BT Il mio nome è Jamie – Approfondimento Ian Murray

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Con oggi siamo arrivati alla penultima tappa del Blog Tour che ruota attorno a Il mio nome è Jamie, libro/novella tanto amato quanto discusso, edito il 2 Febbraio 2017 da Corbaccio.

L’approfondimento su cui ho deciso di soffermarmi è l’analisi di un personaggio, globalmente amato (sfido chiunque a volergli male!) ma che, molto spesso, passa in secondo piano, relegato a ruolo di eterno secondo, mai protagonista, sempre comprimario all’interno del mondo di Outlander mirabilmente diretto dalla penna di Diana Gabaldon.

Avete capito a chi mi riferisco?

No?

Ma come!

Oggi vi parlo di Ian Murray o, per essere precisi, di Ian Alastair Robert MacLeod Murray.

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E no, non soffro ancora di sintomi di demenza senile! State tranquilli!

L’Ian di cui vi parlo qui è il padre dell’Ian di cui vi avevo parlato : ergo, un personaggio tutto nuovo, mai trattato sino ad ora sul blog e tutto da scoprire.

Una piccola avvertenza per voi lettori: questa tappa, lo capirete, non può essere priva di spoiler ma ho deciso, in un certo senso, di limitarmi, quindi … Vi racconto l’Ian Murray di La Straniera, niente di più, niente di meno.

Dunque, come ho detto in precedenza, sin da subito Ian è un personaggio positivo ma lasciato sullo sfondo e che, in un certo senso, appare dallo sfondo.

La strada oltre il cancello saliva su verso una collinetta. Volgendo lo sguardo in quella direzione, vidi apparirvi in cima un gruppetto di uomini che si stagliavano contro la luce della sera. Sembrarono indugiare qualche istante, come se si stessero congedando. A quanto pareva era proprio così, perché soltanto uno ridiscese il pendio verso la casa, mentre gli altri proseguivano attraverso i campi, in direzione di un gruppo di cottage in lontananza.

Il lettore del primo romanzo della serie Outlander, incontra il personaggio di Ian soltanto nella Parte Quinta, quella intitolata Lallybroch. Ed è proprio in questo luogo, Lallybroch appunto, che la figura di Ian prende e prenderà vita e spessore.

Via via che l’uomo si avvicinava, mi accorsi che zoppicava pesantemente. Quando attraversò il cancello, ne capii il motivo: dal ginocchio in giù, l’uomo aveva una gamba di legno. Malgrado l’andatura zoppicante, l’uomo si muoveva come un giovane, quando fu vicino al pergolato, vidi che non aveva ancora trent’anni. Era alto, quasi quanto Jamie, ma con le spalle molto più strette. Anzi, era davvero magrissimo. […] Un folto ciuffo di capelli castani gli ricadeva morbido sulla fronte alta, e gli occhi infossati avevano un’espressione di paziente buonumore.

11138587_830456240369744_7596987222482085161_nSin da subito, Ian Murray e il suo ruolo sono legati a Jenny Fraser, il suo amore, sua moglie, la madre dei suoi figli.

«Sono Ian Murray, il marito di Jenny. E immagino che voi siate … ah …»

«La sporca Sassenach che Jamie ha sposato».

Credo che questo sia davvero uno degli aspetti che più lo caratterizzano perché Ian, prima di qualsiasi altra cosa, prima di essere Laird, prima di essere un soldato, prima di essere un agricoltore, è questo: è un marito, è un padre, è il fulcro silenzioso attorno cui ruota l’ambiente di Lallybroch e il nucleo famigliare Fraser Murray.still

«[…] Chi sarebbe il padre di quest’ultimo figlio del demonio?»

Il giovane alto accanto a me tossì come per scusarsi, spezzando la tensione che regnava nella stanza.

«Sono io», disse in tono mite. «E anche di quello.» Avanzando rigidamente sulla gamba di legno, prese il bambino dalle braccia della moglie furiosa e se lo mise al collo. «Mi somiglia anche un po’, a quanto dicono.»

In effetti, visti fianco a fianco, i volti dell’uomo e del bambino erano quasi identici, a parte le guance rotonde dell’uno e il naso aquilino dell’altro. La stessa fronte alta e le stesse labbra sottili. Uguali erano anche le sopracciglia morbide inarcate sopra gli occhi profondi dello stesso castano liquido.

ianIl carattere silenzioso e introverso di Ian lo rende, devo dire spesso e purtroppo, oggetto di critiche e analisi poco lusinghiere: «Jenny è la sola a portare i pantaloni!» oppure «Tra Jamie e Ian non c’è proprio paragone» o ancora «Ian è solo un povero storpio, che ha la fortuna di avere moglie e amici potenti». Lo so, suona strano, ma queste sono solo alcune delle note che ho scovato, qua e là, sui vari social e che dicevano la loro, criticando in modo più o meno colorito la figura di Ian Murray.

Ma è davvero così?

A mio parere, ovviamente no. Non sempre, infatti, chi sta in silenzio, riflette e pensa è più debole di chi alza la voce e sbraita.

Questo, per me, è l’esempio lampante: Ian è l’unico che riesce a far riflettere Jenny, è il solo a saper prendere i due fratelli Fraser.

«Meglio lasciarli soli ancora per qualche minuto», suggerì, indicando con un gesto la casa, dove le grida avevano virato adesso al gaelico. Sembrava completamente indifferente alla causa della disputa. «I Fraser non stanno a sentire nessuno, quando sono su tutte le furie. Una volta che si sono sfogati, magari si riesce a farli ragionare, ma non prima.»

Ian è un uomo fedele che, nonostante la mutilazione di cui è stato vittima, non si siede ad attendere, non perde la fede, lotta, come può e coma sa.

Ian fece un cenno verso di me e roteò l’occhio in direzione di Jamie. […] «Suvvia, ora calmati.» Malgrado i modi dimessi, Ian Murray era in grado di esercitare un’innegabile autorità.

15822718_10210445805254615_1907410531908829731_nIan Murray è un uomo di polso, dolce, intimo, certo più dimesso rispetto a Jamie Fraser ma temprato nella stessa terra scura scozzese, legato alle tradizioni, figura paterna ancor prima di esserne consapevole, per istinto e con naturalezza.

La piccola Margaret, ben rassettata e avvolta in una copertina, venne messa in braccio al padre, che la accolse con un’espressione di beata venerazione.

«Ciao, piccola Maggie», sussurrò, sfiorandole con la punta di un dito il nasetto simile a un bottoncino.

Il rapporto di amicizia tra Ian e Jamie (rapporto che, credo, sarà arricchito e ampliato proprio in Il mio nome è Jamie) è uno dei più bei legami descritti e creati dalla cara Zia Gabby che, ancora una volta, sottolinea come non sia importante il sangue per essere fratelli (ogni riferimento per i futuri Fergus e Ian NON è puramente casuale). 15871881_1365677623474447_4388306910943862744_nI due sono amici da sempre e lo saranno per sempre: il matrimonio tra Ian e la sorella del suo migliore amico non fa che rafforzare il tutto, ma non è l’elemento determinante, né tanto meno decisivo. Il cameratismo che, anche dopo una lontananza durata anni, si ricrea immediatamente tra i due, è l’origine di episodi e quadretti davvero indelebili ed esilaranti.

«E il terzo giorno tentasti di uccidermi», lo accusò Jamie, «per averci cacciati in quel guaio.» Si toccò con cautela la testa. «Avevo un brutto taglio sull’orecchio, lì dove mi picchiasti con il manico di scopa.»

«Oh, be’», fece Ian disinvolto, «è stato quando mi spaccasti il naso per la seconda volta, perciò eravamo pari.»

«Non c’è da fidarsi di un Murray, quando si tratta di tenere il conto», osservò Jamie scuotendo la testa.

«Vediamo un po’», feci io, contando sulle dita. «Secondo voi, i Fraser sono testardi, i Campbell spioni, i MacKenzie affascinanti ma infidi, e i Graham stupidi. Qual è il tratto distintivo dei Murray?»

«Puoi contare su di loro in una rissa», affermarono all’unisono Jamie e Ian, per poi scoppiare a ridere.

«Certo che puoi», continuò Jamie, riprendendo fiato. «Devi solo sperare che non stiano dalla tua parte.» E di nuovo giù risate.

Jenny scosse la testa con aria di disapprovazione nei confronti del marito e del fratello.

«E pensare che non avete ancora bevuto vino».

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In conclusione, Ian è un uomo d’onore, fedele e concreto e, personalmente, sono felice che sia uno dei protagonisti di questa novella che, indubbiamente, tratta aspetti del suo personaggio ancora acerbi e gracili, tipici di un adolescente.

steven_creeUna nota a piè di pagina, tuttavia, prima di chiudere, è d’obbligo. Voglio dire, se siete arrivati fino a qui avrete letto i passi in cui cito direttamente la descrizione di Ian Murray, tratti da La Straniera. Contemporaneamente, avrete anche visto le foto che ho lasciato, qua e là, per colorare un po’ l’articolo, in cui si vede Steven Cree, attore scozzese, che interpreta brillantemente il personaggio di Ian nell’adattamento televisivo della Starz. Ora, io dico, vedete anche voi come la materia prima di base (per parlare chiaro, notare la foto qui a lato) fosse davvero davvero perfetta. A questo punto mi chiedo: cosa diavolo si erano fumati il trucco e parrucco per rendere Steven alias Ian più simile ad un trisavolo che ad un coetaneo di Jamie? Cioè, seriamente! Jenny sembra sposata con un vecchietto stanco e che non va dal barbiere da secoli! Ma vi pare?

E dopo questo breve, ma sentito, lamento … Chiudo davvero. Scusate se ho allungato un po’ questa tappa ma ormai lo sapete: quando si tratta di Outlander potrei parlarne per ore (anche se dovessi trattare di Frank Randall o … Beh … Forse no, in quel caso no!).

Buona lettura!

E non perdetevi la recensione di Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon che sarà online domani, sul blog http://emozionidiunamusa.blogspot.it/ per l’ultima tappa del BT!

P.s. Per le fotografie e il supporto, ringrazio le Obsy, le Sassenach e le fans della serie che gironzolano nei gruppi Outlander Italia e Il Cerchio Segreto di Outlander Italy su FB e che hanno scovato immagini perfette che, per quanto riguarda il personaggio di Ian, nonostante ciò che si può pensare, erano davvero davvero poche! Grazie a tutte!

Rachel

© Rachel Sandman

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Blog Tour – Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon – Segnalazione

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Buongiorno!

Allora … Spero che le varie tappe sino ad ora pubblicate vi stiano piacendo ed entusiasmando.

Per chi se le fosse perse (sacrilegio!) vi lascio qui i link: 1) Diana Gabaldon – Autrice; 2) La Straniera – Recensione; 3) Outlander – Serie tv; 4) Sam Heughan.

Oggi però … Sospendiamo, si fa per dire, questo nostro viaggio all’insegna degli approfondimenti e segnaliamo quella che poi è l’uscita che tutti qui aspettiamo: è infatti disponibile da oggi, 2 Febbraio 2017, in ebook o in edizione cartacea, Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon, edito da Corbaccio.

Qui di seguito trovate tutte le infos, la trama e il link d’acquisto.

Chi era Jamie Fraser prima di conoscere Claire?

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Titolo: Il mio nome è Jamie (Virgins)

Autore: Diana Gabaldon

Serie: Spin-Off prequel Outlander

Prezzo: € 6,99 (Ebook) – € 12,00 (Cartaceo)

Link d’acquisto: https://goo.gl/VhL1ct

Editore: Corbaccio

Trama: 1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare.

UN BELLISSIMO SPIN-OFF SU JAMIE DA GIOVANE E SUL SUO MIGLIORE AMICO IAN: UNA SPLENDIDA STORIA DI AMICIZIA E FRATELLANZA

Ricordatevi però che il BT non si ferma qui: altre tappe vi aspettano, come previste dal calendario qui di seguito.

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Ci si rivede nei prossimi giorni!

Buona lettura!

Rachel

© Rachel Sandman

Blog Tour – Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon – Presentazione

Buongiorno!

Questa è una giornata davvero davvero davvero speciale!

Allora, parte oggi il primo Blog Tour interamente organizzato dalla sottoscritta (cioè, io) e che ruota attorno ad una delle uscite più attese del mese di febbraio.

Ci tengo particolarmente a questo progetto sia perché il libro di cui vi andremo a parlare (varie blogger ed io) nei prossimi giorni ha la garanzia di una firma eccellente come Diana Gabaldon sia perché so per certo che tra voi, carissimi lettori, si nascondono numerose Sassenach, Obsy, Droughtlander, Heughanizers e Outlander Addicted (pertanto, conto su di voi affinché questo BT riesca col botto, sappiatelo!).

Ma ora … Veniamo finalmente al nocciolo della questione: di cosa parleremo in questo BT?

Beh … Ovviamente della prossima uscita della Zia Gabby e no, calmatevi subito, non si tratta del seguito della nostra amata quanto longeva serie Outlander ma di una sorta di antefatto, un prequel che racconta una storia precedente a tutto quello che già conosciamo.

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Il mio nome è Jamie è infatti il racconto che vede come protagonista il nostro amato James Fraser che si ritrova, adolescente, a dover combattere in Francia.

Ora, capite bene che un libro con JAMMF e Ian Murray (che, d’accordo, non sarà il mio amatissimo Ian Fraser Murray, di cui vi ho parlato lungamente qui, ma è pur sempre suo padre, #acciderbolina!) non può certo passare inosservato e, a mio modesto parere, merita un palcoscenico di lusso come può essere un BlogTour organizzato da più blogger, unite in un solo progetto.

Colgo l’occasione per ringraziare qui, ora, adesso, pubblicamente, le ragazze che mi hanno sopportato in questi mesi di organizzazione e che hanno abbracciato l’idea del BT su questa nuova uscita edita da Corbaccio: quindi, GRAZIE Clara, Cristina, Elisa, Irene, Maria, Noemi e Silvia. GRAZIE!

Qui di seguito vi lascio con il calendario che riassume le varie tappe, schematizzate e presentate in ordine cronologico e con il blog di riferimento.

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Vi lascio infine anche i link diretti per i vari blog coinvolti:

Bene, credo di avervi detto tutto, quindi vi saluto e vi raccomando: non perdetevi questo BT! Commentate le varie tappe, visitate i vari blog, iscrivetevi (anche qui, se non l’avete ancora fatto; nei vari blog, che meritano davvero la vostra attenzione per quanto sono belli e curati) e fateci sapere, di volta in volta, il vostro parere!

Alla prossima!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman