BlogTour – Il Viandante di Jane Harvey – Berrick

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Buongiorno!

Oggi è il mio turno di parlarvi di questa nuova uscita targata Delrai Edizioni. Nei giorni scorsi più blog hanno ospitato tappe del BlogTour relative a Il viandante, romanzo di Jane Harvey – Berrick, primo capitolo della The Traveling Series.

Come avrete forse capito, questa storia, originale e unica nel suo genere, ruota attorno al mondo del circo. In questo mio appuntamento, ho scelto quindi di approfondire Il tour del circo, quello che vi terrà compagnia da un certo punto in avanti della storia.

Pronti? Bene, allora … Scaldiamo i motori e partiamo!

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Il punto di partenza del tour vero e proprio è Saint Cloud, capoluogo della Contea di Stearns, in Minnesota. Fairmont che trovate, un po’ più a sud, indicato, non a caso, con una ruota panoramica sulla cartina qui sopra, è l’ambientazione statica, quella che dà il via alla storia. Tuttavia è da Saint Cloud che i nostri protagonisti vivono quello che potremmo definire il punto di svolta, indicato iconograficamente con la scimmietta che non parla, sconvolta dagli eventi che accadranno qui (siate pronti e preparati, dunque!).

Da Saint Cloud poi il tour di spettacoli legati al circo e al mondo degli acrobati si sposta, seguendo l’itinerario riproposto, in modo un po’ artigianale, dalla sottoscritta e che vede ogni tappa segnalata dalle scimmiette che non sentono.

Cedar Rapids, nell’Iowa, è il primo step. Capoluogo della Contea di Linn, è una cittadina che si trova su entrambe le rive del fiume Cedar. Fondata nel 1838 era, in precedenza, terriotorio delle tribù native dei Fox e dei Sac.

La carovana poi si sposta e arriva ad Olathe, nello Stato del Kansas. Questa cittadina è caratterizzata da una popolazione multietnica: oltre alla maggioranza di bianchi, infatti, risiedono nella zona afroamericani, nativi americani, asiatici, oceanici, latini e ispanici.

Dopo un passaggio in Colorado, ecco che si approda a Salt Lake City, nello Utah. La città, popolosa e multietnica come le precedenti, ha la caratteristica di avere ampi spazi, in cui è tuttavia difficile spostarsi a piedi da un luogo all’altro. A pochi chilometri di distanza si estende il Grande Lago Salato che, nella sua parte settentrionale, diventa un deserto di sale.

Reno è la tappa che segue. Terza città più grande del Nevada, dopo Las Vegas e Henderson, sorge in una zona quasi totalmente desertica. La città è nota soprattutto per i casinò, per i divertimenti e per la vita notturna.

Infine, il tour del circo si conclude sulla costa occidentale degli Stati Uniti, nella notissima California, il più popoloso stato statunitense.

Ovviamente, Il Viandante di Jane Harvey – Berrick è tutto questo ma anche molto di più quindi … Continuate a seguire questo BlogTour nelle sue varie tappe che si concludono domani e non perdetevi l’imminente Review Tour che avrà inizio proprio qui, sul mio piccolo blog, con una recensione in anteprima il giorno dell’uscita, ovvero il 25 Ottobre 2017.

A presto!

Vi lascio qui il calendario relativo al BT. Se vi siete persi qualche tappa, rimediate!
Un bacio.

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Rachel

© Rachel Sandman
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Have a nice trip Sam Shepard … #SfogliandoIlMondo #9

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Sam Shepard se n’è andato ormai da quasi un mese e … La notizia è passata quasi sotto silenzio: un misero trafiletto a bordo pagina del quotidiano, un servizio sfilacciato e raffazzonato in coda al telegiornale della sera, un po’ come se la morte di questo artista non fosse cosa importante, non fosse altro se non una delle tante. Poi è arrivata LEI, che come sempre arriva dove io personalmente la aspetto. Ed è stata poesia pura.

Patti Smith, sul New Yorker, ha infatti scritto un tributo degno di questo uomo che è stato per lei fonte di ispirazione, ma non solo. Per lei è stato amante, amico, compagno, collega.

Sapete?

Io, personalmente, ho conosciuto Sam Shepard senza nemmeno saperlo, senza essermene neanche resa conto: era semplicemente il padre di Noah nella trasposizione cinematografica di Le pagine della nostra vita (romanzo di Nicholas Sparks). Chi ci pensava a soffermarsi su di lui quando, accanto, c’era una delle storie d’amore più belle della letteratura contemporanea, quando al suo fianco Ryan Gosling e Rachel McAdams si innamoravano, e non solo sullo schermo.

L’ho conosciuto, in maniera più conscia e coerente, quando ho letto, per la prima volta, Just Kids, uno dei tanti capolavori di Patti Smith. Ed è stato odio al primo rigo!
Per me, Sam era semplicemente un marito fedifrago che stava, in modo involontario, velocizzando quel meccanismo naturale che già era in atto e che stava, irrimediabilmente, allontanando due anime destinate a respirare la stessa aria, Patti e Robert (Mapplethorpe, per la cronaca).

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Ecco, quindi capite bene che, per me, non è stato semplice accettare Shepard con la sua aria da commediografo e artista di strada insieme, con il suo look da band degli anni ’70, con i suoi capelli lisci e così diversi dai ricci scuri dell’anima tormentata che sarebbe diventato uno dei migliori fotografi del secolo scorso.

A questo punto, vi chiederete, perché scrivere questo post, perché avercela con i media e la stampa locale quando hanno dato poco rilievo ad una figura che, paradossalmente, neanche piaceva alla sottoscritta.

Beh … Ora vi spiego. Ho letto Just Kids tempo fa ed ero (e sono, ancora) rimasta totalmente ammaliata dalla storia che c’è dietro al legame viscerale della Smith con Mapplethorpe (di cui, un giorno forse, vi parlerò più approfonditamente) ma, tuttavia, la mia visione si è in parte approfondita e … Non posso negare l’importanza di Shepard non solo per il cinema e il teatro (come, forse, sarà noto ai più o ad alcuni: tra gli altri, appare in film quali Black Hawk Down, I segreti di Osage Country e Il fuoco della vendetta) ma, soprattutto, per la mia cara e amata Patti.

Proprio in questa sorta di autobiografia della prima parte della sua vita, la Smith racconta quando, spensierata ragazza giunta da poco a New York, incontra lui, Sam Shepard.

Misi gli occhi sul batterista [n.b. degli Holy Mòdal Rounders], che aveva l’aria del fuggitivo; sembrava che fosse sgattaiolato dietro la batteria mentre la polizia guardava altrove. Verso la fine della scaletta cantò una canzone dal titolo Bling Rage. Mentre pestava sulla batteria mi venne da pensare: “Questo tipo incarna davvero il cuore e l’anima del rock ‘n’ roll”. Possedeva energia, bellezza e un magnetismo animale.
Me lo presentarono quando andammo nel backstage. Disse di chiamarsi Slim Shadow …

Slim Shadow altri non era che Sam Shepard, il più grande commediografo delle produzioni off-Broadway. Nel libro Patti Smith – Danzando a piedi nudi di Dave Thompson (edito da Odoya) è ben sintetizzato il loro rispettivo approcciarsi, avvicinarsi fino ad innamorarsi, inevitabilmente, nonostante Shepard fosse un uomo sposato e avesse un figlio.

… l’attrazione che sentivano l’uno per l’altra, disse, era talmente forte che né lei né Sam ebbero possibilità di scelta: erano destinati a stare insieme, per quanto a lungo poteva durare. E insieme si recarono presso il laboratorio del tatuatore Vali, uno zingaro di origine italiana, per farsi tatuare un ricordo permanente della loro storia d’amore: un fulmine per Patti, il simbolo nativo americano del falco lunare per Shepard. Per assicurare tale permanenza, Sandy Daley filmò l’intero procedimento.

Ma la loro non fu una semplice storiella, un flirt … Fu un’unione di mente e arte. Sam ebbe la capacità di vedere, prima di altri (dopo, forse, solo a Robert), le grandi potenzialità artistiche delle poesie della Smith e, per metterle in musica e tramutarle in canzoni, le regalò la sua prima chitarra. Sam Shepard donò alla Smith il mezzo per diventare la sacerdotessa del rock che tutti amiamo e ascoltiamo.
Le regalò una Gibson acustica del 1931 che lei imparò ad accordare, da sola, lavorando sugli accordi delle canzoni di Bob Dylan.
Insieme lavorarono ad un testo teatrale, Cowboy Mouth, con il quale andarono in scena, insieme, il 29 Aprile 1971 presso il The American Place Theatre di New York.  Un’opera in cui c’è sì, come ovvio, il racconto e la storia tra un uomo e una donna che, potremmo dire, vivono nel peccato, ma c’è anche la teorizzazione dell’American Dream, del sogno americano, quello teorizzato in quegli stessi anni dai miti della Beat Generation quali KerouacCorsoGinsberg Borroughs.

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E poi? Poi si separarono, come avevano previsto, come già sapevano.
Ma non smisero mai di scriversi, di vedersi, di incontrarsi, in giro per il mondo (basta vedere Dream of Life, il documentario di Patti Smith per vedere i due interagire, a distanza di anni, come se si fossero visti il giorno prima).
Nel suo tributo sul New Yorker, Patti Smith ricorda proprio questo Shepard (non, quindi, l’attore, il commediografo, l’uomo malato), anzi … Lei parla del viaggiatore, dell’avventuriero, di colui che è stato il compagno di intere nottate trascorse a parlare di arte, di storia, di libri, di scrittori. Sam Shepard era una persona che amava andare in giro per il mondo, fare i bagagli e partire, improvvisamente; amava accettare ruoli che non gli piacevano, in cui non riusciva a vedersi, per prendere la strada che non voleva attraversare, così da capire le stranezze di quei personaggi.

Sam Shepard è morto a causa della SLA. Ma questo non gli ha impedito di scrivere, fino all’ultimo, fino a quando la mano con il tatuaggio che gli ricordava Patti non si è lasciata andare all’inevitabile.

Il tatuaggio a forma di luna se n’è andato. Resta la saetta, il fulmine, che come sempre non dimentica e raccoglie, pezzo dopo pezzo, i suoi ricordi: in Higher Learning, volume fotografico realizzato in occasione della sua laurea ad honorem conferita dall’Università di Parma, Patti Smith lascia infatti nuovamente il segno e, in alcuni scatti che, ora, suonano profetici, inserisce lui, Sam Shepard.

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Buon viaggio, Sam!

Let’s dance barefoot on the roof of the Earth now …

Rachel

© Rachel Sandman

 

 

BlogTour – Jessica Redmerski #3

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Buongiorno!

Penultimo appuntamento con questo mio personalissimo BlogTour che ruota attorno ad un’autrice che ha fatto colpo, in Italia, qualche anno fa con Il Confine di un Attimo e che ora è un po’ dimenticata dagli editori nostrani … Jessica Redmerski.

Oggi, come promesso, ecco la seconda parte dell’intervista (la prima la trovate qui, mentre il post introduttivo, a questo link). Gli argomenti?
Scorrete il post e … Buona lettura!

Come sempre, ricordatevi di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog: un solo commento o un like ad un articolo NON sono molto, per voi, ma per me, per i blogger in generale, sono davvero MOLTO.


Sul self publishing …

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Quanto è importante conoscere le basi della pubblicazione prima di gettarsi effettivamente nel self publishing?
Gli scrittori devono capire che il self publishing non è semplice. Certo, puoi scrivere un libro, caricarlo e iniziare a venderlo, ma c’è molto più di questo nella pubblicazione self. Se uno scrittore sceglie di autopubblicarsi deve mettere in conto un po’ di promozione selvaggia e tenace e, inoltre, deve spendere un po’ di soldi (per editing professionale, giveaways, copie recensione, grafica per la copertina, pubblicità …). Saltare tutto questo e non curarsene fa sì che il suo libro resti sepolto tra i milioni di altri libri che lottano per la stessa esposizione e allo stesso modo.

Pensi che alcuni scrittori scelgano il self publishing a seguito della frustrazione causata dal tentare e non riuscire a pubblicare in modo tradizionale?
Quando Amazon ha dato il via al self publishing, pensavo che la maggior parte di coloro che utilizzavano il mezzo provenissero da questo tipo di frustrazione. Io ero una di quelli! Anche se ho autopubblicato il mio primo romanzo poco tempo dopo aver capito che questa era la cosa giusta da fare, l’ho fatto perché venivo da tre anni di tentativi in cui ho cercato, inutilmente, un’agente e una casa editrice. Ma ora, penso che sempre più scrittori lo facciano perché sentono che è la strada giusta per loro, e in questo modo oltrepassano il lacerante metodo invio manoscritto – attesa – scarto. Personalmente, amo entrambi: il self e la pubblicazione editoriale.

Sugli altri libri …

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Girovagando su Goodreads ho notato che i fans della serie Company of Killers vorrebbero sapere perché ci vuole così tanto per la pubblicazione del settimo libro. Puoi dar loro qualche informazione a riguardo?
Sembra che ci sia qualcuno che mi chiede questa domanda ogni giorno, ma è davvero complicato rispondere a tutti. Allora … Cercherò di spiegare qui, meglio che posso, cosa sta accadendo con il settimo libro. Quindi … Partiamo!
Mi sono dedicata al 100% a questa serie, e lo so che è frustrante il fatto che dopo il sesto sia trascorso davvero un sacco di tempo prima della futura pubblicazione del settimo. Ma ho bisogno che tutti capiscano che non solo ho avuto a che fare con cose personali per l’ultimo anno e mezzo che mi hanno rallentato e non mi hanno permesso di scrivere molto, ma ho anche avuto bisogno di fare un passo indietro e di finire Everything Under the Sun prima di provare ad affrontare qualsiasi altro romanzo. Everything Under the Sun è stato un progetto work-in-progress da ormai, credo, tre anni. Non importa cos’altro io scrivessi o provassi a mettere su carta, EUtS rimaneva in sottofondo nella mia mente e stava, inevitabilmente, intaccando i miei attuali work-in-progress (tra cui, il famoso settimo libro). Sapevo che se non avessi messo tutto da parte e completato EUtS, tutti gli altri miei libri sarebbero, onestamente, stati uno schifo (N.B. shit nell’intervista originale 😛 ). Non tutti gli autori sono uguali, certo, ma io sono una di quelli che deve assolutamente lavorare sul libro che più di tutti prende piede e spazio nel mio cuore e nella mia testa, invece di scrivere quello che tutti attendono e vorrebbero leggere. Ma, prometto: mi metterò a lavorare sul settimo libro, Spiders in the Grove, presto! Siate pazienti con me, vi prego!

Hai dichiarato che hai intenzione di scrivere il libro di Lily (figlia di Andrew e Camryn, dalla serie Il Confine di un Attimo): è ancora una certezza?
Ho ancora l’intenzione di scrivere la storia di Lily, ma ora come ora non so dire quando lo farò.

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OMG *-*


Con questa ultima perla che, vi assicuro, mi ha fatto nuovamente venir voglia di rileggere Il Confine di un Attimo e mi ha, inevitabilmente, fatta entrare nel vortice #AspettoIlLibroDiLilyDisperatamente …
Vi do appuntamento a domani, con un doppio post: uno tutto #English #American #Style; l’altro italianissimo … In cui festeggeremo la pubblicazione di Everything Under the Sun
.

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Jessica Redmerski #2

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Buongiorno!

Eccoci arrivati al secondo appuntamento con questo mio personalissimo BT che ruota, essenzialmente, attorno a lei, una delle regine del romance contemporaneo e non solo, l’autrice del romanzo che più ho amato in assoluto …
Oggi parliamo ancora di Jessica Redmerski e, per l’occasione, vi propongo alcune domande a cui la scrittrice ha gentilmente risposto (ovviamente tradotte dalla sottoscritta per voi).

Buona lettura!


Sulla scrittura …

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Perché scrivi e abbracci più generi? Riesci a far funzionare la cosa?
Personalmente non riesco a trincerarmi in un solo genere. Adoro scrivere tutti i tipi di storia. Funziona? Beh … Sì e no. Sì, perché inizierei a sentirmi claustrofobica se dovessi scrivere all’interno di un unico genere per tutto il tempo. No, perché penso che confonda un po’ i miei lettori visto che scrivo tutto sotto lo stesso ‘nome autore‘. Oggi, rimpiango questa decisione. Il mio consiglio agli autori che pensano di toccare più generi è il seguente: NON fate questo errore!

Come gestisci la trama di un libro? Crei schemi, abbozzi, linee guida?
Non abbozzo né imbastisco mai perché mi piace lasciare che la storia e i personaggi mi portino dove vogliono essere portati. Alcuni autori abbozzano e per loro la cosa funziona, ma io non riuscirei proprio a farlo. Mi è sempre sembrato molto più naturale semplicemente seguire la corrente e vedere dove questa mi porta, un po’ come nella vita reale, suppongo. Alcune scene dei miei libri sono apparse prima della stesura, ma non sono state pianificate prima del tempo, e c’è una bella differenza. La sola eccezione a questo metodo è che conosco, sempre, la fine prima che io inizi la storia (ad esclusione del mio libro Dirty Eden).

C’è qualcosa che trovi particolarmente impegnativo nella tua scrittura?
Sono impaziente. MOLTO impaziente. Per me, focalizzarmi e scrivere i primi due o tre capitoli di ogni libro è davvero impegnativo perché ho la cattiva abitudine di guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto e di focalizzarmi su tutto ciò che ancora manca e che ancora devo fare.

Qual è la parte che invece preferisci durante il processo di scrittura?
Senza dubbio … L’ultima frase. Non fraintendermi, io adoro immergermi all’interno di una storia, esporre la vita dei miei personaggi, ma non c’è niente di paragonabile ad un manoscritto teminato. È un’enorme realizzazione e soddisfazione: non credo che me ne stancherò mai.

Cosa vorresti che i lettori prendessero dalle tue storie?
Vorrei semplicemente che i lettori fossero capaci di connettersi, in qualsiasi livello, con i personaggi che creo, in modo che essi diventino non semplicemente una storia ma, piuttosto, un’esperienza.

Qual è la tua stranezza più interessante e particolare?
Non smetto mai di scrivere alla fine di una scena o frase ma, anzi, mi fermo a metà. Questo mi aiuta a prevenire il blocco dello scrittore e mantiene fresca e attenta la mia mente.

Quali sono i tuoi punti di forza nella scrittura? E quali sono, invece, le tue debolezze?
Adoro scrivere dialoghi. Vanno e vengono, scivolano in modo molto naturale per me. Penso, invece, di lottare un po’ di più con le descrizioni, perché sono impaziente e, talvolta, è come se esse mi rallentassero. Ma ho dovuto scendere a patti con me stessa: in caso contrario, i miei romanzi sarebbero formati da un’unica gigante conversazione.

Sulla vita personale …

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Qual è il tuo autore preferito e quali aspetti del suo lavoro hanno fatto maggiormente colpo su di te?
Personalmente, non ho un autore preferito – ne ho molti! Anne Rice e Neil Gaiman sono nomi che ho ammirato per molti, moltissimi anni. Amo la profondità della Rice, il suo stile descrittivo mentre adoro l’originalità delle idee di Gaiman. Ammiro anche Paullina Simons e Cormac McCarthy – ce ne sono talmente tanti! E, ovviamente, c’è J.K. Rowling, ma non devo nemmeno nominarla, no? Non è lei, ovviamente, la preferita di tutti?

Qual è il tuo cibo preferito?
Messicano.

Qual è il tuo ragazzo letterario ideale?
Shura.

C’è un libro che ha avuto un impatto particolare su di te, non solo sulla tua scrittura ma anche sulla tua personalità?
Armand il vampiro di Anne Rice. Questo è un libro che ho letto quattro o cinque volte ed è IL libro che mi ha ispirato e mi ha spinto a provare a diventare un’autrice vera e propria.

La tua massima? La tua frase preferita?
“Love is a trick that Nature plays on us to get us to reproduce.” – Callisto – Xena Warrior Princess.
[N.B. L’amore è un trucco che la Natura usa su di noi per farci riprodurre]
Non sono contro l’amore, sia chiaro, ma sono sempre stata, non so, intimorita quasi da questa frase. Inoltre, Callisto nel telefilm era strepitosa!


A domani, con la seconda parte di questa MERAVIGLIOSA intervista a Jessica Redmerski.
Sentitevi liberi di commentare l’articolo o il post di FB: fatemi sapere se avete apprezzato l’iniziativa, cosa ne pensate, se qualche risposta vi ha colpito.

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Jessica Redmerski #1

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Buongiorno!

Oggi sono davvero emozionata perché vi presento un progetto a cui tengo particolarmente e che ho tenuto, egoisticamente, tutto per me sino ad ora.
Non so, forse sarà capitato anche a voi, di trovare un libro, un romanzo che, sin dai primi capitoli, vi parla. Una storia che in qualche modo vi colpisce dritto allo stomaco e al cuore e che vi resta sottopelle anche a distanza di mesi, anni.
A me è successo.
Ovvio, tra i vari libri letti in questi anni, molti sono quelli che ho amato, adorato anche, apprezzandone il mondo, i personaggi, le sfumature.
Però nessuno ancora è riuscito a togliere un particolare romanzo dal mio personale piedistallo, nessuno ha superato Il confine di un attimo di J.A. Redmerski.

Ecco dunque che, in questi quattro giorni, vi parlerò NON di quella storia (non credo che riuscirò mai a trasferire in parole e su carta ciò che ho provato leggendo la storia di Cam e Drew) ma vi farò fare un viaggio (spero piacevole) alla scoperta di colei che ha creato questo libro, attraverso le sue pubblicazioni italiane, la segnalazione della sua nuova uscita oltreoceano, un’intervista a 360 gradi e, infine, un doppio post in italiano/inglese proprio in occasione del Release Party di Everything under the sun, il suo ultimo romanzo.

Oggi, quindi, andiamo a conoscere chi è Jessica (J.A.) Redmerski e quali sono i titoli sino ad ora pubblicati in Italia e nel mondo.

Buona lettura!


Chi è J.A. Redmerski …

Jessica Ann Redmerski è un’autrice bestseller di livello internazionale, vincitrice anche di jessica-redmerskisvariati premi, che si destreggia tra vari generi letterari.
Ha iniziato la sua carriera di autrice letteraria nel 2012 come self e, in seguito, grazie all’enorme successo di The edge of never (Il confine di un attimo) ha ottenuto il contratto con la Grand Central Publishing/Forever Romance. Da allora, i suoi lavori sono stati tradotti in oltre venti lingue.

Jessica è un’autrice che si può definire ibrida: oltre, infatti, a pubblicare con un editore tradizionale, continua a pubblicare anche con il self publishing. I diritti portoghesi per la sua serie di genere crime, molto popolare e ricca di suspenseIn the Company of Killers, sono stati acquistati da uno dei maggiori editori brasiliani, Suma de Letras. Questa serie è stata esportata anche in Estonia (grazie a Paikese Kirjastus), in Turchia (Ephesus), in Ungheria (Konyvmolykepzob). Le serie è stata opzionata per la televisione da William Levy.
Il suo ultimo romanzo, la sua nuova love story, è Everything under the sun, in uscita in America il 28 Agosto 2017.

Jessica ama i film, la televisione e i libri che si spingono oltre i confini; è un’amante delle storie d’amore epiche, assolute ed impetuose. Alcune delle cose presenti nella sua lista dei desideri sono: combattere la sua lunga e ridicola lista di paure, trovare una camicia che le piacca realmente e viaggiare intorno al mondo con solo uno zainetto sulle spalle e un partner-in-crime.


I Libri di J.A. Redmerski in Italia

Al momento, tradotti in italiano e disponibili, grazie alla casa editrice Fabbri, possiamo trovare soltanto i tre romanzi che compongono la The Edge of Never Series.

Il confine di un attimo (titolo originale: The Edge of Never)

Camryn Bennett, vent’anni, non è certo il tipo da restare ingabbiata in una vita ripetitiva sempre uguale a se stessa. Ma da quando il suo ragazzo è morto in un terribile incidente, niente sembra più importarle davvero…Dopo che anche la sua migliore amica le volta le spalle, Camryn salta su un autobus, con solo un telefono cellulare e una piccola borsa, decisa a fuggire da tutti coloro che la vogliono incasellare in una vita che non le appartiene. Nel viaggio incontra un ragazzo di nome Andrew Parrish, un tipo non molto diverso da lei, da cui si sente irresistibilmente attratta. Andrew vive la vita come se non ci fosse domani: la provoca, la diverte, la protegge, la seduce, le insegna ad assaporare ogni singolo momento e ad ascoltare le sue emozioni più profonde, i suoi desideri più veri e inconfessati. Ben presto diventa il centro della sua vita. Ma Camryn ha giurato di non lasciarsi andare mai più, di non innamorarsi mai più… E il segreto che Andrew nasconde li spingerà irrimediabilmente insieme o li distruggerà per sempre? Il confine di un attimo è un fenomeno mondiale: autopubblicato online, ha scatenato la reazione entusiasta di migliaia di fan che hanno realizzato video su YouTube ispirati alla storia, album fotografici, playlist e che ne hanno fatto un successo da oltre 200.000 copie. Dopo aver scalato le classifiche americane, è in corso di pubblicazione in 20 Paesi.”Siamo in viaggio insieme da quasi due settimane.Abbiamo dormito nello stesso letto e ci siamo sfiorati… eppure eccoci qui, ai lati opposti di una spessa parete di vetro. Posiamo le dita sulla superficie trasparente, ci guardiamo negli occhi e sappiamo cosa vogliamo, ma quel vetro resta lì. O è perfetto autocontrollo, o è una forma perfetta di tortura.”

Sei il mio buio, sei la mia luce (titolo originale: Song of the Fireflies)

Elias e Bray sono fatti l’uno per l’altra, da sempre. Il loro amore è sbocciato una calda sera d’estate, quando erano solo due bambini. Crescendo, però, la paura di soccombere a un rapporto così intenso da essere quasi insopportabile li ha allontanati. Finché Bray non si rende conto che Elias è l’unico legame vero della sua vita, l’unica persona che può salvarla dagli abissi in cui sta per sprofondare. Decide di tornare da lui, che non l’ha mai dimenticata. E la passione che hanno cercato di soffocare in tutti i modi può finalmente scorrere libera per la prima volta… Almeno fino a quando una notte fatale non cambia tutto. Il sogno d’amore di Bray ed Elias rischia di andare in frantumi, e i due ragazzi decidono di fuggire. Insieme. Inizia così un’avventura on the road in cui il rischio di perdersi – tra alcool, droghe e incontri sbagliati – è forse più grande del pericolo da cui stanno scappando. Il solo rifugio è il loro amore, quell’amore oscuro che li può salvare o perdere.

Il Confine dell’Eternità (titolo originale: The Edge of Always)

IL SEGUITO DI IL CONFINE DI UN ATTIMO. Si sono conosciuti in un viaggio fuori da ogni regola. E di certo Camryn e Andrew non sono tipi regolari. Si sono lasciati tutto alle spalle e sono partiti, insieme. Si sono amati sotto la pioggia, si sono rincorsi dentro i rispettivi dolori, hanno rivelato le loro fragilità più grandi e hanno imparato a proteggersi da tutto e da tutti. Ora, dopo mesi on the road, aspettano una bambina. Nonostante la preoccupazione per la gravidanza inaspettata, la precarietà e le prime tensioni con i genitori, il loro rapporto è più forte di ogni altra cosa. Ma in agguato c’è una tragedia che potrebbe dividerli per sempre, una catastrofe che nemmeno loro sono pronti ad affrontare. Quel che non ti uccide ti rende più forte: sapranno superare insieme questa prova? O il loro rapporto, cresciuto al di fuori delle regole, non è destinato a durare per sempre?


I libri di J.A. Redmerski nel mondo

Molti, moltissimi sono i titoli che mancano all’appello nel nostro paese: oltre alla citata serie In the Company of Killers, infatti, romanzi quali The moment of Letting GoDirty Eden (il preferito della stessa autrice) e il prossimo Everything Under the Sun non sono ancora stati tradotti in italiano. Speriamo che queste lacune vengano colmate al più presto! Intanto vi lascio qui sotto alcune delle cover originali dei libri di Jessica Redmerski e vi invito, domani, sempre qui sul blog, per scoprire qualche dettaglio in più della personalità di questa autrice poliedrica e senza dubbio originale, attraverso un’intervista unica.

A domani, con un nuovo appuntamento, una nuova tappa di questo BlogTour dal sapore internazionale che ruota attorno a Jessica Redmerski!

#StayTuned!

Rachel

© Rachel Sandman

Gossip … Reale #SfogliandoIlMondo #8

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Buongiorno!

Allora … Siamo o non siamo ancora in periodo estivo, un po’ vacanziero, un po’ (o molto) desiderosi di notizie frivole e curiose?
Beh … Eccomi qui, puntuale come un orologio svizzero, per parlarvi di una notizia che mi è balzata agli occhi un paio di settimane fa, leggendo il quotidiano La Stampa.

Dovete sapere che, normalmente, sfoglio distrattamente le pagine di politica iniziali per fiondarmi nella sezione più culturale e, di conseguenza, più affine ai miei gusti e interessi ma … Un piccolo trafiletto incastrato in mezzo ad un articolo a tutta pagina mi ha davvero incuriosito e, una volta letto, mi ha fatto sorridere, non poco.

Avete presente le famiglie reali? Sì, William e Kate d’Inghilterra (o, forse, prima dovevo dire Carlo e Camilla? Non sono molto pratica di protocolli di corte!), Alberto e Charlene di Monaco, Filippo VI e Letizia di Spagna … Insomma, loro: ormai entrano nell’immaginario collettivo con queste vite da favola, matrimoni sfarzosi, figlioletti e pargoli al seguito dallo sguardo impaurito o imbronciato.

Bene … Il trafiletto a cui ho accennato qui sopra, parlava di una coppia, reale, realissima anzi, meno nota forse di quelle che ho appena citato ma che, sono sicura, da adesso in poi nessuno di voi lettori, qui presenti, dimenticherà.

DanimarcaOggi parliamo della Regina Margrethe II di Danimarca e di Henri de Laborde de Monpezat, suo marito.
I due, qui di fianco in una delle loro prime foto ufficiali, si sposano il 10 Giugno del 1967, a Copenaghen.

Lui, conte e diplomatico francese, con questa unione acquista il titolo di Sua Altezza Principe Consorte di Danimarca.

Diventano genitori di Frederik nel maggio dell’anno seguente; in seguito avranno un altro figlio, Joachim, nato nel Giugno del 1969.

Una bella famiglia felice, penserete voi, poco avvezza a scandali di corte (cosa che, invece, non si può dire per i reali di Montecarlo), unioni non previste dal protocollo regale (se escludiamo, ovviamente, il matrimonio tra il loro primogenito ed una consulente di marketing australiana; e se escludiamo, anche, i due matrimoni del secondogenito … Beh … Forse ci sarebbe qualcosa da rivedere su questo punto), insomma: niente ha turbato il trono di Danimarca sino ad ora. Almeno nulla di troppo grave da rimbalzare, a livello planetario, sui giornali e nei telegiornali del mondo.

A questo punto, forse, vi chiederete: di cosa parlava questo trafiletto de La Stampa? Bene, è giunto il momento di farvelo sapere.

Dopo una piccola carrellata di immagini che vi mostrano come, la coppia, è rimasta insieme, dal 1967 sino ad oggi …

… Una coppia, tra l’altro, molto intraprendente, al passo coi tempi e anche, passatemi il termine, moderna e tenerissima …
Oggi deve accettare una decisione presa dal principe Henrik di Danimarca che ha annunciato (ed è questa la famosa notizia apparsa sul quotidiano nazionale) che NON vuole essere sepolto accanto a sua moglie, ovvero accanto alla Regina Margrethe.
Perché, vi chiederete voi (soprattutto, visto l’affiatamento e la dolcezza che traspare dalle immagini)?

La ragione, per lui, è semplice: è infelice di non essere mai stato riconosciuto come suo pari, di non essere RE. Il Principe Henrik oggi ha 83 anni e, come annunciato sopra, ha sposato nel 1967 la Regina Margrethe (che di anni ne ha 77) diventando, di diritto, Principe Consorte. Da allora, a quanto pare, il suo desiderio di divenire, a pieno titolo, Re Consorte, è stato messo in un angolo dimenticato da tutti, compresa sua moglie.

Ecco quindi che Henrik ha scagliato questa che è davvero una bella e, a tratti, divertente ripicca. Il comunicato terminava con questa frase:

La Regina ha detto di avere «accettato la decisione».

In pratica, per dirla citando il Parroco del mio paese, il caro Henrik, quando sarà ora di arrivare in chiesa con l’impermeabile di legno, non vorrà poi riposare accanto a colei che è stata sua compagna di vita, la madre dei suoi figli, per un dettaglio burocratico, per un titolo nobiliare non paritario.

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E voi … Cosa ne pensate? Innanzitutto, avevate letto la notizia? Conoscete qualche aneddoto del genere, qualche curiosità più o meno interessante su qualche membro di una qualsiasi casa reale, più o meno nota?

Commentate qui sotto e … Fatevi sentire.

Alla prossima!

Rachel

© Rachel Sandman

Happy 1st Birthday!

Ebbene sì … Oggi è il gran giorno!

Buon primo compleanno a questo mio piccolo angolo digitale, a questo blog che, giorno Birthday Cupcake With Lit Candledopo giorno, ha iniziato, proprio il 6 Luglio 2016, a tenervi compagnia.

Lo so, è un po’ diventato tradizione organizzare un giveaway per l’occasione, un modo per ottenere visualizzazioni, per premiare fortunati visitatori più o meno fedeli, per far impennare le statistiche del giorno.
Ebbene … Non troverete nulla di tutto ciò QUI oggi. E non, badate bene, perché io sia contraria a queste manifestazioni o a questi eventi, ma perché ho scelto, volutamente, di dare un taglio diverso.
Ho deciso di parlarvi un po’ di come ho vissuto io questa esperienza, delle persone che ho incontrato, delle cose che (forse) ho compreso.

Innanzitutto, ho aperto questo mio blog per avere un posto in cui condividere la mia passione con persone che, al pari mio, potessero condividere opinioni, scleri e deliri legati al mondo della musica, dei film (ancora non ve ne ho parlato, ma prima o poi invaderemo anche quel campo), dei libri. Devo dire che, in questo, ho raggiunto un piccolo traguardo ovvero … Ho ottenuto comprensione. Con questo non voglio dire la classica pacca sulla spalla o un sorriso tirato giusto per assecondare le mie parole ma ho seriamente trovato occasioni di confronto, di dialogo, di puntualizzazioni.

In questo anno, siete stati tanti, tantissimi a passare di qui. Secondo le statistiche di oggi, il blog ha contato ben 15809 visite. Alcuni sono incappati qui per caso, altri sono stati dirottati da amici e parenti, altri si sono appassionati e tornano abitualmente.
Beh … Io vorrei ringraziarvi, ad uno ad uno, ma capite anche voi che sarebbe alquanto complesso. Ringrazio quindi coloro che, qui sul blog o sulla pagina FB, hanno interagito direttamente con me e, attraverso i loro nomi, ringrazio tutti.

Grazie Raffaella, Mareli, Giulia e Stefania, Alexandra, Alessandra e Roberta, Alessandra, le mie amiche Obsy, Rosy, Debora.

Un’altra categoria che mi sento di ringraziare e che ho iniziato a conoscere proprio grazie al blog è, ovviamente, quella delle blogger. Sono rimasta davvero entusiasta nello scoprire che molte di loro sono, tra l’altro, anche geograficamente vicine a me! Un grazie speciale, anche qui, va ad alcune … Innanzitutto a Chiara, La lettrice sulle nuvole, che è stata un po’ la mia mentore, mi ha aiutato, sostenuto, ha risposto ai miei dubbi (a volte davvero molto stupidi, lo ammetto) e mi ha sopportato all’incontro Newton di #SalTo. Poi … Che dire del gruppo che si è creato con Chiara, Veronica, Sabrina, Silvia e Paola? Ragazze, lo sapete … La nostra chat ormai è fonte inesauribile di risate e dubbi amletici sulle sorti e i destini degli elementi del servizio postale. Grazie!
E grazie anche a Ilenia, Sara, Irene, Gioia, Giulia. Grazie poi a Sara che, con il suo Diario di un sogno e con Jess, Simona, Patrizia, Anna e Beatrice, ha creato un gruppo davvero unico, eterogeneo ed esilarante.

E poi, come ultima categoria, ci sono stati loro … Gli autori. Non avrei mai pensato di riuscire ad avere un contatto diretto, un rapporto vero e proprio con firme e nomi che, sino ad un anno fa, avevo sempre e solo visto sulle copertine dei romanzi in lettura. Anche qui, i nomi sarebbero troppi per elencare tutti ma ho scelto, volutamente, tre autrici che, non me ne vorranno gli altri, mi hanno davvero arricchito, sono diventate persone su cui posso contare e da scrittrice sono passate al ruolo di amiche e, perché no, qualcuna forse anche beta reader.

Simona Friio è una penna che ho scoperto per caso, grazie alla Triskell che, all’inizio della mia collaborazione con la loro casa editrice, mi ha proposto il suo libro L’amore ti ha trovato (di cui trovate la recensione qui). Vi ho raccontato anche il suo romanzo storico, Magar Mulieres: La seduzione del male (recensione qui) ma, nella foto qui sopra, ho scelto Il Re degli inganni, un romanzo storico in cui, nella versione cartacea che vi invito ad acquistare, sono presente anche io, con una nota di copertina voluta proprio dall’autrice e che ringrazio ancora!
La fotografia centrale, invece, riguarda il romanzo di una persona che ormai considero amica, confidente e soulmate: Alessia Elle Caruso è stata un incontro avvenuto in modo accidentale, grazie ad un evento per promuovere la letteratura italiana e … Mi ha portato a conoscere canzoni nuove, a sclerare a livello personale, a immergermi nella storia fantastica di Aaron che, in Emerald Gloom, riempie le pagine di una trama magistrale (di cui trovate recensione e approfondimento).
In attesa di prossime storie firmate Caruso, probabilmente arriverà davvero a breve la mia nella tua casella di posta elettronica, my dear: be ready!
Ultima, ma non meno importante (anzi!) è lei, colei che mi ha davvero sopportato a #SalTo, una scrittrice torinese che parla di Torino ma non solo, che ti fa sorridere nei suoi libri ma NON solo (i pianti fatti leggendo il suo primo romanzo … Solo raramente ragazzi, sul serio!): Elle Eloise. Allora, che dire di lei? Sara e Isaak sono stati il prologo, l’introduzione, coloro che mi hanno portato a scoprire il mondo di questa autrice con tinte forti ed estremi netti; Paolo e Noemi sono stati il fulcro, la conferma, lo scoppio di un temporale che si alterna alla bomboletta spray che genera un mix di colori su una tela bianca. Ora, in attesa di Francesco e Olivia, vi invito, tutti, a recuperare, se ancora non lo avete fatto, queste storie e a conoscere una delle migliori autrici contemporanee.

Allora … Dopo questo sproloquio che non so quanti leggeranno effettivamente ma che io sono stata felice di scrivere, qualche nota a piè di pagina un po’ più concreta e pratica riguardo a ciò che vi aspetta e a ciò che attende il blog:

  1. Vi ricordate che, tempo fa, vi avevo promesso un’intervista con i fiocchi? Bene, per correttezza vi dico che … Al momento il progetto è in stand by. Non sono sicura di riuscire a concretizzarlo ma … Farò del mio meglio (voi incrociate le dita!).
  2. Va avanti la mia collaborazione con Mondadori Bookstore Saluzzo e, se vi va, trovate una rubrica originalissima … Il thè delle cinque … Proprio seguendo il link che vi ho lasciato (lì e SOLO lì).
  3. Da una settimana il blog è diventato Affiliato Amazon, il che significa che i vari link d’acquisto che trovate qui sono tutti rivolti alla famosa piattaforma. Inoltre, essi contengono un codice particolare che permette a voi di non perdervi nemmeno un’uscita libresca e a me di ottenere qualche introito (minimo, proprio minimo) grazie al blog. Il succo della cosa è: se dovete fare un ordine, usate questi link! Vi prego (i più vecchi sono ancora da modificare ma, tempo un paio di giorni, dovrei fare tutto!).
  4. Un obiettivo è quello di riprendere le mie amate rubriche: Sfogliando il mondoGli Intoccabili sono in fase letargica da un po’ troppo. Ce la posso fare.
  5. Un evento che, invece, troverete sulla Pagina FB tra poco è … Un album con #SpazioSpoiler, un’idea che è venuta alla mia fedelissima Roberta E. e che permetterà a noi tutti di parlare e confrontarci sulle letture del momento e sui libri che, molto spesso, impariamo a conoscere in contemporanea. Per non perdervi lo spazio … Rimanete sintonizzati!
  6. Il blog è sempre aperto a nuovi spunti e idee quindi … Se avete iniziative, eventi che vi piacerebbe vedere ospitati qui, fatti di cui vorreste parlare … Fatevi avanti e, una volta fatto qualche rapido calcolo, vedrò se e come è possibile accontentarvi.
  7. Infine … DEVO riprendere a scrivere. Forse non tutti sanno che, oltre ad essermi lanciata nel mondo dei blogger, la sottoscritta ha anche un romanzo nel cassetto che, come accennavo sopra, molto probabilmente verrà dato a tre beta readers di fiducia e … Vedremo che fine farà. Detto ciò, altre storie mi frullano in testa pertanto … DEVO riprendere a scrivere.

Questo è quanto.
Anzi no, dimenticavo, visto che questo post è venuto fuori, effettivamente, un po’ prolisso, vi lascio qui sul fondo alcune immagini. Chiariamo … Quando l’anno scorso ho creato il blog proprio il 6 Luglio, non l’ho fatto per anniversari o cose varie … Semplicemente è successo. Quindi NON sapevo che andasse a sovrapporsi ad una ricorrenza che è … Rullo di tamburi … La giornata mondiale del bacio! Quindi, qui di seguito … Ecco una sequenza per festeggiare il blog, per ringraziarvi (baci baci baci a tutti coloro che hanno letto sino a qui!) e per onorare anche questo evento mondiale, nato nel 1990 in Gran Bretagna e giunto anche sul mio piccolo blog.

Grazie ancora!
Kiss kiss,
xoxo (che fa sempre molto Gossip Girl)
Rachel

© Rachel Sandman

BT Il mio nome è Jamie – Approfondimento Ian Murray

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Con oggi siamo arrivati alla penultima tappa del Blog Tour che ruota attorno a Il mio nome è Jamie, libro/novella tanto amato quanto discusso, edito il 2 Febbraio 2017 da Corbaccio.

L’approfondimento su cui ho deciso di soffermarmi è l’analisi di un personaggio, globalmente amato (sfido chiunque a volergli male!) ma che, molto spesso, passa in secondo piano, relegato a ruolo di eterno secondo, mai protagonista, sempre comprimario all’interno del mondo di Outlander mirabilmente diretto dalla penna di Diana Gabaldon.

Avete capito a chi mi riferisco?

No?

Ma come!

Oggi vi parlo di Ian Murray o, per essere precisi, di Ian Alastair Robert MacLeod Murray.

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E no, non soffro ancora di sintomi di demenza senile! State tranquilli!

L’Ian di cui vi parlo qui è il padre dell’Ian di cui vi avevo parlato : ergo, un personaggio tutto nuovo, mai trattato sino ad ora sul blog e tutto da scoprire.

Una piccola avvertenza per voi lettori: questa tappa, lo capirete, non può essere priva di spoiler ma ho deciso, in un certo senso, di limitarmi, quindi … Vi racconto l’Ian Murray di La Straniera, niente di più, niente di meno.

Dunque, come ho detto in precedenza, sin da subito Ian è un personaggio positivo ma lasciato sullo sfondo e che, in un certo senso, appare dallo sfondo.

La strada oltre il cancello saliva su verso una collinetta. Volgendo lo sguardo in quella direzione, vidi apparirvi in cima un gruppetto di uomini che si stagliavano contro la luce della sera. Sembrarono indugiare qualche istante, come se si stessero congedando. A quanto pareva era proprio così, perché soltanto uno ridiscese il pendio verso la casa, mentre gli altri proseguivano attraverso i campi, in direzione di un gruppo di cottage in lontananza.

Il lettore del primo romanzo della serie Outlander, incontra il personaggio di Ian soltanto nella Parte Quinta, quella intitolata Lallybroch. Ed è proprio in questo luogo, Lallybroch appunto, che la figura di Ian prende e prenderà vita e spessore.

Via via che l’uomo si avvicinava, mi accorsi che zoppicava pesantemente. Quando attraversò il cancello, ne capii il motivo: dal ginocchio in giù, l’uomo aveva una gamba di legno. Malgrado l’andatura zoppicante, l’uomo si muoveva come un giovane, quando fu vicino al pergolato, vidi che non aveva ancora trent’anni. Era alto, quasi quanto Jamie, ma con le spalle molto più strette. Anzi, era davvero magrissimo. […] Un folto ciuffo di capelli castani gli ricadeva morbido sulla fronte alta, e gli occhi infossati avevano un’espressione di paziente buonumore.

11138587_830456240369744_7596987222482085161_nSin da subito, Ian Murray e il suo ruolo sono legati a Jenny Fraser, il suo amore, sua moglie, la madre dei suoi figli.

«Sono Ian Murray, il marito di Jenny. E immagino che voi siate … ah …»

«La sporca Sassenach che Jamie ha sposato».

Credo che questo sia davvero uno degli aspetti che più lo caratterizzano perché Ian, prima di qualsiasi altra cosa, prima di essere Laird, prima di essere un soldato, prima di essere un agricoltore, è questo: è un marito, è un padre, è il fulcro silenzioso attorno cui ruota l’ambiente di Lallybroch e il nucleo famigliare Fraser Murray.still

«[…] Chi sarebbe il padre di quest’ultimo figlio del demonio?»

Il giovane alto accanto a me tossì come per scusarsi, spezzando la tensione che regnava nella stanza.

«Sono io», disse in tono mite. «E anche di quello.» Avanzando rigidamente sulla gamba di legno, prese il bambino dalle braccia della moglie furiosa e se lo mise al collo. «Mi somiglia anche un po’, a quanto dicono.»

In effetti, visti fianco a fianco, i volti dell’uomo e del bambino erano quasi identici, a parte le guance rotonde dell’uno e il naso aquilino dell’altro. La stessa fronte alta e le stesse labbra sottili. Uguali erano anche le sopracciglia morbide inarcate sopra gli occhi profondi dello stesso castano liquido.

ianIl carattere silenzioso e introverso di Ian lo rende, devo dire spesso e purtroppo, oggetto di critiche e analisi poco lusinghiere: «Jenny è la sola a portare i pantaloni!» oppure «Tra Jamie e Ian non c’è proprio paragone» o ancora «Ian è solo un povero storpio, che ha la fortuna di avere moglie e amici potenti». Lo so, suona strano, ma queste sono solo alcune delle note che ho scovato, qua e là, sui vari social e che dicevano la loro, criticando in modo più o meno colorito la figura di Ian Murray.

Ma è davvero così?

A mio parere, ovviamente no. Non sempre, infatti, chi sta in silenzio, riflette e pensa è più debole di chi alza la voce e sbraita.

Questo, per me, è l’esempio lampante: Ian è l’unico che riesce a far riflettere Jenny, è il solo a saper prendere i due fratelli Fraser.

«Meglio lasciarli soli ancora per qualche minuto», suggerì, indicando con un gesto la casa, dove le grida avevano virato adesso al gaelico. Sembrava completamente indifferente alla causa della disputa. «I Fraser non stanno a sentire nessuno, quando sono su tutte le furie. Una volta che si sono sfogati, magari si riesce a farli ragionare, ma non prima.»

Ian è un uomo fedele che, nonostante la mutilazione di cui è stato vittima, non si siede ad attendere, non perde la fede, lotta, come può e coma sa.

Ian fece un cenno verso di me e roteò l’occhio in direzione di Jamie. […] «Suvvia, ora calmati.» Malgrado i modi dimessi, Ian Murray era in grado di esercitare un’innegabile autorità.

15822718_10210445805254615_1907410531908829731_nIan Murray è un uomo di polso, dolce, intimo, certo più dimesso rispetto a Jamie Fraser ma temprato nella stessa terra scura scozzese, legato alle tradizioni, figura paterna ancor prima di esserne consapevole, per istinto e con naturalezza.

La piccola Margaret, ben rassettata e avvolta in una copertina, venne messa in braccio al padre, che la accolse con un’espressione di beata venerazione.

«Ciao, piccola Maggie», sussurrò, sfiorandole con la punta di un dito il nasetto simile a un bottoncino.

Il rapporto di amicizia tra Ian e Jamie (rapporto che, credo, sarà arricchito e ampliato proprio in Il mio nome è Jamie) è uno dei più bei legami descritti e creati dalla cara Zia Gabby che, ancora una volta, sottolinea come non sia importante il sangue per essere fratelli (ogni riferimento per i futuri Fergus e Ian NON è puramente casuale). 15871881_1365677623474447_4388306910943862744_nI due sono amici da sempre e lo saranno per sempre: il matrimonio tra Ian e la sorella del suo migliore amico non fa che rafforzare il tutto, ma non è l’elemento determinante, né tanto meno decisivo. Il cameratismo che, anche dopo una lontananza durata anni, si ricrea immediatamente tra i due, è l’origine di episodi e quadretti davvero indelebili ed esilaranti.

«E il terzo giorno tentasti di uccidermi», lo accusò Jamie, «per averci cacciati in quel guaio.» Si toccò con cautela la testa. «Avevo un brutto taglio sull’orecchio, lì dove mi picchiasti con il manico di scopa.»

«Oh, be’», fece Ian disinvolto, «è stato quando mi spaccasti il naso per la seconda volta, perciò eravamo pari.»

«Non c’è da fidarsi di un Murray, quando si tratta di tenere il conto», osservò Jamie scuotendo la testa.

«Vediamo un po’», feci io, contando sulle dita. «Secondo voi, i Fraser sono testardi, i Campbell spioni, i MacKenzie affascinanti ma infidi, e i Graham stupidi. Qual è il tratto distintivo dei Murray?»

«Puoi contare su di loro in una rissa», affermarono all’unisono Jamie e Ian, per poi scoppiare a ridere.

«Certo che puoi», continuò Jamie, riprendendo fiato. «Devi solo sperare che non stiano dalla tua parte.» E di nuovo giù risate.

Jenny scosse la testa con aria di disapprovazione nei confronti del marito e del fratello.

«E pensare che non avete ancora bevuto vino».

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In conclusione, Ian è un uomo d’onore, fedele e concreto e, personalmente, sono felice che sia uno dei protagonisti di questa novella che, indubbiamente, tratta aspetti del suo personaggio ancora acerbi e gracili, tipici di un adolescente.

steven_creeUna nota a piè di pagina, tuttavia, prima di chiudere, è d’obbligo. Voglio dire, se siete arrivati fino a qui avrete letto i passi in cui cito direttamente la descrizione di Ian Murray, tratti da La Straniera. Contemporaneamente, avrete anche visto le foto che ho lasciato, qua e là, per colorare un po’ l’articolo, in cui si vede Steven Cree, attore scozzese, che interpreta brillantemente il personaggio di Ian nell’adattamento televisivo della Starz. Ora, io dico, vedete anche voi come la materia prima di base (per parlare chiaro, notare la foto qui a lato) fosse davvero davvero perfetta. A questo punto mi chiedo: cosa diavolo si erano fumati il trucco e parrucco per rendere Steven alias Ian più simile ad un trisavolo che ad un coetaneo di Jamie? Cioè, seriamente! Jenny sembra sposata con un vecchietto stanco e che non va dal barbiere da secoli! Ma vi pare?

E dopo questo breve, ma sentito, lamento … Chiudo davvero. Scusate se ho allungato un po’ questa tappa ma ormai lo sapete: quando si tratta di Outlander potrei parlarne per ore (anche se dovessi trattare di Frank Randall o … Beh … Forse no, in quel caso no!).

Buona lettura!

E non perdetevi la recensione di Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon che sarà online domani, sul blog http://emozionidiunamusa.blogspot.it/ per l’ultima tappa del BT!

P.s. Per le fotografie e il supporto, ringrazio le Obsy, le Sassenach e le fans della serie che gironzolano nei gruppi Outlander Italia e Il Cerchio Segreto di Outlander Italy su FB e che hanno scovato immagini perfette che, per quanto riguarda il personaggio di Ian, nonostante ciò che si può pensare, erano davvero davvero poche! Grazie a tutte!

Rachel

© Rachel Sandman

Intervista a Marcello Iori, autore di Terre Deus Dominus

Eccomi di nuovo qui … Con un appuntamento speciale …

Un’intervista a Marcello Iori, l’autore di Terre Deus Dominus … Vi ricordate? Vi ho parlato del suo romanzo fantasy in questo post (se ve lo siete persi, vi invito a rimediare, ora, subito).

Buona lettura a tutti!


terre-deus-dominusGrazie innanzitutto per la disponibilità. Allora, so che è una domanda spinosa ma la prima cosa che mi viene da chiederti è: come è nata l’idea di Terre Deus Dominus?

Ciao Rachel, grazie a te per il tempo che mi stai dedicando. Allora, bella domanda. L’idea nasce originariamente 12 anni fa, nel fermento della mia vena creativa; e l’idea era quella di raccontare l’avventura di un ragazzo di colore (africano) in un mondo popolato da uomini e esseri provenienti da altri mondi. Il primo capitolo, infatti, è stato scritto 12 anni fa. Quando nel 2015 ho ripreso il progetto, ho stravolto completamente la storia, volevo dargli un tocco di originalità e misticismo, così ho deciso di immaginare come sarebbe stato il mondo con il ritorno degli Dèi. Le epiche degli Dèi sono state narrate dagli antichi, se pensiamo ai Veda, nella cultura Indiana, come la Bhagavata Purana o il Mahabharata, oppure i racconti dei sumeri e, in generale, di tutte le popolazioni del mondo. Chiaramente, avendo letto e studiato un po’ i testi sacri delle varie religioni/sette, ho approfondito non solo la parte puramente letterale ma anche il risvolto spirituale, infatti abbiamo come protagonista uno yogi molto saggio. Per concludere, l’idea è quella di considerare Terre Deus Dominus l’ideale prosecuzione dei testi sacri antichi, una nuova epopea biblica o vedica.

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L’ambientazione del romanzo: come si è sviluppata nella tua mente? Hai trovato delle difficoltà?

Il romanzo è ambientato sulla Terra, proprio come la conosciamo noi. Anche se è un
fantasy, doveva sapere di vero. Chiaramente la storia si sviluppa 4 mila anni avanti nel futuro, e i nomi delle città o gli idiomi sono cambiati. L’aspetto interessante del mio romanzo, è che c’è questa contrapposizione tra il Mondo di prima e quello che ci sarà dopo. La storia umana lo insegna, dai romani a noi sono cambiati i nomi di molte città e persino la lingua, come ad esempio i significati di moltissimi verbi. Oggi pensiamo e agiamo in modo diverso rispetto alle epoche passate (certo, non in modo così distinto, ma c’è pur sempre una grossa differenza). La religione è cambiata rispetto alle sue origini, ha acquisito diverse sfumature anche solo se pensiamo agli inizi del ‘900. È nella natura delle cose di questo universo il cambiamento, è normale.

Il protagonista del libro: raccontaci qualcosa in più di lui.

È un orfano. Il padre ha tentato di ucciderlo quando aveva 12 anni, ma non posso anticipare le motivazioni. La prima parte del romanzo TDD – Uno Yogi, l’Apprendista e il suo Falco, narra solo i primi 4 giorni della storia (che all’incirca ha durata un anno), quindi leggendolo viene dato un assaggio di quello che sarà l’andamento degli eventi. È nato con un dono speciale, e il Marchio tatuato dietro la nuca ne è la prova. È molto forte, abile, ha imparato le arti antiche che lo Yogi Ananda gli ha insegnato: quindi, le arti marziali e la medicina naturale. Vive perennemente un conflitto interiore, per la perdita della sua famiglia e a causa del fato che incombe su di lui. Per 9 anni, lui e lo Yogi, saranno impegnati a scappare, a vivere su una nave in una zona chiamata le Marianne, una vasta porzione di oceano dove le navi spariscono, dove le condizioni atmosferiche sono estreme. È costretto a crescere e a non vivere la sua giovinezza. Non riesce ad accettare di essere un prescelto e vorrebbe stare lontano da tutto e tutti, perché dove ha messo piede, le persone sono morte o hanno sofferto molto.

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Ora … Mi piacerebbe approfondire un po’ la figura di Kaeda Sakiamuni che, girovagando in FB, ha attirato la mia attenzione. Come ti sei immaginato questo personaggio? Ti sei ispirato a qualcosa o qualcuno in particolare?

Mi sono ispirato ad alcuni personaggi femminili dei manga, ma in particolare alla trilogia La Leggenda di Otori, dove la protagonista si chiama Kaeda. Da ragazzino le pagine di Otori mi han fatto sognare. Così ho sempre immaginato Kaeda con tratti orientali, non Giapponesi, ma cinesi. Una bella ragazza dagli occhi a mandorla e la pelle bianca, alta e snella, con l’agilità di un felino. Se dovessi fare il cast di TDD, Kaeda sarebbe l’attrice Zhang Ziyi (La Tigre e il Dragone, etc.)

Questo è ovviamente il primo romanzo di una saga: puoi anticipare qualcosa sui prossimi volumi?

Il Secondo Volume avrà come titolo: La Conoscenza Perduta. Narra la presa di Solomon King e l’arrivo di Alexander a Fujian, la città fantasma. Sarà molto intenso e con forti sfumature sentimentali. Conosceremo meglio il Nuovo Mondo, in vari suoi aspetti, soprattutto verranno svelati i misteri custoditi nel Vecchio Mondo, quindi: da dove veniamo, chi siamo etc. L’arco temporale ricoperto è di circa 4 mesi. Il primo volume è appena un assaggio di tutto ciò che accadrà nel secondo. Arriverà un Terzo, che avrà come titolo: l’Amore Oltre i Confini del Mondo, che concluderà la storia corrente, ma Terre Deus Dominus continuerà.

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Un’ultima curiosità personale: quando hai iniziato Terre Deus Dominus sapevi già il finale dell’intera serie? Oppure è un lavoro in progressione?

La verità sta in entrambe le domande. 12 anni fa avevo un’idea e sapevo come sarebbe finito il romanzo. Quando ho ripreso il progetto nel 2015, anche questa volta sapevo benissimo come sarebbe finito, ma era un’idea generale, scrivendolo, poi, ho arricchito e rifinito la visione che avevo. La prima Trilogia di TDD è tutta nella mia mente, è come se fosse già scritta, solo che le parole sono ancora energia, ma presto assumeranno la forma di lettere e comporranno le pagine di un libro. Quando penso a TDD, penso che tutti dovrebbero leggerlo, perché non è un semplice Fantasy, ma il compendio di anni di studio sulla storia dell’uomo e i suoi misteri. Potete seguire il mondo di TDD all’indirizzo: www.facebook.com/marcelloioriwriter.

Grazie ancora per la disponibilità e per il tempo che hai dedicato a questa intervista!

Grazie di cuore a te, Rachel.


Rachel

© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #1

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Buona Domenica a tutti!

Oggi vi saluto con il primo appuntamento che dà il via ad una nuova rubrica che … Non sapevo nemmeno sarebbe nata.

Insomma, volevo scrivere questa sorta di segnalazione/riflessione ma poi mi sono detta: perché non renderla un qualcosa di un po’ più significativo di un articolo fine a se stesso?

Ecco dunque che nasce la rubrica Sfogliando il mondo, una insieme di spunti, analisi, discorsi (che spero diventeranno dialoghi e non monologhi) su argomenti di vario genere tratti dalla lettura di quotidiani o riviste o siti web.

Un cono di luce puntato sul mondo, su quello che ci circonda, sulle uscite cinematografiche, sui libri editi e scoperti per caso … Beh, avete capito credo (spero) …

Brevi accenni a fatti più o meno ordinari che non voglio passino sotto silenzio ma che cercherò, nel mio piccolo, di evidenziare qui; due righe su romanzi usciti da più o meno tempo e di cui, grazie ad un articolo letto per caso, scopro l’esistenza solo ora; eventi più o meno locali che vorrei valorizzare … Tutto questo e molto di più.

Ora però veniamo al sodo.


Il primo fatto di cui vorrei parlarvi oggi è il discorso di Michelle Obama, l’ormai (purtroppo) ex First Lady degli Stati Uniti d’America.

Il 6 Gennaio, in occasione della premiazione della school counselor dell’anno (ovvero la figura che in tutti i film o nelle serie televisive americane non manca mai, il consulente che aiuta i giovani nella scelta della facoltà universitaria e che li assiste negli anni del liceo), la Obama ha intessuto un’orazione fantastica e perfettamente incasellata nel meccanismo contorto che governa il mondo attuale. Ha parlato dell’importanza dell’istruzione, dell’importanza della diversità, dell’importanza del sogno americano (concetto a me personalmente molto caro e troppo spesso considerato ormai sorpassato).

Vi lascio qui alcuni estratti di questo discorso che, se non avete ancora avuto occasione, vi invito ad ascoltare per intero (la versione integrale nel video).

… questi ragazzi […] valgono, […] hanno qualcosa da offrire. Non importa da dove vengano, quanti soldi abbiano i loro genitori, non importa che aspetto abbiano, chi siano le persone che amano o il dio in cui credono, o quale lingua parlino a casa, loro hanno un posto in questo paese.

E parlando direttamente ai giovani …

… Sappiate che questo paese appartiene a voi, a tutti voi, a prescindere da quale sia la vostra origine o il vostro stile di vita. Se voi o i vostri genitori siete immigrati, sappiate che fate parte di una grande tradizione americana: il mescolarsi di nuove culture, talenti e idee che generazione dopo generazione ci hanno reso il più grande paese del mondo. […] Questo è il sogno americano. E se siete credenti, sappiate che la diversità religiosa è un’altra grande tradizione americana. […] Che siate musulmani, cristiani, ebrei, induisti o sikh, queste religioni insegnano ai nostri giovani che cosa sono la giustizia, la compassione e l’onestà, quindi io voglio che i giovani continuino a imparare e seguire questi valori con orgoglio. Vedete, la nostra grande diversità, le nostre diversità di fedi, colori e convinzioni non sono una minaccia a ciò che siamo: sono ciò che ci rende ciò che siamo.

Non lasciate che nessuno vi faccia sentire come se non contaste niente. Come se non ci fosse posto per voi nella nostra storia americana, perché voi ce lo avete un posto e avete il diritto di essere esattamente chi siete. […] Non abbiate paura, concentratevi. Siate determinati. Abbiate speranza. Credete in voi stessi e datevi la possibilità di una buona istruzione. Poi costruite un paese che si meriti le vostre illimitate capacità.

Penso non ci sia assolutamente altro da aggiungere.


Una seconda cosa di cui vorrei parlarvi in questo primo appuntamento di Sfogliando il mondo è, in realtà, un po’ un ritorno alle origini e si tratta di una segnalazione libresca.

_la-donna-dai-capelli-rossi-1481049975Nell’inserto Tutto libri del quotidiano La Stampa di ieri (7 Gennaio 2017), la prima pagina era occupata dalla presentazione di questo romanzo, un libro edito da Einaudi e che uscirà martedì 10 Gennaio 2017.

Si tratta di La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk.

Da come ho potuto capire leggendo l’articolo di Antonio Scurati, questo nuovo romanzo scritto dal premio Nobel del 2006 è intriso di contraddizioni e lacerazioni tanto nette quanto reali. La storia è ambientata a Istanbul, in cui convivono come una ferita immedicabile modernità e terrore. In essa si parla di laicismo e integralismo religioso, di civismo e terrorismo, senza tralasciare nulla (intellettuali turchi dissidenti, perdita di libertà civili, oppressione).

Vi lascio qui di seguito la trama del libro e il link d’acquisto.

Trama: È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell’attrice che sul palco sa trasformarsi nell’eroina sensuale e perduta dei poemi. Cem è solo un umile apprendista quando la vede per la prima volta: non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti. La donna dai capelli rossi è un romanzo d’amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un’ossessione capace di cambiare il corso di un’intera esistenza.

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai piú ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è lí che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna piú grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere piú felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.

Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l’Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo piú sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore.

Link d’acquisto: https://goo.gl/8WZnTO


Spero che non vi siate annoiati in questo viaggio nel mondo da me diretto. Vi aspetto, se tutto va secondo i piani, la prossima settimana con nuovi spunti e riflessioni Sfogliando il mondo!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman