GLI INTOCCABILI – THE UNTOUCHABLES #2

Buongiorno a tutti!

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Eccoci finalmente giunti al secondo appuntamento della rubrica ‘The Untouchables’.

Per chi non avesse assolutamente idea dell’argomento mensile, qui, solo per voi, sul mio blog, rimando al primo post in cui, con una breve introduzione, viene spiegato e rivelato il mistero.

Vi ricordo inoltre che la rubrica Gli Intoccabili NON è #SpoilerFree pertanto, se non volete rischiare di leggere dettagli che non volete sapere o anticipazioni … Non leggete questo post!

Quindi, dopo questa breve premessa … Veniamo a noi e al punto saliente … Chi avrò scelto questa volta?

Allora, una spiegazione è d’obbligo.

Dovete sapere che la sottoscritta (cioè io) è lunatica peggio di una biglia in vetro infrangibile: rotolo da un fandom all’altro, da un libro all’altro, da un genere all’altro a cadenza per nulla regolare e con curve e angoli pericolosi e per nulla accennati o previsti.

È da circa una settimana, ad esempio, che la mia personalissima playlist di Youtube ha visto il proliferare di video inerenti ad una determinata coppia di un determinato telefilm di una determinata saga tratta da determinati libri …

Vi ho confuso? Beh … Non era mia intenzione! Vi ho incuriosito? Questo era il mio intento quindi, lo spero vivamente.

Detto ciò … Ho scelto la lei di questa coppia come ‘Intoccabile’ di Gennaio (a fine anno potrei quasi fare un calendario con tutta questa bella gente … Chissà #PotreiMaAncheNo).

Qualche indizio?

È una donna.

È libera.

Ha i capelli rossi.

Avete già capito?

È proprio lei, Ygritte del Trono di Spade, la saga fantasy scritta e dilaniata da George R.R. Martin.

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Allora, perché ho scelto proprio lei?

Perché penso e ritengo che il suo personaggio sia uno dei migliori dell’intera serie basata sugli scontri tra la varie casate Stark, Targaryen e Lannister e, proprio per questo, non perdonerò MAI Mr. George per aver scelto un destino tanto devastante per lei.

Ma procediamo, come sempre, per gradi.

Chi non legge o segue la serie televisiva tratta da questi romanzi deve sapere innanzitutto che la Ygritte descritta nei libri (il suo personaggio appare per la prima volta ne Lo scontro del re) è alquanto diversa rispetto all’eroina magnificamente interpretata da Rose Leslie in Il trono di spade, nella seconda, terza e quarta stagione.

ygritte-2Nei libri viene presentata come una diciannovenne bassa per la sua età, magra ma tonica. La sua faccia è tonda, le mani tozze, il naso schiacciato, i denti bianchi ma storti. Come potrete intendere anche voi, non proprio una bellezza (cosa che, di certo, mal si accosta alla figura dell’attrice che, fortunatamente, è stata scelta per interpretarla).

Tuttavia, una cosa in comune, a livello fisico si intende, la Ygritte immaginata dallo sterminatore Martin e la Ygritte di Rose Leslie ce l’hanno: la chioma rossa, i capelli kissed by fire, baciati dal fuoco.

E già questo dettaglio è pura poesia.

Ho sempre adorato come George R.R. Martin sia riuscito a dare un’immagine tanto poetica di coloro che hanno la fortuna (sì, io li invidio moltissimo!) di nascere con il colore delle fiamme a ornare i capelli. Stranamente, per i suoi standard, una nota davvero felice e assolutamente indimenticabile.

Passando poi ad analizzare il carattere di questa eroina, alcuni indizi basilari si scorgono immediatamente analizzando il mondo da cui proviene, quello dei barbari, del Nord più freddo, in cui la tempra e la personalità sono elementi essenziali per sopravvivere quanto una pelliccia spessa e calda.

Il suo senso dell’umorismo, l’ironia tagliente, la battuta sempre pronta sono però tratti personali del suo personaggio che si ritagliano uno spazio piccolo ma essenziale in quella che, ogni tanto, pare una saga più affollata del mercato di Porta Palazzo di Torino all’ora di ygrittepunta.

Ma veniamo al punto, come dire, romantico della vicenda.

Ygritte e Jon Snow. Jon Snow e Ygritte.

Vogliamo dirlo? La perfezione, senza eccezioni.

Tra i due si crea, sin da subito, un legame contrastante ma assolutamente accattivante e pieno di sarcasmo, frasi a effetto e sguardi impossibili da negare.

Si incontrano per la prima volta in mezzo alla neve e, beh, Jon dovrebbe ucciderla con un colpo netto per tagliarle la testa. Ma non ci riesce.

Forse in modo più evidente nella serie tv rispetto ai libri, la grandezza di questa relazione è resa in modo davvero moderno e avvolgente, attraverso battute di spirito, sarcasmo, dialoghi davvero irriverenti e perfetti.

 Ygritte: «Io sono una donna libera!»

Jon: «Sei una donna libera?»

Ygritte: «Posso anche essere tua prigioniera, ma sono una donna libera!»

Jon: «Se tu sei mia prigioniera non sei libera! Questo è ciò che significa ‘prigioniero’!»

Ygritte: «E tu credi di essere libero?»

Ygritte è una ragazza, una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, che non appartiene a nessuno, che lotta per la sua libertà, per il senso di lealtà, per il suo popolo. Di pari passo e con lo stesso furore tenta di contrastare i sentimenti che prova e che non vuole sentire per un giovane straniero, un nemico, Jon Snow.

Tuttavia, quando il coinvolgimento di entrambi non può più essere negato, è la prima a lottare per quell’unione tanto discussa e particolare, è la prima a battersi per se stessa e per il suo uomo.

Una lotta che non esclude macchinazioni e coinvolgimenti politici che, una volta emersi dalla fitta nebbia del Nord, porteranno inevitabilmente dolore, amarezza, senso di perdita.

In conclusione, la grandezza di Ygritte può essere racchiusa in una frase, una sola. E non sto parlando della celebre ‘Tu non sai niente, Jon Snow’ che imperversa un po’ ovunque, su magliette e tazze sparse qua e là sul globo, ma è un concetto che racchiude la forza e la femminilità insieme. È la frase che, più di tutte, riassume la sua visione della vita, il suo lottare per non avere né rimorsi né rimpianti.

Tu sei mio. Mio, come io sono tua. E se moriremo, moriremo. Tutti gli uomini devono morire. Ma prima … Prima vivremo!

Ovviamente un personaggio così pieno e ricco di sfaccettature e spunti viene fatto fuori da Mr. #UccidiamoTuttiIMieiPersonaggiPrimaCheMiSiRivoltinoContro Martin, in modo tanto improvviso quanto sconvolgente.

Come vi anticipavo, se siete amanti della serie, Youtube potrebbe creare dipendenza con tutti i video caricati sulla piattaforma, alcuni dei quali davvero ben fatti.

Vi lascio con quello che, personalmente e momentaneamente, reputo il migliore e che vede proprio Jon e Ygritte, nella loro semplice complessità. Buona visione!

Concludo con una piccola nota a piè di pagina …

Il caro Mr. Martin (che, non so se è chiaro, non stimo per nulla) avrà pure devastato questa fantastica storyline (una delle migliori della sua saga infinita, se posso dirlo) ma, grazie al fatto che Kit Harington (Jon Snow) e Rose Leslie (Ygritte) stanno insieme nella vita reale, ci tengo a dire:

«Beccati questa, Martin! Finalmente una gioia!»

Facciamo tutti un bel saluto e un sorriso all’autore del Trono di Spade.

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This is called Karma, my dear Georgie ❤

Arrivederci a tutti!

Ci rileggiamo il mese prossimo con … #GliIntoccabili!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

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The Untouchables #1 #EnglishEdition

Good Morning!

Have a nice day!

Here we are, once again, to start … Or restart … My new blog’s event: The Untouchables.

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Why I’m doing it? Because I’ve understood that this could be an article with worldwide aspects so I decided to translate it in english and present my idea also to someone outside Italy!

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I would like to say a very big THANK YOU to Diana Gabaldon, an amazing woman who gave me the right inspiration (I’m doing this all because of her! So … Thank You, DG!)

Let’s make a quick intoduction. I decided to call this event The Untouchables as the 1987’s movie directed by Brian De Palma.

My idea is to create a sort of monthly date in which I will tell you something about a book’s or movie’s character that I think is ‘untouchable, unforgivable and amazing’.

Obviously, this is a date that cannot be #SpoilerFree so if you don’t want to know anything about characters that I will describe in this event … Don’t Read It!

#JustSaying.

Now … Let’s start and discover who is the first ‘untouchable’ that I choose.

#DrumRoll

Here we are … My first untouchable is Ian James Fitzgibbons Fraser Murray.

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So … For those who didn’t know Ian Fraser Murray yet, for those who are asking why I decided to start from him, the reason that put Ian in the first place, above all the other ones … Let’s go on, step by step.

Ian is an invention, totally succeed in my opinion, of our dear author Diana Gabaldon (that I hope is going to read this article #FingersCrossed #SorryForMyNotPerfectEnglish). He is a character of Outlander series, made of 8 books (15, in italian version, published by Corbaccio).

Ian is an absolutely unique character: his journey grows in front of readers’ eyes in all its complexity, in a moving and fantastic way.

We meet him, for the first time, in Voyager and, from his first crying any reader who has the sensibility and a little bit of precognition knows that this little baby will give many satisfations.

For all the fans of Outlander, for those who know the story of Jamie and Claire until this point, it sounds easy to understand how the appearance of Ian in Jamie’s life, our loved James Alexander Malcolm Mackenzie Fraser, will create a relationship between them absolutely amazing and fabulous.

And this is the real greatness of Ian’s character: he knows how to build relationships and bonds with the other members of the clan, without losing is own identity.

First of all, his complete name let us understand how Ian is the result of a melting pot of different men: Ian (as his father, who gave him the physical Murray’s aspect); James (as his uncle, who is going to grow Ian as a father follows his own son, building his personality and making Ian more like him than his real kids won’t ever be); Fitzgibbons (as that Murtagh, that man of honor dead during the battle of Culloden for Scottish freedom and for Jamie; from Murtagh, Ian takes the bond with the family, the bent to the sacrifice).

His journey is built by Gabaldon in a way that gives to the reader the chance to know Ian as a child, as a boy and finally as a man, growing up through the pages and chapters.

The Young Ian is a character with unique elements that put him over all the others who live in the books of this fantastic serie.

Unfortunately, the space that I have is little: I can’t tell you every comma, every detail, every breath, every feeling that this boy, grown fast, has given me during the months that I spent reading Diana Gabaldon’s books. But some steps are essentials to understand better his peculiarity.

With Ian the reader feels, in an evident way, how the blood’s bond is of course important but not fundamental: let’s take, for example, Ian and Fergus. These two character are two completely different people but, from the beginning, it seems clear how one smooths edges of the other’s nature e how they are more like brothers than people who share dna and any scientific bonds.

A real friendship for Ian is the one with Rollo: a very strong bond is the one that he build whit this big dog which makes his first appearance in Drums of Autumn.

From this book in particular, everyone could understand how Ian is an absolutely positiv and ironic character, with an unaware sense of humour.

But the thing that stays in every reader’s heart is Ian’s double soul: family, sacrifice, honor for two way of living that are opposite but, in someway, similar.

First, Ian keep and will always keep his bond with is fatherland, with Scotland (I would like to know if there is someone here who didn’t cry or imagine for nights the sound of that «Remember» Jamie said with a broken trembling voice in Drums of Autumn: a last attempt to keep the nephew tied to the Highlands and to their customs). On the other hand, the mohawk side, which can be seen through his silences, his roughness, his physical aspect, his days passed alone, away from everyone and everything, as a real Wolf’s Brother must do.

Finally, I have lots of things yet to say and to tell you about Ian and his brown eyes’ character, but I stop here.

I don’t want to bore you … after all, I could always do another article about him, a sort of Ian Fraser Murray 2.0, who knows!

One fact remains: Ian will always be my favourite character. And it doesn’t matter if, now, the boy who Starz chose to play his role in the tv-serie Outlander (that I love and in which there is a faboulous Claire played bu Caitriona Balfe and a fantastic Jamie played by Sam Heughan) doesn’t seem to me quite good or particularly suitable for Ian’s developpement. For me, in my mind, Ian will always have the face that I imagine during my reading hours: a very young Brenton Thwaites, wild and native. For me, this is Ian’s face, no way for other choises.

#SorryNotSorryJohnBell. For me, now you’re a NO. But I’m ready to change my mind!

So … I hope you enjoyed my article and here I would like to say a special thanks to my Pen Pal, my American Sis, Mandy: my good english is all thanks to her (if there are some mistakes, is all my fault!).

We will see you soon (follow the blog if you want, like my article, comment: be free of doing what you want! Just remember: your comments make growing my little blog).

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

Gli Intoccabili – The Untouchables #1

Inauguro oggi, 15 Novembre 2016, una rubrica a cui tengo particolarmente: Gli Intoccabili!

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Sì, avete capito bene, The Untouchables, proprio come il film del 1987 diretto da Brian De Palma.

Di cosa parlerà questa iniziativa? Beh … Di tutti quei personaggi tratti da libri o film,di quegli artisti che, per un motivo o per un altro, sono diventati, per me, per voi, quasi delle persone a tutto tondo.

A cadenza mensile ci sarà quindi questo piccolo spazio per dar vita e rispolverare protagonisti indimenticabili, unici, veri.

Ovviamente, dato il contenuto, non può essere una rubrica senza spoiler: sarebbe impossibile rendere giustizia a personaggi tali, censurando dei lati, tacendone dei dettagli. Quindi … Io vi ho avvisati: se non volete sapere nulla di coloro di cui si parlerà, evitate di leggere gli articoli.

#PeaceAndLove


Ma è finalmente giunto il momento e … Chi sarà il primo #Intoccabile?

Vi confesso, la mia è una scelta assolutamente non casuale così come la data di oggi.

Quindi …

Rullo di tamburi …

15 Novembre 2016 …

Buon Compleanno, Ian James Fitzgibbons Fraser Murray.

264 anni e non sentirli!

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Gli occhi … non avevano un colore unico, ma molti: i colori dell’autunno, della terra scura e bagnata, delle foglie di quercia crepitanti, del tocco del sole che tramontava sull’erba secca.

Molti di voi si chiederanno chi è costui, perché ho scelto di partire proprio da lui, la ragione che lo eleva al primo posto su tutti gli altri personaggi di carta o pellicola.

Procediamo per gradi.

Ian è un’invenzione, assolutamente riuscita a mio parere, della cara zia Gabby (per gli estranei, Diana Gabaldon); è presente nella serie, che ormai conta 8 libri (15, se ci basiamo su quelli editi in Italia dalla casa editrice Corbaccio), nota ai più come La Straniera o Outlander.

Ian è un personaggio unico, il cui percorso si apre agli occhi del lettore nella sua interezza, in modo struggente e completo.

La sua prima apparizione avviene ne Il Cerchio di Pietre (Voyager) e sin dal suo primo vagito ogni lettore dotato di sensibilità e un minimo di preveggenza sa che questo fagotto darà un sacco di soddisfazioni.

«Oh, è un maschietto, eh?» Con mani esperte da anni di pratica da zio, sollevò il pacchettino e se lo strinse al petto, scostando il lembo di coperta che gli nascondeva il viso.

Teneva gli occhi ben chiusi, le ciglia invisibili nella profonda piega delle palpebre. Queste, tuttavia, erano decisamente ad angolo rispetto alle lisce e rosee rotondità delle guance, una promessa – almeno riguardo a questo particolare tratto del volto – di somiglianza con la madre.

[…] «Lo chiamerò Ian, come il suo Papà». La mano di Jenny si soffermò per un istante sul cranio ricoperto da una leggera peluria castano dorata. Jamie scorse un visibile pulsare nel punto morbido in cima alla testolina; gli sembrò orribilmente fragile, ma siccome la levatrice gli aveva assicurato che si trattava proprio di un bel maschietto vigoroso immaginò di doverle credere sulla parola. Mosso da un oscuro impulso di proteggere la morbida fontanella, prese di nuovo in braccio il bebè e gli ricoprì la testa con la coperta.

Per gli appassionati della saga, per chi conosce la storia di Jamie e Claire fino a questo punto, risulta facile comprendere, sin da questo primo capitolo in cui Ian fa la sua apparizione, come il suo rapporto con lo zio, l’amatissimo James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser, sarà assolutamente unico.

Ed è questa la grandezza di questo personaggio: il saper creare legami e relazioni con tutti gli altri componenti del clan, mantenendo tuttavia sempre la sua ben delineata identità.

Innanzitutto, il suo nome completo fa comprendere sin da subito quanto egli sia il risultato di più personalità fuse insieme, in un incastro davvero meraviglioso: Ian (come suo padre, colui che gli ha dato i tratti fisici dei Murray); James (come suo zio, che lo crescerà proprio come un padre segue un figlio, formandone il carattere, rendendolo più simile a se stesso di quanto i suoi figli di sangue potranno mai essere); Fitzgibbons (come quel Murtagh, quell’uomo d’onore morto sul campo di Culloden per la libertà del popolo scozzese e per Jamie, da cui Ian prende il senso d’attaccamento alla famiglia, la vocazione al sacrificio).

Il suo percorso di crescita è reso dalla Gabaldon in un modo assolutamente ben dosato e che permette al lettore di conoscerlo bambino, ragazzo e poi uomo, attraverso lo scorrere delle pagine e dei capitoli.

La porta si aprì lentamente e, dopo una lunga pausa, una testa fece capolino in maniera molto simile a una lumaca che emerge dal suo guscio dopo una grandinata.

Era sormontata da una zazzera di capelli talmente folti da formare una specie di tettoia sopra un paio di grosse orecchie. Il viso al di sotto era lungo e ossuto, e simpaticamente bruttino, a parte un paio di bellissimi occhi castani, dolci, enormi come quelli di un cervo, che si soffermarono su di me con un’espressione di interesse misto a esitazione.

[…] Mi parve vagamente famigliare, pur essendo sicura di non averlo mai visto prima. […] «E tu chi sei?» […]

«Ian Murray».

Il giovane Ian è un personaggio dai tratti unici che si innalza in mezzo all’accozzaglia, talvolta eccessiva, che popola le pagine di questa saga.

Purtroppo, il mio spazio è poco: non posso raccontarvi qui ogni virgola, ogni dettaglio, ogni fiato, ogni emozione che questo ragazzo, cresciuto in fretta, mi ha dato nel corso dei mesi che ho impiegato a leggere il ciclo di romanzi di cui fa parte. Ma alcune tappe sono essenziali per capire a pieno la sua peculiarità.

Attraverso Ian il lettore sente, in modo tangibile, come il legame di sangue sia sì importante ma non essenziale: prendiamo, ad esempio, lui e Fergus. Non potrebbero esserci due persone più diverse ma sin da subito appare chiaro come uno smussi gli angoli del carattere dell’altro e come siano più fratelli loro di molti altri che condividono dna e altre bazzecole scientifiche.

Un rapporto di amicizia, simbiotico, a tratti quasi inestricabile, è poi quello con Rollo, il gigantesco cane che appare per la prima volta in Tamburi d’Autunno.

«Da questa parte, Zio Jamie. […] Ho una cosa da mostrarti». […]

«Che cos’è? […] E come hai fatto a procurartela, di qualsiasi cosa si tratti? Non hai mica denaro con te, vero?»

«No, l’ho vinta a dadi» […].

«A dadi! Ian, sant’iddio, non puoi giocare d’azzardo se non hai con te nemmeno il becco di un quattrino!»

«Tu lo fai continuamente, Zio Jamie […].»

«Accidenti, Ian, si trattava di carte, non di dadi! E poi io so cavarmela!»

«Anch’io […] Ho vinto, no?» […] Ian non ci prestava attenzione; giunto davanti a un paletto mezzo marcio giro verso di noi, indicando un oggetto ai suoi piedi.

«Vedete? È un cane», annunciò orgoglioso.

Da questi brevi estratti anche chi non ha mai letto questi romanzi può ben capire come Ian sia una presenza assolutamente positiva e ironica, con un senso dell’umorismo devastante e, il più delle volte, inconsapevole.

Ma quello che più resta nel cuore è la sua doppia anima: famiglia, sacrificio, onore per due modi di vivere opposti. Da un lato, Ian mantiene e manterrà sempre un legame con la sua vera patria, con la Scozia (sfido chiunque di voi a non piangere e immaginare per notti intere il suono di quel «Ricorda» detto con voce strozzata e appena udibile da Jamie in Passione Oltre Il Tempo: un ultimo appiglio per tenere il nipote legato alle Highlands e alle loro tradizioni). Dall’altro la cultura mohawk, che ben traspare attraverso i suoi silenzi, le sue ruvidezze, il suo aspetto fisico, i suoi giorni trascorsi lontano da tutti e da tutto, come un vero Fratello del Lupo deve fare.

In conclusione, avrei ancora un sacco di cose da dire su Ian e sul personaggio di questa testa calda dagli occhi color del bosco e dell’autunno, ma mi fermo qui.

Non voglio tediarvi oltre il limite consentito e poi, chissà, potrei sempre realizzare un altro articolo su di lui, in seguito. Della serie: conosciamo Ian Fraser Murray 2.0.

Resta un fatto: Ian rimarrà sempre il personaggio che più ho amato in questi libri. E non importa se, al momento, il tizio che hanno scelto per interpretarlo nella mia amata serie tv (con Caitriona Balfe e Sam Heughan nel ruolo di Claire e Jamie) mi paia poco all’altezza e assolutamente inadatto per gli sviluppi. Lui rimarrà sempre nella mia mente come l’ho immaginato leggendo: un Brenton Thwaites giovane e selvaggio, indigeno quasi. Per me quella è la sua faccia.

#SorryNotSorryJohnnyBell. Per me per ora resti un immenso NO.

#ProntaARincredermi

Alla prossima! Spero che questa rubrica vi sia piaciuta! See You soon 🙂

Rachel

© Rachel Sandman