Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino – Recensione

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Buongiorno!
Oggi finalmente posso dirvi la mia su Baby Don’t Cry, libro di Paola Garbarino che ci ha fatto compagnia per tutta la settimana grazie ad un Mini BlogTour d’eccezione, realizzato in collaborazione con il blog Bookheart. Se vi siete persi la tappa relativa alla Playlist, vi rimando qui. Se, invece, avete seguito i vari spazi e approfondimenti, non vi resta che procedere nella lettura di questo post in cui troverete, riassunte, tutte le infos del romanzo e, soprattutto, la mia personalissima opinione.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]Titolo: Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.


Recensione: Dire che amo i romanzi di Paola Garbarino ormai non è più una novità, anzi: è un vero e proprio dato di fatto. L’ho conosciuta con Come la coda delle comete e ho adorato le storie di Non ricordo ma ti amo e Strange Love.
In questo romanzo, Baby Don’t Cry, l’autrice fa un salto ulteriore e tesse una rete di dettagli immensa e complessa, a tratti forse ridondante, ma introspettiva e assolutamente reale.

Paola Garbarino tende generalmente a scrivere storie d’impatto, in cui i personaggi sbagliano, cadono, si rialzano, imparano, crescono. In questo suo ultimo lavoro io, personalmente, ho trovato l’analisi psicologica egregiamente gestita, con salti temporali ad ogni cambio di capitolo, con una serie di elementi che vengono accennati qui e spiegati là, quando magari tu stessa non li ricordavi più.

Mi rendo conto che, forse più dei precedenti, la figura femminile, Petronilla, è un personaggio difficile da digerire, talvolta insicuro, talvolta ripetitiva nei pensieri e nelle azioni ma io, personalmente, mi sono rivista tantissimo in lei, nel suo voler crescere senza però bruciare le tappe e se stessa. Petra è un’eroina fuori da ogni schema e genere che, obiettivamente, si ama o si odia … Io, come forse avrete capito, l’ho adorata: il suo legame con Milo che nasce in modo così, diciamo, originale, va avanti nel corso degli anni e la forma, la fa crescere, la fa amare, in modo a volte inconsapevole forse, ma in modo decisamente totalizzante.

Milo è stato, per me, un bel mistero: subito temevo, molto, che giocasse con lei, che il suo legame con Petra fosse sbilanciato, che non sentisse le stesse cose che, palesemente, la protagonista provava. Poi, procedendo nella lettura, è stato subito chiaro come lui, al contrario di lei, riesca a esprimere i suoi sentimenti e, nonostante le discussioni e i punti di scontro, è sempre Milo, salvo rare eccezioni, a sbilanciarsi per primo. Ho amato la sua tenerezza nascosta sotto quei ricci scuri, ho ammirato la sua dedizione nei confronti di colei che da sempre gli ha rubato il cuore e che, allo stesso tempo, lo ha maltrattato più volte.

Insomma, Baby Don’t Cry è un romanzo doloroso, con un ritmo narrativo complessivamente lento ma non per prolissità delle frasi o dei capitoli, anzi. La lettura di questo libro è lenta perché non resta in superficie ma scava, sempre di più, all’interno delle dinamiche e delle anime della coppia protagonista, creando una storia realistica ed eccezionale insieme.
Quindi, per l’ennesima volta, vi invito a NON perdervi questo nuovo romanzo di Paola Garbarino. Fidatevi!
E non dimenticate che domani, sul blog Bookheart, potrete leggere un’ulteriore opinione su questo libro.

Rachel

© Rachel Sandman
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Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino #Playlist

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Buongiorno!

Oggi, come vi ho accennato nella tappa di ieri, torniamo a parlare di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino con un focus particolare sulla musica, elemento che io amo particolarmente e che, come sempre, è importante nei romanzi della scrittrice italiana.

Partiamo, innanzitutto, dalla canzone che, come ben avrete intuito, se conoscete il genere e girovagate, un po’ come me, nel mondo del rock, dà il titolo al romanzo.
Diamo inizio a questa tappa analizzando Don’t Cry dei Guns N’ Roses.

Don’t Cry è un singolo pubblicato nel 1991 dalla band statunitense. Il brano originariamente venne composto quando una ragazza, dopo aver detto addio al leader della band, Axl Rose, che la amava molto, gli disse, per l’appunto, di non piangere e gli preferì Izzy Stradlin. La canzone venne scritta proprio da Axl la sera successiva a questo episodio in soli 5 minuti.

Ovviamente, la canzone ha un peso importantissimo anche per i protagonisti di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino: Milo e Petra, infatti, condividono un momento particolare con questa canzone in sottofondo, con il testo musicato che rimbomba tra la pareti e che, a distanza di anni, diventerà la loro canzone.

Ci siamo già salutati appena sono arrivata alla festa; poi lui è parso molto impegnato a parlare con una nuova.
Il festeggiato è un patito di musica revival, soprattutto degli anni Novanta a giudicare dalle canzoni che hanno suonato finora; in questo momento sta risuonando Don’t cry dei Guns n’ Roses.
Milo mi tira più vicina e i miei battiti accelerano. In realtà credo che siano accelerati dall’istante in cui ho visto chi stava tendendo la scopa.
È caldo. I maschi sono più caldi di noi ragazze. Il suo odore è buonissimo, sa sempre di pulito, non come certi che ti fanno dubitare che in casa possiedano del detersivo.

Detto ciò … Non è finita qui! Perché se, da un lato, la Garbarino stabilisce e decreta il successo dei Guns N’ Roses la colonna sonora della storia tra i due protagonisti del romanzo, dissemina qua e là anche altri brani musicali più o meno conosciuti. Tra tutti, oltre ad un elenco fantastico che troverete in fondo al romanzo, al termine, vi lascio qui due canzoni a cui io stessa sono particolarmente legata:

Se questa tappa vi ha incuriosito … Non perdetevi la tappa di domani sul blog Bookherat! Noi ci rivediamo presto, prestissimo, con la recensione di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino.

Rachel

© Rachel Sandman

Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino

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Buongiorno!
Oggi apriamo la settimana con un evento d’eccezione, un Mini BlogTour che coinvolge la sottoscritta e il blog Bookheart e che ruoterà attorno all’ultimo romanzo di Paola Garbarino dal titolo Baby Don’t Cry.
Siete pronti?
Iniziamo, oggi, con una tappa di presentazione, con l’inserimento di un estratto.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]
Titolo: 
Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.

Presente

Cercai di concentrarmi e di non guardarlo. Se lo guardavo impiegavo molto più tempo, perché mi perdevo nei dettagli del suo viso, del suo corpo, delle espressioni che gli tiravo fuori.
Mi ritrovai con la schiena sul materasso in un secondo “Cazzo, Nilla, apri gli occhi!” ordinò.
Obbedii, il mio cinismo di solito scompariva, assieme al mio raziocinio e ai miei buoni propositi, non appena lo sentivo dentro di me. 
Scompariva anche la sua stronzaggine. Lo guardai. Ogni volta mi sembrava che avesse gli occhi di un altro colore, tanto erano cangianti, con quel grigio e quel castano dorato, a seconda della luce e dell’umore.
Milo era molto passionale ma mai volgare. Non era egoista e non mi faceva mai sentire come se mi stesse usando, anche se entrambi sapevamo come stavano le cose tra noi.
Era perfetto, a letto, ma ricominciava con le sue imperfezioni non appena si alzava da lì.
Il mio sguardo s’incatenò al suo e mi persi nelle sue iridi, nelle pagliuzze dorate, nelle ciglia lunghe e nere.
Spinse forte e io gridai, ma non era dolore.
Milo era un chiacchierone, sempre con la battuta pronta, che fosse ironica o velenosa; però a letto era silenzioso, nel senso che si lasciava andare a versi e sospiri, sexy, ma non con le parole. Non mi diceva quasi mai niente. E lo preferivo, il suo silenzio era carico di passione, di aspettativa. Mi sembrava che facesse molto rumore, più delle frasi a effetto che mi rifilavano gli altri.
Guardare Milo lasciarsi andare era molto eccitante, cosa che non era praticamente mai capitata con le avventure che avevo avuto; talvolta facevano delle smorfie buffe e riuscivo a stento a trattenere una risata, invece lui era sexy.
S’inarcò all’indietro mentre, contemporaneamente, mi acchiappava per i fianchi per tirarmi più vicina e io salii un altro gradino verso l’Eden. D’improvviso rallentò il ritmo e andò più a fondo, strusciandosi forte.
Sapeva come darmi il colpo di grazia.
L’onda stava per travolgermi e, quando capii che lui era vicinissimo, che si stava trattenendo solo per me, lo liberai: mi lasciai travolgere.
Socchiuse gli occhi e lo guardai mentre stava per venire, ormai conoscevo a memoria le sue espressioni, eppure ogni volta mi colpivano, mi affascinavano.
Guardare lui abbandonarsi era un miracolo che si perpetuava, la Bellezza che faceva male e che, al tempo stesso, ti faceva credere più fermamente che esistesse un essere superiore che l’aveva creato, perché non era possibile che il Caos avesse assemblato Milo Romano.

Baby

Noi ci rivediamo domani, con una tappa dedicata alla Playlist del romanzo, con un approfondimento particolare sulla canzone Don’t Cry.
Vi aspetto.

Rachel

© Rachel Sandman

 

Non posso dimenticarti di Sarah Bernardinello – Segnalazione

Buongiorno!

Esce oggi, 23 Ottobre 2017, un nuovo romanzo edito da Quixote Edizioni. Si tratta di Non posso dimenticarti di Sarah Bernardinello, un libro che appartiene al genere m/m.

Qui di seguito trovate tutte le infos, la cover e la trama.
Buona lettura!


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Titolo: Non posso dimenticarti
Autore: Sarah Bernardinello
Data d’uscita: 23 Ottobre 2017
Prezzo: € 3,59 (Ebook)
Editore: Quixote Edizioni

Trama: Ashley Miller è un informatico di giorno e uno dei baristi di un locale gay di notte.
Una tragedia famigliare lo ha costretto ad abbandonare l’Università per mantenersi e pagare i debiti, e le vicissitudini lo hanno reso cinico e duro, ma non è sempre stato così. Brillante studente di matematica, ma nerd timido, quattro anni prima Ash ha incontrato un ragazzo capace di fargli battere il cuore come mai gli è capitato.
Purtroppo per lui, silenzi e omissioni non sono l’ideale per costruire un rapporto.
Christian Pike è un avvocato che lavora in un prestigioso studio legale di Manhattan. L’invito di un collega ad andare in un locale dove non era mai stato, si trasforma in una scoperta emozionante: il ragazzo che quattro anni prima ha crudelmente respinto a causa del suo non essere dichiarato è uno dei baristi del locale. Un ragazzo che, malgrado il tempo trascorso, non ha mai dimenticato.
Chris fa di tutto affinché Ash lo perdoni per la cattiveria e le parole crudeli di cui l’ha fatto oggetto, senza però molto successo.
Sarà l’intervento di un collega di Chris a far sì che Ash cominci a cambiare opinione su quel ragazzo che non è riuscito a dimenticare, facendo i conti con i ricordi e le proprie paure.


#GoodLuckQuixote!
#GoodLuckSarah!

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Il Viandante di Jane Harvey – Berrick

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Buongiorno!

Oggi è il mio turno di parlarvi di questa nuova uscita targata Delrai Edizioni. Nei giorni scorsi più blog hanno ospitato tappe del BlogTour relative a Il viandante, romanzo di Jane Harvey – Berrick, primo capitolo della The Traveling Series.

Come avrete forse capito, questa storia, originale e unica nel suo genere, ruota attorno al mondo del circo. In questo mio appuntamento, ho scelto quindi di approfondire Il tour del circo, quello che vi terrà compagnia da un certo punto in avanti della storia.

Pronti? Bene, allora … Scaldiamo i motori e partiamo!

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Il punto di partenza del tour vero e proprio è Saint Cloud, capoluogo della Contea di Stearns, in Minnesota. Fairmont che trovate, un po’ più a sud, indicato, non a caso, con una ruota panoramica sulla cartina qui sopra, è l’ambientazione statica, quella che dà il via alla storia. Tuttavia è da Saint Cloud che i nostri protagonisti vivono quello che potremmo definire il punto di svolta, indicato iconograficamente con la scimmietta che non parla, sconvolta dagli eventi che accadranno qui (siate pronti e preparati, dunque!).

Da Saint Cloud poi il tour di spettacoli legati al circo e al mondo degli acrobati si sposta, seguendo l’itinerario riproposto, in modo un po’ artigianale, dalla sottoscritta e che vede ogni tappa segnalata dalle scimmiette che non sentono.

Cedar Rapids, nell’Iowa, è il primo step. Capoluogo della Contea di Linn, è una cittadina che si trova su entrambe le rive del fiume Cedar. Fondata nel 1838 era, in precedenza, terriotorio delle tribù native dei Fox e dei Sac.

La carovana poi si sposta e arriva ad Olathe, nello Stato del Kansas. Questa cittadina è caratterizzata da una popolazione multietnica: oltre alla maggioranza di bianchi, infatti, risiedono nella zona afroamericani, nativi americani, asiatici, oceanici, latini e ispanici.

Dopo un passaggio in Colorado, ecco che si approda a Salt Lake City, nello Utah. La città, popolosa e multietnica come le precedenti, ha la caratteristica di avere ampi spazi, in cui è tuttavia difficile spostarsi a piedi da un luogo all’altro. A pochi chilometri di distanza si estende il Grande Lago Salato che, nella sua parte settentrionale, diventa un deserto di sale.

Reno è la tappa che segue. Terza città più grande del Nevada, dopo Las Vegas e Henderson, sorge in una zona quasi totalmente desertica. La città è nota soprattutto per i casinò, per i divertimenti e per la vita notturna.

Infine, il tour del circo si conclude sulla costa occidentale degli Stati Uniti, nella notissima California, il più popoloso stato statunitense.

Ovviamente, Il Viandante di Jane Harvey – Berrick è tutto questo ma anche molto di più quindi … Continuate a seguire questo BlogTour nelle sue varie tappe che si concludono domani e non perdetevi l’imminente Review Tour che avrà inizio proprio qui, sul mio piccolo blog, con una recensione in anteprima il giorno dell’uscita, ovvero il 25 Ottobre 2017.

A presto!

Vi lascio qui il calendario relativo al BT. Se vi siete persi qualche tappa, rimediate!
Un bacio.

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Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×06

Outlander Banner

A. Malcolm è il titolo originale della sesta e attesissima puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie: sono già andate in onda la primaseconda, terza e quarta puntata).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Diciamocelo: questo episodio lo aspettavamo da sempre, da quando è finita la scorsa stagione, da quando ci hanno reso pubblica la lista con i titoli delle varie puntate, da quando abbiamo saputo che sarebbe durato più dei soliti minuti dei precedenti episodi.

Ha rispettato le nostre aspettative? Gesù Cristo di un Roosvelt … Sì!!!!!!!!!

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Ma, andiamo con ordine e, come sempre, cerchiamo di fare il punto delle varie situazioni.
Protagonisti di A. Malcolm sono loro, Claire e Jamie, Jamie e Claire, finalmente riuniti, finalmente di nuovo insieme, finalmente marito e moglie, di nuovo, o … Beh … Forse … Ok, per ora sorvoliamo su questo punto.

Ho adorato il modo in cui hanno gestito il loro progressivo avvicinamento, sia fisico che mentale. Claire si è preparata, è consapevole che quel giorno rivedrà l’amore della sua vita e tutte le sue reazioni e sensazioni sono, in qualche modo, già predisposte, già intrinseche in se stessa.
Jamie, al contrario, non sa che quel giorno la sua vita verrà ribaltata e ho trovato geniale il modo in cui Sam Heughan e Caitriona Balfe sono riusciti a mettere in scena questi sentimenti opposti che si uniscono e amalgamano nel reciproco desiderio e amore di Jamie e Claire.

A farla da padrone sono i dettagli: l’inquadratura che si concentra, spesso, sulle loro mani che si cercano, si sfiorano, si toccano e si aggrappano, l’una all’altra, è stata STRE-PI-TO-SAAAA! Ma vogliamo poi parlare di come i due sono impacciati, buffi e ironici ma, allo stesso tempo, riescono a mangiarsi con gli occhi, a spogliarsi con lo sguardo, a trasmettere quell’amore passionale che li ha sempre contraddistinti?
Io, personalmente, ho amato tutto ciò. Come ho apprezzato, molto, i parallelismi presenti ma non eccessivi tra le precedenti scene hot che avevano coinvolto i due: lo svelamento del matrimonio, lei che fa scivolare il foulard (o come si chiama) dal collo di lui come ai vecchi tempi del Castello di Leoch … Meraviglioso. Tutto stupendo.
Ho adorato anche le incertezze che, entrambi, provano e che non esitano a palesare, seppur con una punta di timore, all’altro: i mutamenti del corpo, i sentimenti che coinvolgono gli altri, le loro vite, i loro percorsi … Tutto geniale.

Un unico appunto, lo devo fare, è legato alle scena in cui lui guarda le fotografie di Brianna. Questo tratto è uno dei miei preferiti, almeno nella lettura di Il cerchio di pietre. Qui, al contrario, mi è parso un po’ sottotono e non so ancora cosa provare sulla scelta, chiara, di deviare dal romanzo della Gabaldon e di scegliere, sin da ora, di mettere Claire a conoscenza dell’esistenza di Willie. Non so, per me quel momento doveva essere tutto per Bree, per colei che, nella prossima stagione, sarà ancora più cruciale. Vedere quindi questo commento condiviso … Non mi ha fatto impazzire. Non so. Devo ancora rifletterci su, forse. Ho invece amato e i miei occhi si sono riempiti di lacrime quando Jamie ha ricordato Faith, con dolore e sentimento immenso.

Una scena che al contrario ho ADORATO è l’abbraccio tra Milady e Fergus. Ora, io qui lo dico e qui non lo nego: voglio più FERGUS nei prossimi episodi, più Cesar per tutti, grazie.
Il loro incontro è proprio quello tra una madre e un figlio. La delicatezza con cui lei accarezza la sua mano di legno, la dolcezza con cui lui le parla … ADORAZIONE!

In conclusione, non posso non parlare di lui, Ian Murray figlio. Allora, so che forse lo saprete già ma per chi ancora non lo sapesse … Lui è il mio personaggio preferito nei libri, colui che ho adorato e sentito, in ogni fibra, durante la lettura e il suo percorso di formazione. Ora, forse saprete anche questo … John Bell non mi ha fatto impazzire come scelta e non, badate bene, per antipatia o altro. Devo infatti dire che in questo episodio l’ho trovato molto nel personaggio e adorabile. MA … Devo dirlo, il make up degli uomini di casa Murray dovrebbe essere rivisto. Non è accettabile che un ragazzo noto per essere scuro, occhi scuri, capelli scuri … Appaia biondiccio e con la stessa coda di capelli terribile del padre … Un po’ di cura, insomma. Inoltre, nessuno mi toglie dalla testa che, sebbene in questi primi episodi l’attore sia davvero carino e sul pezzo, conoscendo la sua storyline … Non avremmo una trasposizione di livello per lui.

Non so come dire … Per ora il caro Bell resta un NI … #SorryNotSorry!

Noi ci rivediamo la prossima settimana, in attesa del nuovo episodio e di una domanda che mi ronza in testa: quando diavolo scoprirà IL SEGRETO di Jamie la cara Claire?

Staremo a vedere.


Best dell’episodio 3×06 per me … Il dialogo che più ho amato e in cui traspare l’appartenenza di Jamie e Claire e la gelosia che esiste, sempre, anche a anni di distanza …

C: «E poi come parte di questo accordo tu …»
J: «La risposta a ciò che stai pensando, Sassenach, è no.»
C: «Mi leggi nel pensiero, vero?»
J: «Ti stai chiedendo se ricavo anche qualcos’altro, grazie a questa attività.»
C: «Non che siano affari miei.»
J: «Non lo sono?»
C: «Sono affari miei?»
J: «Aye.»
C: «Quindi tu e Madame Jeanne non avete …»
J: «No.»


N.B. Ricordiamoci, sempre, da dove Jamie e Claire sono partiti e dove sono ora … Che storia meravigliosa.

E per citare … E ricordiamolo al mondo chi eravamo e che … SIAMO TORNATI!!!!

P.S. Grazie a Anto’s WoRID per le gifs!

Rachel

© Rachel Sandman

American History 2 di JD Hurt – Segnalazione

Buongiorno!

Oggi è tempo di segnalazioni. In questo post, in particolare, vi parlo di un dark romance young adult tutto made in Italy self: si tratta di American History² di JD Hurt, il quarto capitolo della Dark Necessities Series, disponibile a partire dal 23 Ottobre 2017 (ma prenotabile sin da ora qui).

Scorrendo in basso trovate la cover, la trama e tutte le infos relative a questa uscita.
Buona lettura!


American History 2 copertina

Titolo: American Hostory²
Autore: JD Hurt
Serie: Dark Necessities Series #4
Data d’uscita: 23 Ottobre 2017
Prezzo: € 2,99 (Ebook)
Editore: Self Publishing

Trama: Credevo di riuscire a strapparla dalle nostre vite, credevo che sarei riuscito a salvare Ryan. Tutto è andato distrutto; lei lo ha devastato. E ora entrambi pagheremo: perché se non lo salveremo sarà solo buio. Il mio buio.
Credevo che saremmo stati felici per sempre. Credevo che lei mi avesse salvato dalla violenza e dal terrore della mia famiglia; ma io non sono quello che pensavo. E ora devo pagare nel modo peggiore: perdendomi per sempre.
Credevo di avere capito tutto; credevo di avere salvato i miei affetti. Ero solo una povera sciocca, l’illusa di sempre. Ora che ho perduto ogni cosa e i fratelli Carroll sono stati la mia rovina posso solo pagare il prezzo delle mie scelte. La fine di ciò che ero.
Perché Marcia Horowitz non esiste più. Esiste solo l’oscuro passeggero.
Stephan, Ryan, Marcia: quando l’amore diventa sangue.

Nota dell’autrice: dal momento che le storie di Shiloh e Marcia avvengono in contemporanea o quasi e sono spesso concatenate, per capire il testo di American History 2, è opportuno aver letto tutti gli altri volumi della Dark Necessities Series (Stolen 1, Stolen 2, American History 1).

Infos sull’autrice: JD Hurt é l’alter ego di Elena. Ogni tanto si diletta a scrivere dark romance e poesie; è laureata in giurisprudenza ma fa tutt’altro nella vita. Ama il rock in tutte le sue sfumature, adora il cinema indipendente e gli scrittori maledetti. American History 2 è il secondo volume dell’omonima duologia che fa parte della Dark Necessities Series. Oltre la Dark Necessities Series composta da Stolen 1, Stolen 2, American History 1, ha pubblicato la Mafia Men Series e il thriller Oltre Il Bene.


#GoodLuckJD!

Rachel

© Rachel Sandman

Era mia madre di Emiliana Erriquez – Segnalazione

Buongiorno!

Esce oggi, 19 Ottobre 2017, Era mia madre, romanzo di Emiliana Erriquez e self. In questo post trovate tutte le infos, il link d’acquisto, la cover, la trama e un breve estratto in esclusiva.

Buona lettura!


ERA MIA MADRE

Titolo: Era mia madre
Autore: Emiliana Erriquez
Data d’uscita: 19 Ottobre 2017
Prezzo: € 2,99 (Ebook)
Editore: Self Publishing

Trama: ‘Era mia madre’ racconta la storia di Elena, una ragazzina che affronta l’asprezza e la difficoltà dell’immediato dopoguerra in una città del sud. Confinata nel proprio quartiere, nella propria casa, Elena scoprirà come sia difficile diventare adulta rinunciando spesso ai propri sogni, soffocando desideri e impulsi. La ragazzina instaura un legame speciale con suo fratello Pino, più grande di lei solo di pochi anni. I due vivono quasi in simbiosi, si cercano, si difendono, si divertono insieme fino a quando il destino deciderà per loro.
Un giorno nella sua vita arriverà Pino, un giovane uomo che porta casualmente lo stesso nome del suo amato fratello e che sarà in grado di regalarle amore incondizionato e indipendenza.
Elena, a costo di enormi sacrifici, riuscirà infine a riscattarsi e lo farà attraverso le persone più importanti della sua vita.

“Mentre viveva quegli anni aspri e si aggirava nei campi di grano sognando una vita diversa, Elena aveva l’impressione che il tempo propizio non sarebbe mai arrivato. Quello che non sospettava era che non solo sarebbe arrivato ma le sarebbe stato strappato via nel più crudele dei modi.”

Infos sull’autore: Emiliana Erriquez ha una laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita nel 2002 e un Master in Traduzione inglese-italiano. Con un passato da giornalista, ora si occupa a tempo pieno di traduzione dall’inglese all’italiano di libri di autori internazionali dopo aver vissuto per un breve periodo negli Stati Uniti. È autrice del saggio ‘Oriana Fallaci: una vita vissuta in pienezza’ vincitore del premio Giuseppe Sciacca 2006, sezione saggistica. Gestisce un blog, mammainlove.wordpress.com, in cui racconta la vita di una mamma che scrive e traduce.
Membro di EWWA (European Writing Women Association), del WLC (World Literary Cafè) e di IAN (Indipendent Author Network).
Le sue pubblicazioni sono:
Lasciami stare
Sono solo una bambina
Il mare è sempre lì che ti guarda
Non lasciami cadere
Tutti i colori del mio cuore
Ti aspettavo da una vita
Io sono Nina
– Era mia madre.


#GoodLuckEmiliana!

Rachel

© Rachel Sandman

La colonna di fuoco di Ken Follett – Recensione

Banner Ken Follett

Buongiorno!

Oggi, con una giornata interamente dedicata alle recensioni, si conclude il nostro BlogTour dedicato a La colonna di fuoco di Ken Follett.
Spero che abbiate seguito le varie tappe, le abbiate apprezzate e, soprattutto, passerete, ancora una volta, nei nostri angoli digitali per curiosare sulla nostra personalissima opinione riguardo all’ultimo romanzo legato a Kingsbridge ed edito da Mondadori.

Qui di seguito, troverete tutti i dati, la trama e, ovviamente, la mia recensione.
Buona lettura!


La colonna di fuoco.jpg

Titolo: La colonna di fuoco
Autore: Ken Follett
Serie: Kingsbridge #3
Data d’uscita: 12 Settembre 2017
Prezzo: € 16,99 (Ebook) – € 22,95 (Cartaceo)
Editore: Mondadori

Trama: Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

Recensione: Quando ho letto la notizia di questo romanzo, di questo ritorno nelle atmosfere e nei luoghi di Kingsbridge, ho avuto, come sempre, sensazioni contrastanti.
C’era infatti, da un lato, la voglia, la curiosità di leggere La colonna di fuoco e di scoprire i suoi personaggi ma, dall’altra parte, c’era anche un lieve sentore d’ansia e di tentennamento. Non possiamo girarci attorno, insomma, I pilastri della terra di Ken Follett resta, per me, ancora oggi, uno dei migliori libri che io abbia mai letto quindi vedere una nuova storia, collegata alla precedente per ambientazione e pathos, mi lasciava davvero titubante.

Poi ho iniziato a leggere il romanzo e nonostante, lo devo sottolineare, il primo di questa serie che attraversa i secoli, legata a Kingsbridge, resti per me inarrivabile e irraggiungibile, l’ho trovata una lettura piacevole e, a tratti, davvero ben approfondita e ampliata.

Mi spiego meglio, o almeno ci provo. La colonna di fuoco, a differenza dei due libri che lo precedono (I pilastri della terra Mondo senza fine), ha due cardini su cui ruota il tutto: la religione e l’atmosfera di mistero quasi da indagine e da spionaggio.  Due elementi che ho apprezzato, visto l’enorme lavoro che sta dietro e la fedeltà con cui Follett, ancora una volta, riesce a ricreare situazioni e fatti, ma che ho un po’ detestato visto che sono preponderanti rispetto alla linea narrativa, chiamiamola, più romantica e personale.

Ho trovato molto convincente, anche più dei precedenti romanzi, la ricostruzione storica: ad un certo punto, la scrittura dell’autore è così avvolgente e coinvolgente che mi sono persa anche io nei vicoli e nelle cattedrali descritte, senza alcuna barriera, credendoci realmente e fiondandomi a capofitto alla ricerca dei misteri.

Come sempre, in romanzi come questo, la quantità di personaggi che popola le pagine del libro è immensa quindi, inizialmente, mi sono un po’ persa tra nomi e capitoli vari. Tuttavia le figure sono molto ben delineate e, dopo poco tempo, riconoscibili nell’immediato.

In conclusione, questo libro è, ovviamente, una lettura complessa che richiede attenzione, visti i milioni di indizi disseminati qua e là, e cura ma, se sfogliato e conosciuto nel periodo giusto, è un libro magnetico che vi farà fare un viaggio introspettivo e non solo attraverso grandi città europee dell’epoca, attraverso credi e religioni del secolo e grazie ad una serie di personaggi protagonisti di più linee narrative che si intrecciano e si sciolgono in una trama che, ancora una volta, porta Ken Follett nell’Olimpo degli scrittori di questo genere.

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – La colonna di fuoco di Ken Follett

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Buongiorno!

Oggi un super appuntamento vi aspetta qui sul blog. Avete presente Ken Follett? Avete presente I pilastri della terra? Bene … Come forse saprete, poco tempo fa è uscito il romanzo La colonna di fuoco che altro non è se non il sequel di Mondo senza fine che era, a sua volta, la continuazione a secoli di distanza di I pilastri della terra.
Siete confusi? Spero di no.

Detto ciò, in questa tappa inizieremo ad immergerci nell’ambientazione, nei luoghi che troverete leggendo il romanzo. Gli ambienti restanti verranno trattati nella tappa di domani, come da calendario del BlogTour che trovate qui in fondo.

Allora, siete pronti a partire e ad iniziare questo nostro viaggio? Cominciamo.


Risultati immagini per sivigliaUno dei primi porti a cui dobbiamo attraccare è quello di Siviglia.
Una città sul fiume, ricca di storia, cultura, commercio.
In particolare, come forse già saprete, io amo la vena descrittiva di Ken Follett e lascio proprio che sia lui a parlarvi di questa città.

Siviglia sorgeva sui due lati di un’ansa del fiume. Nell’interno della curva, un’ampia spiaggia di sabbia e fango saliva dalla riva fino a un terreno più solido su cui si ergevano migliaia di case, chiese e palazzi stretti gli uni agli altri a formare la più grande città della Spagna.
La spiaggia era gremita di uomini, cavalli e buoi, impegnati nelle operazioni di carico e scarico delle navi, e di venditori e compratori che contrattavano a voce alta, tirando sul prezzo.

Come ben afferma lo stesso autore in un video che si trova facilmente su Youtube e che vi ripropongo, qui, in chiusura di articolo, è difficile per uno scrittore immaginarsi luoghi che non conosce. Ecco che quindi Ken Follett ha scelto di visitare personalmente i paesi in cui ha ambientato questa storia, ricreando poi, grazie all’immaginazione, una linea narrativa come sempre unica.

Immagine correlataUn’altra metropoli già in voga all’epoca, città di scambi, di curiosità, di occulto e di architettura, è Parigi. Ad essere oggetto di approfondimento in questo romanzo di Follett è, in realtà, il lato religioso della capitale francese.

La capitale era una roccaforte cattolica, piena di persone che si guadagnavano da vivere servendo la Chiesa e la monarchia. Lì i protestanti erano odiati.

Una città che, nonostante le ristrettezze, la rigidità, le regole imposte, appare Risultati immagini per map paris in 1550perennemente in festa, in un’atmosfera di sfarzo mai banale ma, talvolta, sopra le righe.

Ovviamente, il viaggio che l’autore compie in questo caso deve avere supporti e conoscenze storiche: la Parigi del XVI secolo era molto diversa rispetto a quella che visitiamo oggi. Cosa c’era già? Cosa era già stato costruito? Cosa, invece, non era presente?

Qui a lato vi lascio una mappa di Parigi datata 1550 che rende bene l’idea di come, ovviamente, la struttura della città non è mutata ma le architetture e le strade, così come la società ovviamente, hanno subito modifiche nette e sostanziali.
Un cenno in più va fatto poi in merito a Notre Dame, la cattedrale per antonomasia che, insieme a quella di Kingsbridge, è elemento fondamentale nei romanzi di Ken Follett sin da I pilastri della terra. Una struttura gotica ricca di fascino, mistero e curiosità, ieri come oggi.

Le cattedrali, come detto, sono un dettaglio che torna e lega le varie linee narrative che si svolgono e si sciolgono in La colonna di fuoco. Tra queste, vi è anche la cattedrale di Risultati immagini per anversa belgioAnversa, in Belgio, città che ospita per un tratto di strada i personaggi creati da Follett.

Anversa era circondata dall’acqua, si rese conto mentre esploravano la periferia. A ovest c’era l’ampia curva del fiume Schelda. Sugli altri tre lati la città era separata dalla terraferma da un canale cinto da mura. Il corso d’acqua era attraversato da ponti che conducevano direttamente a una porta fortificata. Si diceva che fosse la città più ricca del mondo, quindi era naturale che fosse ben difesa.

Per le ambientazioni inglesi e scozzesi, vi rimando alla tappa di domani che troverete sul blog Honey, there are never enough books. Ora però, per mantenere la promessa che vi ho fatto qualche riga fa, vi lascio qui di seguito il video in cui potete immergervi in quello che è stato lo studio della storia, dei luoghi e delle stoffe che ha occupato Ken Follett per la realizzazione di La colonna di fuoco e il calendario con le tappe del BlogTour.


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Rachel

© Rachel Sandman