Il Mio Più Grande Errore di Aurora Rose Reynolds – RECENSIONE

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TITOLO: Il mio più Grande Errore (Until Lilly)

AUTORE: Aurora Rose Reynolds

SERIE: Until Serie #3

USCITA: 25 Luglio 2016

PREZZO: € 2.99 (eBook)

EDITORE: Newton Compton Editori


TRAMA: Quando Cash Mayson viene costretto a scegliere tra l’amore della sua vita e il figlio che sta per nascere, sa esattamente cosa fare. Non importa quanto gli si spezzi il cuore.

Quando Lilly Donovan è costretta ad accettare che l’uomo che amava non era chi credeva che fosse e diventa una madre single, sa esattamente cosa fare. Dimostrare tutta la sua forza.

Cosa succede quando anni dopo scopre che tutto ciò che credeva di sapere era una bugia?

Due persone che si sono amate in passato possono superare gli ostacoli e innamorarsi di nuovo?

Cash Mayson aveva dimenticato cosa significasse sentirsi amati finché Lilly non è tornata nella sua vita. E ora che ha ricordato, farà tutto il possibile per non perdere la donna che ama e i loro figli.


RECENSIONE: Ho atteso questo terzo capitolo con trepidazione e, sì, anche con un po’ di sana ansia. Voglio dire, la storia di Lilly e Cash è già in parte delineata nel romanzo che precede Il mio più grande errore, ovvero quello incentrato su Trevor e Liz (Il mio Sbaglio Perfetto), e i piccoli scorci che si erano intravisti lasciavano davvero ben sperare.

Invece … Il nulla.

Partiamo dal presupposto che già i primi due capitoli non mi avevano fatto impazzire: le storie di November, prima, e di Liz, poi, non erano state, per me, nulla di eclatante o di indimenticabile, anzi.

Ma avevo davvero buone, buonissime speranze per questo romanzo incentrato su Lilly e, in un certo senso, l’autrice non ha disatteso le mie aspettative per quanto riguarda la trama e la storia in sé.

C’è amore, c’è pathos, ci sono colpi di scena a non finire, c’è una storyline precisa.

Il vero problema di questo libro è il fatto di essere del tutto incolore (anche se, devo dire, che a questo punto penso non sia un caso ma sia invece una caratteristica dello stile proprio della Reynolds).

Non c’è nessun approfondimento psicologico, i fatti si susseguono, uno dopo l’altro, senza il minimo senso o ragionamento sottostante, i personaggi sono un’accozzaglia di bei fusti in contrasto con una serie di ragazze da salvare o donne pazze, nel vero senso del termine.

Nemmeno i bambini, Jax e Ashlyn, riescono ad addolcire il lettore e a dare quel tocco di brio e tenerezza che manca e che io personalmente non ho trovato ma avrei tanto voluto.

Lilly è una donna forte solo all’apparenza e a parole: i fatti dicono tutt’altro. È stata lasciata da quello che reputa l’amore della sua vita e poi, dopo anni di silenzio, al suddetto supereroe basta sbattere un po’ le ciglia e lei si abbandona in preda a crisi ormonali e a sentimenti sbocciati da chissà dove come se niente fosse.

Cash, dal canto suo, sarebbe stato forse il fratello più a fuoco della serie, quello dei tre Mayson finora conosciuti che più d’ogni altro ha la testa sulle spalle ed è consapevole di ciò che vuole. Peccato però che l’aura da maschio alfa, da uomo di Neanderthal, per fare un complimento, che già aleggiava sui precedenti Asher e Trevor, impregni anche questo padre di famiglia a tratti davvero troppo asfissiante e a tratti troppo melenso per essere un appartenente al genere maschile (va bene tutto, vanno bene i romanzi rosa e i principi azzurri che arrivano su un cavallo bianco, ma alle parole che possono uscire da un uomo c’è un limite, seriamente).

Per concludere in bellezza, il tocco di pazzia e di suspense è dato dalla ex moglie di lui, davvero portata all’estremo punto di rottura senza però mai avere il coraggio di spingere fino in fondo: resta una pazza di cui non si capiscono le ragioni, né le motivazioni, né nulla. È una figurina bidimensionale lasciata sullo sfondo che provoca e causa tutte le sciagure narrate nel libro. Che tristezza!

Davvero … È stata una lettura sfiancante. Perché se da un lato, Il mio più grande errore è davvero scritto bene per quanto riguarda la grammatica e la forma, dall’altra questo suo continuo rimanere a galla, non approfondire nulla se non in maniera molto superficiale, mi ha davvero rovinato quella che aveva tutte le premesse per essere una storia con i fiocchi. Ed è questo che mi fa più rabbia: la consapevolezza che l’autrice aveva tra le mani il perfetto regalo per i suoi lettori a cui, tuttavia, non ha saputo o voluto sciogliere il nastro di raso e mostrare il contenuto.

Devastante.

Rachel

© Rachel Sandman

 

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