OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×10

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Heaven and Earth è il titolo originale della decima puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Siamo ormai arrivati al conto alla rovescia … Mancano infatti solo più tre episodi alla fine di questa stagione di Outlander ed io sono già in crisi nera, anzi, nerissima.
Partiamo dal presupposto che questa puntata è stata fantastica: ben resa in ogni aspetto, ben analizzata, ben gestita nelle relazioni e nei rapporti dei vari personaggi MA … Perché c’è un MA … Io capisco tutto ma santo cielo, un altro episodio con Jamie e Claire separati? Seriamente? Un’altra metà di episodio intrisa nel vomito e nello schifo di un’epidemia?
Che stress, ragazzi!
Io voglio più loro, più loro INSIEME santa pace!

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Dopo questo sclero, partiamo ad analizzare invece in modo più lucido e coerente la puntata che, nel complesso, è stata bella. Molto.
Ho apprezzato, moltissimo, il focus sul rapporto padre figlio che intercorre tra Jamie e Fergus: il loro legame va oltre tutto, oltre il sangue, oltre il destino, ma, allo stesso tempo, viene gestito e curato nel mantenimento delle identità di entrambi. Come ben sottolinea Marsali, ci sono punti in comune tra i due (sarebbe impensabile il contrario) ma Fergus non è un Jamie versione giovane. Entrambi sono testardi, entrambi hanno le loro idee ma agiscono e vivono in modo parzialmente affine ma nel complesso differente.

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L’accenno poi all’amore che sta nascendo tra Marsali e Fergus è stato molto delicato, carino e coerente con i libri e con le caratterizzazioni dei due personaggi. Lei è scaltra, innamorata, pronta a tutto. Lui tentenna, si inalbera, ma è innamorato quanto lei ed in questo episodio la loro unione inizia a farsi palpabile e tangibile.

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Dall’altro lato (su un’altra nave proprio!) c’è lei, Claire, l’eroina per antonomasia. Il suo personaggio può piacere o meno, le sue scelte possono essere condivisibili o meno, ma non si può negare che la Gabaldon abbia creato una delle donne letterarie più forti e magiche della letteratura contemporanea.
In questa puntata ho adorato soprattutto il fatto che siano stati fatti emergere i due lati di Claire in modo netto e insindacabile: il dottore, la donna ferrea, da una parte e la madre, dall’altro.
Il rapporto che crea con Elias, la dolcezza che intercorre tra i due e lo struggimento nella scena in cui lei, ormai diventata amica, deve fare un passo avanti e seguire la tradizione, nonostante le lacrime, il dolore, il senso di vuoto, è stato uno dei tratti fondamentali ed emozionanti dell’episodio.

La scena finale poi, con lei che, ancora una volta, nonostante un tentennamento iniziale, si dimostra intrepida, guerriera, donna innamorata che farebbe di tutto, ma proprio TUTTO, per il suo uomo … Beh … Una delle scene che meglio rendono il personaggio della protagonista di Outlander e fanno capire davvero come Jamie e Claire siano una delle storie d’amore migliori di sempre (d’altro canto … Vogliamo parlare della scena di lui che riguarda le fotografie? No ma … Che meraviglia!).

I due sono sempre ai lati opposti dei conflitti ma uniti oltre tutto e tutti. Da un lato, infatti, Claire lotta e, preso coscienza del fato che li attende, cerca di fare di tutto per diventare padrona del loro destino; dall’altro Jamie che, dietro le sbarre, descrive cosa sia per lui il sentimento che lo lega a Claire, cosa voglia dire essere separato da lei, di nuovo. Immensi entrambi.

Ora, detto ciò, ditemi che nella prossima settimana si incontrano prima della fine perché io, altrimenti, non rispondo più di me! Il #MaiNaGioia per questi due continua …
Speriamo in bene!

Alla prossima settimana.

Rachel

© Rachel Sandman

 

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OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×09

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The Doldrums è il titolo originale della nona puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora … Devo dire che questa puntata ha un sacco di spunti ed elementi nuovi (in primis la sigla) che permettono allo spettatore di immergersi sin da subito in un episodio legato ai precedenti ma, in un certo senso, diverso e più avventuroso.

Lo stile meno da commedia romantica con tratti di intrigo ma più nello stile piratesco descritto da Black Sails mi ha dato, insieme, un misto di nostalgia per le colline scozzesi ormai andate e di eccitazione per ciò che ci aspetta da qui in avanti.

Ho amato, moltissimo, la coppia Marsali e Fergus: voglio più scene con questi due, seriamente. Lei, nonostante abbia una madre che definire discutibile è poco, è una giovane ragazza di carattere che lotta, che sa quello che vuole, che nonostante il modo in cui è stata cresciuta ha una mentalità aperta e moderna. Fergus … Beh, è semplicemente fantastico. Il modo in cui guarda Jamie cercando una vera e propria approvazione paterna è toccante. Non vedo l’ora, davvero, di vedere l’evolversi della situazione tra i due (perché chi ha letto i libri sa come e quanto si evolve … Adoro già).

Nonostante sia una puntata di passaggio, senza eventi sostanziali, ha un tono poetico che raramente abbiamo trovato in precedenza. In ben due casi, infatti, la scelta di rendere la narrazione più intima e, in un certo senso, aulica, mi ha entusiasmato e catturato. Parlo, in particolare, del monologo di Mr. Willoughby (anticipato da una serie di caratteri cinesi che vengono scritti con l’acqua sul ponte della nave per poi sparire, pochi secondi dopo) e la scena tra Jamie e Claire in cui si parla alla luna.
Quest’ultima, soprattutto, è stata di una potenza effimera fantastica: lì si è visto, veramente, il legame e la potenza del rapporto che lega Jamie e Claire, la nostalgia e il rammarico per aver dovuto lasciare, chi prima, chi dopo, la loro Brianna. Meraviglioso.

Questa scena insieme a quella sotto coperta (definiamola così) ha, in qualche modo, sopperito al gelo della 3×07 (che ancora non ho ben compreso) e ha fatto trasparire, con potenza e forza, quanto la storia di Jamie e Claire sia una delle più belle, romantiche ma soprattutto reali di tutta la letteratura contemporanea.

Infine, oltre al lato romantico, in questa puntata ho trovato eccezionale gli accenni e le sfumature ironiche che gli sceneggiatori, registi o chi per essi hanno scelto di dare all’intera vicenda: sempre nella scena sotto coperta abbiamo un chiaro esempio di come la complicità tra i due vada oltre, così come nelle smorfie di Marsali si può vedere la sua autoironia, oppure nel rapporto tra quest’ultima e Claire, la cara matrigna.

Insomma, non vedo l’ora di immergermi nuovamente in questa serie la settimana prossima, con un nuovo episodio di questa storia che è sempre la stessa, ovvio, ma che si evolve, episodio dopo episodio, grazie al cambiamento di alcuni personaggi e all’inserimento di altri.

Una piccola nota a piè di pagina: ma la sfiga di essere separati per vent’anni, ritrovarsi e poi … Separarsi di nuovo dopo nemmeno 4 puntate??? #JamieAndClaire #MaiNaGioia.

Alla prossima!

Rachel

© Rachel Sandman

 

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×08

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The first wife è il titolo originale della ottava puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie: sono già andate in onda la primasecondaterzaquartaquintasesta e settima puntata).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora, partiamo dalla considerazione che … Questa puntata mi è piaciuta moltissimo.
Innanzitutto, siamo finalmente tornati a Lallybroch e, dite quello che volete, ma le puntate girate qui, l’ambientazione, l’atmosfera di casa restano per me, sino ad ora, un qualcosa di imbattibile.

I due personaggi scomodi e odiosi della puntata sono due donne e, fedeli in questo al libro, sia Jenny sia Laoghaire mantengono le aspettative e grazie anche ad un’interpretazione magistrale delle due attrici (ma soprattutto, lasciatemelo dire, di una strepitosa Laura Donnelly) si fanno amabilmente odiare, molto, anzi, moltissimo.
Il dialogo tra Jenny e Claire è a tratti straziante e a tratti toccante: due donne che viaggiano su binari paralleli, con mentalità che potremmo quasi definire opposte ma che sono, indissolubilmente, legate da affetto e dall’amore che sia una che l’altra provano per Jamie. Ho adorato quella scena che mette un punto alla situazione ma lascia interrogativi e un qualcosa in sospeso che, nei romanzi, troverà una chiusura solo in seguito (con l’arrivo di qualcuno sempre a Lallybroch … Come attendo con ansia questa scena!).

Poi … Veniamo alla nostra coppia ricongiunta. Non ho amato moltissimo, devo essere sincera il dialogo conclusivo della scogliera così come non ho ben compreso l’inserimento della storiella e del recupero dei gioielli in questo episodio (secondo me, incastrato nell’episodio in cui doveva essere, avrebbe reso meglio), MA … Un punto è innegabile: Sam e Cait sono fenomenali sempre ma, quando ci sono le scene di liti e di furia quasi omicida, danno il meglio di loro stessi e creano una bomba a orologeria che disintegra qualsiasi spettatore. Che meraviglia! Caitriona poi, nella scena in cui finalmente comprende che SUO marito non è più solo suo (almeno tecnicamente) è STREPITOSA.

Un plauso particolare, proprio relativamente a questa parte, è stata secondo me la scelta di rimarcare l’importanza di Marsali e Joan come nodo fondamentale del rapporto tra Jamie e Laoghaire. Il fatto poi che, a differenza dei romanzi, abbiano scelto una bambina con i capelli rossi per la piccola che, con ingenuità e sguardo infantile, è la prima a cui davvero Jamie confessa la potenza e l’amore che lo lega a Claire in questo episodio, è stato geniale, una sorta di tacito rimando a Bree.

Un ultimo complimento va (e non credo qui alle righe che sto per scrivere) a John Bell nei panni di Ian Murray Jr. Per ora è davvero nella parte, fenomenale nelle sue espressioni facciali, nel suo essere un piccolo sovversivo, nel suo legame con lo zio, nel suo essere l’unico della famiglia dalla parte di zietta Claire. Ho adorato. Davvero. Lo attendo ancora al varco perché … Beh, ormai sapete che ho dei dubbi sul suo sviluppo ma, per ora, devo ammettere che mi sta stupendo e in modo decisamente positivo.

In conclusione, una piccola chicca. Finalmente ora abbiamo chiaro una piccola scena che vedeva protagonista un uccellino sul davanzale della finestra della casa di Boston. Poesia. Davvero. Sono rimasta a bocca aperta per la delicatezza di questo rimando.
Fantastico.
Ora attendo con ansia il prossimo episodio.
Vi aspetto quindi qui, la prossima settimana.

Rachel

© Rachel Sandman

 

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×06

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A. Malcolm è il titolo originale della sesta e attesissima puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie: sono già andate in onda la primaseconda, terza e quarta puntata).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Diciamocelo: questo episodio lo aspettavamo da sempre, da quando è finita la scorsa stagione, da quando ci hanno reso pubblica la lista con i titoli delle varie puntate, da quando abbiamo saputo che sarebbe durato più dei soliti minuti dei precedenti episodi.

Ha rispettato le nostre aspettative? Gesù Cristo di un Roosvelt … Sì!!!!!!!!!

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Ma, andiamo con ordine e, come sempre, cerchiamo di fare il punto delle varie situazioni.
Protagonisti di A. Malcolm sono loro, Claire e Jamie, Jamie e Claire, finalmente riuniti, finalmente di nuovo insieme, finalmente marito e moglie, di nuovo, o … Beh … Forse … Ok, per ora sorvoliamo su questo punto.

Ho adorato il modo in cui hanno gestito il loro progressivo avvicinamento, sia fisico che mentale. Claire si è preparata, è consapevole che quel giorno rivedrà l’amore della sua vita e tutte le sue reazioni e sensazioni sono, in qualche modo, già predisposte, già intrinseche in se stessa.
Jamie, al contrario, non sa che quel giorno la sua vita verrà ribaltata e ho trovato geniale il modo in cui Sam Heughan e Caitriona Balfe sono riusciti a mettere in scena questi sentimenti opposti che si uniscono e amalgamano nel reciproco desiderio e amore di Jamie e Claire.

A farla da padrone sono i dettagli: l’inquadratura che si concentra, spesso, sulle loro mani che si cercano, si sfiorano, si toccano e si aggrappano, l’una all’altra, è stata STRE-PI-TO-SAAAA! Ma vogliamo poi parlare di come i due sono impacciati, buffi e ironici ma, allo stesso tempo, riescono a mangiarsi con gli occhi, a spogliarsi con lo sguardo, a trasmettere quell’amore passionale che li ha sempre contraddistinti?
Io, personalmente, ho amato tutto ciò. Come ho apprezzato, molto, i parallelismi presenti ma non eccessivi tra le precedenti scene hot che avevano coinvolto i due: lo svelamento del matrimonio, lei che fa scivolare il foulard (o come si chiama) dal collo di lui come ai vecchi tempi del Castello di Leoch … Meraviglioso. Tutto stupendo.
Ho adorato anche le incertezze che, entrambi, provano e che non esitano a palesare, seppur con una punta di timore, all’altro: i mutamenti del corpo, i sentimenti che coinvolgono gli altri, le loro vite, i loro percorsi … Tutto geniale.

Un unico appunto, lo devo fare, è legato alle scena in cui lui guarda le fotografie di Brianna. Questo tratto è uno dei miei preferiti, almeno nella lettura di Il cerchio di pietre. Qui, al contrario, mi è parso un po’ sottotono e non so ancora cosa provare sulla scelta, chiara, di deviare dal romanzo della Gabaldon e di scegliere, sin da ora, di mettere Claire a conoscenza dell’esistenza di Willie. Non so, per me quel momento doveva essere tutto per Bree, per colei che, nella prossima stagione, sarà ancora più cruciale. Vedere quindi questo commento condiviso … Non mi ha fatto impazzire. Non so. Devo ancora rifletterci su, forse. Ho invece amato e i miei occhi si sono riempiti di lacrime quando Jamie ha ricordato Faith, con dolore e sentimento immenso.

Una scena che al contrario ho ADORATO è l’abbraccio tra Milady e Fergus. Ora, io qui lo dico e qui non lo nego: voglio più FERGUS nei prossimi episodi, più Cesar per tutti, grazie.
Il loro incontro è proprio quello tra una madre e un figlio. La delicatezza con cui lei accarezza la sua mano di legno, la dolcezza con cui lui le parla … ADORAZIONE!

In conclusione, non posso non parlare di lui, Ian Murray figlio. Allora, so che forse lo saprete già ma per chi ancora non lo sapesse … Lui è il mio personaggio preferito nei libri, colui che ho adorato e sentito, in ogni fibra, durante la lettura e il suo percorso di formazione. Ora, forse saprete anche questo … John Bell non mi ha fatto impazzire come scelta e non, badate bene, per antipatia o altro. Devo infatti dire che in questo episodio l’ho trovato molto nel personaggio e adorabile. MA … Devo dirlo, il make up degli uomini di casa Murray dovrebbe essere rivisto. Non è accettabile che un ragazzo noto per essere scuro, occhi scuri, capelli scuri … Appaia biondiccio e con la stessa coda di capelli terribile del padre … Un po’ di cura, insomma. Inoltre, nessuno mi toglie dalla testa che, sebbene in questi primi episodi l’attore sia davvero carino e sul pezzo, conoscendo la sua storyline … Non avremmo una trasposizione di livello per lui.

Non so come dire … Per ora il caro Bell resta un NI … #SorryNotSorry!

Noi ci rivediamo la prossima settimana, in attesa del nuovo episodio e di una domanda che mi ronza in testa: quando diavolo scoprirà IL SEGRETO di Jamie la cara Claire?

Staremo a vedere.


Best dell’episodio 3×06 per me … Il dialogo che più ho amato e in cui traspare l’appartenenza di Jamie e Claire e la gelosia che esiste, sempre, anche a anni di distanza …

C: «E poi come parte di questo accordo tu …»
J: «La risposta a ciò che stai pensando, Sassenach, è no.»
C: «Mi leggi nel pensiero, vero?»
J: «Ti stai chiedendo se ricavo anche qualcos’altro, grazie a questa attività.»
C: «Non che siano affari miei.»
J: «Non lo sono?»
C: «Sono affari miei?»
J: «Aye.»
C: «Quindi tu e Madame Jeanne non avete …»
J: «No.»


N.B. Ricordiamoci, sempre, da dove Jamie e Claire sono partiti e dove sono ora … Che storia meravigliosa.

E per citare … E ricordiamolo al mondo chi eravamo e che … SIAMO TORNATI!!!!

P.S. Grazie a Anto’s WoRID per le gifs!

Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×05

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Freedom and Whisky è il titolo originale della quinta puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da due venerdì sul canale Fox Life di Sky è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie: sono già andate in onda la prima e la seconda puntata).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora, partiamo sin da subito dicendo che l’intero episodio è ambientato a Boston. O almeno … Buona parte di esso.

Andrò forse qui controcorrente ma io ho trovato Brianna (interpretata da Sophie Skelton) assolutamente eccezionale in questo episodio. Ho amato la scelta struggente di focalizzare buona parte delle scene e delle inquadrature sul dolore che invade questa giovane ragazza che vede, in pochissimo tempo, la sua vita messa sottosopra: il lutto per il padre perso, la scoperta di un passato nella vita della madre che la coinvolge e la sconvolge, gli studi universitari che sembrano così inutili e non per lei. La parte in cui saluta sua madre, la scena in cui le dice che non importa se è più Randall o Fraser, lei ha soprattutto preso da lei il carattere, la forza … Mi hanno ridotta ad un colabrodo … Di nuovo …

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Ho amato come il rapporto madre figlia venga sviscerato su più fronti, sia dal punto di vista di Claire che si trova in lotta tra l’amore che ancora la lega, indissolubilmente, a Jamie e l’amore, altrettanto forte, altrettanto saldo, che la vuole accanto a Bree, in ogni episodio della sua vita.
Caitriona Balfe è, ancora una volta, la regina indiscussa di questa serie a mio parere. Le sue battute, la sua espressione, il suo linguaggio creano pathos, immergono chiunque all’interno della storia, danno il via a sogni e incubi.

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Joe Abernathy è l’amico che tutti e tutte dovremmo avere: fedele, sincero, sempre presente. Amavo il suo personaggio nei libri e l’ho amato, ancora di più qui, interpretato da Wil Johnson: il volto sempre pronto al sorriso e la capacità di leggere Claire come pochi altri, come forse Frank non è mai stato in grado.

E, ancora una volta, parliamo di lui, Frank Randall. Ho detestato la scelta di dare ancora spazio non tanto alla sua figura ma alla tizia che, diciamolo chiaro, altri non era se non una studentessa che presto diventa l’amante del professore e che è messa lì per dar vita ad una santificazione del defunto Frank Randall che, nei libri, ci tengo a dire, NON ESISTE PROPRIO.

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Non ho apprezzato per nulla il discorso moralista che la suddetta signorina fa a Claire ma ho gioito di pura estasi quando lo zoom ha messo in chiaro e si è focalizzato su Brianna in secondo piano. Dar quindi modo di far vedere un lato non perfetto di Randall a Bree è stata una mossa geniale che va un po’ a smontare quella figura idolatrata che, come è ovvio che sia, lei si è costruita negli anni.

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Le frasi che arricchiscono questa puntata sono state il punto in più, la nota che ha reso perfetto il tutto: il ritrovare Jamie attraverso una poesia che Claire gli ha recitato anni prima (o erano secoli?); Brianna che incita la madre a lasciarla andare perché lei è in grado, ormai, di crescere da sola; le battute di Joe che rassicurano Claire sulla sua avvenenza; Claire che si esprime e lotta con i suoi affetti, le sue emozioni, le sue paure.

Le scene in cui appare Claire non come la Wonder Woman della situazione ma come una donna fragile, incerta sul proprio aspetto, che guarda il suo riflesso e nota solo i difetti, le rughe che iniziano a solcarle il viso, i capelli bianchi che appaiono ai lati delle tempie, sono scene che ho trovato di una delicatezza e di un realismo unici.

In conclusione … Parliamo di lei … LA SCENA.

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Io ero straconvinta che l’episodio finisse con Claire che varca la soglia e invece … Ci hanno dato di più!
Ma … C’è un ma …
Non linciatemi, non folgoratemi, non fatemi del male però … Questa parte non mi ha convinta fino in fondo.
Chiarisco: ho amato il fatto che anche qui si mantenga l’alternanza che permea tutto l’episodio di dolore e serietà a tratti più ironici e quasi comici, però … C’è qualcosa che stona e, forse, è proprio l’interpretazione di Sam che, in questa determinata occasione, ho trovato un po’ troppo meccanica o, forse, la scelta di puntare più sul fatto ilare della cosa rispetto al sentimentalismo e al tragico. Non so.
Resto tuttavia convinta che l’intera situazione sarà ripresa a dovere da un altro punto di vista (proprio quello di Jamie suppongo) a inizio della prossima puntata e che lì, allora, avrò tante, tante, ma tante gioie.

Quindi non ci resta che aspettare la prossima settimana per … Un momento. La prossima settimana non va in onda la puntata? Dobbiamo aspettare fino al 22 Ottobre per questo episodio? La mia reazione.

Possiamo tuttavia farci del male e guardare in loop il trailer … #Ciaone!

Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×04

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Of lost things è il titolo originale della quarta puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che venerdì scorso sul canale Fox Life di Sky è andata in onda la prima puntata, già doppiata e disponibile per il pubblico italiano).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Ho amato l’intro ambientato in Scozia, dove finalmente rivediamo Bree e Roger e ci immergiamo nella ricerca di lui, il vero protagonista di questo episodio, James Alexander Malcom MacKenzie Fraser.
Questi due personaggi della nuova generazione sono esattamente come la Gabaldon li ha descritti: lui, un po’ balbettante e incerto all’inizio; lei decisamente più intraprendente e sicura. La loro storyline promette bene … MOOOOOOLTO bene.

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Nel passato, invece, veniamo catapultati in quella che è la nuova realtà di Jamie: non più prigioniero vero e proprio ma costretto a servizio di una nobile famiglia inglese. Il fatto che la scena si apra e veda immediatamente il confronto con il padrone, mettendo i due sullo stesso piano perché, entrambi, conoscono e condividono il dolore che si prova nella perdita di un figlio (quel … Ne ho persi due anche io … Mi ha distrutto i sentimenti!), l’ho trovata una scelta decisamente delicata e geniale.
Pertanto la mia condizione durante la prima parte di puntata era già la seguente (cotonatura a parte, sia chiaro) …

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Poi appare lei … Inutile girarci attorno … Ginevra è un personaggio che tutti, leggendo, abbiamo odiato e, di certo, nella trasposizione televisiva la ragazza non si fa amare. Appare subito rigida, altezzosa, con tratti e colori che tanto ricordano Claire ma che, allo stesso tempo, fanno risaltare le differenze tra le due.
Trovo però che in questa puntata siano stati eccezionali nel far emergere il lato umano della ragazza che, a ben pensarci, è una giovane donna costretta ad un matrimonio che non vuole, ad un uomo molto più vecchio di lei, ad una vita fatta di lusso e sfarzo ma umanamente vuota. A ben guardare, ciò che fa e come si comporta sono davvero aspetti criticabili? Forse (anzi, di certo) sbaglia i modi, ma quello che fa è comprensibile.

Detto questo … Quanto ho amato la scena in cui Jamie la scaravolta direttamente nella pozzanghera di fango? La meraviglia!

Risultati immagini per outlander gif genevaCosì come ho apprezzano la scelta di non trascurare nulla, nessun dettaglio del rapporto fisico che si instaura tra Ginevra e Jamie: è difficile da vedere? Forse sì, se si pensa a Claire e a cosa poteva essere. Poteva andare peggio? Decisamente. Ma il discorso finale di lui, il tatto, la delicatezza e la passione che non è amore ma puro atto … Mi hanno lasciata stupefatta e senza parole.

E ora parliamo di loro … Jamie e Willie. Un padre che rinuncia a tornare a casa, in Scozia, perché comprende che il legame con quel bambino, con suo figlio, è più forte di tutto. Finché un giorno Jamie comprende ciò che il mondo attorno a lui già iniziava a sottolineare: si assomigliano troppo, nei lineamenti ricalcati dai modi di fare e atteggiamenti simili. La scelta di andarsene e la conseguente separazione è una delle parti più devastanti: l’abbraccio tra i due? Pianti, pianti, piantiiiiii!

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Magistralmente costruito è il rapporto tra Jamie e John che salta fuori dallo schermo (forse anche con più potenza rispetto ai libri) e coinvolge, in tutta la sua profondità e lealtà.

Una piccola nota per due personaggi secondari dalla delicatezza e compostezza unica: Lady Isobel e Fiona. La prima che comprende, meglio di chiunque altro, forse più di John Grey stesso, che Jamie è in gabbia (A cage is still a cage) mentre la seconda intuisce quanto la collana di perle significhi per Claire e gliela dona, al momento giusto, nel posto giusto. Sono due donne che non vedo l’ora di rivedere e che danno speranza, gioia, pace.

In conclusione … Voglio raccontarvi della CONCLUSIONE. Chiariamo … Io ero così …

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Il parallelo netto tra scene di Claire e Jamie, di Willie e Bree … Non è descrivibile ragazzi! Io ero ampiamente e totalmente DEVASTATATA! Inoltre … Hanno scelto una canzone come base che è A hard rain’s a gonna fall di Bob Dylan che vi lascio, qui, nella versione che io preferisco, cantata da Patti Smith. Una scelta che ha ampliato i miei singhiozzi e che ha reso tutto ancor più meravigliosamente doloroso.

CHE PUNTATA!!!!
Unica nota stonata, lasciatemelo dire, il parrucchino piazzato in testa a Sam Heughan … Ma cos’è?

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Ora NON VEDO L’ORA di vedere la prossima!
Datemi la 3×05 ORA e nessuno si farà male.

Alla prossima settimana.
Lasciate un commento se vi va.

Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×03

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Buongiorno!

Con un po’ di ritardo rispetto al solito, ecco che sono qui a parlarvi della nuovissima puntata di Outlander, la 3×03 dal titolo All Debs Paid.

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Partiamo oggi con l’analizzare i vari personaggi che ormai affollano gli episodi, arricchendoli con la mia personale riflessione.

Risultati immagini per outlander claire 3x03 gifClaire, in questo episodio, è stata fantastica e no, ragazzi, se la odiate e la detestate fidatevi: avete qualche problema o avete visto un’altra puntata perché lei, nonostante tutto, ha buttato giù dei bocconi tanto amari che più di una smorfia sarebbe stata d’obbligo.
Scrivendo questo post a un giorno di distanza, ho visto qua e là opinioni e impressioni e, lo confesso, io non sono per nulla d’accordo. È vero, lei e Frank hanno avuto una vita in parte vuota, priva di quell’unione che li legava e che li rendeva una coppia, ma non solo per colpa sua.
Quindi, quando idolatrate e salvate la figura del povero storico tradito e offeso nell’onore, pensate bene a quello che fate e guardate tutti i pezzi e tasselli: è Claire ad accettare la presenza di un’altra donna nella vita del marito in modo concreto, è Claire ad acconsentire e a non divorziare per evitare che Bree cresca senza un padre ma sarebbe stato lui, Frank, a portarle via sua figlia, senza dubbi o ripensamenti.

Ammetto che la versione edulcorata che Ron Moore ha voluto dare del personaggio di Frank Randall continua a lasciarmi basita, e non poco, perché, voglio dire, va bene tutto, va bene apprezzare e ammirare l’attore che lo interpreta (cosa che mi trova concorde, senza ombra di dubbio), ma se il suo personaggio si rivela una carogna, non puoi evolverlo in un santo nella serie televisiva.

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In questo episodio, poi, vediamo finalmente Brianna e appare subito chiaro come il legame con Frank sia più forte rispetto a quello con la madre: un meccanismo naturale che si scatena, a mio parere, non solo a causa del lavoro e delle assenze da esso derivate di Claire ma anche, e soprattutto, dal carattere stesso della protagonista che, da sempre, è stata meno propensa all’affetto e alla dimensione familiare (ci ricordiamo come è cresciuta? Come faccia fatica a non essere indipendente? Vogliamo dargliene una colpa?).

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Passando invece sul piano scozzese, ho trovato una puntata più lenta delle precedenti che però acquista spessore grazie a due grandi personaggi che la riempiono e colmano, a discapito, in parte, di un Jamie leggermente sottotono rispetto ai precedenti episodi (io capisco le scelte di montaggio e di assemblaggio ma voi NON potete inserire una scena nel trailer che poi, per tutta la puntata, ho bramato come non mai, senza infine vederla: ma state bene?). Ho adorato la scena in cui le catene cadono, i brevi dialoghi in cui Jamie dimostra di conoscere piante e caratteristiche e, soprattutto, ho amato quando finalmente torna a pronunciare il SUO nome, quello di Claire. Ma, in questo terzo episodio, altri due personaggi hanno preso la scena, a mio parere.

Uno è, per mio personale affetto e adorazione (come si fa a non amare il suo sarcasmo schietto? Le sue battute pungenti?), Murtagh che, dopo essere sparito (letteralmente) sul campo di Culloden, era oggetto di mie personali supposizioni e dubbi, della serie: «Che fine ha fatto, il burbero scozzese? Lo finiamo così? Ma … Seriamente?».
E, invece, eccolo lì, malato e visibilmente provato dagli anni che passano, ancora una volta al fianco di Jamie.

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Io credo, davvero, che Murtagh Fitzgibbons sia la più bella figura paterna della serie sino ad ora: un uomo d’onore che, solo alla fine, è costretto ad abbandonare il fianco della persona a cui tiene di più al mondo, del figlio che non ha mai avuto ma che vede, inevitabilmente, nella figura dell’ultimogenito di Ellen MacKenzie.

Risultati immagini per outlander john grey  gifL’altro personaggio rivelazione è stato, invece, una vera sorpresa: partendo dal presupposto che io non ho mai sentito una particolare empatia leggendo i libri, ho invece apprezzato tantissimo la figura di Lord John Grey e la scelta di come è stato presentato.
David Barry ha fatto, secondo me, un’interpretazione eccezionale delineando, sin dalla prima apparizione, un uomo integro ma, allo stesso tempo, con crepe celate e nascoste all’interno della divisa ufficiale. Le espressioni e gli occhi già fanno presagire molto e il rapporto con Jamie, appena agli albori, già lascia segno di quello che sarà e che diventerà in seguito.

In conclusione, vorrei fare un breve accenno ad uno dei personaggi già precedentemente trattati: colui che il web ormai valuta come un uomo dai sani principi che, per amore, ha fatto un passo inidetro e si è, in parte, annullato. Ovviamente, parlo di Frank.
Vorrei solo sottolineare che costui ha scelto, deliberatamente, di restare al fianco di Claire e sapeva benissimo (magari non subito, ma quando iniziano a parlare di divorzio è veramente chiaro a tutti) che niente avrebbe potuto ricucire lo strappo che si era creato tra i coniugi Randall. Ed è lui, in seguito, a portare la sua amante (perché tale è) in casa, dove vive la sua adorata figlia, senza curarsi di nulla.
Pertanto, scusate tutti voi là fuori, amanti di questo tizio, se non verserò nemmeno una lacrima sulla sua dipartita ma anzi, per citare Frank stesso:

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Finalmente … Ce lo siamo tolti tutti dalle scatole!
Bye Bye Frankino!

P.s. Tobias Menzies, l’attore che lo interpreta, ha tutta la mia ammirazione ma io, a differenza di altri, ho ben chiaro che Sam NON è Jamie, che Cait NON è Claire, così come Tobias NON è BJR né Frank. Detto questo, pace e amore a tutti!

Alla prossima settimana!

Rachel

© Rachel Sandman

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×02

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Buonasera a tutti!

Eccomi qui, per il secondo appuntamento di questa rubrica Quattro chiacchiere sulla Season 3 che va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani.
Se non avete ancora visto il secondo episodio (di cui parlerò in questo post) della terza stagione di Outlander, vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari o avete, come me, già ammirato Surrender (questo il titolo dell’episodio), scorrete in basso e … Buona lettura!

Partiamo dunque dall’apertura di questo nuovo episodio: semplicemente grandiosa. L’ambientazione in Scozia, a Lallybroch per giunta, non ha per me ancora trovato eguali. In più, il ritorno di Fergus, interpretato da Romann Berrux, mi ha impresso un sorriso sulle labbra che si è ampliato a dismisura al solo sentir nominare il famoso nome, l’epiteto del fuorilegge che tutti attendevamo … Berretto Bigio.
Quindi … Ero pronta, prontissima per questo episodio …

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Poi, vogliamo parlare di Jamie che vede Claire, sempre e comunque? Che non la dimentica? Che soffre e … Sam Heughan è stato superlativo in questo episodio, soprattutto se contiamo che per il primo quarto d’ora, quando appare, non spiccica nemmeno una parola a pagarla bene! La sua è stata un’interpretazione di sguardi, gesti e postura che ho trovato davvero ben resa: è Red Jamie ma non è più quel Jamie Fraser che tutti conoscono, che la sorella conosceva, che Claire amava. Ed io, vedendolo così incurvato, muto e quasi indurito dal tempo e dagli anni di solitudine, ero tipo in queste condizioni …

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Come già nel primo episodio, abbiamo nuovamente il doppio binario: passiamo infatti dalla Scozia del Settecento alla Boston del Novecento, grazie ad un meccanismo vai e vieni che si apre, nella vita di Claire, con una scena ricca di sensualità, pathos ma intrisa di dolore, ricca di immaginazione, ricordi, sogni.
Una mossa superlativa a livello di sceneggiatura è, a mio parere, far leggere il Globe e la notizia della nascita della Repubblica d’Irlanda proprio a Caitriona Balfe, irlandese doc. Quando la realtà si unisce alla fiction: adoro sempre questo tipo di dettagli.

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Procedendo nella puntata, abbiamo un evento che IO aspettavo da tempo immemore: finalmente, è arrivato lui … Ian! E in questo episodio è ancora innocente e con un casting adatto al suo personaggio (scusate, so che sarò impopolare, ma io John Bell ancora non l’ho digerito).
La scena che segue alla sua nascita l’ho trovata così fedele e identica ai libri che quasi mi sembrava di leggere le parole della Gabaldon, invece di guardare la serie tv. Situazione analoga per la storyline di Fergus e per la scena che, conoscendo in precedenza ciò che sarebbe accaduto, temevo e attendevo al contempo. Quella giubba rossa, quello sporco traditore scozzese, quel …

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Quanto lo avete odiato voi? No perché io lo avrei preso, volentieri, a randellate!

Sentire poi Jamie che supporta il figlio (sì, per me Fergus era, è e sarà sempre SUO figlio), lo conforta e lo rassicura, nominando immediatamente LEI, milady … Quanto è stata straziante e perfetta quella scena? Così come l’abbraccio con Janet e il discorso alla luce del fuoco del camino con Ian? La meraviglia assoluta.

Purtroppo, non ho trovato lo stesso impatto nella linea narrativa di Boston: continuo a non comprendere questo tentativo di santificare la figura di Frank perché se, da un lato, il suo comportamento e i suoi discorsi possono essere condivisi (fino ad un certo punto, sia chiaro), dall’altro non c’è la minima traccia di quello che è il Frank Randall dei libri e, a mio parere, dovrebbe in parte già venir fuori qui. Senza quel lato, si sta rischiando davvero di creare un nutrito gruppo di fans a favore del gentiluomo inglese, a discapito non tanto di Jamie Fraser ma di Claire che passa, da eroina e donna forte, che tenta di andare avanti, che ama e che soffre, a femme fatale senza scrupoli che semplicemente usa il povero maritino che l’ha accolta e ripresa per un po’ di sana ginnastica coniugale: Ron Moore, sta attento perché, in questo caso, si sta rischiando non poco!

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In conclusione, parliamo di lei, Mary MacNab.
Quanto può far male vedere l’inizio di una scena in cui due personaggi condividono dolore, affetto e perdita, e sapere, fin dentro al midollo, che tu quella tizia dovresti odiarla ma davvero non ci riesci? Mi era successo nei libri e, lo ammetto, un sentimento analogo mi ha attraversato lo stomaco vedendolo: Mary è una donna forte e fragile, sola, invaghita probabilmente di Jamie ma ben consapevole di ciò che lui non potrà mai darle, ben conscia che lui ama e amerà sempre un’altra. Lei, a differenza di qualcun altro (Frank caro, sto parlando di te), sa che nulla potrà mai sostituire o anche solo avvicinare il sentimento che traspare da Jamie e Claire, uniti, insieme. Forse perché li ha visti di persona, forse perché, seppur legata a lui, non lo ama, non con l’intensità del sentimento che invece è vivo a due secoli di distanza, non lo so.
Quel che è certo, è che io vorrei tanto odiare questa donna, davvero, urlare a questa Mary che non sarà mai Claire, che anche se le assomiglia, che anche se la scena sembra la brutta copia dell’inquadratura della 1×07 (The Wedding) … Non ci riesco e, come anche leggendo i libri, questo episodio in particolare mi ha lasciato un groppo in gola ma non sdegno, non rabbia: solo tanta pena.

Una breve nota storica, sul finale. La scena in cui Claire e Joe si ritrovano, entrambi, denigrati in una classe di anatomia, entrambi emarginati, perché donna e uomo di colore. Quanto è stata potente? Quanto è stato messo a fuoco come il mondo, solo poche decine di anni fa, fosse diverso? Quante cose diamo ora per scontate? E, davvero, siamo così convinti di averle superate? L’odio? Il razzismo? La misoginia? Siamo convinti che siano cose appartenenti al secolo scorso? Oppure, se apriamo un po’ di più i nostri occhi, possiamo vederli, anche oggi, anche ora?

Per ultima, vi assicuro che è davvero l’ultima mia riflessione.
Quanto è stata geniale l’ultima scena? Il rapporto conflittuale di Jamie e Janet che passa, attraverso uno scambio di sguardi in cui lui, realmente, comprende quanto la sorella lo stia facendo contro la sua volontà? E Claire, che cammina, e si ferma rapita da un suono così dolce e crudele da far male, ma che non può non sentire nel profondo?

Poesia pura in questa seconda puntata!
Non vedo l’ora di immergermi in quella della prossima settimana!
Se anche voi l’avete vista e siete fans della serie, commentate qui sotto. Fatemi sapere cosa ne pensate, se siete d’accordo con le mie annotazioni oppure no.
Lasciate un segno!

Rachel

© Rachel Sandman

Outlander – Quattro chiacchiere sulla Season 3 #1

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Buonasera!

Allora … Questa mattina mi sono fiondata e, appena terminata la visione del primo episodio della nuova serie di Outlander, mi sono chiesta: fare o non fare un articolo? Sarà interessante scrivere la mia impressione, fare un’analisi più o meno accurata di ciò che ho appena visto?

Poi … Ho pensato a questi 53 minuti di pellicola e … Non posso non parlarvene! Soprattutto perché io ho bisogno di parlarne con qualcuno, di confrontarmi, di … Non so, creiamo un gruppo di sostegno perché altrimenti da questa serie non ne usciamo sani di mente (soprattutto visti i futuri e attesissimi sviluppi).

Dunque … Una premessa … Ovviamente il post NON può essere privo di spoiler quindi, se quancuno di voi non ha ancora visto l’episodio 3×01 e non vuole nessuna anticipazione, interrompa la lettura di questo mio articolo qui. Adesso. Ora.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già visto Sam Heughan e Catriona Balfe in azione … Parliamone!
I primi 13 minuti sono interamente dedicati a Jamie e alla battaglia di Culloden. Vi confesso: la cosa mi incuteva non poco timore. Veniamo infatti da una seconda serie che, diciamocelo, è stata soporifera per lunghi tratti e venire a sapere che la terza stagione sarebbe iniziata con quasi un quarto d’ora incentrato sul nostro caro scozzese e sul campo di battaglia più devastante della storia delle Highlands, mi ha fatto a priori storcere il naso e alzare gli occhi al cielo, imprecando: «Gesù Cristo d’un Roosvelt, perché Ron Moore mi stai facendo questo? Mi vuoi così male?»

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Poi l’ho guardata (senza sottotitoli, lo sottolineo, perché non potevo aspettare) e … Fantastica.
Ok, forse non siamo ancora ai livelli della prima stagione o a quelli di episodi come Faith, ma diamine, la battaglia di Culloden vista in quel modo, focalizzata interamente su Jamie e su nessun altro, con una visione ad angolo ristretto a causa della mente contorta e distrutta dal dolore fisico e dal dolore dell’anima, è stata fenomenale e per nulla banale.
Un plauso speciale va alla scena in cui Jamie ha appena lasciato andare Claire oltre le pietre e … Ho semplicemente adorato quella scena! Così come il dettaglio sulla libellula racchiusa nell’ambra …
Quanto è fenomenale quell’inquadratura rasoterra che fa vedere come e perché quella piccola pietra dal significato enorme resta lì, sul campo?

Bene, ora passiamo alla nostra cara protagonista che io, lo dico sin da ora, amo sempre di più. Catriona Balfe ha fatto un lavoro più che magistrale, portando sullo schermo e dando vita ad un personaggio d’impatto che, in alcune situazioni, può essere incomprensibile e a tratti irritante, ma è pur sempre una gran donna.
La vediamo a Boston, nel 1948, in una casa vuota con accanto lui, Frank, che, se non avessi letto i libri, avrei quasi tollerato dopo questa prima puntata. Però i libri li ho letti quindi … Anche no.

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Detto questo … Una cosa che mi ha sorpreso è il fatto che in questo primo episodio non vediamo assolutamente la Claire che, in Scozia, con Brianna e Roger, cerca e scopre che Jamie è vivo. Non so, forse, effettivamente, sarebbe stato fuorviante (vederla apparire come uno spirito a Culloden, poi a Boston due secoli dopo, poi venti anni dopo con prole più che adolescente … Sì, in effetti avrebbe causato un caos mentale non indifferente). Però, non so, vediamo questa linea temporale per ora lasciata in stand-by e … Confido nella prossima puntata, spero, prego.

La Claire di Boston ha la stessa tempra di quella che abbiamo imparato a conoscere nelle stagioni precedenti: si annoia facilmente (oh, come mi ha ricordato il periodo francese qui! Voi non potete capire, o forse sì?), inveisce contro tecnologie moderne e … Beh … Inevitabilmente è ancora legata al sentimento che la unisce a Jamie, nonostante il patto fatto a Frank, nonostante lei creda che Jamie sia morto, nonostante tutto.

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La seconda parte della puntata si svolge e si apre in maniera speculare alla prima: vediamo prima Jamie e ciò che accade dopo Culloden, poi Claire che piano piano cerca di ambientarsi in un paese nuovo, in una casa nuova, in un rapporto che, seppur antico e collaudato un tempo, suona freddo e distante.
Ho adorato il modo in cui è stato recuperato il rapporto tra Rupert e Jamie e la scena che … Insomma, quella in cui la telecamera stringe sul primo piano di Fraser e un colpo di Risultati immagini per outlander murtagh  giffucile risuona, solitario, in sottofondo, scuote e si fa sentire nelle viscere. Meravigliosamente devastante.
Un piccolo neo, forse, la non presenza del mio amatissimo Murtagh se non nelle battute iniziali: un personaggio immenso che poi resta lì, solo un nome svanito di cui si conosce il destino ma niente di più. Già mi manca questo burbero scozzese!

In conclusione, la scena finale, nuovamente a Boston, ambientata in un ospedale. L’ho trovata meravigliosa (soprattutto visto il parallelismo con il ritorno a casa, a Lallybroch, di Jamie che si ritrova con un’angoscia infinita addosso e il sentimento dolce amaro di essere ancora vivo, a casa, ma solo).
Ho trovato sorprendentemente ironica soprattutto l’ultima battuta: quando ormai ero convinta che Ron Moore avesse ancora una volta lasciato il segno e posto l’ennesimo tassello verso la santificazione immeritata del personaggio di Frank … Ecco che … Boom! Arriva l’infermiera e se ne esce con …

«Beautiful little angel … How does she get the red hair?»
[«Che bellissimo angioletto … Da dove arrivano i capelli rossi?»]

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Le mie reazioni sono state molteplici … Del tipo:

  • Beccati questa, Frank!
  • Beccati questa, Ron Moore!
  • L’infermiera senza nome! Santa subito!
  • A new beginning [n.b. un nuovo inizio] col cavolo, Mr. Randall!

Non potete capire! Mi sono davvero stupita che il caro Ron l’abbia inserita (visto il suo amore incondizionato per Tobias Menzies e, di conseguenza, per il suo Frank) ma … Cavolo, grazie al cielo c’è!

Adesso non vedo l’ora che arrivi la prossima domenica e, di conseguenza, una nuova puntata. Sono davvero curiosa: continueremo così, con un parallelismo straziante di loro divisi ma con esistenze a tratti simili, oppure faremo un salto in avanti e vivremo un po’ anche con Brianna e Roger?

E voi … Avete già visto la puntata? Come vi è sembrata? Commentate e fatemi sapere la vostra opinione!
Noi, se vi va, ci ritroviamo la settimana prossima per fare Quattro chiacchiere sulla Season 3 … Io vi aspetto!

Rachel

© Rachel Sandman

Maggio di Libri – Panorami d’inchiostro: la Scozia di Outlander

Buongiorno!

BANNER DEFOggi, grazie all’iniziativa Panorami d’inchiostro, all’interno dell’evento Maggio di Libri, torno a parlarvi di uno dei romanzi che più ho amato negli ultimi anni. Lo farò, però, in una maniera un po’ particolare: come ben si può comprendere sin dal titolo di questo appuntamento, infatti, non vi parlerò della storia in sé ma dell’ambientazione, dei suoi paesaggi, delle sue (per usare un termine cinematografico) locations.

bannerpanoramiE ovviamente, quale romanzo meglio di Outlander – La Straniera, con le descrizioni dei paesaggi scozzesi, dei castelli sulle verdi colline, avrei potuto scegliere?

Ancora una volta dunque qui, sul blog, torno a parlarvi di questo primo romanzo della fortunatissima serie di Diana Gabaldon: se l’avete letta, è un modo come un altro per rispolverare un po’ quadri naturali egregiamente descritti; se ancora non l’avete letto … Che sia questa la volta buona che riesco a convincervi?

Ma ora … Veniamo a noi e vediamo come la SCOZIA entra nella narrazione ed è presente in questo romanzo,  da cui, come ormai anche i muri sanno, è tratta la serie televisiva della Starz e interpretata dalla fantastica Caitriona Balfe e dallo scozzesissimo Sam Heughan.

Respiravo a fondo l’aria inebriante e profumata di erica, salvia e ginestra delle Highlands, alla quale, di tanto in tanto, si aggiungeva l’aroma del fumo dei comignoli e l’odore pungente dell’aringa, quando passavo davanti ai cottage sparpagliati qua e là.

Inverness20thIl primo luogo in cui il lettore si ritrova immerso è Inverness. Nel romanzo è descritta come una piccola cittadina circondata dal verde della Scozia (mentre ora, se andate in qualsiasi agenzia di viaggio aggiornata, la trovate presente come una città a tutti gli effetti). Inverness è una città in cui si respira la storia ed è ricca di tanti piccoli aneddoti come, per esempio, la leggenda secondo cui Macbeth (lo stesso Macbeth di Shakespeare) costruì il suo forte proprio in questa città.

La città (dal gaelico scozzese Inbhir Nis) prende il nome dal fiume che le scorre accanto, il Ness, e sempre nella stessa zona potrete trovare il lago Loch Ness, esattamente quel loch dove pare viva la creatura mitologica Nessie, meglio conosciuta come il mostro di Loch Ness.

N.B. La Gabaldon ha ripreso in parte questa leggenda: in un passo ha infatti inserito l’accenno ad una creatura preistorica, il cavallo d’acqua o plesiosauro, che viene visto da Claire proprio ne La Straniera.Loch Ness

La notte successiva ci accampammo sulle rive di Loch Ness. […] I larici e gli ontani erano adesso di un verde più scuro, perché si era a metà dell’estate e non a fine primavera. Dai tenui rosa e bianchi dei biancospini e delle viole che punteggiavano le rive si era passati al giallo dorato delle ginestre. Anche l’azzurro del cielo era più intenso, ma la superficie del loch rimaneva la stessa: uno specchio d’acqua blu-nero che catturava i riflessi di ciò che stava intorno e li teneva intrappolati, smorzandone i colori come dietro un vetro affumicato. […] mentre staccavo pigramente grappoli di semi alati dal ramo più basso, per poi gettarli nell’acqua del loch, notai che le minuscole onde che si frangevano contro le rocce si erano fatte più grandi, come sospinte da un vento imminente. Una grossa testa piatta emerse dalla superficie […]. La pelle levigata era color azzurro cupo, con un vivido sfondo di verde che brillava iridato sotto la mandibola. E gli strani occhi senza pupille erano di un risplendente color ambra. Bellissimi.

Nei pressi della città di Inverness si trovano le tristemente note paludi di Culloden: so che, Culloden in sé, con la sua storia, il campo di battaglia, l’odore della polvere da sparo e il rumore assordante dei cannoni, appariranno solo più in là nella serie … Ma non potevo realizzare una tappa sui luoghi di Outlander senza, per lo meno, citare questo campo.

Castle LeochMa tornando a La Straniera, un altro luogo topico è il Castello di Leoch (Doune Castle nella serie cinematografica), sede e residenza del clan MacKenzie.

Il castello era una costruzione tozza e massiccia, priva di fantasiose torrette o di bastioni merlati. Sembrava più che altro un’enorme casa fortificata, con spesse mura di pietra e alte finestre a feritoia. Una serie di comignoli fumavano sopra il tetto di tegole, aggiungendo un ultimo tocco al grigiore generale. 

Oltre a questo castello, un’altra residenza è ormai entrata nei cuori di tutte le Obsassenach del mondo: sto parlando di Lallybroch (o Broch Tuarach). Nella serie televisiva è stato scelto Midhope Castle, una tower house scozzese del 16° secolo, che si trova vicino South Queensferry, poco distante da Edimburgo. LallybrochQui è la casa di Jamie Fraser, qui vive la sorella con il marito Ian e i figli, qui Claire diventerà lady e potrà realizzare il suo sogno di possedere un vaso, tutto suo (chi ha letto la serie e visto la scena favolosamente interpretata dalla Balfe, qui può comprendermi).

Scendemmo attraverso uno stretto strato roccioso tra due dirupi, conducendo il cavallo per la briglia. Poi il percorso si fece più facile, con la terra che digradava dolcemente tra i campi e i cottage sparpagliati qua e là, finché alla fine non ci imbattemmo in una stradina tortuosa che portava alla casa. Era più grande di quanto mi fossi aspettata: un bel maniero a tre piani di pietra imbiancata a calce, le finestre incorniciate di pietra grigia naturale e un tetto d’ardesia con molteplici comignoli; era attorniata da un gruppo di altri fabbricati bianchi, simili a pulcini stretti attorno alla chioccia. Il vecchio broch di pietra, situato su una piccola altura sul retro della casa, si elevava per una ventina di metri da terra, con un tetto a cono come il cappello di una strega, e i muri punteggiati da tre file di minuscole feritoie.

fort williamsDalla casa natale della famiglia Fraser ad un complesso che è invece fonte di dolore e sofferenza: Fort William, sede della guarnigione militare inglese, in cui hanno luogo i passi forse più devastanti e crudi dell’intero romanzo. Nella serie televisiva, questo posto è stato ricreato presso Blackness Castle, nei pressi di Edimburgo (la cui costruzione risale al 15° secolo). La fortezza ex artiglieria è spesso definita come “the ship that never sailed” (la nave che mai ha navigato) per la sua forma insolita.

Dalla cima della scala si aveva una vista a volo d’uccello sul fronte. Un pennacchio di fumo si levava da un piccolo fabbricato vicino al muro sul retro, verso il quale accorrevano uomini da ogni direzione.

craigh na dunEd infine, concludiamo questa ‘panoramica tra i panorami scozzesi e gli edifici del romanzo Outlander‘ con il luogo, forse, più significativo: quello attorno a cui tutto ruota e tutto ritorna, Craigh Na Dun.

Dopo un ultimo tratto ripido ci trovammo finalmente di fronte al cerchio di pietre, con i macigni appena visibili nella penombra che precede l’alba. […] Bellissime, certo, ma anche terribilmente lugubri e misteriose. Rabbrividii, e non solo di freddo. Se chi le aveva progettate aveva in mente di incutere soggezione, c’era riuscito di sicuro.

Spero che questo viaggio virtuale tra le Highlands de La Straniera di Diana Gabaldon vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito.

Se volete conoscere altri approfondimenti sulla saga di Outlander (edita da Corbaccio Editore), vi lascio qui di seguito i link relativi agli altri articoli che trovate qui sul blog:

Vi ricordo infine che trovate altri appuntamenti e viaggi sugli altri blog che partecipano al Maggio Dei Libri (qui).

Rachel

© Rachel Sandman