BlogTour – Il principe prigioniero di C.S. Pacat – Cover Reveal

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Buongiorno!

Allora … Oggi, è con immenso piacere che il mio blog ospita la prima tappa di un blogtour  d’eccezione che ruota attorno ad una prossima uscita di casa Triskell.

Sto parlando di Il principe prigioniero di C.S. Pacat.

Il BT seguirà il seguente calendario (che vi invito a segnarvi, per non perdervi nemmeno una tappa):

Quindi … Detto ciò … Finalmente è arrivato il momento di svelarvi la cover: compito che mi è stato assegnato e che sono davvero contenta di poter svolgere qui, sul blog. Pronti?


Titolo: Il principe prigioniero

Autore: C.S. Pacat

Data d’uscita: 30 Giugno 2017

Editore: Triskell Edizioni

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Ed eccola qui: una cover devo dire molto originale, per nulla scontata e che rivela poco, pochissimo anzi di quello che sarà il contenuto e le emozioni racchiuse in questo romanzo.
Romanzo che, se già da questa prima tappa sembra rientrare nei vostri canoni di lettura e pare intrigarvi, potrete aggiudicarvi partecipando ad un 
GIVEAWAY organizzato dalla casa editrice Triskell Edizioni e che prevede alcune semplici regole:

  1. Mettere mi piace alla pagina Triskell Edizioni -> https://www.facebook.com/TriskellEdizioni;
  2. Condividere l’evento sul vostro profilo (link evento), facendo attenzione che la privacy sia impostata come “pubblica”;
  3. Lasciare un commento all’evento che conferma la partecipazione e aggiungere il link della condivisione.

A ciascun partecipante che posterà nell’evento rispettando le regole scritte sopra sarà assegnato un numero e l’estrazione del vincitore avverrà tramite il sito random.org.
Il nome verrà annunciato il 29 Giugno sul blog Sale e Pepe. Il vincitore potrà richiedere la copia omaggio scrivendo a promozione@triskelledizioni.it specificando il formato preferito (mobi, epub, PDF).

Non mi resta che augurarvi #GoodLuck, come mio solito, e invitarvi a seguire tutte le tappe di questo BT che, piano piano, vi svelerà aspetti inediti di questo romanzo che sarà dispinibile a partire dal 30 Giugno 2017!

Rachel

© Rachel Sandman
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POST-IT D’AUTORE #9

Buonasera!

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Oggi torna l’appuntamento con l’entusiasmante rubrica in collaborazione con altre amiche blogger che, impegni permettendo, avrà cadenza settimanale e ritroverete sempre qui ogni giovedì (ora più, ora meno).

L’iniziativa, come già saprete, parte da Diario di un sogno e vede la collaborazione di Leggendo RomanceLeggere In SilenzioIl blog delle lettrici compulsive e Voglio essere sommersa dai libri (tutti angoli del web adorabili che vi invito a visitare).

Ma ora veniamo a noi … Quali sono le mie citazioni della settimana? Quali sono i miei post-it? Curiosi? Non vi resta che scorrere e leggere qui di seguito.

Allora … Questa settimana ho scelto delle citazioni che appartengono ad alcuni romanzi che sto leggendo (ebbene sì, avete capito bene, sto leggendo più libri contemporaneamente).

Ma andiamo con ordine …

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Sto leggendo questo romanzo della Garzanti per un progetto in collaborazione con Mondadori Bookstore (blog attualmente in fase di rodaggio che, se volete, può già essere visitato e in cui, vista la mia presenza anche lì, vi invito ad iscrivervi per non perdervi nulla, nemmeno uno scatto). È una lettura davvero entusiasmante e di cui, presto, vi parlerò proprio in questo nuovo blog (#StayTuned).

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Questo romanzo invece, edito da Newton Compton Editori, è l’ultimo uscito dalla scuderia Matson qui in Italia ed è stato l’oggetto della Playlist realizzata dalla sottoscritta proprio in occasione del BlogTour relativo a questa storia.

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In conclusione … Vi regalo una chicca in anteprima (sono brava, vero?). Si tratta di un breve assaggio dell’ultimo romanzo di Amabile Giusti (di cui vi ho già parlato, relativamente ad un altro romanzo, qui) che uscirà tra poco, il 9 Maggio 2017.

Eccoci dunque alla fine … Fatemi sapere che ne pensate di queste citazioni, dei libri, delle storie. Raccontatemi le vostre letture. Commentate, come sempre, qui sotto.

Al prossimo giovedì!

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Un amore inaspettato di Morgan Matson – Playlist

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Buongiorno!

Oggi si conclude questo BlogTour che ruota attorno al romanzo Un amore inaspettato di Morgan Matson, edito dalla Newton Compton Editori e disponibile dall’11 Aprile 2017.

Se vi siete persi le tappe precedenti, vi riporto qui il calendario con i vari appuntamenti:

➛ 11 APRILE Presentazione Blog Tour + estratto » LeggendoViaggiando
➛ 13 APRILE I libri di Morgan Matson » Il tempo dei libri
➛ 15 APRILE Le cover dei libri di Morgan Matson » La cercatrice di storie
➛ 18 APRILE I personaggi del libro » Divoratori di libri 
➛ 20 APRILE Recensione Un amore inaspettato » Lo specchio dell’anima
➛ 22 APRILE Leggi Un amore inaspettato se hai letto… » Walkswith Gio
➛ 24 APRILE Motivi per leggere il libro » The Paradise of Books
➛ 26 APRILE La playlist di Un amore inaspettato » Rachel Sandman Author

 Detto questo, ora veniamo a noi e alla famosa playlist su cui si deve basare la mia tappa. Vi svelo un piccolo retroscena: quando abbiamo iniziato a organizzare questo BT, ero immersa in piena ‘ansia da tesi’ e ho quindi scelto la tappa più lontana dalla famosa ‘data della discussione’. Ho poi optato per l’appuntamento relativo alla musica perché:
  1. adoro associare e immergermi in brani musicali e canzoni più o meno note;
  2. avevo letto Noi due ai confini del mondo della stessa autrice ed era davvero ricchissimo di riferimenti musicali, tanto che pensavo che anche con questo nuovo romanzo questa tappa sarebbe stata un gioco da ragazzi.

Ecco invece che mi sono ritrovata con un libro con moltissimi riferimenti … Ma, aimé, relativi al mondo del cinema (John Wayne, Batman …), più che a vere canzoni e brani. Sono quindi dovuta ricorrere al mio personale bagaglio cultural-musicale, con alcune eccezioni.


Playlist di ‘Un amore inaspettato’

  • Track 1: Unwritten – Natasha Bedingfield

Ho scelto questa canzone perché, come il film 4 Amiche e un paio di jeans, questo romanzo ruota attorno a 4 giovani ragazze, 4 adolescenti piene della spensieratezza tipica di una calda estate di vacanza e alla costante ricerca di divertimento ma anche di loro stesse. Un gruppo formato da diverse personalità, unite da un’amicizia pura e ancora ingenua.

  • Track 2: Glory Days – Bruce Springsteen

In questo caso, La Matson è venuta in mio soccorso. Molte scene del romanzo, infatti, si svolgono in una tavola calda dal nome assolutamente evocativo: Glory Days appunto, proprio come questo fantastico brano del Boss, che fa da colonna sonora ai dialoghi e all’ironia che ruota tra i personaggi e che scivola da un piatto all’altro.

  • Track 3: Thriller – Michael Jackson

Anche in questo caso, il merito è dell’autrice. Thriller è la colonna sonora ideale per una caccia al tesoro magistralmente organizzata, elettrizzante e immersa nel buio della sera. Ogni riferimento è puramente voluto e NON casuale!

  • Track 4: Fade into you – Mazzy Star

Ovviamente, in un romance non può mancare la storia d’amore, quella tra la protagonista Andie e Clark, un giovane dall’aspetto apparentemente ordinario ma che nasconde un mondo dietro ad un paio d’occhiali da vista e a un look un po’ trasandato che fa tanto Superman versione Clark Kent, ovviamente. Il loro è un legame che sa tanto di primo amore e penso che la delicatezza e la voce di Mazzy Star siano perfette per descrivere la dolcezza e la tenerezza che cresce tra i due, pagina dopo pagina.

  • Track 5: Space Oddity – David Bowie

Questa è per me la scelta ideale che potrebbe fare da sottofondo al mondo fantasy creato dalla penna di C.B. McCallister e che si va, romanzo dopo romanzo, via via popolando. Se vi state chiedendo di chi sto parlando e se vi sta sorgendo il dubbio riguardo alla mia sanità mentale e coerenza, posso rassicurarvi: sono consapevole che QUI stiamo parlando di Un amore inaspettato di Morgan Matson ma, fidatevi di me … Anche questo McCallister ha talento e apparirà, eccome se apparirà, in questa storia davvero frizzante e reale, edita da Newton Compton Editori.

Concludo ringraziando tutti voi che avete seguito le tappe di questo viaggio all’interno di questo romanzo e vi invito a non allontanarvi troppo: presto sul blog la recensione proprio di Un amore inaspettato. Non perdetevela!

Vi ricordo infine di lasciare un segno del vostro passaggio sul blog: commentate, piacciate, ditemi se conoscete alcune di queste canzoni e, se avete già letto il romanzo, fatemi sapere se possono andare come playlist di questa storia … Insomma, fatevi sentire!

Rachel

© Rachel Sandman

BT Ruin Me di Danielle Pearl – DreamCast

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Buongiorno!

Oggi è con immenso piacere che il mio blog ospita la seconda tappa del BlogTour che ruota attorno ad una prossima uscita De Agostini Young Adult: sto parlando, come avrete già intuito dall’immagine qui sopra, del romanzo di Danielle Pearl, ovvero Ruin Me – Ogni volta che mi spezzi il cuore.

In questa mia tappa ho cercato di dare un volto ad alcuni dei numerosi personaggi che affollano il libro e che danno vita ad una storia davvero sorprendentemente ben curata e accattivante.

Ovviamente, le mie scelte sono totalmente soggettive e ruotano volutamente attorno a … Come posso dire … Bei pezzi di manzo, può andare? Voglio dire, le mie colleghe blogger mi hanno lasciato carta bianca e io ne ho approfittato creando un Dream Cast di tutto rispetto e alquanto affascinante (lo devo ammettere), mantenendo e cercando di associare volti il più possibile adatti e idonei alle caratteristiche e alle descrizioni dei personaggi del romanzo.

Ma ora … Iniziamo con la carrellata …

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Partirei, innanzitutto, dalla vecchia generazione, ovvero … I genitori di Carleigh e Tucker, i nostri protagonisti che, sono sicura, alla fine del romanzo amerete come ho fatto io. Dennis Quaid, per me, è il volto perfetto per il Signor Stranger, il padre della nostra Carl. Un uomo distinto, dedito aNICOLLETTE SHERIDANl lavoro ma dolce e sensibile, con un lato paterno profondo e una storia tutta da scoprire.
Al suo fianco, (e qui ringrazio le mie colleghe blogger che partecipano con me a questo BT per la scelta più che azzeccata) lei … Nicole Stranger. Alla madre di Carl abbiamo deciso di associare il volto dell’attrice Nicollette Sheridan, meglio nota come Edie Britt in Desperate Housewives. Come la cara Edie, infatti, la nostra Nicole è una donna che pone l’apparenza sopra ogni cosa: parecchio carente sul fronte materno, passa la sua vita tra un botox, un regalo di lusso e viaggi con le amiche.

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Ad impersonare il padre del giovane Tucker Green credo invece serva un volto duro da cui si riesce a percepire dolcezza e fragilità insieme. Ho scelto il Brad Pitt dei giorni nostri … Un po’ barbuto, un po’ sciupato ma sempre un gran bel vedere. Un personaggio presente nel romanzo nella sua assenza. Un peso sul cuore.7a0201dd2485d7c1b56c8fbd6142fd31

Dalla vecchia generazione alle nuove leve … Uno su tutti, Billy Stranger, il giovane fratellino di Carl, adolescente un po’ allo sbando, in cerca di certezze, di solidità, di punti fermi in una vita che, solo all’apparenza, è incastonata in una reggia, fatta però di oro finto e marmo freddo. Il suo rapporto con la sorella e con lo stesso Tucker è davvero meraviglioso e tenero, cos’ come i suoi tentativi di flirtare con ragazze non propriamente alla sua portata sono davvero esilaranti (una su tutte, Beth, la sorellina di Cap).

Ed ora è proprio arrivato il turno di Cap … O, per meglio dire, Sam (Cap è il nomignolo con cui lo chiamano gli amici), il migliore amico di Tuck. Non posso parlare di Cap senza accennare anche a Rory, la sua ragazza. I due sono i protagonisti della duologia scritta da Danielle Pearl e che, in lingua originale, ha come titoli Normal Okay (due romanzi che spero la DeA porterà presto in Italia!). Noi incontriamo i due personaggi qui come già una coppia, un nucleo già formato con una relazione solida ma che, possiamo percepire, ha avuto non pochi ostacoli nel suo cammino. Ho scelto per loro due volti noti, Colton Haynes per Sam/Cap e Nina Dobrev per Rory.

Siamo quasi giunti alla conclusione … Ai volti quindi dei nostri due protagonisti ma prima, manca ancora un ultimo tasse2837c4e3497f68858b8641a50fc1b4a5llo. Si tratta di Zayne Stevens, un giovane professore universitario dall’aspetto curato e dagli occhi azzurri che entrerà nelle vite di Carl e Tuck e avrà un po’ il ruolo di antagonista del nostro giovane eroe. Un personaggio lasciato talvolta ai margini ma che in alcuni frangenti prende il sopravvento e si farà sentire, con i suoi modi da gentiluomo e con il suo aspetto da cavaliere dall’armatura scintillante. Per lui ho scelto il volto di Daniel Sharman, attore britannico dall’aspetto pulito ma, a mio modesto parere, non troppo simpatico!

Ma adesso … Tocca a loro … In conclusione di questa tappa vi presento loro … I due che per me meglio rappresentano Carleigh Stranger e Tucker Green così come sono descritti da Danielle Pearl …

Lui sportivo, atletico, attraente, con capelli biondo scuro e occhi verdi come il suo cognome (Green, appunto): Tucker per me non può che essere lui, Alex Pettyfer. E chi meglio di Dianna Agron può impersonare lei, Carl (o Carleigh), la nostra eroina protagonista, con gli occhi verde smeraldo e i lunghi capelli biondi? Ho volutamente scelto per loro fotografie in bianco e nero perché Ruin Me è la loro storia e solo leggendolo, scivolando piano da un capitolo all’altro, riuscirete a dare il giusto tono di colore e le giuste sfumature a due personaggi giovani ma decisamente complessi e ben resi.

Non mi resta ora che salutarvi e ricordarvi che il BT procede nei prossimi giorni, come da calendario qui sotto, e mi raccomando, segnatevi questa data: 24 Aprile 2017 … Giorno d’uscita di questo nuovo romanzo Ruin Me di Danielle Pearl edito da De Agostini Young Adult.

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Rachel

© Rachel Sandman

 

BT Il mio nome è Jamie – Approfondimento Ian Murray

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Con oggi siamo arrivati alla penultima tappa del Blog Tour che ruota attorno a Il mio nome è Jamie, libro/novella tanto amato quanto discusso, edito il 2 Febbraio 2017 da Corbaccio.

L’approfondimento su cui ho deciso di soffermarmi è l’analisi di un personaggio, globalmente amato (sfido chiunque a volergli male!) ma che, molto spesso, passa in secondo piano, relegato a ruolo di eterno secondo, mai protagonista, sempre comprimario all’interno del mondo di Outlander mirabilmente diretto dalla penna di Diana Gabaldon.

Avete capito a chi mi riferisco?

No?

Ma come!

Oggi vi parlo di Ian Murray o, per essere precisi, di Ian Alastair Robert MacLeod Murray.

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E no, non soffro ancora di sintomi di demenza senile! State tranquilli!

L’Ian di cui vi parlo qui è il padre dell’Ian di cui vi avevo parlato : ergo, un personaggio tutto nuovo, mai trattato sino ad ora sul blog e tutto da scoprire.

Una piccola avvertenza per voi lettori: questa tappa, lo capirete, non può essere priva di spoiler ma ho deciso, in un certo senso, di limitarmi, quindi … Vi racconto l’Ian Murray di La Straniera, niente di più, niente di meno.

Dunque, come ho detto in precedenza, sin da subito Ian è un personaggio positivo ma lasciato sullo sfondo e che, in un certo senso, appare dallo sfondo.

La strada oltre il cancello saliva su verso una collinetta. Volgendo lo sguardo in quella direzione, vidi apparirvi in cima un gruppetto di uomini che si stagliavano contro la luce della sera. Sembrarono indugiare qualche istante, come se si stessero congedando. A quanto pareva era proprio così, perché soltanto uno ridiscese il pendio verso la casa, mentre gli altri proseguivano attraverso i campi, in direzione di un gruppo di cottage in lontananza.

Il lettore del primo romanzo della serie Outlander, incontra il personaggio di Ian soltanto nella Parte Quinta, quella intitolata Lallybroch. Ed è proprio in questo luogo, Lallybroch appunto, che la figura di Ian prende e prenderà vita e spessore.

Via via che l’uomo si avvicinava, mi accorsi che zoppicava pesantemente. Quando attraversò il cancello, ne capii il motivo: dal ginocchio in giù, l’uomo aveva una gamba di legno. Malgrado l’andatura zoppicante, l’uomo si muoveva come un giovane, quando fu vicino al pergolato, vidi che non aveva ancora trent’anni. Era alto, quasi quanto Jamie, ma con le spalle molto più strette. Anzi, era davvero magrissimo. […] Un folto ciuffo di capelli castani gli ricadeva morbido sulla fronte alta, e gli occhi infossati avevano un’espressione di paziente buonumore.

11138587_830456240369744_7596987222482085161_nSin da subito, Ian Murray e il suo ruolo sono legati a Jenny Fraser, il suo amore, sua moglie, la madre dei suoi figli.

«Sono Ian Murray, il marito di Jenny. E immagino che voi siate … ah …»

«La sporca Sassenach che Jamie ha sposato».

Credo che questo sia davvero uno degli aspetti che più lo caratterizzano perché Ian, prima di qualsiasi altra cosa, prima di essere Laird, prima di essere un soldato, prima di essere un agricoltore, è questo: è un marito, è un padre, è il fulcro silenzioso attorno cui ruota l’ambiente di Lallybroch e il nucleo famigliare Fraser Murray.still

«[…] Chi sarebbe il padre di quest’ultimo figlio del demonio?»

Il giovane alto accanto a me tossì come per scusarsi, spezzando la tensione che regnava nella stanza.

«Sono io», disse in tono mite. «E anche di quello.» Avanzando rigidamente sulla gamba di legno, prese il bambino dalle braccia della moglie furiosa e se lo mise al collo. «Mi somiglia anche un po’, a quanto dicono.»

In effetti, visti fianco a fianco, i volti dell’uomo e del bambino erano quasi identici, a parte le guance rotonde dell’uno e il naso aquilino dell’altro. La stessa fronte alta e le stesse labbra sottili. Uguali erano anche le sopracciglia morbide inarcate sopra gli occhi profondi dello stesso castano liquido.

ianIl carattere silenzioso e introverso di Ian lo rende, devo dire spesso e purtroppo, oggetto di critiche e analisi poco lusinghiere: «Jenny è la sola a portare i pantaloni!» oppure «Tra Jamie e Ian non c’è proprio paragone» o ancora «Ian è solo un povero storpio, che ha la fortuna di avere moglie e amici potenti». Lo so, suona strano, ma queste sono solo alcune delle note che ho scovato, qua e là, sui vari social e che dicevano la loro, criticando in modo più o meno colorito la figura di Ian Murray.

Ma è davvero così?

A mio parere, ovviamente no. Non sempre, infatti, chi sta in silenzio, riflette e pensa è più debole di chi alza la voce e sbraita.

Questo, per me, è l’esempio lampante: Ian è l’unico che riesce a far riflettere Jenny, è il solo a saper prendere i due fratelli Fraser.

«Meglio lasciarli soli ancora per qualche minuto», suggerì, indicando con un gesto la casa, dove le grida avevano virato adesso al gaelico. Sembrava completamente indifferente alla causa della disputa. «I Fraser non stanno a sentire nessuno, quando sono su tutte le furie. Una volta che si sono sfogati, magari si riesce a farli ragionare, ma non prima.»

Ian è un uomo fedele che, nonostante la mutilazione di cui è stato vittima, non si siede ad attendere, non perde la fede, lotta, come può e coma sa.

Ian fece un cenno verso di me e roteò l’occhio in direzione di Jamie. […] «Suvvia, ora calmati.» Malgrado i modi dimessi, Ian Murray era in grado di esercitare un’innegabile autorità.

15822718_10210445805254615_1907410531908829731_nIan Murray è un uomo di polso, dolce, intimo, certo più dimesso rispetto a Jamie Fraser ma temprato nella stessa terra scura scozzese, legato alle tradizioni, figura paterna ancor prima di esserne consapevole, per istinto e con naturalezza.

La piccola Margaret, ben rassettata e avvolta in una copertina, venne messa in braccio al padre, che la accolse con un’espressione di beata venerazione.

«Ciao, piccola Maggie», sussurrò, sfiorandole con la punta di un dito il nasetto simile a un bottoncino.

Il rapporto di amicizia tra Ian e Jamie (rapporto che, credo, sarà arricchito e ampliato proprio in Il mio nome è Jamie) è uno dei più bei legami descritti e creati dalla cara Zia Gabby che, ancora una volta, sottolinea come non sia importante il sangue per essere fratelli (ogni riferimento per i futuri Fergus e Ian NON è puramente casuale). 15871881_1365677623474447_4388306910943862744_nI due sono amici da sempre e lo saranno per sempre: il matrimonio tra Ian e la sorella del suo migliore amico non fa che rafforzare il tutto, ma non è l’elemento determinante, né tanto meno decisivo. Il cameratismo che, anche dopo una lontananza durata anni, si ricrea immediatamente tra i due, è l’origine di episodi e quadretti davvero indelebili ed esilaranti.

«E il terzo giorno tentasti di uccidermi», lo accusò Jamie, «per averci cacciati in quel guaio.» Si toccò con cautela la testa. «Avevo un brutto taglio sull’orecchio, lì dove mi picchiasti con il manico di scopa.»

«Oh, be’», fece Ian disinvolto, «è stato quando mi spaccasti il naso per la seconda volta, perciò eravamo pari.»

«Non c’è da fidarsi di un Murray, quando si tratta di tenere il conto», osservò Jamie scuotendo la testa.

«Vediamo un po’», feci io, contando sulle dita. «Secondo voi, i Fraser sono testardi, i Campbell spioni, i MacKenzie affascinanti ma infidi, e i Graham stupidi. Qual è il tratto distintivo dei Murray?»

«Puoi contare su di loro in una rissa», affermarono all’unisono Jamie e Ian, per poi scoppiare a ridere.

«Certo che puoi», continuò Jamie, riprendendo fiato. «Devi solo sperare che non stiano dalla tua parte.» E di nuovo giù risate.

Jenny scosse la testa con aria di disapprovazione nei confronti del marito e del fratello.

«E pensare che non avete ancora bevuto vino».

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In conclusione, Ian è un uomo d’onore, fedele e concreto e, personalmente, sono felice che sia uno dei protagonisti di questa novella che, indubbiamente, tratta aspetti del suo personaggio ancora acerbi e gracili, tipici di un adolescente.

steven_creeUna nota a piè di pagina, tuttavia, prima di chiudere, è d’obbligo. Voglio dire, se siete arrivati fino a qui avrete letto i passi in cui cito direttamente la descrizione di Ian Murray, tratti da La Straniera. Contemporaneamente, avrete anche visto le foto che ho lasciato, qua e là, per colorare un po’ l’articolo, in cui si vede Steven Cree, attore scozzese, che interpreta brillantemente il personaggio di Ian nell’adattamento televisivo della Starz. Ora, io dico, vedete anche voi come la materia prima di base (per parlare chiaro, notare la foto qui a lato) fosse davvero davvero perfetta. A questo punto mi chiedo: cosa diavolo si erano fumati il trucco e parrucco per rendere Steven alias Ian più simile ad un trisavolo che ad un coetaneo di Jamie? Cioè, seriamente! Jenny sembra sposata con un vecchietto stanco e che non va dal barbiere da secoli! Ma vi pare?

E dopo questo breve, ma sentito, lamento … Chiudo davvero. Scusate se ho allungato un po’ questa tappa ma ormai lo sapete: quando si tratta di Outlander potrei parlarne per ore (anche se dovessi trattare di Frank Randall o … Beh … Forse no, in quel caso no!).

Buona lettura!

E non perdetevi la recensione di Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon che sarà online domani, sul blog http://emozionidiunamusa.blogspot.it/ per l’ultima tappa del BT!

P.s. Per le fotografie e il supporto, ringrazio le Obsy, le Sassenach e le fans della serie che gironzolano nei gruppi Outlander Italia e Il Cerchio Segreto di Outlander Italy su FB e che hanno scovato immagini perfette che, per quanto riguarda il personaggio di Ian, nonostante ciò che si può pensare, erano davvero davvero poche! Grazie a tutte!

Rachel

© Rachel Sandman

Blog Tour – Il mio nome è Jamie di Diana Gabaldon – Presentazione

Buongiorno!

Questa è una giornata davvero davvero davvero speciale!

Allora, parte oggi il primo Blog Tour interamente organizzato dalla sottoscritta (cioè, io) e che ruota attorno ad una delle uscite più attese del mese di febbraio.

Ci tengo particolarmente a questo progetto sia perché il libro di cui vi andremo a parlare (varie blogger ed io) nei prossimi giorni ha la garanzia di una firma eccellente come Diana Gabaldon sia perché so per certo che tra voi, carissimi lettori, si nascondono numerose Sassenach, Obsy, Droughtlander, Heughanizers e Outlander Addicted (pertanto, conto su di voi affinché questo BT riesca col botto, sappiatelo!).

Ma ora … Veniamo finalmente al nocciolo della questione: di cosa parleremo in questo BT?

Beh … Ovviamente della prossima uscita della Zia Gabby e no, calmatevi subito, non si tratta del seguito della nostra amata quanto longeva serie Outlander ma di una sorta di antefatto, un prequel che racconta una storia precedente a tutto quello che già conosciamo.

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Il mio nome è Jamie è infatti il racconto che vede come protagonista il nostro amato James Fraser che si ritrova, adolescente, a dover combattere in Francia.

Ora, capite bene che un libro con JAMMF e Ian Murray (che, d’accordo, non sarà il mio amatissimo Ian Fraser Murray, di cui vi ho parlato lungamente qui, ma è pur sempre suo padre, #acciderbolina!) non può certo passare inosservato e, a mio modesto parere, merita un palcoscenico di lusso come può essere un BlogTour organizzato da più blogger, unite in un solo progetto.

Colgo l’occasione per ringraziare qui, ora, adesso, pubblicamente, le ragazze che mi hanno sopportato in questi mesi di organizzazione e che hanno abbracciato l’idea del BT su questa nuova uscita edita da Corbaccio: quindi, GRAZIE Clara, Cristina, Elisa, Irene, Maria, Noemi e Silvia. GRAZIE!

Qui di seguito vi lascio con il calendario che riassume le varie tappe, schematizzate e presentate in ordine cronologico e con il blog di riferimento.

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Vi lascio infine anche i link diretti per i vari blog coinvolti:

Bene, credo di avervi detto tutto, quindi vi saluto e vi raccomando: non perdetevi questo BT! Commentate le varie tappe, visitate i vari blog, iscrivetevi (anche qui, se non l’avete ancora fatto; nei vari blog, che meritano davvero la vostra attenzione per quanto sono belli e curati) e fateci sapere, di volta in volta, il vostro parere!

Alla prossima!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

[BlogTour -24 libri a Natale] La Bottega degli Incanti di AA.VV. – RECENSIONE

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Buongiorno a tutti!

Oggi il mio blog apre la settima casella di un BlogTour unico nel suo genere: un calendario dell’avvento libroso in cui 24 blog si succedono, giorno dopo giorno, con post o recensioni tutti accomunati da un solo e festoso tema … Il Natale.

Quindi … Ecco qui … Cosa si nasconde dietro la settima casella del nostro calendario dell’avvento?

7Ho pensato ad una … Recensione!

Oggi, in particolare, vi parlo di una delle mie ultime letture: si tratta di una recente uscita Dunwich Edizioni scritta a più mani.

Le autrici sono tutte italiane e hanno scelto, per le loro storie, una schiera di protagoniste tutte al femminile ma con peculiarità molto diverse tra di loro …

Procediamo però con ordine.

Il libro di cui vi sto parlando è La Bottega degli Incanti, una raccolta di novelle firmate, nell’ordine, da Giulia Anna Gallo, Eleonora Della Gatta e Ornella Calcagnile.

Qui di seguito, per voi, la trama e la mia personale opinione …

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TITOLO: La Bottega degli Incanti

AUTORE: G.A. Gallo, E. Della Gatta, O. Calcagnile

USCITA: 29 Novembre 2016

PREZZO: € 2,99 (eBook) – € 9,90 (Cartaceo)

EDITORE: Dunwich Edizioni


TRAMA: 

A pochi giorni da Natale, la piccola cittadina di Veneficio è in fermento: bancarelle, luci, colori, musica e allegria riempiono le strade… ma c’è un luogo nascosto e all’apparenza anonimo che non rientra nello sfondo natalizio. La Bottega degli Incanti è il negozio da cui tutto ha inizio per le protagoniste di questi tre racconti: Ambra è alla ricerca del proprio posto nel mondo, Giada ha sete di vendetta e Lucy ha un compito da portare a termine. Tre vite, tre destini, tre racconti che si intrecciano indissolubilmente.


RECENSIONE: 

Se quello che cercate è un libro dalla classica atmosfera natalizia, con le slitte e i Babbi Natali che saltellano ad ogni angolo di strada, con la neve candida che scende in scie luminose dal cielo della vigilia, con i bambini che si muovono silenziosi per cantare in coro ad ogni soglia di casa, forse vi conviene leggere altro.

Se invece siete pronti a partire dalle tradizioni e vedere poi le luci e l’atmosfera del Natale con un pizzico di innovazione, magia e, perché no, stravaganza in più … Beh allora queste tre storie vi conquisteranno, come è accaduto alla sottoscritta!

La Bottega degli Incanti è un vero e proprio gioiellino, come una gemma incastonata in uno dei tanti pendenti che il negozio di Elia ha in vendita e che è il solo elemento in comune tra le tre storie. Oltre alla bottega, la particolarità che lega le tre novelle sono le figure femminili che hanno il ruolo di protagonista: Ambra, Giada e Sofia sono tre donne, diverse ma uguali, tutte e tre in cerca di qualcosa, tutte e tre estranee alla società che le circonda, per motivi diversi ovvio, ma in un modo tanto simile da far riflettere.

Il volume è un saliscendi di emozioni: la Dunwich è stata lungimirante, a mio parere, nella disposizione delle storie. Il lettore parte con la storia firmata da Giulia Anna Gallo che, devo confessare, è la mia preferita in assoluto, per poi sferrare la bomba più sconcertante di tutte con la narrazione dai tratti forti e privi di filtri di Eleonora Della Gatta, fino alla conclusione, affidata alla penna di Ornella Calcagnile che è, forse, quella che più rientra nei canoni tradizionali delle storie di genere natalizio e dal sapore di zucchero, zenzero e cannella.

Detto ciò, una cosa è certa: se leggerete questo libro con lo spirito giusto e pronti a tutto, non ne avrete abbastanza. Ogni storia potrebbe davvero essere lo spunto, l’antefatto, il prologo di un romanzo che io personalmente mi auguro le autrici scriveranno.

Sul serio!

Le trame che si dipanano davanti agli occhi come un filo si srotola da un gomitolo che inizia a ruzzolare per terra, senza possibilità di essere fermato, hanno un potenziale immenso.

In conclusione ci tengo a sottolineare anche come le tre autrici abbiano davvero reso giustizia alle loro protagoniste che sono personaggi non dall’empatia immediata ma che conquistano, anche nello spazio ristretto della novella a loro dedicata, pagina dopo pagina, in un misto di misteri, magie e fatalità.

Inoltre, ad eccezione di qualche lieve refuso qua e là, la forma è davvero curata e gli stili delle tre scrittrici restano assolutamente differenti uno con l’altro ma ben amalgamati, in un’unione che non è fusione ma equivale ad un abbraccio di scritture poliedriche e dall’alto valore descrittivo (tutte, in un modo o nell’altro, creano descrizioni che sono veri e propri quadri, tanto che, ad un certo punto, ti sembra addirittura di sentire l’odore della polvere, la delicatezza delle stoffe). Una vera e propria magia.


calndario-bt-nataleDetto questo … Non perdetevi le prossime tappe di questo particolarissimo e unico Blog Tour!

L’ottava casella la troverete domani sul blog ‘L per Libro’.

Inoltre, qui di fianco, trovate tutti gli appuntamenti, passati e futuri, per scoprire, parlare e vivere la magia del Natale attraverso libri più o meno conosciuti.

Fino al 24 Dicembre un blog al giorno ospiterà una tappa in cui troverete recensioni, approfondimenti e molto altro ancora!

Buone feste a tutti!

Continuate a seguire questo BT!

xoxo

Rachel

© Rachel Sandman

BLOGTOUR – 22/11/63 DI STEPHEN KING – VI tappa: Focus su Lee Harvey Oswald

Buongiorno a tutti e buona domenica!

Oggi siamo giunti alla sesta tappa di questo che è il secondo BlogTour a cui il mio blog, ancora in fase di rodaggio e crescita, ha il piacere di partecipare e che, come già alcuni di voi sapranno, ruota attorno al romanzo 22/11/63 di Stephen King.

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Ovviamente, dopo le varie tappe egregiamente gestite dai blog che mi hanno preceduta, eccoci arrivati all’appuntamento da me curato e che ruota attorno alla figura forse più controversa dell’intero libro (che, vi ricordo, è stato pubblicato per la prima volta in Italia l’8 Novembre 2011 dalla Casa Editrice Sperling & Kupfer) ovvero Lee Harvey Oswald.

[n.b. L’articolo è #SpoilerFree: non troverete quindi nulla che vi anticipi fatti eclatanti della storia né tanto meno gli eventuali sviluppi, quindi … Anche chi non ha letto il romanzo può leggere tranquillamente].

«Non mi segui perché sai più cose della guerra civile dell’Ottocento che della guerra civile che lacerò il Paese dopo l’assassinio di Kennedy a Dallas. Se ti chiedo chi era il protagonista del Laureato, sono sicuro che sai rispondere. Ma se ti chiedo a chi sparò Lee Harvey Oswald solo pochi mesi prima dell’attentato a Kennedy, so che al tua risposta sarà: ‘Eh?’ Perché tutta quella storia si è persa».

«Oswald sparò a qualcuno prima dell’attentato a Kennedy?»

Con questo botta e risposta Stephen King presenta al lettore, giunto a pagina 56, quello che sarà l’antagonista, l’anima dannata, l’uomo nero della storia che si appresta a raccontare nel romanzo 22/11/’63: Lee Harvey Oswald, una mezza cartuccia piena di veleno, a cui la storia affibbia l’uccisione di uno dei leader politici e presidenti più amati della storia degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy.

14971405_1196627060430811_1392001566_nMa chi era in realtà Lee? Ed è davvero colpevole di un reato tanto grave quanto l’assassinio del Presidente degli Stati Uniti?

Procediamo per gradi.

Occorre innanzitutto sottolineare, come già sarà chiaro, che Lee Harvey Oswald è uno dei personaggi presenti nell’opera maestosa di King e che proviene direttamente dal mondo reale.

22/11/’63 è pertanto sì un’opera di fantasia ma fino a un certo punto.

L’ambientazione, la storia, le vicende che incombono in questo romanzo provengono direttamente dalla storia americana moderna, e il personaggio di Lee Oswald, come detto, non fa eccezione.

lee_harvey_oswald-usmcNato il 18 Ottobre 1939 a New Orleans, nella sua vita è stato prima un operaio, poi un militare ed infine un attivista statunitense.

Perché dunque viene considerato responsabile dell’omicidio di JFK, del Presidente?

Beh … L’evento che più di tutti fa pensare e propendere per un graduale mutamento del suo carattere, da membro del corpo dei Marines a comunista credente e sovversivo, è indubbiamente il suo viaggio nell’allora Unione Sovietica.

Nell’URSS, Lee cerca un riscatto, vuole sentirsi in patria, cosa che ha tentato ma non ottenuto entrando nel corpo militare e vivendo sul suolo statunitense. Ma anche questa destinazione non gli consente la svolta: la vita è dura, più dura di quanto si sarebbe mai aspettato e, dopo appena tre anni, è costretto a ritornare negli USA, con moglie e figlia al seguito.

È a questo punto che noi lettori lo incontriamo nel romanzo di Stephen King.

Quando Jack, il protagonista di 22/11/63, si ritrova in un improbabile quanto egregiamente descritto viaggio indietro nel tempo, attende infatti il ritorno in America proprio di Oswald, per poterlo poi tenere d’occhio, studiarlo, carpirne i segreti, fino a quella drammatica data che ha fatto risuonare la città di Dallas e le relative notizie funeste in tutto il mondo.

15032545_1196626937097490_2075644031_nMa è davvero Lee Harvey Oswald il carnefice? Oppure il suo nome, la sua figura è stata una semplice vittima, un tassello all’interno di un meccanismo regolato da marchingegni i cui burattinai non sono altro se non i servizi segreti, la CIA, l’FBI e tutta l’armata americana?

La grandezza di King si vede anche in questo, perché non dà una risposta. O meglio, la storia va verso una certa direzione ma volutamente il giudizio definitivo viene lasciato nella ben nota zona grigia, dove d’altronde la storia stessa ha posto l’intera questione.

L’autore resta volutamente nell’ombra e lascia che siano i personaggi a gestire quella che è davvero una storia epica, ai confini tra storia, thriller e fantascienza.

Ecco dunque che Lee viene presentato come un disertore americano, uno che aveva cambiato idea sull’URSS che, di ritorno negli Stati Uniti, svolge in apparenza un’esistenza tranquilla e normale.

Egregio è il primo vero incontro tra protagonista e antagonista, che arriva soltanto a pagina 404: sì, avete capito bene, pagina 404.

Il pensiero non aveva nemmeno finito di attraversarmi la mente quando, per la prima volta, scorsi il mio obiettivo. Robert e Lee camminavano affiancati e parlavano vivacemente. Lee dondolava avanti e indietro quella che doveva essere una ventiquattrore più grande della norma o una cartella da scolaro. […] L’espressione di Lee era … divertita? Ammiccante? Forse entrambe le cose. L’ombra di un sorriso gli apparve agli angoli della bocca. I capelli, di una tonalità scura indefinita, erano ben pettinati. Era, in effetti, il perfetto marine, con la camicia bianca stirata, i calzoni cachi e le scarpe lucide. Non sembrava un uomo che avesse appena attraversato mezzo pianeta: non una piega nei vestiti, guance perfettamente rasate … Aveva appena ventidue anni e sembrava ancora più giovane …

635809354159962897-lhoIl romanzo procede in questo modo: analizza Oswald attraverso gli occhi di Jake e sottolinea fatti di quotidiana vita domestica che si accostano, in modo naturale e per nulla scomposto, a peculiarità e fisse quasi maniacali. I libri di Karl Marx, i rapporti con un senatore, le varie supposizioni che si ammassano nella mente del protagonista e del lettore creano il pathos ideale per l’ultima parte del libro, davvero avvincente.

Non vi dirò di più: non voglio di certo rovinarvi la lettura di questo capolavoro, nel caso non lo aveste ancora letto.

112263-hulu-daniel-webber-lee-harvey-oswaldUn ultima nota però vorrei dedicarla a Daniel Webber. Chi è? Un attore australiano nato nel 1988 che ha interpretato in maniera magistrale, permettetemi di dirlo, Lee Oswald nella miniserie basata proprio su questo romanzo e prodotta dallo stesso King: 22/11/63. Webber è stato in grado di rendere non solo il lato quasi schizofrenico di Oswald, ma attraverso espressioni del viso e del corpo è riuscito a portare sullo schermo anche il lato più debole, fragile, a tratti indifeso e preda degli eventi. Fantastico.

14962386_1196627040430813_1425776300_nQuindi … Beh … Partecipate a questo BlogTour, leggetevi le tappe precedenti se ve le siete persi e partecipate al #Giveaway (cliccate QUI e compilate il modulo) per tentare di aggiudicarvi una copia cartacea di 22/11/63. Avete tempo fino a domani, 14 Novembre, giorno dell’ultima tappa e dell’estrazione.

Di sicuro un capolavoro del genere merita assolutamente la vostra attenzione!

Rachel

© Rachel Sandman