Sacred Heart di Liz Suburbia – Segnalazione

Buonasera!

Esce oggi, grazie alla Eris Edizioni, un nuovissimo fumetto firmato da una delle nuove e più promettenti voci del fumetto indipendente degli States, Liz Suburbia. Si tratta di Sacred Heart, una delle nuove pietre miliari del coming of age a fumetti.

Scorrete questo post se volete scoprire qualche infos in più ed immergervi in un mondo davvero unico e particolarissimo, targato Eris Edizioni.
Buona lettura!


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Titolo: Sacred Heart
Autore: Liz Suburbia
Traduttore:  Fay R. Ledvinka
Prezzo: € 13,66 (Ebook) – € 17,94 (Cartaceo)
Data d’uscita: 11 Settembre 2017
Editore: Eris Edizioni

Il nuovo coming of age secondo Liz Suburbia: punk, atmosfere inquietanti e il realismo magico dei fratelli Hernandez

Ad Alexandria non ci sono adulti. Se ne sono andati e non sono ancora tornati. Così Ben, sua sorella Empathy e i loro amici si trascinano giorno dopo giorno nella più totale assenza di autorità. Ma se le loro notti esplodono al ritmo dei concerti punk rock della band locale, l’atmosfera in cui vivono si fa sempre più pesante: degli studenti della loro scuola vengono trovati misteriosamente uccisi uno alla volta, senza che nessuno possa farci niente. Quella di Liz Suburbia non è un semplice graphic novel sull’adolescenza, nella sua narrazione c’è molto di più: Sacred Heart affronta le demarcazione tra fede e religione, tra sesso e amore, tra infanzia ed età adulta. L’autrice esplora l’alienazione, le questioni di genere, la sessualità, gli eventi traumatici, la voglia di rivincita e la rabbia di chi non può che vivere la situazione assurda in cui si trova in solitudine, con una colonna sonora punk e il realismo magico dei fratelli Hernandez di Love and Rockets a cui la critica statunitense l’ha subito paragonata.

Infos sull’autore: Liz suburbia vive in Virginia con i suoi due cani e il suo affascinante ragazzo. La maggior parte dei suoi fumetti parla di cani e di punk. I suoi progetti e il suo lavoro si possono seguire sul suo sito lizsuburbia. com. Apparso inizialmente a puntate sul suo sito, Sacred heart è il suo primo graphic novel ed è stato pubblicato nel 2015 da Fantagraphics Books Inc. Sacred heart nel 2016 ha ricevuto l’importante riconoscimento dell’Alex Award ed è stato inserito nella lista dei dieci graphic novel “di grande interesse per gli adolescenti” stilata dalla Young Adult Library Services Association.

Infos sull’editore: Eris nasce a Torino dal bisogno di un gruppo di amici di essere motore e ricettacolo di una cultura condivisa, slegata dal concetto industriale di libro solo come prodotto e mai come opera. Una cultura condivisa libera di circolare: non ci accontentiamo degli slogan sui liberi saperi, vogliamo una cultura che viene da tutti e viene restituita a tutti tramite la voce di chi si sceglie autore e crea minuscoli tasselli che ci raccontano il mondo, appartenendo a questo. Vogliamo dare corpo e distribuire opere, non probabili successi economici, senza basare le nostre scelte sull’importanza di un autore ma solo sulla bontà della sua opera, con un occhio di riguardo a chi è esordiente e che ha diritto di essere scelto per quello che fa e non per quanto in libreria potrebbe fruttare.


Che ne pensate di questo fumetto? E, cosa ancora più importante: siete lettori di fumetti? Qual è l’ultimo che avete letto? Conoscevate già questa autrice?
Fatemi sapere e commentate!

#GoodLuckEris! #GoodLuckLiz!

Rachel

© Rachel Sandman
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Ritratto di dama di Giorgia Penzo – Segnalazione

Buonasera!

Oggi è con immenso piacere che vi segnalo un romanzo completamente made in Italy, edito da CartaCanta che potrete trovare, in questi giorni, presso lo stand della Casa Editrice a #TempoDiLibri. Si tratta del romanzo di Giorgia Penzo dal titolo Ritratto di dama.

Qui di seguito trovate tutte le infos, la trama e la cover.

Buona lettura!


1Titolo: Ritratto di dama

Autore: Giorgia Penzo

Data d’uscita: Marzo 2017

Prezzo: € 13,00

Link d’acquisto: Amazon

Editore: CartaCanta

Trama: Parigi, notte di San Lorenzo. Seduta su una panchina di fronte alla cattedrale di Notre Dame, una misteriosa ragazza ha tutta l’aria di aspettare qualcuno. Uno studente di storia dell’arte – Guillaume – la nota da lontano, apparentemente per caso. Appena incrocia il suo sguardo ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci, quadro a cui è molto legato. Sono estranei eppure non si comportano come tali. La complicità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, come se avessero vissuto mille vite insieme da qualche parte nel tempo ma nessuno dei due ne conservasse la memoria. Comincia così – quasi per gioco – la loro passeggiata attraverso la Ville Lumiere, mentre le stelle cadenti rigano il cielo. Dal cimitero di Père-Lachaise fino al cortile del Louvre – passando per gli Champs Elysées, dai giardini delle Tuileries e da un bistrot dove tutto pare essersi fermato alla Belle Époque – i due discutono di ciò di cui è fatta la vita: libri, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore. Quello di cui la ragazza non parla è il segreto che custodisce da sempre, in bilico tra il reale e l’impossibile. Chi è lei veramente? Troverà il coraggio di aprire il suo cuore a Guillaume e sfidare il destino?

L’alba incombe, la scelta è vicina. Poi niente sarà più come prima.

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Estratto 
[…]
Quando si ritrovò a delineare le iridi, il polso del giovane vacillò. «Lasciamo perdere. È inutile.» Strappò il foglio dal blocco lanciandolo con rabbia dietro le spalle. «Non capisco perché spreco ancora tempo a fuggire.» Indietreggiò da Pélagie fino a sfiorare la parete di stucco veneziano. «Le mie dita vogliono ritrarre lei e nessun’altra.» Strisciò la schiena contro il muro toccando terra con lo sguardo imbrigliato a quello preoccupato della ragazza. «Io voglio lei. E nessun’altra.»
Quasi si accasciò. Affondò il viso tra le mani sporche e a nulla valsero i tentativi di Pélagie d’attirare la sua attenzione. Il nero si amalgamò alle perle di sudore nascoste dietro i riccioli scuri. Sembrava un minatore stremato dall’ennesimo giorno nella cava; un uomo abituato a scavare nell’oscurità, intenzionato a trovare la vena di minerale ma destinato ad accontentarsi dei sassi.
Pélagie si rannicchiò al suo fianco come un ragnetto stanco di tessere la tela. Lo strinse a sé, senza trarne disagio, e il nero sulla tempia di lui si trasferì alla spalla diafana di lei. Erano strani insieme, mal assortiti quanto un bocciolo di vaniglia sopra una torta di pepe.
«Io sono qui» pigolò. «Puoi baciarmi, toccarmi, prendermi, lasciarmi. E continuerò a essere qui. Perché ti ostini a non vedermi?»
Lo sguardo del ragazzo era perso da qualche parte sul pavimento. «Sono suo, Pélagie» replicò calmo. «Te l’ho già spiegato. Perché ti ostini tu a non ascoltarmi?»
[…]
La modella si scostò da lui con violenza. «Cosa manca a me che viceversa la tua damina possiede, eh?» Con uno scatto d’impeto scagliò il mozzicone sul pavimento e lo spense col tallone, furiosa. «La ami sul serio?»
«Sul serio.»
Un brontolio isterico le massaggiò le gengive. «Sei uno stupido. Perché perseveri nell’amare un’idea?»
«Dicono che l’amore trascenda lo spazio, il tempo e addirittura la realtà. È lui a scegliere noi, non il contrario.»
«Ma per quale maledetta ragione proprio lei?»
«Non lo so. Forse per nessuna, e per tutte quelle che l’universo può contenere. Oppure per lo stesso motivo per cui respiro» ammise, disarmato. «Posso trattenermi dal non farlo, ma dopo poco il mio organismo comincia ad avere bisogno d’ossigeno. Nonostante combatta e tenga duro ogni volta un secondo di più, alla fine non posso fare a meno di riempirmi i polmoni. È naturale. Allo stesso modo mi viene naturale amarla e quando provo a lasciarla andare, la mia anima soffoca.»
«Tu sogni, amico mio. Parli come se un giorno potessi incontrarla al mercato, nemmeno fosse una donna qualunque. Come se potessi incrociarla per caso tra la folla durante una delle tue passeggiate notturne.»
«Lei è da qualche parte…»
«È al Louvre!» La modella divampò alla stessa maniera del suo ritratto. Poi si spense piano mentre la gola riassorbiva l’urto della voce tagliente. «E per quanto tu possa aver perso la testa per lei, non ti ricambierà mai. Non può. Fattene una ragione.»
«Non ci riesco.» Il ragazzo lanciò lo sguardo oltre il lucernario alla ricerca di un segno rintanato nell’azzurro, ma il cielo era pulito e senza auspici. Non trovò nulla di più in quel colore che gli interni della mansarda o le iridi di Pélagie gli avessero già svelato.

Autore: 

Giorgia è nata a Reggio Emilia, dove vive tuttora.
Ama il cinema (dove va almeno una volta a settimana), i giochi di ruolo (avete presente Vampire: The Masquerade e D&D?), la mitologia, l’Art Nouveau, divorare biografie di personaggi storici femminili e scappare a Parigi alla prima occasione. È una ragazza nerd nata nel posto sbagliato, nell’epoca sbagliata e laureata alla facoltà sbagliata. Scrivere è la sua più grande passione.

Che ne dite? Cosa ne pensate di questo libro? E di questa storia ambientata nella capitale francese, la città dell’amore per eccellenza?

Lasciate un commento!
Fatemi conoscere la vostra opinione e … #GoodLuckGiorgia!
Rachel
© Rachel Sandman

8 Marzo – Women’s Day #2

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Eccoci arrivati al secondo appuntamento in questa giornata in cui celebriamo la donna!

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Per tutte le infos … Rimando al primo post odierno. Ma ora, sotto a chi tocca. La domanda è sempre la stessa …

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Ecco altre risposte … Scritte proprio da alcune delle penne della letteratura contemporanea.


Essere una donna è bello a prescindere, a parte quella volta al mese in cui odiamo tutto e tutti. Comunque mi piace essere un’autrice (ci provo più che altro a esserlo) in questo mondo libresco. Non è facile, sia chiaro, ma le cose semplici non danno lo stesso appagamento. Comunque è magnifico vedere quanto le donne o ragazze oggi leggano: io amo davvero leggere, anche se non è la mia sola passione, ma confermo che mi piace far parte di questo mondo.

[Jenny Anastan, autrice di Resta con meCantami d’amoreReality LoveLove Me e Se il nostro amore non basta]


Ora come ora faccio ancora un po’ di fatica a definirmi una scrittrice e di sicuro non lo sbandiero ai quattro venti, perché sto vivendo questa nuova esperienza quasi come in un sogno e ho paura che lo scetticismo delle persone che non condividono la passione per i libri possa risvegliarmi bruscamente. In questi ultimi mesi, da quando ho pubblicato e cominciato a frequentare i gruppi letterari, ho scoperto un universo in larga parte femminile che, come nella vita reale, è costellato di donne squisite con le quali è un vero piacere conversare di libri e di tutto il resto ed altre che, diciamo così, sgomitano a più non posso per raggiungere il loro obiettivo …

[Lisa Arsani, autrice di Melagrana e cocci di bottiglia]


Rappresentare le donne in una favola nel 2017 non è semplice, per lo meno nei contesti che ho scelto di descrivere finora. Amo sperimentare, sia nei generi che nelle ambientazioni, e cerco di evitare i cliché per raccontare delle storie non convenzionali, con donne dominanti o relazioni non volute o contrastate. Tuttavia, mi sono resa conto che, alla fine di tutto, il messaggio che trasmetto è sempre coerente con i miei valori di base, che (senza alcun legame con credenze religiose) sono fortemente legati alla famiglia, alla maternità e alle relazioni durevoli. È strano. Anche ora che lo sto scrivendo, ho la sensazione di dirlo come se dovessi giustificarmi. Forse perché questi valori, per me, vincono su libertà e indipendenza. Per me, insomma, la coppia vince rispetto al singolo, l’impegno vince sull’autonomia, e questo non è propriamente un’idea femminista. È complesso raccontare storie che parlino alle donne quando le donne a volte negano se stesse, la propria femminilità, e si sentono in colpa quando provano emozioni che la società relega a bisogni secondari, sottostimati, o addirittura arcaici. Credo che dovremmo smetterla di giudicarci l’una con l’altra. Credo che ogni donna sappia cos’è giusto e cosa sbagliato, e che non dovrebbe sentirsi in colpa per avere fantasie perverse. Neppure per il fatto di realizzarle, direi. E credo che non dovrebbe sentirsi in colpa per non provare alcuna fantasia perversa, e per desiderare invece qualcosa di ordinario, ma al giorno d’oggi così speciale: un uomo che la ami, dei figli, un rapporto che duri tutta la vita. Credo che sia giusto lottare per avere le stesse opportunità degli uomini, ma avere l’opportunità non ci deve rendere schiave di un modello da ricalcare. E credo che non sia nostro compito entrare in competizione con gli uomini e renderli inermi. Non sono nostri nemici, non la voglio una società senza uomini. Perché non funzionerebbe stare senza di loro, non ci serve emanciparci da loro così tanto da farne senza. Gli uomini servono a noi almeno quanto noi serviamo a loro. Dobbiamo accettare questa dipendenza e questa vulnerabilità senza negarla, perché è reciproca, ed è ciò che dà significato alla nostra vita. Come esseri umani.

[Aina Sensi, autrice di L’ultima primavera di Kore]


Cosa significa essere donna e scrittrice nel 2017? Per me è la massima espressione di me stessa e della mia femminilità, femminilità che nella vita di tutti i giorni rimane ancora un po’ nascosta. Sì perché essere donna vuol dire anche essere consapevoli della propria femminilità, senza necessariamente emulare (il bello e il brutto) dagli uomini. La mia femminilità e la mia consapevolezza come donna si esprime soprattutto attraverso la scrittura. Perché essere donna nel 2017 significa ancora oggi “emancipazione”, “libertà di pensiero”, e io mi sento completamente libera di esprimermi solo attraverso i miei romanzi e con uno pseudonimo. Non perché scrivo erotici, non lo sono, ma perché parlano di me e delle mie introspezioni, parlano di una donna del ventunesimo secolo “con tutte le sue sfumature, la sua immaginazione, le sue insicurezze, la sua forza, la sua fragilità, le sue contraddizioni, ma completamente se stessa”, come direbbe uno dei personaggi dei miei romanzi. E se nella vita di tutti i giorni forse non sono ancora riuscita a trovare il giusto equilibrio tra essere ME ed essere parte del resto del mondo, attraverso la scrittura, le mie eroine, le mie storie di donne, sulle donne e per le donne, mi sento completamente “donna”. Forse un giorno troverò il modo di sentirmi “donna”, senza paure né insicurezze, anche camminando per strada, anche sostenendo una semplice conversazione, senza abbassare più lo sguardo, senza dover sorridere per forza. Quando avrò raggiunto questo vorrà dire che la mia scrittura mi sarà stata davvero d’aiuto.

[Elle Eloise, autrice di Apri gli occhi e comincia ad amare Tu che colori la mia ombra]


Vivere il mondo letterario oggi, nel 2017 è sicuramente diverso rispetto a qualche tempo fa. Per uno scrittore è indubbiamente più semplice condividere le proprie idee e farsi conoscere attraverso i social, al contempo però a volte questo contesto può farti sentire un po’ smarrito, ma quando questo accade bisogna ricordarsi che ciò che rende speciale il mestiere dello scrittore è la magia. La magia del raccontare, di regalare i propri pensieri, le proprie parole e parte del proprio cuore al lettore. È questo che fa sentire vivo chi scrive, sapere di poter essere sempre in qualche altro luogo, scappando via dalla realtà, raccontando le proprie storie,  mescolando cuore, mente e idee a ciò che si scrive, divenendone parte integrante della storia attraverso gli occhi di quei personaggi che s’impossessano del tuo sonno, delle tue ore libere, del tuo tempo. Scrivere è perdersi per poi ritrovarsi. Scrivere è come partire per un viaggio, con uno zaino in spalla e l’anima pronta a riempirsi di emozione.

[Benedetta Cipriano, autrice di Lacrime in collisione e Torn away from you]


A presto con il terzo post in cui saranno raccolte le idee, i pensieri e le riflessioni di altre DONNE librose.

#StayTuned

Rachel

© Rachel Sandman

La Terapia di Sebastian Fitzek – RECENSIONE

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TITOLO: La Terapia (Die Therapie)

AUTORE: Sebastian Fitzek

USCITA: Luglio 2007

PREZZO: € 14,50 (Cartaceo)

EDITORE: Rizzoli


TRAMA: Viktor Larenz è un ricco e brillante psichiatra di Berlino, reso celebre dalle sue frequenti apparizioni televisive. La sua vita però va improvvisamente in frantumi quando la figlia dodicenne Josy, affetta da una malattia sconosciuta, scompare senza lasciare traccia durante una visita nello studio del dottore che l’ha in cura. Viktor la cerca ovunque senza mai rassegnarsi, sacrificando la carriera e il matrimonio. Quattro anni dopo, mentre si trova bloccato su un’isola a causa di una tempesta, l’uomo riceve la visita di un’enigmatica e inquietante scrittrice di libri per l’infanzia, Anna Spiegel. La donna vuole assolutamente entrare in terapia con lui perché in qualche modo è perseguitata dai suoi personaggi, che hanno la capacità di diventare reali. Uno di essi, in particolare, somiglia in modo impressionante a Josy: si tratta di Charlotte, la protagonista del suo ultimo romanzo, che ha gli stessi sintomi della piccola e deve sfuggire a un’identica minaccia. Ma chi è davvero Anna Spiegel? Le sue allucinazioni sono il semplice frutto di una mente schizofrenica o nascondono indizi che potranno aiutare Viktor a risolvere il mistero della scomparsa della sua bambina? “La terapia”, opera che ha rivelato Fitzek, è lo psychothriller che ha dato origine a un nuovo genere letterario, conquistando milioni di lettori.


RECENSIONE: Come ormai tutti saprete, non sono una gran lettrice di thriller e il mio ultimo incontro col genere, con un libro tanto acclamato, forse anche troppo, come La Ragazza del Treno di Paula Hawkins (la mia recensione QUI), mi aveva lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

Su consiglio di un amico quindi (tra parentesi, grazie Daniele per avermi fatto scoprire questo libro!), mi sono gettata in questo romanzo che è un vero e proprio thriller psicologico e che mi ha fatto finalmente comprendere la grandezza e il potenziale del genere.

La Terapia di Sebastian Fitzek è un libro che ti prende e ti travolge, in un turbinio di enigmi, di irrisolti, di angosce.

Un consiglio: non leggetelo di sera! Per carità! Né, tanto meno, prima di andare a dormire: che sia il sonno profondo della notte o il classico riposino pomeridiano sul divano. Leggete altro, perché non si sa mai! Io vi ho avvisati.

Ovviamente, non stiamo parlando di un libro leggero o un romanzo rosa, quindi tutto ciò che l’autore scrive è ricco di inganni e di aspetti lasciati in penombra.

Ho adorato e allo stesso tempo odiato i tagli che concludono i vari capitoli: ogni volta, il lettore viene infatti lasciato lì, in sospeso, con un quesito non espresso, una presenza abbandonata nel buio, un’indagine spezzata sul nascere.

I salti temporali, inoltre, aiutano ancora di più a creare quell’atmosfera di caos e di irrequietezza che permea in tutta la durata della storia e che detta il ritmo della narrazione.

Ho amato immensamente questo libro perché è finalmente un thriller come si deve: ingarbugliato il giusto, con suspense e scene troncate di netto che sembrano nascondere un tesoro che nessuno è in grado di scovare, con personaggi caratterizzati nonostante il loro incessante apparire e scomparire.

Mi è piaciuto anche il fatto che non ho capito nulla, assolutamente nulla, fino alla fine! E, devo confessare, anche allora ho avuto bisogno di qualche secondo per recuperare tutti i fili che si erano sciolti davanti a me e fare il punto della situazione.

Per concludere, le ultime cinquanta pagine tolgono letteralmente il fiato, e non scherzo. Tutto diventa il contrario di tutto e ogni volta che il lettore sembra giungere alla conclusione, ecco che si fanno passi indietro e il castello che si era appena costruito cade irrimediabilmente, sostituito da un altro ancora più complesso e strutturato. Sino all’ultima pagina, insomma, non si arriva allo scioglimento completo della vicenda, e allora lo shock è assolutamente improvviso e inevitabile.

Pertanto, se volete un thriller che vi faccia scervellare per tutta la durata della storia e che vi prenda, in un abisso di punti interrogativi e psicosi, leggete questo libro. Se volete immergervi in una narrazione che vi sorprenda e vi tenga col fiato sospeso, in attesa del colpo di scena che, vi assicuro, è sempre dietro l’angolo, La Terapia di Sebastian Fitzek è il romanzo che fa per voi.

Rachel

© Rachel Sandman