OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×09

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The Doldrums è il titolo originale della nona puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora … Devo dire che questa puntata ha un sacco di spunti ed elementi nuovi (in primis la sigla) che permettono allo spettatore di immergersi sin da subito in un episodio legato ai precedenti ma, in un certo senso, diverso e più avventuroso.

Lo stile meno da commedia romantica con tratti di intrigo ma più nello stile piratesco descritto da Black Sails mi ha dato, insieme, un misto di nostalgia per le colline scozzesi ormai andate e di eccitazione per ciò che ci aspetta da qui in avanti.

Ho amato, moltissimo, la coppia Marsali e Fergus: voglio più scene con questi due, seriamente. Lei, nonostante abbia una madre che definire discutibile è poco, è una giovane ragazza di carattere che lotta, che sa quello che vuole, che nonostante il modo in cui è stata cresciuta ha una mentalità aperta e moderna. Fergus … Beh, è semplicemente fantastico. Il modo in cui guarda Jamie cercando una vera e propria approvazione paterna è toccante. Non vedo l’ora, davvero, di vedere l’evolversi della situazione tra i due (perché chi ha letto i libri sa come e quanto si evolve … Adoro già).

Nonostante sia una puntata di passaggio, senza eventi sostanziali, ha un tono poetico che raramente abbiamo trovato in precedenza. In ben due casi, infatti, la scelta di rendere la narrazione più intima e, in un certo senso, aulica, mi ha entusiasmato e catturato. Parlo, in particolare, del monologo di Mr. Willoughby (anticipato da una serie di caratteri cinesi che vengono scritti con l’acqua sul ponte della nave per poi sparire, pochi secondi dopo) e la scena tra Jamie e Claire in cui si parla alla luna.
Quest’ultima, soprattutto, è stata di una potenza effimera fantastica: lì si è visto, veramente, il legame e la potenza del rapporto che lega Jamie e Claire, la nostalgia e il rammarico per aver dovuto lasciare, chi prima, chi dopo, la loro Brianna. Meraviglioso.

Questa scena insieme a quella sotto coperta (definiamola così) ha, in qualche modo, sopperito al gelo della 3×07 (che ancora non ho ben compreso) e ha fatto trasparire, con potenza e forza, quanto la storia di Jamie e Claire sia una delle più belle, romantiche ma soprattutto reali di tutta la letteratura contemporanea.

Infine, oltre al lato romantico, in questa puntata ho trovato eccezionale gli accenni e le sfumature ironiche che gli sceneggiatori, registi o chi per essi hanno scelto di dare all’intera vicenda: sempre nella scena sotto coperta abbiamo un chiaro esempio di come la complicità tra i due vada oltre, così come nelle smorfie di Marsali si può vedere la sua autoironia, oppure nel rapporto tra quest’ultima e Claire, la cara matrigna.

Insomma, non vedo l’ora di immergermi nuovamente in questa serie la settimana prossima, con un nuovo episodio di questa storia che è sempre la stessa, ovvio, ma che si evolve, episodio dopo episodio, grazie al cambiamento di alcuni personaggi e all’inserimento di altri.

Una piccola nota a piè di pagina: ma la sfiga di essere separati per vent’anni, ritrovarsi e poi … Separarsi di nuovo dopo nemmeno 4 puntate??? #JamieAndClaire #MaiNaGioia.

Alla prossima!

Rachel

© Rachel Sandman

 

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OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×08

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The first wife è il titolo originale della ottava puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che da alcuni venerdì ormai, sul canale Fox Life di Sky, è possibile seguire la programmazione in lingua italiana di questa serie: sono già andate in onda la primasecondaterzaquartaquintasesta e settima puntata).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Allora, partiamo dalla considerazione che … Questa puntata mi è piaciuta moltissimo.
Innanzitutto, siamo finalmente tornati a Lallybroch e, dite quello che volete, ma le puntate girate qui, l’ambientazione, l’atmosfera di casa restano per me, sino ad ora, un qualcosa di imbattibile.

I due personaggi scomodi e odiosi della puntata sono due donne e, fedeli in questo al libro, sia Jenny sia Laoghaire mantengono le aspettative e grazie anche ad un’interpretazione magistrale delle due attrici (ma soprattutto, lasciatemelo dire, di una strepitosa Laura Donnelly) si fanno amabilmente odiare, molto, anzi, moltissimo.
Il dialogo tra Jenny e Claire è a tratti straziante e a tratti toccante: due donne che viaggiano su binari paralleli, con mentalità che potremmo quasi definire opposte ma che sono, indissolubilmente, legate da affetto e dall’amore che sia una che l’altra provano per Jamie. Ho adorato quella scena che mette un punto alla situazione ma lascia interrogativi e un qualcosa in sospeso che, nei romanzi, troverà una chiusura solo in seguito (con l’arrivo di qualcuno sempre a Lallybroch … Come attendo con ansia questa scena!).

Poi … Veniamo alla nostra coppia ricongiunta. Non ho amato moltissimo, devo essere sincera il dialogo conclusivo della scogliera così come non ho ben compreso l’inserimento della storiella e del recupero dei gioielli in questo episodio (secondo me, incastrato nell’episodio in cui doveva essere, avrebbe reso meglio), MA … Un punto è innegabile: Sam e Cait sono fenomenali sempre ma, quando ci sono le scene di liti e di furia quasi omicida, danno il meglio di loro stessi e creano una bomba a orologeria che disintegra qualsiasi spettatore. Che meraviglia! Caitriona poi, nella scena in cui finalmente comprende che SUO marito non è più solo suo (almeno tecnicamente) è STREPITOSA.

Un plauso particolare, proprio relativamente a questa parte, è stata secondo me la scelta di rimarcare l’importanza di Marsali e Joan come nodo fondamentale del rapporto tra Jamie e Laoghaire. Il fatto poi che, a differenza dei romanzi, abbiano scelto una bambina con i capelli rossi per la piccola che, con ingenuità e sguardo infantile, è la prima a cui davvero Jamie confessa la potenza e l’amore che lo lega a Claire in questo episodio, è stato geniale, una sorta di tacito rimando a Bree.

Un ultimo complimento va (e non credo qui alle righe che sto per scrivere) a John Bell nei panni di Ian Murray Jr. Per ora è davvero nella parte, fenomenale nelle sue espressioni facciali, nel suo essere un piccolo sovversivo, nel suo legame con lo zio, nel suo essere l’unico della famiglia dalla parte di zietta Claire. Ho adorato. Davvero. Lo attendo ancora al varco perché … Beh, ormai sapete che ho dei dubbi sul suo sviluppo ma, per ora, devo ammettere che mi sta stupendo e in modo decisamente positivo.

In conclusione, una piccola chicca. Finalmente ora abbiamo chiaro una piccola scena che vedeva protagonista un uccellino sul davanzale della finestra della casa di Boston. Poesia. Davvero. Sono rimasta a bocca aperta per la delicatezza di questo rimando.
Fantastico.
Ora attendo con ansia il prossimo episodio.
Vi aspetto quindi qui, la prossima settimana.

Rachel

© Rachel Sandman

 

OUTLANDER – QUATTRO CHIACCHIERE SULLA SEASON 3 … #3×04

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Of lost things è il titolo originale della quarta puntata di questa terza stagione di Outlander (vi ricordo, inoltre, che venerdì scorso sul canale Fox Life di Sky è andata in onda la prima puntata, già doppiata e disponibile per il pubblico italiano).

Questa rubrica, Quattro chiacchiere sulla Season 3, va, in parallelo, con la programmazione e l’uscita degli episodi americani. Pertanto, se non avete ancora visto il suddetto episodio (di cui parlerò in questo post), vi invito caldamente a interrompere la lettura e a tornare in seguito, onde evitare anticipazioni non desiderate e spoiler vari.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già avuto modo di vedere l’episodio … Buona lettura!

Ho amato l’intro ambientato in Scozia, dove finalmente rivediamo Bree e Roger e ci immergiamo nella ricerca di lui, il vero protagonista di questo episodio, James Alexander Malcom MacKenzie Fraser.
Questi due personaggi della nuova generazione sono esattamente come la Gabaldon li ha descritti: lui, un po’ balbettante e incerto all’inizio; lei decisamente più intraprendente e sicura. La loro storyline promette bene … MOOOOOOLTO bene.

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Nel passato, invece, veniamo catapultati in quella che è la nuova realtà di Jamie: non più prigioniero vero e proprio ma costretto a servizio di una nobile famiglia inglese. Il fatto che la scena si apra e veda immediatamente il confronto con il padrone, mettendo i due sullo stesso piano perché, entrambi, conoscono e condividono il dolore che si prova nella perdita di un figlio (quel … Ne ho persi due anche io … Mi ha distrutto i sentimenti!), l’ho trovata una scelta decisamente delicata e geniale.
Pertanto la mia condizione durante la prima parte di puntata era già la seguente (cotonatura a parte, sia chiaro) …

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Poi appare lei … Inutile girarci attorno … Ginevra è un personaggio che tutti, leggendo, abbiamo odiato e, di certo, nella trasposizione televisiva la ragazza non si fa amare. Appare subito rigida, altezzosa, con tratti e colori che tanto ricordano Claire ma che, allo stesso tempo, fanno risaltare le differenze tra le due.
Trovo però che in questa puntata siano stati eccezionali nel far emergere il lato umano della ragazza che, a ben pensarci, è una giovane donna costretta ad un matrimonio che non vuole, ad un uomo molto più vecchio di lei, ad una vita fatta di lusso e sfarzo ma umanamente vuota. A ben guardare, ciò che fa e come si comporta sono davvero aspetti criticabili? Forse (anzi, di certo) sbaglia i modi, ma quello che fa è comprensibile.

Detto questo … Quanto ho amato la scena in cui Jamie la scaravolta direttamente nella pozzanghera di fango? La meraviglia!

Risultati immagini per outlander gif genevaCosì come ho apprezzano la scelta di non trascurare nulla, nessun dettaglio del rapporto fisico che si instaura tra Ginevra e Jamie: è difficile da vedere? Forse sì, se si pensa a Claire e a cosa poteva essere. Poteva andare peggio? Decisamente. Ma il discorso finale di lui, il tatto, la delicatezza e la passione che non è amore ma puro atto … Mi hanno lasciata stupefatta e senza parole.

E ora parliamo di loro … Jamie e Willie. Un padre che rinuncia a tornare a casa, in Scozia, perché comprende che il legame con quel bambino, con suo figlio, è più forte di tutto. Finché un giorno Jamie comprende ciò che il mondo attorno a lui già iniziava a sottolineare: si assomigliano troppo, nei lineamenti ricalcati dai modi di fare e atteggiamenti simili. La scelta di andarsene e la conseguente separazione è una delle parti più devastanti: l’abbraccio tra i due? Pianti, pianti, piantiiiiii!

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Magistralmente costruito è il rapporto tra Jamie e John che salta fuori dallo schermo (forse anche con più potenza rispetto ai libri) e coinvolge, in tutta la sua profondità e lealtà.

Una piccola nota per due personaggi secondari dalla delicatezza e compostezza unica: Lady Isobel e Fiona. La prima che comprende, meglio di chiunque altro, forse più di John Grey stesso, che Jamie è in gabbia (A cage is still a cage) mentre la seconda intuisce quanto la collana di perle significhi per Claire e gliela dona, al momento giusto, nel posto giusto. Sono due donne che non vedo l’ora di rivedere e che danno speranza, gioia, pace.

In conclusione … Voglio raccontarvi della CONCLUSIONE. Chiariamo … Io ero così …

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Il parallelo netto tra scene di Claire e Jamie, di Willie e Bree … Non è descrivibile ragazzi! Io ero ampiamente e totalmente DEVASTATATA! Inoltre … Hanno scelto una canzone come base che è A hard rain’s a gonna fall di Bob Dylan che vi lascio, qui, nella versione che io preferisco, cantata da Patti Smith. Una scelta che ha ampliato i miei singhiozzi e che ha reso tutto ancor più meravigliosamente doloroso.

CHE PUNTATA!!!!
Unica nota stonata, lasciatemelo dire, il parrucchino piazzato in testa a Sam Heughan … Ma cos’è?

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Ora NON VEDO L’ORA di vedere la prossima!
Datemi la 3×05 ORA e nessuno si farà male.

Alla prossima settimana.
Lasciate un commento se vi va.

Rachel

© Rachel Sandman

Outlander – Quattro chiacchiere sulla Season 3 #1

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Buonasera!

Allora … Questa mattina mi sono fiondata e, appena terminata la visione del primo episodio della nuova serie di Outlander, mi sono chiesta: fare o non fare un articolo? Sarà interessante scrivere la mia impressione, fare un’analisi più o meno accurata di ciò che ho appena visto?

Poi … Ho pensato a questi 53 minuti di pellicola e … Non posso non parlarvene! Soprattutto perché io ho bisogno di parlarne con qualcuno, di confrontarmi, di … Non so, creiamo un gruppo di sostegno perché altrimenti da questa serie non ne usciamo sani di mente (soprattutto visti i futuri e attesissimi sviluppi).

Dunque … Una premessa … Ovviamente il post NON può essere privo di spoiler quindi, se quancuno di voi non ha ancora visto l’episodio 3×01 e non vuole nessuna anticipazione, interrompa la lettura di questo mio articolo qui. Adesso. Ora.

Se invece siete temerari oppure, come me, avete già visto Sam Heughan e Catriona Balfe in azione … Parliamone!
I primi 13 minuti sono interamente dedicati a Jamie e alla battaglia di Culloden. Vi confesso: la cosa mi incuteva non poco timore. Veniamo infatti da una seconda serie che, diciamocelo, è stata soporifera per lunghi tratti e venire a sapere che la terza stagione sarebbe iniziata con quasi un quarto d’ora incentrato sul nostro caro scozzese e sul campo di battaglia più devastante della storia delle Highlands, mi ha fatto a priori storcere il naso e alzare gli occhi al cielo, imprecando: «Gesù Cristo d’un Roosvelt, perché Ron Moore mi stai facendo questo? Mi vuoi così male?»

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Poi l’ho guardata (senza sottotitoli, lo sottolineo, perché non potevo aspettare) e … Fantastica.
Ok, forse non siamo ancora ai livelli della prima stagione o a quelli di episodi come Faith, ma diamine, la battaglia di Culloden vista in quel modo, focalizzata interamente su Jamie e su nessun altro, con una visione ad angolo ristretto a causa della mente contorta e distrutta dal dolore fisico e dal dolore dell’anima, è stata fenomenale e per nulla banale.
Un plauso speciale va alla scena in cui Jamie ha appena lasciato andare Claire oltre le pietre e … Ho semplicemente adorato quella scena! Così come il dettaglio sulla libellula racchiusa nell’ambra …
Quanto è fenomenale quell’inquadratura rasoterra che fa vedere come e perché quella piccola pietra dal significato enorme resta lì, sul campo?

Bene, ora passiamo alla nostra cara protagonista che io, lo dico sin da ora, amo sempre di più. Catriona Balfe ha fatto un lavoro più che magistrale, portando sullo schermo e dando vita ad un personaggio d’impatto che, in alcune situazioni, può essere incomprensibile e a tratti irritante, ma è pur sempre una gran donna.
La vediamo a Boston, nel 1948, in una casa vuota con accanto lui, Frank, che, se non avessi letto i libri, avrei quasi tollerato dopo questa prima puntata. Però i libri li ho letti quindi … Anche no.

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Detto questo … Una cosa che mi ha sorpreso è il fatto che in questo primo episodio non vediamo assolutamente la Claire che, in Scozia, con Brianna e Roger, cerca e scopre che Jamie è vivo. Non so, forse, effettivamente, sarebbe stato fuorviante (vederla apparire come uno spirito a Culloden, poi a Boston due secoli dopo, poi venti anni dopo con prole più che adolescente … Sì, in effetti avrebbe causato un caos mentale non indifferente). Però, non so, vediamo questa linea temporale per ora lasciata in stand-by e … Confido nella prossima puntata, spero, prego.

La Claire di Boston ha la stessa tempra di quella che abbiamo imparato a conoscere nelle stagioni precedenti: si annoia facilmente (oh, come mi ha ricordato il periodo francese qui! Voi non potete capire, o forse sì?), inveisce contro tecnologie moderne e … Beh … Inevitabilmente è ancora legata al sentimento che la unisce a Jamie, nonostante il patto fatto a Frank, nonostante lei creda che Jamie sia morto, nonostante tutto.

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La seconda parte della puntata si svolge e si apre in maniera speculare alla prima: vediamo prima Jamie e ciò che accade dopo Culloden, poi Claire che piano piano cerca di ambientarsi in un paese nuovo, in una casa nuova, in un rapporto che, seppur antico e collaudato un tempo, suona freddo e distante.
Ho adorato il modo in cui è stato recuperato il rapporto tra Rupert e Jamie e la scena che … Insomma, quella in cui la telecamera stringe sul primo piano di Fraser e un colpo di Risultati immagini per outlander murtagh  giffucile risuona, solitario, in sottofondo, scuote e si fa sentire nelle viscere. Meravigliosamente devastante.
Un piccolo neo, forse, la non presenza del mio amatissimo Murtagh se non nelle battute iniziali: un personaggio immenso che poi resta lì, solo un nome svanito di cui si conosce il destino ma niente di più. Già mi manca questo burbero scozzese!

In conclusione, la scena finale, nuovamente a Boston, ambientata in un ospedale. L’ho trovata meravigliosa (soprattutto visto il parallelismo con il ritorno a casa, a Lallybroch, di Jamie che si ritrova con un’angoscia infinita addosso e il sentimento dolce amaro di essere ancora vivo, a casa, ma solo).
Ho trovato sorprendentemente ironica soprattutto l’ultima battuta: quando ormai ero convinta che Ron Moore avesse ancora una volta lasciato il segno e posto l’ennesimo tassello verso la santificazione immeritata del personaggio di Frank … Ecco che … Boom! Arriva l’infermiera e se ne esce con …

«Beautiful little angel … How does she get the red hair?»
[«Che bellissimo angioletto … Da dove arrivano i capelli rossi?»]

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Le mie reazioni sono state molteplici … Del tipo:

  • Beccati questa, Frank!
  • Beccati questa, Ron Moore!
  • L’infermiera senza nome! Santa subito!
  • A new beginning [n.b. un nuovo inizio] col cavolo, Mr. Randall!

Non potete capire! Mi sono davvero stupita che il caro Ron l’abbia inserita (visto il suo amore incondizionato per Tobias Menzies e, di conseguenza, per il suo Frank) ma … Cavolo, grazie al cielo c’è!

Adesso non vedo l’ora che arrivi la prossima domenica e, di conseguenza, una nuova puntata. Sono davvero curiosa: continueremo così, con un parallelismo straziante di loro divisi ma con esistenze a tratti simili, oppure faremo un salto in avanti e vivremo un po’ anche con Brianna e Roger?

E voi … Avete già visto la puntata? Come vi è sembrata? Commentate e fatemi sapere la vostra opinione!
Noi, se vi va, ci ritroviamo la settimana prossima per fare Quattro chiacchiere sulla Season 3 … Io vi aspetto!

Rachel

© Rachel Sandman

Maggio di Libri – Panorami d’inchiostro: la Scozia di Outlander

Buongiorno!

BANNER DEFOggi, grazie all’iniziativa Panorami d’inchiostro, all’interno dell’evento Maggio di Libri, torno a parlarvi di uno dei romanzi che più ho amato negli ultimi anni. Lo farò, però, in una maniera un po’ particolare: come ben si può comprendere sin dal titolo di questo appuntamento, infatti, non vi parlerò della storia in sé ma dell’ambientazione, dei suoi paesaggi, delle sue (per usare un termine cinematografico) locations.

bannerpanoramiE ovviamente, quale romanzo meglio di Outlander – La Straniera, con le descrizioni dei paesaggi scozzesi, dei castelli sulle verdi colline, avrei potuto scegliere?

Ancora una volta dunque qui, sul blog, torno a parlarvi di questo primo romanzo della fortunatissima serie di Diana Gabaldon: se l’avete letta, è un modo come un altro per rispolverare un po’ quadri naturali egregiamente descritti; se ancora non l’avete letto … Che sia questa la volta buona che riesco a convincervi?

Ma ora … Veniamo a noi e vediamo come la SCOZIA entra nella narrazione ed è presente in questo romanzo,  da cui, come ormai anche i muri sanno, è tratta la serie televisiva della Starz e interpretata dalla fantastica Caitriona Balfe e dallo scozzesissimo Sam Heughan.

Respiravo a fondo l’aria inebriante e profumata di erica, salvia e ginestra delle Highlands, alla quale, di tanto in tanto, si aggiungeva l’aroma del fumo dei comignoli e l’odore pungente dell’aringa, quando passavo davanti ai cottage sparpagliati qua e là.

Inverness20thIl primo luogo in cui il lettore si ritrova immerso è Inverness. Nel romanzo è descritta come una piccola cittadina circondata dal verde della Scozia (mentre ora, se andate in qualsiasi agenzia di viaggio aggiornata, la trovate presente come una città a tutti gli effetti). Inverness è una città in cui si respira la storia ed è ricca di tanti piccoli aneddoti come, per esempio, la leggenda secondo cui Macbeth (lo stesso Macbeth di Shakespeare) costruì il suo forte proprio in questa città.

La città (dal gaelico scozzese Inbhir Nis) prende il nome dal fiume che le scorre accanto, il Ness, e sempre nella stessa zona potrete trovare il lago Loch Ness, esattamente quel loch dove pare viva la creatura mitologica Nessie, meglio conosciuta come il mostro di Loch Ness.

N.B. La Gabaldon ha ripreso in parte questa leggenda: in un passo ha infatti inserito l’accenno ad una creatura preistorica, il cavallo d’acqua o plesiosauro, che viene visto da Claire proprio ne La Straniera.Loch Ness

La notte successiva ci accampammo sulle rive di Loch Ness. […] I larici e gli ontani erano adesso di un verde più scuro, perché si era a metà dell’estate e non a fine primavera. Dai tenui rosa e bianchi dei biancospini e delle viole che punteggiavano le rive si era passati al giallo dorato delle ginestre. Anche l’azzurro del cielo era più intenso, ma la superficie del loch rimaneva la stessa: uno specchio d’acqua blu-nero che catturava i riflessi di ciò che stava intorno e li teneva intrappolati, smorzandone i colori come dietro un vetro affumicato. […] mentre staccavo pigramente grappoli di semi alati dal ramo più basso, per poi gettarli nell’acqua del loch, notai che le minuscole onde che si frangevano contro le rocce si erano fatte più grandi, come sospinte da un vento imminente. Una grossa testa piatta emerse dalla superficie […]. La pelle levigata era color azzurro cupo, con un vivido sfondo di verde che brillava iridato sotto la mandibola. E gli strani occhi senza pupille erano di un risplendente color ambra. Bellissimi.

Nei pressi della città di Inverness si trovano le tristemente note paludi di Culloden: so che, Culloden in sé, con la sua storia, il campo di battaglia, l’odore della polvere da sparo e il rumore assordante dei cannoni, appariranno solo più in là nella serie … Ma non potevo realizzare una tappa sui luoghi di Outlander senza, per lo meno, citare questo campo.

Castle LeochMa tornando a La Straniera, un altro luogo topico è il Castello di Leoch (Doune Castle nella serie cinematografica), sede e residenza del clan MacKenzie.

Il castello era una costruzione tozza e massiccia, priva di fantasiose torrette o di bastioni merlati. Sembrava più che altro un’enorme casa fortificata, con spesse mura di pietra e alte finestre a feritoia. Una serie di comignoli fumavano sopra il tetto di tegole, aggiungendo un ultimo tocco al grigiore generale. 

Oltre a questo castello, un’altra residenza è ormai entrata nei cuori di tutte le Obsassenach del mondo: sto parlando di Lallybroch (o Broch Tuarach). Nella serie televisiva è stato scelto Midhope Castle, una tower house scozzese del 16° secolo, che si trova vicino South Queensferry, poco distante da Edimburgo. LallybrochQui è la casa di Jamie Fraser, qui vive la sorella con il marito Ian e i figli, qui Claire diventerà lady e potrà realizzare il suo sogno di possedere un vaso, tutto suo (chi ha letto la serie e visto la scena favolosamente interpretata dalla Balfe, qui può comprendermi).

Scendemmo attraverso uno stretto strato roccioso tra due dirupi, conducendo il cavallo per la briglia. Poi il percorso si fece più facile, con la terra che digradava dolcemente tra i campi e i cottage sparpagliati qua e là, finché alla fine non ci imbattemmo in una stradina tortuosa che portava alla casa. Era più grande di quanto mi fossi aspettata: un bel maniero a tre piani di pietra imbiancata a calce, le finestre incorniciate di pietra grigia naturale e un tetto d’ardesia con molteplici comignoli; era attorniata da un gruppo di altri fabbricati bianchi, simili a pulcini stretti attorno alla chioccia. Il vecchio broch di pietra, situato su una piccola altura sul retro della casa, si elevava per una ventina di metri da terra, con un tetto a cono come il cappello di una strega, e i muri punteggiati da tre file di minuscole feritoie.

fort williamsDalla casa natale della famiglia Fraser ad un complesso che è invece fonte di dolore e sofferenza: Fort William, sede della guarnigione militare inglese, in cui hanno luogo i passi forse più devastanti e crudi dell’intero romanzo. Nella serie televisiva, questo posto è stato ricreato presso Blackness Castle, nei pressi di Edimburgo (la cui costruzione risale al 15° secolo). La fortezza ex artiglieria è spesso definita come “the ship that never sailed” (la nave che mai ha navigato) per la sua forma insolita.

Dalla cima della scala si aveva una vista a volo d’uccello sul fronte. Un pennacchio di fumo si levava da un piccolo fabbricato vicino al muro sul retro, verso il quale accorrevano uomini da ogni direzione.

craigh na dunEd infine, concludiamo questa ‘panoramica tra i panorami scozzesi e gli edifici del romanzo Outlander‘ con il luogo, forse, più significativo: quello attorno a cui tutto ruota e tutto ritorna, Craigh Na Dun.

Dopo un ultimo tratto ripido ci trovammo finalmente di fronte al cerchio di pietre, con i macigni appena visibili nella penombra che precede l’alba. […] Bellissime, certo, ma anche terribilmente lugubri e misteriose. Rabbrividii, e non solo di freddo. Se chi le aveva progettate aveva in mente di incutere soggezione, c’era riuscito di sicuro.

Spero che questo viaggio virtuale tra le Highlands de La Straniera di Diana Gabaldon vi sia piaciuto e vi abbia incuriosito.

Se volete conoscere altri approfondimenti sulla saga di Outlander (edita da Corbaccio Editore), vi lascio qui di seguito i link relativi agli altri articoli che trovate qui sul blog:

Vi ricordo infine che trovate altri appuntamenti e viaggi sugli altri blog che partecipano al Maggio Dei Libri (qui).

Rachel

© Rachel Sandman

Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon – Recensione

Buongiorno a tutti!

Allora … Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e per l’occasione ho scelto di tornare a parlarvi di una lettura che, molto probabilmente, già conoscete in parte grazie al BlogTour organizzato proprio dal mio blog in collaborazione con altre colleghe e che è legato ad una serie molto di moda in questi ultimi anni: mi riferisco a Il mio nome è Jamie, spin off di Outlander scritto da Diana Gabaldon.

Se vi siete persi il BlogTour di un po’ di tempo fa, vi lascio qui i link relativi al post di presentazione, alla segnalazione e all’approfondimento da me curato sulla figura di Ian Murray.

La settimana scorsa sono finalmente riuscita a leggere questa breve novella e quindi … Ecco che oggi vi lascio la mia recensione, una personalissima opinione su questa storia che è una sorta di prequel al nostro caro e amatissimo Outlander di Diana Gabaldon ed edito dalla casa editrice Corbaccio.

Buona lettura! Non dimenticatevi di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog (con un like all’articolo oppure commentando anche brevemente il post)!


il mio nome è jamie

Titolo: Il mio nome è Jamie (Virgins)

Autore: Diana Gabaldon

Serie: Spin-Off prequel Outlander

Prezzo: € 6,99 (Ebook) – € 12,00 (Cartaceo)

Link d’acquisto: https://goo.gl/VhL1ct

Editore: Corbaccio

Trama: 1740: Il giovane Jamie Fraser, orfano di padre ucciso dagli inglesi e a sua volta ferito, ha lasciato la Scozia e sta andando in Francia con l’amico Ian Murray per raggiungere un gruppo di mercenari. Entrambi hanno delle ottime ragioni per stare lontani dalla loro patria ed entrambi, nonostante facciano di tutto per rimediare alla situazione, sono ancora vergini. E così, quando un medico ebreo li recluta per portare due tesori a Parigi, entrambi accettano con entusiasmo: uno è una rarissima e preziosissima Torah, l’altro è la splendida nipote del medico, Rebecca, destinata a un matrimonio combinato. Jamie e Ian si innamorano a prima vista di Rebecca, ma dovranno mostrarsi molto cauti perché non sanno veramente con chi hanno a che fare.


Recensione:

Ho sempre associato il nome Diana Gabaldon al termine garanzia. Avete presente? Trovo che lei sia una di quelle scrittrici che potrebbe rendere poetico e accattivante anche l’elenco del telefono.

Poi, è arrivata questa novella, questo prequel, questa … cosa e, non dico che la mia stima nei suoi confronti si sia esaurita ma, di certo, ha subito uno scossone e ha fatto sorgere in me qualche dubbio.

Primo su tutti: mia cara zia Gabby, sul serio ci stai facendo penare, stai allungando il brodo, stai temporeggiando nello scrivere gli ultimi capitoli della serie Outlander per novelle come questa? Se sì, senza offesa ma devi rivedere le tue priorità!

Allora, premetto che la novella di per sé non è scritta male e mantiene il tipico stile Gabaldon in buona parte della sua (grazie al cielo) brevità, tuttavia la trama è davvero un po’ sfilacciata e, a tratti, davvero inesistente: semplici pagliuzze di fieno, arrotolate più volte su loro stesse, sino a formare un groviglio che nemmeno un gatto stile Adso (grazie, Antonella, per aver colmato i miei vuoti di memoria!) calcolerebbe di pezza.

Ora, il secondo punto che mi ha fatto storcere il naso è il seguente: perché scrivere e scegliere una storia del genere? Perché rovinare l’immaginario e mettere un neo sulla figura senza macchia di Ian Murray? Perché Gabaldon? Come hai potuto farmi questo?

Non fraintendetemi, la coppia Fraser-Murray è e resta una delle migliori unioni fraterne della serie e dei romanzi più o meno contemporanei, ma, senza spoilerare, sicuramente potevo sopravvivere benissimo senza sapere alcune cose che il suddetto Ian ha fatto prima di tornare in Scozia.

Un terzo elemento è costituito dal fatto che, a mio parere, ci sono alcune sfumature che mal si accostano alla serie originale. Premesso che non ho riletto i (quanti sono ormai?) romanzi che costituiscono la serie de La straniera, edita da Corbaccio, ma sono quasi certa che alcune piccole note non siano sul binario corretto. Anche qui, non si tratta di nulla di fondamentale ma per me che amo immensamente il ciclo e la storia di Claire e Jamie, il fatto urta e sconvolge un po’.

Infine … Il prezzo. Ora, io capisco tutto, comprendo come questa sia soprattutto una abilissima mossa di marketing che cavalca l’onda del successo di questa serie, rinverdita dalla serie tv Outlander della Starz, ma pagare una NOVELLA di 91 pagine (lunghezza stampa del formato kindle) ben € 6,99 mi pare davvero davvero davvero eccessivo (per non parlare poi della versione cartacea che, con le sue 116 pagine, è venduta al ‘modico’ prezzo di € 12).

Detto questo … Se proprio siete delle fans sfegatate e volete conoscere tutto ma proprio tutto ciò che la penna della Gabaldon ha prodotto relativamente a Jamie Fraser & Co. leggete pure questa novella. Ma se mi date ascolto, lasciate perdere! Sul serio. Potete benissimo sopravvivere senza conoscere questa storiella che, come se non bastasse, ruota attorno ad una delle figure femminili peggiori della storia della letteratura (per intenderci, mie care Obsy, la cara Malva Christie, al confronto, era una giovane indifesa e ingenua).

Fatemi sapere il vostro parere! Se lo avete letto, lo avete apprezzato? Che ne pensate della scelta della Gabaldon di farci vedere i nostri due giovani scozzesi alle prese con il clima e l’ambiente francese? Commentate qui!

Rachel

© Rachel Sandman

Giveaway – 6 Mesi di Blog

CHIUSO *

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Ed eccoci finalmente al tanto chiacchierato primo Giveaway interamente organizzato dalla sottoscritta, in occasione dei sei mesi di blog ❤

Allora, la ricorrenza, se così possiamo chiamarla, cadrà il 6 Gennaio 2017 ma, visto l’imminente periodo delle feste e pensandoci un po’ su, ho deciso di anticipare l’evento, per far arrivare i premi ai fortunati vincitori e poter creare un vero e proprio collage nel giorno del 6mesiversario!

Ora … Veniamo alle cose serie … Innanzitutto un grande e immenso GRAZIE  a tutti voi che ormai da mesi mi seguite, mi supportate, mi sopportate!

Le regole per partecipare al #Giveaway sono le seguenti:

  • iscriversi al blog (potete o cliccare sul tasto ‘Iscriviti’ nella barra che trovate nella Home a destra oppure lasciare la vostra mail per iscrivervi alla newsletter: uno dei due modi insomma);
  • mettere un like alla pagina FB (https://www.facebook.com/RachelSandmanAuthor/?ref=bookmarks);
  • condividere questo post in modalità pubblica sui vostri profili social, taggando almeno 2 amici;
  • commentare questo post con la vostra mail (utile per contattarvi in caso di vincita): ad ogni commento, dopo aver fatto un controllo dei punti sopra, verrà assegnato un numero, valido per l’estrazione.

Questi sono i punti obbligatori che, se non seguiti, non vi permetteranno di partecipare al giveaway.

Facoltativi sono invece i commenti ai vari post del blog, ai post sulla pagina FB e i like sulle varie piattaforme social (twitter, Instagram e FB).

Un’ultima cosa: il Giveaway terminerà il giorno 28 Dicembre 2016, ultimo mercoledì dell’anno, in cui verrà fatta l’estrazione dei vari vincitori. N.B. Se, entro questa data, non sarà raggiunta quota 35 partecipanti (minima) … Il Giveaway andrà avanti fino al raggiungimento della soglia indicata!

Ma cosa vincerete? Ecco qui di seguito i premi, nell’ordine in cui verranno estratti …

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Primo estratto: Io Prima di te; poi: Hunger Games; La Ragazza del Treno; Guardami, toccami, stringimi; Harry Potter e la pietra filosofale; La Straniera.

I premi verranno assegnati a random; tutti ad eccezione di uno che andrà al fedelissimo del blog, ovvero la persona più attiva sulla piattaforma Rachel Sandman Author. Solo questo vincitore potrà scegliere il premio. Gli altri verranno associati a estrazione.

Se avete domande … Sono qui per voi!

Mi raccomando: partecipate in tanti! Più siamo, meglio è! Diffondete! Spargete la voce! Amici, parenti … Sono tutti ammessi!

#GoodLuckATutti!

Ps. Il Giveaway non è in nessun modo legato al sito wordpress o ai social (FacebookTwitter Instagram).

Rachel

© Rachel Sandman

CHIUSO *

ROAD TO … NEXT #GIVEAWAY! #LastPart

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Ed eccoci!

Siamo finalmente arrivati all’ultimo appuntamento con il #RoadTo …

DOMANI apriremo le danze e inizierà il #Giveaway in occasione del 6mesiversario del blog!

Quindi … Rimanete sintonizzati!

Le regole saranno semplicissime (lo prometto) e potrete partecipare tutti (più siamo meglio è). Per garantire un po’ di concorrenza … Pensavo di fissare un numero minimo di partecipanti quindi, preparatevi a invitare amici e parenti!

Inoltre, per quest’ultimo appuntamento … Vi lascio con una piccola chicca solo per voi che seguite il blog!

Un’anteprima … Una foto con tutti i gadgets che da domani potrete aggiudicarvi in un #Giveaway, il primo interamente firmato #RachelSandmanAuthor ❤

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Ed eccoli tutti qui !!!

Che ne dite? Domani posterò anche le foto di ogni premio preso singolarmente ma ecco qui una foto corale! Come potete vedere ci sarà un anello ‘La Ragazza del Treno’ (realizzato a mano, in carta); un paio di orecchini ‘Harry Potter e la pietra filosofale’ (realizzati a mano in fimo e carta); un portachiavi sia per ‘La Straniera’ (in fimo e carta) sia per ‘Io prima di te’ (in carta); un braccialetto della serie ‘Hunger Games’ e un phonestrap (o portachiavi, a seconda dell’uso) per ‘Guardami, toccami, stringimi’ (in carta).

Fatevi sentire e … #StayTuned!

Conto su di voi per una mega e fantastica festa!

Ricordatevi … Domani si parte!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

ROAD TO … NEXT #GIVEAWAY! #PART6

Eccoci!

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Questo è l’ultimo appuntamento del #RoadTo verso il #Giveaway che vi attende … #SOON!

Allora, siete pronti?

Ricapitoliamo brevemente … Nei prossimi giorni partirà un evento (molto probabilmente su Facebook) in cui chi parteciperà e seguirà le istruzioni (niente di complicato, state tranquilli) potrebbe essere tra i fortunati estratti ad aggiudicarsi dei piccoli e graziosissimi oggetti basati sui libri che voi avete votato in precedenza.

Cinque sono già noti … Si tratta di:

  • Io Prima di Te – Jojo Moyes
  • Hunger Games – Suzanne Collins
  • La Ragazza del Treno – Paula Hawkins
  • Guardami, Toccami, Stringimi – Tiffany Reisz
  • Harry Potter e la Pietra Filosofale – J.K. Rowling

Manca ormai solo il vincitore del sondaggio, il primo classificato …

Devo ammettere che, questo romanzo ha completamente sbancato! Davvero! I voti erano tre volte quelli del secondo …

Qualcuno qui avrà già capito e io sono elettrizzata a confermarvi che l’ultimo romanzo che entra tra i libri che faranno da spunto per i premi del primo #Giveaway organizzato interamente dal blog è …

#RulloDiTamburi …

thor-copia-2La Straniera Outlander di Diana Gabaldon!

Per quei pochi che non conoscono il libro e che non seguono la fantastica serie tv realizzata da Starz e che vede Caitriona Balfe e Sam Heughan nei panni dei protagonisti Claire e Jamie, ecco qui di seguito la trama e qualche infos in più …

TRAMA: L’anno è il 1945. Claire Randall, un’infermiera militare, si riunisce al marito alla fine della guerra in una sorta di seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi. Durante una passeggiata, la giovane donna attraversa uno dei cerchi di pietre antiche che si trovano da quelle parti. All’improvviso si trova proiettata indietro nel tempo, di colpo straniera in una Scozia dilaniata dalla guerra e dai conflitti tra i clan… nell’anno del Signore 1743. Catapultata nel passato da forze che non capisce, Claire viene coinvolta in intrighi e pericoli che mettono a rischio la sua stessa vita e il suo cuore. L’incontro con il giovane e affascinante cavaliere scozzese James Fraser la costringe a una scelta radicale tra due uomini e due vite, in epoche così diverse tra loro.

AUTRICE: 

Diana J. Gabaldon è nata l’11 gennaio 1952, in Arizona (Stati Uniti d’America). Suo padre, Tony Gabaldon (1931-1998), era un senatore dello Stato dell’Arizona originario di Flagstaff, dove la Gabaldon è cresciuta, mentre la famiglia di sua madre era originaria dello Yorkshire (Inghilterra). Ha conseguito una laurea in zoologia alla Northern Arizona University nel 1973, un master in biologia marina presso l’Università della California di San Diego, più precisamente allo Scripps Institution of Oceanography, nel 1975, e un Ph.D. in ecologia ancora alla Northern Arizona University nel 1978. Dalla stessa università, ha ricevuto inoltre una laurea honoris causa in scienze umanistiche nel 2007. Assistente professoressa a tempo pieno presso il centro per gli studi ambientali dell’Università statale dell’Arizona nel 1980, si è dedicata alla ricerca, è stata un’esperta di analisi numerica e di database, e ha tenuto corsi universitari di anatomia e altre materie, fondando la rivista scientifica Science Quarterly Software. Nella metà degli anni ’80, la Gabaldon ha scritto articoli e recensioni per riviste informatiche a livello nazionale, come Byte, PC Magazine e InfoWorld. Vive a Scottsdale (Arizona) con il marito, Doug Watkins. La coppia ha tre figli adulti: Laura, Samuel e Jennifer. Dopo la pubblicazione del suo primo libro, si è dimessa dalla sua posizione all’Arizona State University per diventare scrittrice a tempo pieno.

Siete carichi dunque?

Abbiamo tutti e sei i fortunati vincitori!

Ora non vi resta che rimanere sintonizzati e pronti a spolliciare quando partirà il #Giveaway!

N.B. Tutti i premi verranno estratti a random ad eccezione di uno: questo verrà assegnato al ‘seguace’ più fedele del blog, colui/colei che commenta/visita più spesso il blog. Solo questo fedelissimo potrà scegliere il gadget che preferisce! Gli altri verranno estratti a random e, nel farlo, seguirò l’ordine di estrazione in base alla posizione che il libro di riferimento ha raggiunto nel sondaggio (per intenderci, il primo estratto vincerà il 6° classificato; il secondo, il 5° e così via …).

#StayTuned

#SOON

#GIVEAWAY

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

 

Gli Intoccabili – The Untouchables #1

Inauguro oggi, 15 Novembre 2016, una rubrica a cui tengo particolarmente: Gli Intoccabili!

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Sì, avete capito bene, The Untouchables, proprio come il film del 1987 diretto da Brian De Palma.

Di cosa parlerà questa iniziativa? Beh … Di tutti quei personaggi tratti da libri o film,di quegli artisti che, per un motivo o per un altro, sono diventati, per me, per voi, quasi delle persone a tutto tondo.

A cadenza mensile ci sarà quindi questo piccolo spazio per dar vita e rispolverare protagonisti indimenticabili, unici, veri.

Ovviamente, dato il contenuto, non può essere una rubrica senza spoiler: sarebbe impossibile rendere giustizia a personaggi tali, censurando dei lati, tacendone dei dettagli. Quindi … Io vi ho avvisati: se non volete sapere nulla di coloro di cui si parlerà, evitate di leggere gli articoli.

#PeaceAndLove


Ma è finalmente giunto il momento e … Chi sarà il primo #Intoccabile?

Vi confesso, la mia è una scelta assolutamente non casuale così come la data di oggi.

Quindi …

Rullo di tamburi …

15 Novembre 2016 …

Buon Compleanno, Ian James Fitzgibbons Fraser Murray.

264 anni e non sentirli!

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Gli occhi … non avevano un colore unico, ma molti: i colori dell’autunno, della terra scura e bagnata, delle foglie di quercia crepitanti, del tocco del sole che tramontava sull’erba secca.

Molti di voi si chiederanno chi è costui, perché ho scelto di partire proprio da lui, la ragione che lo eleva al primo posto su tutti gli altri personaggi di carta o pellicola.

Procediamo per gradi.

Ian è un’invenzione, assolutamente riuscita a mio parere, della cara zia Gabby (per gli estranei, Diana Gabaldon); è presente nella serie, che ormai conta 8 libri (15, se ci basiamo su quelli editi in Italia dalla casa editrice Corbaccio), nota ai più come La Straniera o Outlander.

Ian è un personaggio unico, il cui percorso si apre agli occhi del lettore nella sua interezza, in modo struggente e completo.

La sua prima apparizione avviene ne Il Cerchio di Pietre (Voyager) e sin dal suo primo vagito ogni lettore dotato di sensibilità e un minimo di preveggenza sa che questo fagotto darà un sacco di soddisfazioni.

«Oh, è un maschietto, eh?» Con mani esperte da anni di pratica da zio, sollevò il pacchettino e se lo strinse al petto, scostando il lembo di coperta che gli nascondeva il viso.

Teneva gli occhi ben chiusi, le ciglia invisibili nella profonda piega delle palpebre. Queste, tuttavia, erano decisamente ad angolo rispetto alle lisce e rosee rotondità delle guance, una promessa – almeno riguardo a questo particolare tratto del volto – di somiglianza con la madre.

[…] «Lo chiamerò Ian, come il suo Papà». La mano di Jenny si soffermò per un istante sul cranio ricoperto da una leggera peluria castano dorata. Jamie scorse un visibile pulsare nel punto morbido in cima alla testolina; gli sembrò orribilmente fragile, ma siccome la levatrice gli aveva assicurato che si trattava proprio di un bel maschietto vigoroso immaginò di doverle credere sulla parola. Mosso da un oscuro impulso di proteggere la morbida fontanella, prese di nuovo in braccio il bebè e gli ricoprì la testa con la coperta.

Per gli appassionati della saga, per chi conosce la storia di Jamie e Claire fino a questo punto, risulta facile comprendere, sin da questo primo capitolo in cui Ian fa la sua apparizione, come il suo rapporto con lo zio, l’amatissimo James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser, sarà assolutamente unico.

Ed è questa la grandezza di questo personaggio: il saper creare legami e relazioni con tutti gli altri componenti del clan, mantenendo tuttavia sempre la sua ben delineata identità.

Innanzitutto, il suo nome completo fa comprendere sin da subito quanto egli sia il risultato di più personalità fuse insieme, in un incastro davvero meraviglioso: Ian (come suo padre, colui che gli ha dato i tratti fisici dei Murray); James (come suo zio, che lo crescerà proprio come un padre segue un figlio, formandone il carattere, rendendolo più simile a se stesso di quanto i suoi figli di sangue potranno mai essere); Fitzgibbons (come quel Murtagh, quell’uomo d’onore morto sul campo di Culloden per la libertà del popolo scozzese e per Jamie, da cui Ian prende il senso d’attaccamento alla famiglia, la vocazione al sacrificio).

Il suo percorso di crescita è reso dalla Gabaldon in un modo assolutamente ben dosato e che permette al lettore di conoscerlo bambino, ragazzo e poi uomo, attraverso lo scorrere delle pagine e dei capitoli.

La porta si aprì lentamente e, dopo una lunga pausa, una testa fece capolino in maniera molto simile a una lumaca che emerge dal suo guscio dopo una grandinata.

Era sormontata da una zazzera di capelli talmente folti da formare una specie di tettoia sopra un paio di grosse orecchie. Il viso al di sotto era lungo e ossuto, e simpaticamente bruttino, a parte un paio di bellissimi occhi castani, dolci, enormi come quelli di un cervo, che si soffermarono su di me con un’espressione di interesse misto a esitazione.

[…] Mi parve vagamente famigliare, pur essendo sicura di non averlo mai visto prima. […] «E tu chi sei?» […]

«Ian Murray».

Il giovane Ian è un personaggio dai tratti unici che si innalza in mezzo all’accozzaglia, talvolta eccessiva, che popola le pagine di questa saga.

Purtroppo, il mio spazio è poco: non posso raccontarvi qui ogni virgola, ogni dettaglio, ogni fiato, ogni emozione che questo ragazzo, cresciuto in fretta, mi ha dato nel corso dei mesi che ho impiegato a leggere il ciclo di romanzi di cui fa parte. Ma alcune tappe sono essenziali per capire a pieno la sua peculiarità.

Attraverso Ian il lettore sente, in modo tangibile, come il legame di sangue sia sì importante ma non essenziale: prendiamo, ad esempio, lui e Fergus. Non potrebbero esserci due persone più diverse ma sin da subito appare chiaro come uno smussi gli angoli del carattere dell’altro e come siano più fratelli loro di molti altri che condividono dna e altre bazzecole scientifiche.

Un rapporto di amicizia, simbiotico, a tratti quasi inestricabile, è poi quello con Rollo, il gigantesco cane che appare per la prima volta in Tamburi d’Autunno.

«Da questa parte, Zio Jamie. […] Ho una cosa da mostrarti». […]

«Che cos’è? […] E come hai fatto a procurartela, di qualsiasi cosa si tratti? Non hai mica denaro con te, vero?»

«No, l’ho vinta a dadi» […].

«A dadi! Ian, sant’iddio, non puoi giocare d’azzardo se non hai con te nemmeno il becco di un quattrino!»

«Tu lo fai continuamente, Zio Jamie […].»

«Accidenti, Ian, si trattava di carte, non di dadi! E poi io so cavarmela!»

«Anch’io […] Ho vinto, no?» […] Ian non ci prestava attenzione; giunto davanti a un paletto mezzo marcio giro verso di noi, indicando un oggetto ai suoi piedi.

«Vedete? È un cane», annunciò orgoglioso.

Da questi brevi estratti anche chi non ha mai letto questi romanzi può ben capire come Ian sia una presenza assolutamente positiva e ironica, con un senso dell’umorismo devastante e, il più delle volte, inconsapevole.

Ma quello che più resta nel cuore è la sua doppia anima: famiglia, sacrificio, onore per due modi di vivere opposti. Da un lato, Ian mantiene e manterrà sempre un legame con la sua vera patria, con la Scozia (sfido chiunque di voi a non piangere e immaginare per notti intere il suono di quel «Ricorda» detto con voce strozzata e appena udibile da Jamie in Passione Oltre Il Tempo: un ultimo appiglio per tenere il nipote legato alle Highlands e alle loro tradizioni). Dall’altro la cultura mohawk, che ben traspare attraverso i suoi silenzi, le sue ruvidezze, il suo aspetto fisico, i suoi giorni trascorsi lontano da tutti e da tutto, come un vero Fratello del Lupo deve fare.

In conclusione, avrei ancora un sacco di cose da dire su Ian e sul personaggio di questa testa calda dagli occhi color del bosco e dell’autunno, ma mi fermo qui.

Non voglio tediarvi oltre il limite consentito e poi, chissà, potrei sempre realizzare un altro articolo su di lui, in seguito. Della serie: conosciamo Ian Fraser Murray 2.0.

Resta un fatto: Ian rimarrà sempre il personaggio che più ho amato in questi libri. E non importa se, al momento, il tizio che hanno scelto per interpretarlo nella mia amata serie tv (con Caitriona Balfe e Sam Heughan nel ruolo di Claire e Jamie) mi paia poco all’altezza e assolutamente inadatto per gli sviluppi. Lui rimarrà sempre nella mia mente come l’ho immaginato leggendo: un Brenton Thwaites giovane e selvaggio, indigeno quasi. Per me quella è la sua faccia.

#SorryNotSorryJohnnyBell. Per me per ora resti un immenso NO.

#ProntaARincredermi

Alla prossima! Spero che questa rubrica vi sia piaciuta! See You soon 🙂

Rachel

© Rachel Sandman