QUALCOSA di MERAVIGLIOSO di Sarah Morgan – RECENSIONE

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TITOLO: Qualcosa di Meraviglioso (Some Kind of Beautiful)

AUTORE: Sarah Morgan

SERIE: Puffin Island Serie #2

USCITA: 9 Giugno 2016

PREZZO: € 6.99 (eBook) – € 14.90 (Cartaceo)

EDITORE: Harper Collins Italia


TRAMA: Sono trascorsi diversi anni da quando Brittany ha lasciato Puffin Island per dimenticare il suo primo amore, Zachary Flynn, il classico seducente cattivo ragazzo che le ha spezzato il cuore. Ora è il momento di tornare, ma rivedere dove tutto è cominciato riapre vecchie ferite e alimenta scintille mai spente. Perché Zach è ancora capace di turbarla con una parola, un gesto, uno sguardo. Ora che entrambi sono più saggi e disincantati, forse troveranno il modo di proteggere e far crescere quella meravigliosa alchimia che li lega. Perché la seconda volta sia per sempre.


RECENSIONE: Ho iniziato la lettura di questo secondo capitolo della serie Puffin Island di Sarah Morgan senza aver nessuna pretesa, nessuna aspettativa, niente di niente.

Il primo romanzo, La Prima Volta Per Sempre (sempre edito da Harper Collins e uscito, in Italia, il 9 Febbraio 2016), mi aveva lasciata con un bel pugno di mosche, senza nessuna attrattiva particolare e, a tratti, con una noia soporifera da fare invidia ad alcuni romanzi dickensiani, più intrisi di descrizioni che di fatti veri e propri.

Come non molto spesso accade, sono qui ben felice di ricredermi e di autoinfliggermi un sonoro scappellotto in testa per aver quasi rischiato di perdermi questa storia che, davvero, è forse una delle più tenere e ben articolate del genere.

… mentre sorvolavo i laghi, potevo vedere l’ombra del vento … le increspature causate dal vento.

La storia di Brittany e Zack, non me ne voglia l’autrice, a mio parere surclassa, con un doppio o triplo salto carpiato, quella ben più monotona e prevedibile di Emily e Ryan.

Innanzitutto, a differenza del precedente, Qualcosa di Meraviglioso ha una protagonista con i fiocchi, una donna forte, decisa, diretta, ironica e brillante. Archeologa ormai dotata di esperienza, viaggiatrice esperta, Brittany è un personaggio a tutto tondo, ben a fuoco, con un carattere schietto e amorevole, con i piedi ben piantati a terra e con un sorriso che nessuno dimentica, tanto meno il suo ex marito, Zack.

Zack, o meglio Zachary Flynn, un nome una garanzia di avventure e guai, è il secondo elemento che mi fa urlare a gran voce: «In questa calda estate afosa, non perdetevi questa lettura assolutamente frizzante e carinissima, è un ordine». Lui è il classico bel tenebroso, l’uomo dal passato turbolento e dal presente non ben delineato, dal carattere schivo, chiuso e un po’ orso. Sarah Morgan sceglie per lui l’identikit del bello e dannato, un cliché che ormai spopola nella letteratura rosa contemporanea; tuttavia è stata in grado, a mio parere, di fare un passo avanti decisivo per la buona riuscita della sua storia: Zack infatti non è solo questo. Non è uno di quegli uomini privi di spessore, consapevoli del loro fascino e un po’ sfacciati, di cui ormai sono piene le pagine di numerosi romanzi. In lui Sarah Morgan riesce a estrapolare le crepe, la lotta interiore e l’inconsapevole emotività, e lo fa con un tratto di penna delicatissimo e davvero dolce.

Adoro i colori dell’autunno, ma dopo un po’ comincio ad aspettare l’inverno perché non c’è niente di più bello del suono della neve che scricchiola sotto gli stivali …

Ultima nota per cui vale davvero la pena immergersi in questo romanzo è l’ambientazione. A differenza sempre del primo capitolo, in cui le descrizioni erano veramente troppe e, a tratti, asfissianti, qui l’isola di Puffin Island prende vita insieme a tutti i suoi abitanti, creando un mondo che sembra unico ma allo stesso tempo comune. La Morgan riesce a creare veri e propri quadri di scorci costieri, acquerelli di vie e foreste ricolmi di vita e natura, in un mix inebriante di magia, realtà, amore.

Quindi, che aspettate? Buttatevi anche voi: salpate per questa isoletta sperduta del Nord America e lasciatevi immergere dalla salsedine e dal rapporto turbolento ma autentico di Brittany e Zach! Non ve ne pentirete!

Rachel

© Rachel Sandman
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OLTRE LE LEGGI DELL’ATTRAZIONE di JAY CROWNOVER – RECENSIONE

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TITOLO: Oltre le Leggi dell’Attrazione (Asa)

AUTORE: Jay Crownover

SERIE: Tattoo Serie #6

USCITA: 14 Luglio 2016

PREZZO: € 4.99 (eBook) – € 9.90 (Cartaceo)

EDITORE: Newton Compton Editori


TRAMA: Quando ricomincia una nuova vita a Denver, Asa Cross deve scegliere: essere l’uomo che tutti si aspettano che sia o l’uomo che realmente è. Asa è consapevole che non potrà mai cambiare la sua natura di predatore, ma non vuole fare del male alle persone che ama e che si affidano a lui. In particolare non vuole deludere una poliziotta molto sensuale che pare interessata più a lui che al fatto che abbia infranto la legge… Royal Hastings ha rapidamente imparato il vero significato dell’espressione “toccare il fondo”, da quando una tragica situazione al lavoro minaccia non solo la sua carriera ma anche la vita del suo migliore amico e collega. Mentre cerca di rimettersi in piedi, però, non riesce a smettere di pensare al barista sexy che tempo prima ha arrestato. Una persona come lui è l’ultima cosa di cui avrebbe bisogno, ma resistergli è impossibile. Una coppia formata da un criminale di lunga data e una poliziotta sembra la cosa più sbagliata… ma per Asa e Royal, sbagliare insieme è l’unica scelta giusta…


RECENSIONE: Si sa … Quando arrivi ad avere tra le mani l’ultimo libro di una delle serie che più hai amato negli ultimi anni (in questo caso, la Tattoo Serie) le emozioni sono a dir poco contrastanti. La voglia, la necessità quasi, di sapere come andrà a finire lotta inevitabilmente con l’istinto di non voler concludere una storia che ti ha coinvolto e che hai sfogliato per mesi e mesi.

È un po’ come dire addio a personaggi che, chi più chi meno, ti sono entrati nel cuore, lasciando una qualche traccia del loro passaggio, un segno, un marchio.

Avevamo tutti dei segni, alcuni sul corpo, alcuni a livello emotivo, alcuni che non ci lasceranno mai, e molti di questi segni ce li eravamo procurati da soli mentre tentavamo di raggiungere il posto in cui avremmo dovuto essere.

I nostri segni ci definivano, ci separavano, e ci avevano reso gli uomini che siamo oggi. Un fatto che nessuno di noi qui su questo altare poteva mettere in discussione era che il segno più importante, il segno più duraturo che tutti porteremo con noi, veniva dall’esserci innamorati delle donne straordinarie che avevamo di fronte.

Eravamo segnati ed eravamo stati segnati in modi indimenticabili e per sempre. Eravamo tutti degli uomini migliori per questo motivo. Uomini segnati. Nessuno di noi vorrebbe niente di diverso.

La storia di Asa, il protagonista di quest’ultimo romanzo firmato Jay Crownover (un nome una garanzia, permettetemi di dire), altri non è se non il criminale, il seduttore del Sud, ed è molto probabilmente la storyline che qualsiasi lettore con un po’ di sale in zucca ha atteso con ansia fin dalla sua comparsa, nel secondo capitolo della serie (Oltre noi l’infinito – Jet) che aveva per protagonista la sorella, famosa per i suoi stivali da cowboy. Quando poi si scopre che la fortunata compagna di pazzie e del destino di questo scapestrato altri non è se non Royle, una sexy poliziotta dai lunghi capelli rossi, beh … Il mix è perfetto e a dir poco letale.

Come da pronostico, questo libro ti cattura sin dalle prime battute, dalle prime frasi, avvolgendoti in un turbine e in un complesso giro di giostra a cui partecipano però non solo la coppia incriminata ma anche vecchie conoscenze e nuovi incontri. Ed è questo un pregio e un difetto insieme: se da una parte, infatti, tutte le storie ottengono il loro lieto fine e mettono il lettore a conoscenza di nuovi fatti e avvenimenti, dall’altra tutto ciò toglie spazio a un’introspezione più profonda e a capitoli che, forse, Asa e Royle avrebbero davvero meritato.

La loro storia si sviluppa velocemente, con alcune ellissi temporali e attraverso nuove conoscenze che fanno da ponte per la nuova serie della Crownover, Saints of Denver (i cui primi due capitoli sono già usciti in Italia, editi da HarperCollins Italia). Fortunatamente, nonostante il poco spazio a loro dedicato, l’intensità che caratterizza lo stile dell’autrice e le personalità dei due sono talmente forti, netti e delineati che riescono, da soli, a portare avanti un libro che, nella sua traduzione italiana, presenta, purtroppo, non pochi errori grammaticali e frasi poco limpide: un secondo giro di editing e controllo non avrebbe di sicuro guastato.

Detto questo, Asa merita un libro tutto suo, una seconda possibilità e una storia che è davvero la degna conclusione di questo primo gruppo: Jay Crownover, come sempre, fa la scelta più corretta e lascia alla persona più estranea al gruppo di tatuatori e amici di Denver il compito di chiudere, l’onore di completare un cerchio che, di sicuro, non sarebbe stato lo stesso senza questo ultimo tassello.

Rachel

© Rachel Sandman

Ti ho trovato tra le pagine di un libro di Xavier Bosch – RECENSIONE

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TITOLO: Ti ho trovato tra le pagine di un libro (Algù com tu)

AUTORE: Xavier Bosch

USCITA: 21 Giugno 2016

PREZZO: € 9.99 (eBook) – € 17.90 (Cartaceo)

EDITORE: Sperling & Kupfer


TRAMA: «Ci sono decenni in cui non accade nulla, e settimane in cui accadono decenni.
Questa è la nostra.»

Quattro giorni per vivere una vita intera.

A Paulina e Jean-Pierre non è stato concesso un solo istante in più.
Ma in quei quattro giorni hanno abbattuto tutte le barriere delle loro esistenze, per aprirsi a un amore e una felicità mai conosciuti prima. E ineguagliati in seguito.

Paulina Homs è una ragazza dalla vita tranquilla quando arriva a Parigi nel 1981 per il matrimonio della cugina. Jean-Pierre è già un uomo maturo, un gallerista della Rive Gauche colto e affascinante, amante della letteratura e delle librerie. A conquistarlo è la sete di avventura che avverte sotto l’aria innocente di Paulina. A incantare lei sono i mondi nuovi che Jean-Pierre sa aprirle con le sue parole e i suoi gesti.

Insieme, imparano a vivere ogni istante come se fosse l’ultimo quarto d’ora prima della fine del mondo. Prima del ritorno di Paulina alla sua vita di sempre, a Barcellona, da suo marito e dalla sua bambina.
La loro passione breve e bruciante resterà un segreto sconosciuto ai più.

Di certo una sorpresa per Gina, la figlia di Paulina, quando trent’anni dopo, ormai adulta, viene a conoscenza di alcune lettere nascoste: senza mittente, scritte in francese e indirizzate a sua madre.

Lettere che forse hanno qualcosa a che vedere con un biglietto da visita della stessa Paulina che un perfetto estraneo aveva trovato anni prima dentro un romanzo, in una libreria inglese, con un messaggio scritto a mano sul retro: «Appelle-moi», Chiamami.
Ora, seguendo quegli indizi, Gina cercherà di capire chi fosse davvero sua madre, di cui conserva un ricordo sfocato, avendola persa troppo presto. E in quella ricerca proverà a ritrovare se stessa.

La attende un viaggio nelle più belle librerie del mondo, dove sono disseminati i pegni misteriosi e struggenti di quell’amore, e un viaggio a ritroso nel tempo, alla scoperta di quei quattro giorni unici, indimenticabili. Eterni.


RECENSIONE: Ti ho incontrato tra le pagine di un libro è un viaggio attraverso la vita vera, quella più autentica, quella che non lascia scampo. È un romanzo difficile, a tratti lento, con due storie che si svolgono in modo parallelo, anche se a distanza di anni: due figure femminili ritte in piedi, ai lati di un binario; Paulina e Gina, madre e figlia, tanto uguali quanto diverse, che percorrono strade indipendenti, senza incontrarsi quasi mai, se non alla fine. Ma è davvero la fine?

… a volte, nella vita, devi allontanarti dai sentieri battuti per renderti conto che ci sono altre strade che vale la pena di esplorare …

Xavier Bosch ci accompagna per mano nelle vite di queste protagoniste, delle loro famiglie, con la delicatezza di un battito di farfalla.

Gina, da un lato, sembra essere la figura principale, quella dirompente, esuberante, assolutamente emancipata: è una ragazza che brama la vita, la passione, l’avventura, a cui è affidata l’apertura del romanzo, a tratti astruso, qua e là davvero un po’ difficile da digerire a causa della poca empatia che, sin da subito, il lettore tende a provare nei confronti di questa moderna Lady Godiva fin troppo spigolosa ed aspra.

Dall’altra Paulina che, se a un primo sguardo, appare una figurina sfuocata sullo sfondo, immersa in una coltre fatta solo di ricordi e rimpianti, ad un tratto avanza, fiera nel suo vestito elegante ed è a quel punto che il libro prende vita, grazie a questa donna che, in quattro giorni, prova, sperimenta, vive, si libra e ama.

La sua storia con Jean-Pierre, artista che fuma la pipa, cittadino del mondo, collezionista di libri, ha l’intensità del sole di luglio: la loro è una complicità immediata, forte e devastante.

… Osserva, rovista, respira …

Paulina e Jean-Pierre sono, insieme, un gioiello, un diamante che brilla di luce propria, incastonato in una serie capitoli, ciascuno con un titolo più bello dell’altro (Un quarto d’ora prima della fine del mondo è qualcosa di sublime!), che vede sbocciare il loro sentimento nel modo più puro, intimo e totalizzante possibile.

Se, da un lato, le pagine di questo libro sono piene di personaggi che, singolarmente, sono, moralmente parlando, uno peggio dell’altro (ci sono amanti, perdigiorno, mariti annoiati, uomini incuranti della loro età, ragazze che si credono già donne …), dall’altro l’autore è riuscito, con maestria assoluta, a renderli, insieme, una sinfonia perfetta, una poesia di una delicatezza tale che ben pochi libri hanno e che ben pochi riescono a lasciar fluttuare tra le pagine.

… Una libreria è … è la patria della libertà, il rifugio delle parole, il vero museo del pensiero …

Ogni frase, ogni paragrafo, ogni riga sembra degna di essere sottolineata, incastonata, ricordata: Bosch scolpisce versi in prosa che, uno dopo l’altro, inoltrano il lettore tra le varie città del mondo, immergendolo nelle librerie più antiche e affollate, guidandolo tra le pareti di una galleria d’arte, abituandolo al profumo della pipa e al gusto del fois gras francese.

Questo libro, in conclusione, è una vera perla, uno di quelli che, ancora oggi, nella letteratura contemporanea, ti fanno credere nel potere assoluto dell’amore inteso come legame vero e non come l’ormai vetusto “vissero per sempre felici e contenti” delle fiabe; uno di quelli che narrano storie difficili da trovare, quasi quanto un biglietto da visita nascosto tra le pagine di un volume dimenticato in una libreria ai confini del mondo. È un romanzo che parla di verità, di vita: la mette sul tavolo, senza abbellimenti scenici, senza colpi di scena, unendo piano piano i puntini, creando una magia unica, che solo una storia realmente verosimile è in grado di creare e portare a termine, con stile. 

È un libro che va sfogliato, annusato, letto ed infine vissuto.

Rachel

© Rachel Sandman

DISCOVERING CHRIS CORNELL

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ALBUM: Higher Truth

SINGOLO: Worried Moon

ARTISTA: Chris Cornell

USCITA: 18 Settembre 2015

ETICHETTA: Universal Music Group

PREZZO: € 14,99 (Itunes)


Non so a voi ma, a me, succede spesso.

Mi siedo al volante, finestrini abbassati; il caldo afoso della stagione estiva non dà tregua, nemmeno al mattino, nemmeno in una giornata dove il sole fa capolino solo di tanto in tanto, passando qua e là tra una nuvola e l’altra.

L’aria mi scompiglia i capelli, che portano ancora i riflessi delle ciocche rosso fiamma che ho fatto ormai mesi fa; gli occhiali da sole mi coprono lo sguardo rivolto al nastro d’asfalto che si apre davanti a me. Ed è un attimo: Virgin Radio, la stazione musicale fissa all’interno della mia quattro ruote, mi spara un pezzo che sin dai primi accordi diventa mio.

Musica dai tratti rock, sound dalle sfumature folk e una voce che mi ricorda tanto qualcosa, qualcuno, ma che non collego ad un viso. Da qui parte la caccia alla ricerca del titolo del pezzo e dell’identità del cantante, che scopro essere Chris Cornell, leader degli Audioslave, tizio che avrò visto centinaia di volte nella versione del video del 2002 di Like a Stone, che impazza perennemente nei programmi a rotazione di MTV Rocks.

Ammetto qui la mia ignoranza: non conoscevo nient’altro di questo artista se non il suo abbigliamento nel video sopra citato (ovvero, una canottiera che lasciava davvero poco all’immaginazione: se non mi credete, cercate il video su Youtube e poi ne riparliamo!).

Detto questo … Mi sono informata e mi sono davvero cadute le braccia per la mia non conoscenza di costui prima d’ora: nato a Seattle il 20 Luglio 1964, è stato la voce di una delle band, i Soundgarden, che ha maggiormente segnato l’onda grunge che ha scosso proprio la città della pioggia tra gli anni Ottanta e Novanta.

Voglio dire: stiamo parlando dello stesso ardore, della stessa scelta musicale di band del calibro dei Nirvana! Per non parlare del fatto che proprio una sua canzone, Superunknown, è considerata il canto del cigno di questo intero movimento di rivolta e innovazione musicale. Come abbia potuto io, fan sfegatata di Kurt Cobain, anche nelle sue versioni più dure ed estreme (Scentless Apprentice su tutte direi che rende benissimo l’idea), tralasciare un intero ramo musicale di quel periodo, resta un mistero.

Ma, mi perdoneranno qui i cultori del genere, presumo di non essere l’unica a non essere preparata in materia. Dunque, chi è Chris Cornell?

Beh … Innanzitutto è un artista ballerino: passa dai Soundgarden alla breve parentesi con i Temple of the Dog, dove il suono grunge si esaspera e la sua voce si unisce, in un mix ruvido, con quella di Eddie Vedder (altro nome, altro artista intoccabile, leader dei Pearl Jam e autore dell’intera colonna sonora di Into the Wild), per poi guidare gli Audioslave dal 2001 al 2007.

La sua carriera è un susseguirsi di sonorità forti, decise, ruvide, a tratti grezze, che variano nel corso degli anni, a seconda delle collaborazioni, ma che mantengono, in sottofondo, un filo rosso che le accomuna tutte e che lascia il segno e la firma indelebile di questo artista.

La canzone però che me l’ha fatto conoscere, che ha inciso un solco sulla mia pelle ustionata dal raggio del sole che si è infilato, furtivo, attraverso il finestrino dell’auto in corsa, per colpirmi in pieno petto, appartiene ad una nuova fase, caratterizzata da una sonorità più legata alla tradizione, più folk, a tratti quasi country, che mantiene tuttavia inalterata, ancora una volta, la sua vena rock.

Worried Moon – Chris Cornell

Worried Moon non può non far riflettere: è una delle canzoni del suo ultimo album, un prodotto realizzato in studio, come solista, che crea un’atmosfera intima, dai toni quasi acustici per quanto i suoni sono lasciati nudi e puri.

Il testo è un dialogo con la luna, che diviene confidente, amica, complice della fine di una storia d’amore (perché, d’altronde, tutte le canzoni nascono sempre da amori mancati, finiti, non corrisposti … Un po’ come i libri, no?).

… I’ll be here on the ground if you need me
As I dream of a ghost
Of a love that has died
Or maybe not but it haunts me now

Parla del senso di incertezza, dell’inquietudine che aggroviglia un futuro incerto, privo di solide basi, che rende il tutto terribilmente attuale per qualsiasi ascoltatore appartenente ad ogni generazione moderna.

… Worried moon
I’m afraid of what’s to come
Worried moon
Yeah, tell me what you know
Worried moon
You see further down the road …

Parla di un presente incerto, scosso, difficoltoso, in cui si cerca conforto nel soliloquio con l’astro che più di tutti è stato testimone dei pensieri di poeti, musicisti e letterati nel corso dei secoli (senza andare troppo lontano, come dimenticare Leopardi, Ariosto o Andersen?).

… I got into the city at midnight
All these eyes looking on
Make me blind or put me down
And the noise just drowns me out …

Ma Chris Cornell ha la capacità di rendere tutta questa riflessione in modo assolutamente positivo: non crea angosce, né ansie; lascia un barlume, un suono di speranza, la famosa luce in fondo al tunnel, se vogliamo. Ed è proprio con gli ultimi versi che il quadro è completo: l’idillio è intatto, le pennellate del temporale, cupo e nuvoloso, lasciano spazio alle nette incisioni di colore che attraversano la tela in un gioco di luci e ombre imperfetto, certo, ma assolutamente puro e reale.

… Dirty moon on the rise
Orange as fire but a bitter cold
You’ll remember me I know
‘Cause I have moved to another coast
With a new love to call my own …

La sonorità di Chris Cornell è qualcosa di unico, nuovo anche se datato, potente, particolare ma assolutamente imperdibile.

Quindi … Cercatelo, respiratelo, amatelo e, perché no, ascoltate una sua canzone in auto, con il finestrino abbassato (perché l’aria condizionata, per quanto comoda, non dà lo stesso effetto, assolutamente!), con il sole che scende piano sull’orizzonte o, ancora meglio, con la luna che lenta fa capolino oltre le montagne, ospite solitaria del cielo notturno: ascoltate il suono che si diffonde nel silenzio e inspirate.

Rachel

© diritti riservati

AL PRIMO SGUARDO DI ANNA LOVEANGEL – RECENSIONE

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TITOLO: Al Primo Sguardo

AUTORE: Anna Loveangel

SERIE: Ka’u Huna Series #1

USCITA: 11 Luglio 2016

PREZZO: € 1,50 (Ebook)
Link d’acquisto:  Amazon

EDITORE: Self Publishing


TRAMA: “Non sono stata baciata dalla Dea Bendata in nessun campo. Ma arrendermi non fa parte di me. Ho deciso di combattere, di affrontare ogni ostacolo con la giusta dose di autostima.

Amo New York, sono libera e lavoro nel locale di mia cugina, dove ho trovato una grande famiglia. Be’ ho trovato anche altro. Un uomo presuntuoso, antipatico, irritante e selvaggio. Un collega che mi attira e mi fa sentire diversa. Un uomo che ha sicurezza, fascino e sensualità. Jason, il mio personale orgasmo; uno che ha tanto da mostrare. Per capirlo ci vorrebbe un dizionario o forse mi basterebbero le istruzioni per l’uso. Meglio quindi che io, Annie, decida di non pensare a quello che mi nasconde e viva.

Sì, questa è la scelta giusta. Anche se, paranoica come sono, avrò perennemente paura di sbagliare.”


RECENSIONE: Vorrei sottolineare, innanzitutto, come questa recensione sia qualcosa di completamente nuovo, per me: scrivere qualcosa riguardo all’opera di una persona che si conosce e che si apprezza, beh … È un’esperienza che, devo ammettere, non mi era ancora capitata.

Al Primo Sguardo è il libro che vi ho segnalato solo pochi giorni fa e che, da allora, ha già avuto tempo di finire nel mio kindle, essere sfogliato (per quanto è digitalmente possibile) ed essere letto.

Cosa devo dire? È una storia che, a mio parere, parla da sola: Annie e Jason sono due personaggi ben delineati, anche se fragili entrambi nonostante le apparenze, e la loro creatrice, Anna Loveangel, riesce bene a rendere queste loro insicurezze, questi loro dubbi e i misteri che li avvolgono con una scrittura mai banale, attenta ai dettagli, capace di scavare a fondo, senza però far emergere troppi dettagli in superficie.

Annie è una protagonista un po’ scomoda: il lettore, con lei in particolare, si trova davanti a un bivio, amarla oppure odiarla, nessuna via di mezzo. È una donna complicata, apparentemente bidimensionale ma in verità piena di ferite causate da una famiglia che non sono nemmeno sicura si possa definire tale e da una relazione finita male che l’ha lasciata piena di insicurezze e dolore.

Jason è il bello e impossibile, colui che inizialmente sembra un personaggio immaginario, frutto della fantasia di Annie, ma che poi appare, capitolo dopo capitolo, per l’uomo forte e ostinato che è. Ho personalmente adorato i brevi capitoletti scritti dal punto di vista di questo danzatore hawaiano che non deve chiedere mai e ho amato come la scrittrice sia stata capace di rendere perfettamente il suo tono di voce e le sue maniere, a tratti un po’ rozze, anche attraverso la pagina scritta.

Una coppia potente, ma fragile, con dei misteri che avvolgono l’eroe e con violenze e crimini che interessano la dama, senza però poi essere risolti.

Ed è questo, forse, il solo piccolo difetto ma, allo stesso tempo, la genialata assoluta che fa rimanere di stucco e che fa scaraventare (con delicatezza, si intende) l’ebook sul divano di casa: un finale non chiuso, una serie di punti interrogativi che restano irrisolti e che ti fanno agognare il seguito adesso, subito, immediatamente.

Un accenno in conclusione va fatto relativamente ai personaggi secondari: quelle comparse, più o meno delineate, che interessano lo svolgimento della vicenda ma che restano soffusi, senza una vera e autonoma spina dorsale, in attesa, probabilmente, del famoso capitolo II di questa serie, in cui potranno aver maggior risalto e chiarezza.

Detto questo, il mio plauso va ad Anna che ha saputo farmi immergere in una storia che ti prende e non ti molla un attimo, in una coppia che si fa conoscere tutta d’un fiato e in un finale che mi fa dire … «Scrivi, carissima! Scrivi che devo sapere tutto!»

Buon Respiro!

Rachel

© Rachel Sandman

AL PRIMO SGUARDO di ANNA LOVEANGEL – SEGNALAZIONE

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TITOLO: Al Primo Sguardo

AUTORE: Anna Loveangel

SERIE: Ka’u Huna Series #1

USCITA: 11 Luglio 2016

PAGINE: 260 (Ebook)

EDITORE: Self  Publishing


TRAMA: “Non sono stata baciata dalla Dea Bendata in nessun campo. Ma arrendermi non fa parte di me. Ho deciso di combattere, di affrontare ogni ostacolo con la giusta dose di autostima.

Amo New York, sono libera e lavoro nel locale di mia cugina, dove ho trovato una grande famiglia. Be’ ho trovato anche altro. Un uomo presuntuoso, antipatico, irritante e selvaggio. Un collega che mi attira e mi fa sentire diversa. Un uomo che ha sicurezza, fascino e sensualità. Jason, il mio personale orgasmo; uno che ha tanto da mostrare. Per capirlo ci vorrebbe un dizionario o forse mi basterebbero le istruzioni per l’uso. Meglio quindi che io, Annie, decida di non pensare a quello che mi nasconde e viva.

Sì, questa è la scelta giusta. Anche se, paranoica come sono, avrò perennemente paura di sbagliare.”


Siamo ormai da ore in trepidante attesa per l’uscita del nuovo romanzo firmato Anna Loveangel.

Per la prima volta in assoluto scrivo qualcosa su un’opera di una persona che conosco, che ammiro e a cui faccio il mio personale … Viva il Lupo (perché, si sa, in bocca al lupo, tra quelle fauci puzzolenti e aguzze, non è mai bello finire!).

Anna è nata e vive a Napoli, la città che in assoluto porta nel cuore. È una mamma a tempo pieno: i suoi due bambini sono la sua unica ragione di vita.

Ha poi tante passioni, su cui svetta però la scrittura: scribacchia dall’età di quattordici anni, quando scriveva su un quaderno dalle pagine multicolor che conserva, ancora oggi.

Scrivere per lei è vivere, è respirare: con questo presupposto, non potevo non ospitarla nel mio nuovo blog, augurandole un affettuoso e profondo BUON RESPIRO!

Fatti valere Anna!

Rachel

 


 

IL RITMO DEL MIO CUORE di CAISEY QUINN – RECENSIONE

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TITOLO: Il Ritmo del mio Cuore (Leaving Amarillo)

AUTORE: Caisey Quinn

SERIE: Neon Dreams Serie #1

USCITA: 23 Giugno 2016

PREZZO: € 6.99 (eBook) – € 14.90 (Cartaceo)

EDITORE: HarperCollins Italia


TRAMA: Mi chiamo Dixie e ho diciannove anni. La mia storia è quella forse di tante altre ragazze, oppure no. Ho un fratello, Dallas, più grande di me, con lui vado abbastanza d’accordo. Viviamo con i nonni da quando i nostri genitori sono morti. Dal giorno del loro funerale per me tutto è cambiato: io e Dallas abbiamo conosciuto un ragazzo, Gavin, con lui si è instaurato da subito un rapporto di grande amicizia e complicità, tanto che abbiamo formato una country band, i Leaving Amarillo. Nome banale? Può darsi, ma Amarillo è la nostra città e vogliamo che tutti lo sappiano. I nostri concerti sono molto seguiti e abbiamo trovato anche un agente che ci segue e che pare ci farà suonare a Austin. Insomma, tutto procede senza troppi intoppi, ma solo all’apparenza, per me Gavin non è più solo un componente della band, è molto di più e la cosa è reciproca. Ho bisogno di lui, dei suoi baci, delle sue carezze e di molto altro. Dallas non credo la prenderà benissimo, la band è tutta la sua vita e io sarò sempre la sua piccola Dixie.


RECENSIONE: È davvero strano come alcuni libri arrivino nelle tue mani per caso, consigliati da persone quasi sconosciute ma che ti ispirano fiducia, in un periodo in cui non sei particolarmente propensa a leggere o a immergerti in storie strappalacrime dai lieti fini confezionati ad hoc, e ti rivoltino come un calzino a strisce, magari spaiato, un po’ come quelli tanto cari a Dobby, lasciandoti poi così, sconvolta e centrifugata per bene.

Il treno della mia vita mi sfreccia davanti, ai comandi c’è qualcun altro e io non riesco né ad aggrapparmi all’ultimo vagone né a guardare il convoglio allontanarsi all’orizzonte.

Leaving Amarillo (tra parentesi: adoro questo titolo!) fa proprio questo effetto: è un tornado di sentimenti, emozioni, lotte, risentimenti e rimpianti. È la storia di Dixie Leigh, di Gavin, di Dallas e della loro band che, se occorresse dare conferma a ciò che i loro nomi già suggeriscono, crea musica country, con innovazioni di R&B e tratti rock.

Lo schema iniziale potrebbe essere già visto e potrebbe suonare quasi banale: lei innamorata del migliore amico del fratello maggiore iperprotettivo. Tutti e tre amici da una vita, tutti e tre membri effettivi di questa band, Leaving Amarillo appunto, alla ricerca del successo.

Ma da qui in poi, scordatevi ogni aspetto o banalità già visti prima in altri romance. Perché quello che riesce a fare Casey Quinn è qualcosa di davvero magico quanto visceralmente coinvolgente: fa cantare e suonare ogni singolo capitolo.

Chiudo gli occhi e vedo solo i colori accesi della musica. Le luci al neon sfumano nel buio. Le scintille esplodono nel cielo di mezzanotte come fuochi d’artificio.

Le sue descrizioni, le parole che riesce a cucire addosso ad una Dixie assolutamente ben a fuoco e perfetta, anche nelle sue imperfezioni, sono una sinfonia armonica che devasta il lettore sino all’ultimo paragrafo.

Io so chi sono. Sono pizzi, margherite e un violino sotto il portico a casa dei miei nonni. Strade sterrate e denti di leone, come dice sempre mio nonno. Un disco in vinile in un’epoca digitale.

Non è assolutamente un libro facile: il passato buio dei tre fa capolino costantemente, dietro una maschera di cartapesta che tutti, nessuno escluso, si sono cuciti addosso, per mostrarsi al mondo nel modo più granitico possibile. Ma sarà lei, l’unica donna del trio, la suonatrice di violino, la protagonista indiscussa, lo Scricciolo (Bluebird, nell’originale), ad abbattere tutte le barriere, a lottare, a bruciare per prima.

È meglio bruciare, meglio rischiare, anche se le cicatrici sono il prezzo da pagare. Sì, sempre meglio che perdermi, perderti, perderci.

La sua storia con Gavin si evolve in modo tanto automatico quanto delicato, cosa che mai ti aspetteresti quando, tra le parti in gioco, vi è un batterista tormentato, problematico e oscuro. Tuttavia anche qui è l’abilità indiscussa di un’autrice che ormai è entrata di diritto nella mia personale classifica di migliori scrittrici contemporanee a farla da padrona.

Ultima nota da sottolineare è la straordinaria eleganza con cui la musica va qui a unirsi e a legarsi, in modo indissolubile, alla storia: fatto tanto abusato, ultimamente, in più storie romance che trattano di band e di cantanti belli e dannati ma che, poche volte, portano effettivamente a casa il compito di unire il mondo musicale con quello creato con frasi e capitoli.

È per questo che non dico mai di amare la musica. Non viviamo un idillio amoroso. Se così fosse, sarebbe una relazione malsana, di dipendenza. Non mi domando mai se suonare mi piaccia o meno, così come non mi concentro sul sapore dell’aria che respiro. Suono perché devo, perché quando tutto va male e il mondo mi crolla addosso, la musica mi sostiene.

Con una playlist di tutto rispetto, tra cui spicca la fantastica Ring of Fire di Johnny Cash, la storia di Dixie permette a qualsiasi lettore, anche quello più digiuno di musica folk e country, di immergersi tra le note di ballate e suoni che urlano America e vita vera. Canzoni tradizionali dal sound unico e irripetibile si accodano qui, una dopo l’altra, e creano lo sfondo perfetto per scene che davvero entrano nel cuore.

Concludo con una piccola avvertenza: ebbene sì, questa meraviglia, questo gioiellino ha, come unico, per me, difetto, un lieve cliffhanger, un finale aperto che lascia un po’ col fiato sospeso, con la voglia irrefrenabile di avere immediatamente il secondo capitolo (che, nella sua edizione originale, ha come titolo Loving Dallas) tra le mani. Questo però non deve scoraggiare nessuno: Leaving Amarillo merita di essere letto, vissuto, respirato, amato e, perché no, a tratti anche odiato. Non esitate gente! Leggetelo!

Niente vieta, quando finalmente verrà pubblicato il seguito in Italia, di riprenderlo in mano per una rilettura!

Rachel

Leaving Amarillo

 © Rachel Sandman

LE REGOLE DELL’AMORE di Emma Chase – Recensione

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TITOLO: Le Regole dell’Amore (Sidebarred)

AUTORE: Emma Chase

SERIE: Sexy Lawyers Serie #3.5

USCITA: 4 Luglio 2016

PREZZO: € 1.99 (eBook)

EDITORE: Newton Compton Editori


TRAMA:

C’è stato un tempo in cui Jake Becker aveva tutto sotto controllo. Era un uomo freddo, deciso, senza scrupoli – dentro e fuori dal tribunale.

Poi sei irresistibili orfani e la loro meravigliosa zia sono piombati nella sua vita perfettamente ordinata. E hanno cambiato tutto. Hanno cambiato lui. Ora è un marito, un membro esemplare della comunità, un padre di famiglia. Ed è anche maledettamente bravo. Certo, deve fare da arbitro in litigi tra fratelli, reimparare l’algebra, assicurarsi che i suoi clienti stiano fuori di prigione, e far contenta sua moglie, ma finalmente sembra aver ripreso il controllo su ogni cosa…

Ovvio che arrivi qualcosa a mandare tutto all’aria. Una cosa gigantesca, sconvolgente. Spaventosa.
E sarà la cosa più meravigliosa e perfetta della sua vita.


RECENSIONE:

Parto con una breve riflessione semiseria: scegliere come prima recensione da proporre sul mio primo blog quella relativa ad una novella che chiude una serie, relativa ad un finale quindi, mi pare abbia un suo fascino, un po’ contorto forse, ma così è, se vi pare (ed ecco che la citazione colta è stata magistralmente e modestamente infilata, sono salva!).

È senza dubbio una lettura breve, veloce, dal ritmo incalzante e dal tono leggero e ironico: perfetta per questa estate afosa e caldissima.

La novella in questione, per chiarire, chiude la serie “Sexy Lawyers” (#1 Amore Illegale; #2 Niente Regole; #3 Amore Senza Regole) ed ha per protagonisti i già noti Jake e Chelsea, la coppia attorno cui ruota il secondo romanzo di Emma Chase e attorno cui si svolgono le vicende dei sei piccoli terremoti che anche i lettori più aspri e reticenti non hanno potuto fare a meno di amare e adorare.

Stessa cosa capita in questo breve scritto in cui tutti i personaggi già incontrati nei tre romanzi precedenti tornano a far capolino, chi più chi meno, tra le pagine che scivolano via, come un pacchetto di biscotti Oreo accompagnato da un bicchiere di latte.

Niente è lasciato al caso: ogni membro della famiglia ha la sua personalissima storyline che ottiene degna conclusione nel capitolo finale. È questo un epilogo che ricorda, solo per il salto temporale, si intende, quello più noto della saga del maghetto dagli occhiali rotondi, e che vede riaffiorare i figli dei protagonisti ormai cresciuti, ormai a loro volta genitori, senza però perdere quell’ironia, quel sarcasmo e quell’affetto che li ha contraddistinti sin dalla loro apparizione (non voglio dire di più, per evitare spoiler di qualsiasi genere, ma vi avviso solamente di aspettarvi una bomba assolutamente perfetta e adorabile dal ex piccolo teppista Rory: davvero, Emma Chase non avrebbe potuto fare di meglio!).

Concludo dicendo che sì, forse le altre due coppie (Stanton e Sofia; Brent e Kennedy) sono un po’ tralasciate, lasciate ai margini di queste poche pagine totalmente Jake-centriche, ma le poche scene in cui compaiono sono quel tocco in più, un po’ come quei piccoli zuccherini colorati su una torta glassata che rendono il dolce non più buono di quanto non sarebbe senza ma decisamente lo completano alla perfezione.

Quindi il mio invito è assolutamente quello di leggere, leggere fino all’ultima riga questa novella per vivere, ancora una volta, la magia di questa famiglia tanto bizzarra quanto unica e assolutamente imperdibile.

Rachel

per il tuo kindle
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© Rachel Sandman