Review Party – Insieme siamo perfetti di Penelope Douglas

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Buongiorno!

Oggi è il grande giorno! Finalmente è disponibile in tutti gli store online Insieme siamo perfetti di Penelope Douglas, edito da Newton Compton Editori. Si tratta del famosissimo Punk 57, un romanzo molto chiacchierato all’estero che da OGGI potete leggere anche qui in Italia.

Grazie ad un’iniziativa di Dipendente dai libri un nutrito gruppo di blogger vi ha accompagnato nei giorni scorsi e OGGI tocca anche al mio piccolo angolino digitale.

Curiose di conoscere i dati, la trama e la mia opinione su questa ultima fatica della Douglas?
Scorrete in basso e … Buona lettura!


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Titolo: Insieme siamo perfetti
Autore: Penelope Douglas
Data d’uscita: 21 Settembre 2017
Prezzo: € 5,99 (Ebook) – € 8,42 (Cartaceo)
Editore: Newton Compton Editori

Trama: In quinta elementare a ciascuno di noi venne assegnato un amico di penna tra i ragazzini di un’altra scuola. Mi chiamo Misha, e pensando che fossi una femmina, l’altro insegnante mi mise in coppia con una sua allieva, Ryen; la mia maestra, credendo che Ryen fosse un maschio come me, non obiettò. Dal primo momento in cui io e Ryen abbiamo iniziato a scriverci, abbiamo litigato su tutto. E le cose non sono cambiate in questi sette anni. Le sue lettere sono sempre scritte in inchiostro argento su carta nera. A volte ne arriva una alla settimana, altre volte tre nello stesso giorno, ma sento che ormai sono diventate una necessità per me. Lei è l’unica che mi aiuta a tenere la rotta, l’unica che mi accetta per come sono. Abbiamo solo tre regole fra di noi. Niente social media, niente numeri di telefono, niente foto. Fino a quando in rete, sono incappato nella foto di una ragazza di nome Ryen, che ama la pizza di Gallo, e adora suo iPhone. Quante possibile c’erano che fosse lei? Accidenti! Dovevo incontrarla. Certo non potevo immaginare che avrei detestato ciò che stavo per scoprire.

Recensione: Lo sapete, non è un segreto (penso) per nessuno … Gli ultimi due romanzi che avevo letto, firmati da Penelope Douglas, non mi erano piaciuti moltissimo (questo è l’eufemismo del secolo!): Non riesco a dimenticarti e Il mio sbaglio più grande sono stati, per me, una delusione megagalattica.

Tuttavia, il mio amore per Mai per amore era stato talmente grande e immenso (e no, se ve lo state chiedendo, ancora NON ho avuto il coraggio di leggere Odiami come io ti amo) che ho voluto partecipare a questo Review Party, memore delle sensazioni e delle emozioni che avevo provato leggendo la storia di Jared e Tate.

E … Vi dirò … Ho fatto davvero bene!
Cavolo, ragazzi, che romanzo ha tirato fuori questa volta Penelope Douglas! Insieme siamo perfetti è un mix unico, una fusione di Mai per amore con alcuni elementi (non quelli discutibili, grazie al cielo) di Il mio sbaglio più grande. Semplicemente stupefacente.
Sono rimasta davvero colpita perché … La storia è meravigliosa, gestita in modo perfetto: in essa ogni cosa è dosata al millimetro, in essa ogni dettaglio, al momento giusto, ottiene una svolta, un senso, una risposta ad un quesito posto più o meno esplicitamente. Inoltre, segue un filo che si allaccia, in un frangente, ad un’altra storia della Douglas, creando un nodo tra i personaggi da lei firmati che lega tutto e tutti. Geniale.

Misha e Ryen sono una delle coppie di carta che più mi ha convinto in questo periodo: due personaggi anticonformisti, che vanno oltre i limiti e i cliché dei tipici ragazzo e ragazza dei romanzi new adult, in cui ogni regola precedentemente imposta si infrange in una realtà descritta in modo palpabile e reale.

Misha è assolutamente straordinario. In lui il lettore trova un insieme di passione, fragilità e durezza che creano un personaggio di spessore e mai visto sino ad ora. Misha è un ragazzo inserito nella società in cui vive, nel mondo adolescenziale che frequenta ma, allo stesso tempo, riesce a rimanere ai margini delle dinamiche e delle situazioni.
Il suo atteggiamento è duplice, scontroso a tratti, dolce in altri, ma è reale, dannatamente reale, ve lo assicuro.

Ryen è uno di quei personaggi femminili che a me piacciono tanto perché parte, inizialmente, facendosi quasi odiare: lei, la protagonista, è dalla parte del torto, è il capo branco, è colei che si volta dall’altra parte quando accadono ingiustizie o atti di bullismo. La Douglas è stata pazzesca nel riuscire a rendere tutte le sfumature del carattere di Ryen, svelandola piano piano, in modo che la si comprende con calma, capitolo dopo capitolo, sino all’esplosione del finale.

Alcuni aspetti e tratti del percorso narrativo li ho trovati un po’ affrettati e, proprio perché ho amato immensamente il romanzo, avrei voluto fossero più approfonditi, maggiormente sviscerati. Tuttavia la storia di Insieme siamo perfetti è come un regalo la mattina di Natale che non solo è impacchettato alla perfezione, con tanto di nastro di raso e carta da pacco acquistata per l’occasione, ma contiene inoltre tutto ciò che volevi, desideravi e, forse, anche qualcosa in più.

In conclusione, vi invito davvero a leggere questo nuovo romanzo di Penelope Douglas perché finalmente torna ad immergersi nel mondo dell’adolescenza in modo originale, con personaggi unicamente imperfetti ma veri, con un mondo che ruota loro attorno duro, difficile da digerire ma assolutamente concreto.
Leggete Insieme siamo perfetti e arrivate sino in fondo per scoprire il senso di quel Punk 57  che è il titolo della versione originale e che, io personalmente, visto il significato immenso che ha nella trama e nel suo svolgimento, nella sua maturazione, avrei preferito fosse mantenuto anche nell’edizione italiana.
Spero, seriamente, che la Douglas non si fermi qui e che continui a scrivere, anche e soprattutto dei personaggi secondari apparsi in questa storia, che hanno un gran bel potenziale.

Quindi, leggete e poi fatemi sapere la vostra opinione!
Qui di seguito, vi lascio con il calendario in cui trovate tutti i blog che hanno partecipato e che hanno scritto (o registrato) la loro idea e le loro impressioni su questa nuova uscita Newton Compton Editori.

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© Rachel Sandman
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Le cose da dimenticare di Kerry Lonsdale – Recensione

Buongiorno!

Oggi torna l’appuntamento Recensione e, per l’occasione, vi parlo di un romanzo che mi ha davvero colpito: edito da LeggerEditore, uscito in digitale il 31 Agosto 2017, venite a scoprire con me qualche infos in più su Le cose da dimenticare di Kerry Lonsdale, il seguito di Ogni cosa a cui teniamo.

Qui di seguito trovate tutti i dati, la trama e la mia opinione. Un’avvertenza: in questo caso in particolare, invito (anche a mio discapito, si intende) vivamente coloro che non hanno ancora letto il primo romanzo a NON PROSEGUIRE con la lettura in quanto … Uno spoiler, anche solo leggendo la trama, è inevitabile e vi rovinerebbe in parte la lettura della prima storia.
Se invece siete temerari, procedete pure ma IO vi avevo avvisati!

Buon proseguimento!


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Titolo: Le cose da dimenticare
Autore: Kerry Lonsdale
Serie: Ogni cosa a cui teniamo #2
Prezzo: € 4,99 (Ebook) – € 15,30 (Cartaceo – In uscita prossimamente)
Editore: LeggerEditore

Trama: Due mesi prima il suo matrimonio, il consulente finanziario James Donato insegue suo fratello Phil in Messico, ma si perde in mare e viene dato per morto. Sei anni più tardi, si risveglia da uno stato dissociativo e scopre che ora si trova a Oxaca sotto il nome di Carlos Dominguez, vedovo e padre di due figli, che con l’aiuto della sorellastra Natalya cerca di dare un senso alla propria vita. Fino a quando non scopre che la sua fidanzata, Aimee Tierney, si è sposata e ha un figlio. Devastato, James e la sua famiglia tornano in California ma presto scopriranno che suo fratello Phil è uscito di galera vuole vendicarsi. James dovrà capire presto cosa successe quella notte in Messico e perché non si fida più di nessuno tanto che ognuno sembra raccontargli la propria verità.


Recensione: Torno a ripetere … Se non avete ancora letto Ogni cosa a cui teniamo, NON proseguite la lettura.
Detto e ripetuto ciò … Ragazzi, quando ho letto l’epilogo del primo romanzo di questa serie non vedevo l’ora di avere questo romanzo tra le mani e di immergermi nella storia di Carlos per scoprire tutto, ogni cosa.
Le mie aspettative erano alte, altissime e … Devo dire che la lettura non le ha rispettate ma surclassate, e di tanto, tantissimo.

Quando ho letto il primo romanzo, la figura di James mi intrigava ma non più di tanto, voglio dire: lui è il classico ostacolo per la serenità della coppia che si sta formando quindi … Era umanamente impossibile parteggiare per lui.

Tuttavia in questo romanzo è altrettanto inevitabile stare dalla sua parte, comprenderlo, supportarlo e questo, per me, è il tratto distintivo che delinea e conferma la grandezza di Kerry Lonsdale.

Se, infatti, avevo apprezzato Ogni cosa a cui teniamo, ho letteralmente amato Le cose da dimenticare.
In questo romanzo c’è vita, desiderio, mistero, incomprensione e dolore, un sacco di dolore.

La vicenda è narrata seguendo due punti di vista, sfasati anche a livello temporale, che, sin da subito, fanno capire l’originalità della storia che avete tra le mani: si tratta infatti di due punti di vista, è vero, ma appartenenti ad una sola persona. James da un lato, Carlos dall’altro: un solo uomo spezzato in due ma che resta uno, stesso corpo, stesso cuore, stessa anima.

Il conflitto interiore che questo personaggio è costretto a vivere è una delle storyline più strazianti che io abbia letto nell’ultimo periodo ed è resa magistralmente grazie allo stile impeccabile della Lonsdale e alla scelta narrativa di staccare e far scoprire pezzi di un passato diverso ma comune a poco a poco, piano piano.

Rivedremo Aimee, ovviamente, ma questa volta non sarà lei la protagonista, non sarà lei ad essere quella giusta, la compagna perfetta. Al suo posto una delle donne di carta più forti in cui io mi sia mai imbattuta: Natalya è davvero magnificamente immensa. Lei ha amato, ama e amerà Carlos ma, nonostante tutto, è pronta a mettere da parte il suo sentimento ed è pronta ad aiutare James, un uomo che non la vede con gli occhi che l’hanno sempre guardata, non la sente allo stesso modo, non la ama.

Accanto a loro, i piccoli di casa: un rapporto che, anche qui, sa di realtà misto a devastazione. Il legame tra Carlos e i suoi figli è meraviglioso ma per James è un qualcosa che non esiste, da ricostruire del tutto: vi immaginate, a questo punto, come dev’essere per un bambino di 5 anni svegliarsi un giorno e scoprire che il proprio padre si è completamente dimenticato di te, della tua esistenza?
La ricostruzione di questo nucleo famigliare sarà straziante, vi avviso, ma è un percorso che fa male per quanto è ben dosato e curato. Mai stucchevole, mai affrettato … Perfetto.

In conclusione, io vi invito, seriamente, a leggere questo romanzo che personalmente ho avuto il piacere di leggere grazie alla LeggerEditore e che rientra in un genere tutto suo, fatto di romance ma anche di mistero, di intrigo, di formazione. Un libro dai mille volti, un po’ come il protagonista, che si farà amare inevitabilmente, senza filtri, senza maschere, con un epilogo che sarà una conclusione forse un po’ affrettata (non volevo che finisse, ne volevo ancora, ne volevo di più!) ma che si unisce ad un ennesimo quesito che l’autrice lascia lì, come una piuma che volteggia libera nell’aria, in attesa, forse, di una nuova storia.

N.B. Ancora una volta, l’edizione italiana mantiene la cover originale: una donna dai capelli rossi di spalle … Scelta azzeccatissima!

Rachel

© Rachel Sandman

 

Logan di Veronica Scalmazzi – Recensione in Anteprima

Buonasera!

Allora, oggi, è finalmente arrivato il grande giorno: ho il piacere di parlarvi in anteprima del primo romanzo m/m scritto da Veronica Scalmazzi, self e disponibile da OGGI, 8 Settembre 2017!
In questo post ho il piacere di raccontarvi qualcosa sul chiacchieratissimo e attesissimo Logan.
Devo ammetterlo, ho iniziato ad adocchiare questo romanzo su FB, grazie a vari post che l’autrice ha abilmente disseminato con il contagocce e, attraverso brevi estratti, mi sono immediatamente innamorata della storia e del suo potenziale.

Ho avuto poi la fortuna di leggerlo in anteprima quindi … Grazie Veronica per avermi regalato questa storia! Grazie a voi là fuori che leggerete questa mia personale riflessione e, vi avviso: preparate le carte di credito e le prepagate, Logan sta arrivando ed lo trovate qui (cliccate! Adesso!).

Buona lettura e #GoodLuckVeronica! #GoodLuckLogan!


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Titolo: Logan
Autore: Veronica Scalmazzi
Serie: Spin-Off Destini Incrociati #2
Autoconclusivo
Data d’uscita: 8 Settembre 2017
Prezzo: € 1,99 (Ebook) – € 8,94 (Cartaceo)
Editore: Self Publishing

Trama: Sono Logan Collins e sono sempre stato alle regole, ho vissuto la mia intera esistenza indossando una maschera. Mai mostrarsi, mai cedere alla voglia di essere me stesso, ma poi è arrivato lui e tutto è cambiato. Jay Carter ha sconvolto il mio lato nascosto, mi ha sfidato e ha preso a pugni le mie bugie. Ho lottato, giuro. Ma era un match già perso in partenza. Lui era la parte nascosta di me. La mia sfida più grande. E adesso siamo fuoco che divampa fra segreti e demoni del passato. L’incontro è iniziato, la sfida aperta.


Recensione: Sono in crisi totale, davvero.
Non so da che parte cominciare e, come mi capita spesso quando un libro mi piace, e parecchio, temo di non riuscire a rendere a pieno tutte le emozioni che mi hanno travolto quindi … Respiro, con calma e pazienza, un pensiero dopo l’altro, e inizio col dirvi: preparatevi, perché Logan di Veronica Scalmazzi è uno libro d’impatto.

Partiamo dal presupposto che il lettore si immerge nel libro con un inizio in medias res che non è solo potente e tangibile … È di più!
La prima scena, infatti, vi catapulterà, prima ancora di iniziare, in un’atmosfera fatta di odio e amore, tensione e passione, il tutto avvolto in una coltre di nubi davvero potente e magnetica. Quindi, sappiatelo, se la vostra reazione sarà simile alla mia, vi ritroverete alla fine del prologo, così:

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Poi … Solo in un secondo momento, conoscerete i due protagonisti e … Addio mondo, addio social, addio fidanzato immaginario o meno … Finirete a vegetare, a vagare per la casa con il kindle in mano senza possibilità di abbandonare questa storia fino al suo finale.

Logan è immenso: un ex pugile legato alla famiglia, agli amici, ai ragazzi che frequentano la sua palestra. È un personaggio concreto, senza fronzoli, completamente immerso nella società che vive e frequenta e che, a tratti, lo limita e lo condiziona. È un uomo perennemente in lotta, non solo con il mondo ma anche, e soprattutto, con se stesso.
Jay, al contrario, è colui che all’inizio sembra il classico bad boy con lo sguardo provocante, il sorriso sornione e l’atteggiamento da ‘Sono io e mi prendo ciò che voglio, quando voglio’. Ma … Ovviamente molto altro si cela dietro quell’atteggiamento da bullo: ferite profonde, un passato nascosto, dolore, rassegnazione, rimpianto.

Questi due insieme sono una delle migliori accoppiate lette nell’ultimo periodo: entrambi hanno un carattere forte incrinato da cicatrici più o meno visibili, entrambi sentono e respirano la tensione e l’attrazione che aleggia tra loro, entrambi sono gelosi marci, lasciatemelo dire.
La gelosia è uno degli aspetti che, durante lo svolgimento della storia, l’autrice ha sviscerato maggiormente e ha fatto proprio un ottimo lavoro: ogni scena è un tassello per la successiva e l’impulsività che regna, che sovrasta, molto spesso, il buon senso e il quieto vivere, dona originalità e tensione ad una narrazione già di per sé movimentata. Un’unica piccola pecca, forse, il non approfondire fino in fondo la questione legata ad un certo Brian: cioè, io mi aspettavo una vera e propria scena tra lui e Logan, ad un certo punto la pretendevo proprio!

Ma, chiariamo: se vi aspettate un classico romanzo in cui due si conoscono, si avvicinano, si innamorano, litigano e poi tornano insieme … Sbagliate di grosso!
Veronica Scalmazzi ha creato, davvero, una linea narrativa da montagne russe in cui impariamo a conoscere i personaggi quando loro, ormai, sono già vittime della passione che li governa, in un’unione che divampa, più volte nella trama, e che dà ai personaggi spessore, rendendo la relazione tra Logan e Jay realistica e, lo devo dire, molto molto molto HOT.
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La componente sensuale e sessuale tra i due è resa in modo magistrale: mai una scena volgare, tutto ben dosato, tutto nel momento perfetto. Ma Logan non è solo questo!

In questo romanzo, come forse avrete già capito, ho trovato spessore psicologico, ho trovato accelerazioni e capovolgimenti narrativi che non mi sarei mai aspettata e che mi hanno lasciata (non solo letteralmente) a bocca aperta fino al finale … [N.B. Stavo per strangolarti, Veronica! Te lo dico qui, pubblicamente! Ma si fanno questi scherzi?]

Ragazzi, non potete capire. Logan e Jay vi faranno ridere, piangere, sognare ad occhi aperti e voi vi troverete, inevitabilmente, a fare il tifo e a supportare il club Mai una gioia vestendo i panni di una cheerleader fuori campo (come non condividere le uscite della cara Cassie?).

In conclusione, vi avverto: l’epilogo è uno dei più dolci mai letti, la perfetta chiusura del cerchio. Inoltre, è totalmente in linea con il percorso di maturazione attraverso cui sia Logan sia Jay passano e che li coinvolge su più linee portandoli tra frenate e accelerazioni inaspettate ad un epilogo che è già un aggancio a quella che, credo, sarà la storia che inizierete a bramare appena poserete il vostro kindle.

Vi lascio, infine, con un’ultima chicca: il booktrailer ufficiale di Logan di Veronica Scalmazzi. Se ancora avete dei dubbi, se ancora non sapete se leggere davvero questo libro o meno, guardate questo video e poi … Correte su Amazon è acquistate Logan!

Rachel

© Rachel Sandman

Review Tour – Un gancio al cuore di Manuela Chiarottino

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Buongiorno!
Oggi, è con immenso piacere che il blog partecipa al Review Tour legato ad una nuova uscita made in Italy e appartenente alla categoria del self publishing: sto parlando di Un gancio al cuore, nuovo romanzo firmato Manuela Chiarottino (vi ricordate? Vi ho già parlato di lei, in occasione dell’uscita del suo romance edito dalla Triskell Edizioni, Un amore a cinque stelle) che uscirà tra due giorni, il 10 Settembre 2017.

In questa occasione, festeggiamo l’approssimarsi dell’uscita di questo romanzo m/m attraverso un approfondimento legato alla trama e alla storia narrata, seguito poi, come sempre, dalla mia personalissima opinione su Un gancio al cuore.

Siete pronti?
Buona lettura!


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Titolo: Un gancio al cuore
Autore: Manuela Chiarottino
Data d’uscita: 10 Settembre 2017
Prezzo: € 3,49 (Ebook)
Editore: Self Publishing

Trama: Tirare pugni a un sacco, sfogando tutto ciò che ha dentro, è per Byron l’unica maniera di dimenticare. Dimenticare un passato solitario, un presente in cui arranca, un futuro grigio e piatto che gli sta piombando addosso senza freni. Non c’è carriera, per lui, né nobiltà alcuna nel pugilato, bensì una scappatoia, una via per guadagnare il necessario utile a lui e sua nonna per abbandonare la povertà. E sua madre… be’, lei continua ad andare e venire dalla casa del suo “fidanzato” e per Byron è meglio non pensarci. Tutto sembra destinato a rimanere così, quindi, statico e deprimente, fino a quando nella palestra di John non entra Brandon, l’angelo nero, un ex pugile dallo sguardo enigmatico e il sorriso irriverente. Per Byron è il cataclisma, ma non è l’unico a sentirsi trasportato dagli eventi: Brandon rimane folgorato dal ragazzo ancor prima di averlo messo a fuoco. Può l’amore cambiare del tutto le carte in tavola? Possono i vinti diventare vincitori, se ci credono davvero? E i colpi della vita possono fare male più di quelli ricevuti in pieno viso?


Approfondimento: chi era Emile Griffith?

Allora, come potete ben dedurre leggendo la trama, il romanzo Un gancio al cuore di Manuela Chiarottino è ambientato nel mondo della boxe e non, badate bene, quella tra bande o di strada, bensì quella che mira al professionismo attraverso sudore, pugni dati in una palestra storica e architettonicamente non da catalogo di interni, allenamento duro e puro.
Durante la storia, sentirete citare più volte il nome di Emile Griffith. Ma chi è costui?
Devo dire che l’autrice è stata grandiosa e ha posto una nota a fine romanzo che, in qualche modo, inquadra questo personaggio ma io, qui, ho deciso di darvene una piccola anticipazione.
Emile GriffithEmile Griffith nasce il 3 Febbraio del 1938 a Saint Thomas (isola caraibica delle piccole Antille, appartenente all’arcipelago delle Isole Vergini americane).
A segnare la sua vita, un anno: il 1958. In quello stesso anno, da dilettante, ottiene il New York Golden Gloves e diventa pugile professionista.
La sua carriera durerà fino al 1977 ma sarà un episodio a pesare, maggiormente rispetto agli altri: il 24 Marzo 1962 il match valido per il campionato mondiale dei pesi welter, disputato contro Benny Paret, (pugile cubano soprannominato The Kid), ha una conclusione tragica.

Griffith ridusse l’avversario in stato di incoscienza e questi morì dopo nove giorni. A Griffith fu mossa l’accusa di aver volontariamente infierito sull’avversario anche a causa di presunte dichiarazioni offensive riferite alla sua bisessualità.

Griffith rimase comprensibilmente sconvolto dall’accaduto ma, nonostante ciò, in seguito conquistò il titolo di campione del mondo dei pesi medi, battendo Dick Tiger.
Soltanto nel 2005, fece coming out dichiarando la propria bisessualità in un’intervista a Sports Illustrated.
Dopo aver sofferto di una sindrome da demenza pugilistica negli anni duemila e aver passato un periodo difficile, anche a livello economico, morì il 23 Luglio 2013 all’ospedale di Long Island nello stato di New York.

E dopo questo piccolo approfondimento … Veniamo alla mia opinione!


Recensione: Un gancio al cuore di Manuela Chiarottino è un romanzo che colpisce su più fronti.
Innanzitutto, io ho apprezzato davvero moltissimo il fatto che per tutta la prima parte, in cui si descrive il progressivo avvicinamento tra i due protagonisti, non si sia mai posto l’accento sul loro essere entrambi uomini ma si sia, piuttosto, sottolineato il loro essere: sono due persone con crepe più o meno simili che si trovano, quasi per caso, iniziano a cercarsi e si scontrano, inevitabilmente. Non tutti i romanzi m/m hanno questa delicatezza e accuratezza, lo devo ammettere.

Inoltre, la caratterizzazione dei due è eccezionale: da un lato, come ho accennato prima, Byron e Brandon hanno dei lati simili, ferite profonde che derivano da un passato non comune ma che li rende, sin da subito, affini senza nemmeno saperlo. Sono però i lati che divergono, i loro caratteri così cristallini e puri a delinearli ancor di più e a renderli ognuno un piccolo mondo tridimensionale creato e mostrato su carta.

Byron è, con la sua giovinezza, la personificazione dell’irruenza: c’è la rabbia, che cova in lui come una serpe in seno, come una voragine che cresce sempre più; c’è la disperazione; c’è la violenza. Byron è vittima di un legame materno inesistente e di una vita che gli ha chiesto troppo, che ha gravato troppo sulle sue spalle larghe.
Brandon, al contrario, è un uomo maturo, che si è fatto da solo e che, nonostante gli sbagli, gli errori, i passi falsi, è cresciuto e ha raggiunto una stabilità.

Ho amato come la Chiarottino ha fatto evolvere la loro storia, prima su un piano prettamente fisico, gradualmente su un piano più emozionale e personale. L’inserimento poi di tatuaggi significativi, veri e propri simboli su pelle (dettaglio che, come forse già saprete, io personalmente amo alla follia), ha dato quel tocco di originalità e modernità nuova, una nota di colore immersa nel mondo grigio scuro del pugilato.

I marinai si tatuavano a casa prima di partire, poi una seconda volta nel porto di destinazione e alla fine quando avevano fatto ritorno a casa. Averne un numero pari significa essere lontani dal posto che ami, da casa.

In conclusione, l’ambientazione e la tematica della boxe sono presenti ma non scendono mai nel noioso o nello statico: ogni descrizione, ogni gancio, ogni allenamento ha un seguito, ha un motivo, ha una sua coerenza ed essenza. I dettagli con cui l’autrice fa emergere il sapore e l’odore di un mondo particolare come quello delle palestre, del pugilato, dei guantoni, sono reali e intensi, tanto che in alcuni punti ti sembra davvero di essere parte integrante della realtà descritta.
Quindi, leggete questo libro se volete immergervi in una storia fatta di contrasti, virile e delicata insieme, in cui a farla da padrone è lo stile dell’autrice che non perde mai la sua profondità e il suo realismo.

#GoodLuckManuela!

Rachel

© Rachel Sandman

Ladri del cielo – Irene di Elena Sole Vismara – Recensione

Buonasera a tutti!

Oggi torno ad immergermi nel mondo dei self e del made in Italy con la recensione di un romanzo che è il secondo capitolo di una serie che sta tra il fantasy e il romanceLadri del cielo, di Elena Sole Vismara.
Irene, uscito il 7 Luglio di quest’anno e di cui vi ho già accennato qui, è il seguito di Luc, libro che vi ho già raccontato qui sul blog e che mi aveva piacevolmente sorpreso e colpito.

Sarà accaduto lo stesso anche con questo nuovo episodio della storia tra Irene e Luc?
Scorrete il post per scoprirlo!


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Titolo: Irene
Autore: Elena Sole Vismara
Serie: Ladri del cielo #2

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 12,00 (Cartaceo)
Editore: Self Publishing
Data d’uscita: 7 Luglio 2017

Trama: “È nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio che le cose tendono a complicarsi, non è vero?
È proprio questo ciò a cui pensa Irene quando, a un passo dallo sfiorare la felicità con la punta delle dita, il passato di Luc torna a farsi sentire all’improvviso, prepotente e crudo.
Basta un attimo per far crollare ogni illusione, per porre Irene davanti a una scelta dalla quale sa in partenza di non poter uscire vincitrice, e una terribile verità emerge a tradimento, minando le basi di una fiducia costruita con tanta fatica.
Eppure non seguire quella vocina che in fondo al suo cuore non ha mai smesso di incitarla ad agire, a sottrarre Luc a un destino di sofferenza, è impossibile. Mettendo in gioco se stessa, la propria vita e forse perfino la propria anima, pur di riscattare quella di lui, Irene si imbarcherà quindi in un viaggio che la porterà nel profondo di un abisso.
Un abisso in cui scopre che niente è come sembra, nemmeno lei stessa, e da cui riemergere sarà quasi impossibile, nonostante un’inaspettata serie di aiuti. Può davvero, però, chiamare amici coloro che le sono venuti in soccorso?”


Recensione: Parlare di un libro è sempre, più o meno, complesso: quando poi mi trovo di fronte ad un romanzo che non solo è il secondo capitolo di una serie ma è, in tutto, il naturale proseguimento e la chiara continuazione di una storia precedentemente scritta (e, nel mio caso, letta) … Beh, capite bene che la faccenda si complica, e non poco!
Perché, ora, come faccio a raccontarvi ciò che vorrei senza fare spoiler che sarebbero dannosi e irrispettosi nei confronti del lavoro di Elena Sole Vismara?

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#ProfondoSospiro … Allora … Partiamo dal presupposto che Irene parte esattamente da dove ci eravamo lasciati in Luc: non c’è il minimo salto temporale, nessun distacco.

A differenza del primo capitolo però, l’ambientazione cambia: passiamo infatti dall’avere uno sfondo prettamente marittimo e dal sapore salino, ad un paesaggio fatto di monti, grotte e chi più ne ha più ne metta.
La scelta è, a mio parere, azzeccata: infatti dalla spensieratezza e, passatemi il termine, dalla superficialità vacanziera del primo libro, in Irene ci immergiamo (in vari sensi, direi) più a fondo, non solo per quanto riguarda la trama ma anche dal punto di vista della psicologia della nostra eroina che dà, per l’appunto, il nome a questo capitolo.

Sono personalmente rimasta sconvolta come nemmeno Mirtilla Malcontenta nel bagno di Hogwarts quando ho compreso, più o meno, l’andamento della storia perché, accidenti, MAI avrei potuto immaginare una tale svolta! In questo, l’autrice è stata davvero fenomenale perché qualsiasi quadro il lettore si immagini ad un tratto, state tranquilli che verrà smontato, capovolto e modificato. Pazzesca, Elena Sole, pazzesca!

Certo, l’originalità è rischiosa e se, da un lato, l’ho apprezzata sul fronte Irene che diventa, in questo modo, meno macchietta e più donna con carattere e coerenza (senza, tuttavia, mai perdere la vena ironica che la contraddistingue), meno l’ho capita nei confronti di Luc che, in questo secondo capitolo della serie, resta fin troppo spesso in penombra e rimane avvolto da una nube di incomprensione che mi ha fatto alzare gli occhi al cielo e mi ha fatto venir voglia di scuoterlo e di urlargli in faccia … Più volte, devo ammetterlo.

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La Vismara ha fatto, indubbiamente, una mossa coraggiosa e ha completamente invertito il sentimento che il lettore prova verso la figura di Luc: se nel primo romanzo, infatti, c’è la naturale curiosità, così come interesse e tenerezza, nel secondo libro, almeno personalmente, Luc si meriterebbe una bella porta in faccia … Almeno a seguito di alcune infelicissime uscite.

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Lasciando così in secondo piano il vero protagonista che, parzialmente, recupera e fa ben sperare per il prossimo romanzo solo nella zona cesarini, nella storia emergono nuovi nomi e volti che, capitolo dopo capitolo, agganciano l’attenzione del lettore e seminano una serie di indizi che, una volta svelati, so già mi lasceranno a bocca aperta.

Su tutti, devo ammetterlo, sono rimasta ammaliata da personaggio di Calliel che se, da un lato, non va a prendere il posto e a fronteggiare attivamente il caro e incomprensibile Luc, poco ci manca. Ragazze che state leggendo, preparatevi perché io, lo ammetto qui, pubblicamente, ad un certo punto e anche un po’ ora … Ho seriamente parteggiato per questo nuovo scintillante membro della serie Ladri del Cielo, una serie che davvero ha la capacità di farti credere una cosa e di stravolgerla il capitolo … Ma che dico, il capitolo! La pagina dopo!

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In conclusione, la scrittura è, come già in precedenza, molto curata e va alla ricerca anche di termini ricercati ma non astrusi. Le descrizioni continuano, a mio parere, ad essere il punto forte dello stile della Vismara così come i paragrafi di spiegazione risultano, ancora, un po’ lenti ma necessari, indubbiamente.
Detto questo … Carissima autrice che so leggerai questa recensione … E adesso? No, vogliamo parlarne? Scrivi il terzo capitolo e vedi di farmi capire qualcosa perché, accidenti, sono in una situazione analoga (se non peggiore) rispetto a quando ho terminato Luc!
Aiuto!!

Rachel

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Amore dietro le quinte di Ilenia Bernardini – Recensione

Buongiorno!

Oggi … Voglio raccontarvi la mia opinione su un libro made in Italy ed edito dalla casa editrice Butterfly Edizioni: si tratta di Amore dietro le quinte di Ilenia Bernardini, una donna che, oltre ad essere autrice, è anche blogger.

Pronti?
Buona lettura!
Ricordatevi di lasciare un commento alla fine di questo articolo! Lasciate il segno!


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Titolo: Amore dietro le quinte
Autore: Ilenia Bernardini
Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 15,00 (Cartaceo)
Data d’uscita: 8 Maggio 2017
Editore: Butterfly Edizioni

Trama: Blair Monroe, eroina delle figuracce, crede nel destino, nelle favole e nella magia. È un’inguaribile romantica, nonostante sia stata ferita in passato e molto dedita al suo lavoro di sceneggiatrice. La sua monotonia viene scossa dall’incontro con Chuck Sinclair, uno scrittore di successo, tanto bello quanto arrogante. Costretta dalle circostanze a lavorare al suo fianco, non perdono un attimo per punzecchiarsi e discutere, pronti a odiarsi e a farsi la guerra. In una lotta senza esclusione di colpi, anche testa e cuore si dovranno affrontare… Lui è abituato a un altro tipo di donna. Lei non si fida di quelli come lui. Insieme prendono fuoco facilmente e non solo per le discussioni… Come nelle storie che scrive, Blair sta aspettando il bacio che farà svegliare il suo cuore addormentato da troppo tempo. La posta in gioco è molto alta. Varrà la pena lasciarsi andare ai sentimenti e alla passione? E cosa succede se, proprio mentre i due hanno la possibilità di conoscersi meglio, si intromettesse Seth, un uomo affascinante e raffinato? Sapranno testa e cuore mettersi d’accordo al momento giusto?


Recensione: Se cercate un romanzo dal sapore hollywoodiano, con quel vago sentore di commedia americana, con una storia d’amore pulita, divertente e protagonista indiscussa del libro … Amore dietro le quinte di Ilenia Bernardini è il romanzo che fa per voi.

La storia di Blair e Chuck ha, infatti, una patina di lustro e faceto che ben si accosta all’atmosfera e all’ambiente in cui si svolge la vicenda, ovvero Los Angeles.
Tra i due protagonisti quello che ho preferito e che ho maggiormente apprezzato è Chuck, scrittore e playboy.

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Non so come spiegarlo ma credo che la Bernardini abbia fatto un buon lavoro nella caratterizzazione di questo personaggio rendendolo poliedrico e completo: è un bel ragazzo, dall’aspetto impeccabile e dalla carriera sfolgorante, ma non solo.
La presenza, a tratti ingombrante, di una famiglia (la sorella e le nipoti) che ha voluto e che ricerca, come appoggio e sostegno, gli dona quello spessore e quel realismo che lo completano e lo delineano su più fronti.

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Non ho, invece, trovato un’empatia immediata con la protagonista: Blair è un personaggio complesso che carica, moltissimo, tutto il suo essere su battute ironiche che, devo ammettere, all’inizio mi hanno un po’ destabilizzato e reso lo scambio di frasi e dialoghi un po’ artefatto (la presenza eccessiva di epiteti stile hashtag mi è piaciuta, ma fino ad un certo punto).

Tutto va, però, ad ampliarsi con l’evolversi della storia: la Bernardini non ha messo in una facile posizione la sua protagonista, dobbiamo ammetterlo, e in alcuni casi ho seriamente avuto la tentazione di scrollarla e tirarle i capelli. Quando però credi che, seriamente, questa donna non riuscirà mai a colpirti e ad entrare in connessione con te, ecco che avviene la svolta.

L’elemento migliore, a mio parere, è stato quello di inserire nella trama elementi più o meno drammatici che creano scossoni non solo emotivi ma anche, e soprattutto, narrativi. L’autrice ha dosato bene, nei giusti punti, i picchi della storia, gestendoli con maestria e portando il lettore a provare un sali scendi di emozioni che, inizialmente, non si poteva prevedere.

In conclusione, la forma è davvero curata: un plauso quindi sia all’autrice sia al lavoro di editing che è stato fatto su questo che, in precedenza, era un romanzo uscito in forma self, dal titolo Ciak e … Amore. Un invito a voi, a questo punto: leggete questo romanzo, divertitevi e … Beh, lasciatevi conquistare da due personaggi secondari che saranno i protagonisti del prossimo libro della Bernardini e che, a mio parere, hanno un potenziale da urlo.

Cara Ilenia … Affrettati e pubblica questa nuova storia!

Rachel

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Review Party – Wonder Woman di Leigh Bardugo

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Buongiorno!

Oggi, insieme ad un gruppo di angoli digitali elencati in fondo a questo post (diversamente detti BLOG e che, ovviamente, vi invito a visitare), ho il piacere di festeggiare l’uscita del primo capitolo autoconclusivo di una serie edita dalla casa editrice Fabbri. Si tratta di Wonder Woman – Warbringer di Leigh Bardugo, primo romanzo della DC Icons Series disponibile da OGGI.
Qui di seguito, come sempre, trovate tutti i dati, la trama e la mia personalissima opinione. Ringrazio, su tutti, Silvia del blog Hook a Book, per avermi coinvolto in questa iniziativa.

Buona lettura!


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Titolo: Wonder Woman – Warbringer
Autore: Leigh Bardugo
Serie: DC Icons #1
Data d’uscita: 31 Agosto 2017
Prezzo: € 19,00
Editore: Fabbri Editore

Trama: Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un’isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull’isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l’erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.

Infos sull’autore: Leigh Bardugo è una scrittrice YA e fantasy di origini palestinesi, autrice best seller del «New York Times». Da piccola ritagliava e indossava coroncine e braccialetti di carta, sognando di essere Wonder Woman. Oggi vive a Los Angeles, dove potrebbe capitarvi di sentirla cantare con la sua band. In Italia, è già uscito Tenebre e ghiaccio edito da Piemme.

Recensione: Avete presente quei libri che inizi a leggere senza sapere bene cosa aspettarti, senza un entusiasmo eccessivo e che, quasi, ti capitano per caso tra le mani? Bene, Wonder Woman – Warbringer di Leigh Bardugo per me è stato inizialmente questo: un romanzo da leggere, alla scoperta di una figura nota ai più ma che io, personalmente, non conoscevo per nulla (ebbene sì, lo ammetto, non ho mai visto la serie tv, non ho mai letto i fumetti né ho visto l’ultimo film, interpretato da Gal Gadot e Chris Pine).

Capite bene, quindi, che l’ansia e il desiderio di divorare questa storia, di bruciare le pagine e di SAPERE ASSOLUTAMENTE cosa sarebbe successo di lì a qualche capitolo erano sentimenti NON previsti ma che mi hanno invaso, completamente e letteralmente.
Sì, perché la prosa di Leigh Bardugo è una delle più meravigliose che io abbia letto nell’ultimo periodo. Oltre a delineare perfettamente i personaggi (e, non solo, come ci si potrebbe aspettare, la famosa Diana – futura Wonder Woman – ma anche personaggi all’apparenza secondari che nascono, si sviluppano, evolvono grazie alla trama e alla narrazione gestita in modo egregio), la Bardugo gioca con le ambientazioni e spazia senza mai lasciarsi sfuggire nulla.

Partiamo infatti con una storia che sa di antico, ricca e pregna degli odori e dei sapori dei moti antichi, quelli della tradizione greca, con oracoli che si celano e appaiono; con Amazzoni che si organizzano, combattono, vivono; con una giovane donna Figlia della Terra che cerca il suo posto nella società in cui è cresciuta, sotto l’occhio vigile di una madre Regina e contornata da sorelle, legate a lei da una doppia corda fatta di dolore e affetto. Themyscira appare come un mondo selvaggio e naturale ma dai contorni perfettamente civilizzati e accoglie il lettore che si trova quasi coccolato dall’atmosfera semidivina del luogo e delle sue abitanti.

Tuttavia un evento inatteso fa sì che la narrazione proceda e si sposti: prima a New York, con i suoi grattacieli e i suoi viottoli trasandati e malfamati, poi in Grecia, tra uliveti e vegetazione mediterranea, tra tornanti e polvere, tra terra e fiume.
Ad avermi convinto, in prima battuta, è stato proprio il modo di descrivere tutti questi ambienti differenti: nel dettaglio, senza mai eccedere ma dando al lettore tutti gli elementi che gli servono, la Bardugo crea il giusto sfondo ad una storia che necessita di basi solide e concretezze.

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N.B. Ho scoperto questa foto in cui vengono ritratti i vari personaggi grazie al blog We found wonderland in books e, a mio parere, è la perfezione!

In secondo piano, ovviamente, non posso tralasciare loro, i personaggi.
Su tutti, Diana spicca non solo per altezza, bellezza e fascino soprannaturale ma anche (e soprattutto) perché oltre a tutto questo, lei appare fragile e insicura come una qualsiasi adolescente dei nostri giorni. Ho adorato il modo in cui l’autrice è riuscita a rendere mitica ma umana, contemporanea e impalpabile insieme la figura di questa giovane amazzone destinata a vestire i panni dell’eroina per eccellenza, destinata ad essere Wonder Woman.
Accanto a lei, per una volta, NON un ragazzo ma un’altra giovanissima: Alia. Su questa giovane donna grava un peso importante, un destino apparentemente già scritto, una sorta di maledizione ma … Non posso né voglio anticiparvi nulla, vi dico solo questo: il rapporto tra le due nasce non propriamente in modo idilliaco ma cresce, così come i due personaggi, e si consolida, pagina dopo pagina.

In conclusione, devo assolutamente parlarvi di loro: Nim, Theo e Jason sono il gruppo perfetto per fare da contorno, da collante e profondità alla storia. In loro c’è mistero, c’è ironia pungente, c’è stima ma anche lotta interiore, dolore e silenzi che parlano più di un discorso recitato a mezzo stampa. Insomma, loro, insieme alle due protagoniste, creano il clan perfetto per una storia fatta di azione, psicologia, crescita e amicizia.

Quindi, anche se, come me, inizialmente vi ritrovate un po’ titubanti e incerti, leggete questo libro che, ripeto, non ha nulla a che vedere con la classica immagine di Wonder Woman ma che crea, comunque, una nuova storia con spunti di riflessione unici e dai sapori moderni e classici insieme.
Buona lettura!

N.B. I prossimi capitoli? Volete sapere di chi parleranno? Bene … Grazie a Fabbri Editore, preparatevi a leggere nuove storie su Batman (scritto da Marie Lu), Superman (Matt De La Pena) e Catwoman (Sarah J. Mass). Io non me li perderò di certo, e voi?

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Rachel

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L’ultima notte al mondo di Bianca Marconero – Recensione

Buonasera!

Allora, oggi devo ringraziare immensamente un’autrice che, nonostante io non avessi mai letto o recensito nulla di suo, si è premurata di inviarmi una copia cartacea del suo ultimo romanzo e ha atteso, sino ad ora, pazientemente, un mio riscontro: sto parlando di Bianca Marconero che, con Newton Compton, ha pubblicato L’ultima notte al mondo (libro inserito all’interno della collana Gli Insuperabili e che include, oltre al romanzo, anche la novella che fa da prequel alla storia, ovvero Ed ero contentissimo).

Qui di seguito, quindi, troverete tutte le infos su questo volume, i link d’acquisto, la trama e la MIA personale opinione sulla storia.
Buona lettura!


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Titolo: L’ultima notte al mondo
Autore: Bianca Marconero
Data d’uscita: 29 Giugno 2017
Prezzo: € 3,99 (Ebook) – € 4,43 (Cartaceo)
Editore: Newton Compton Editore
Collana: Gli Insuperabili

Trama: Marco Bertani ha ventitré anni, alle spalle un’adolescenza tutt’altro che semplice e davanti a sé un futuro nel quale potrà contare solo su se stesso. Un giorno inaspettatamente si imbatte in Marianna Visconti, ex compagna del liceo e amore non corrisposto della sua vita. I loro mondi non potrebbero essere più lontani: Marianna, dopo aver studiato negli Stati Uniti, sta facendo pratica legale presso il prestigioso studio di un amico di famiglia, mentre Marco sbarca il lunario lavorando come operatore per una rete televisiva locale. Quando però le viene prospettata l’occasione di condurre un programma ideato proprio da lui, Marianna decide di accettare la sfida, convinta che cosi potrà dimostrare a Luca, il fidanzato con cui è in crisi, di cosa è capace: lei e Marco si troveranno quindi a lavorare gomito a gomito e scopriranno di non essere poi così diversi come credevano… E non finisce qui: tra le pagine del prequel, “Ed ero contentissimo”, in coda a questo volume, scoprirete un Marco adolescente sui banchi di scuola.


Recensione: L’ultima notte al mondo di Bianca Marconero è uno di quei libri che ti fanno sorridere dall’inizio alla fine e non, attenzione, perché superficiali o banali, ma perché semplici e ironici al punto giusto. L’ultima notte al mondo racconta una storia in cui la realtà ben si mescola con i caratteri buffi dei protagonisti e con la linea narrativa assolutamente di livello.

Il romanzo si basa su una coppia di protagonisti davvero un po’ sgangherata e fuori asse. Da un lato c’è lui, Marco Bertani, un uomo dal carattere forte che è dovuto crescere in fretta, che ha dovuto affrontare la vita a muso duro, senza orpelli o fronzoli superflui.
Dall’altro abbiamo invece lei, Marianna Visconti, una donna che nasce in un contesto sociale ed economico opposto rispetto a quello di Marco, con un’aura da prima donna e con quell’atteggiamento da puzza sotto il naso che, almeno per i primi capitoli, fatica a togliersi di dosso.

Due mondi che si scontrano prima tra i banchi del liceo e poi, più tardi, sulle corsie della vita, quella vera, dando origine a quello che, oserei definire, un gran bel film.

Il personaggio che evolve maggiormente è, senza dubbio, quello della protagonista femminile che, a seguito di vicende più o meno volute, si trasforma da ragazza prevedibile, scontata, noiosa e incapace di follie, a donna, prima fragile e traballante sui tacchi eleganti e nel tailleur da lavoro, poi matura e decisa, che lotta per quello che sente e vuole.
Non va, tuttavia, sottovalutato anche il mutamento di Marco che, da ragazzo tranquillo come una mucca indù, si scioglie, capitolo dopo capitolo, e si lascia andare, fidandosi (cosa per lui davvero difficile e complessa).

Il tratto che ho preferito in questo romanzo è stato proprio il modo in cui la Marconero ha scelto e ha diretto le varie tappe della conoscenza, dell’avvicinamento e della storia vera e propria tra i due protagonisti.
Una serie di tasselli minimali e delicati che, uniti l’uno con l’altro, hanno creato una tela meravigliosa, impreziosita da chicche quali:

«… ora ho una gran fame. Facciamoci un panino».
«Dove?»
«Sul sagrato».
«Come i turisti, gli studenti e i tossici?»
«No. Come me e te» …

Ho inoltre adorato il modo e le pennellate di colore che l’autrice ha lasciato intravedere nelle descrizioni di Bologna: sono piccoli e brevi paragrafi, spesso inseriti ad inizio capitolo, che offrono una panoramica unica e per nulla banale, che danno il sapore vero dell’atmosfera in cui si svolgono i vari fatti e che delineano uno sfondo che diventa, di colpo, tridimensionale e, a tratti, davvero palpabile. La nota e la descrizione di quello che è un po’ il meltin pot bolognese, con il gruppo dell’Armata Russa con tanto di sosia di Ivan Drago (di cui, giusto per dire, io aspetterei anche un libro, una novella, qualsiasi cosa) al seguito, con i Pakistani, i Magrebini e i Bolognesi cresciuti in quartieri di dubbia fama, è uno dei tratti che voglio, qui, segnalarvi e che confermano come questa autrice non sia solo brava nei dialoghi e nella gestione del lato romance del libro, ma riesca anche a riempire lo spazio e a caratterizzare personaggi secondari e comparse.

In conclusione, oltre al realismo e all’ironia, ai battibecchi, ai malintesi e alle note romantiche presenti, L’ultima notte al mondo si caratterizza anche per piccoli stralci di poesia, lasciati qua e là, come perle incastonate in un gioiello antico.

Stasera, mentre i portoni di Bologna si aprono come bocche sorprese, vedendoci passare, e le finestre abbassate ammiccano verso di noi, la risposta è sì. Io posso essere felice per questo niente che ho.

Che dire, dunque? Chapeau a questa penna tutta italiana che NON conoscevo e che ho apprezzato, moltissimo, grazie a questo suo ultimo lavoro che, se ancora non avete letto, vi invito a recuperare, subito, ora, adesso!
Vi lascio, qui di seguito, il video della colonna sonora, della canzone che, non per niente, dà il nome al libro … L’ultima notte al mondo di Tiziano Ferro.

Rachel

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Non lasciarmi andare via di Carmen Bruni – Recensione

Buongiorno a tutti!

Oggi è con immenso piacere che vi parlo di un libro uscito qualche giorno fa: un romanzo self che ho avuto la possibilità di leggere proprio grazie all’autrice, Carmen Bruni …
Una storia che, lo devo ammettere, aspettavo da quando, un po’ di tempo fa ormai, mi ero ritrovata a leggere Il mio imprevisto più bello e avevo, sin da subito, amato un personaggio di sfondo, uno di quelli che, nei romanzi, spesso ha la funzione di aiutante e/o amico dei protagonisti.

Ma … È presto per parlarvi di lui.
Prima, vi lascio qui di seguito il mio scatto, i dati e la trama.
Siete pronti a conoscere uno dei personaggi di carta più introspettivi e unici di sempre?
Venite a scoprire Non lasciarmi andare via e leggete la mia personalissima opinione sul romanzo.

Buona lettura!
Ricordatevi di lasciare sempre un segno del vostro passaggio sul blog con un commento o un like agli articoli.


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Titolo: Non lasciarmi andare via
Autore: Carmen Bruni
Serie: Spin Off di Il mio imprevisto più bello

Data d’uscita: 24 Agosto 2017
Prezzo: € 2,99 (Ebook)
Editore: Self Publishing

Trama: È una sera come tante quando Federico entra in una stanza buia.
Con i vestiti sgualciti, già passati fra decine di mani bramose, si prepara a spogliarsi per l’ultima volta, prima di tornare a casa con il suo meritato guadagno.
Ma non sa che la sua apparente tranquillità sta per essere sconvolta per sempre.
La ragazza di cui deve accontentare i capricci non è una semplice sconosciuta. E non è lì per caso.
Lei è tormento, fuoco, dolore. Colei che ama e odia in egual misura. Lei che all’improvviso era svanita nel nulla.
Mantenere le distanze sarebbe la scelta più giusta, ma Veronica non ha intenzione di demordere, è ritornata a Roma per chiudere i conti con il passato una volta per tutte, quel passato che Federico ha distrutto quando l’ha lasciata con un misero e brutale sms.
Una passione che non si è mai spenta divamperà all’istante fra di loro. Sofferenza e desiderio prevaricheranno, spingendoli in una situazione d’insostenibile confusione, dove i segreti esploderanno come bombe.
Spinti lontani da un destino avverso e da troppi sbagli, si crederanno perduti per sempre.
Ma certe storie non finiscono mai, proprio come accade ai grandi amori.
E spesso lasciarsi andare è l’unico modo per potersi ritrovare.


Recensione: Allora … Come saprete … Ho amato Il mio imprevisto più bello in tutto: lo stile, la scrittura, la storia, i protagonisti (Arianna resta, ancora adesso, anche a distanza di tempo, una delle donne di carta meglio delineate, più indipendenti e più a fuoco del panorama della letteratura contemporanea).
Leggendo la storia tra lei e Cristian, mi ero tuttavia soffermata inevitabilmente su di lui, Federico, il migliore amico e coinquilino dell’impertinente bionda.

Quindi, capite bene che, appena ho saputo che Carmen Bruni avrebbe davvero scritto la SUA storia, non stavo più nella pelle: dovevo e volevo leggerla.
Non lasciarmi andare via è quindi arrivato come un regalo la mattina di Natale, carico di attese e di quella atmosfera ricca di aspettative mal celate che, talvolta, inevitabilmente, rischia di infrangersi al suolo, una volta scartato il pacco.

Ma NON è questo il caso!
Ragazze mie (ma anche ragazzi che state leggendo e siete all’ascolto): come posso descrivervi la meraviglia del personaggio di Federico? Come posso parlarvi in modo sensato di questa storia senza anticiparvi nulla, senza rovinarvi l’attesa e la trepidazione che la Bruni ha disseminato, capitolo dopo capitolo, in una trama ricca di colpi di scena e che necessita, più volte, di una buona dose di Maalox per la gastrite che alcuni personaggi vi porteranno, inevitabilmente, a provare?

Con calma … Un bel respiro … Partiamo … (O almeno, proviamoci).

Federico è, a mio parere, il protagonista indiscusso del romanzo: è vero, i capitoli sono scritti seguendo un punto di vista alternato che ben aiuta il lettore ad immergersi passo passo nella storia e ad entrare, piano piano, nella mente di questo uomo e di Veronica ma, permettetemi di essere di parte qui e dire che Federico surclassa tutto e tutti.
Non lasciarmi andare viaIl suo personaggio è complesso: ricco di pieghe e sfaccettature rese in modo sfumato, appena percepibili e lasciate andare in modo dosato e curatissimo.
Con realismo, calma e un briciolo di impazienza, Non lasciarmi andare via sarà una lettura che vi accompagnerà in tutte le tappe che Federico deve affrontare, senza saltare nulla, senza accelerare nulla, portando il lettore a comprendere le sue scelte di vita, a capirle, a sostenerle.

Dall’altro lato abbiamo invece lei, Veronica. Inizialmente, lo devo ammettere, ho avuto difficoltà a entrare in sintonia con questo personaggio: a tratti piatto, a tratti forse preda degli eventi e ricco di rancore e rimpianti. Ma poi, grazie come sempre allo stile di un’autrice che merita, ogni volta, di essere letta e a fondo, ho iniziato ad avvicinarmi al modo di pensare di Veronica, alle sue scelte, al suo pensiero. Finché all’ultimo capitolo, quello proprio prima dell’epilogo, quando ormai quindi tutto è svelato, tutto è chiarito (forse), tutto è limpido … Mi è apparsa in tutto il suo carattere, in tutto il suo essere donna forte ma tendente ad arrossire, sempre e comunque. Meravigliosamente fragile e candida, Veronica è stupenda e perfetta in ogni cicatrice invisibile a tutti, tranne che a Federico.

Inutile dirvi, poi, che ho semplicemente adorato i piccoli inserti in cui riappaiono Cristian e soprattutto Arianna alla quale la Bruni affida un ruolo non da poco, importante per lo svolgimento della trama di Non lasciarmi andare via ma non eccessivamente preponderante. Perfettamente dosato insomma è il ruolo di colei che anche qui si dimostra un’amica con i fiocchi e con un fidanzato … Davvero irriverente e speciale.

Una nota a piè di pagina qui la devo e voglio fare: ho amato alla follia un personaggio (tanto quanto ne ho odiato un altro, ma questa è un’altra storia e di costei NON ho proprio intenzione di parlare), una sorta di protagonista in seconda che interagisce con la coppia regina della storia, con Veronica e Federico, e lascia trasparire lati del carattere di entrambi che, altrimenti, sarebbero passati sotto silenzio. Soprattutto il rapporto tra lei e Federico svetta per dolcezza, simpatia e unicità: Carmen Bruni ha trattato questo legame con delicatezza estrema e con un tocco di realismo che è, a parer mio, quasi tangibile nello scorrere delle pagine e nell’evolversi della narrazione.

Non vi dirò di più. Forse avrete capito a chi mi riferisco, forse lo avrete già letto in altre recensioni o in alcuni post che ormai girano sui social, forse no. In tutti i casi, non sarò io, qui, ad anticiparvi un elemento così importante per il romanzo.
Una cosa ancora, tuttavia, voglio dirvela: leggete i romanzi di Carmen Bruni. Se non la conoscete, recuperate i precedenti; se invece siete al passo con le sue uscite, abbandonate qualsiasi cosa si trovi ora nel vostro kindle o sul vostro comodino e immergetevi in Non lasciarmi andare via.
Una storia di una normalità unica, una trama dolorosamente ricca di speranza, una coppia, quella di Federico e Veronica, che vi farà battere il cuore e rivedere tutte le situazioni compromettenti e negative della vita sotto una luce nuova, diversa ma non per questo meno luminosa e speciale.

#GoodLuckCarmen! #GoodLuckVeronica&Federico!

Rachel

© Rachel Sandman

Big Love di Jay Crownover – Recensione in Anteprima

Buongiorno a tutti!

Esce oggi, 24 Agosto 2017, in formato digitale e cartaceo, il secondo capitolo della Welcome Series (del primo libro, Bad Love, vi ho parlato un po’ di tempo fa qui), Big Love di Jay Crownover, edito da Newton Compton Editori.

Grazie alla casa editrice che mi ha fornito una copia digitale in anteprima del romanzo, sono qui, oggi, pronta a parlarvi della storia di Race e Brysen. Siete pronti?

Qui di seguito troverete il mio scatto, qualche dettaglio sul libro, la trama e, ovviamente, la mia personalissima opinione.
Buona lettura!
Ricordatevi, sempre, di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog con un like o un commento veloce: grazie.


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Titolo: Big Love (Better when he’s bold)
Autore: Jay Crownover
Serie: Welcome Series #2
Data d’uscita: 24 Agosto 2017
Prezzo: € 5,99 (Ebook) – € 10,20 (Cartaceo)
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Che differenza c’è tra un cattivo ragazzo e un ragazzo che fa il cattivo? Quando ti muovi in un mondo oscuro e corrotto, per dominare la situazione non devi mai mostrare di aver paura. Solo così potrai controllare strade e persone senza scrupoli. Race Hartman è sufficientemente coraggioso, intelligente e sbandato per riuscire a diventare il capo di un posto come il Point. Dove ci saranno sempre cose brutte e cattivi da mettere in riga, ma in cui un uomo forte può ridurre i danni al minimo. Race ha un piano… riuscirà a impedire l’annientamento totale di quel luogo senza distruggere se stesso? Brysen Carter ha sempre visto Race per quello che è davvero: un ragazzo bello, dolce, ma troppo pericoloso. La tentazione di crogiolarsi nel suo bagliore dorato è forte, ma Brysen sa che finirebbe per scottarsi. Ha già tanti problemi, non ha certo bisogno di crearsene altri a causa di Race. Ma quando Brysen deve affrontare una minaccia che potrebbe essere la cosa più pericolosa che il Point abbia mai prodotto, è costretta a prendere una decisone: perché l’unica persona che potrebbe aiutarla a salvarsi è proprio l’uomo che lei non può permettersi di avere.

Infos sull’autore: Jay Crownover vive in Colorado. Ama i tatuaggi e l’arte di modificare il corpo e cerca di fare in modo che la sua scrittura sia permeata da tutto ciò che vede. Le piace leggere, soprattutto storie che la coinvolgano e appassionino; naturalmente, se c’è un bad boy bello e tatuato è sempre meglio. La Newton Compton ha pubblicato la Tattoo Series (Oltre le regole, Oltre noi l’infinitoOltre l’amoreOltre i segreti, Oltre il destino e Oltre le leggi dell’attrazione). Big Love è il secondo di una nuova serie di cui è stato già pubblicato Bad Love.


Recensione: Ragazzi, lettori, amici tutti: preparatevi, perché la Crownover dei tempi migliori, l’autrice di storie tatuate con protagonisti personaggi come RuleRowdyAsa è tornata!

Come saprete se avete letto la mia recensione di Bad Love, il primo capitolo di questa serie mi aveva convinto, ma solo fino ad un certo punto.
In questo secondo romanzo, tuttavia, Jay Crownover porta a termine, a mio parere, ciò che era nei suoi piani sin dall’inizio, ovvero creare un vero bad boy dalla vita intrisa nella melma e nel fango, nelle strade losche e cupe di cui è fatta The Point.

Chiarisco subito il concetto: Bax è stato, nel suo libro, un personaggio fuori dagli schemi e dalla legge, pieno di ombre che trasparivano da quei due occhi scuri incastonati in un volto da far girar la testa. Quando però aveva preso la decisione di cedere ai sentimenti e di avere al suo fianco Dovie, la sua armatura era in parte crollata, in una sorta di copia di altri personaggi di carta creati dalla Crownover che aveva, in questo modo, a mio parere, demolito il suo tentativo di creare il vero cattivo della situazione.
RaceIn Big Love non c’è, invece, nulla di tutto questo: ho amato Race, il protagonista, l’oscuro, il capo di The Point (o, meglio, colui che cerca di diventarlo), perché non si nasconde e non cede a nulla. Nessun compromesso, nessun tentennamento: in questo romanzo non c’è nulla se non lui che va avanti, come un carrarmato dritto e minaccioso, verso il suo obiettivo, verso la meta che si è da tempo prefissata, senza curarsi troppo dell’opinione e dei tentennamenti della gente che lo circonda.

Ho adorato, davvero moltissimo, il modo in cui la Crownover ha saputo descrivere la lotta interiore di questo ragazzo, nato in una famiglia più che rispettabile e piombato in un mondo dove vizi e fuorilegge la fanno da padroni. Le due anime di Race prendono il sopravvento senza mai cedere il passo: lui non si piega, non perde nulla, non si abbassa  a nulla ed è questa, secondo me, la carta vincente del romanzo.
BrysenQuesta e, ovviamente, anche la protagonista femminile che, mi perdoneranno le fans della rossa, ma batte Dovie su più fronti.

Era come la parte fresca del cuscino, come la brina gelata sul vetro della finestra, un balsamo calmante per tutti i graffi e le contusioni.

Brysen, a differenza della sorellina del suo amato dio dorato, non scende a compromessi, non nasconde la testa sotto un cuscino né, tanto meno, spinge la polvere sotto un divano affinché non si veda ad occhio esterno: lei sceglie Race e, con questo, tutto ciò che lui è e che lo circonda.

C’era qualcosa in quella freddezza bionda, in quella quantità infinita di candida pelle di seta, che le donava un non so che di surreale, una qualità onirica che non molte tipe possedevano.

La forza di questa giovane donna che deve, in questo romanzo, subire le peggio cose sia a livello fisico che psicologico, lascia il segno e crea, in unione con la doppia personalità del bad boy di turno, una delle coppie meglio amalgamate della schiera Crownover.

«Questa cosa», indicò con un dito prima me e poi lui, mentre apriva la portiera, «succederà. Forse non ora perché non è un bel periodo per te, forse nemmeno troppo in là nel tempo perché potrei non restare in giro così a lungo, ma a un certo punto, prima o poi, succederà. Tieniti pronta, Brysen»

Inoltre, l’ambientazione, come già nel primo romanzo, è presenza fissa e palpabile, un’energia pulsante che si annida ad ogni angolo di strada e che è, quasi, come una seconda pelle per i protagonisti che la vivono e la abitano.

In conclusione, lo stile di Jay Crownover si conferma, con questo libro (se ancora ce ne fosse stato bisogno) uno dei migliori nel panorama contemporaneo: ricco di realismo, sensualità, violenza, psicologia e, in questo specifico caso, con una punta di suspense e di mistero che incollano il lettore dalla prima all’ultima pagina.

In parole povere: preparatevi a salire sul treno di Big Love che, nella sua rotta, vi farà incontrare una coppia di opposti, ma forse poi nemmeno così tanto diversi; vi farà immergere nei vicoli sporchi e nella criminalità di The Point; non vi permetterà di scendere sino al capolinea, sino al tanto sospirato e meraviglioso epilogo.

Una piccola e breve nota a piè di pagina: questa serie chiude con il prossimo capitolo, che vedrà come protagonista il fratello poliziotto di Bax.
Ora, cara Crownover, sei sadica o cosa? Cioè, quando avrete letto questo romanzo, vi ritroverete a shippare come se non ci fosse un domani una coppia che si preannuncia assolutamente DA NON PERDERE (quella tra la sorellina sedicenne di Brysen e … Non ve lo dico! Lo dovete scoprire da soli!). Peccato però che questa storia ci sarà, ma sarà il terzo capitolo di un’altra serie (prolungamento di questa che, spero, la Newton porterà in Italia). Vi rendete conto? Cioè, oltretutto, capite che questa determinata storia non è nemmeno stata pubblicata in lingua originale? Diventeremo vecchi, già lo so, ma NON potremo non leggere la storia di Karsen e … Scopritelo!

Buona lettura gente!

Rachel

© Rachel Sandman