Il Mio Imprevisto più Bello di Carmen Bruni – Recensione

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TITOLO: Il mio Imprevisto più bello

AUTORE: Carmen Bruni

USCITA: 24 Maggio 2016

PREZZO: € 2.99 (eBook) – € 9.99 (Cartaceo)

EDITORE: Self Publishing


TRAMA: Arianna e Cristian. Come il sole e la luna – o meglio – il sole e un pianeta che non è ancora stato scoperto.

Lei tradizionalista e riflessiva, assunta come giornalista in prova dal Roma Stars. Lui impulsivo e approfittatore, giornalista a tutti gli effetti per il Roma Forever.

Non hanno proprio niente in comune e le loro auree così contrapposte dovrebbero spingerli a camminare su due emisferi lontanissimi, ma… galeotto fu quello speed date!

Più che amore a prima vista è odio a prima vista. Sin da subito le loro divergenze caratteriali e i modi di pensare sono così diversi da apparire insormontabili.

Ma nonostante il breve incontro Arianna non riesce a togliersi dalla testa quello sguardo strafottente, non riesce a soffocare l’attrazione che prova, e l’irritazione che lui le provoca.

Per fortuna non lo rivedrà mai più e piuttosto che usare il bigliettino da visita che Cristian le ha dato, si taglierebbe le mani…

E se invece il destino ci mettesse lo zampino?

Fra giri in moto, baci dati a tradimento, proposte maliziose, il ritorno di un ex fidanzato pentito, il lavoro, chiacchierate con un coinquilino spogliarellista e litigi col padre prepotente, Arianna cercherà di uscire indenne dal caos che è diventata la sua vita, sperando di non esserne completamente stravolta.


RECENSIONE: Avete presente una macedonia di frutta fresca? Sì, proprio una di quelle ciotole in plastica trasparente che, soprattutto in questo periodo pieno d’afa e caldo estivo, si vendono un po’ ovunque, ad ogni angolo delle città più o meno grandi.

Ecco, questo libro è proprio come una macedonia di frutta in piena estate: fresco, pieno di colori dalle sfumature più vive, allegro e rigenerante.

Ci sono quei libri la cui storia fatica un po’ a lasciare le pagine in cui è scritta per farsi amare dal lettore. Beh, lasciatemelo dire a gran voce: NON è questo il caso!

Arianna è un personaggio femminile che si fa assolutamente amare dal pubblico femminile (cosa per nulla scontata!). I suoi ricci biondi, il suo stile, il suo essere una donna all’inizio della carriera ma ancora, allo stesso tempo, una ragazza legata alla figura paterna ormai ai margini della sua vita, la rendono uno dei personaggi di carta più tridimensionali nel panorama romance odierno. È solare, è gioiosa ma, al contempo, vacilla sui tacchi, è insicura, teme il giudizio degli altri. Inoltre, come se non bastasse e le servisse ancora qualcosa, un ulteriore punto a suo favore ha un solo nome: Federico, il suo coinquilino. Grazie, Carmen Bruni, per aver creato questo enigmatico e magnetico personaggio secondario (attendo fremente la SUA storia, sappilo)!

Cristian, dal canto suo, non resta per nulla in secondo piano, né si fa abbagliare dalla luce di Ari. Uomo dai tratti mediterranei, rudi, nasconde dietro la faccia da tipico mascalzone romano una situazione famigliare particolare, delle responsabilità e una maturità che, forse, ad un primo sguardo, nemmeno il più attento e navigato dei lettori gli attribuirebbe mai.

Ma la mia iniziale similitudine con la macedonia non è buttata a caso e, devo ammetterlo, non è tutta farina del mio sacco. Ad avermi dato lo spunto, l’ispirazione, per questo accostamento è proprio l’autrice (di cui avevo già adorato Questione di cuore, edito da Fabbri, e la novella ad esso collegata, Non amo che te, disponibile gratuitamente in formato ebook): le sue scene ambientate in Piazza di Pietra, una piazza che personalmente, devo confessare, non conoscevo ma che ho prontamente cercato su Google Maps, mi hanno conquistato.

Cerco sempre di focalizzare un momento, un attimo, un dialogo per etichettare i vari romanzi che leggo, per fissare una loro impronta nella mia mente, in modo che non siano solo una massa informe di parole srotolate una dopo l’altra e passate a caso, come sul rullo di una cassa del supermercato.

Se dovessi dire qual è il momento che mi farà sempre pensare alla storia di Ari e Cri è proprio la vaschetta di frutta di lei, da cui cade una fragola ribelle, i discorsi tra i due in questa piazza dal sapore antico immersa nella modernità estrema.

Un ulteriore elemento positivo è lo stile, davvero eccezionale: leggere qualcosa firmato Bruni è un’assoluta garanzia di ironia, dolcezza, spirito, tormento e coinvolgimento; tutto dosato perfettamente, senza mai sfociare nel qualunquismo o nel romanticismo melenso, che personalmente non sopporto.

La storia fila via, veloce, in un susseguirsi di salti improvvisi ed imprevisti che rendono la trama accattivante, leggera, moderna.

In conclusione, questo libro è davvero un piccolo gioiello incastonato nel mare di romance pubblicati e autopubblicati negli ultimi anni. Ha un solo difetto: quello che una volta iniziato, vi sarà assolutamente impossibile posarlo sino al raggiungimento della parola fine!

Rachel

© Rachel Sandman

LOVE ME di JENNY ANASTAN – Recensione

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TITOLO: Love Me

AUTORE: Jenny Anastan

SERIE: Los Angeles Love Serie #2

USCITA: 18 Agosto 2016

PREZZO: € 2.99 (eBook)

EDITORE: Self Publishing


TRAMA: Maria è una giovane donna che lavora come commessa in una boutique a Rodeo Drive. La sua difficile infanzia ha inibito la sua capacità di donare fiducia alle persone oltre a farle temere di non sapere amare. Nonostante questo, forte e coraggiosa, ce la mette tutta per vivere la sua vita in modo tranquillo, senza mai piangersi addosso.
Tuttavia, il destino non sembra stare dalla sua parte: Todd, il ragazzo che frequenta da qualche mese, l’ha ingannata e adesso sta per sposare un’altra donna. Ed ecco che si presenta l’ennesima disfatta da affrontare che mina le fragili basi della sua quotidianità.
Ormai sfiduciata di fronte alla sua sfortuna, Maria si convince che è destinata a non amare e a non essere mai amata come merita. Una piccola coincidenza però, la metterà sulla strada di Steve, il proprietario di una delle reti televisive più importanti dello stato: bello da togliere il fiato e in grado di spezzarti il cuore con una sola occhiata. L’ha già etichettato come uomo da tenere alla larga, spavaldo e arrogante, eppure una sera, complice lo champagne e la musica sfrenata di un locale, le braccia di Steve sembrano proprio il posto migliore in cui stare.
Maria è consapevole di stare per imboccare la strada che la porterà inevitabilmente all’Inferno, ma è difficile stargli lontano, è difficile non voler scoprire cosa c’è in quel pezzo di cuore che con tanta tenacia lui nasconde.
Fra brevi incontri di fuoco, spietate coincidenze e feroci combattimenti fra ragione e cuore, Maria e Steve si ritroveranno ben presto a dover decidere se abbattere i muri che si sono costruiti intorno, oppure rimanervi trincerati all’interno per proteggersi dalle delusioni.
Ma si sa, per quanti muri puoi ergere, l’amore trova sempre lo spiraglio per insinuarsi e stravolgerti la vita.


RECENSIONE: Sin dalla lettura del primo capitolo della serie, Reality Love, qualsiasi lettore, o meglio, lettrice dotata di almeno un paio di neuroni funzionanti è spinta a domandarsi e ad arrovellarsi il cervello attorno al proprietario di uno dei canali televisivi più noti di LA: Steve, il particolare amico di Ally.

Il personaggio con cui invece non riuscivo proprio ad entrare in sintonia è sempre stato Maria e, lo devo ammettere, quando ho letto che la coppia di Love Me sarebbe stata formata da loro due, ho seriamente avuto la tentazione di prendere un aereo, andare a fare una visitina alla cara Jenny Anastan e scrollarla. Davvero: la ragazza della porta accanto, la migliore amica della bionda da urlo, come avrebbe mai potuto tener degnamente testa all’uomo misterioso, dal passato oscuro e tormentato?

Devo essere onesta … Per la prima parte di questo secondo capitolo, non ci riesce.

Steve la sovrasta, nonostante la maggior parte dei capitoli sia dal punto di vista femminile, e Maria affoga in una serie di scelte subite passivamente, senza arte né parte, senza farsi valere se non con lievi battute destinate a cadere nel vuoto qualche paragrafo più in là.

Nella seconda parte tuttavia vi è una ripresa netta: la storia prende il via e quei primi capitoli un po’ monotematici e a senso unico lasciano lo spazio ad una trama ben più complessa e degna di nota.

Ok: non siamo forse, o quasi sicuramente, ai livelli di Resta con me (per ora, il mio personale preferito tra tutti i membri della scuderia Anastan finora pubblicati), né probabilmente raggiungiamo il pathos di Reality Love, ma cavolo, questo romanzo non lo si riesce a posare nemmeno un attimo!

Ed è questo il più grande pregio dell’autrice: riuscire a farti restare incollata al kindle per ore, immersa in una storia con una protagonista che ti piace solo a tratti, con un protagonista da urlo che ha un segreto che non viene svelato sino all’ultimo (e qui dico … che bomba Jenny!), con una narrazione fluente e una scrittura rapida, concisa che, ad eccezione di qualche lieve insicurezza, scorre veloce. Che altro dire? Chapeau!

Love Me in conclusione è un romanzo che scivola via in poche ore, che ti fa immergere nelle boutique di Rodeo Drive, nelle feste glamour di LA e ti avvolge come una calda coperta di lana sino al sospirato e sognato epilogo.

Piccola nota a piè di pagina: non so voi, ma certo che pensare ad un’uscita a quattro tra Ally – Cooper e Maria – Steve … Beh … Suona un po’ strana. Carina eh … Però strana! Diciamo che i quattro hanno una concezione di amicizia davvero … Come dire … Particolare e molto moderna!

Rachel

© Rachel Sandman

LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins – RECENSIONE

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TITOLO: La Ragazza del Treno (The Girl on the Train)

AUTORE: Paula Hawkins

USCITA: 23 Giugno 2015

PREZZO: € 9.99 (eBook) – € 19.50 (Cartaceo)

EDITORE: Edizioni PIEMME


TRAMA: La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.

Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?


RECENSIONE: Eccomi qui, dopo oltre un anno dalla data di pubblicazione italiana, a recensire il mio primo thriller. Wow. C’è voluto la bellezza di un anno per farcela!

Intendiamoci: non ho impiegato un anno per leggere questo libro ma piuttosto mi è servito per convincermi a iniziarlo, questo sì!

Cosa mi ha dato la spinta decisiva? Il fatto che il 7 Ottobre 2016 uscirà, negli Stati Uniti, la versione cinematografica, The Girl on the Train, film che conta un cast di lusso in cui spiccano Emily Blunt (vista, tra le altre pellicole, in Il Diavolo veste Prada, Il club di Jane Austen e Il cacciatore e la regina di ghiaccio), Rebecca Ferguson (chi può scordarsi l’Elisabeth della miniserie The White Queen basata sui romanzi di Philippa Gregory?) e, udite udite, Luke Evans (Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, devo aggiungere altro? No perché ci sarebbe anche Fast & Furious 7 e Dracula Untold, così, per dire).

Detto ciò, è giunto il momento. Come ho trovato questo libro?

La mia risposta: non ne ho la più pallida idea!

Premesso che il genere non è proprio nelle mie corde, quindi non so se il meccanismo di suspense sia davvero ai livelli egregi che i critici e le recensioni strapositive, in giro su internet, inneggiano.

D’altro canto, non sono nemmeno così sicura che il finale sia così sconvolgente come vogliono vendere. Parliamoci chiaro: tutto il libro ruota attorno a tre donne, tre uomini, una bambina e una coinquilina. Vuoi scommettere che chi commette il fattaccio, il reato, il caso, è uno di loro?

Inoltre, la scelta di Paula Hawkins di narrare la storia da più punti di vista e non sempre in ordine cronologico mi ha un po’ lasciata spaesata, soprattutto nella prima parte della storia, in cui ho davvero fatto fatica ad andare avanti e a capirci qualcosa. Per chiarire: ho impiegato talmente tanto tempo a leggere i capitoli iniziali che, quando li finivo, non mi ricordavo più come erano cominciati. La cosa è grave.

Concludendo, però, vi esorto a leggere questo libro! Assolutamente!

Le ragioni? Innanzitutto, ho un’esigenza personale di sapere se solo io non ho inteso questa meraviglia di libro o se effettivamente manca in qualcosa. Poi, ho bisogno di sapere se davvero l’uomo nero (o la donna … chi lo sa!) è così imprevedibile, come la stampa vuole farci credere, oppure è abbastanza ovvio, diciamo dalla metà del romanzo, o poco più. Infine, ad ottobre esce il film e per quanto il libro abbia tutti questi interrogativi su stile e forma, secondo me la versione in pellicola potrebbe rendere molto meglio: non tanto nello sviluppo della trama (ovvio: quella è, quella rimane), ma soprattutto per le scene che già nel libro a mio parere sono descritte con un taglio molto cinematografico, come se una macchina da presa procedesse insieme al lettore nei vari ambienti.

D’altra parte … lo sguardo stesso della protagonista che guarda, molto spesso, il mondo all’esterno è già di per sé incorniciato da uno schermo: il finestrino del treno in corsa.

Quindi mi raccomando, leggetelo, ditemi i vostri pareri e poi a Ottobre (o il mese che sarà in Italia, visti i classici ritardi di distribuzione) tutti al cinema!

Rachel

© Rachel Sandman

Harry Potter sta per tornare! O, forse, è già in mezzo a noi?

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È il 5 Agosto 2016 e l’Italia, come il resto del mondo, si trova nuovamente immersa nella #PotterMania.

Niente di nuovo, diranno i numerosi Potterhead (seguaci e fedelissimi fan della saga del mago più famoso d’Inghilterra); ma in realtà qualcosa di nuovo, o meglio, di già visto, sta accadendo.

Personalmente mi è bastato fare una passeggiata sotto i portici di una Torino abbandonata dai residenti, visitata dai turisti che spiccano con la loro parlata sciolta, e dare un’occhiata nelle librerie tra via Po e via Roma, per avere la conferma.

Una magia è nell’aria e sta coinvolgendo tutti, babbani compresi, da quando è risuonato un po’ ovunque (twitter, facebook, quotidiani, telegiornali …) l’annuncio della casa editrice Salani, che darà alle stampe la sceneggiatura della pièce teatrale che ha debuttato lo scorso 30 Luglio nei teatri di Londra.

In Italia tutti, o quasi, si sono già segnati la data sul calendario: 24 Settembre 2016. È questo il giorno atteso per l’uscita nelle librerie italiane di Harry Potter e la maledizione dell’erede, firmato ancora una volta J.K. Rowling e sequel, atteso quanto temuto, di una delle saghe più amate e vendute degli ultimi anni.

E se per un vero e proprio romanzo, analogo agli episodi precedenti a cui siamo abituati per forma e scrittura, dovremo attendere il 2017, tra un mesetto o poco più avremo la possibilità di avere un assaggio di ciò che la Zia Rowl ha in serbo per Harry, Ron, Hermione e la nuova, non più tanto piccola, generazione.

Ma l’euforia divampa già sin da ora nelle vetrine addobbate con ombrelloni, sabbia e conchiglie: l’edizione originale, inglese, per chi proprio non vuole attendere, non può farlo o semplicemente freme dalla curiosità, è già da adesso disponibile anche qui da noi, e non solo. Fa, infatti, bella mostra di sé in posizione privilegiata rispetto a tutti i nuovi bestsellers e saggi usciti nel periodo estivo, sinonimo concreto di come gli incantesimi del magico mondo di Hogwarts non si limitino a Diagon Alley o alla bottega di Olivander, ma vaghino ben oltre il Regno Unito, coinvolgendo l’editoria e il commercio di più paesi, vicini e lontani.

Ed ecco quindi che in un angolo per nulla coperto, in una vetrina colma di libri di ogni genere, vedi brillare il colore dorato di Harry Potter and the cursed child, con i suoi caratteri eleganti, l’immagine del nido che ricorda tanto un boccino d’oro e la promessa di un finale che molti attendevano ma che pochi speravano di leggere.

In questo istante, quando vedi e realizzi che il libro con cui sei cresciuta, la saga che hai iniziato alle elementari tra i banchi di scuola, il romanzo che ha accompagnato la tua adolescenza, avrà un seguito che riprenderà precisamente dall’epilogo, da quel 19 anni dopo, puoi finalmente rilassarti e tornare a sognare.

Perché la magia c’è: non bisogna far altro che aprire un libro, sfogliarne le pagine, respirare il loro profumo ed immergersi in un nuovo e fantastico viaggio.

Ci vediamo sul Binario 9 ¾ … Mi raccomando!

Rachel

© Diritti Riservati

Il Mio Più Grande Errore di Aurora Rose Reynolds – RECENSIONE

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TITOLO: Il mio più Grande Errore (Until Lilly)

AUTORE: Aurora Rose Reynolds

SERIE: Until Serie #3

USCITA: 25 Luglio 2016

PREZZO: € 2.99 (eBook)

EDITORE: Newton Compton Editori


TRAMA: Quando Cash Mayson viene costretto a scegliere tra l’amore della sua vita e il figlio che sta per nascere, sa esattamente cosa fare. Non importa quanto gli si spezzi il cuore.

Quando Lilly Donovan è costretta ad accettare che l’uomo che amava non era chi credeva che fosse e diventa una madre single, sa esattamente cosa fare. Dimostrare tutta la sua forza.

Cosa succede quando anni dopo scopre che tutto ciò che credeva di sapere era una bugia?

Due persone che si sono amate in passato possono superare gli ostacoli e innamorarsi di nuovo?

Cash Mayson aveva dimenticato cosa significasse sentirsi amati finché Lilly non è tornata nella sua vita. E ora che ha ricordato, farà tutto il possibile per non perdere la donna che ama e i loro figli.


RECENSIONE: Ho atteso questo terzo capitolo con trepidazione e, sì, anche con un po’ di sana ansia. Voglio dire, la storia di Lilly e Cash è già in parte delineata nel romanzo che precede Il mio più grande errore, ovvero quello incentrato su Trevor e Liz (Il mio Sbaglio Perfetto), e i piccoli scorci che si erano intravisti lasciavano davvero ben sperare.

Invece … Il nulla.

Partiamo dal presupposto che già i primi due capitoli non mi avevano fatto impazzire: le storie di November, prima, e di Liz, poi, non erano state, per me, nulla di eclatante o di indimenticabile, anzi.

Ma avevo davvero buone, buonissime speranze per questo romanzo incentrato su Lilly e, in un certo senso, l’autrice non ha disatteso le mie aspettative per quanto riguarda la trama e la storia in sé.

C’è amore, c’è pathos, ci sono colpi di scena a non finire, c’è una storyline precisa.

Il vero problema di questo libro è il fatto di essere del tutto incolore (anche se, devo dire, che a questo punto penso non sia un caso ma sia invece una caratteristica dello stile proprio della Reynolds).

Non c’è nessun approfondimento psicologico, i fatti si susseguono, uno dopo l’altro, senza il minimo senso o ragionamento sottostante, i personaggi sono un’accozzaglia di bei fusti in contrasto con una serie di ragazze da salvare o donne pazze, nel vero senso del termine.

Nemmeno i bambini, Jax e Ashlyn, riescono ad addolcire il lettore e a dare quel tocco di brio e tenerezza che manca e che io personalmente non ho trovato ma avrei tanto voluto.

Lilly è una donna forte solo all’apparenza e a parole: i fatti dicono tutt’altro. È stata lasciata da quello che reputa l’amore della sua vita e poi, dopo anni di silenzio, al suddetto supereroe basta sbattere un po’ le ciglia e lei si abbandona in preda a crisi ormonali e a sentimenti sbocciati da chissà dove come se niente fosse.

Cash, dal canto suo, sarebbe stato forse il fratello più a fuoco della serie, quello dei tre Mayson finora conosciuti che più d’ogni altro ha la testa sulle spalle ed è consapevole di ciò che vuole. Peccato però che l’aura da maschio alfa, da uomo di Neanderthal, per fare un complimento, che già aleggiava sui precedenti Asher e Trevor, impregni anche questo padre di famiglia a tratti davvero troppo asfissiante e a tratti troppo melenso per essere un appartenente al genere maschile (va bene tutto, vanno bene i romanzi rosa e i principi azzurri che arrivano su un cavallo bianco, ma alle parole che possono uscire da un uomo c’è un limite, seriamente).

Per concludere in bellezza, il tocco di pazzia e di suspense è dato dalla ex moglie di lui, davvero portata all’estremo punto di rottura senza però mai avere il coraggio di spingere fino in fondo: resta una pazza di cui non si capiscono le ragioni, né le motivazioni, né nulla. È una figurina bidimensionale lasciata sullo sfondo che provoca e causa tutte le sciagure narrate nel libro. Che tristezza!

Davvero … È stata una lettura sfiancante. Perché se da un lato, Il mio più grande errore è davvero scritto bene per quanto riguarda la grammatica e la forma, dall’altra questo suo continuo rimanere a galla, non approfondire nulla se non in maniera molto superficiale, mi ha davvero rovinato quella che aveva tutte le premesse per essere una storia con i fiocchi. Ed è questo che mi fa più rabbia: la consapevolezza che l’autrice aveva tra le mani il perfetto regalo per i suoi lettori a cui, tuttavia, non ha saputo o voluto sciogliere il nastro di raso e mostrare il contenuto.

Devastante.

Rachel

© Rachel Sandman