Game, Set, Match di Rebecca Crowley – RECENSIONE

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TITOLO: Game, Set, Match

AUTORE: Rebecca Crowley

USCITA: 31 Agosto 2016

PREZZO: € 3,99 (eBook)

EDITORE: Harper Collins Italia

COLLANA: eLit


TRAMA: Regan Hunter ha lavorato sodo ed è diventata una delle migliori giocatrici di tennis del mondo. Tuttavia le stesse doti che le hanno consentito di essere invincibile sul campo l’hanno fatta diventare una maniaca del controllo nella vita di tutti i giorni, per cui, quando il suo manager assume un nuovo allenatore, un ex giocatore che ha lasciato lo sport in seguito a uno scandalo, lei decide immediatamente che vuole mandarlo via, e alla svelta anche. Ben Percy conosce bene la reputazione di Regan. Sa che con lei gli allenatori durano poco e solitamente vengono sbattuti fuori in malo modo, ma sa anche che un eventuale successo darebbe alla sua carriera un impulso nuovo, decisivo. E lui non è uno che si spaventa facilmente. Deve rispettare soltanto una regola: tenere l’attrazione per la sua pupilla fuori dai giochi. Purtroppo mantenere fede ai propri impegni si rivela più difficile di quanto entrambi potessero pensare…


RECENSIONE: Avete presente un libro ponte? Quel classico romanzo che uno si ritrova a leggere per colmare il tempo che intercorre tra due uscite tanto attese, quella storia rapida e sfiziosa che ha come caratteristica principale quella di scorrere via veloce, senza troppe pretese, con quel tocco di ironia che non guasta mai.

Ecco, Game, Set, Match di Rebecca Crowley doveva essere il mio libro ponte … Invece si è trasformato in un libro lumaca!

Mi spiego … La storia di per sé è carina, semplice, a tratti anche ironica: peccato però che non vada avanti!

Ero partita davvero con le migliori intenzioni: dopo Olimpiadi, Us Open e Coppa Davis … Non ero ancora pronta a lasciare il mio amato mondo del tennis e questo romanzo, con il suo titolo, sembrava fatto apposta per il mio momento ‘esaltazione da pallina fosforescente MODE ON’.

Quindi mi sono buttata a capofitto nella lettura della storia di Ben e Regan con la convinzione e, sì, anche con la pretesa di trovare quei dialoghi e quei battibecchi che stanno nella classica zona grigia, quella tra odio e amore. Invece … Ho trovato solo tanta lentezza.

Sia chiaro: la Crowley ha osato perché le partite di tennis e il mondo della racchetta sono, secondo me, due cose difficili da trattare nei romance visti gli schemi molto tattici e poco esplosivi dello sport in sé, però, mi spiace dirlo, il suo esperimento è fallito, non miseramente ma quasi.

Ben è forse il personaggio più a fuoco: quello che sa quello che vuole, con un passato alle spalle per nulla semplice, con delle questioni in sospeso, con la parlantina sciolta. È ben delineato sia nel carattere che nelle azioni, nessun neo, nessuna pecca.

Regan, invece … Beh, non posso dire lo stesso di Regan. Il suo personaggio è pieno di cliché: una campionessa scostante, con fratture e crepe, con ansie e paure che vengono descritte paragrafo dopo paragrafo, in una ripetizione infinita e noiosa delle manifestazioni dei suoi attacchi di panico di cui, in teoria, nessuno dovrebbe sapere nulla, ma con cui il lettore, per sua inesplicabile fortuna, viene letteralmente asfaltato fino all’asfissia. A mio parere, la Crowley non ha saputo rendere tridimensionale la sua protagonista, lasciando trasparire solo il lato fragile, insicuro e immaturo.

Altro punto da trattare, la storia: se, da un lato, lo sviluppo è guidato in modo abbastanza efficace e coerente con i personaggi del libro, dall’altra l’autrice ha voluto mettere troppi elementi in ballo, tanto che alla fine rimane un senso di sovraffollamento che, se solo la povera Regan avesse notato, le avrebbe di certo causato una fuga stile “Fatemi uscire da questo minuscolo spazio pieno di gente e chiasso!”.

In conclusione, un’ultima nota dolente. Io capisco tutto e forse qui sono un po’ di parte essendo una fan sfegatata di questo sport ma … Se ti appresti a scrivere un libro, di qualsiasi genere esso sia, il minimo è dare al tutto un tocco di verosimiglianza (ad eccezione, ovvio, se il libro è appartenente al genere fantasy!). Ecco dunque che determinate situazioni (una campionessa che si siede tranquillamente sugli spalti per seguire un match di vecchie glorie poco prima della sua finale, per dirne una) sarebbero da evitare, in quanto impensabili e improbabili. Sono dettagli che stonano all’interno dello stesso mondo che si è creato. Non va bene.

Pertanto, mi spiace, ma per me questo libro è stato una delusione: lieve, visto le premesse, ma pur sempre una delusione.

Rachel

© Rachel Sandman

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2 pensieri su “Game, Set, Match di Rebecca Crowley – RECENSIONE

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