Sempre e solo lei di Claire Kingsley – Recensione in Anteprima

Buonasera!

Esce oggi, 18 Luglio 2017, un nuovo romance edito dalla Quixote Edizioni. Si tratta di Sempre e solo lei di Claire Kingsley, di cui vi avevo parlato sia durante il Cover Reveal, sia durante la tappa del BlogTour con tanto di estratto.

Ma ora, è finalmente giunto il momento di parlarvi concretamente di questo romanzo.
Pronti?
Qui di seguito trovate tutte le infos, i link d’acquisto, la trama e la mia personale opinione.


Sempre e solo lei

Titolo: Sempre e solo lei
Autore: Claire Kingsley
Serie: Always #1
Edizioni: Quixote Edizioni

Prezzo: € 3,99 (Ebook)
Data d’uscita: 18 Luglio 2017

Trama: Il migliore amico di Kylie, Braxton, è l’uomo più bello che abbia mai conosciuto, con un corpo tonico e un sorriso che fa cadere le mutandine di ogni donna che incontra. Tranne Kylie. Circa. Kylie non vede l’ora di smettere di uscire con le persone sbagliate e di trovare quella giusta. Sebbene Braxton le tolga il respiro, sa che con lui sarebbero solo problemi. È solo un altro playboy, e lei è stanca di giocare. Ma Braxton non è l’uomo che pensa che sia. La ragione per cui si comporta così male con le donne è semplice: nessuna di quelle con cui sta è realmente quella che vuole. Nessuna di loro è Kylie. Braxton vorrebbe amare Kylie in ogni modo possibile, ma c’è sempre un ostacolo. Quindi rimane suo amico, guardandola frequentare uomini troppo stupidi per apprezzare quanto lei sia speciale, sempre preoccupato che il prossimo non lo sarà. Il prossimo sarà l’uomo che gliela porterà via per sempre. Amare Kylie vorrebbe dire rischiare di rovinare per sempre loro amicizia, ma perderla potrebbe essere più di quanto Braxton sia in grado di sopportare.


Recensione: Amate le storie che coprono anni di relazione? Amate i legami travagliati tra migliori amici? Amate le storie che si leggono tutte d’un fiato, con un sali scendi di emozioni che conducono, con verve e sensualità, il lettore al sospirato lieto fine?
Bene, se avete risposto in modo affermativo alle domande qui sopra, NON potete perdervi Sempre e solo lei di Claire Kingsley, edito dalla Quixote Edizioni (che ringrazio, qui, sia per avermi permesso di partecipare al Blog Tour che ruota attorno a questo titolo sia per la copia digitale).

Non potete assolutamente perdervelo perché, nonostante la prima parte mi abbia ricordato per schema, tematiche ed evoluzione il forse a voi noto Dream – Patto d’amore di Karina Halle, in seguito questa storia acquista forza, personalità e originalità.

Lo schema è il classico triangolo composto da fratello, sorella e migliore amica. Nonostante i tre formino un trio ben oliato (almeno all’apparenza), in realtà i loro rapporti sono molto complessi, intimi e articolati.

La figura preponderante dell’intero romanzo è, senza ombra di dubbio, Braxton. Massiccio, fisicamente imponente, nasconde un animo non fragile ma molto dolce e comprensivo: sulle sue spalle grava il peso del lutto dei genitori e l’amore sconfinato per la gemella, Selene (personaggio che, nonostante il finale, nonostante il ruolo da protagonista che avrà nella prossima storia della serie, ho odiato fino al midollo).
Accanto a una figura così totalizzante non poteva che esserci una donna altrettanto completa e piena di contenuti: l’autrice è stata bravissima a creare il personaggio di Kylie in modo terribilmente umano ma, allo stesso tempo, coerente e deciso.

La nota che però, permettetemi di dire, rende questo romanzo una storia DA LEGGERE è il tatto e la premura con cui Claire Kingsley ha reso il rapporto tra Braxton e Kylie. Il loro è un legame che, sin dalle prime battute, è una presenza quasi tangibile e concreta. Come ben spiega in una nota al termine del libro, l’autrice ha inserito quelle piccole note di intimità naturale, di cameratismo, di condivisione che non sono solo belle da leggere ma rendono il tutto un pacco non solo confezionato bene ma anche dal contenuto strepitoso.

Il fatto poi che la Kingsley abbia inserito veri e propri tasselli sparsi qua e là (la faccenda del caffé condiviso, ne vogliamo parlare? La naturalezza di quel gesto … Ho adorato quel pezzo!) senza dar loro peso ma raccontandoli così, come pietre levigate in un movimento incessante dello scorrere di un fiume, come parte naturale del tutto, donano alla storia una credibilità maggiore e totale.

Una nota va, inoltre, alla forma: la traduzione così come la forma sono due aspetti assolutamente curati e ben presentati (un plauso, dunque, al lavoro della casa editrice): nessun errore, nessun refuso hanno, ai miei occhi, intaccato la lettura. Cosa che, al giorno d’oggi, è ormai una rarità. Chapeau Quixote!

In conclusione, come ho già anticipato, non ho particolarmente apprezzato la figura di Selene, un po’ estrema, un po’ narcisista. Ciò non toglie, tuttavia, la mia enorme curiosità nei confronti del secondo romanzo della serie che ruoterà proprio attorno a lei: una storia che non viene minimamente accennata in questo romanzo e che quindi mi rende ancora più interessata a sapere e a conoscere dettagli sino ad ora rimasti nell’ombra sia della storia personale sia del carattere proprio di questo personaggio che, durante la lettura di Sempre e solo lei siete autorizzati a detestare (almeno un pochino!).

#GoodLuckClaire! #GoodLuckQuixote!

Rachel

© Rachel Sandman

 

Non ricordo ma ti amo di Paola Garbarino – Recensione

Buongiorno!

Oggi, è con piacere che vi parlo di un libro che è nel mio kindle da parecchio (grazie alla generosità dell’autrice) e che, finalmente, sono riuscita a leggere. Oggi vi racconto Non ricordo ma ti amo di Paola Garbarino, un libro self made in Italy.
Qui di seguito trovate tutte le infos, il link d’acquisto, la trama e la mia opinione.

Buona lettura!


Non ricordo ma ti amo.jpg

Titolo: Non ricordo ma ti amo

Autore: Paola Garbarino

Prezzo:  € 2,99 (Ebook) – € 12,99 (Cartaceo)

Editore: Self Publishing

Trama: Cosa potrebbe succedere se un artista playboy si scontrasse con una giovane wonderwoman travestita da insegnante delle scuole medie?
William è così abituato alle ragazze che gli cadono ai piedi, che non può credere di essere stato brutalmente liquidato con battute al vetriolo da Luna, la coinquilina della sua ultima conquista di cui non ricorda neanche il nome. Resta talmente affascinato da lei da farla diventare la sua prossima scommessa. Comincia a raccogliere notizie e a cercare d’incontrarla con ogni pretesto, mentre Luna è determinata a non lasciar entrare nella propria vita un tipo come lui… ma William ha dei segreti che solo lei riesce a intravedere oltre quella maschera di superficialità e strafottenza e, inevitabilmente, ne rimane attratta. Forse anche per lui la scommessa non andrà come aveva previsto.
Ed è così che i sentimenti emergono oltre la scorza, l’attrazione può sfociare nell’amore.
Ma il destino sembra non essere ancora pronto per loro. William riapre gli occhi in un letto d’ospedale: non ricorda più nulla degli ultimi tre anni, nemmeno la ragazza con cui sta da più di un anno. Un brutto incidente in moto ha spezzato a metà il filo della sua vita, la sua vita con Luna.
Vale la pena cercare di ricordare e rivangare il passato o è meglio ricominciare da zero e costruirsi un nuovo futuro? Se siamo ciò che viviamo, ciò che abbiamo vissuto, chi diventiamo senza i nostri ricordi?

Una storia travolgente e divertente, commovente e romantica. Un amore che corre in bilico tra il passato e il presente, un dialogo aperto tra i due protagonisti William e Luna, che lentamente dovranno imparare di nuovo a conoscersi e ad amarsi.

Mi stringe fortissimo, affondando la faccia nel mio collo.
Restiamo così per un lungo momento, estemporaneo, mentre il temporale ricomincia, forte, i tuoni squassano il nostro silenzio ma fanno meno rumore del mio cuore.
Riprendo possesso del suo volto, lo ricopro di baci e lui resta lì a goderseli, con gli occhi socchiusi, bellissimo.
“Hai sempre detto che non ti piacevo.” sussurra, ancora con gli occhi serrati.
“E tu hai sempre detto che ero una bugiarda.”


Recensione: Non ricordo ma ti amo è un libro MERAVIGLIOSO. Penso, sul serio, che in questo romanzo Paola Garbarino si sia superata, creando una storia formata da una serie di tasselli emotivi comunemente conosciuti, incastrati a formare un puzzle dalle linee originali e uniche.

Ma, andiamo con ordine e partiamo dal principio.
Ho amato, sin da subito, le citazioni più o meno brevi che introducono ogni capitolo. Sono delle piccole tracce che, inizialmente, appaiono sfuocate ma che, leggendo le pagine a cui sono collegate, acquistano spessore e vita (al termine del libro, mi è venuto davvero voglia di conoscere questa graphic novel di Neil Gaiman dal titolo – ditemi voi se non è destino questo! – Sandman!).Kit Harington

In secondo luogo, la coppia protagonista è assolutamente reale e genuinamente tormentata. William, con il suo essere ombroso e playboy, pare essere uscito da un classico new adult pieno di cliché ma, leggete bene qui, il lato artistico e sensibile, che viene fuori nel suo lavoro, attraverso i suoi disegni, e il suo animo più autentico sono un tocco di eleganza che la Garbarino ha gestito con maestria mai stucchevole o eccessiva.Rose Leslie
Il personaggio di Luna, al contrario, parte con una descrizione dai tratti fragili e si irrobustisce piano piano, grazie sia allo sviluppo narrativo sia ad una maturazione che rende la protagonista di Non ricordo ma ti amo una delle ragazze di carta migliori dell’ultimo periodo.

In terzo piano, la scelta di narrare la storia con uno sfasamento temporale, con salti, ritorni e accelerazioni che mi hanno, da un lato, ricordato il mio amatissimo Emerald Gloom di Elle Caruso, ha reso la storia non solo originale ma tesa al punto giusto, in un costante bisogno di conoscere e sapere dettagli che si troncano, per poi tornare, più avanti, mai abbastanza presto ma sempre, a posteriori, al momento giusto.

Infine, la forma. Molti lettori e anche qualche blogger fuggono al solo sentir parlare di self perché li reputano prodotti non curati, o quanto meno non ai livelli dei romanzi editati da case editrici più o meno note. Io sono del parere, come sapete, che un romanzo è fatto dall’idea e dallo scrittore che pone le parole su carta e che poi, da solo o con aiuti (questo non è rilevante), riesce a limarlo sino alla (quasi) perfezione. Ecco, Paola Garbarino riesce in questa operazione difficilissima e lo fa con grazia ed eleganza, nonostante tratti tematiche forti come lutti, tradimenti e apparenti ossessioni. Non risparmia nulla, affonda il coltello in tutte le piaghe e ferite aperte dei suoi personaggi (e del lettore!) per farli riemergere poi, più forti di prima, un po’ come una fenice che risorge dalle proprie ceneri.

In conclusione, vi posso dire che leggere Paola Garbarino non è una passeggiata: non troverete mai la classica storiella che vi farà passare due orette in tranquillità, scordatevelo! Non ricordo ma ti amo è un sali scendi di vorticosi sentimenti che attorcigliano le viscere, fanno star male, vorrebbero portarti a urlare ma poi si fondono, a formare un finale degno di un film, in cui tutto viene spiegato, in cui tutto (anche ciò che meno avresti pensato di comprendere) acquista senso, in cui vorresti stringere la mano all’autrice per averti regalato una storia come quella di William e Luna.

N.B. Qui di seguito vi lascio un breve estratto, una riflessione che il protagonista, William, elabora nel corso del romanzo: Non ricordo ma ti amo non è solo un romance, è molto di più, e il pensiero sulla società in cui viviamo che vi propongo qui di seguito ne è la dimostrazione.
Buona lettura!

Siamo una generazione del cazzo, abituata alle cose veloci, da fast-food, convinta di essere forte, di saper volare, combattere mostri e trovare tesori, perché ci lobotomizzano coi videogame; illusi di poter comunicare in mille modi mentre invece ce ne restiamo al sicuro dietro lo schermo di un cellulare o di un pc; abbiamo perso il senso della realtà, dell’attesa, del mettersi in gioco, di rischiare il proprio cuore e metterci la faccia in prima persona. Odio i social network, tutti si fanno i cazzi di tutti ma in fondo non gliene frega niente di nessuno, si vive solo per facciata, si posta una foto solo perché sia piacizzabile, senza viverla, senza ricordare un benemerito nulla del posto o della persona. I Social sono delle arene peggiori di quelle dove i gladiatori si massacravano e sono vuote, false. Presto saremo recensibili con stellette da una a cinque e i nuovi reietti saranno gli impopolari, perderanno il diritto di voto, gli verrà negato l’accesso a determinate aree e non potranno ambire a certe cariche professionali. E io sarò uno di loro … 

Rachel

© Rachel Sandman

Il mio sbaglio più grande di Penelope Douglas – Recensione

Buongiorno.

Allora, oggi voglio parlarvi di una lettura che risale ormai a qualche settimana fa, Il mio sbaglio più grande, ovvero l’ultimo romanzo di Penelope Douglas che ho potuto leggere grazie alla Newton Compton Editori.

Chiarisco subito: ho dovuto attendere un po’ per scrivere il qui presente post perché questo romanzo mi ha completamente destabilizzato, seriamente.
Ma, vi assicuro, ora sono calma (più o meno) e posso garantirvi (forse) un minimo di coerenza per quanto riguarda la mia opinione sulla suddetta storia.

Come sempre, qui di seguito trovate il mio scatto, le infos con trama e link d’acquisto e la mia recensione o, per meglio dire, il mio personalissimo pensiero (si salvi chi può!).


Douglas

Titolo: Il mio sbaglio più grande (Corrupt)
Autore: Penelope Douglas
Serie: Devil’s Night Series #1
Prezzo: € 5,99 (Ebook)€ 8,42 (Cartaceo)
Data d’uscita: 10 Aprile 2017
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Si chiama Michael Crist. È il fratello maggiore del mio ragazzo ed è come quei film dell’orrore che guardi coprendoti gli occhi. È bellissimo, forte, e assolutamente terrificante. Non mi vede neppure. Ma io l’ho notato. L’ho visto, l’ho sentito. Le cose che ha fatto, i misfatti che ha nascosto. E non so quanto ancora riuscirò a tenere segrete le cose che gli ho visto fare.
Si chiama Erika Fane, ma tutti la chiamano Rika. È la ragazza di mio fratello ed è sempre in giro per casa nostra, sempre a cena con noi. Riesco sempre a percepire la sua paura, e anche se non possiedo il suo corpo, so di avere la sua mente. È l’unica cosa che voglio. Almeno finché non andrà da sola al college. Nella mia città. Indifesa. L’occasione è incredibilmente allettante. Perché tre anni fa per colpa sua alcuni miei amici sono finiti in prigione, e ora sono usciti. Abbiamo aspettato. Siamo stati pazienti. E ora tutti i suoi incubi stanno per avverarsi.


Recensione: Attenzione, attenzione. Urge subito un chiarimento: per tutti coloro che hanno amato questo libro, davvero, vi chiedo scusa, ma qui troverete la mia personalissima opinione quindi, tranquillizzatevi, vogliamoci bene comunque e permettetemi di dire che, di nuovo, io NON riesco a capire le scelte narrative di Penelope Douglas.

Allora, non siamo ai livelli di sconcerto della storia di Jax e KC della Fall Away Series (di cui vi ho parlato qui) ma … Dannazione, perché, Douglas mi fai questo?
Respiro profondo …

Avete presente quando un libro vi prende sin dalle prime pagine e, nonostante alcuni dettagli che vanno un po’ interpretati e determinate scene leggermente fuori asse e fuoco, vi sentite coinvolti e non vedete l’ora di scoprire come finisce? Bene … A me è successo questo, leggendo Il mio più grande sbaglio, fino ad un certo punto.

Ho apprezzato, lo ammetto, il protagonista maschile perché, al pari di Bax di Bad Love della Crownover, Michael non si mostra mai per quello che non è, va dritto come un carro armato in discesa e non si preoccupa dell’opinione della gente, della sua famiglia, di nessuno. Semplicemente è se stesso e la Douglas, in questo, lo caratterizza perfettamente, in un’aura cupa e nera che non si dirada nemmeno nel finale, mai.

Ma la caratterizzazione della protagonista fa acqua da tutte le parti, accidenti!
Oltretutto, come si fa ad accettare una determinata scena (qui, chi ha letto, alla parola sauna mi capirà immediatamente) se questa è incastrata all’altezza del capitolo 25, ciò significa quasi alla fine, all’80% della lettura del libro in formato digitale? No, voi che avete amato questa storia, me lo dovete spiegare.

Perché tutta la coerenza e la potenza del sentimento che, indissolubilmente, lega i due protagonisti, in quel contesto decade, così come la personalità della protagonista che, da ragazza forte, deraglia, inevitabilmente, e appare come una crocerossina di dubbio gusto le cui scelte non avranno, assolutamente, conseguenze: basti pensare che, nel capitolo successivo a questa sciagura, lei è tutta serena e non si pone nemmeno il problema che possano esserci ripercussioni nei rapporti interpersonali dei protagonisti.

Sul serio? Ma dove siamo?

Douglas … Perché? Ma, volevi così male a Rika, alla tua protagonista, che l’hai completamente disintegrata, riducendo la sua spina dorsale al pari di una sogliola lessa? Ma … Veramente?
Pensare che hai delineato personaggi tosti e coerenti con il loro percorso quali Tate, Madoc, Jared e Fallon (detto tra noi, ragazzi, io devo ancora leggere Aflame, ovvero Odiami come io ti amo, ma ora sono terrorizzata! Non affossarmi Jared e Tate, Douglas, te ne prego!). Cosa ti è passato nella testa quando hai creato Rika? O meglio, perché diavolo l’hai dovuta abbassare al livello di una povera missionaria in cerca di una buona azione a cui sottomettersi?

Aiuto! Ragazzi, io ho sinceramente fatto fatica a terminare questo romanzo che, nonostante avesse tutte le premesse di portare alla ribalta una nuova coppia di protagonisti di carta di primo livello, crolla, inesorabilmente, nella parte finale che, sebbene suggellata da un epilogo dai tratti che, oserei dire, sono addirittura teneri rispetto a tutto il resto che lo circonda, non riesce a risollevare le sorti di una narrazione che ha subìto un blackout enorme a un metro dal traguardo.

Un vero peccato, secondo me. Un’occasione persa per un dark romance di entrare tra i miei libri preferiti e un ennesimo punto di domanda sulla Douglas che, ora, ho seriamente paura a leggere ancora!

Rassicuratemi sul finale della Fall Away Series se potete, vi prego!

Rachel

© Rachel Sandman

Irene di Elena Sole Vismara – Segnalazione

Buonasera!

Allora, oggi sono particolarmente felice di parlarvi di Irene, il secondo capitolo della serie Ladri del cielo, scritta e pubblicata dall’autrice italiana Elena Sole Vismara. Se questo nome e il titolo non vi suonano nuovi, siete davvero dei lettori fissi del mio blog (bravi, bravi: pacche immaginarie sulle spalle di voi tutti da parte della sottoscritta!).
Vi ho infatti parlato di Luc in una recensione un po’ di tempo fa e ne ero rimasta davvero colpita.

Ora, finalmente, è giunto il momento di parlarvi del seguito, Irene, di cui trovate cover, infos e trama qui di seguito.

Buona lettura!


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Titolo: Irene

Autore: Elena Sole Vismara

Serie: Ladri del cielo #2

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 12,00 (Cartaceo)Editore: Self Publishing

Data d’uscita: 7 Luglio 2017

Trama: È nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio che le cose tendono a complicarsi, non è vero?
È proprio questo ciò a cui pensa Irene quando, a un passo dallo sfiorare la felicità con la punta delle dita, il passato di Luc torna a farsi sentire all’improvviso, prepotente e crudo.
Basta un attimo per far crollare ogni illusione, per porre Irene davanti a una scelta dalla quale sa in partenza di non poter uscire vincitrice, e una terribile verità emerge a tradimento, minando le basi di una fiducia costruita con tanta fatica.
Eppure non seguire quella vocina che in fondo al suo cuore non ha mai smesso di incitarla ad agire, a sottrarre Luc a un destino di sofferenza, è impossibile. Mettendo in gioco se stessa, la propria vita e forse perfino la propria anima, pur di riscattare quella di lui, Irene si imbarcherà quindi in un viaggio che la porterà nel profondo di un abisso.
Un abisso in cui scopre che niente è come sembra, nemmeno lei stessa, e da cui riemergere sarà quasi impossibile, nonostante un’inaspettata serie di aiuti. Può davvero, però, chiamare amici coloro che le sono venuti in soccorso?”

Infos dell’autore: Mi presento: mi chiamo Elena Sole Vismara e sono nata in provincia di Lecco, nel marzo del 1980. Adoro camminare in montagna, sono una kayaker più o meno entusiasta (diciamo, con una bella spinta da parte del mio compagno 😀 ), adoro i miei nipotini e soprattutto leggere, leggere leggere. Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere, ma mi sono cimentata per anni nella stesura di brevi romanzi e racconti, alcuni dei quali comparsi in raccolte pubblicate a livello nazionale: “365 Storie d’amore” e “365 Racconti d’estate”, editi da Delos Books, “Ogni volta è la prima volta” edito da Marsilio per AVIS e “Macerie”, edito da Les Flaneurs, i cui proventi sono devoluti alle vittime del recente sciame sismico in Abruzzo tramite la Protezione Civile. Con la serie “Ladri del Cielo” iniziata con “Luc”, di cui “Irene” è il seguito, ho voluto sperimentare la strada del self publishing.

Estratto: 
A quel punto ero così spaventata, stanca e senza vie d’uscita, da essere arrivata allo stordimento dei sensi: la paura ormai era diventata un rumore di fondo, presente, ma in qualche modo ignorabile.
«Bastardo.»
«No, mia cara, ti sbagli. Sono un purosangue. Ma non divaghiamo, ti stavo raccontando una storia.
Perché, sai, in questa storia c’entra una donna.»

Ora … Oggi è il 5 Luglio … Avete quindi due giorni di tempo per leggere Luc (che, tra l’altro, è in promozione a € 0,99) e poi gettarvi in questa nuova storia, Irene, in cui sono sicura amerete l’ironia tangibile della penna della Vismara e l’originalità delle sue trame.

#GoodLuckElenaSole!

Rachel

© Rachel Sandman

La partita vincente di Kristen Callihan – Recensione in Anteprima

Buonasera!

Finalmente, posso parlarvi, in anteprima, del primo romanzo edito dalla Always Publishing (e la ringrazio ancora per la copia ebook) che troverete disponibile da OGGI in formato digitale e cartaceo: La partita vincente di Kristen Callihan, il primo libro della Game On Series che, ci tengo a sottolineare, è assolutamente autoconclusivo (ogni libro racconta, infatti, la storia di una coppia differente).

In questo post troverete quindi, come ormai dovreste essere abituati, le varie infos, il mio scatto, la trama e la mia personale opinione.
Vi invito, se interessati, a utilizzare i link d’acquisto inseriti nell’articolo, in modo da rendere la mia affiliazione alla piattaforma Amazon un tantino più concreta e a supportare, di conseguenza, il mio piccolo angolo digitale.

Detto questo … Buona lettura!


la partita

Titolo: La partita vincente (The Hook Up)
Autore: Kristen Callihan
Serie: Game On #1
Data d’uscita: 3 Luglio 2017 (oggi!)
Prezzo: € 13,90 (Cartaceo) – € 5,99 (Ebook)
Editore: Always Publishing

Trama: Anna Jones è determinata a finire il college per scrollarsi di dosso le insicurezze dell’adolescenza e riuscire, finalmente, a trovare la sua strada nella vita. Nessuna distrazione, tanto impegno e un solo proposito: tenere alla larga il quarterback superstar del college che continua a lanciarle sguardi infuocati a la attrae disperatamente. Drew Baylor ha un luminoso futuro davanti a sé: quarterback di talento per un college prestigioso, è pronto al grande salto verso l’NFL. La notorietà, dentro e fuori dal campus, è parte di lui, anche se l’affascinante QB non sembra darci troppo peso. Ma non avrebbe mai pensato di incontrare, o peggio, di perdere la testa, per l’unica persona che sembra infastidita e intollerante alla sua fama. Una stella del football come Drew Baylor certamente sa come vincere una partita, ma riuscirà, a colpi di incontri bollenti, tanta dolcezza e perseveranza, a segnare il punto della vittoria nel cuore della sua irriverente Jones?


Recensione: Lo ammetto, mi sono avvicinata al romanzo con aspettative ma anche molti dubbi e qualche perplessità perché, parliamoci chiaro, ogni volta che un libro è un successone acclamato all’estero, io lo leggo e ne rimango, molto spesso, delusa e completamente indifferente.
Quindi La partita vincente di Kristen Callihan rischiava, davvero, di diventare l’ennesimo tassello in quel puzzle di libri dalle grandi promesse non mantenute: una sorta di tanto fumo, poco arrosto, non so se ho reso l’idea.

Ho iniziato a leggere questo new adult in modo distaccato e, cosa vi devo dire, ho passato always publishingdue giorni interi a girovagare per casa con il kindle perennemente acceso (grazie al cielo, la carica delle batterie è duratura): per una volta, quindi, le americane hanno tutta la mia comprensione e posso dire, ufficialmente, che Drew Baylor è un gran bel pezzo di personaggio di carta.

Ma La partita vincente si limita a questo: un protagonista carismatico che tanto mi ha ricordato i personaggi dei romanzi di Elle Kennedy con la sola differenza che, al posto dell’hockey, qui si tratta di football americano?
Vi assicuro … No! Il romanzo della Callihan racconta una storia che, a differenza di molti new adult usciti in questo periodo, privi di spina dorsale e sequenze narrative di rilievo, ha una trama solita, una coppia protagonista non banale (e con cui, devo dire, sono davvero entrata in empatia) e delle svolte ben orchestrate, tanto che ogni capitolo si ricollega all’altro in una corsa a catena che, seriamente, non vi farà posare il libro fino al tanto sospirato finale.

Ho apprezzato, ancora più di Drew forse, la figura di Anna Jones: ragazza di origini Anna Jonesirlandesi e italiane, americana del Sud, porta avanti un femminismo assolutamente moderno e una vena ironica mai stucchevole e banale. Inoltre, lo devo ammettere: mi sono rivista un sacco in tutte le sue paturnie e tentennamenti perché, ovvio, nella storia ad un certo punto ti verrebbe una gran voglia di tirarle la palla ovale in faccia per quanto è chiusa e piena di quelle che (posso dirlo?) non sono altro se non pippe mentali di prima classe … Ma io, personalmente, l’ho trovata ancora più reale, autentica e fantastica proprio per queste sue imperfezioni.

Drew è il quaterback della squadra del college. Bisogna aggiungere altro? Devo fare, qui, un plauso alla Always Publishing perché, caso più unico che raro in Italia, il modello che hanno scelto per la cover della loro prima uscita è davvero adatto e simile alla descrizione del protagonista (quindi, grazie mille per queste gioie!). Inoltre, un grazie nfl thanksgivinganche per aver fornito, prima ancora che inizi il romanzo, una lista di termini tecnici che hanno permesso anche a una come la sottoscritta (che conosce il football solo attraverso film quali Le riserve con Keanu Reeves e Il sapore della vittoria con Denzel Washington e un giovanissimo Ryan Gosling) di apprezzare e cogliere tutte le battute e le sfumature che, da ignorante in materia, non avrebbe mai potuto comprendere.

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In conclusione, una nota finale va ai personaggi secondari. Oltre infatti ad una trama che si regge da sola, ricca di sali scendi e accattivante, oltre ad una copia protagonista di tutto rispetto e assolutamente a fuoco e di spessore, ci sono loro: i compagni di squadra di Drew che, sin da questo primo romanzo, promettono faville per quelle che saranno le storie che li vedranno protagonisti e che, sinceramente, non vedo davvero l’ora di leggere (Always Publishing, ti prego, non farmi attendere troppo!).
Quindi, se cercate una lettura che vi appassioni e vi faccia immergere completamente nella sua storia e nel suo mondo … Non perdetevi La partita vincente!

#GoodLuckKristen! #GoodLuckAlwaysPublishing!

Rachel

© Rachel Sandman

Review Party – La piccola casa dei ricordi perduti di Helen Pollard

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Buonasera!

Oggi il blog partecipa al Review Party organizzato in collaborazione con alcune colleghe blogger e con la casa editrice Newton Compton: si tratta di un’intera giornata dedicata a recensioni sul romanzo La piccola casa dei ricordi perduti di Helen Pollard.
In questo post troverete, quindi, tutte le infos e il link d’acquisto del libro, seguito dalla mia personale opinione.

Buona lettura!


NC 1

Titolo: La piccola casa dei ricordi perduti
Autore: Helen Pollard
Serie: Ricordi Perduti #1
Data d’uscita: 29 Giugno 2017
Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 7,90 (Cartaceo)
Link d’acquisto: Amazon
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Emmy Jamieson arriva a La Cour des Roses, una bella pensione nella campagna francese, con l’intenzione di trascorrere due settimane di relax in compagnia di Nathan, il suo fidanzato. Tra loro c’è qualche problema, ma Emmy è certa che questa vacanza risolverà tutto. Si sbaglia… Neanche il tempo di disfare le valigie e Nathan se l’è già svignata con Gloria, la moglie di Rupert, il proprietario della pensione. L’uomo è scioccato ed Emmy, sentendosi in parte responsabile dell’accaduto, si offre di aiutarlo a gestire la pensione. Emmy ha il cuore a pezzi, ma si trova all’improvviso in una dimensione nuova, circondata da tanti amici. E anche da qualche uomo interessante: Ryan, il provocante giardiniere, e Alain, il ragazzo che si occupa dell’amministrazione, irritante ma bellissimo. Mentre Emmy si riappropria del proprio tempo e del contatto con la natura comincia a sentirsi a casa. Ma sarebbe una follia lasciare amici, famiglia e tutto ciò per cui ha sempre lavorato… O no?


Recensione: La piccola casa dei ricordi perduti di Helen Pollard è, a mio parere, un romanzo con una doppia anima.
La prima metà del romanzo, lo devo ammettere, ho davvero faticato a leggerla perché l’ho trovata terribilmente LENTA. Attenzione però: non perché scritta male o raffazzonata, ma perché estremamente ricca di personaggi che saltano fuori ad ogni riga e creano uno spazio quasi claustrofobico dove, tuttavia, la narrazione non scorre con un ritmo sostenuto, anzi …
Ad eccezione di un inizio che definire d’impatto sarebbe un eufemismo, il primo blocco di capitoli è, secondo me, davvero un po’ troppo statico: la protagonista va di qua, poi si sposta e va di là, poi inizia a fare qualche attività laggiù, poi stringe amicizia con la gente del posto qui.
Non so, la lettura di questa parte è stata un po’ un’agonia.

MA … E qui serve un MA grande quanto un’impresa edile, ad un certo punto la trama acquista brio, i personaggi si delineano, le relazioni si intensificano e il coinvolgimento del lettore acquista quella vibrante sensazione di attesa che si accende solo nei libri e nelle storie più meritevoli. Arrivata a quel punto della storia, ho alzato gli occhi dal kindle e ho potuto affermare, con certezza, che La piccola casa dei ricordi perduti è davvero un romanzo da leggere.

Perché se, inizialmente, la lentezza era un punto davvero a suo sfavore, con l’evolversi della trama, con la protagonista Emmy che prende sempre più piede e acquista sfumature, con i vari personaggi che si stagliano dallo sfondo e assumono colore e spessore, ho compreso che, in realtà, è il naturale procedere degli eventi che richiede un ritmo misurato.
Se gli episodi fossero stati più rapidi, infatti, la narrazione e lo stile avrebbero di certo perso quel realismo di cui invece è permeato il romanzo e che pone la Pollard tra le scrittrici da tenere d’occhio, assolutamente.

Emmy, come giusto che sia, è la naturale e assoluta protagonista del romanzo: una donna fragile e forte insieme, piena di dubbi ma, allo stesso tempo, determinata quando serve. L’ironia che la contraddistingue, soprattutto nei suoi continui battibecchi e discorsi con Rupert, le dona un’aura davvero unica ma mai artefatta, mai fittizia.

In conclusione, ho davvero apprezzato l’iperbole e l’evolversi della trama che, nonostante il ritmo non incalzante, tiene il lettore attaccato alle pagine del libro fino al finale che … Beh … Fa venir voglia di avere il secondo romanzo già tra le mani perché nonostante sia un romanzo autoconclusivo, capite bene anche voi che, con tutti quei personaggi in ballo, una seconda storia non potrà che essere nuovamente ricca di spunti, ironia, realtà, vita.
Grazie a Newton Compton posso inoltre già dirvi che non dovremo attendere molto: Ritorno alla casa dei ricordi è già tra i Prossimamente … Pronto per uscire il 27 Luglio 2017 (potete già prenotarlo qui).

#GoodLuckNewton! #GoodLuckHelen!

Rachel

© Rachel Sandman

Il mio nemico mortale di Willa Cather – Recensione in Anteprima

‘Buonasera!
Pensavate che per oggi fosse finita? E invece no! Ecco un’ultima esclusiva per voi …

In questo post vi parlo, in anteprima, di un romanzo che, a partire da oggi, potete trovare in tutte le librerie e store online, edito da Fazi: si tratta di Il mio nemico mortale, di Willa Cather.


Fazi

Titolo: Il mio nemico mortale
Autore: Willa Cather
Prezzo: € 9,00 (Cartaceo) – € 4,99 (Ebook)
Link d’acquisto:
Data d’uscita: 22 Giugno 2017
Editore: Fazi
Collana: Le Strade

Trama: Una notte, la giovane Myra Driscoll scappa di casa portando con sé solamente un manicotto e un portamonete. A passo svelto e testa alta, se ne va per sempre. Raggiunge Oswald Henshawe, giovane spiantato di cui è innamorata, e lo sposa in gran segreto, rinunciando così alla cospicua eredità che le spetterebbe. Un gesto audacemente romantico, che in famiglia diventa una leggenda. Quando, molti anni dopo, una giovane amica le chiede se lei e Oswald sono stati felici, la risposta è glaciale: «Felici? Oh, sì! Come la maggior parte della gente». E allora a che cosa è servito quel sacrificio? Che senso ha avuto barattare grandi fortune per una vita banalmente normale? Quelle che emergono, in questo romanzo breve ma stratificato, sono le mille sfumature di una figura ambigua e tormentata, una donna tanto risoluta nelle sue clamorose rinunce, quanto incapace di godere di una felicità che di clamoroso non ha nulla. Uno spirito libero che si trova a combattere contro i limiti della quotidianità e la crescente, esasperante consapevolezza di essere una donna totalmente diversa da quella che pensava di essere in giovane età.


Parliamo del romanzo …

Dunque, per Il mio nemico mortale di Willa Cather ho scelto, volutamente, di non usare il termine ‘recensione’ perché, quando si parla di prosa e romanzi di stampo classico, non mi sento mai a mio agio nell’esprimere opinioni, diciamo pure, frivole, in quanto gli autori o autrici sono pietre miliari della letteratura e mi incutono, chi più chi meno, una sorta di soggezione. E lo so, non è corretto: inoltre, a ben pensarci, sono più gli autori contemporanei che, in casi fortuiti, potrebbero davvero leggere ciò che scrivo e non loro, autori di secoli fa, ovviamente defunti e ormai cenere da … Secoli?

Però, insomma … Io la vivo male e, da buona letterata quale sono, oggi voglio provare a fare un discorso lievemente più analitico e meno della serie ‘mi sei arrivato’ (chi seguiva X Factor ai tempi della Ventura su Rai2 mi avrà certamente compreso).

Quindi … Il romanzo di Willa Cather, devo dire breve (si tratta di un centinaio di pagine) e senza dubbio scorrevole, ha per protagonista Myra Driscoll, una donna che rinuncia all’eredità che le spetterebbe di diritto per una fuga d’amore, con conseguente matrimonio, con tale Oswald Henshawe, un giovane liberale.

La narrazione è affidata alla voce esclusiva di Nelly, personaggio che il lettore incontra adolescente e poi ritrova donna, nella seconda parte, ambientata a dieci anni di distanza.

Nelly e Myra, le due figure femminili, la voce e l’immagine della storia insomma, non potrebbero essere più diverse: la prima è priva di tratti affascinanti, quasi anonima nel suo tentativo di omologarsi e nascondersi negli ambienti; Myra, al contrario, è egocentrica, piena di spirito, materialista, decisamente eccentrica.

Il romanzo, come già accennato in precedenza, si snoda in due parti. La prima, in cui Nelly è appena adolescente, si apre e si svolge nella società newyorchese, nell’appartamento di Myra, in un tripudio di sfarzo e superfluo. New York è il palcoscenico scintillante in cui Nelly si perde ma dove ritrova e ricerca sempre la figura di Myra, magnetica e, a tratti, scostante prima attrice di uno spettacolo dagli ingranaggi già scricchiolanti che, molto spesso, traballa sotto il peso di accuse più o meno velate, di gelosia e di tradimenti.

In questa prima parte lo sfondo è la società dell’epoca, in cui la Cather è in grado di descrivere, di delineare e di far rivivere i profumi, i suoni, le caratteristiche del periodo in modo sintetico e asciutto.
L’atmosfera della società nascente, in parallelo con la dimensione più familiare e domestica, con un accento particolare nella figura di Nelly, mi ha ricordato, in alcuni episodi in particolare, tratti e meccanismi del mio adorato Gli Indifferenti di Alberto Moravia, in cui la ragazza che sta crescendo ha a che fare con personalità più forti di lei, che la opprimono e la soffocano ma di cui lei non sembra risentire. 

La seconda parte, invece, è ambientata in un paesino anonimo della costa californiana in cui la ricchezza di un tempo è ormai un lontano ricordo: gli oggetti, le stoffe, le luci sono, in quei dieci anni, spariti, soppiantati da una camera in una casa albergo modesta e chiassosa. È questo il periodo in cui Myra cerca la solitudine, il silenzio, in cui ha come solo desiderio il guardare l’oceano, la sola fonte di sollievo che le sia rimasta, il solo mezzo che le dona un senso di infinito. 

La voce dell’autrice, potente e chiara, pervade l’intero romanzo e crea una prosa ipnotica che, capitolo dopo capitolo, non permette al lettore di prendersi delle pause ma, anzi, lo esorta e lo coinvolge in una fiumana di spunti e ritratti che vengono presentati ma mai scagliati sulla pagina.

Il quesito fondamentale, arrivati a questo punto, resta uno solo: il mortale nemico del titolo chi è? Beh, ogni lettore può farsi la propria idea. C’è chi afferma sia il tempo che, semplicemente, scorre troppo veloce e non permette alla protagonista del romanzo di stare al passo. C’è chi, invece, ha pensato potesse essere la malattia; altri che invece vedono nella gelosia morbosa il sentimento che più turba e che è nemico del viver sano e lieto.
Io, personalmente, come altri sia chiaro, penso che sia il marito, che sfuggiva, sempre, al controllo di Myra, per il quale lei ha rinunciato a tutto e che le ricorda, giorno dopo giorno, i limiti. Il marito è, in un certo senso, lo specchio che riflette a Myra la sua stessa immagine, quella reale, che e per la quale soffre.
Un’altra nemica di Myra potrebbe, tuttavia, essere lei stessa, perennemente vittima di un desiderio incessante: di cosa? Forse nemmeno lei lo sa, ma di sicuro è consapevole di questa morsa che la afferra e non la lascia andare, sino alla fine.

In conclusione, vi esorto, se ancora non lo conoscete, a recuperare questo piccolo gioiellino di letteratura americana: un classico senza tempo dai toni che ricordano Moravia ma, a tratti, anche l’America brulicante di eccessi ed eleganza descritta ne Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald: tre romanzi in cui c’è la borghesia che prende piede, a passo di danza ma con discrezione apparente; in cui gli anni Venti la fanno da padroni e nell’immaginario collettivo portano con sé gli elementi luccicanti del charleston e della musica jazz; in cui figure di donna attraggono lo sguardo (Myra qui, Daisy e Carla, rispettivamente, in Fitzgerald e Moravia) ma, allo stesso tempo, lo rifuggono, vittime e carnefici a loro insaputa (o forse no?).

Buona lettura dunque! Buon viaggio nel passato!

Rachel

© Rachel Sandman

Maison Rouge di Pasquale Capraro – Recensione

Buongiorno!

Oggi, grazie a Saper Scrivere, ho il piacere di parlarvi di una mia recente lettura: si tratta di Maison Rouge, un romanzo scritto da Pasquale Capraro ed edito da Astro Edizioni.

Se il titolo vi incuriosisce, se siete interessati a sapere la mia opinione o se volete conoscere tutte le infos e i dettagli di questo libro … Scorrete il post e poi, come sempre, ricordatevi di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog!

Buona lettura!


Maison Rouge

Titolo: Maison Rouge

Autore: Pasquale Capraro

Prezzo: € 1,99 (Ebook)

Link d’acquisto: Amazon

Data d’uscita: 10 Marzo 2017

Editore: Astro Edizioni

Trama: Nella Parigi di fine Ottocento, in pieno clima bohémien, Amélie, una ragazza di campagna, giunge in città dopo essere stata notata da Madame Claire, durante una permanenza in Provenza.
Colpita dalla sua avvenenza, la donna le propone di trasferirsi a Parigi come domestica. Lì, la giovane scopre che la signora è anche tenutaria della “Maison Rouge”, un bordello di lusso.
Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, la maîtresse Madame Claire, la introduce nella maison e la fanciulla conosce Gilbert, un affascinante borghese. Tra i due nasce l’amore, ma le convenzioni sociali del tempo e la differenza di ceto impediscono agli innamorati di vivere la loro storia. Il destino da cortigiana di Amélie l’attende …


RECENSIONE: Maison Rouge è, prima di essere un romanzo, un quadro, uno scorcio, una fotografia di un’epoca lontana, ma non così tanto forse, che prende vita attraverso i vari capitoli che scivolano davanti allo sguardo del lettore, come diapositive incastrate in un meccanismo cadenzato.

La descrizione e l’abilità dell’autore di trasformare le parole in pennellate dense e nette sono i punti forti della storia.

Ho trovato la prima parte, devo dire, poco empatica e, a tratti, eccessivamente statica: in essa spopolano le ambientazioni, i costumi, i profumi, a discapito degli stessi personaggi.

Ad un certo punto, lo devo ammettere, la mia attenzione era focalizzata sullo sfondo, sulle personalità degli artisti che appaiono qua e là, sui suoni del Moulin Rouge, piuttosto che sul reale filo conduttore del romanzo, sulla storia principale, sulle vicende legate ad Amélie.

Ad un tratto, tuttavia, grazie ad uno sviluppo di intrighi e pathos crescente, la narrazione prende vita e spiega le ali in una seconda metà di romanzo molto più veloce, accattivante, coinvolgente.

I vari piani narrativi che, inizialmente, si sovrappongono, scivolano ora uno sull’altro incastrandosi alla perfezione e creando una figura nuova che diventa davvero preponderante e che mette in ombra tutto il resto.

Lo stile dell’autore è limpido, chiaro e, nonostante ambienti molte scene in luoghi poco raccomandabili (la Maison Rouge, su tutti), non cade mai nel volgare né, devo dire, nel banale: non aspettatevi quindi scene oltremodo sensuali o dal tono spiccatamente succinto perché non troverete nulla di tutto ciò nel libro.

In conclusione devo ammettere che Maison Rouge è un romanzo dalla grande ricchezza di caratteri e spunti, in cui personalmente ho amato i riferimenti a Toulouse-Lautrec e al mondo delle danze e dello sfarzo del Moulin Rouge, ho adorato l’ammassarsi scomposto dei pittori più o meno affermati della belle époque e ho apprezzato, moltissimo, la svolta di mistero e suspense che ha saputo rendere accattivante una trama che avrebbe rischiato di accartocciarsi su se stessa e che invece si apre con svolte decisamente impensabili.

Chapeau!

Rachel

© Rachel Sandman

Playlist: l’amore è imprevedibile di Jen Klein – Review Party

Buongiorno!

Oggi è con immenso piacere che il mio blog partecipa al review party con annesso giveaway di un romanzo giovane, fresco e assolutamente adorabile: Playlist: l’amore è imprevedibile di Jen Klein, edito da De Agostini (che, come sempre, ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere questo libro).

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Come vedete, qui sopra sono elencati tutti i blog che oggi avranno un tema comune, ovvero … La recensione di questo young adult immerso nell’atmosfera del liceo e con una playlist in sottofondo.
Se siete curiosi di sapere tutte le infos e, ovviamente, la mia opinione … Non vi resta che scorrere e continuare a leggere il post. Se il libro vi incuriosisce e volete partecipare al giveaway, non dovete far altroche seguire tutte le regole e incrociare le dita!

Ricordatevi, come sempre, di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog: commentate, mettete un like … Non siate timidi!


Playlist

Foto scattata presso Mondadori Bookstore di Saluzzo (Cn)

TITOLO: Playlist: l’amore è imprevedibile (Shuffle, repeat)

AUTORE: Jen Klein

USCITA: 23 Maggio 2017

PREZZO: € 6,99 (Ebook) – € 14,90 (Cartaceo)

Link d’acquisto: Amazon

EDITORE: De Agostini

Collana: Le Gemme


TRAMA:

Che cosa c’è di meglio del momento in cui ti rendi conto che il liceo sta per finire e la tua vera vita sta per cominciare? Niente, June ne è convinta. Diciassette anni e le idee chiare sul futuro, non vede l’ora di lasciarsi alle spalle la cittadina in cui è cresciuta e tuffarsi a capofitto nella nuova avventura del college. Al contrario di Oliver, l’atleta più popolare della Robin High, che vorrebbe che l’ultimo giorno di scuola non arrivasse mai. June e Oliver non hanno davvero nulla in comune. Potrebbero non rivolgersi mai la parola.
Potrebbero far finta di non conoscersi. E invece. Invece il destino ha voluto diversamente. Perché le loro madri sono amiche per la pelle e hanno deciso che Oliver accompagni June a scuola in macchina. Tutti i maledettissimi giorni. A un tratto, June e Oliver sono costretti a passare parecchio tempo insieme. Peccato che non abbiano niente, ma proprio niente di cui parlare. E allora decidono di mettere la musica. Ma cosa succede quando un’anima rock come quella di June ne incontra una pop come quella di Oliver? Una guerra! Una sfida per il controllo della playlist… finché non accade qualcosa di totalmente imprevedibile. Perché a volte basta la canzone giusta al momento giusto e tutto cambia.


RECENSIONE:

Playlist: l’amore è imprevedibile è l’ennesimo young adult targato De Agostini che, dopo Ruin Me, ha fatto davvero breccia nel mio cuore provato da questo genere, dopo le recenti batoste provenienti da fenomeni di marketing e Wattpad.

Questo è un romanzo, è una storia con una trama ben orchestrata che si snoda, capitolo dopo capitolo, divisa in quattro sezioni e che, ad eccezione di un piccolo neo che ho trovato eccessivo, ha tutto il realismo e la spensieratezza del liceo e dell’ambiente che descrive.

La protagonista è adorabilmente un fenomeno: June è una delle giovani donne di carta che ho più amato, seriamente. Decisa, autentica, originale, mai scontata ma con alcune fragilità e insicurezze tipiche della sua età, conquisterà anche il lettore più cinico con la sua verve e i suoi dialoghi con termini forbiti e citazioni musicali annesse.

Oliver è colui che, sin da subito, ad occhio esterno, appare perfetto per la nostra protagonista: bello (ovviamente), sportivo (ovviamente), non stupido (ovviamente). Ho apprezzato moltissimo come Jen Klein abbia dosato, in modo davvero autentico, il progressivo avvicinarsi di questi due personaggi, senza eccessi, senza brusche accelerazioni.

Il loro è davvero un progressivo venirsi incontro, un passo dopo l’altro, attraverso curve, scivolate e qualche rettilineo.

Devo dire che, oltre alla coppia protagonista, ho adorato anche i personaggi che ruotano loro attorno e che, sia quelli positivi che quelli per nulla simpatici, vengono descritti con realismo mai banale e con peculiarità che li rendono attori da palcoscenico e non semplici comparse.

In conclusione, una nota finale va sicuramente per lo stile usato dall’autrice. L’intero romanzo è scritto attraverso la voce di June (nessun salto, nessun cambio di rotta) e questo dà all’insieme quelle note di ironia, di distacco che nasconde dolcezza e di incertezza che rendono la lettura accattivante, piacevole e assolutamente adorabile.

Quindi, se anche voi, come me, amate il genere ma siete rimasti scottati dalle ultime uscite un po’ infelici, fidatevi di me: Playlist di Jen Klein è una vera boccata d’aria fresca in queste giornate di afa e caldo torrido, una storia giovane ma comunque universalmente apprezzabile, un libro con due protagonisti belli, veri, con difetti e pregi non nascosti. Leggete Playlist e, ovviamente, fatevi avvolgere dalle pagine ma anche dalla musica che pervade ogni riga e paragrafo, per avere un’esperienza completa e totalizzante: non ve ne pentirete!

 Rachel

© Rachel Sandman

Giveaway!

Per partecipare e tentare di vincere una copia di Playlist edito da De Agostini, cliccate su questo link -> a Rafflecopter giveaway

#GoodLuck!

Luc – Ladri del cielo di Elena Sole Vismara – Recensione

Buona Domenica e auguri a tutte le Mamme!

Oggi vi parlo del libro che ho scelto per la tappa di Aprile della Made in Italy – Books Challenge ideata da Universi incantati. Si tratta di Luc – Ladri del cielo di Elena Sole Vismara, un romanzo fantasy assolutamente made in Italy self.

Qui di seguito tutte le infos, la fotografia (come ormai sarete, credo abituati) e la mia recensione.

Buona lettura!


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TITOLO: Luc – Ladri del cielo

AUTORE: Elena Sole Vismara

USCITA: 10 Gennaio 2017

PREZZO: € 1,99 (Ebook) – € 10,40 (Cartaceo)

Link d’acquisto: Amazon

EDITORE: Self Publishing


TRAMA:

Una bella vacanza prolungata in Costa Azzurra è proprio ciò che ci vuole per riprendersi da un periodaccio: sole, spiaggia, relax… Insomma, tutto ciò che serve per mettere l’anima in pausa e cancellare dolori e delusioni! È di questo che si è convinta Irene quando si mette al volante, diretta verso una deliziosa località turistica incastonata tra la montagna e il mare della Francia. Ed è proprio così che sembra dipanarsi il suo soggiorno marittimo, tra passeggiate panoramiche, piacevoli giornate in spiaggia e tanto meritato riposo. Diciamocelo: un po’ noioso, forse, ma di sicuro disintossicante. La sua tranquilla routine vacanziera però viene interrotta da quello che si presenta come un personaggio strano e in apparenza pericoloso, anzi: un vero e proprio sociopatico. Uno di quei tipi da cui tenersi ben lontane, ma anche un uomo dal fascino selvatico e tenebroso che sceglie di mostrare a lei, in maniera del tutto inaspettata, la propria vulnerabilità. E con essa, la sua natura così diversa da quella umana. Attratta e allo stesso tempo consapevole del rischio che comporta l’avvicinarsi a lui, Irene scoprirà che ciò che lei chiama realtà rappresenta solo una piccola parte del mondo. In un gioco delle parti fatto di incomprensioni, gelosie e dibattiti sul limite del filosofico, si troverà a danzare sul filo sottile che separa la luce dall’oscurità, la sicurezza dal salto nel buio… la solitudine dall’amore.


RECENSIONE:

Vorrei iniziare questa recensione ringraziando l’autrice del romanzo che mi ha regalato una copia digitale di Luc – Ladri del cielo ormai da un po’ di tempo e io riesco a parlarne, pubblicamente, soltanto ora, quindi … Grazie Elena Sole Vismara e scusa il ritardo.

Ora però, veniamo al succo della storia. Allora, ho intrapreso questa lettura in un periodo in cui avevo una sorta di blocco del lettore e quindi ero poco predisposta ad immergermi in qualcosa, tanto più in un mondo come il fantasy che non è propriamente nelle mie corde, se escludiamo alcune illustri eccezioni.

Ho iniziato quindi a leggere il romanzo senza particolari emozioni, un po’ come una tela bianca in attesa che il pittore prenda il pennello in mano e inizi a raccontare, con i colori, la sua storia. E devo qui dire che Elena Sole Vismara mi ha sorpreso e coinvolto come mai avrei creduto.

Partiamo dal fatto che il suo è un romanzo fantasy che sa poco di fantasy: come posso spiegarvi? Non ci saranno battaglie interstellari, invasioni di esseri strani ad ogni angolo della strada, ambientazioni paranormali. Anzi. Il punto di forza assoluto di questa storia è proprio l’ambientazione, tanto reale che le descrizioni dei posti, della Costa Azzurra, dei suoi elementi naturali, sembrano, per tornare alla metafora legata al mondo dell’arte pittorica, dei veri e proprio quadri impressionisti. Ogni parola è infatti paragonabile ai tratti frementi e brevi di artisti come Monet e Manet che erano soliti raffigurare ciò che vedevano direttamente dal vivo, con cavalletto in spalla e tela a portata di colore. Elena Sole Vismara fa un’operazione analoga e con brani e paragrafi descrittivi immerge il lettore in un mondo che sembra davvero aprirsi davanti ai suoi occhi come una fotografia.

Non c’era spazio, in quel tratto di costa quasi selvaggia, per i mezzi toni o per colori pastello, delicati o polverosi: solo tinte piene, croma puro, colori forti e primordiali. L’unica eccezione era frutto della mano dell’uomo: le case, dipinte di arancioni annacquati, diluiti, con le persiane bianche o color lavanda.

L’elemento fantasy è presente nella figura di Luc, il vicino di casa della protagonista Irene, che nasconde una natura tutt’altro che umana. Non vi anticipo nulla ma una cosa posso dirvela: la profondità di questo essere, con questa sua peculiarità in apparente contrasto con i suoi propositi e la sua sensibilità, crea un personaggio a tuttotondo di rara bellezza, che, forse non da subito, ma imparerete ad amare pagina dopo pagina.

Ho adorato, poi, il rapporto che si viene a instaurare proprio tra i due, Irene e Luc appunto. Un rapporto fatto di sguardi, piccoli gesti e un’ironia pungente che fa sorridere in più punti e dà leggerezza ad una trama molto curata, anche dal punto di vista formale e grammaticale (alla faccia di chi sostiene che i self sono il danno dell’editoria: Luc è un romanzo privo, o quasi, di sbavatura, sicuramente presentato in modo più efficace e pulito rispetto a tanti prodotti venduti da case editrici di primo piano).

Se devo trovare un piccolo neo va collocato rispetto alle parti in cui l’autrice spiega e delinea il mondo e i vari aspetti che compongono la storia. Sono, in parte, un po’ prolisse e rallentano una lettura che altrimenti risulta davvero piacevole e scorrevole. Devo però anche dire che, queste parti, seppur a prima vista un po’ pesanti, sono altresì necessarie perché non lasciano nulla al caso, fanno riflettere e danno al lettore un quadro assolutamente completo e privo di incongruenze.

In conclusione, devo avvisarvi che Luc – Ladri del cielo termina con un finale in sospeso: un vero colpo di scena che mi fa urlare, a gran voce, per avere il seguito prima di subito! Lasciando perdere gli scherzi e le battute, spero davvero che Elena Sole Vismara torni presto con la continuazione di questa che è davvero una storia originale, molto visiva nel suo insieme e che ho apprezzato, ancora di più, perché davvero curatissima nella forma.

Complimenti Elena Sole! Alla prossima!

Ps. Vi lascio, qui di seguito, il video di quella che l’autrice stessa ha scelto come colonna sonora del romanzo: si tratta di una canzone che personalmente non conoscevo, ovvero Disarm Me degli HIM, un gruppo rock finlandese fondato nel 1991. Buon ascolto!

Rachel

© Rachel Sandman