OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×02

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Buonasera a tutti!

Eccomi qui, per il secondo appuntamento di questa rubrica Quattro chiacchiere sulla Season 3 che va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani.
Se non avete ancora visto il secondo episodio (di cui parlerò in questo post) della terza stagione di Outlander, vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari o avete, come me, già ammirato Surrender (questo il titolo dell’episodio), scorrete in basso e … Buona lettura!

Partiamo dunque dall’apertura di questo nuovo episodio: semplicemente grandiosa. L’ambientazione in Scozia, a Lallybroch per giunta, non ha per me ancora trovato eguali. In più, il ritorno di Fergus, interpretato da Romann Berrux, mi ha impresso un sorriso sulle labbra che si è ampliato a dismisura al solo sentir nominare il famoso nome, l’epiteto del fuorilegge che tutti attendevamo … Berretto Bigio.
Quindi … Ero pronta, prontissima per questo episodio …

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Poi, vogliamo parlare di Jamie che vede Claire, sempre e comunque? Che non la dimentica? Che soffre e … Sam Heughan è stato superlativo in questo episodio, soprattutto se contiamo che per il primo quarto d’ora, quando appare, non spiccica nemmeno una parola a pagarla bene! La sua è stata un’interpretazione di sguardi, gesti e postura che ho trovato davvero ben resa: è Red Jamie ma non è più quel Jamie Fraser che tutti conoscono, che la sorella conosceva, che Claire amava. Ed io, vedendolo così incurvato, muto e quasi indurito dal tempo e dagli anni di solitudine, ero tipo in queste condizioni …

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Come già nel primo episodio, abbiamo nuovamente il doppio binario: passiamo infatti dalla Scozia del Settecento alla Boston del Novecento, grazie ad un meccanismo vai e vieni che si apre, nella vita di Claire, con una scena ricca di sensualità, pathos ma intrisa di dolore, ricca di immaginazione, ricordi, sogni.
Una mossa superlativa a livello di sceneggiatura è, a mio parere, far leggere il Globe e la notizia della nascita della Repubblica d’Irlanda proprio a Caitriona Balfe, irlandese doc. Quando la realtà si unisce alla fiction: adoro sempre questo tipo di dettagli.

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Procedendo nella puntata, abbiamo un evento che IO aspettavo da tempo immemore: finalmente, è arrivato lui … Ian! E in questo episodio è ancora innocente e con un casting adatto al suo personaggio (scusate, so che sarò impopolare, ma io John Bell ancora non l’ho digerito).
La scena che segue alla sua nascita l’ho trovata così fedele e identica ai libri che quasi mi sembrava di leggere le parole della Gabaldon, invece di guardare la serie tv. Situazione analoga per la storyline di Fergus e per la scena che, conoscendo in precedenza ciò che sarebbe accaduto, temevo e attendevo al contempo. Quella giubba rossa, quello sporco traditore scozzese, quel …

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Quanto lo avete odiato voi? No perché io lo avrei preso, volentieri, a randellate!

Sentire poi Jamie che supporta il figlio (sì, per me Fergus era, è e sarà sempre SUO figlio), lo conforta e lo rassicura, nominando immediatamente LEI, milady … Quanto è stata straziante e perfetta quella scena? Così come l’abbraccio con Janet e il discorso alla luce del fuoco del camino con Ian? La meraviglia assoluta.

Purtroppo, non ho trovato lo stesso impatto nella linea narrativa di Boston: continuo a non comprendere questo tentativo di santificare la figura di Frank perché se, da un lato, il suo comportamento e i suoi discorsi possono essere condivisi (fino ad un certo punto, sia chiaro), dall’altro non c’è la minima traccia di quello che è il Frank Randall dei libri e, a mio parere, dovrebbe in parte già venir fuori qui. Senza quel lato, si sta rischiando davvero di creare un nutrito gruppo di fans a favore del gentiluomo inglese, a discapito non tanto di Jamie Fraser ma di Claire che passa, da eroina e donna forte, che tenta di andare avanti, che ama e che soffre, a femme fatale senza scrupoli che semplicemente usa il povero maritino che l’ha accolta e ripresa per un po’ di sana ginnastica coniugale: Ron Moore, sta attento perché, in questo caso, si sta rischiando non poco!

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In conclusione, parliamo di lei, Mary MacNab.
Quanto può far male vedere l’inizio di una scena in cui due personaggi condividono dolore, affetto e perdita, e sapere, fin dentro al midollo, che tu quella tizia dovresti odiarla ma davvero non ci riesci? Mi era successo nei libri e, lo ammetto, un sentimento analogo mi ha attraversato lo stomaco vedendolo: Mary è una donna forte e fragile, sola, invaghita probabilmente di Jamie ma ben consapevole di ciò che lui non potrà mai darle, ben conscia che lui ama e amerà sempre un’altra. Lei, a differenza di qualcun altro (Frank caro, sto parlando di te), sa che nulla potrà mai sostituire o anche solo avvicinare il sentimento che traspare da Jamie e Claire, uniti, insieme. Forse perché li ha visti di persona, forse perché, seppur legata a lui, non lo ama, non con l’intensità del sentimento che invece è vivo a due secoli di distanza, non lo so.
Quel che è certo, è che io vorrei tanto odiare questa donna, davvero, urlare a questa Mary che non sarà mai Claire, che anche se le assomiglia, che anche se la scena sembra la brutta copia dell’inquadratura della 1×07 (The Wedding) … Non ci riesco e, come anche leggendo i libri, questo episodio in particolare mi ha lasciato un groppo in gola ma non sdegno, non rabbia: solo tanta pena.

Una breve nota storica, sul finale. La scena in cui Claire e Joe si ritrovano, entrambi, denigrati in una classe di anatomia, entrambi emarginati, perché donna e uomo di colore. Quanto è stata potente? Quanto è stato messo a fuoco come il mondo, solo poche decine di anni fa, fosse diverso? Quante cose diamo ora per scontate? E, davvero, siamo così convinti di averle superate? L’odio? Il razzismo? La misoginia? Siamo convinti che siano cose appartenenti al secolo scorso? Oppure, se apriamo un po’ di più i nostri occhi, possiamo vederli, anche oggi, anche ora?

Per ultima, vi assicuro che è davvero l’ultima mia riflessione.
Quanto è stata geniale l’ultima scena? Il rapporto conflittuale di Jamie e Janet che passa, attraverso uno scambio di sguardi in cui lui, realmente, comprende quanto la sorella lo stia facendo contro la sua volontà? E Claire, che cammina, e si ferma rapita da un suono così dolce e crudele da far male, ma che non può non sentire nel profondo?

Poesia pura in questa seconda puntata!
Non vedo l’ora di immergermi in quella della prossima settimana!
Se anche voi l’avete vista e siete fans della serie, commentate qui sotto. Fatemi sapere cosa ne pensate, se siete d’accordo con le mie annotazioni oppure no.
Lasciate un segno!

Rachel

© Rachel Sandman
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Outlander – Quattro chiacchiere sulla Season 3 #1

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Buonasera!

Allora … Questa mattina mi sono fiondata e, appena terminata la visione del primo episodio della nuova serie di Outlander, mi sono chiesta: fare o non fare un articolo? Sarà interessante scrivere la mia impressione, fare un’analisi più o meno accurata di ciò che ho appena visto?

Poi … Ho pensato a questi 53 minuti di pellicola e … Non posso non parlarvene! Soprattutto perché io ho bisogno di parlarne con qualcuno, di confrontarmi, di … Non so, creiamo un gruppo di sostegno perché altrimenti da questa serie non ne usciamo sani di mente (soprattutto visti i futuri e attesissimi sviluppi).

Dunque … Una premessa … Ovviamente il post NON può essere privo di spoiler quindi, se quancuno di voi non ha ancora visto l’episodio 3×01 e non vuole nessuna anticipazione, interrompa la lettura di questo mio articolo qui. Adesso. Ora.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già visto Sam Heughan e Catriona Balfe in azione … Parliamone!
I primi 13 minuti sono interamente dedicati a Jamie e alla battaglia di Culloden. Vi confesso: la cosa mi incuteva non poco timore. Veniamo infatti da una seconda serie che, diciamocelo, è stata soporifera per lunghi tratti e venire a sapere che la terza stagione sarebbe iniziata con quasi un quarto d’ora incentrato sul nostro caro scozzese e sul campo di battaglia più devastante della storia delle Highlands, mi ha fatto a priori storcere il naso e alzare gli occhi al cielo, imprecando: «Gesù Cristo d’un Roosvelt, perché Ron Moore mi stai facendo questo? Mi vuoi così male?»

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Poi l’ho guardata (senza sottotitoli, lo sottolineo, perché non potevo aspettare) e … Fantastica.
Ok, forse non siamo ancora ai livelli della prima stagione o a quelli di episodi come Faith, ma diamine, la battaglia di Culloden vista in quel modo, focalizzata interamente su Jamie e su nessun altro, con una visione ad angolo ristretto a causa della mente contorta e distrutta dal dolore fisico e dal dolore dell’anima, è stata fenomenale e per nulla banale.
Un plauso speciale va alla scena in cui Jamie ha appena lasciato andare Claire oltre le pietre e … Ho semplicemente adorato quella scena! Così come il dettaglio sulla libellula racchiusa nell’ambra …
Quanto è fenomenale quell’inquadratura rasoterra che fa vedere come e perché quella piccola pietra dal significato enorme resta lì, sul campo?

Bene, ora passiamo alla nostra cara protagonista che io, lo dico sin da ora, amo sempre di più. Catriona Balfe ha fatto un lavoro più che magistrale, portando sullo schermo e dando vita ad un personaggio d’impatto che, in alcune situazioni, può essere incomprensibile e a tratti irritante, ma è pur sempre una gran donna.
La vediamo a Boston, nel 1948, in una casa vuota con accanto lui, Frank, che, se non avessi letto i libri, avrei quasi tollerato dopo questa prima puntata. Però i libri li ho letti quindi … Anche no.

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Detto questo … Una cosa che mi ha sorpreso è il fatto che in questo primo episodio non vediamo assolutamente la Claire che, in Scozia, con Brianna e Roger, cerca e scopre che Jamie è vivo. Non so, forse, effettivamente, sarebbe stato fuorviante (vederla apparire come uno spirito a Culloden, poi a Boston due secoli dopo, poi venti anni dopo con prole più che adolescente … Sì, in effetti avrebbe causato un caos mentale non indifferente). Però, non so, vediamo questa linea temporale per ora lasciata in stand-by e … Confido nella prossima puntata, spero, prego.

La Claire di Boston ha la stessa tempra di quella che abbiamo imparato a conoscere nelle stagioni precedenti: si annoia facilmente (oh, come mi ha ricordato il periodo francese qui! Voi non potete capire, o forse sì?), inveisce contro tecnologie moderne e … Beh … Inevitabilmente è ancora legata al sentimento che la unisce a Jamie, nonostante il patto fatto a Frank, nonostante lei creda che Jamie sia morto, nonostante tutto.

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La seconda parte della puntata si svolge e si apre in maniera speculare alla prima: vediamo prima Jamie e ciò che accade dopo Culloden, poi Claire che piano piano cerca di ambientarsi in un paese nuovo, in una casa nuova, in un rapporto che, seppur antico e collaudato un tempo, suona freddo e distante.
Ho adorato il modo in cui è stato recuperato il rapporto tra Rupert e Jamie e la scena che … Insomma, quella in cui la telecamera stringe sul primo piano di Fraser e un colpo di Risultati immagini per outlander murtagh  giffucile risuona, solitario, in sottofondo, scuote e si fa sentire nelle viscere. Meravigliosamente devastante.
Un piccolo neo, forse, la non presenza del mio amatissimo Murtagh se non nelle battute iniziali: un personaggio immenso che poi resta lì, solo un nome svanito di cui si conosce il destino ma niente di più. Già mi manca questo burbero scozzese!

In conclusione, la scena finale, nuovamente a Boston, ambientata in un ospedale. L’ho trovata meravigliosa (soprattutto visto il parallelismo con il ritorno a casa, a Lallybroch, di Jamie che si ritrova con un’angoscia infinita addosso e il sentimento dolce amaro di essere ancora vivo, a casa, ma solo).
Ho trovato sorprendentemente ironica soprattutto l’ultima battuta: quando ormai ero convinta che Ron Moore avesse ancora una volta lasciato il segno e posto l’ennesimo tassello verso la santificazione immeritata del personaggio di Frank … Ecco che … Boom! Arriva l’infermiera e se ne esce con …

«Beautiful little angel … How does she get the red hair?»
[«Che bellissimo angioletto … Da dove arrivano i capelli rossi?»]

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Le mie reazioni sono state molteplici … Del tipo:

  • Beccati questa, Frank!
  • Beccati questa, Ron Moore!
  • L’infermiera senza nome! Santa subito!
  • A new beginning [n.b. un nuovo inizio] col cavolo, Mr. Randall!

Non potete capire! Mi sono davvero stupita che il caro Ron l’abbia inserita (visto il suo amore incondizionato per Tobias Menzies e, di conseguenza, per il suo Frank) ma … Cavolo, grazie al cielo c’è!

Adesso non vedo l’ora che arrivi la prossima domenica e, di conseguenza, una nuova puntata. Sono davvero curiosa: continueremo così, con un parallelismo straziante di loro divisi ma con esistenze a tratti simili, oppure faremo un salto in avanti e vivremo un po’ anche con Brianna e Roger?

E voi … Avete già visto la puntata? Come vi è sembrata? Commentate e fatemi sapere la vostra opinione!
Noi, se vi va, ci ritroviamo la settimana prossima per fare Quattro chiacchiere sulla Season 3 … Io vi aspetto!

Rachel

© Rachel Sandman