Approfondimento – Emerald Gloom: un’analisi con l’autrice

L’iniziativa ‘Leggere Italiano’ ci permette di analizzare maggiormente le opere proposte. In particolare, la sottoscritta è rimasta davvero ammaliata dall’opera Emerald Gloom, un romanzo contemporaneo dai tratti onirici e rockettari ben fusi insieme, di conseguenza vi pare che un approfondimento sulle varie tematiche e personaggi presenti in quel di Seattle avrebbe mai potuto sfuggirmi? Certo che no! Ecco dunque che una bella chiacchierata con Elle Caruso, ovvero la fonte, l’autrice di questo libro originalissimo, si è tramutata in un vero e proprio viaggio tra letteratura e musica.


Emerald Gloom - Elle Caruso

Rachel: Premesso che, come ho già avuto modo di accennarti, ho adorato questo libro, partirei da questo: Emerald Gloom è un romanzo imprescindibile senza musica, potremmo quasi dire che è lei la vera protagonista. Tu cosa ne pensi? Qual è stato il tuo rapporto, in fase di stesura, con le canzoni meravigliose che hai scelto? Hai impostato un cd che suonava a ripetizione? Raccontaci …

Elle Caruso: Non era proprio un cd, ma ci sei andata vicino… In realtà era una playlist sullo smartphone, intitolata, naturalmente, Emerald Gloom. Durante la prima stesura del romanzo, sebbene ascoltassi anche altra musica, nella mia testa giravano sempre le stesse canzoni, quelle che ho inserito nel libro. Posso dire di aver ascoltato quelle canzoni per mesi, instancabilmente. La scelta dei brani non ha seguito una logica precisa, quanto piuttosto l’ispirazione del momento. Mentre scrivevo un brano del libro all’improvviso pensavo: “ecco, questo è il momento giusto per questa canzone”. Anche se amo tutti i brani della “playlist”, ti confesso che con alcuni ho un legame più forte che con altri. Ti faccio alcuni esempi. Prendi Dumb, che (non a caso) è la prima canzone che nomino nel libro. Dumb mi devasta emotivamente ogni volta che la ascolto, è una canzone che mi rappresenta moltissimo, tanto che ne ho una frase tatuata sul braccio. Sirens mi ha ispirato la scena dell’incidente, e la amo perché ha un testo molto significativo. Creep descrive il momento in cui Aaron si innamora di Florence, e le emozioni che suscita in lui questo sentimento che non desidera provare (“ma io sono uno strano, cosa diavolo ci faccio qui? Non appartengo a questo posto”). Black invece rappresenta un po’ la chiusura emotiva di Aaron verso l’amore in generale a seguito della morte della madre. A Smells Like Teen Spirit ho dedicato un posto speciale: tutti e tre i componenti della band, Aaron, Nathan e Chandler, hanno lo spartito del riff tatuato addosso. Se te lo stai chiedendo la risposta è no, non è la mia canzone preferita, ma è la prima in assoluto che ho ascoltato dei Nirvana, quindi per me sarà sempre speciale. Insomma, ognuno di questi brani per me ha un grande significato, adesso ancora più profondo perché nella mia testa rimarranno sempre legati a questo romanzo.

14169536_639822862852260_1995550630_n-copia

Rachel: Oltre alla musica, ovviamente il perno attorno cui tutto ruota è la figura di Aaron Clark. È un ragazzo dalle mille sfaccettature, ricco di spigoli e di contraddizioni, di crepe e di sofferenze, di incertezza e di sogni. Come è stato creare un personaggio tanto complesso? Da cosa o da chi hai tratto ispirazione? Come hai fatto, in alcuni passaggi, a non farti sommergere dalla sua “oscurità color smeraldo”?

Elle Caruso: Ho lavorato tantissimo su Aaron. Volevo creare un personaggio fuori dagli schemi ma che fosse anche “umano”. Non volevo che fosse il tipico personaggio perfetto, quello che sa sempre cosa fare, cosa dire e cosa provare, perché non sarebbe stato credibile. Volevo un personaggio dai contrasti forti, quasi violenti, e penso di averlo ottenuto. Aaron è un sognatore cinico. La morte della madre ha influenzato profondamente le sue convinzioni: la vita per lui è una continua lotta contro il tempo, contro l’inesorabilità della morte e dell’oblio, una lotta che cerca di vincere lasciando un segno indelebile con la sua musica; il mondo invece è un posto ostile e brutale, che stritola chi non ha la forza d’animo e la freddezza necessarie per andare avanti. È per questo motivo che Aaron maschera la sua indole sensibile con una corazza e difficilmente lascia trapelare i suoi sentimenti, che lui vede come una debolezza. Da una lettrice mi è stato rimproverato di aver provato a creare un personaggio ribelle, che però di ribelle e di oscuro ha ben poco. La verità è che io non avevo alcuna intenzione di creare un personaggio rivoluzionario, uno che compie gesti di ribellione eclatanti o che si droga per rendere più drammatica la sua esistenza. Al contrario, volevo che la sua fosse una lotta interna, esistenziale e assolutamente personale, che anzi restasse quasi nascosta anche alle persone che gli stanno più vicine. Volevo trasmettere il messaggio che il malessere non sempre è una cosa visibile, e soprattutto volevo che i lettori si immedesimassero in lui e che riflettessero su alcune cose. A chi mi sono ispirata… beh, innanzitutto a me stessa. Ti confesso che nel modo di pensare e nel carattere di Aaron c’è molto di mio. Poi naturalmente a Cobain, che per me è una vera leggenda. Il resto l’ho lasciato fare all’immaginazione.

Rachel: Restando focalizzate su Aaron, mi piacerebbe ora illuminare un po’ le sue nubi attraverso un’analisi dei suoi rapporti con gli altri personaggi: e chi può farlo meglio dell’autrice?

Iniziamo allora con il legame tra lui ed Allyson, la sorella gemella. Il suo, secondo te, può definirsi il tipico atteggiamento da fratello maggiore o c’è qualcosa di più? E’ davvero lui a tenere le redini di questo rapporto o Ally è più tosta di quanto possa sembrare?

Elle Caruso: Direi che per molti aspetti Allison è decisamente più forte di Aaron. Innanzitutto Ally ha superato la morte della madre senza subire lo stesso trauma emotivo del fratello e non ha paura di mostrare e di affrontare i propri sentimenti. Aaron con lei ha sì un atteggiamento tipico da fratello maggiore, nel senso che si preoccupa dei ragazzi e dei posti che sua sorella può frequentare e dei pericoli che può correre, ma in realtà il sentimento di protettività è assolutamente reciproco. Altrettanto reciproco è il sostegno che i due si offrono a vicenda: Aaron è un punto fermo nella vita di Allison, la persona con la quale confidarsi e alla quale chiedere aiuto nel momento del bisogno, ma lo stesso vale per Aaron, con la sola differenza che anche quando lui non ha voglia di parlare, sua sorella riesce chiaramente a intuire i suoi sentimenti e i suoi pensieri. Per rispondere alla tua domanda, non credo sia Aaron a tenere le redini del loro rapporto, piuttosto penso che i due siano esattamente sullo stesso piano.

14169536_639822862852260_1995550630_n-copia-2

Rachel: Passiamo ora al rapporto con i genitori. La madre e il padre sono due persone quasi agli antipodi: non so perché, ma lei me la sono davvero immaginata quasi come una tipica donna anni ’70, dallo stile molto new age; mentre lui è l’uomo in divisa, integerrimo, fermo nelle sue idee e convinzioni. Entrambi hanno però lasciato traccia di loro nel figlio: quali sono gli aspetti dei due che traspaiono in Aaron?

Elle Caruso: Mi piace il modo in cui li descrivi, hai più o meno colto nel segno. Nel libro, l’immagine che traspare di lei è quella di una madre amorevole e di una donna gentile e raffinata, una sorta di moderno angelo del focolare. Anche il nome, Grace (che in italiano significa grazia, eleganza) non è stato scelto a caso. La sua figura resta però volutamente indistinta, come coperta da un alone luminoso. Il motivo di questa scelta è far capire ai lettori che Aaron ha idealizzato la figura della madre, cancellando qualunque difetto ella avesse avuto nella realtà e trasformandola nei suoi ricordi in un essere assolutamente perfetto. L’ammirazione che Aaron nutre nei confronti del padre invece ha basi più reali, non nasce da un’idealizzazione mentale del genitore ma si è costruita nel tempo a seguito di azioni concrete e di comportamenti che Aaron ha avuto modo di apprezzare in Thomas, non a caso per lui suo padre è quasi una sorta di guida morale, l’esempio da seguire. Dal padre Aaron ha ereditato la testardaggine e la forza di restare sempre fedele ai propri princìpi. Poiché la personalità di Grace non viene mai rivelata del tutto, invece, dal libro non si capisce cosa ci sia di lei nel figlio, né posso dirtelo io perché, scrivendo dal punto di vista di Aaron, non so rispondere a questa domanda come non lo saprebbe fare lui.

14169536_639822862852260_1995550630_n

Rachel: Dalla famiglia di sangue, alla famiglia di scelta: Chandler e Nathan sono gli altri componenti della band, i migliori amici di Aaron, i suoi fratelli. Sono un po’ una squadra alla ‘tutti per uno, uno per tutti’. Come è stato dar vita a un rapporto così forte tra tre uomini, potenzialmente molto diversi fra loro?

Elle Caruso: È stato un incubo. No dai scherzo, ma da donna entrare nella mentalità maschile e ricreare il tipico cameratismo tra uomini senza sfociare nel troppo sentimentalismo non è stato semplice. Ho avuto le mie incertezze e i miei dubbi, ma alla fine credo, o almeno spero, di aver fatto un buon lavoro. Nathan e Chandler rappresentano per Aaron una delle poche certezze della sua vita, sia perché fanno parte della band che già di per sé per lui ha un’importanza fondamentale, ma anche perché lui sa di poter sempre contare sulla loro amicizia. Aaron è un diffidente di natura, non riesce a fidarsi di nessuno, e di solito le persone non accettano di concedere fiducia senza che questa venga ricambiata. Nathan e Chandler invece lo fanno, accettano sempre Aaron per ciò che è senza chiedergli nulla in cambio, anche se a volte fanno fatica a comprendere la sua logica, in pratica si comportano con lui da veri fratelli di sangue. Potrei dire che questo rapporto ruota intorno a due fulcri: il primo naturalmente è la musica, che è proprio il filo che lega questi tre ragazzi, come giustamente dici tu, molto diversi tra loro. Il secondo invece è Aaron stesso, che con la sua forte personalità tiene nella sua orbita i due ragazzi dando vita a un equilibrio perfetto tra i tre. Ecco, in questo caso forse si può dire che è Aaron a tenere le redini del rapporto.

Rachel: Il Dottor Salinger è, invece, un fenomeno: ironico, brillante, a tratti confuso, anche più del suo paziente. È un caso che il suo nome riporti all’autore di uno dei romanzi della letteratura americana per eccellenza, Il Giovane Holden? Pensi che Aaron o lo stesso psicoterapeuta abbiano dei tratti in comune con il più noto Holden? Se sì, quali?

Elle Caruso: No, naturalmente non è un caso. Quando ho scritto il mio commento al libro, poco dopo l’uscita, ho affermato che i lettori ideali di Emerald Gloom erano quegli adulti che continuavano ancora a sentirsi un po’ come Holden Caulfield. Il Giovane Holden è uno dei miei romanzi preferiti e devo dire che in fase di stesura del libro mi ha ispirato molto, per questo ho deciso di omaggiare Salinger dando il suo nome a uno dei personaggi chiave della storia. Perché chiamare proprio lo psicoterapeuta col suo nome? Perché George Salinger è forse la persona più vicina ad Aaron durante il suo percorso di crescita emotiva, ed anche il personaggio che fra tutti è il più simile a lui, quello che meglio riesce a comprenderlo. Aaron (e in minor parte anche George) ha in comune con Holden la difficoltà ad adattarsi alle regole preimpostate della società, l’istinto di ribellione verso la normalità e la difficoltà a crescere e ad assumersi delle responsabilità, ma anche una sensibilità molto acuta.

14169536_639822862852260_1995550630_n-copia-3

Rachel: Restando immersi nella letteratura americana, altra gemma che ho personalmente adorato è stata la scoperta del cognome della tanto sfuggevole Florence, Whitman: come il poeta di Leaves of Grass. Perché la scelta è ricaduta su questo artista e perché affidare proprio a lei il compito, o l’onere, di portarne la testimonianza.

Elle Caruso: Mi dispiace deluderti, ma stavolta la scelta del cognome è assolutamente casuale e il caro Walt Whitman non c’entra con il romanzo. Però mi hai incuriosito e mi piacerebbe chiederti se hai riscontrato nel personaggio di Florence qualche traccia del poeta. Tra l’altro è un autore che ho scoperto solo da qualche mese e, benché io non sia un’amante di poesia in generale, ho letteralmente adorato alcuni suoi versi.

Rachel: Beh … Non per forzare troppo la mano ma credo che Florence sia molto immersa, ormai direi inconsapevolmente, nel mondo di Whitman. Il poeta è solito ambientare i suoi componimenti di notte, in paesaggi illuminati solo da luna e stelle. Ecco, hai già capito: le famose stelle che Aaron si fa tatuare, la pelle di Florence che richiama un po’ il pallore lunare, la sua essenza molto ineffabile, come la luna da sempre raccontata come un luogo misterioso e impalpabile. Tutto questo mi ha rafforzato il legame tra i due. Ma non tergiversiamo con le elucubrazioni mentali della sottoscritta! Torniamo a noi!

Rimanendo un attimo ancora sul personaggio di Florence: com’è stato scrivere un romanzo in cui, senza spoilerare, per la maggior parte dei capitoli quella che potrebbe a tutti gli effetti essere la coprotagonista non c’è o non si vede? La sua presenza in assenza ti ha, in qualche modo, obbligato, dirottato verso alcune scelte piuttosto che altre? Come ha influenzato la trama e lo svolgimento della vicenda, se lo ha fatto?

Elle Caruso: L’assenza-presenza di Florence è stata una delle cose più difficili da gestire in fase di stesura del romanzo. Volevo fare in modo che i lettori la conoscessero abbastanza da capire perché Aaron si innamorasse di lei, ma al contempo volevo che il suo personaggio restasse avvolto da un’aura di mistero fino alla fine. Se non avessi ricorso all’espediente dei sogni e Florence fosse stata “reale” sin dall’inizio, sarebbe stata a tutti gli effetti la coprotagonista del romanzo, ma questo era proprio ciò che volevo evitare. Nel senso che io non volevo scrivere una semplice storia d’amore, ma volevo piuttosto focalizzarmi sul rapporto di Aaron con l’amore e analizzare la sua difficoltà con i sentimenti in generale. Diciamo quindi che tutte le scelte che ho fatto sono state volute e studiate fin nei minimi dettagli. Vedi, il fatto è che quando mi è venuta per la prima volta l’idea di scrivere questo romanzo avevo già la trama praticamente scritta in testa, quindi semmai è stato tutto il resto ad adattarsi ad essa.

14169536_639822862852260_1995550630_n-copia-4

Rachel: Uno degli ulteriori rapporti che ci restano da analizzare è quello tra Aaron e Julian, il giovane a cui la nostra cara rockstar dà lezioni di chitarra. È un rapporto che va oltre, secondo me, quello tipico di maestro – allievo. Tu cosa ne pensi? Quale sfumatura volevi dare al legame tra i due? Hai preso spunto da qualcuno in particolare?

Elle Caruso: Credo che vada oltre il tipico rapporto maestro-allievo per due motivi. Il primo è che Aaron per Julian più che un maestro è un mito, un modello da seguire. Aaron sa della venerazione che il ragazzo nutre nei suoi confronti, ma non sa come affrontarla perché teme di non essere all’altezza delle sue aspettative. Non si sente abbastanza maturo da poter fare da guida a un ragazzo, e qui ritorna anche il tema della mancanza di responsabilità e della paura di crescere. Al contempo, però, Aaron ha un forte legame con Julian proprio perché riconosce in lui sé stesso da piccolo, con la sua stessa caparbietà e la sua stessa passione per la musica, quindi lo aiuta a crescere musicalmente nella speranza che da grande possa realizzare il suo sogno di diventare un grande musicista. Infine no, non ho preso spunto da nessuno.

Rachel: Penultimo rapporto: quello tra Aaron e Kurt Cobain. Il leader dei Nirvana è il suo mito, il suo modello, l’artista in cui più di ogni altro si identifica: perché proprio questa scelta? Perché, fra tutti, hai scelto proprio Cobain? In cosa i due sono simili e in cosa, invece, si differenziano?

Elle Caruso: È stata una scelta dettata dal momento. Ti racconto: ho scoperto i Nirvana proprio mentre mi apprestavo a scrivere le prime pagine del romanzo. Avevo ben chiara la trama, ma i personaggi e i dettagli erano ancora molto nebulosi. I Nirvana per me sono stati una vera e propria rivelazione, nelle loro canzoni ho ritrovato me stessa e per Cobain ho sentito questa sorta di empatia e di affinità che non avevo mai provato per nessun altro artista. Dunque, mi serviva una storia e una personalità per il mio protagonista, e allora perché non un giovane musicista tormentato che si identifica nella figura di Cobain? Considerato il momento di autentica passione per il grunge che stavo vivendo, inserire la musica all’interno del romanzo mi è sembrata la cosa più naturale e più logica al mondo. E così parte di quella mia passione per la musica e per Kurt Cobain si è trasferita sulle pagine del libro. Forse è proprio grazie a questo che sono riuscita a dar vita a un personaggio tanto intenso. Aaron ha di Cobain la stessa sensibilità dolorosa, la stessa paura di essere inghiottito da un mondo che non riesce ad affrontare e nel quale non si riconosce. La differenza tra i due è che Aaron riesce a mantenere un certo distacco, a non farsi sopraffare dalle proprie emozioni. Molte volte è lì per lì per affondare, ma poi in qualche modo riesce sempre a riemergere dall’oscurità, soprattutto grazie alla musica. C’è da dire che per Kurt la situazione iniziò a precipitare proprio nel momento in cui non sentì più un legame con la sua musica: se avesse continuato ad avere un’àncora di salvezza, forse le cose sarebbero andate in un altro modo anche per lui. Ma queste, ovviamente, sono solo mie ipotesi un po’ poetiche.

14169536_639822862852260_1995550630_n-copia-2-copia

Rachel: Siamo giunte al termine: non ci resta che analizzare il legame più forte di tutti, ovvero quello tra Aaron e la musica. Per lui, da come ho potuto intuire, il suono e il linguaggio musicale sono un modo per comunicare, ma forse, prima ancora, sono un modo per esprimere se stesso, per uscire dal caos che ha in testa, per sfuggire il silenzio. Come definiresti questo rapporto e quale, fra tutte le canzoni, presenti e non, nella playlist che hai scelto per il romanzo, meglio descrive questo amore incondizionato?

Elle Caruso: Beh, direi che tu lo hai già definito alla perfezione, ma provo ad aggiungere qualcosa. La musica per Aaron è espressione, perché data la sua riservatezza è l’unico modo che ha per comunicare e soprattutto per farsi comprendere dagli altri. È salvezza, perché è ciò che dà un senso alla sua esistenza, uno scopo da perseguire, qualcosa per cui valga la pena andare avanti. È identità, perché nella musica Aaron ritrova sempre sé stesso, è ciò che gli impedisce di perdersi per sempre nella sua oscurità color smeraldo. Difficile trovare un brano che descriva esattamente l’amore di Aaron per la musica. O meglio, uno c’è: è un testo che ho scritto io, ma non si può neanche definire brano visto che non ha ancora una base musicale. C’è però una canzone che mi ha accompagnato durante tutta la scrittura del romanzo, e che ho ascoltato almeno quanto le canzoni della playlist. Si tratta di Save Me degli Avenged Sevenfold. Visto che questo brano mi ha ispirato tanto, inizialmente avevo anche messo una citazione dal testo in apertura del libro, poi ho cambiato idea perché non ero sicura che i lettori l’avrebbero afferrata. Forse non c’entra nulla con la tua domanda, perché il brano non descrive l’amore di Aaron per la musica, però parla di sogni, di smarrimento e di salvezza e insomma, anch’esso mi ha dato il suo contributo per il risultato finale.

Rachel: E adesso cosa ci aspetta: hai in mente un seguito o un romanzo in cui ritroveremo alcuni di questi personaggi? Stai lavorando a qualcosa di nuovo che puoi anticiparci e raccontarci?

Elle Caruso: No, non ci sarà un seguito o altri romanzi legati a Emerald Gloom. Ho messo tantissimo di mio in questo libro, pensieri ed emozioni davvero personali, e credo che il lavoro sia completo e concluso così com’è, non posso fare più di questo né voglio, perché snaturerebbe l’opera. Al momento sto lavorando parallelamente a due nuovi romanzi: uno è un fantasy young adult, l’altro un romance contemporaneo. Sto decidendo su quale dei due concentrarmi perché non posso portarli avanti entrambi contemporaneamente, ma la scelta non è affatto facile. Inoltre a breve uscirà un breve racconto prequel del mio primo romanzo, Attraverso l’obiettivo. Insomma, continuo a impegnarmi a pieno ritmo nella scrittura!

Rachel: A questo punto non mi resta che ringraziarti tantissimo per esserti resa disponibile a questa chiacchierata e per averci fatto immergere ancora di più nel tuo romanzo! Grazie davvero!

Elle Caruso: Grazie a te! Ho adorato le tue domande, erano molto concise e approfondite, si vede che hai letto il libro con attenzione e che lo hai apprezzato. Spero di collaborare ancora con te in futuro!

Rachel: Lo spero assolutamente anch’io! Quindi direi che è azzeccato chiudere con un sonoro … ALLA PROSSIMA!


Vi ricordo ora alcune note tecniche: oltre a far parte, come detto, del #BlogTour #LeggereItaliano, Emerald Gloom di Elle Caruso è legato ad un #Giveaway (QUI) a cui potete partecipare tutti, seguendo alcune semplici regole, tentando così di aggiudicarvi una copia cartacea di questo libro meraviglioso!

Inoltre, se volete sapere ancora un paio di cose su Aaron e Seattle, potete trovare altri articoli (recensione e intervista) nel Blog Milioni di Particelle.

#GoodLuck

Rachel

© Rachel Sandman

Annunci

14 pensieri su “Approfondimento – Emerald Gloom: un’analisi con l’autrice

  1. Dory A. ha detto:

    Domande interessanti e risposte molto belle e approfondite. Mi fa piacere che nel libro vengano approfonditi e sviluppati vari rapporti, in particolare mi incuriosisce il rapporto che Aaron ha con la sorella, con i componenti della band e ovviamente con la musica! Trovo molto intrigante il personaggio di Florence e devo ammettere che apprezzo questa particolare scelta di non scrivere di una storia d’amore ma più che altro del rapporto del protagonista con l’amore. Anche Aaron mi sembra un personaggio abbastanza peculiare che non vedo davvero l’ora di scoprire!

    Liked by 1 persona

  2. Erica Libri al caffè ha detto:

    Approfondimento molto interessante. Non sono fan dei Nirvana e del loro genere di musica e visto che mi piace ascoltare ed associare ai romanzi che leggo delle canzoni, potrebbe essere la volta buona che cominci ad apprezzare la musica grunge

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...