Mi hai trafitto l’anima – Segnalazione

Buonasera.
Oggi vi lascio con una piccola chicca: un racconto M/M completamente made in Italy. Si tratta di Mi hai trafitto l’anima, firmato dal duo Patty & Silvana, disponibile a partire da oggi, mercoledì 22 Novembre 2017.
Qui di seguito trovate tutte le infos e i la trama.
Buona lettura!


Mi hai trafitto l_anima cover

Titolo: Mi hai trafitto l’anima
Autore: Patty & Silvana
Genere: Racconto M/M
Data d’uscita: 22 Novembre 2017
Prezzo: € 2,00 (Ebook) – € 10,40 (Cartaceo)
Editore: Self Publishing

Trama: Enrico e Padre Alexander. Roma, giorni nostri. La storia intensa ed emotivamente forte di due uomini, un giovane orfano e talentuoso pianista, taciturno e dall’aristocratica bellezza e il sacerdote che lo ha protetto e cresciuto, come un fratello maggiore, quando il mondo lo aveva abbandonato sulla strada, all’età di sei anni.
Ora Enrico è un affascinante diciottenne e Padre Alexander non riuscirà a resistergli, gettando alle ortiche la sua salda vocazione sacerdotale.


#GoodLuckPatty! #GoodLuckSilvana!

Rachel

© Rachel Sandman
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Cover Reveal – Tre piccoli fiori di velluto viola di Emiliano Di Meo

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Buongiorno!
Oggi il blog ospita, proprio in occasione dell’uscita, un Cover Reveal d’eccezione: in questo post ho infatti il piacere di presentarvi Tre piccoli fiori di velluto viola, romanzo self di Emiliano Di Meo.
Scorrete l’articolo per saperne di più.


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Titolo: Tre piccoli fiori di velluto viola
Autore: Emiliano Di Meo
Editore: Self Publishing
Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 6,49 (Cartaceo)

Trama:
Ci sono storie che alcuni vorrebbero impedirti di raccontare. Ti fissano portandosi l’indice davanti al naso per suggerirti di tacere.
Tacere ti permette di illuderti che alcune cose non siano successe.
Ci sono storie che alcuni non vogliono sentirsi raccontare, preferirebbero chiuderle in un cassetto e dimenticare.
Io quel cassetto ho scelto di aprirlo.

Autore: 
Emiliano Di Meo vive a Roma ed esordisce nel 2013 come autore autoprodotto con “Il Chiaroscuro delle cose”.
A partire dalla sua prima opera sono subito evidenti i temi che gli sono più cari: l’introspezione dell’animo umano e il riconoscimento dell’amore come sentimento universale che non è più possibile imbrigliare nella distinzione tra i generi.
Emiliano Di Meo contribuisce a dar voce a una comunità come quella LGBT che ancora oggi si trova costretta a combattere per il pieno riconoscimento dei propri diritti.


#GoodLuckEmiliano!

Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×10

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Heaven and Earth è il titolo originale della decima puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Siamo ormai arrivati al conto alla rovescia … Mancano infatti solo più tre episodi alla fine di questa stagione di Outlander ed io sono già in crisi nera, anzi, nerissima.
Partiamo dal presupposto che questa puntata è stata fantastica: ben resa in ogni aspetto, ben analizzata, ben gestita nelle relazioni e nei rapporti dei vari personaggi MA … Perché c’è un MA … Io capisco tutto ma santo cielo, un altro episodio con Jamie e Claire separati? Seriamente? Un’altra metà di episodio intrisa nel vomito e nello schifo di un’epidemia?
Che stress, ragazzi!
Io voglio più loro, più loro INSIEME santa pace!

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Dopo questo sclero, partiamo ad analizzare invece in modo più lucido e coerente la puntata che, nel complesso, è stata bella. Molto.
Ho apprezzato, moltissimo, il focus sul rapporto padre figlio che intercorre tra Jamie e Fergus: il loro legame va oltre tutto, oltre il sangue, oltre il destino, ma, allo stesso tempo, viene gestito e curato nel mantenimento delle identità di entrambi. Come ben sottolinea Marsali, ci sono punti in comune tra i due (sarebbe impensabile il contrario) ma Fergus non è un Jamie versione giovane. Entrambi sono testardi, entrambi hanno le loro idee ma agiscono e vivono in modo parzialmente affine ma nel complesso differente.

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L’accenno poi all’amore che sta nascendo tra Marsali e Fergus è stato molto delicato, carino e coerente con i libri e con le caratterizzazioni dei due personaggi. Lei è scaltra, innamorata, pronta a tutto. Lui tentenna, si inalbera, ma è innamorato quanto lei ed in questo episodio la loro unione inizia a farsi palpabile e tangibile.

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Dall’altro lato (su un’altra nave proprio!) c’è lei, Claire, l’eroina per antonomasia. Il suo personaggio può piacere o meno, le sue scelte possono essere condivisibili o meno, ma non si può negare che la Gabaldon abbia creato una delle donne letterarie più forti e magiche della letteratura contemporanea.
In questa puntata ho adorato soprattutto il fatto che siano stati fatti emergere i due lati di Claire in modo netto e insindacabile: il dottore, la donna ferrea, da una parte e la madre, dall’altro.
Il rapporto che crea con Elias, la dolcezza che intercorre tra i due e lo struggimento nella scena in cui lei, ormai diventata amica, deve fare un passo avanti e seguire la tradizione, nonostante le lacrime, il dolore, il senso di vuoto, è stato uno dei tratti fondamentali ed emozionanti dell’episodio.

La scena finale poi, con lei che, ancora una volta, nonostante un tentennamento iniziale, si dimostra intrepida, guerriera, donna innamorata che farebbe di tutto, ma proprio TUTTO, per il suo uomo … Beh … Una delle scene che meglio rendono il personaggio della protagonista di Outlander e fanno capire davvero come Jamie e Claire siano una delle storie d’amore migliori di sempre (d’altro canto … Vogliamo parlare della scena di lui che riguarda le fotografie? No ma … Che meraviglia!).

I due sono sempre ai lati opposti dei conflitti ma uniti oltre tutto e tutti. Da un lato, infatti, Claire lotta e, preso coscienza del fato che li attende, cerca di fare di tutto per diventare padrona del loro destino; dall’altro Jamie che, dietro le sbarre, descrive cosa sia per lui il sentimento che lo lega a Claire, cosa voglia dire essere separato da lei, di nuovo. Immensi entrambi.

Ora, detto ciò, ditemi che nella prossima settimana si incontrano prima della fine perché io, altrimenti, non rispondo più di me! Il #MaiNaGioia per questi due continua …
Speriamo in bene!

Alla prossima settimana.

Rachel

© Rachel Sandman

 

A.D.1324 Alice Kyteler, la strega di Kilkenny di Lorena Marcelli – Segnalazione

Buongiorno.

Oggi torna l’appuntamento con le Segnalazioni e vi parlo di un romanzo uscito il 9 Novembre 2017, grazie alla casa editrice Le Mezzelane. Si tratta di A.D. 1324 Alice Kyteler, la strega di Kilkenny, romanzo storico di Lorena Marcelli.
Qui di seguito trovate la cover, tutte le infos e la trama.
Buona lettura.


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Titolo: A.D. 1324 Alice Kyteler, la strega di Kilkenny
Autore: Lorena Marcelli
Data d’uscita: 9 Novembre 2017
Prezzo: € 5,49 (Ebook) – € 14,90 (Cartaceo)
Editore: Le Mezzelane

Trama:
Richard de Ledrede, vescovo di Kilkenny, accusa la prima nobildonna della storia, Dame Alice Kyteler, di essere a capo di una setta eretica dedita alla stregoneria e alla magia nera. Dame Alice Kyteler, doveva essere una donna bella e avvenente, e questa supposizione è avvalorata dal fatto che si sposò per ben quattro volte e, ogni volta, con uomini ricchissimi e importanti, oltre che nobili. All’inizio del 1300 Alice decide di trasformare l’ostello di famiglia, il Kyteler’s Inn, in un punto di ritrovo per uomini e donne dediti all’Antica Religione. Presto si comincia vociferare che nella locanda si svolgessero riti satanici e che all’interno della stessa fossero nascosti oggetti “molto importanti e pericolosi”. Quando l’anziano quarto marito della nobildonna inizia a perdere peli e unghie, una serva lo convince a denunciarla al vescovo, che già dal suo arrivo in Irlanda sta raccogliendo prove contro di lei, e, soprattutto, sta cercando di entrare in possesso di un importante segreto che la donna conserva. Una storia mozzafiato, tratta dagli atti originali del processo redatti personalmente dal vescovo de Ledrede.


Rachel

© Rachel Sandman

Mille pezzi di te e di me di Sarah White – Frammenti di Parole #8

Buonasera!

Oggi torna finalmente, dopo parecchio tempo, la rubrica Frammenti di Parole: un modo più immediato e sintetico per parlarvi di alcune letture che ho intrapreso nell’ultimo periodo e che, causa impegni lavorativi, si sono accumulate nei cassetti della mia mente senza trovare libero sfogo e spazio sul blog.
In questo caso particolare vi parlo delle mie impressioni su Mille pezzi di te e di me di Sarah White, edito dalla casa editrice De Agostini, nella collana Young Adult, di cui vi avevo già accennato qualche dettaglio in occasione del BT organizzato e a cui avevo avuto il piacere di partecipare.


Mille pezzi di te e di me di [White, Sarah]
Titolo: 
Mille pezzi di te e di me

Autore: Sarah White

Data d’uscita: 31 Ottobre 2017

Prezzo: € 6,99 (Ebook) – € 12,67 (Cartaceo)

Editore: DeA Young Adult

Trama: 

LA ROMANTICA STORIA DI DUE VITE IMPERFETTE CHE SI INCONTRANO.

È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.

MA SI PUÒ DAVVERO RESISTERE ALLA FELICITÀ QUANDO È FINALMENTE A PORTATA DI MANO?


Frammento:

La storia di Everly e Gabe è la storia ideale per ogni adolescente che vuole intraprendere una lettura profonda ma non pesante (genitori all’ascolto: se non sapete cosa regalare ai vostri figli / zii all’ascolto: se non sapete cosa regalare ai vostri nipoti … Segnatevi QUESTO titolo!).
Mille pezzi di te e di me ha infatti un ritmo lento, più dei soliti libri indirizzati ad un pubblico di adolescenti; tratta il tema della rottura di un rapporto in modo profondo e costruttivo; analizza la cattiveria dei gruppi di giovani che si uniscono e si difendono, dietro a uno schermo o dietro al cameratismo spicciolo e subdolo.
Ma, in mezzo a tutto ciò, a tutto questo realismo, c’è una storia d’amore giovane che germoglia, pagina dopo pagina, fino a sbocciare in un finale da film, da commedia romantica, da favola.
Inoltre, ha una colonna sonora che ogni estimatore di Ed Sheeran apprezzerà sicuramente.
Da leggere.

E voi? L’avete letto? Cosa ne pensate della storia?

Lasciate un commento qui sotto. Fatemi sapere e conoscere il vostro punto di vista!

Rachel

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Le fragilità del cuore di Susan Elizabeth Phillips – Segnalazione

Buonasera!

Con il presente post torna l’appuntamento Segnalazioni e vi parlo di un romanzo che so già tante di voi stanno aspettando: si tratta di Le fragilità del cuore della famosa SEP.
Curiose di saperne di più?
Scorrete l’articolo, buona lettura.


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Titolo: 
Le fragilità del cuore
Autore: Susan Elizabeth Phillips

Data d’uscita: 16 Novembre 2017 (Ebook) – 30 Novembre 2017 (Cartaceo)

Prezzo: € 4,99 (Ebook) – € 16,00 (Cartaceo)

Editore: LeggerEditore

Trama: Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore…

Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.

Autore: Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre della narrativa femminile internazionale, l’unica ad aver vinto ben cinque volte il prestigioso rita Award. I suoi romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche americane e hanno raggiunto i primi posti anche nel Regno Unito e in Germania. Il suo successo è legato alla capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco d’ironia le sfumature dell’animo femminile, dando vita a scene di grande sensualità e intensità. Di questa autrice, Leggereditore ha già pubblicato i romanzi Odio quindi amo, Volare fino alle stelle, Le promesse di una vita, Una scelta impossibile, La grande fuga, La prima stella della notte e Cosa ho fatto per amore, e la serie completa Chicago Stars, composta dai romanzi Il gioco della seduzione, Heaven, Texas. Un posto nel tuo cuore, E se fosse lui quello giusto?, Un piccolo sogno, Il lago dei desideri, Lady Cupido e Seduttore dalla nascita.

Rachel

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OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×09

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The Doldrums è il titolo originale della nona puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora … Devo dire che questa puntata ha un sacco di spunti ed elementi nuovi (in primis la sigla) che permettono allo spettatore di immergersi sin da subito in un episodio legato ai precedenti ma, in un certo senso, diverso e più avventuroso.

Lo stile meno da commedia romantica con tratti di intrigo ma più nello stile piratesco descritto da Black Sails mi ha dato, insieme, un misto di nostalgia per le colline scozzesi ormai andate e di eccitazione per ciò che ci aspetta da qui in avanti.

Ho amato, moltissimo, la coppia Marsali e Fergus: voglio più scene con questi due, seriamente. Lei, nonostante abbia una madre che definire discutibile è poco, è una giovane ragazza di carattere che lotta, che sa quello che vuole, che nonostante il modo in cui è stata cresciuta ha una mentalità aperta e moderna. Fergus … Beh, è semplicemente fantastico. Il modo in cui guarda Jamie cercando una vera e propria approvazione paterna è toccante. Non vedo l’ora, davvero, di vedere l’evolversi della situazione tra i due (perché chi ha letto i libri sa come e quanto si evolve … Adoro già).

Nonostante sia una puntata di passaggio, senza eventi sostanziali, ha un tono poetico che raramente abbiamo trovato in precedenza. In ben due casi, infatti, la scelta di rendere la narrazione più intima e, in un certo senso, aulica, mi ha entusiasmato e catturato. Parlo, in particolare, del monologo di Mr. Willoughby (anticipato da una serie di caratteri cinesi che vengono scritti con l’acqua sul ponte della nave per poi sparire, pochi secondi dopo) e la scena tra Jamie e Claire in cui si parla alla luna.
Quest’ultima, soprattutto, è stata di una potenza effimera fantastica: lì si è visto, veramente, il legame e la potenza del rapporto che lega Jamie e Claire, la nostalgia e il rammarico per aver dovuto lasciare, chi prima, chi dopo, la loro Brianna. Meraviglioso.

Questa scena insieme a quella sotto coperta (definiamola così) ha, in qualche modo, sopperito al gelo della 3×07 (che ancora non ho ben compreso) e ha fatto trasparire, con potenza e forza, quanto la storia di Jamie e Claire sia una delle più belle, romantiche ma soprattutto reali di tutta la letteratura contemporanea.

Infine, oltre al lato romantico, in questa puntata ho trovato eccezionale gli accenni e le sfumature ironiche che gli sceneggiatori, registi o chi per essi hanno scelto di dare all’intera vicenda: sempre nella scena sotto coperta abbiamo un chiaro esempio di come la complicità tra i due vada oltre, così come nelle smorfie di Marsali si può vedere la sua autoironia, oppure nel rapporto tra quest’ultima e Claire, la cara matrigna.

Insomma, non vedo l’ora di immergermi nuovamente in questa serie la settimana prossima, con un nuovo episodio di questa storia che è sempre la stessa, ovvio, ma che si evolve, episodio dopo episodio, grazie al cambiamento di alcuni personaggi e all’inserimento di altri.

Una piccola nota a piè di pagina: ma la sfiga di essere separati per vent’anni, ritrovarsi e poi … Separarsi di nuovo dopo nemmeno 4 puntate??? #JamieAndClaire #MaiNaGioia.

Alla prossima!

Rachel

© Rachel Sandman

 

Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino – Recensione

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Buongiorno!
Oggi finalmente posso dirvi la mia su Baby Don’t Cry, libro di Paola Garbarino che ci ha fatto compagnia per tutta la settimana grazie ad un Mini BlogTour d’eccezione, realizzato in collaborazione con il blog Bookheart. Se vi siete persi la tappa relativa alla Playlist, vi rimando qui. Se, invece, avete seguito i vari spazi e approfondimenti, non vi resta che procedere nella lettura di questo post in cui troverete, riassunte, tutte le infos del romanzo e, soprattutto, la mia personalissima opinione.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]Titolo: Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.


Recensione: Dire che amo i romanzi di Paola Garbarino ormai non è più una novità, anzi: è un vero e proprio dato di fatto. L’ho conosciuta con Come la coda delle comete e ho adorato le storie di Non ricordo ma ti amo e Strange Love.
In questo romanzo, Baby Don’t Cry, l’autrice fa un salto ulteriore e tesse una rete di dettagli immensa e complessa, a tratti forse ridondante, ma introspettiva e assolutamente reale.

Paola Garbarino tende generalmente a scrivere storie d’impatto, in cui i personaggi sbagliano, cadono, si rialzano, imparano, crescono. In questo suo ultimo lavoro io, personalmente, ho trovato l’analisi psicologica egregiamente gestita, con salti temporali ad ogni cambio di capitolo, con una serie di elementi che vengono accennati qui e spiegati là, quando magari tu stessa non li ricordavi più.

Mi rendo conto che, forse più dei precedenti, la figura femminile, Petronilla, è un personaggio difficile da digerire, talvolta insicuro, talvolta ripetitiva nei pensieri e nelle azioni ma io, personalmente, mi sono rivista tantissimo in lei, nel suo voler crescere senza però bruciare le tappe e se stessa. Petra è un’eroina fuori da ogni schema e genere che, obiettivamente, si ama o si odia … Io, come forse avrete capito, l’ho adorata: il suo legame con Milo che nasce in modo così, diciamo, originale, va avanti nel corso degli anni e la forma, la fa crescere, la fa amare, in modo a volte inconsapevole forse, ma in modo decisamente totalizzante.

Milo è stato, per me, un bel mistero: subito temevo, molto, che giocasse con lei, che il suo legame con Petra fosse sbilanciato, che non sentisse le stesse cose che, palesemente, la protagonista provava. Poi, procedendo nella lettura, è stato subito chiaro come lui, al contrario di lei, riesca a esprimere i suoi sentimenti e, nonostante le discussioni e i punti di scontro, è sempre Milo, salvo rare eccezioni, a sbilanciarsi per primo. Ho amato la sua tenerezza nascosta sotto quei ricci scuri, ho ammirato la sua dedizione nei confronti di colei che da sempre gli ha rubato il cuore e che, allo stesso tempo, lo ha maltrattato più volte.

Insomma, Baby Don’t Cry è un romanzo doloroso, con un ritmo narrativo complessivamente lento ma non per prolissità delle frasi o dei capitoli, anzi. La lettura di questo libro è lenta perché non resta in superficie ma scava, sempre di più, all’interno delle dinamiche e delle anime della coppia protagonista, creando una storia realistica ed eccezionale insieme.
Quindi, per l’ennesima volta, vi invito a NON perdervi questo nuovo romanzo di Paola Garbarino. Fidatevi!
E non dimenticate che domani, sul blog Bookheart, potrete leggere un’ulteriore opinione su questo libro.

Rachel

© Rachel Sandman

Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino #Playlist

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Buongiorno!

Oggi, come vi ho accennato nella tappa di ieri, torniamo a parlare di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino con un focus particolare sulla musica, elemento che io amo particolarmente e che, come sempre, è importante nei romanzi della scrittrice italiana.

Partiamo, innanzitutto, dalla canzone che, come ben avrete intuito, se conoscete il genere e girovagate, un po’ come me, nel mondo del rock, dà il titolo al romanzo.
Diamo inizio a questa tappa analizzando Don’t Cry dei Guns N’ Roses.

Don’t Cry è un singolo pubblicato nel 1991 dalla band statunitense. Il brano originariamente venne composto quando una ragazza, dopo aver detto addio al leader della band, Axl Rose, che la amava molto, gli disse, per l’appunto, di non piangere e gli preferì Izzy Stradlin. La canzone venne scritta proprio da Axl la sera successiva a questo episodio in soli 5 minuti.

Ovviamente, la canzone ha un peso importantissimo anche per i protagonisti di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino: Milo e Petra, infatti, condividono un momento particolare con questa canzone in sottofondo, con il testo musicato che rimbomba tra la pareti e che, a distanza di anni, diventerà la loro canzone.

Ci siamo già salutati appena sono arrivata alla festa; poi lui è parso molto impegnato a parlare con una nuova.
Il festeggiato è un patito di musica revival, soprattutto degli anni Novanta a giudicare dalle canzoni che hanno suonato finora; in questo momento sta risuonando Don’t cry dei Guns n’ Roses.
Milo mi tira più vicina e i miei battiti accelerano. In realtà credo che siano accelerati dall’istante in cui ho visto chi stava tendendo la scopa.
È caldo. I maschi sono più caldi di noi ragazze. Il suo odore è buonissimo, sa sempre di pulito, non come certi che ti fanno dubitare che in casa possiedano del detersivo.

Detto ciò … Non è finita qui! Perché se, da un lato, la Garbarino stabilisce e decreta il successo dei Guns N’ Roses la colonna sonora della storia tra i due protagonisti del romanzo, dissemina qua e là anche altri brani musicali più o meno conosciuti. Tra tutti, oltre ad un elenco fantastico che troverete in fondo al romanzo, al termine, vi lascio qui due canzoni a cui io stessa sono particolarmente legata:

Se questa tappa vi ha incuriosito … Non perdetevi la tappa di domani sul blog Bookherat! Noi ci rivediamo presto, prestissimo, con la recensione di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino.

Rachel

© Rachel Sandman

Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino

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Buongiorno!
Oggi apriamo la settimana con un evento d’eccezione, un Mini BlogTour che coinvolge la sottoscritta e il blog Bookheart e che ruoterà attorno all’ultimo romanzo di Paola Garbarino dal titolo Baby Don’t Cry.
Siete pronti?
Iniziamo, oggi, con una tappa di presentazione, con l’inserimento di un estratto.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]
Titolo: 
Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.

Presente

Cercai di concentrarmi e di non guardarlo. Se lo guardavo impiegavo molto più tempo, perché mi perdevo nei dettagli del suo viso, del suo corpo, delle espressioni che gli tiravo fuori.
Mi ritrovai con la schiena sul materasso in un secondo “Cazzo, Nilla, apri gli occhi!” ordinò.
Obbedii, il mio cinismo di solito scompariva, assieme al mio raziocinio e ai miei buoni propositi, non appena lo sentivo dentro di me. 
Scompariva anche la sua stronzaggine. Lo guardai. Ogni volta mi sembrava che avesse gli occhi di un altro colore, tanto erano cangianti, con quel grigio e quel castano dorato, a seconda della luce e dell’umore.
Milo era molto passionale ma mai volgare. Non era egoista e non mi faceva mai sentire come se mi stesse usando, anche se entrambi sapevamo come stavano le cose tra noi.
Era perfetto, a letto, ma ricominciava con le sue imperfezioni non appena si alzava da lì.
Il mio sguardo s’incatenò al suo e mi persi nelle sue iridi, nelle pagliuzze dorate, nelle ciglia lunghe e nere.
Spinse forte e io gridai, ma non era dolore.
Milo era un chiacchierone, sempre con la battuta pronta, che fosse ironica o velenosa; però a letto era silenzioso, nel senso che si lasciava andare a versi e sospiri, sexy, ma non con le parole. Non mi diceva quasi mai niente. E lo preferivo, il suo silenzio era carico di passione, di aspettativa. Mi sembrava che facesse molto rumore, più delle frasi a effetto che mi rifilavano gli altri.
Guardare Milo lasciarsi andare era molto eccitante, cosa che non era praticamente mai capitata con le avventure che avevo avuto; talvolta facevano delle smorfie buffe e riuscivo a stento a trattenere una risata, invece lui era sexy.
S’inarcò all’indietro mentre, contemporaneamente, mi acchiappava per i fianchi per tirarmi più vicina e io salii un altro gradino verso l’Eden. D’improvviso rallentò il ritmo e andò più a fondo, strusciandosi forte.
Sapeva come darmi il colpo di grazia.
L’onda stava per travolgermi e, quando capii che lui era vicinissimo, che si stava trattenendo solo per me, lo liberai: mi lasciai travolgere.
Socchiuse gli occhi e lo guardai mentre stava per venire, ormai conoscevo a memoria le sue espressioni, eppure ogni volta mi colpivano, mi affascinavano.
Guardare lui abbandonarsi era un miracolo che si perpetuava, la Bellezza che faceva male e che, al tempo stesso, ti faceva credere più fermamente che esistesse un essere superiore che l’aveva creato, perché non era possibile che il Caos avesse assemblato Milo Romano.

Baby

Noi ci rivediamo domani, con una tappa dedicata alla Playlist del romanzo, con un approfondimento particolare sulla canzone Don’t Cry.
Vi aspetto.

Rachel

© Rachel Sandman