli erano ancora molto nebulosi. I Nirvana per me sono stati una vera e propria rivelazione, nelle loro canzoni ho ritrovato me stessa e per Cobain ho sentito questa sorta di empatia e di affinità che non avevo mai provato per nessun altro artista. Dunque, mi serviva una storia e una personalità per il mio protagonista, e allora perché non un giovane musicista tormentato che si identifica nella figura di Cobain? Considerato il momento di autentica passione per il grunge che stavo vivendo, inserire la musica all’interno del romanzo mi è sembrata la cosa più naturale e più logica al mondo. E così parte di quella mia passione per la musica e per Kurt Cobain si è trasferita sulle pagine del libro. Forse è proprio grazie a questo che sono riuscita a dar vita a un personaggio tanto intenso. Aaron ha di Cobain la stessa sensibilità dolorosa, la stessa paura di essere inghiottito da un mondo che non riesce ad affrontare e nel quale non si riconosce. La differenza tra i due è che Aaron riesce a mantenere un certo distacco, a non farsi sopraffare dalle proprie emozioni. Molte volte è lì per lì per affondare, ma poi in qualche modo riesce sempre a riemergere dall’oscurità, soprattutto grazie alla musica. C’è da dire che per Kurt la situazione iniziò a precipitare proprio nel momento in cui non sentì più un legame con la sua musica: se avesse continuato ad avere un’àncora di salvezza, forse le cose sarebbero andate in un altro modo anche per lui. Ma queste, ovviamente, sono solo mie ipotesi un po’ poetiche.

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Rachel: Siamo giunte al termine: non ci resta che analizzare il legame più forte di tutti, ovvero quello tra Aaron e la musica. Per lui, da come ho potuto intuire, il suono e il linguaggio musicale sono un modo per comunicare, ma forse, prima ancora, sono un modo per esprimere se stesso, per uscire dal caos che ha in testa, per sfuggire il silenzio. Come definiresti questo rapporto e quale, fra tutte le canzoni, presenti e non, nella playlist che hai scelto per il romanzo, meglio descrive questo amore incondizionato?

Elle Caruso: Beh, direi che tu lo hai già definito alla perfezione, ma provo ad aggiungere qualcosa. La musica per Aaron è espressione, perché data la sua riservatezza è l’unico modo che ha per comunicare e soprattutto per farsi comprendere dagli altri. È salvezza, perché è ciò che dà un senso alla sua esistenza, uno scopo da perseguire, qualcosa per cui valga la pena andare avanti. È identità, perché nella musica Aaron ritrova sempre sé stesso, è ciò che gli impedisce di perdersi per sempre nella sua oscurità color smeraldo. Difficile trovare un brano che descriva esattamente l’amore di Aaron per la musica. O meglio, uno c’è: è un testo che ho scritto io, ma non si può neanche definire brano visto che non ha ancora una base musicale. C’è però una canzone che mi ha accompagnato durante tutta la scrittura del romanzo, e che ho ascoltato almeno quanto le canzoni della playlist. Si tratta di Save Me degli Avenged Sevenfold. Visto che questo brano mi ha ispirato tanto, inizialmente avevo anche messo una citazione dal testo in apertura del libro, poi ho cambiato idea perché non ero sicura che i lettori l’avrebbero afferrata. Forse non c’entra nulla con la tua domanda, perché il brano non descrive l’amore di Aaron per la musica, però parla di sogni, di smarrimento e di salvezza e insomma, anch’esso mi ha dato il suo contributo per il risultato finale.

Rachel: E adesso cosa ci aspetta: hai in mente un seguito o un romanzo in cui ritroveremo alcuni di questi personaggi? Stai lavorando a qualcosa di nuovo che puoi anticiparci e raccontarci?

Elle Caruso: No, non ci sarà un seguito o altri romanzi legati a Emerald Gloom. Ho messo tantissimo di mio in questo libro, pensieri ed emozioni davvero personali, e credo che il lavoro sia completo e concluso così com’è, non posso fare più di questo né voglio, perché snaturerebbe l’opera. Al momento sto lavorando parallelamente a due nuovi romanzi: uno è un fantasy young adult, l’altro un romance contemporaneo. Sto decidendo su quale dei due concentrarmi perché non posso portarli avanti entrambi contemporaneamente, ma la scelta non è affatto facile. Inoltre a breve uscirà un breve racconto prequel del mio primo romanzo, Attraverso l’obiettivo. Insomma, continuo a impegnarmi a pieno ritmo nella scrittura!

Rachel: A questo punto non mi resta che ringraziarti tantissimo per esserti resa disponibile a questa chiacchierata e per averci fatto immergere ancora di più nel tuo romanzo! Grazie davvero!

Elle Caruso: Grazie a te! Ho adorato le tue domande, erano molto concise e approfondite, si vede che hai letto il libro con attenzione e che lo hai apprezzato. Spero di collaborare ancora con te in futuro!

Rachel: Lo spero assolutamente anch’io! Quindi direi che è azzeccato chiudere con un sonoro … ALLA PROSSIMA!


Vi ricordo ora alcune note tecniche: oltre a far parte, come detto, del #BlogTour #LeggereItaliano, Emerald Gloom di Elle Caruso è legato ad un #Giveaway (QUI) a cui potete partecipare tutti, seguendo alcune semplici regole, tentando così di aggiudicarvi una copia cartacea di questo libro meraviglioso!

Inoltre, se volete sapere ancora un paio di cose su Aaron e Seattle, potete trovare altri articoli (recensione e intervista) nel Blog Milioni di Particelle.

#GoodLuck

Rachel

© Rachel Sandman

Odiami come io ti amo di Penelope Douglas – Segnalazione

Uscirà giovedì 22 Settembre 2016, edito da Newton Compton Editori, uno dei romanzi più attesi dell’anno: Odiami come io ti amo (Aflame), il tanto sospirato ultimo capitolo della #FallAwaySerie firmata Penelope Douglas.

Iniziamo con una piccola chicca solo per questo blog. Abbiamo infatti contattato Penelope Douglas in persona e ad una nostra domanda (grazie #Goodreads per queste opportunità fantastiche!), lei ha gentilmente risposto così:

Rachel: «Thanks Penelope for this opportunity. Here’s my question … You said: “Bully was my love. Until You was my responsibility. Rival was my pleasure. But Falling Away was my destiny”. So now I’m courious … what is Aflame for you?»

Penelope Douglas: «Well … Aflame was a sort of testament to broken people and redemption. I think – I hope – people love it :)»

[Traduzione -> Rachel: «Grazie Penelope per questa opportunità. Ecco la mia domanda … Hai detto: “Mai per Amore era il mio primo amore. Da Quando ci sei Tu era la mia responsabilità. La mia Meravigliosa Rivincita è stato un piacere personale. Ma Non Riesco a Dimenticarti era il mio destino. Quindi adesso sono curiosa … Che cos’è Odiami come io ti amo per te?» Penelope Douglas: «Beh … Odiami come io ti amo è stato una sorta di testamento di persone spezzate e di redenzione. Penso – spero – che le persone lo adoreranno :)»]

© Rachel Sandman

Curiosi ora? Beh … Io personalmente si! Ecco qui di seguito la trama e qualche informazione in più su questa imminente uscita.

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TITOLO: Odiami come io ti amo (Aflame)

AUTORE: Penelope Douglas

SERIE: The Fall Away Serie #5

USCITA: 22 Settembre 2016

PREZZO: € 4,99 (eBook) – € 9,90 (Cartaceo)

EDITORE: Newton Compton Editori

TRAMA: I ruoli si sono capovolti, ora ho il potere e tocca a lui mendicare…
Tutti vorrebbero essere come me. Forse è l’effetto che faccio sugli altri per come mi vesto o per come mi sistemo i capelli, non importa. Anche se l’ultima cosa di cui ho bisogno è l’interesse della gente, non riesco proprio a smettere di essere al centro dell’attenzione. Domino la pista, la velocità mi fa vibrare e il vento e la folla urlano il mio nome. Sono proprio io, la ragazza pilota. La regina della corsa. Sto sopravvivendo, e non ci avrei scommesso. Tutti, però, mi parlano di lui. Hai visto Jared Trent in TV? Cosa ne pensi della sua ultima gara, Tate? Quando tornerà in città, Tate? Mi rifiuto di pensarci troppo. Perché quando Jared tornerà a casa, io non sarò qui. Tatum Brandt non esiste più. Sono diventata una persona nuova.

Non ci resta quindi che attendere: mancano solo due giorni all’uscita di questo libro! Pronti? Sono sicura che Jared, a differenza di Jax (per chi se la fosse persa, la mia recensione su Non riesco a Dimenticarti QUI), non ci deluderà!

Rachel

© Rachel Sandman

L’Amore ti ha Trovato di Simona Friio – Recensione

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TITOLO: L’Amore ti ha trovato

AUTORE: Simona Friio

USCITA: 19 Luglio 2016

PREZZO: € 3.49 (eBook)

EDITORE: Triskell Edizioni

TRAMA: Ester e Jonathan si incontrano una mattina per caso. Il colpo di fulmine, tra quel che resta dei cocci di un vaso Ming, è inevitabile. Dopo i primi imbarazzi e la convinzione di non essere fatti l’uno per l’altra, decidono di costruire una vita insieme. Ma a un anno dal matrimonio, le aspirazioni professionali di lei e i problemi familiari di lui iniziano a far vacillare il loro sogno d’amore. Tra loro sembra essere tutto finito, ma non hanno fatto i conti con il vero Amore…

RECENSIONE: AMORE … Nome comune di cosa, maschile, singolare, primitivo, astratto … Questa è probabilmente la definizione che troveremmo in un quaderno a righe di un bambino delle elementari, quello con gli esercizi di grammatica e con i contorni delle lettere un po’ sbavati, sintomo di una grafia ancora un po’ raffazzonata e incerta. Sicuramente, il bambino in questione otterrebbe un voto alto per il suo compito ma devo dire che, dopo la lettura di L’Amore ti ha Trovato di Simona Friio, qualcosa non mi quadra più.

Davvero, ho pensato, l’Amore è astratto? D’accordo, non possiamo effettivamente toccarlo ma lo si può sentire nelle parole, lo si può vedere negli sguardi e nei gesti, lo si può percepire quando ci abbandona. In questo romanzo addirittura Amore diventa la voce narrante, dotata quindi di opinioni, di pensiero, di spirito critico.

È stata, per me, una sorpresa inaspettata che ha reso questa storia unica per la delicatezza con cui è stata raccontata e per il punto di vista del tutto inusuale che è stato scelto.

L’amore tra Ester e Jonathan prende vita e muta sotto lo sguardo e attraverso gli occhi dello stesso sentimento che si va via via formando tra i due.

I loro dialoghi, le scene, gli ambienti, tutto è descritto da una voce fuori dal coro che sembra uno spettatore inosservato ma che invece è lo stesso protagonista: perché senza Amore nulla di quello che la Friio ha descritto sarebbe mai potuto accadere.

Il romanzo è duro nella sua fragilità: è come una piuma bianca che svolazza al minimo soffio di vento ma che, nonostante il clima avverso, riesce a resistere e ad approdare in un luogo sicuro, in un piccolo nido tra i rami di un albero, al riparo dalla pioggia. La ruvidezza la si trova nei personaggi, in quella coppia che si innamora e poi si perde, in un vortice che rischia di far cadere in un buco nero prima lei e poi lui, fino a trascinarci dentro anche il lettore.

Devo ammetterlo: questa lettura mi ha sconvolto, coinvolto e avvolto. Non c’è possibilità di scampo: Simona Friio racconta una storia presa dalla quotidianità più vera e la mostra, con una sensibilità unica, pagina dopo pagina, senza limitarsi o nascondere nulla.

Jonathan è probabilmente quello che, nella coppia, crea un’empatia immediata con le persone che stanno al di là del libro: è puro, è concreto, è schietto, ama.

Devo dire che, personalmente, ho fatto più fatica ad immedesimarmi o, quantomeno, a digerire il personaggio di Ester, a capire le sue scelte. La incontriamo ragazzina, un po’ viziata, abituata ad avere tutto ciò che vuole e desidera, e la ritroviamo più adulta, con aspirazioni legate alla sua carriera più che alla sua famiglia, ma forse non ancora del tutto consapevole. La sua schiettezza molto spesso sfocia in alterigia, creando un divario tale tra lei e il marito che (non me ne voglia Amore che cerca di tenere le parti di entrambi fino all’ultimo) mi fa parteggiare per Jonathan senza esitare un attimo.

In conclusione, questo libro parla di vita e, tralasciando simpatie e sentimenti vari, è davvero un quadro reale di uno spaccato tanto quotidiano quanto unico. La storia tra Ester e Jonathan potrebbe essere quella di molti altri, le loro paure, i loro sentimenti, le ripicche, i rimorsi: tutto appartiene a loro come ad altri. La capacità della Friio sta proprio qui: nel creare un dipinto con acquarelli già usati rendendolo idoneo per illustrare un libro fresco di stampa.

Un soffio di vita.

Rachel

© Rachel Sandman