OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×02

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Buonasera a tutti!

Eccomi qui, per il secondo appuntamento di questa rubrica Quattro chiacchiere sulla Season 3 che va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani.
Se non avete ancora visto il secondo episodio (di cui parlerò in questo post) della terza stagione di Outlander, vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari o avete, come me, già ammirato Surrender (questo il titolo dell’episodio), scorrete in basso e … Buona lettura!

Partiamo dunque dall’apertura di questo nuovo episodio: semplicemente grandiosa. L’ambientazione in Scozia, a Lallybroch per giunta, non ha per me ancora trovato eguali. In più, il ritorno di Fergus, interpretato da Romann Berrux, mi ha impresso un sorriso sulle labbra che si è ampliato a dismisura al solo sentir nominare il famoso nome, l’epiteto del fuorilegge che tutti attendevamo … Berretto Bigio.
Quindi … Ero pronta, prontissima per questo episodio …

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Poi, vogliamo parlare di Jamie che vede Claire, sempre e comunque? Che non la dimentica? Che soffre e … Sam Heughan è stato superlativo in questo episodio, soprattutto se contiamo che per il primo quarto d’ora, quando appare, non spiccica nemmeno una parola a pagarla bene! La sua è stata un’interpretazione di sguardi, gesti e postura che ho trovato davvero ben resa: è Red Jamie ma non è più quel Jamie Fraser che tutti conoscono, che la sorella conosceva, che Claire amava. Ed io, vedendolo così incurvato, muto e quasi indurito dal tempo e dagli anni di solitudine, ero tipo in queste condizioni …

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Come già nel primo episodio, abbiamo nuovamente il doppio binario: passiamo infatti dalla Scozia del Settecento alla Boston del Novecento, grazie ad un meccanismo vai e vieni che si apre, nella vita di Claire, con una scena ricca di sensualità, pathos ma intrisa di dolore, ricca di immaginazione, ricordi, sogni.
Una mossa superlativa a livello di sceneggiatura è, a mio parere, far leggere il Globe e la notizia della nascita della Repubblica d’Irlanda proprio a Caitriona Balfe, irlandese doc. Quando la realtà si unisce alla fiction: adoro sempre questo tipo di dettagli.

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Procedendo nella puntata, abbiamo un evento che IO aspettavo da tempo immemore: finalmente, è arrivato lui … Ian! E in questo episodio è ancora innocente e con un casting adatto al suo personaggio (scusate, so che sarò impopolare, ma io John Bell ancora non l’ho digerito).
La scena che segue alla sua nascita l’ho trovata così fedele e identica ai libri che quasi mi sembrava di leggere le parole della Gabaldon, invece di guardare la serie tv. Situazione analoga per la storyline di Fergus e per la scena che, conoscendo in precedenza ciò che sarebbe accaduto, temevo e attendevo al contempo. Quella giubba rossa, quello sporco traditore scozzese, quel …

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Quanto lo avete odiato voi? No perché io lo avrei preso, volentieri, a randellate!

Sentire poi Jamie che supporta il figlio (sì, per me Fergus era, è e sarà sempre SUO figlio), lo conforta e lo rassicura, nominando immediatamente LEI, milady … Quanto è stata straziante e perfetta quella scena? Così come l’abbraccio con Janet e il discorso alla luce del fuoco del camino con Ian? La meraviglia assoluta.

Purtroppo, non ho trovato lo stesso impatto nella linea narrativa di Boston: continuo a non comprendere questo tentativo di santificare la figura di Frank perché se, da un lato, il suo comportamento e i suoi discorsi possono essere condivisi (fino ad un certo punto, sia chiaro), dall’altro non c’è la minima traccia di quello che è il Frank Randall dei libri e, a mio parere, dovrebbe in parte già venir fuori qui. Senza quel lato, si sta rischiando davvero di creare un nutrito gruppo di fans a favore del gentiluomo inglese, a discapito non tanto di Jamie Fraser ma di Claire che passa, da eroina e donna forte, che tenta di andare avanti, che ama e che soffre, a femme fatale senza scrupoli che semplicemente usa il povero maritino che l’ha accolta e ripresa per un po’ di sana ginnastica coniugale: Ron Moore, sta attento perché, in questo caso, si sta rischiando non poco!

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In conclusione, parliamo di lei, Mary MacNab.
Quanto può far male vedere l’inizio di una scena in cui due personaggi condividono dolore, affetto e perdita, e sapere, fin dentro al midollo, che tu quella tizia dovresti odiarla ma davvero non ci riesci? Mi era successo nei libri e, lo ammetto, un sentimento analogo mi ha attraversato lo stomaco vedendolo: Mary è una donna forte e fragile, sola, invaghita probabilmente di Jamie ma ben consapevole di ciò che lui non potrà mai darle, ben conscia che lui ama e amerà sempre un’altra. Lei, a differenza di qualcun altro (Frank caro, sto parlando di te), sa che nulla potrà mai sostituire o anche solo avvicinare il sentimento che traspare da Jamie e Claire, uniti, insieme. Forse perché li ha visti di persona, forse perché, seppur legata a lui, non lo ama, non con l’intensità del sentimento che invece è vivo a due secoli di distanza, non lo so.
Quel che è certo, è che io vorrei tanto odiare questa donna, davvero, urlare a questa Mary che non sarà mai Claire, che anche se le assomiglia, che anche se la scena sembra la brutta copia dell’inquadratura della 1×07 (The Wedding) … Non ci riesco e, come anche leggendo i libri, questo episodio in particolare mi ha lasciato un groppo in gola ma non sdegno, non rabbia: solo tanta pena.

Una breve nota storica, sul finale. La scena in cui Claire e Joe si ritrovano, entrambi, denigrati in una classe di anatomia, entrambi emarginati, perché donna e uomo di colore. Quanto è stata potente? Quanto è stato messo a fuoco come il mondo, solo poche decine di anni fa, fosse diverso? Quante cose diamo ora per scontate? E, davvero, siamo così convinti di averle superate? L’odio? Il razzismo? La misoginia? Siamo convinti che siano cose appartenenti al secolo scorso? Oppure, se apriamo un po’ di più i nostri occhi, possiamo vederli, anche oggi, anche ora?

Per ultima, vi assicuro che è davvero l’ultima mia riflessione.
Quanto è stata geniale l’ultima scena? Il rapporto conflittuale di Jamie e Janet che passa, attraverso uno scambio di sguardi in cui lui, realmente, comprende quanto la sorella lo stia facendo contro la sua volontà? E Claire, che cammina, e si ferma rapita da un suono così dolce e crudele da far male, ma che non può non sentire nel profondo?

Poesia pura in questa seconda puntata!
Non vedo l’ora di immergermi in quella della prossima settimana!
Se anche voi l’avete vista e siete fans della serie, commentate qui sotto. Fatemi sapere cosa ne pensate, se siete d’accordo con le mie annotazioni oppure no.
Lasciate un segno!

Rachel

© Rachel Sandman
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Gossip … Reale #SfogliandoIlMondo #8

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Buongiorno!

Allora … Siamo o non siamo ancora in periodo estivo, un po’ vacanziero, un po’ (o molto) desiderosi di notizie frivole e curiose?
Beh … Eccomi qui, puntuale come un orologio svizzero, per parlarvi di una notizia che mi è balzata agli occhi un paio di settimane fa, leggendo il quotidiano La Stampa.

Dovete sapere che, normalmente, sfoglio distrattamente le pagine di politica iniziali per fiondarmi nella sezione più culturale e, di conseguenza, più affine ai miei gusti e interessi ma … Un piccolo trafiletto incastrato in mezzo ad un articolo a tutta pagina mi ha davvero incuriosito e, una volta letto, mi ha fatto sorridere, non poco.

Avete presente le famiglie reali? Sì, William e Kate d’Inghilterra (o, forse, prima dovevo dire Carlo e Camilla? Non sono molto pratica di protocolli di corte!), Alberto e Charlene di Monaco, Filippo VI e Letizia di Spagna … Insomma, loro: ormai entrano nell’immaginario collettivo con queste vite da favola, matrimoni sfarzosi, figlioletti e pargoli al seguito dallo sguardo impaurito o imbronciato.

Bene … Il trafiletto a cui ho accennato qui sopra, parlava di una coppia, reale, realissima anzi, meno nota forse di quelle che ho appena citato ma che, sono sicura, da adesso in poi nessuno di voi lettori, qui presenti, dimenticherà.

DanimarcaOggi parliamo della Regina Margrethe II di Danimarca e di Henri de Laborde de Monpezat, suo marito.
I due, qui di fianco in una delle loro prime foto ufficiali, si sposano il 10 Giugno del 1967, a Copenaghen.

Lui, conte e diplomatico francese, con questa unione acquista il titolo di Sua Altezza Principe Consorte di Danimarca.

Diventano genitori di Frederik nel maggio dell’anno seguente; in seguito avranno un altro figlio, Joachim, nato nel Giugno del 1969.

Una bella famiglia felice, penserete voi, poco avvezza a scandali di corte (cosa che, invece, non si può dire per i reali di Montecarlo), unioni non previste dal protocollo regale (se escludiamo, ovviamente, il matrimonio tra il loro primogenito ed una consulente di marketing australiana; e se escludiamo, anche, i due matrimoni del secondogenito … Beh … Forse ci sarebbe qualcosa da rivedere su questo punto), insomma: niente ha turbato il trono di Danimarca sino ad ora. Almeno nulla di troppo grave da rimbalzare, a livello planetario, sui giornali e nei telegiornali del mondo.

A questo punto, forse, vi chiederete: di cosa parlava questo trafiletto de La Stampa? Bene, è giunto il momento di farvelo sapere.

Dopo una piccola carrellata di immagini che vi mostrano come, la coppia, è rimasta insieme, dal 1967 sino ad oggi …

… Una coppia, tra l’altro, molto intraprendente, al passo coi tempi e anche, passatemi il termine, moderna e tenerissima …
Oggi deve accettare una decisione presa dal principe Henrik di Danimarca che ha annunciato (ed è questa la famosa notizia apparsa sul quotidiano nazionale) che NON vuole essere sepolto accanto a sua moglie, ovvero accanto alla Regina Margrethe.
Perché, vi chiederete voi (soprattutto, visto l’affiatamento e la dolcezza che traspare dalle immagini)?

La ragione, per lui, è semplice: è infelice di non essere mai stato riconosciuto come suo pari, di non essere RE. Il Principe Henrik oggi ha 83 anni e, come annunciato sopra, ha sposato nel 1967 la Regina Margrethe (che di anni ne ha 77) diventando, di diritto, Principe Consorte. Da allora, a quanto pare, il suo desiderio di divenire, a pieno titolo, Re Consorte, è stato messo in un angolo dimenticato da tutti, compresa sua moglie.

Ecco quindi che Henrik ha scagliato questa che è davvero una bella e, a tratti, divertente ripicca. Il comunicato terminava con questa frase:

La Regina ha detto di avere «accettato la decisione».

In pratica, per dirla citando il Parroco del mio paese, il caro Henrik, quando sarà ora di arrivare in chiesa con l’impermeabile di legno, non vorrà poi riposare accanto a colei che è stata sua compagna di vita, la madre dei suoi figli, per un dettaglio burocratico, per un titolo nobiliare non paritario.

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E voi … Cosa ne pensate? Innanzitutto, avevate letto la notizia? Conoscete qualche aneddoto del genere, qualche curiosità più o meno interessante su qualche membro di una qualsiasi casa reale, più o meno nota?

Commentate qui sotto e … Fatevi sentire.

Alla prossima!

Rachel

© Rachel Sandman

Happy 1st Birthday!

Ebbene sì … Oggi è il gran giorno!

Buon primo compleanno a questo mio piccolo angolo digitale, a questo blog che, giorno Birthday Cupcake With Lit Candledopo giorno, ha iniziato, proprio il 6 Luglio 2016, a tenervi compagnia.

Lo so, è un po’ diventato tradizione organizzare un giveaway per l’occasione, un modo per ottenere visualizzazioni, per premiare fortunati visitatori più o meno fedeli, per far impennare le statistiche del giorno.
Ebbene … Non troverete nulla di tutto ciò QUI oggi. E non, badate bene, perché io sia contraria a queste manifestazioni o a questi eventi, ma perché ho scelto, volutamente, di dare un taglio diverso.
Ho deciso di parlarvi un po’ di come ho vissuto io questa esperienza, delle persone che ho incontrato, delle cose che (forse) ho compreso.

Innanzitutto, ho aperto questo mio blog per avere un posto in cui condividere la mia passione con persone che, al pari mio, potessero condividere opinioni, scleri e deliri legati al mondo della musica, dei film (ancora non ve ne ho parlato, ma prima o poi invaderemo anche quel campo), dei libri. Devo dire che, in questo, ho raggiunto un piccolo traguardo ovvero … Ho ottenuto comprensione. Con questo non voglio dire la classica pacca sulla spalla o un sorriso tirato giusto per assecondare le mie parole ma ho seriamente trovato occasioni di confronto, di dialogo, di puntualizzazioni.

In questo anno, siete stati tanti, tantissimi a passare di qui. Secondo le statistiche di oggi, il blog ha contato ben 15809 visite. Alcuni sono incappati qui per caso, altri sono stati dirottati da amici e parenti, altri si sono appassionati e tornano abitualmente.
Beh … Io vorrei ringraziarvi, ad uno ad uno, ma capite anche voi che sarebbe alquanto complesso. Ringrazio quindi coloro che, qui sul blog o sulla pagina FB, hanno interagito direttamente con me e, attraverso i loro nomi, ringrazio tutti.

Grazie Raffaella, Mareli, Giulia e Stefania, Alexandra, Alessandra e Roberta, Alessandra, le mie amiche Obsy, Rosy, Debora.

Un’altra categoria che mi sento di ringraziare e che ho iniziato a conoscere proprio grazie al blog è, ovviamente, quella delle blogger. Sono rimasta davvero entusiasta nello scoprire che molte di loro sono, tra l’altro, anche geograficamente vicine a me! Un grazie speciale, anche qui, va ad alcune … Innanzitutto a Chiara, La lettrice sulle nuvole, che è stata un po’ la mia mentore, mi ha aiutato, sostenuto, ha risposto ai miei dubbi (a volte davvero molto stupidi, lo ammetto) e mi ha sopportato all’incontro Newton di #SalTo. Poi … Che dire del gruppo che si è creato con Chiara, Veronica, Sabrina, Silvia e Paola? Ragazze, lo sapete … La nostra chat ormai è fonte inesauribile di risate e dubbi amletici sulle sorti e i destini degli elementi del servizio postale. Grazie!
E grazie anche a Ilenia, Sara, Irene, Gioia, Giulia. Grazie poi a Sara che, con il suo Diario di un sogno e con Jess, Simona, Patrizia, Anna e Beatrice, ha creato un gruppo davvero unico, eterogeneo ed esilarante.

E poi, come ultima categoria, ci sono stati loro … Gli autori. Non avrei mai pensato di riuscire ad avere un contatto diretto, un rapporto vero e proprio con firme e nomi che, sino ad un anno fa, avevo sempre e solo visto sulle copertine dei romanzi in lettura. Anche qui, i nomi sarebbero troppi per elencare tutti ma ho scelto, volutamente, tre autrici che, non me ne vorranno gli altri, mi hanno davvero arricchito, sono diventate persone su cui posso contare e da scrittrice sono passate al ruolo di amiche e, perché no, qualcuna forse anche beta reader.

Simona Friio è una penna che ho scoperto per caso, grazie alla Triskell che, all’inizio della mia collaborazione con la loro casa editrice, mi ha proposto il suo libro L’amore ti ha trovato (di cui trovate la recensione qui). Vi ho raccontato anche il suo romanzo storico, Magar Mulieres: La seduzione del male (recensione qui) ma, nella foto qui sopra, ho scelto Il Re degli inganni, un romanzo storico in cui, nella versione cartacea che vi invito ad acquistare, sono presente anche io, con una nota di copertina voluta proprio dall’autrice e che ringrazio ancora!
La fotografia centrale, invece, riguarda il romanzo di una persona che ormai considero amica, confidente e soulmate: Alessia Elle Caruso è stata un incontro avvenuto in modo accidentale, grazie ad un evento per promuovere la letteratura italiana e … Mi ha portato a conoscere canzoni nuove, a sclerare a livello personale, a immergermi nella storia fantastica di Aaron che, in Emerald Gloom, riempie le pagine di una trama magistrale (di cui trovate recensione e approfondimento).
In attesa di prossime storie firmate Caruso, probabilmente arriverà davvero a breve la mia nella tua casella di posta elettronica, my dear: be ready!
Ultima, ma non meno importante (anzi!) è lei, colei che mi ha davvero sopportato a #SalTo, una scrittrice torinese che parla di Torino ma non solo, che ti fa sorridere nei suoi libri ma NON solo (i pianti fatti leggendo il suo primo romanzo … Solo raramente ragazzi, sul serio!): Elle Eloise. Allora, che dire di lei? Sara e Isaak sono stati il prologo, l’introduzione, coloro che mi hanno portato a scoprire il mondo di questa autrice con tinte forti ed estremi netti; Paolo e Noemi sono stati il fulcro, la conferma, lo scoppio di un temporale che si alterna alla bomboletta spray che genera un mix di colori su una tela bianca. Ora, in attesa di Francesco e Olivia, vi invito, tutti, a recuperare, se ancora non lo avete fatto, queste storie e a conoscere una delle migliori autrici contemporanee.

Allora … Dopo questo sproloquio che non so quanti leggeranno effettivamente ma che io sono stata felice di scrivere, qualche nota a piè di pagina un po’ più concreta e pratica riguardo a ciò che vi aspetta e a ciò che attende il blog:

  1. Vi ricordate che, tempo fa, vi avevo promesso un’intervista con i fiocchi? Bene, per correttezza vi dico che … Al momento il progetto è in stand by. Non sono sicura di riuscire a concretizzarlo ma … Farò del mio meglio (voi incrociate le dita!).
  2. Va avanti la mia collaborazione con Mondadori Bookstore Saluzzo e, se vi va, trovate una rubrica originalissima … Il thè delle cinque … Proprio seguendo il link che vi ho lasciato (lì e SOLO lì).
  3. Da una settimana il blog è diventato Affiliato Amazon, il che significa che i vari link d’acquisto che trovate qui sono tutti rivolti alla famosa piattaforma. Inoltre, essi contengono un codice particolare che permette a voi di non perdervi nemmeno un’uscita libresca e a me di ottenere qualche introito (minimo, proprio minimo) grazie al blog. Il succo della cosa è: se dovete fare un ordine, usate questi link! Vi prego (i più vecchi sono ancora da modificare ma, tempo un paio di giorni, dovrei fare tutto!).
  4. Un obiettivo è quello di riprendere le mie amate rubriche: Sfogliando il mondoGli Intoccabili sono in fase letargica da un po’ troppo. Ce la posso fare.
  5. Un evento che, invece, troverete sulla Pagina FB tra poco è … Un album con #SpazioSpoiler, un’idea che è venuta alla mia fedelissima Roberta E. e che permetterà a noi tutti di parlare e confrontarci sulle letture del momento e sui libri che, molto spesso, impariamo a conoscere in contemporanea. Per non perdervi lo spazio … Rimanete sintonizzati!
  6. Il blog è sempre aperto a nuovi spunti e idee quindi … Se avete iniziative, eventi che vi piacerebbe vedere ospitati qui, fatti di cui vorreste parlare … Fatevi avanti e, una volta fatto qualche rapido calcolo, vedrò se e come è possibile accontentarvi.
  7. Infine … DEVO riprendere a scrivere. Forse non tutti sanno che, oltre ad essermi lanciata nel mondo dei blogger, la sottoscritta ha anche un romanzo nel cassetto che, come accennavo sopra, molto probabilmente verrà dato a tre beta readers di fiducia e … Vedremo che fine farà. Detto ciò, altre storie mi frullano in testa pertanto … DEVO riprendere a scrivere.

Questo è quanto.
Anzi no, dimenticavo, visto che questo post è venuto fuori, effettivamente, un po’ prolisso, vi lascio qui sul fondo alcune immagini. Chiariamo … Quando l’anno scorso ho creato il blog proprio il 6 Luglio, non l’ho fatto per anniversari o cose varie … Semplicemente è successo. Quindi NON sapevo che andasse a sovrapporsi ad una ricorrenza che è … Rullo di tamburi … La giornata mondiale del bacio! Quindi, qui di seguito … Ecco una sequenza per festeggiare il blog, per ringraziarvi (baci baci baci a tutti coloro che hanno letto sino a qui!) e per onorare anche questo evento mondiale, nato nel 1990 in Gran Bretagna e giunto anche sul mio piccolo blog.

Grazie ancora!
Kiss kiss,
xoxo (che fa sempre molto Gossip Girl)
Rachel

© Rachel Sandman

Sono tornata!!! I’m back!!!

Buongiorno a tutti … Ci siete ancora?

Spero proprio di sì … Non siete fuggiti o scappati altrove, vero??

Allora, molto probabilmente vi sarete accorti che in queste due settimane sono stata molto meno attiva e presente del solito.

LaureaLa causa prima è stata la seguente … Mi sono LAUREATA!!!

Wow! Un’esperienza fantastica che mi ha resa davvero ricca e orgogliosa di me stessa ma che ha portato, soprattutto nei giorni precedenti, un’ansia che si presentava ad ondate burrascose e che mi rendeva simpatica e attiva come un porcospino narcolettico.

Se ve lo state chiedendo, la tesi che ho presentato è un lavoro che ruota attorno alla figura di Santorre di Santa Rosa, uno degli animatori dei moti rivoluzionari piemontesi del 1821.

Detto questo … Ora veniamo al BLOG …

Allora, proprio perché coincideva con il giorno della discussione (ieri) non ho potuto pubblicare questa settimana la rubrica Post it d’autore e chiedo qui pubblicamente scusa ai lettori che la attendevano e alle mie colleghe blogger di Diario di un sognoLeggendo RomanceLeggere In SilenzioIl blog delle lettrici compulsive e Voglio essere sommersa dai libri: dal prossimo giovedì (20 Aprile) riprenderò con puntualità questo appuntamento (promesso!).

Veniamo però ai prossimi programmi per questo mio angolino digitale.

Innanzitutto, conto di riprendere quanto prima e recuperare le recensioni relative alle letture di questo periodo che, anche se meno numerose dei momenti di quiete, sono comunque alcune.

Poi … Sono in programma alcuni Blog Tour relativi a tre romanzi, uno edito da De Agostini, uno edito da Newton Compton Editori e uno edito da Delrai Edizioni. Curiosi? Avete qualche idea?

Ho poi un progetto tutto mio che mi frulla da un po’ in testa e che richiederà la partecipazione di tutti voi (se vi va, ovviamente). Rimanete sintonizzati qui e sulla pagina FB perché non tarderanno ulteriori informazioni e dettagli.

Sto inoltre organizzando un’intervista che adoro e spero davvero di riuscire a realizzare: purtroppo, a causa di alcuni disguidi tecnici e informatici, l’intervistato ed io abbiamo avuto qualche intoppo nella comunicazione digitale (grazie, #GMail, per questo … Ma proprio grazie tante!) ma so che ce la faremo. Non vedete l’ora di sapere chi sarà l’oggetto di questo appuntamento? Anche in questo caso, dovete rimanere sintonizzati.

Termino questo mio post di ritorno e ricapitolazione dicendovi che ho in lista un sacco di romanzi che autori e CE mi hanno gentilmente inviato.

Ecco qui un breve elenco delle mie prossime letture! Fatemi sapere se ne conoscete alcune e soprattutto agli autori self chiedo pubblicamente perdono per questo ritardo (rimedierò nel più breve tempo possibile!).

  • Caro tu edito da De Agostini
  • Libro DeA Young Adult per il BT
  • Libro NC per il BT
  • Libro Delrai per il BT
  • La mia sfida più grande di Terri Osburn (grazie Amazon Publishing)
  • Luc – Ladri del Cielo di Elena Sole Vismara
  • Black Hole di Paola Garbarino
  • Tu che colori la mia ombra di Elle Eloise (grazie alla Delrai Edizioni)
  • SteamBros Investigations – L’armonia dell’imperfetto di Alastor Maverick & L.A. Mely.

Ovviamente, l’ordine può subire modifiche o aggiunte a seconda dell’umore o del genere che mi sento di leggere: un esempio lampante è quello relativo alla mia cara Eloise. Il suo romanzo è arrivato nel mio kindle grazie a Malia ormai da tempo ma, visto che so che adorerò Paolo e la sua storia e che, allo stesso tempo, la narrazione mi coinvolgerà emotivamente e temporalmente, NON ho potuto iniziarlo nel periodo ansiogeno che ho appena trascorso e in cui ho preferito letture stile romance o novelle.

Detto questo … Non mi resta che dirvi A PRESTO!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

 

GLI INTOCCABILI – THE UNTOUCHABLES #2

Buongiorno a tutti!

gli-intoccabili

Eccoci finalmente giunti al secondo appuntamento della rubrica ‘The Untouchables’.

Per chi non avesse assolutamente idea dell’argomento mensile, qui, solo per voi, sul mio blog, rimando al primo post in cui, con una breve introduzione, viene spiegato e rivelato il mistero.

Vi ricordo inoltre che la rubrica Gli Intoccabili NON è #SpoilerFree pertanto, se non volete rischiare di leggere dettagli che non volete sapere o anticipazioni … Non leggete questo post!

Quindi, dopo questa breve premessa … Veniamo a noi e al punto saliente … Chi avrò scelto questa volta?

Allora, una spiegazione è d’obbligo.

Dovete sapere che la sottoscritta (cioè io) è lunatica peggio di una biglia in vetro infrangibile: rotolo da un fandom all’altro, da un libro all’altro, da un genere all’altro a cadenza per nulla regolare e con curve e angoli pericolosi e per nulla accennati o previsti.

È da circa una settimana, ad esempio, che la mia personalissima playlist di Youtube ha visto il proliferare di video inerenti ad una determinata coppia di un determinato telefilm di una determinata saga tratta da determinati libri …

Vi ho confuso? Beh … Non era mia intenzione! Vi ho incuriosito? Questo era il mio intento quindi, lo spero vivamente.

Detto ciò … Ho scelto la lei di questa coppia come ‘Intoccabile’ di Gennaio (a fine anno potrei quasi fare un calendario con tutta questa bella gente … Chissà #PotreiMaAncheNo).

Qualche indizio?

È una donna.

È libera.

Ha i capelli rossi.

Avete già capito?

È proprio lei, Ygritte del Trono di Spade, la saga fantasy scritta e dilaniata da George R.R. Martin.

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Allora, perché ho scelto proprio lei?

Perché penso e ritengo che il suo personaggio sia uno dei migliori dell’intera serie basata sugli scontri tra la varie casate Stark, Targaryen e Lannister e, proprio per questo, non perdonerò MAI Mr. George per aver scelto un destino tanto devastante per lei.

Ma procediamo, come sempre, per gradi.

Chi non legge o segue la serie televisiva tratta da questi romanzi deve sapere innanzitutto che la Ygritte descritta nei libri (il suo personaggio appare per la prima volta ne Lo scontro del re) è alquanto diversa rispetto all’eroina magnificamente interpretata da Rose Leslie in Il trono di spade, nella seconda, terza e quarta stagione.

ygritte-2Nei libri viene presentata come una diciannovenne bassa per la sua età, magra ma tonica. La sua faccia è tonda, le mani tozze, il naso schiacciato, i denti bianchi ma storti. Come potrete intendere anche voi, non proprio una bellezza (cosa che, di certo, mal si accosta alla figura dell’attrice che, fortunatamente, è stata scelta per interpretarla).

Tuttavia, una cosa in comune, a livello fisico si intende, la Ygritte immaginata dallo sterminatore Martin e la Ygritte di Rose Leslie ce l’hanno: la chioma rossa, i capelli kissed by fire, baciati dal fuoco.

E già questo dettaglio è pura poesia.

Ho sempre adorato come George R.R. Martin sia riuscito a dare un’immagine tanto poetica di coloro che hanno la fortuna (sì, io li invidio moltissimo!) di nascere con il colore delle fiamme a ornare i capelli. Stranamente, per i suoi standard, una nota davvero felice e assolutamente indimenticabile.

Passando poi ad analizzare il carattere di questa eroina, alcuni indizi basilari si scorgono immediatamente analizzando il mondo da cui proviene, quello dei barbari, del Nord più freddo, in cui la tempra e la personalità sono elementi essenziali per sopravvivere quanto una pelliccia spessa e calda.

Il suo senso dell’umorismo, l’ironia tagliente, la battuta sempre pronta sono però tratti personali del suo personaggio che si ritagliano uno spazio piccolo ma essenziale in quella che, ogni tanto, pare una saga più affollata del mercato di Porta Palazzo di Torino all’ora di ygrittepunta.

Ma veniamo al punto, come dire, romantico della vicenda.

Ygritte e Jon Snow. Jon Snow e Ygritte.

Vogliamo dirlo? La perfezione, senza eccezioni.

Tra i due si crea, sin da subito, un legame contrastante ma assolutamente accattivante e pieno di sarcasmo, frasi a effetto e sguardi impossibili da negare.

Si incontrano per la prima volta in mezzo alla neve e, beh, Jon dovrebbe ucciderla con un colpo netto per tagliarle la testa. Ma non ci riesce.

Forse in modo più evidente nella serie tv rispetto ai libri, la grandezza di questa relazione è resa in modo davvero moderno e avvolgente, attraverso battute di spirito, sarcasmo, dialoghi davvero irriverenti e perfetti.

 Ygritte: «Io sono una donna libera!»

Jon: «Sei una donna libera?»

Ygritte: «Posso anche essere tua prigioniera, ma sono una donna libera!»

Jon: «Se tu sei mia prigioniera non sei libera! Questo è ciò che significa ‘prigioniero’!»

Ygritte: «E tu credi di essere libero?»

Ygritte è una ragazza, una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, che non appartiene a nessuno, che lotta per la sua libertà, per il senso di lealtà, per il suo popolo. Di pari passo e con lo stesso furore tenta di contrastare i sentimenti che prova e che non vuole sentire per un giovane straniero, un nemico, Jon Snow.

Tuttavia, quando il coinvolgimento di entrambi non può più essere negato, è la prima a lottare per quell’unione tanto discussa e particolare, è la prima a battersi per se stessa e per il suo uomo.

Una lotta che non esclude macchinazioni e coinvolgimenti politici che, una volta emersi dalla fitta nebbia del Nord, porteranno inevitabilmente dolore, amarezza, senso di perdita.

In conclusione, la grandezza di Ygritte può essere racchiusa in una frase, una sola. E non sto parlando della celebre ‘Tu non sai niente, Jon Snow’ che imperversa un po’ ovunque, su magliette e tazze sparse qua e là sul globo, ma è un concetto che racchiude la forza e la femminilità insieme. È la frase che, più di tutte, riassume la sua visione della vita, il suo lottare per non avere né rimorsi né rimpianti.

Tu sei mio. Mio, come io sono tua. E se moriremo, moriremo. Tutti gli uomini devono morire. Ma prima … Prima vivremo!

Ovviamente un personaggio così pieno e ricco di sfaccettature e spunti viene fatto fuori da Mr. #UccidiamoTuttiIMieiPersonaggiPrimaCheMiSiRivoltinoContro Martin, in modo tanto improvviso quanto sconvolgente.

Come vi anticipavo, se siete amanti della serie, Youtube potrebbe creare dipendenza con tutti i video caricati sulla piattaforma, alcuni dei quali davvero ben fatti.

Vi lascio con quello che, personalmente e momentaneamente, reputo il migliore e che vede proprio Jon e Ygritte, nella loro semplice complessità. Buona visione!

Concludo con una piccola nota a piè di pagina …

Il caro Mr. Martin (che, non so se è chiaro, non stimo per nulla) avrà pure devastato questa fantastica storyline (una delle migliori della sua saga infinita, se posso dirlo) ma, grazie al fatto che Kit Harington (Jon Snow) e Rose Leslie (Ygritte) stanno insieme nella vita reale, ci tengo a dire:

«Beccati questa, Martin! Finalmente una gioia!»

Facciamo tutti un bel saluto e un sorriso all’autore del Trono di Spade.

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This is called Karma, my dear Georgie ❤

Arrivederci a tutti!

Ci rileggiamo il mese prossimo con … #GliIntoccabili!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #2

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Eccoci qua, un po’ prima del previsto, per il secondo appuntamento con la nuovissima e, spero, attualissima rubrica Sfogliando il mondo …

Dunque, oggi, come già nel precendente post (che, per chi se lo fosse perso, può trovare qui), vi parlo di un libro, un romanzo uscito ad Ottobre del 2016 e che, già dal titolo, si dimostra assolutamente presente alle dinamiche del mondo moderno.

Devo ammettere che la miccia che ha innescato in me la curiosità e la conseguente ricerca va fatta risalire, ancora una volta, al famoso quotidiano La Stampa, in particolare alle pagine di  Tutto Libri del 7 Gennaio 2017. Nell’inserto del sabato, infatti, è apparso un libro che, altrimenti, mi sarei quasi sicuramente persa!

Mi riferisco a Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra, di Sumia Sukkar.

Ringrazio inoltre la Casa Editrice Il Sirente che, ad una mia richiesta di maggiori informazioni, ha prontamente risposto e colmato alcune mie lacune (perciò grazie, grazie, grazie). Mi ha inoltre fornito copia digitale del romanzo pertanto … Davvero, datemi tempo qualche settimana e potrò parlarvi nuovamente e in modo ancora più approfondito di questo nuovo romanzo, a tratti poetico ma drammaticamente attuale.

il-ragazzo-di-aleppo-che-ha-dipinto-la-guerraIniziamo però ora a conoscerlo un po’.

Ad un primo sguardo, a mio parere, salta agli occhi in modo particolare la scelta grafica della copertina.

Voglio dire: è stupenda! Non trovate anche voi? Chiacchierando poi via mail con Chiarastella Campanelli, la curatrice di Altriarabi Migrante, collana della casa editrice Il Sirente (che, se non conoscete, andate a scoprire, perché pubblica dei veri gioielli di carta), ho potuto sapere che questa immagine è il frutto del lavoro dell’illustratrice Paola Equizi, a cui vanno i miei personali e sentiti complimenti.

La sovracitata Equizi è colei che segue l’aspetto grafico di tutta la collana Altriarabi Migrante, in cui, come avrete capito, è inserito Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra e che è dedicata ad autori europei con origine araba (sia nati sul suolo europeo sia arrivati in Europa già adulti).

In particolare, ho scoperto che i lavori di illustrazione nascono da un’interazione tra la Campanelli, curatrice della collana, e la Equizi, l’illustratrice: la prima legge i romanzi e, in un secondo tempo, consegna all’artista note che nascono dalla lettura delle storie e che l’artista traduce in immagini. Assolutamente geniale: in un mondo ormai governato da un’editoria in cui spopolano cover che poi non hanno nulla a che fare con il contenuto, devo dire che scoprire queste piccole ma fenomenali realtà è paragonabile ad una sana boccata di aria fresca. Un plauso a Il Sirente per questo!

Qui di seguito vi lascio infine con la trama, qualche infos scovata qua e là, il link d’acquisto e alcune note biografiche sull’autrice, Sumia Sukkar.

«Un reportage letterario pieno di colori da un luogo imprevedibile e spaventoso.»

Trama: “Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” racconta le intime sofferenze di una famiglia nel bel mezzo della guerra civile con un’empatia non comune, e con grande forza immaginativa. La storia è raccontata dal punto di vista di un ragazzo affetto dalla sindrome di Asperger, che vuole capire il conflitto siriano e i suoi effetti dipingendo le sue emozioni, creando un reportage letterario pieno di colori da un luogo imprevedibile e spaventoso. Sumia Sukkar crede che il ruolo dell’artista siriano oggi “è essenziale, in quanto dobbiamo ritrarre la bellezza che ancora esiste in Siria, nonostante la guerra in corso. L’arte è un mezzo potente per esprimere molte cose, e attraverso il mio romanzo e i dipinti di Adam ho cercato di esprimere l’inesprimibile, perché ciò che può perdersi nella traduzione letteraria può rivivere attraverso l’arte”.

Adam dipinge, sogna la compagna di scuola «dagli occhi color Nutella» di cui ha dimenticato il nome, legge Morte a Venezia di Thomas Mann e nota che Gistav Aschenbach ha un nome grigio. [Tutto Libri, La Stampa, articolo di F. Paci]

Autrice: Sumia Sukkar (Londra, 1992) è una giovanissima scrittrice britannica, figlia di padre siriano e madre algerina. Essere una scrittrice è sempre stato il suo sogno, che è diventato realtà frequentando il corso di laurea in Scrittura Creativa, alla Kingston University di Londra, dove tra i docenti ha incontrato il Dr. Todd Swift – poeta britannicocanadese e direttore della Casa Editrice Eyewear – che, estremamente impressionato dai suoi scritti, ancora sotto forma di work in progress all’epoca, l’ha incentivata a perseverare offrendole un contratto di pubblicazione.

Link d’acquisto: https://goo.gl/ibhNQr

Alla prossima!
Rachel
© Rachel Sandman

Sfogliando il mondo … #1

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Buona Domenica a tutti!

Oggi vi saluto con il primo appuntamento che dà il via ad una nuova rubrica che … Non sapevo nemmeno sarebbe nata.

Insomma, volevo scrivere questa sorta di segnalazione/riflessione ma poi mi sono detta: perché non renderla un qualcosa di un po’ più significativo di un articolo fine a se stesso?

Ecco dunque che nasce la rubrica Sfogliando il mondo, una insieme di spunti, analisi, discorsi (che spero diventeranno dialoghi e non monologhi) su argomenti di vario genere tratti dalla lettura di quotidiani o riviste o siti web.

Un cono di luce puntato sul mondo, su quello che ci circonda, sulle uscite cinematografiche, sui libri editi e scoperti per caso … Beh, avete capito credo (spero) …

Brevi accenni a fatti più o meno ordinari che non voglio passino sotto silenzio ma che cercherò, nel mio piccolo, di evidenziare qui; due righe su romanzi usciti da più o meno tempo e di cui, grazie ad un articolo letto per caso, scopro l’esistenza solo ora; eventi più o meno locali che vorrei valorizzare … Tutto questo e molto di più.

Ora però veniamo al sodo.


Il primo fatto di cui vorrei parlarvi oggi è il discorso di Michelle Obama, l’ormai (purtroppo) ex First Lady degli Stati Uniti d’America.

Il 6 Gennaio, in occasione della premiazione della school counselor dell’anno (ovvero la figura che in tutti i film o nelle serie televisive americane non manca mai, il consulente che aiuta i giovani nella scelta della facoltà universitaria e che li assiste negli anni del liceo), la Obama ha intessuto un’orazione fantastica e perfettamente incasellata nel meccanismo contorto che governa il mondo attuale. Ha parlato dell’importanza dell’istruzione, dell’importanza della diversità, dell’importanza del sogno americano (concetto a me personalmente molto caro e troppo spesso considerato ormai sorpassato).

Vi lascio qui alcuni estratti di questo discorso che, se non avete ancora avuto occasione, vi invito ad ascoltare per intero (la versione integrale nel video).

… questi ragazzi […] valgono, […] hanno qualcosa da offrire. Non importa da dove vengano, quanti soldi abbiano i loro genitori, non importa che aspetto abbiano, chi siano le persone che amano o il dio in cui credono, o quale lingua parlino a casa, loro hanno un posto in questo paese.

E parlando direttamente ai giovani …

… Sappiate che questo paese appartiene a voi, a tutti voi, a prescindere da quale sia la vostra origine o il vostro stile di vita. Se voi o i vostri genitori siete immigrati, sappiate che fate parte di una grande tradizione americana: il mescolarsi di nuove culture, talenti e idee che generazione dopo generazione ci hanno reso il più grande paese del mondo. […] Questo è il sogno americano. E se siete credenti, sappiate che la diversità religiosa è un’altra grande tradizione americana. […] Che siate musulmani, cristiani, ebrei, induisti o sikh, queste religioni insegnano ai nostri giovani che cosa sono la giustizia, la compassione e l’onestà, quindi io voglio che i giovani continuino a imparare e seguire questi valori con orgoglio. Vedete, la nostra grande diversità, le nostre diversità di fedi, colori e convinzioni non sono una minaccia a ciò che siamo: sono ciò che ci rende ciò che siamo.

Non lasciate che nessuno vi faccia sentire come se non contaste niente. Come se non ci fosse posto per voi nella nostra storia americana, perché voi ce lo avete un posto e avete il diritto di essere esattamente chi siete. […] Non abbiate paura, concentratevi. Siate determinati. Abbiate speranza. Credete in voi stessi e datevi la possibilità di una buona istruzione. Poi costruite un paese che si meriti le vostre illimitate capacità.

Penso non ci sia assolutamente altro da aggiungere.


Una seconda cosa di cui vorrei parlarvi in questo primo appuntamento di Sfogliando il mondo è, in realtà, un po’ un ritorno alle origini e si tratta di una segnalazione libresca.

_la-donna-dai-capelli-rossi-1481049975Nell’inserto Tutto libri del quotidiano La Stampa di ieri (7 Gennaio 2017), la prima pagina era occupata dalla presentazione di questo romanzo, un libro edito da Einaudi e che uscirà martedì 10 Gennaio 2017.

Si tratta di La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk.

Da come ho potuto capire leggendo l’articolo di Antonio Scurati, questo nuovo romanzo scritto dal premio Nobel del 2006 è intriso di contraddizioni e lacerazioni tanto nette quanto reali. La storia è ambientata a Istanbul, in cui convivono come una ferita immedicabile modernità e terrore. In essa si parla di laicismo e integralismo religioso, di civismo e terrorismo, senza tralasciare nulla (intellettuali turchi dissidenti, perdita di libertà civili, oppressione).

Vi lascio qui di seguito la trama del libro e il link d’acquisto.

Trama: È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell’attrice che sul palco sa trasformarsi nell’eroina sensuale e perduta dei poemi. Cem è solo un umile apprendista quando la vede per la prima volta: non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti. La donna dai capelli rossi è un romanzo d’amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un’ossessione capace di cambiare il corso di un’intera esistenza.

Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai piú ritorno a casa. Per aiutare la madre Cem andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Rimarrà sempre con questo desiderio, con questa fame di storie, anche se la vita ha in serbo altro per lui: quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è lí che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna piú grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non potrebbe essere piú felice: non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama.

Con la storia di Cem, personale e universale allo stesso tempo, Orhan Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l’Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo piú sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore.

Link d’acquisto: https://goo.gl/8WZnTO


Spero che non vi siate annoiati in questo viaggio nel mondo da me diretto. Vi aspetto, se tutto va secondo i piani, la prossima settimana con nuovi spunti e riflessioni Sfogliando il mondo!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

Robert Mapplethorpe a Torino

Il 30 Dicembre 1946, a Chicago, nasceva Patti Smith.

A pochi giorni dal suo settantesimo compleanno (Happy Birthday Patti!), a poco più di 70 anni di distanza da quel lunedì e, ahimé, a chilometri di distanza dalla città del vento, mi ritrovo qui a parlarvi di un evento unico che è la cornice perfetta per onorare il compleanno della sacerdotessa del rock e per scoprire, o riscoprire, uno dei fotografi più irriverenti e scomodi della storia più o meno recente: la mostra dell’anima gemella della Smith, Robert Mapplethorpe.

La Galleria Franco Noero di Torino ha allestito, per la prima volta nelle sale che danno su piazza Carignano (al civico numero 2, in un edificio di fine Settecento) una personale in collaborazione con The Robert Mapplethorpe Foundation.

Una mostra che è un viaggio crudo e concreto tra le passioni di Mapplethorpe e le sue idee anticonformiste e estreme, reso nella maniera più nitida possibile.

Le sale che ospitano i 98 scatti sono cornici scarne ma assolutamente perfette che, con le loro volte immense, gli affreschi orientaleggianti e i pavimenti in legno scricchiolante, rendono le opere di Robert come fari abbaglianti che avvolgono, coinvolgono e colpiscono chiunque visiti la mostra.

L’intera carrellata di scatti e il susseguirsi delle tematiche si srotolano, sala dopo sala, in una sorta di fuga al rallentatore che sboccia, qua e là, in fotografie dall’impatto assoluto e che tolgono il fiato.

15057867_676742955826917_1618797305_nImmenso e intrepido è l’Autoritratto che, grazie anche a un gioco di specchi mirabilmente usato e diretto, crea una vera calamita per il visitatore che, in ogni angolo, si sente in qualche modo osservato e analizzato dallo sguardo onnisciente del fotografo fotografato.

Il genio di Mapplethorpe luccica dietro ad ogni fotografia, dietro ad ogni scatto catturato nel momento perfetto, in un gioco di luci e ombre, di strutture fisiche e architetturali che si mostrano solide e morbide al tempo stesso.

La delicatezza dei fiori, misteriosi e ambigui, accompagna le menti curiose di chi si addentra, passo dopo passo, in una delle mostre più belle e chiare degli ultimi anni.

La grandezza sta nella semplicità dell’insieme, presentato senza fronzoli e decori inutili, lasciando agli scatti il ruolo di veri protagonisti dello spettacolo che prende il via, attraverso fotografie di volti e architetture classiche, di corpi e anime messe a nudo.

15822458_1236115163137810_1623154400_nOvviamente, in un evento del genere, non poteva mancare lei, la grande musa: Patti Smith c’è ed è così grande da essere immersa negli altri senza sovrastarli o contrastarli. I due scatti che la coinvolgono in prima persona sono entrambi potenti nel loro essere totalmente diversi.

Due accortezze per i visitatori.

Prima di immergervi e perdervi nella contemplazione delle opere, munitevi di piantina gentilmente fornita dall’organizzazione. Oppure, altra possibile soluzione per non perdervi nessun dettaglio e per vivere, grazie ai titoli delle singole fotografie, un’esperienza completa, fate come la sottoscritta: gironzolate qua e là, guidati dall’istinto, e poi, in un secondo momento, munitevi di mappa e rifatevi nuovamente gli occhi.

Infine: fate particolare attenzione. Non so se sia un fatto realmente voluto da chi ha allestito la mostra o se sia una coincidenza, una di quelle legate al destino e alle anime inevitabilmente e imprescindibilmente legate, ma respirate davvero l’opera che vede la grande Patti Smith in primo piano, di profilo. Ammirate lei, le linee solide del suo viso, l’ammasso incasinato dei suoi capelli e poi … Seguite il suo sguardo. Riuscite a indovinare dove è diretto?

Questa è grandiosità. Magia. Unione di anime. Perfezione.

Se ancora non le ho scritte, ecco qui le note tecniche per la visita.

Allora, la Galleria Franco Noero si trova a Torino in Piazza Carignano n° 2 (per chi conosce un po’ la zona, è la piazzetta dietro l’ingresso del Museo del Risorgimento). La mostra personale di Robert Mapplethorpe sarà visitabile fino all’11 Febbraio 2017 nei seguenti orari: dal mercoledì alla domenica (dalle h. 12.00 alle h. 20.00). L’ingresso è completamente GRATUITO.

Siete ancora qui a leggere? Ma siete pazzi? Alzatevi e correte! Non perdetevi questa mostra, se potete!

NB. Chi mi conosce sa che non c’è mostra senza il mio personale consiglio su: canzoni ideali da ascoltare durante la visita.

Ecco le mie scelte, ovviamente tutte firmate Patti Smith:

  • Wild Leaves;
  • Little Emerald Bird;
  • Horses.

Buona visita! E buon ascolto!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

Gift from the City of Angels!

Buongiorno!

Il 2016 è ormai quasi agli sgoccioli, noi tutti siamo appesantiti dai vari cenoni e dai pranzi – abbuffate del Natale tanto che, quasi obbligatoriamente, siamo costretti a rotolare più che spostarci in giro per la casa in questo ultimo tratto di Dicembre.

Accade però, talvolta, che il suono del campanello ti fa scattare come una molla dal divano in cui ti eri accoccolata stile ‘pachiderma’ e che la vista del piccolo e anzianotto postino, in tenuta giallo fluo, che stringe un pacco sospetto ti rende improvvisamente euforica e dà una svolta piacevole alla giornata che, a dirla tutta, era cominciata in modo alquanto grigiastro.

giftEd infatti … Eccolo lì! Il mio personal gift, il regalo che ogni anno, come da tradizione, faccio a me stessa, della serie: da Rachel per Rachel …

Molto probabilmente ad alcuni qui potrebbe non interessare assolutamente nulla ma siccome, da buona scrittrice, da persona dall’animo alquanto artistico e sognante, sono in queste cose un po’ egocentrica … Ecco che condivido con voi il mio autoregalo!

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Sorvoliamo, vi prego, sulla faccia ancora parecchio ‘nel mondo dei sogni’ e concentriamoci sulla meraviglia!

I’m an unusual lady

Per le Obsy, Sassenach e Outlander Addicted … Questa maglietta non dovrebbe esser nuova e se ve lo state chiedendo, vi posso dare la conferma: è proprio quella che la cara Caitriona Balfe ha realizzato, in collaborazione con Represent.com (che ha appunto sede a LA) e che mi è finalmente arrivata!

Per chi non lo sapesse, la star della serie Outlander che dà il volto a Claire Fraser (no, non la chiamerò mai Claire Randall, fatevene tutti una ragione, Ron Moore in primis) ha, qualche mese fa, realizzato una campagna per raccogliere fondi a sostegno dell’associazione World Child Cancer, di cui fa parte e che sostiene fermamente.

ADORAZIONE IMMENSA! Per questa iniziativa e, materialmente parlando, per questa maglietta (Black is Always my Choice!).

Inoltre, cosa da non sottovalutare, fa pendant con la mia attuale sfumatura di capelli (un mix di rimasugli bluette e azzurri, con tracce verdi che non so da dove siano saltate fuori!).

Quindi … Buone Feste a ME!

#PeaceAndLove

Rachel

© Rachel Sandman

Ascoltate l’Urlo … Prima che diventi Eco …

Mi sono chiesta, più volte, se scrivere o meno questo post.

Ho analizzato la cosa, abbozzato qualche idea, cancellato il tutto, ricominciato.

Forse non è il modo giusto, forse non è il luogo giusto, forse si può pensare sia bigotto o quanto meno una scelta particolare … Ma alla fine sono qui.

Perché questa storia merita di essere raccontata, almeno in parte, almeno per quanto mi riguarda.

Ho tolto i sassi dalle scarpe
e levigato i calli
da Roma Nord fino alle Ande
diventando grande,
ho fatto passi in queste lande
degni dei giganti
per ritrovarmi in ogni caso
a casa fra le carte …

Capita spesso, soprattutto in questi ultimi anni, di appassionarsi a reality show, talent, programmi di vario genere e capita, più o meno raramente invece, di essere colpiti da qualcuno che ha quel qualcosa in più, quell’X Factor che non è l’estensione vocale o il passo di danza impeccabile, ma è una sorta di aura che avvolge e coinvolge chi ascolta, chi guarda, chi sta attorno.

Ecco … In una società come quella di oggi capita spesso di appassionarsi ai ragazzi, più o meno giovani, che partecipano a questi programmi, di seguirli, di diventare loro fan e poi …

Poi talvolta ci si scorda di loro. Il supporto resta un mi piace rauco e stanco in uno dei tanti post di Facebook, un cuoricino stampato su una foto di Instagram, un retweet sul social dei cinguettii.

Non voglio essere ipocrita, è successo anche a me.

Tifi per qualcuno, poi questo vince o perde o sparisce e tu … Tu lo dimentichi.

La gente si dimentica
si scorda in un secondo
anche soltanto che tu possa stare al mondo
ma come disse un sommo dall’alto del suo intelletto
non puoi fermare il vento,
solo fargli perder tempo …

Vittorio è stato uno di quei ragazzi, uno dei tanti che è passato in uno di quei fantomatici reality/talent e che, esattamente un mese fa, è volato via.

Un rapper paranoico, dallo stile secco, asciutto e senza filtri. Un ragazzo con piercing e capelli rasta, con gli occhiali dalla montatura rotonda e il sorriso impresso sul viso.

Un’anima particolare, senza dubbio.

Un creativo, vivace e fragile allo stesso tempo, pieno di colori come una foglia d’autunno che, in un niente, si accartoccia su se stessa, si sposta in balia del vento avverso e perisce, nel nulla, lasciando però una traccia impercettibile ma presente.

Petrolio, la canzone di Cranio Randagio, è la scia, la traccia.

Anche chi, come me, ha perso l’urlo di questo ragazzo di vent’anni in mezzo al frastuono, al chiasso del mondo, rendendolo silenzio, grazie a questi versi ottiene una possibilità.

Questa è un’occasione unica che, sentita a posteriori, dà i brividi ma che va sfruttata, assolutamente.

Questo testo ha, secondo me, lasciato l’impronta, un’eco infinita che, se ascoltata, ti scaglia addosso riferimenti più o meno velati alla letteratura contemporanea, ai grandi successi cinematografici e, soprattutto, alla vita: quella vera, sia chiaro!

Nessun fatto romanzato, niente abbellimenti scenici, solo episodi chiari e crudi, nella loro semplicità più dura.

… lei mi vuole ai talent
dice che il talento vale il doppio quando è in copertina
non ci arriva che mi dovrei ricoprire di mantelli come Harry fino a scomparire
qua la fama è fieno nel fienile
e se il fattore arriva infilza col forcone fotte tutte le tue aspettative.
È facile perire … 

Il rap, si sa, non è il genere che ascolto normalmente; tanto meno la musica italiana in generale, ma questi versi hanno quel famoso qualcosa.

Ti corrodono dentro, come un martellare in testa infinito che ti si scaglia addosso senza giubbotto di salvataggio e ti inabissa, in un vortice fatto di esperienze, vita, scelte, più o meno discutibili, certo, ma non per questo da condannare, a priori.

Invito voi, lettori, chiunque avrà occasione di leggere queste mie poche parole, per caso o per fiducia, ad ascoltare questa canzone, a viverla, a respirarla, a sentirla con attenzione. Prendetevi 4 minuti e 11 secondi, mettetevi un paio di cuffie e riflettete, fino all’ultimo verso, fino all’ultima nota suonata.

Non interrompete a metà, continuate: fate risuonare nelle vostre orecchie, nella vostra auto, nella radio del vostro negozio, tra le pareti di casa il suono e la voce di questo giovane che tanto aveva da dire e tanto ha detto, nonostante tutto, nonostante tutti.

Io volerò, volerò via
come un gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul torso smorzando la scia
io volerò via, io volerò via
perché nel cielo c’è molto di più
che in questa terra sbranata da gru
che in questo oceano sempre meno blu …

Buon viaggio, Vittorio. Buon viaggio, Cranio Randagio …

Nessun non ce la farai
vale quanto un non mollare.

Rachel

© Rachel Sandman