Because last night belongs to US … #SfogliandoIlMondo #6

Buonasera a tutti!

Ci siete? Lo so che è domenica, lo so che il tempo (almeno saltuariamente) è bello quindi sarete portati a gironzolare qua e là, a sfruttare la giornata di riposo per qualche gita fuori porta ma … Ormai è tardi, quindi potete risintonizzarvi tutti sui vostri pc, meglio ancora se siete su questo mio piccolo angolino digitale, perché devo ASSOLUTAMENTE raccontarvi un paio di cose.

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Innanzitutto, come avrete capito, siamo all’interno della rubrica Sfogliando il mondo che è ormai giunta al suo sesto appuntamento.

posterMai rubrica è stata più adatta, a mio parere, per trattare il concerto che si è svolto ieri sera a Torino, in occasione di quello che è considerato (a ragione e a pienissimo titolo) l’evento di apertura del Salone Internazionale del libro che, come penso saprete, ha come sottotitolo Oltre il confine e aprirà le porte il 18 Maggio 2017.

Ieri sera dunque, 6 Maggio 2017, ha preso vita, presso l’Auditorium Rai di via Rossini (che, per chi non è pratico, è una struttura in pieno centro di Torino, nei pressi della Mole Antonelliana, fatta di curve, soffitto artisticamente perfetto e colonne dorate ai lati), uno dei concerti più vibranti e autentici.

IMG-20170507-WA0003Patti Smith, la sacerdotessa del rock, la poetessa del punk, l’artista, la donna, l’anticonformista, la madre, LEI, insomma, si è imposta come regina assoluta, insieme al suo bassista di sempre, Tony Shanahan, al batterista Jay Dee Daugherty e ai suoi due figli, Jackson e Jesse Smith (rispettivamente alla chitarra e al piano).

La sottoscritta era presente (sentite le urla di giubilo arrivare anche nelle vostre case? Tutta colpa mia insomma)!!!!!!!

Ragazzi … Uno spettacolo FANTASTICO!

Partito con qualche singhiozzo a causa di un malfunzionamento della chitarra proprio di Jackson (abilissimo a riparare l’intoppo e a intrattenere il pubblico), si è poi aperto come uno spartito dalle battute e dagli ingranaggi ben oliati, in un tripudio di forza, intensità, passione e suoni.

Il brano che la Smith scrive per la figlia Jesse, Wing, fa da apripista e poi, tra canzoni più o meno note, la magia è servita.

DSC_0017.JPGPatti Smith è una forza e un’artista immensa: tiene il palco come solo una vera anticonformista sa fare, saltellando qua e là, incitando la platea e la galleria, facendo cadere aste e microfoni (per la gioia del fonico di turno) … Una vera punk, una vera sovversiva che però cura, nel minimo dettaglio, la sua messa in scena.

Ogni brano è infatti il tassello perfetto per un messaggio più ampio che parte dal canto di una madre ad una figlia, passa ai successi di Horses (il celebre album che contiene, tra gli altri, Redondo Beach ) e giunge ai famosissimi Dancing Barefoot Because the night, cantati a squarcia gola non solo da lei, accompagnata magistralmente dal fedelissimo Tony, ma da tutto il pubblico in sala.

La magia che si respira in ambienti e spettacoli del genere è davvero difficile da descrivere perché per chi è lì, presente, è un qualcosa di palpabile: ti dà l’idea che sia un’emozione di grinta, rabbia, voglia di vivere e amore che aleggia tra te e le altre centinaia di persone e ti fa quasi venir voglia di alzare lo sguardo e tentare di toccarla, di afferrarla con mano.

Non so come dirlo diversamente, ma Patti Smith è davvero un’artista nel senso più completo del termine: non canta soltanto, non saltella soltanto, non si sbraccia soltanto ma emoziona, comunica, esprime. Lei chiacchiera, tra una canzone e l’altra, come se il suo pubblico fosse formato da persone che conosce da sempre, racconta aneddoti, fa battute, tenta un approccio in lingua italiana ma poi si perde, nasconde il viso tra le mani e chiede scusa.

DSC_0019.JPGE’ una comunicatrice eccezionale che invita i giovani a cross over, ad andare oltre; che esprime rabbia e forza in canzoni come Beneath the Southern Cross, resa magistralmente con uno stacco di pura chitarra suonata non solo con le corde ma con tutta la cassa, facendo sentire e risuonare la materia del legno, con un’alchimia tra lei e Shanahan pazzesca; che punta a far riflettere, affermando che le imperfezioni rendono la vita sorprendente, che l’undicesimo comandamento consiste nell’amarsi, l’un l’altro, che PEOPLE HAVE THE POWER (le persone hanno il potere) di usare la loro voce, sempre.

… USE YOUR VOICE!

E poi chiude, dopo più di un’ora e mezza di successi suoi, di Bob Dylan, di Prince, proprio con una canzone chiesta a gran voce, Gloria … Introdotta dall’ormai celebre verso: Jesus died for somobody’s sins but not mine.

Unica. Vera. Convincente. Meravigliosamente imperfetta. Lei … Patti Smith ha aperto il susseguirsi di eventi che ci porteranno al Salone Internazionale del Libro di Torino e ha animato una serata iniziata con la pioggia, concludendola con la luna nel cielo, la Mole dall’altro lato, e un grido comune di quanto, davvero, le persone possano fare se solo hanno la voglia e la passione per farlo.souvenirs

Grazie Patti Smith!

Grazie alla band!

Grazie Torino!

E grazie a my mum che mi ha accompagnato!

Qui, sul blog, ci rivediamo presto! A Torino, ci si ritrova al Salone! Fatevi poi riconoscere, mi raccomando!!

Ps. Scusate la scarsa qualità delle fotografie ma ero un attimo presa da altro! (Sorry not Sorry) …

Rachel

© Rachel Sandman

Sense8 … La seconda stagione … Sta arrivando! #SfogliandoIlMondo #5

Buonasera!

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Oggi torno con una rubrica a cui tengo davvero davvero davvero tantissimo. Si tratta di Sfogliando il Mondo che, come saprete, parla di un po’ di tutto, racconta piccoli angoli e scorci del mondo in cui viviamo, più o meno criticamente, più o meno delicatamente.

Quello odierno è un appuntamento un po’ particolare ed è legato ad una serie televisiva che io amo e adoro immensamente e follemente. Sto parlando di Sense8, una produzione statunitense e di genere fantascientifico che il 5 Maggio 2017 (tra una settimana esatta dunque) vedrà la messa in onda della seconda stagione sulla rete di distribuzione Netflix.

Se siete fans della serie, come la sottoscritta, sarete già in subbuglio, pronti e scattanti. Se invece siete tra coloro che non conoscono la bellezza e la meraviglia incontrastata di questa fantastica storia, avete una settimana di tempo per recuperare, mettervi in pari e attendere insieme a noi, Sensate Addicted, questi nuovi e attesissimi episodi.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di chiarire meglio … Cos’è Sense8? Perché una persona dovrebbe passare ore davanti allo schermo del pc per guardare una serie televisiva così fuori dai canoni? Perché immergersi nel mondo dei sensate quando ci sono tante altre serie tv che scalpitano e attendono, di genere magari più noto e globalmente seguite come quelle storiche, quelle poliziesche, quelle drammatiche?

Allora, ecco che in questo articolo troverete alcune ragioni che spero serviranno da interruttore per far scattare in voi, che ancora non siete fans della serie, il desiderio e la voglia di scoprire qualcosa in più e di vedere con i vostri occhi questa produzione assolutamente meritevole e originalissima.

Il primo punto forte di Sense8 è senza ombra di dubbio la sigla.

La colonna sonora è priva di parole, pura musica lasciata scorrere su immagini che scivolano via e fanno vedere il mondo: un mondo fatto di luci, metropoli, grattacieli, ponti, lusso ma anche un mondo fatto di baracche, deserti, campi e natura selvaggia. Sense8 è tutto questo, senza esclusioni. Sense8 è il mondo, racconta il mondo, presenta il mondo, abbraccia il mondo con le sue diversità, i suoi colori, la sua gente, i suoi ambienti.

Un secondo motivo è il cast.

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Un cast davvero speciale che ruota attorno a otto personaggi diversi, totalmente agli antipodi sia dal punto di vista caratteriale sia dal punto di vista spaziale, legati però tra loro da un qualcosa.

Altro motivo per seguire questa serie è il fatto che riesce ad inserire, all’interno della trama, elementi reali e concreti. Su tutti, un esempio lampante è quello legato a Capheus, uno degli 8 protagonisti, il nostro Van Damme dalla pelle scura che, come ormai molti sapranno, ha cambiato volto (rispetto alla prima stagione, con Aml Ameen, ad interpretare il personaggio africano troviamo ora Toby Onwumere). La maestria di una sceneggiatura impareggiabile, tra le migliori del panorama contemporaneo, sta già qui, nell’inserire, all’interno della storia, questo cambio a livello di cast con una semplice frase, detta quasi sottovoce.

I volti cambiano, ma i cuori no.

Ma questo non è un caso isolato e sono molte le frasi che restano impresse, i motti che Lito (Miguel Angel Silvestre), Nomi (Jamie Clayton), Riley (Tuppence Middleton), Hernando (Alfonso Herrera) e altri impersonano e rendono così veri da essere quasi palpabili al tatto.

L’impossibile è a un bacio di distanza dalla realtà.

Strettamente legata a questo concetto è poi la scena a mio parere più forte, straziante e devastante che è sense8stata inserita all’interno dello speciale di Natale (non fraintendetemi: l’intera stagione I è ricca di spunti, ma questa è davvero una delle scene più potenti e, allo stesso tempo, devastanti di tutto il percorso). Lito (Miguel Angel Silvestre) si ritrova schiacciato, chiuso, oppresso in auto, senza possibilità di difese, senza possibilità di fuggire da accuse che, a rotazione, coinvolgono tutti i Sense8 e che, agli occhi degli spettatori, appaiono assurde, limitate, fuori dal mondo. Fa letteralmente schifo pensare che oggi, nel 2017, accadano ancora cose del genere, che la gente venga etichettata con epiteti più o meno veritieri legati alle preferenze sessuali, al lavoro che svolgono, all’aspetto fisico. Ancora una volta, dialoghi perfetti e frasi concise riassumono il tutto e racchiudono un’assoluta verità che prende corpo davanti ai nostri occhi in una serie televisiva che NON dovete perdere e che culmina con il grido straziante di Lito:

Chi se ne fotte di chi fotto.

Un’ulteriore scena che per me entra di diritto nell’Olimpo delle best scenes ever è, senza dubbio, quella legata alla canzone What’s Up di 4NonBlondes. Vi lascio qui il video perché … Beh … Guardatelo e basta. L’assoluta meraviglia!

In conclusione, non lasciatevi scoraggiare da un inizio un po’ lento, a tratti contorto, che avviluppa i primi episodi: l’inizio è complesso e va spiegato, con attenzione e con dettagli che sbocceranno più avanti, in un coro di voci polifoniche che insieme creano una magia assolutamente destabilizzante e potentissima. Ma merita. Merita ogni singolo momento.

Quindi … Segnatevi questa data: 5 Maggio 2017. Riparte Sense8. Riparte con la season 2. Se quindi volete stare al passo, e non avete ancora visto nulla di tutto ciò, datevi da fare. Se l’avete già vista, fate come me: rispolverate il tutto, riguardatela e siate pronti! 5 Maggio 2017 … -7 giorni!

Rachel

© Rachel Sandman

SFOGLIANDO IL MONDO … #4

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Oggi … Nuovo appuntamento, un po’ particolare, con la rubrica Sfogliando il mondo

Ho scelto di parlarvi, oggi, di una cosa magari futile, magari banale, magari assolutamente (o decisamente) superflua ma …

Avete presente quelle giornate in cui avete bisogno di togliervi uno sfizio? Quei piccoli piaceri che vi concedete anche se non sono necessità?

Beh … A me succede, talvolta … Ok, forse più spesso di quanto non vorrei ammettere! Detto ciò … Ora vi mostro il mio ultimo acquisto.

Dovete sapere che l’altro giorno, giovedì scorso per la precisione, mi sono inoltrata nel fulcro di viuzze e viottoli di Torino, nella zona di Vanchiglia, Santa Giulia e via Bava.

Per chi non è pratico, è il quartiere che ruota attorno a Palazzo Nuovo, l’università di Torino, sede delle facoltà di lettere e filosofia.

Nota a metà pagina … Se volete una descrizione dettagliata dell’atmosfera che si respira qui, vi consiglio la lettura dei romanzi di Elle Eloise (i primi due volumi della serie How to disappear completely sono già disponibili grazie alla Delrai Edizioni e, se ve lo siete persi, potete dare un’occhiata al post in cui vi parlo del primo romanzo qui). Non ve ne pentirete!

Ma torniamo a noi: ero in attesa dell’arrivo della mia relatrice per la consegna definitiva (sentite i cori e le voci angeliche che cantano l’Hallelujah e gioiscono??) della mia tesi magistrale …

… Quando … #BOOM! La vetrina che non dovresti mai vedere se vuoi conservare intatto il portafoglio.

Avete presente quelle piccole botteghe di una volta? Quelle che danno direttamente sulla via, con poco spazio a disposizione per esporre, in una piccola vetrina, i prodotti che vendono all’interno e che, una volta dentro, presentano uno spazio che risulta allo stesso tempo angusto e accogliente?

Bene … La Cartoleria Cauda è proprio questo: un piccolo gioiellino che sembra uscito da un tempo antico, ricco di oggetti originali e che, sinceramente, non avevo mai visto altrove.

Innanzitutto, vende i pennini! Cioè … Non potete capire la meraviglia! La signora prima di me ha acquistato al nipote, fresco fresco di visita al Museo della Scuola di Palazzo Barolo (altro luogo da visitare se fate un salto a Torino!), proprio l’ultimo pennino e sentirle raccontare aneddoti della sua infanzia, così come accenni alla sensibilità non comune e scontata che appartiene al nipote, mi ha davvero fatto sorridere.

Poi sono arrivata io e … Ok, il mio acquisto non sarà tanto nobile ma … Io adoro le tinte pastello e tutto ciò che è tenue (soltanto le ciocche dei miei capelli e le camicie a quadrettoni sono sgargianti, insomma). Inoltre, ho una vera e propria mania per l’oggettistica e la cancelleria quindi, capite bene che vedere lì, in vetrina, cinque evidenziatori … Giallino, verdino, azzurrino, rosino e arancino … Disposti in modo geometrico …

Capite? Sembravano davvero urlarmi: Prendici!!! Ti prego!

17238608_1304404729642186_425257035_nOvviamente … Eccoli qui! (Notare la pianificazione dei post del blog molto artigianale, nel foglio sotto).

Non potevo lasciare risuonare a vuoto il grido di quei poveri e carinissimi evidenziatori! Ora, sono Stabilo, quindi presumo che chiunque li trovi ovunque ma se siete in zona … Andate alla Cartoleria Cauda. Merita davvero! Si trova, precisamente, in via Sant’Ottavio 47/E e no, vi assicuro che non mi ha promesso una scorta di penne gratuita per questo post (magari!): non credo che la signora sia a conoscenza nemmeno dell’esistenza di questo blog!

Quindi, se vi capita, fateglielo sapere VOI!

Un bacione!

Rachel

© Rachel Sandman

8 Marzo – Women’s Day #4

sfogliando-il-mondoSiamo arrivati, ora, all’ultimo post di questa giornata …

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Spero che questa iniziativa vi sia piaciuta, vi abbia fatto divertire, vi abbia fatto riflettere e, perché no, vi abbia fatto conoscere queste fantastiche DONNE in un modo nuovo, diverso, senza il filtro delle loro storie.

Ringrazio infinitamente Marta Savarino, Cecile Bertod, Paola Garbarino, Elisa Gentile, Karen Waves, Jenny Anastan, Lisa Arsani, Aina Sensi, Elle Eloise, Benedetta Cipriano, Francesca Cani, Simona Friio, Debora C. Tepes, Carmen Bruni, Elle Caruso.

Tutte autrici fantastiche, tutte scrittrici che, personalmente, conoscevo, chi più chi meno, solo attraverso le loro opere e che ho voluto coinvolgere in questa mia iniziativa in onore delle DONNE. Tutte autrici e penne della letteratura italiana contemporanea.

Ho qui il piacere di lasciarvi con due ultimi pensieri, due ultime risposte che ho ricevuto, del tutto inaspettatamente (avevo inviato loro la domanda, da sfacciata quale sono, ma MAI mi sarei aspettata una risposta!).

Ad essere state così gentili e disponibili sono state due delle autrici più in voga e seguite del panorama internazionale odierno.

Due autrici americane, edite in Italia da Newton Compton Editori Harper Collins, che, per formazione, stile di vita e provenienza, descrivono una situazione simile a quella raccontata dalle scrittrici nostrane, ma non identica.


Being a female writer is, I’m sure, similar to being a male writer. We all pretty much work at home on our own. There are no office politics, and since I write romance, there isn’t much diversity in who my fellow authors are. Most of us are women. Now on social media, there is a stark difference. Gearge R.R. Martin, Stephen King, and Neil Gaiman can all voice their opinions pretty freely and not lose readers. People respect them for it. They can even voice their opinions about other authors. Most women can’t do that. If we do, we’re seen as bitches. We have to keep a level head in public and never come off as catty, because a man can get a way with behavior that will be seen as childish in a woman. The pressure of maintaining a public persona is very deep for female authors. Even J.K. Rowling. She always handles haters to her opinions with humor. She has to make people laugh while serving them truth or else the public will see her as toxic and immature. Someday I hope to be able to be me without fear that something I say will be misconstrued. Work hard until you no longer have to introduce yourself, right?

[Traduzione: Essere una scrittrice è, sono sicura, simile all’essere uno scrittore. Noi tutti, più o meno, lavoriamo a casa per conto nostro. Non ci sono quindi politiche e regole d’ufficio, e da quando scrivo romance, non c’è molta diversità rispetto ai miei colleghi autori. La maggior parte di noi è donna. Ora, sui social media, c’è una netta differenza. George R.R. Martin, Stephen King, and Neil Gaiman possono dar voce alle loro opinioni abbastanza liberamente e senza perdere lettori. Le persone li rispettano per questo. Possono, ugualmente, dire la loro per quanto riguarda gli altri autori. La maggior parte delle donne invece non può farlo. Se lo facessimo, saremmo viste come streghe. Siamo costrette a seguire in pubblico una linea guida e mai apparire come invidiose, perché un uomo può mantenere un comportamento, che sarebbe visto come infantile se tenuto da una donna. La pressione di dover sostenere la figura pubblica è molto alta per un’autrice donna. Anche J.K. Rowling deve trattare gli haters con humor. Deve far ridere le persone invece di dire chiaramente la verità o altrimenti il pubblico la vedrebbe come una persona immatura. In futuro spero di essere capace di essere me stessa senza temere che qualcosa che ho detto sarà frainteso. Lavora sodo affinché tu possa presentare ed essere te stessa, giusto?]

Penelope Douglas

[autrice di Mai per amoreDa quando ci sei tuLa mia meravigliosa rivincita, Non riesco a dimenticartiOdiami come io ti amo]


Hmmm … honestly I don’t use my gender as a classifier for what I do. I’m an author…plain and simple. I don’t write for one gender or the other … even though what I write is so heavily marketed to women. Honestly being any kind of writer in 2017, if it is your profession, is finding the fine line between what is marketable, sell-able and on trend … and making that something you want to write. Making a story that is for BOTH you as the creative force and one that will appeal to the consumer. Being an author is as much about passion as it is promotion and persuasion anymore.

[Traduzione: Hmmm … Onestamente non uso il mio genere come un classificatore per ciò che faccio. Sono un autore … chiaro e semplice. Non scrivo per un genere o per un altro … Anche se ciò che scrivo è pesantemente indirizzato per un pubblico femminile. Onestamente essere un qualsiasi tipo di scrittore nel 2017, se è la tua professione, consiste nel trovare la giusta linea verso ciò che è vendibile, attraente o alla moda … e rendere questo qualcosa ciò che tu vuoi scrivere. Creare una storia che è sia per te stessa in quanto forza creativa sia un qualcosa che attrae il consumatore. Essere un autore è quindi passione tanto quanto promozione e persuasione, allo stesso tempo.]

Jay Crownover

[autrice di Oltre le leggi dell’attrazione e della Tattoo Series, Bad Love e della Saints of Denver Series]


Thank you so much, Pen and Jay, to give me these answers and to make my first #March8th of this blog so international and so amazing!

Grazie a tutti voi che avete contribuito a questa iniziativa, grazie a tutti voi che avete letto tutte le ‘tappe’, grazie a TUTTI, indistintamente.

E oggi, più che mai, vorrei sottolineare come le donne, insieme, possono creare cose meravigliose. #PinkPower

Rachel

© Rachel Sandman

8 Marzo – Women’s Day #3

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Terzo appuntamento per l’iniziativa in onore della giornata internazionale della DONNA. Vi siete già stufati?

Spero proprio di no!

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La domanda è sempre la seguente:

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Ecco però nuove risposte, scritte da DONNE che si sono prese qualche minuto e hanno acconsentito a partecipare a questa mia piccola iniziativa.


Essere una donna nel mondo dei libri non è sempre facile, soprattutto quando si scrivono romanzi storici. La tentazione di dare più credibilità a un uomo rispetto che a una donna in questo particolare ambito è ancora molto forte nei lettori, purtroppo. Wilbur Smith e Ken Follet possono scrivere scene d’amore, violenza, viaggi e battaglie, facendolo accettare al lettore il loro romanzo, anzi, elevandolo e rendendolo fruibile a un pubblico più vasto. Una donna difficilmente riesce a fare altrettanto perché è meglio che continui a concentrarsi sulla storia d’amore. Mi sono sentita rispondere: “la storia alle lettrici non interessa” e anche “quello che scrivi non è adatto a un pubblico femminile”. Ma ho sempre continuato per la mia strada e trovato molte persone in gamba (editor, agente, casa editrice e lettrici) che mi apprezzano e mi incoraggiano proprio per quello che faccio e come mischio storia, amore, eroismo e battaglie. Ma essere una scrittrice oggi significa fare quello che veramente si ama, poterlo fare e poter manifestare quello che siamo e pensiamo, e ragazze, non è scontato! Non lo è affatto! Mi arrabbio tutte le volte che qualcuno giudica Jane Austen una lettura di serie B e non un classico della letteratura (segno che ancora una volta la storia d’amore è balzata davanti alla critica sociale, alla sua arguzia, alla sua rappresentazione di un universo femminile che non aveva avuto voce), questo sì, ma ricordiamoci sempre quanto più fortunate di lei siamo al giorno d’oggi.

[Francesca Cani, autrice di Tristan e Doralice Jonas e Viridiana]


Essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri è entusiasmante, ma faticoso. Devi saper stare al passo con i tempi e soprattutto metterti in gioco, relazionarti con il pubblico e saper gestire bene i Social, indispensabili per farsi conoscere e interagire con i lettori. Distinguersi non è facile, ma credo che l’essere se stessi, l’umiltà e la costanza alla fine ripaghino. Essere una scrittrice è favoloso, almeno per quanto mi riguarda. Vivi la vita, ma anche quella dei personaggi di cui scrivi. Sono emozioni forti, sensazioni che ti regalano momenti indimenticabili e di cui è giusto fare tesoro. Sono editore di me stessa quando pubblico in self, quindi posso solo dire che è indispensabile provare a essere gli impreditori di se stessi, perchè oggi è giusto avere una visione di come funzioni l’editoria a 360°. Essere una blogger è costruttivo, ti permette di conoscere le opere di scrittori in erba e relazionarti con loro. Ma è anche un lavoro di responsabilità e onestà verso chi legge. E purtroppo non sempre questa paga. Nessuno vorrebbe che il proprio romanzo subisca critiche o valutazioni da una stellina, ma tutto dipende da come la blogger sia capace di impostare la propria recensione. Ci vuole capacità di giudizio e educazione, nel rispetto dell’autore e del tempo che ha speso per la stesura del libro.

[Simona Friio, autrice di L’Amore ti ha trovato e Magar Mulieres – La seduzione del male]


Quando fai ciò che più ami al mondo, ovvero riportare su carta i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, quando dai vita ai personaggi che affollano la tua mente, ci si sente benissimo, è come camminare a dieci metri dal suolo. Purtroppo, oggi non è semplice emergere nel mondo della scrittura, ci sono molti fattori, che non sto qui a elencare, che non ti permettono di arrivare dove vorresti. Eppure, è la forte passione a smuovere il mio animo, a spronarmi, a impormi di continuare a fare ciò che amo, perché, diciamocela tutta, in alcuni momenti ti assale la voglia di mollare. Ma l’amore per i libri, per la letteratura non finirà mai. Io sono cresciuta tra i libri, ho studiato lettere: i poeti e gli scrittori sono il mio pane quotidiano, mi sentirei persa senza. Questo è il mio mondo e sono estremamente felice di farne parte.

[Debora C. Tepes, autrice di PredestinedSono sempre stata tuaSei tu il mio paradiso]


Come ci si sente a essere scrittrice? È qualcosa di magnifico. Nel mio piccolo ho la possibilità di rappresentare tante ragazze e attraverso la mia fantasia raccontare le loro storie. Posso lasciare qualcosa di concreto oppure semplicemente la base di un sogno. E sappiamo quanto sognare sia fondamentale.

[Carmen Bruni, autrice di Questione di cuoreNon amo che teGuarda dentro me Il mio imprevisto più bello]


La domanda mi fa venire in mente un libro che ho amato tantissimo e al quale sono molto legata, ovvero “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi. Ti spiego: credo che il fatto di essere una donna e una scrittrice ai nostri giorni e nella nostra società sia ormai una realtà consolidata e che quindi non susciti più (fortunatamente!) il clamore che avrebbe potuto provocare ai tempi delle sorelle Brönte, che arrivarono a scrivere sotto pseudonimo maschile per essere prese sul serio dal pubblico di allora. Credo o almeno voglio sperare che agli occhi dei lettori la figura di donna sia ormai perfettamente conciliabile con quella di intellettuale, senza pregiudizi e discriminazioni di sorta. Se questa però è una condizione che noi diamo ormai quasi per scontata, di contro esistono tuttora realtà in cui le donne devono ancora lottare per la loro indipendenza, per la loro libertà di pensiero ed espressione e per la parità dei sessi. Io ho preso piena consapevolezza di queste realtà leggendo il romanzo della Nafisi, nel quale la scrittrice parla della sua condizione di donna intellettuale, di professoressa nonché di scrittrice, in un paese come l’Iran, che da questo punto di vista negli ultimi venti anni è regredito di diversi secoli rispetto alla società occidentale. Penso perciò a tutte le donne che ancora oggi nel mondo combattono per difendere il loro diritto alla cultura e la loro libertà di espressione e mi sento davvero molto fortunata sotto questo punto di vista, perciò il mio pensiero quando ho letto la tua domanda è subito andato a loro. Concludo permettendomi di consigliare la lettura di questo libro, credo sia un bel modo per celebrare questa Festa della Donna.

[Elle Caruso, autrice di Attraverso l’obiettivoL’ultimo ballo Emerald Gloom]


Resta soltanto un ulteriore appuntamento … Un po’ diverso dai precedenti …

Siete pronti?

Restate sintonizzati!

Rachel

© Rachel Sandman

8 Marzo – Women’s Day #2

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Eccoci arrivati al secondo appuntamento in questa giornata in cui celebriamo la donna!

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Per tutte le infos … Rimando al primo post odierno. Ma ora, sotto a chi tocca. La domanda è sempre la stessa …

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Ecco altre risposte … Scritte proprio da alcune delle penne della letteratura contemporanea.


Essere una donna è bello a prescindere, a parte quella volta al mese in cui odiamo tutto e tutti. Comunque mi piace essere un’autrice (ci provo più che altro a esserlo) in questo mondo libresco. Non è facile, sia chiaro, ma le cose semplici non danno lo stesso appagamento. Comunque è magnifico vedere quanto le donne o ragazze oggi leggano: io amo davvero leggere, anche se non è la mia sola passione, ma confermo che mi piace far parte di questo mondo.

[Jenny Anastan, autrice di Resta con meCantami d’amoreReality LoveLove Me e Se il nostro amore non basta]


Ora come ora faccio ancora un po’ di fatica a definirmi una scrittrice e di sicuro non lo sbandiero ai quattro venti, perché sto vivendo questa nuova esperienza quasi come in un sogno e ho paura che lo scetticismo delle persone che non condividono la passione per i libri possa risvegliarmi bruscamente. In questi ultimi mesi, da quando ho pubblicato e cominciato a frequentare i gruppi letterari, ho scoperto un universo in larga parte femminile che, come nella vita reale, è costellato di donne squisite con le quali è un vero piacere conversare di libri e di tutto il resto ed altre che, diciamo così, sgomitano a più non posso per raggiungere il loro obiettivo …

[Lisa Arsani, autrice di Melagrana e cocci di bottiglia]


Rappresentare le donne in una favola nel 2017 non è semplice, per lo meno nei contesti che ho scelto di descrivere finora. Amo sperimentare, sia nei generi che nelle ambientazioni, e cerco di evitare i cliché per raccontare delle storie non convenzionali, con donne dominanti o relazioni non volute o contrastate. Tuttavia, mi sono resa conto che, alla fine di tutto, il messaggio che trasmetto è sempre coerente con i miei valori di base, che (senza alcun legame con credenze religiose) sono fortemente legati alla famiglia, alla maternità e alle relazioni durevoli. È strano. Anche ora che lo sto scrivendo, ho la sensazione di dirlo come se dovessi giustificarmi. Forse perché questi valori, per me, vincono su libertà e indipendenza. Per me, insomma, la coppia vince rispetto al singolo, l’impegno vince sull’autonomia, e questo non è propriamente un’idea femminista. È complesso raccontare storie che parlino alle donne quando le donne a volte negano se stesse, la propria femminilità, e si sentono in colpa quando provano emozioni che la società relega a bisogni secondari, sottostimati, o addirittura arcaici. Credo che dovremmo smetterla di giudicarci l’una con l’altra. Credo che ogni donna sappia cos’è giusto e cosa sbagliato, e che non dovrebbe sentirsi in colpa per avere fantasie perverse. Neppure per il fatto di realizzarle, direi. E credo che non dovrebbe sentirsi in colpa per non provare alcuna fantasia perversa, e per desiderare invece qualcosa di ordinario, ma al giorno d’oggi così speciale: un uomo che la ami, dei figli, un rapporto che duri tutta la vita. Credo che sia giusto lottare per avere le stesse opportunità degli uomini, ma avere l’opportunità non ci deve rendere schiave di un modello da ricalcare. E credo che non sia nostro compito entrare in competizione con gli uomini e renderli inermi. Non sono nostri nemici, non la voglio una società senza uomini. Perché non funzionerebbe stare senza di loro, non ci serve emanciparci da loro così tanto da farne senza. Gli uomini servono a noi almeno quanto noi serviamo a loro. Dobbiamo accettare questa dipendenza e questa vulnerabilità senza negarla, perché è reciproca, ed è ciò che dà significato alla nostra vita. Come esseri umani.

[Aina Sensi, autrice di L’ultima primavera di Kore]


Cosa significa essere donna e scrittrice nel 2017? Per me è la massima espressione di me stessa e della mia femminilità, femminilità che nella vita di tutti i giorni rimane ancora un po’ nascosta. Sì perché essere donna vuol dire anche essere consapevoli della propria femminilità, senza necessariamente emulare (il bello e il brutto) dagli uomini. La mia femminilità e la mia consapevolezza come donna si esprime soprattutto attraverso la scrittura. Perché essere donna nel 2017 significa ancora oggi “emancipazione”, “libertà di pensiero”, e io mi sento completamente libera di esprimermi solo attraverso i miei romanzi e con uno pseudonimo. Non perché scrivo erotici, non lo sono, ma perché parlano di me e delle mie introspezioni, parlano di una donna del ventunesimo secolo “con tutte le sue sfumature, la sua immaginazione, le sue insicurezze, la sua forza, la sua fragilità, le sue contraddizioni, ma completamente se stessa”, come direbbe uno dei personaggi dei miei romanzi. E se nella vita di tutti i giorni forse non sono ancora riuscita a trovare il giusto equilibrio tra essere ME ed essere parte del resto del mondo, attraverso la scrittura, le mie eroine, le mie storie di donne, sulle donne e per le donne, mi sento completamente “donna”. Forse un giorno troverò il modo di sentirmi “donna”, senza paure né insicurezze, anche camminando per strada, anche sostenendo una semplice conversazione, senza abbassare più lo sguardo, senza dover sorridere per forza. Quando avrò raggiunto questo vorrà dire che la mia scrittura mi sarà stata davvero d’aiuto.

[Elle Eloise, autrice di Apri gli occhi e comincia ad amare Tu che colori la mia ombra]


Vivere il mondo letterario oggi, nel 2017 è sicuramente diverso rispetto a qualche tempo fa. Per uno scrittore è indubbiamente più semplice condividere le proprie idee e farsi conoscere attraverso i social, al contempo però a volte questo contesto può farti sentire un po’ smarrito, ma quando questo accade bisogna ricordarsi che ciò che rende speciale il mestiere dello scrittore è la magia. La magia del raccontare, di regalare i propri pensieri, le proprie parole e parte del proprio cuore al lettore. È questo che fa sentire vivo chi scrive, sapere di poter essere sempre in qualche altro luogo, scappando via dalla realtà, raccontando le proprie storie,  mescolando cuore, mente e idee a ciò che si scrive, divenendone parte integrante della storia attraverso gli occhi di quei personaggi che s’impossessano del tuo sonno, delle tue ore libere, del tuo tempo. Scrivere è perdersi per poi ritrovarsi. Scrivere è come partire per un viaggio, con uno zaino in spalla e l’anima pronta a riempirsi di emozione.

[Benedetta Cipriano, autrice di Lacrime in collisione e Torn away from you]


A presto con il terzo post in cui saranno raccolte le idee, i pensieri e le riflessioni di altre DONNE librose.

#StayTuned

Rachel

© Rachel Sandman

8 Marzo – Women’s Day #1

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Buongiorno!

Oggi, all’interno della rubrica Sfogliando il mondo, un progetto particolare e tutto al femminile!

Scorrete più in basso e leggete questo che sarà il primo di quattro post, realizzati in occasione della giornata internazionale della DONNA.

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Questo blog è un angolo digitale in cui spesso si chiacchiera di libri, di arte, di storie. Io sono una donna, la maggior parte delle persone che passano, commentano e leggono i miei articoli o recensioni sono donne, i libri che leggo sono scritti molto spesso da donne. Allora, grazie a una scintilla inaspettata partita da una persona conosciuta da poco (che ringrazio ancora) mi sono detta … Perché non chiedere proprio a loro, a queste donne scrittrici, editori, autrici, lettrici, blogger, com’è essere donne nel 2017. Ecco quindi che ho inviato la stessa domanda a tutte, ovvero:

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Hanno risposto in tante, cosa che sinceramente non mi sarei mai aspettata! Ecco quindi che la mia iniziale idea di fare un singolo articolo è andata direttamente a farsi benedire e la Giornata internazionale della Donna qui, su Rachel Sandman Author Blog, sarà interamente dedicata a loro: alle autrici, alle blogger, agli editori donna che hanno voluto partecipare e che mi hanno permesso di creare un vero percorso a più tappe, di cui questo articolo è solo il primo tassello (quindi, restate tutti sintonizzati).

Ma ora … Basta parlare. Lascio volentieri la parola a loro … Alle DONNE che scrivono, alle DONNE che amano, alle DONNE che lottano, alle DONNE che lavorano. A Voi!


Sensazione fantastica e a volte, non sempre, gratificante. Peccato non venire ancora prese sul serio!

[Marta Savarino, autrice di Ho sempre voluto te e di Tutta colpa del tè]


Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri?
Un po’ tipo fortino medievale. Difendi la torre con gli arcieri e tieni d’occhio il nemico. Uomini non se ne avvistano. Draghi rosa destinati alle ballate dei giullari in piazza, vecchie leggende dell’Isola che non c’è più. Si narra… Hai presente? Per il resto non so, confiniamo con i gialli. Ma so che in quelle lande regna la pace e l’armonia.
Come ci si sente ad essere una scrittrice?
Come ci si sente a non esserlo, immagino. Almeno vale per me. La mia vita è cambiata, ma quello che sono è rimasto lo stesso. Stessi casini. Stesse problematiche di ieri, stesse reazioni al contesto. Forse incrementato l’isterismo. Ma credo sia più legato all’età. Gli acciacchi che aumentano. Faccio il salvadanaio per la fascia anti-sciatica, mi porto avanti col lavoro, diciamo.
Come ci si sente ad essere un editore?
Immagino dipenda dall’editore. Per dire, l’editore della Rowling secondo me sta proprio bene. Anzi, se per caso è in cerca di una moglie, mi candido solo per non lasciarlo da solo. Nel senso, magari ha difficoltà a socializzare, io di mi accontento di poco. Un attico a Londra, un barboncino cotonato. E, ora diciamocelo, come cucino io la parmigiana ce ne sono poche… Quindi così, se magari vi contattasse, lascio il mio numero allegato.

[Cecile Bertod, autrice di Non mi piaci ma ti amoTutto ma non il mio tailleurTi amo ma non possoDopo di te nessuno maiTu mi appartieni]


Essere una donna nel 2017 è ancora difficile, sotto certi aspetti, quanto lo era nei secoli passati. La società in cui viviamo è ancora di stampo maschilista e la violenza sui più deboli è purtroppo ancora una terribile realtà. Tuttavia, avendo avuto l’opportunità di vivere in altre parti del mondo, ho potuto constatare quanto alcune cose cambino da una cultura all’altra. In Europa, almeno a livello legale, esiste la parità dei sessi e questo è un passo enorme in avanti, anche se molte cose devono ancora compiere lo stesso passo non solo sulla carta ma nella mentalità della gente. Dove vivo adesso molte donne non hanno la libertà di mostrare il proprio volto e quando io, come le altre expat, ci muoviamo nel loro mondo, mi chiedo che cosa vedano in noi, se arrivino a detestarci o a invidiarci per il modello culturale che gli mostriamo liberamente. So che se fossi nata in un altro luogo del mondo, uno come questo, non avrei avuto le stesse possibilità e gli stessi diritti di cui godo come cittadina italiana, come donna europea. Guardo le mie figlie e so che cresceranno in una cultura libera e spero che le cose saranno migliori, col tempo, che si arrivi a una cultura più illuminata, anche se forse ci vorranno altri secoli e nessuno di noi sarà qui per vederlo.

Per quanto riguarda essere una scrittrice, so che il mondo dell’Editoria, come molti altri, è maschile e so di autrici che usano uno pseudonimo maschile e spesso anglofono per pubblicare; qualcosa che io non ho mai preso in considerazione. In questo periodo vedo un forte controsenso nella lotta della nostra società per la parità , per fermare il fenomeno del Femminicidio e poi molte lettrici perdono la testa per personaggi letterari assai discutibili, maschi egoisti, maschilisti sino al midollo, spesso violenti, spesso stalker. Mi piace leggere e fare voli pindarici ma non mi è mai piaciuto immaginare in questo senso, non è qualcosa che mi faccia sognare. Questa massa di lettrici decreta successi, capolavori, romanzi assai discutibili, con personaggi tremendi che nella vita reale verrebbero dileggiati. Da scrittrice so che se scrivessi anch’io questo genere, delineando personaggi simili, avrei più vendite ma è qualcosa che non posso fare, io non riesco a scrivere solo per seguire l’onda del momento. In uno dei miei romance ho inserito un tradimento, qualcosa che avviene dopo tre libri, un atto molto sofferto e ho ricevuto molte critiche per la protagonista che cade in questa debolezza. Scommetto che se le parti fossero state invertite, se fosse stato lui a cadere, le lettrici lo avrebbero maggiormente compreso e scusato. E credo che questo accada anche tra le mura delle nostre case, perché molto spesso il gran passo in avanti di cui ho parlato prima, siamo noi donne per prime che non l’abbiamo compiuto dentro di noi.

[Paola Garbarino, autrice di Come la coda delle cometeprimo capitolo della Stars Saga]


 Io sono orgogliosa di essere donna, e non lo dico solo perché si avvicina l’8 di marzo, ma perché davvero amo esserlo. Amo essere intraprendente, amo prendermi cura di me e delle mie passioni, amo poter scoprire sempre cose nuove che mi offre il mio lavoro… Essere una scrittrice, nel 2017, non è affatto cosa facile. Devi batterti ogni giorno per le tue idee, devi guardarti le spalle, ma io penso non ci sia mestiere migliore. Amo la scrittura fin da bambina e non desideravo fare altro: scrivere per me vuol dire esprimersi. Come scrittrice, amo il mio modo di scrivere e il mio modo di esprimermi. Come editore di me stessa, amo sperimentare sempre limiti nuovi, progettare le copertine, sponsorizzare il mio lavoro e capire quanto vale. Penso sia questo il vero valore della vita: testare i propri limiti inseguendo i propri sogni, e giuro che lo sto facendo bene – spero!! Ciò che mi manca è essere una Blogger, ma ci arriverò. Per ora ho diverse storie da sviluppare, e tanto da scrivere.

[Elisa Gentile, autrice della Trilogia delle BugieVoglio Noi e la Vertigine Series]


Scriveva Virginia Woolf, un bel po’ di tempo fa: “Voglio dire, che cos’è una donna? Io non lo so, ve lo assicuro. E non credo che voi lo sappiate. Non credo che nessuna donna lo può sapere finché non si è espressa in tutte le arti e in tutte le professioni aperte al talento umano.” Mi sembra la citazione perfetta per l’8 marzo, non trovi? Spiega perfettamente quale dovrebbe essere l’obiettivo di ogni donna.
Non so come sia “essere donna” nel 2017 all’interno del mondo dei libri. Voglio dire, per citare Virginia, so com’è essere Karen Waves, che potrebbe essere chiunque, anche un uomo. Posso dire, però, che l’uguaglianza di genere non è stata raggiunta nemmeno nel mondo delle lettere, figuriamoci altrove: le donne leggono di più, ma hanno meno visibilità, sono meno recensite, hanno meno attenzioni dei colleghi maschi. Nel piccolo mondo del self-publishing italiano, nel quale il romance spopola nelle classifiche degli e-book più venduti, si tende a dimenticare la realtà discriminatoria al di fuori, ma quella è, e bisognerebbe lavorare per cambiare le cose, senza rimanere all’interno della propria bolla. Che ci protegge, ci rassicura, ma ci isola anche, mostrandoci una visione assolutamente parziale.
Per quanto riguarda la scrittura, invece, penso sia un privilegio, come qualsiasi altro “talento” artistico. La possibilità di articolare il pensiero, inventare storie, creare “persone”… è meraviglioso. E la parte migliore e più gratificante è l’interazione con il pubblico, parlare con loro di ciò che hai prodotto, delle location, della trama, dei personaggi che l’hanno popolata e “vivificata”. Ho già detto che è meraviglioso?

[Karen Waves, autrice di Le Cesoie di BusanIl titolista di BassanoBad GirlLa Mia Signora]


A presto con un nuovo post con altre DONNE librose!

#StayTuned

Rachel

© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #3

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Buongiorno e buona domenica a tutti!

Siamo giunti al terzo appuntamento di Sfogliando il mondo …

Oggi esco un po’ dagli schemi che seguo di solito per questa rubrica: non prenderò spunto da riviste o giornali. Non questa volta.

Ho deciso, al contrario, di raccontarvi una piccola realtà concreta e attuale.

Dovete sapere che ai piedi del Monviso (forse, anche un po’ più in là, ma la frase era troppo poetica per non usarla), più precisamente tra la città di Saluzzo e quella di Torino, c’è un piccolo paesino, molto spesso (e, devo dire, oggi non fa eccezione) quasi completamente immerso nella nebbia: Moretta. Inglobato nella provincia di Cuneo, è famoso per … Beh, forse non per molte cose: per la Fiercappone di Natale, per il gemellaggio con Vouneuil-sous-Biard, per la festa di Ferragosto con tanto di spettacolo pirotecnico annesso e … Credo per nient’altro ma, quello di cui vorrei parlarvi, oggi, è una piccola realtà nata da poco meno di due anni e che appartiene proprio a questo piccolo paese piemontese.

Si tratta di un gruppo di volontari pieno di inventiva e assolutamente eterogeneo legato alla Biblioteca Civica ‘B. Millone’ e a cui ho l’onore e il piacere di fare parte (e no, il mio giudizio non è assolutamente di parte, credetemi).

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Ora, mi direte voi, perché parlare di tutto questo? Lo so, voi lettori siete sparsi qua e là per l’Italia, credo che pochissimi siano addirittura i piemontesi qui presenti e fedeli followers del blog ma, sopportatemi: volevo parlarvi di questa cosa e amen.

Ecco quindi che arrivo al succo del discorso, al famoso ‘sugo della storia’ di manzoniana memoria e vi dico: oggi, in questo appuntamento, voglio raccontarvi di questo piccolo, ma poi nemmeno troppo (una quindicina di persone non sono poche, no?) gruppo che è una realtà viva e presente e che venerdì 27 Gennaio 2017, in occasione della Giornata della Memoria, ha organizzato una serata del Circolo dei Lettori per raccontare, ricordare, riflettere gli orrori dell’Olocausto attraverso una serie di romanzi, storie, ricordi e documenti di fatti brutali accaduti l’altroieri su questa terra malata e a poca distanza da noi.

Il Circolo dei Lettori, si sa, è un gruppo notoriamente composto, più o meno, sempre dalle stesse persone ma che, in questa particolare occasione, si è ampliato grazie alla presenza di facce nuove che hanno saputo cogliere il senso della serata e amalgamarsi in modo fantastico alla materia libresca e umana già presente.

Normalmente, è mio compito introdurre questo genere di serate e, devo dirvi la verità: la cosa è sempre causa di un’ansia pazzesca! Dire la cosa giusta, essere accattivante, non deludere … Insomma, ci sono una serie di fattori che entrano in gioco e che, in serate in cui il tema è particolarmente importante come quello del ricordo e della memoria, si amplificano e diventano quasi presenze assenti ma palpabili.

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Sono tuttavia serate che lasciano sempre il segno grazie agli spunti che vengono fuori, più o meno per caso, e grazie al desiderio comune di condividere e discutere con il rispetto per l’altrui pensiero, anche quando quest’ultimo va a contrastare il proprio.

Non voglio annoiarvi troppo e dilungarmi oltre. Vi lascio però qui di seguito alcuni dei titoli, più o meno noti, di cui si è parlato o si è letto degli estratti.

Un mio personale ringraziamento va a De Agostini Libri e alla Newton Compton che, grazie rispettivamente alla copia digitale di Il fabbricante di giocattoli di Liam Pieper (di cui vi ho parlato in modo approfondito qui) e alle copie cartacee di L’ultimo sopravvissuto di Sam Pivnik e I 300 di Auschwitz di Baba Schwartz, hanno reso il mio intervento più completo e contemporaneo.

Qui di seguito, trovate i titoli dei libri attorno cui i discorsi sono ruotati con le copertine dei vari romanzi.

image_bookda Se questo è un uomo, Primo Levi

… Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli …


Per NON dimenticare mai il passato, per riflettere sulla condizione del presente, per pensare.

Giornata della Memoria, Circolo dei Lettori di Moretta (Cn), venerdì 27 Gennaio 2017.

Rachel

© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #2

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Eccoci qua, un po’ prima del previsto, per il secondo appuntamento con la nuovissima e, spero, attualissima rubrica Sfogliando il mondo …

Dunque, oggi, come già nel precendente post (che, per chi se lo fosse perso, può trovare qui), vi parlo di un libro, un romanzo uscito ad Ottobre del 2016 e che, già dal titolo, si dimostra assolutamente presente alle dinamiche del mondo moderno.

Devo ammettere che la miccia che ha innescato in me la curiosità e la conseguente ricerca va fatta risalire, ancora una volta, al famoso quotidiano La Stampa, in particolare alle pagine di  Tutto Libri del 7 Gennaio 2017. Nell’inserto del sabato, infatti, è apparso un libro che, altrimenti, mi sarei quasi sicuramente persa!

Mi riferisco a Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra, di Sumia Sukkar.

Ringrazio inoltre la Casa Editrice Il Sirente che, ad una mia richiesta di maggiori informazioni, ha prontamente risposto e colmato alcune mie lacune (perciò grazie, grazie, grazie). Mi ha inoltre fornito copia digitale del romanzo pertanto … Davvero, datemi tempo qualche settimana e potrò parlarvi nuovamente e in modo ancora più approfondito di questo nuovo romanzo, a tratti poetico ma drammaticamente attuale.

il-ragazzo-di-aleppo-che-ha-dipinto-la-guerraIniziamo però ora a conoscerlo un po’.

Ad un primo sguardo, a mio parere, salta agli occhi in modo particolare la scelta grafica della copertina.

Voglio dire: è stupenda! Non trovate anche voi? Chiacchierando poi via mail con Chiarastella Campanelli, la curatrice di Altriarabi Migrante, collana della casa editrice Il Sirente (che, se non conoscete, andate a scoprire, perché pubblica dei veri gioielli di carta), ho potuto sapere che questa immagine è il frutto del lavoro dell’illustratrice Paola Equizi, a cui vanno i miei personali e sentiti complimenti.

La sovracitata Equizi è colei che segue l’aspetto grafico di tutta la collana Altriarabi Migrante, in cui, come avrete capito, è inserito Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra e che è dedicata ad autori europei con origine araba (sia nati sul suolo europeo sia arrivati in Europa già adulti).

In particolare, ho scoperto che i lavori di illustrazione nascono da un’interazione tra la Campanelli, curatrice della collana, e la Equizi, l’illustratrice: la prima legge i romanzi e, in un secondo tempo, consegna all’artista note che nascono dalla lettura delle storie e che l’artista traduce in immagini. Assolutamente geniale: in un mondo ormai governato da un’editoria in cui spopolano cover che poi non hanno nulla a che fare con il contenuto, devo dire che scoprire queste piccole ma fenomenali realtà è paragonabile ad una sana boccata di aria fresca. Un plauso a Il Sirente per questo!

Qui di seguito vi lascio infine con la trama, qualche infos scovata qua e là, il link d’acquisto e alcune note biografiche sull’autrice, Sumia Sukkar.

«Un reportage letterario pieno di colori da un luogo imprevedibile e spaventoso.»

Trama: “Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” racconta le intime sofferenze di una famiglia nel bel mezzo della guerra civile con un’empatia non comune, e con grande forza immaginativa. La storia è raccontata dal punto di vista di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger, che vuole capire il conflitto siriano e i suoi effetti dipingendo le sue emozioni, creando un reportage letterario pieno di colori da un luogo imprevedibile e spaventoso. Sumia Sukkar crede che il ruolo dell’artista siriano oggi “è essenziale, in quanto dobbiamo ritrarre la bellezza che ancora esiste in Siria, nonostante la guerra in corso. L’arte è un mezzo potente per esprimere molte cose, e attraverso il mio romanzo e i dipinti di Adam ho cercato di esprimere l’inesprimibile, perché ciò che può perdersi nella traduzione letteraria può rivivere attraverso l’arte”.

Adam dipinge, sogna la compagna di scuola «dagli occhi color Nutella» di cui ha dimenticato il nome, legge Morte a Venezia di Thomas Mann e nota che Gistav Aschenbach ha un nome grigio. [Tutto Libri, La Stampa, articolo di F. Paci]

Autrice: Sumia Sukkar (Londra, 1992) è una giovanissima scrittrice britannica, figlia di padre siriano e madre algerina. Essere una scrittrice è sempre stato il suo sogno, che è diventato realtà frequentando il corso di laurea in Scrittura Creativa, alla Kingston University di Londra, dove tra i docenti ha incontrato il Dr. Todd Swift – poeta britannicocanadese e direttore della Casa Editrice Eyewear – che, estremamente impressionato dai suoi scritti, ancora sotto forma di work in progress all’epoca, l’ha incentivata a perseverare offrendole un contratto di pubblicazione.

Link d’acquisto: https://goo.gl/ibhNQr

Alla prossima!
Rachel
© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #1

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Buona Domenica a tutti!

Oggi vi saluto con il primo appuntamento che dà il via ad una nuova rubrica che … Non sapevo nemmeno sarebbe nata.

Insomma, volevo scrivere questa sorta di segnalazione/riflessione ma poi mi sono detta: perché non renderla un qualcosa di un po’ più significativo di un articolo fine a se stesso?

Ecco dunque che nasce la rubrica Sfogliando il mondo, una insieme di spunti, analisi, discorsi (che spero diventeranno dialoghi e non monologhi) su argomenti di vario genere tratti dalla lettura di quotidiani o riviste o siti web.

Un cono di luce puntato sul mondo, su quello che ci circonda, sulle uscite cinematografiche, sui libri editi e scoperti per caso … Beh, avete capito credo (spero) …

Brevi accenni a fatti più o meno ordinari che non voglio passino sotto silenzio ma che cercherò, nel mio piccolo, di evidenziare qui; due righe su romanzi usciti da più o meno tempo e di cui, grazie ad un articolo letto per caso, scopro l’esistenza solo ora; eventi più o meno locali che vorrei valorizzare … Tutto questo e molto di più.

Ora però veniamo al sodo.


Il primo fatto di cui vorrei parlarvi oggi è il discorso di Michelle Obama, l’ormai (purtroppo) ex First Lady degli Stati Uniti d’America.

Il 6 Gennaio, in occasione della premiazione della school counselor dell’anno (ovvero la figura che in tutti i film o nelle serie televisive americane non manca mai, il consulente che aiuta i giovani nella scelta della facoltà universitaria e che li assiste negli anni del liceo), la Obama ha intessuto un’orazione fantastica e perfettamente incasellata nel meccanismo contorto che governa il mondo attuale. Ha parlato dell’importanza dell’istruzione, dell’importanza della diversità, dell’importanza del sogno americano (concetto a me personalmente molto caro e troppo spesso considerato ormai sorpassato).

Vi lascio qui alcuni estratti di questo discorso che, se non avete ancora avuto occasione, vi invito ad ascoltare per intero (la versione integrale nel video).

… questi ragazzi […] valgono, […] hanno qualcosa da offrire. Non importa da dove vengano, quanti soldi abbiano i loro genitori, non importa che aspetto abbiano, chi siano le persone che amano o il dio in cui credono, o quale lingua parlino a casa, loro hanno un posto in questo paese.

E parlando direttamente ai giovani …

… Sappiate che questo paese appartiene a voi, a tutti voi, a prescindere da quale sia la vostra origine o il vostro stile di vita. Se voi o i vostri genitori siete immigrati, sappiate che fate parte di una grande tradizione americana: il mescolarsi di nuove culture, talenti e idee che generazione dopo generazione ci hanno reso il più grande paese del mondo. […] Questo è il sogno americano. E se siete credenti, sappiate che la diversità religiosa è un’altra grande tradizione americana. […] Che siate musulmani, cristiani, ebrei, induisti o sikh, queste religioni insegnano ai nostri giovani che cosa sono la giustizia, la compassione e l’onestà, quindi io voglio che i giovani continuino a imparare e seguire questi valori con orgoglio. Vedete, la nostra grande diversità, le nostre diversità di fedi, colori e convinzioni non sono una minaccia a ciò che siamo: sono ciò che ci rende ciò che siamo.

Non lasciate che nessuno vi faccia sentire come se non contaste niente. Come se non ci fosse posto per voi nella nostra storia americana, perché voi ce lo avete un posto e avete il diritto di essere esattamente chi siete. […] Non abbiate paura, concentratevi. Siate determinati. Abbiate speranza. Credete in voi stessi e datevi la possibilità di una buona istruzione. Poi costruite un paese che si meriti le vostre illimitate capacità.

Penso non ci sia assolutamente altro da aggiungere.


Una seconda cosa di cui vorrei parlarvi in questo primo appuntamento di Sfogliando il mondo è, in realtà, un po’ un ritorno alle origini e si tratta di una segnalazione libresca.

_la-donna-dai-capelli-rossi-1481049975Nell’inserto Tutto libri del quotidiano La Stampa di ieri (7 Gennaio 2017), la prima pagina era occupata dalla presentazione di questo romanzo, un libro edito da Einaudi e che uscirà martedì 10 Gennaio 2017.

Si tratta di La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk.

Da come ho potuto capire leggendo l’articolo di Antonio Scurati, questo nuovo romanzo scritto dal premio Nobel del 2006 è intriso di contraddizioni e lacerazioni tanto nette quanto reali. La storia è ambientata a Istanbul, in cui convivono come una ferita immedicabile modernità e terrore. In essa si parla di laicismo e integralismo religioso, di civismo e terrorismo, senza tralasciare nulla (intellettuali turchi dissidenti, perdita di libertà civili, oppressione).

Vi lascio qui di seguito la trama del libro e il link d’acquisto.

Trama: È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell’attrice che sul palco sa trasformarsi nell’eroina sensuale e perduta dei poemi. Cem è solo un umile apprendista quando la vede per la prima volta: non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti. La donna dai capelli rossi è un romanzo d’amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un’ossessione capace di cambiare il corso di un’intera esistenza.

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai piú ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è lí che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna piú grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere piú felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.

Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l’Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo piú sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore.

Link d’acquisto: https://goo.gl/8WZnTO


Spero che non vi siate annoiati in questo viaggio nel mondo da me diretto. Vi aspetto, se tutto va secondo i piani, la prossima settimana con nuovi spunti e riflessioni Sfogliando il mondo!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman