Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino – Recensione

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Buongiorno!
Oggi finalmente posso dirvi la mia su Baby Don’t Cry, libro di Paola Garbarino che ci ha fatto compagnia per tutta la settimana grazie ad un Mini BlogTour d’eccezione, realizzato in collaborazione con il blog Bookheart. Se vi siete persi la tappa relativa alla Playlist, vi rimando qui. Se, invece, avete seguito i vari spazi e approfondimenti, non vi resta che procedere nella lettura di questo post in cui troverete, riassunte, tutte le infos del romanzo e, soprattutto, la mia personalissima opinione.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]Titolo: Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.


Recensione: Dire che amo i romanzi di Paola Garbarino ormai non è più una novità, anzi: è un vero e proprio dato di fatto. L’ho conosciuta con Come la coda delle comete e ho adorato le storie di Non ricordo ma ti amo e Strange Love.
In questo romanzo, Baby Don’t Cry, l’autrice fa un salto ulteriore e tesse una rete di dettagli immensa e complessa, a tratti forse ridondante, ma introspettiva e assolutamente reale.

Paola Garbarino tende generalmente a scrivere storie d’impatto, in cui i personaggi sbagliano, cadono, si rialzano, imparano, crescono. In questo suo ultimo lavoro io, personalmente, ho trovato l’analisi psicologica egregiamente gestita, con salti temporali ad ogni cambio di capitolo, con una serie di elementi che vengono accennati qui e spiegati là, quando magari tu stessa non li ricordavi più.

Mi rendo conto che, forse più dei precedenti, la figura femminile, Petronilla, è un personaggio difficile da digerire, talvolta insicuro, talvolta ripetitiva nei pensieri e nelle azioni ma io, personalmente, mi sono rivista tantissimo in lei, nel suo voler crescere senza però bruciare le tappe e se stessa. Petra è un’eroina fuori da ogni schema e genere che, obiettivamente, si ama o si odia … Io, come forse avrete capito, l’ho adorata: il suo legame con Milo che nasce in modo così, diciamo, originale, va avanti nel corso degli anni e la forma, la fa crescere, la fa amare, in modo a volte inconsapevole forse, ma in modo decisamente totalizzante.

Milo è stato, per me, un bel mistero: subito temevo, molto, che giocasse con lei, che il suo legame con Petra fosse sbilanciato, che non sentisse le stesse cose che, palesemente, la protagonista provava. Poi, procedendo nella lettura, è stato subito chiaro come lui, al contrario di lei, riesca a esprimere i suoi sentimenti e, nonostante le discussioni e i punti di scontro, è sempre Milo, salvo rare eccezioni, a sbilanciarsi per primo. Ho amato la sua tenerezza nascosta sotto quei ricci scuri, ho ammirato la sua dedizione nei confronti di colei che da sempre gli ha rubato il cuore e che, allo stesso tempo, lo ha maltrattato più volte.

Insomma, Baby Don’t Cry è un romanzo doloroso, con un ritmo narrativo complessivamente lento ma non per prolissità delle frasi o dei capitoli, anzi. La lettura di questo libro è lenta perché non resta in superficie ma scava, sempre di più, all’interno delle dinamiche e delle anime della coppia protagonista, creando una storia realistica ed eccezionale insieme.
Quindi, per l’ennesima volta, vi invito a NON perdervi questo nuovo romanzo di Paola Garbarino. Fidatevi!
E non dimenticate che domani, sul blog Bookheart, potrete leggere un’ulteriore opinione su questo libro.

Rachel

© Rachel Sandman
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Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino #Playlist

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Buongiorno!

Oggi, come vi ho accennato nella tappa di ieri, torniamo a parlare di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino con un focus particolare sulla musica, elemento che io amo particolarmente e che, come sempre, è importante nei romanzi della scrittrice italiana.

Partiamo, innanzitutto, dalla canzone che, come ben avrete intuito, se conoscete il genere e girovagate, un po’ come me, nel mondo del rock, dà il titolo al romanzo.
Diamo inizio a questa tappa analizzando Don’t Cry dei Guns N’ Roses.

Don’t Cry è un singolo pubblicato nel 1991 dalla band statunitense. Il brano originariamente venne composto quando una ragazza, dopo aver detto addio al leader della band, Axl Rose, che la amava molto, gli disse, per l’appunto, di non piangere e gli preferì Izzy Stradlin. La canzone venne scritta proprio da Axl la sera successiva a questo episodio in soli 5 minuti.

Ovviamente, la canzone ha un peso importantissimo anche per i protagonisti di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino: Milo e Petra, infatti, condividono un momento particolare con questa canzone in sottofondo, con il testo musicato che rimbomba tra la pareti e che, a distanza di anni, diventerà la loro canzone.

Ci siamo già salutati appena sono arrivata alla festa; poi lui è parso molto impegnato a parlare con una nuova.
Il festeggiato è un patito di musica revival, soprattutto degli anni Novanta a giudicare dalle canzoni che hanno suonato finora; in questo momento sta risuonando Don’t cry dei Guns n’ Roses.
Milo mi tira più vicina e i miei battiti accelerano. In realtà credo che siano accelerati dall’istante in cui ho visto chi stava tendendo la scopa.
È caldo. I maschi sono più caldi di noi ragazze. Il suo odore è buonissimo, sa sempre di pulito, non come certi che ti fanno dubitare che in casa possiedano del detersivo.

Detto ciò … Non è finita qui! Perché se, da un lato, la Garbarino stabilisce e decreta il successo dei Guns N’ Roses la colonna sonora della storia tra i due protagonisti del romanzo, dissemina qua e là anche altri brani musicali più o meno conosciuti. Tra tutti, oltre ad un elenco fantastico che troverete in fondo al romanzo, al termine, vi lascio qui due canzoni a cui io stessa sono particolarmente legata:

Se questa tappa vi ha incuriosito … Non perdetevi la tappa di domani sul blog Bookherat! Noi ci rivediamo presto, prestissimo, con la recensione di Baby Don’t Cry di Paola Garbarino.

Rachel

© Rachel Sandman

Mini BlogTour – Baby Don’t Cry di Paola Garbarino

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Buongiorno!
Oggi apriamo la settimana con un evento d’eccezione, un Mini BlogTour che coinvolge la sottoscritta e il blog Bookheart e che ruoterà attorno all’ultimo romanzo di Paola Garbarino dal titolo Baby Don’t Cry.
Siete pronti?
Iniziamo, oggi, con una tappa di presentazione, con l’inserimento di un estratto.

Buona lettura!


Baby Don't Cry di [Garbarino, Paola]
Titolo: 
Baby Don’t Cry

Autore: Paola Garbarino

Prezzo: € 2,99 (Ebook) – € 14,51 (Cartaceo)

Data d’uscita: 26 Ottobre 2017

Editore: Self Publishing

Trama: Lui non mi aveva mai fatto male. A parte la prima volta, per parecchi secondi per me interminabili ma non l’aveva fatto apposta. E a parte nel mio cuore e lì l’aveva fatto apposta. Ogni cosa mi faceva pensare a lui, perché Milo era dappertutto. Ed era dappertutto perché era dentro di me. Milo e Petra si conoscono dalle elementari e adesso stanno per laurearsi. Da anni sono amici con benefici, trascorrono momenti infuocati nel privato ma quasi si ignorano appena messo piede fuori dal letto. Come sono arrivati a questo punto? Si può crescere con l’idea del principe azzurro e del lieto fine e non soccombere alla realtà delle relazioni moderne? Questa è la storia di un piccolo grande amore, come ce ne sono tanti in ogni angolo del mondo, come molti che avrete visto fiorire tra i banchi di scuola, forse capitato a voi stessi. La storia di due ragazzi che il Destino decide di far incontrare, un ragazzo e una ragazza che si conoscono da bambini e crescono insieme, due anime che passano attraverso quell’esperienza straordinaria che è l’adolescenza, il diventare adulti, perdere le illusioni infantili cercando al tempo stesso di non lasciar scivolare via i sogni.

Presente

Cercai di concentrarmi e di non guardarlo. Se lo guardavo impiegavo molto più tempo, perché mi perdevo nei dettagli del suo viso, del suo corpo, delle espressioni che gli tiravo fuori.
Mi ritrovai con la schiena sul materasso in un secondo “Cazzo, Nilla, apri gli occhi!” ordinò.
Obbedii, il mio cinismo di solito scompariva, assieme al mio raziocinio e ai miei buoni propositi, non appena lo sentivo dentro di me. 
Scompariva anche la sua stronzaggine. Lo guardai. Ogni volta mi sembrava che avesse gli occhi di un altro colore, tanto erano cangianti, con quel grigio e quel castano dorato, a seconda della luce e dell’umore.
Milo era molto passionale ma mai volgare. Non era egoista e non mi faceva mai sentire come se mi stesse usando, anche se entrambi sapevamo come stavano le cose tra noi.
Era perfetto, a letto, ma ricominciava con le sue imperfezioni non appena si alzava da lì.
Il mio sguardo s’incatenò al suo e mi persi nelle sue iridi, nelle pagliuzze dorate, nelle ciglia lunghe e nere.
Spinse forte e io gridai, ma non era dolore.
Milo era un chiacchierone, sempre con la battuta pronta, che fosse ironica o velenosa; però a letto era silenzioso, nel senso che si lasciava andare a versi e sospiri, sexy, ma non con le parole. Non mi diceva quasi mai niente. E lo preferivo, il suo silenzio era carico di passione, di aspettativa. Mi sembrava che facesse molto rumore, più delle frasi a effetto che mi rifilavano gli altri.
Guardare Milo lasciarsi andare era molto eccitante, cosa che non era praticamente mai capitata con le avventure che avevo avuto; talvolta facevano delle smorfie buffe e riuscivo a stento a trattenere una risata, invece lui era sexy.
S’inarcò all’indietro mentre, contemporaneamente, mi acchiappava per i fianchi per tirarmi più vicina e io salii un altro gradino verso l’Eden. D’improvviso rallentò il ritmo e andò più a fondo, strusciandosi forte.
Sapeva come darmi il colpo di grazia.
L’onda stava per travolgermi e, quando capii che lui era vicinissimo, che si stava trattenendo solo per me, lo liberai: mi lasciai travolgere.
Socchiuse gli occhi e lo guardai mentre stava per venire, ormai conoscevo a memoria le sue espressioni, eppure ogni volta mi colpivano, mi affascinavano.
Guardare lui abbandonarsi era un miracolo che si perpetuava, la Bellezza che faceva male e che, al tempo stesso, ti faceva credere più fermamente che esistesse un essere superiore che l’aveva creato, perché non era possibile che il Caos avesse assemblato Milo Romano.

Baby

Noi ci rivediamo domani, con una tappa dedicata alla Playlist del romanzo, con un approfondimento particolare sulla canzone Don’t Cry.
Vi aspetto.

Rachel

© Rachel Sandman

 

BlogTour – Mille pezzi di te e di me di Sarah White

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Buongiorno!

Oggi, 4 Novembre 2017, è con immenso piacere che il mio piccolo blog digitale ospita la prima tappa di un BT firmato DeA Young Adult: una serie di articoli e di approfondimenti vi terranno, infatti, compagnia nei prossimi giorni e vi faranno conoscere Mille pezzi di te e di me di Sarah White, disponibile a partire dal 31 Ottobre 2017.
In questa tappa di Presentazione potrete trovare tutte le infos, la trama e una piccola chicca, un’anticipazione che non vi rovinerà assolutamente la lettura ma che, anzi, vi invoglierà ancora di più a leggere questo romanzo Young Adult.

Buona lettura!


Mille pezzi di te e di me di [White, Sarah]
Titolo: 
Mille pezzi di te e di me

Autore: Sarah White

Data d’uscita: 31 Ottobre 2017

Prezzo: € 6,99 (Ebook) – € 12,67 (Cartaceo)

Editore: DeA Young Adult

Trama: 

LA ROMANTICA STORIA DI DUE VITE IMPERFETTE CHE SI INCONTRANO.

È l’ultimo anno di liceo quando la vita di Everly Morgan va in mille pezzi. Un idillio perfetto distrutto in un solo istante: quello in cui Everly scopre che Brady, il ragazzo che ama più di ogni altra cosa al mondo, la tradisce con la sua migliore amica. E lo fa nel modo peggiore possibile: nel parcheggio della scuola, davanti a tutti. Everly è disperata: si sente umiliata, ferita e abbandonata proprio dalle persone di cui si fidava di più. Il mondo le è crollato addosso, e lei si sente soffocare. Decisa a reagire, Everly chiede aiuto a uno psicoterapeuta. E proprio lì, nella sala d’attesa del dottore, succede qualcosa di inaspettato. Everly incontra Gabe. Lui è sexy, dolce, divertente. E soprattutto sembra l’unico al mondo in grado di capire quello che prova. Everly però non è pronta a innamorarsi di nuovo, non ora che il suo cuore spezzato ha appena ricominciato a battere.

MA SI PUÒ DAVVERO RESISTERE ALLA FELICITÀ QUANDO È FINALMENTE A PORTATA DI MANO?

Trattengo il respiro, chiedendomi se si siederà di nuovo vicino a me, ma faccio finta di leggere e cerco di non darlo a vedere.
Osservo i suoi piedi passare davanti a me, a malapena visibili da sopra la pagina. La seduta del divano sprofonda sotto il suo peso quando si sistema all’altra estremità.


Volete una piccola anticipazione? Una chicca finale dell’ultimo minuto in questa prima tappa? Bene … Eccovi accontentati: se siete amanti di Ed Sheeran, non potete assolutamente perdervi questo romanzo che ha come colonna sonora l’intera discografia del cantante ma, soprattutto, questa canzone … Lego House.

Non perdetevi le prossime tappe del BT:

  • 6 Novembre: Vi presento Everly e Gabe – Books to read;
  • 7 Novembre: Il mio metodo di curare un cuore spezzato – Orientalove;
  • 8 Novembre: Intervista doppia dei personaggi – Innamorata di un libro;
  • 9 Novembre: Recensione – BookHeart.

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Il Viandante di Jane Harvey – Berrick

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Buongiorno!

Oggi è il mio turno di parlarvi di questa nuova uscita targata Delrai Edizioni. Nei giorni scorsi più blog hanno ospitato tappe del BlogTour relative a Il viandante, romanzo di Jane Harvey – Berrick, primo capitolo della The Traveling Series.

Come avrete forse capito, questa storia, originale e unica nel suo genere, ruota attorno al mondo del circo. In questo mio appuntamento, ho scelto quindi di approfondire Il tour del circo, quello che vi terrà compagnia da un certo punto in avanti della storia.

Pronti? Bene, allora … Scaldiamo i motori e partiamo!

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Il punto di partenza del tour vero e proprio è Saint Cloud, capoluogo della Contea di Stearns, in Minnesota. Fairmont che trovate, un po’ più a sud, indicato, non a caso, con una ruota panoramica sulla cartina qui sopra, è l’ambientazione statica, quella che dà il via alla storia. Tuttavia è da Saint Cloud che i nostri protagonisti vivono quello che potremmo definire il punto di svolta, indicato iconograficamente con la scimmietta che non parla, sconvolta dagli eventi che accadranno qui (siate pronti e preparati, dunque!).

Da Saint Cloud poi il tour di spettacoli legati al circo e al mondo degli acrobati si sposta, seguendo l’itinerario riproposto, in modo un po’ artigianale, dalla sottoscritta e che vede ogni tappa segnalata dalle scimmiette che non sentono.

Cedar Rapids, nell’Iowa, è il primo step. Capoluogo della Contea di Linn, è una cittadina che si trova su entrambe le rive del fiume Cedar. Fondata nel 1838 era, in precedenza, terriotorio delle tribù native dei Fox e dei Sac.

La carovana poi si sposta e arriva ad Olathe, nello Stato del Kansas. Questa cittadina è caratterizzata da una popolazione multietnica: oltre alla maggioranza di bianchi, infatti, risiedono nella zona afroamericani, nativi americani, asiatici, oceanici, latini e ispanici.

Dopo un passaggio in Colorado, ecco che si approda a Salt Lake City, nello Utah. La città, popolosa e multietnica come le precedenti, ha la caratteristica di avere ampi spazi, in cui è tuttavia difficile spostarsi a piedi da un luogo all’altro. A pochi chilometri di distanza si estende il Grande Lago Salato che, nella sua parte settentrionale, diventa un deserto di sale.

Reno è la tappa che segue. Terza città più grande del Nevada, dopo Las Vegas e Henderson, sorge in una zona quasi totalmente desertica. La città è nota soprattutto per i casinò, per i divertimenti e per la vita notturna.

Infine, il tour del circo si conclude sulla costa occidentale degli Stati Uniti, nella notissima California, il più popoloso stato statunitense.

Ovviamente, Il Viandante di Jane Harvey – Berrick è tutto questo ma anche molto di più quindi … Continuate a seguire questo BlogTour nelle sue varie tappe che si concludono domani e non perdetevi l’imminente Review Tour che avrà inizio proprio qui, sul mio piccolo blog, con una recensione in anteprima il giorno dell’uscita, ovvero il 25 Ottobre 2017.

A presto!

Vi lascio qui il calendario relativo al BT. Se vi siete persi qualche tappa, rimediate!
Un bacio.

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Rachel

© Rachel Sandman

La colonna di fuoco di Ken Follett – Recensione

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Buongiorno!

Oggi, con una giornata interamente dedicata alle recensioni, si conclude il nostro BlogTour dedicato a La colonna di fuoco di Ken Follett.
Spero che abbiate seguito le varie tappe, le abbiate apprezzate e, soprattutto, passerete, ancora una volta, nei nostri angoli digitali per curiosare sulla nostra personalissima opinione riguardo all’ultimo romanzo legato a Kingsbridge ed edito da Mondadori.

Qui di seguito, troverete tutti i dati, la trama e, ovviamente, la mia recensione.
Buona lettura!


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Titolo: La colonna di fuoco
Autore: Ken Follett
Serie: Kingsbridge #3
Data d’uscita: 12 Settembre 2017
Prezzo: € 16,99 (Ebook) – € 22,95 (Cartaceo)
Editore: Mondadori

Trama: Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.

Recensione: Quando ho letto la notizia di questo romanzo, di questo ritorno nelle atmosfere e nei luoghi di Kingsbridge, ho avuto, come sempre, sensazioni contrastanti.
C’era infatti, da un lato, la voglia, la curiosità di leggere La colonna di fuoco e di scoprire i suoi personaggi ma, dall’altra parte, c’era anche un lieve sentore d’ansia e di tentennamento. Non possiamo girarci attorno, insomma, I pilastri della terra di Ken Follett resta, per me, ancora oggi, uno dei migliori libri che io abbia mai letto quindi vedere una nuova storia, collegata alla precedente per ambientazione e pathos, mi lasciava davvero titubante.

Poi ho iniziato a leggere il romanzo e nonostante, lo devo sottolineare, il primo di questa serie che attraversa i secoli, legata a Kingsbridge, resti per me inarrivabile e irraggiungibile, l’ho trovata una lettura piacevole e, a tratti, davvero ben approfondita e ampliata.

Mi spiego meglio, o almeno ci provo. La colonna di fuoco, a differenza dei due libri che lo precedono (I pilastri della terra Mondo senza fine), ha due cardini su cui ruota il tutto: la religione e l’atmosfera di mistero quasi da indagine e da spionaggio.  Due elementi che ho apprezzato, visto l’enorme lavoro che sta dietro e la fedeltà con cui Follett, ancora una volta, riesce a ricreare situazioni e fatti, ma che ho un po’ detestato visto che sono preponderanti rispetto alla linea narrativa, chiamiamola, più romantica e personale.

Ho trovato molto convincente, anche più dei precedenti romanzi, la ricostruzione storica: ad un certo punto, la scrittura dell’autore è così avvolgente e coinvolgente che mi sono persa anche io nei vicoli e nelle cattedrali descritte, senza alcuna barriera, credendoci realmente e fiondandomi a capofitto alla ricerca dei misteri.

Come sempre, in romanzi come questo, la quantità di personaggi che popola le pagine del libro è immensa quindi, inizialmente, mi sono un po’ persa tra nomi e capitoli vari. Tuttavia le figure sono molto ben delineate e, dopo poco tempo, riconoscibili nell’immediato.

In conclusione, questo libro è, ovviamente, una lettura complessa che richiede attenzione, visti i milioni di indizi disseminati qua e là, e cura ma, se sfogliato e conosciuto nel periodo giusto, è un libro magnetico che vi farà fare un viaggio introspettivo e non solo attraverso grandi città europee dell’epoca, attraverso credi e religioni del secolo e grazie ad una serie di personaggi protagonisti di più linee narrative che si intrecciano e si sciolgono in una trama che, ancora una volta, porta Ken Follett nell’Olimpo degli scrittori di questo genere.

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – La colonna di fuoco di Ken Follett

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Buongiorno!

Oggi un super appuntamento vi aspetta qui sul blog. Avete presente Ken Follett? Avete presente I pilastri della terra? Bene … Come forse saprete, poco tempo fa è uscito il romanzo La colonna di fuoco che altro non è se non il sequel di Mondo senza fine che era, a sua volta, la continuazione a secoli di distanza di I pilastri della terra.
Siete confusi? Spero di no.

Detto ciò, in questa tappa inizieremo ad immergerci nell’ambientazione, nei luoghi che troverete leggendo il romanzo. Gli ambienti restanti verranno trattati nella tappa di domani, come da calendario del BlogTour che trovate qui in fondo.

Allora, siete pronti a partire e ad iniziare questo nostro viaggio? Cominciamo.


Risultati immagini per sivigliaUno dei primi porti a cui dobbiamo attraccare è quello di Siviglia.
Una città sul fiume, ricca di storia, cultura, commercio.
In particolare, come forse già saprete, io amo la vena descrittiva di Ken Follett e lascio proprio che sia lui a parlarvi di questa città.

Siviglia sorgeva sui due lati di un’ansa del fiume. Nell’interno della curva, un’ampia spiaggia di sabbia e fango saliva dalla riva fino a un terreno più solido su cui si ergevano migliaia di case, chiese e palazzi stretti gli uni agli altri a formare la più grande città della Spagna.
La spiaggia era gremita di uomini, cavalli e buoi, impegnati nelle operazioni di carico e scarico delle navi, e di venditori e compratori che contrattavano a voce alta, tirando sul prezzo.

Come ben afferma lo stesso autore in un video che si trova facilmente su Youtube e che vi ripropongo, qui, in chiusura di articolo, è difficile per uno scrittore immaginarsi luoghi che non conosce. Ecco che quindi Ken Follett ha scelto di visitare personalmente i paesi in cui ha ambientato questa storia, ricreando poi, grazie all’immaginazione, una linea narrativa come sempre unica.

Immagine correlataUn’altra metropoli già in voga all’epoca, città di scambi, di curiosità, di occulto e di architettura, è Parigi. Ad essere oggetto di approfondimento in questo romanzo di Follett è, in realtà, il lato religioso della capitale francese.

La capitale era una roccaforte cattolica, piena di persone che si guadagnavano da vivere servendo la Chiesa e la monarchia. Lì i protestanti erano odiati.

Una città che, nonostante le ristrettezze, la rigidità, le regole imposte, appare Risultati immagini per map paris in 1550perennemente in festa, in un’atmosfera di sfarzo mai banale ma, talvolta, sopra le righe.

Ovviamente, il viaggio che l’autore compie in questo caso deve avere supporti e conoscenze storiche: la Parigi del XVI secolo era molto diversa rispetto a quella che visitiamo oggi. Cosa c’era già? Cosa era già stato costruito? Cosa, invece, non era presente?

Qui a lato vi lascio una mappa di Parigi datata 1550 che rende bene l’idea di come, ovviamente, la struttura della città non è mutata ma le architetture e le strade, così come la società ovviamente, hanno subito modifiche nette e sostanziali.
Un cenno in più va fatto poi in merito a Notre Dame, la cattedrale per antonomasia che, insieme a quella di Kingsbridge, è elemento fondamentale nei romanzi di Ken Follett sin da I pilastri della terra. Una struttura gotica ricca di fascino, mistero e curiosità, ieri come oggi.

Le cattedrali, come detto, sono un dettaglio che torna e lega le varie linee narrative che si svolgono e si sciolgono in La colonna di fuoco. Tra queste, vi è anche la cattedrale di Risultati immagini per anversa belgioAnversa, in Belgio, città che ospita per un tratto di strada i personaggi creati da Follett.

Anversa era circondata dall’acqua, si rese conto mentre esploravano la periferia. A ovest c’era l’ampia curva del fiume Schelda. Sugli altri tre lati la città era separata dalla terraferma da un canale cinto da mura. Il corso d’acqua era attraversato da ponti che conducevano direttamente a una porta fortificata. Si diceva che fosse la città più ricca del mondo, quindi era naturale che fosse ben difesa.

Per le ambientazioni inglesi e scozzesi, vi rimando alla tappa di domani che troverete sul blog Honey, there are never enough books. Ora però, per mantenere la promessa che vi ho fatto qualche riga fa, vi lascio qui di seguito il video in cui potete immergervi in quello che è stato lo studio della storia, dei luoghi e delle stoffe che ha occupato Ken Follett per la realizzazione di La colonna di fuoco e il calendario con le tappe del BlogTour.


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Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Burn di Giusy Bellone

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Buongiorno!
Oggi, il blog partecipa al BlogTour relativo ad una nuova uscita made in Italy: sto parlando di Burn di Giusy Bellone, edito dalla Hope Edizioni e disponibile a partire dall’11 Ottobre 2017.
Nei giorni scorsi, altri angoli digitali hanno ospitato articoli e approfondimenti su questa storia. In questo caso, a me è stato assegnato il compito di introdurvi nel mondo di Burn attraverso una Playlist, una serie di canzoni scelte dall’autrice che riescono a creare una vera e propria colonna sonora della storia di Bessie e Trent.
Siete curiosi di saperne di più?
Scorrete il post e … Buona lettura!

Burn
Titolo: Burn
Autore: Giusy Bellone
Data d’uscita: 11 Ottobre 2017
Prezzo: € 2,49 (Ebook) – € 12,99 (Cartaceo)
Editore: Hope Edizioni
Trama: 

Spesso mi avevano detto che più si ha paura di una cosa e più quel qualcosa acquista potere, mi avevano insegnato tecniche per non temere nulla, ma non erano servite. Se qualcosa te la porti dentro, anche se in un angolino remoto della tua testa, ti farà male e ti farà sentire inadeguata, inutile, scialba.”

Bessie vorrebbe essere invisibile agli occhi di tutti. Fin da bambina ha dovuto fare i conti con una malattia della pelle che l’ha fatta sentire a disagio e l’ha resa vittima di attacchi di bullismo. Per questo motivo, ora che deve scegliere il college in cui andare, opta per uno lontano dalla sua città natale, in modo da poter iniziare una nuova vita distante dagli sguardi di troppo e dalle battutacce.
Quando viene obbligata dalla sua amica ad andare a una corsa clandestina di automobili conosce Trent, un ragazzo popolare e sicuro di sé che entrerà nella sua vita, stravolgendola, e riporterà a galla tutte le sue paure e le sue insicurezze. Trent è davvero il ragazzo aperto e senza segreti oppure anche lui ha un passato da cui scappare? Bessie potrà davvero fidarsi di lui e lasciarsi andare o si tratta solo dell’ennesima presa in giro?
Il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso nella società contemporanea e lascia segni indelebili sulle vittime. Ricominciare per loro è difficile, ma possibile, occorre però un lungo percorso per tornare a fidarsi degli altri. Il romanzo è un esempio di come sia possibile farlo attraverso la scoperta dell’amore.


Adesso però veniamo all’argomento vero e proprio della tappa ovvero la musica. Ci sono canzoni perfette, adatte, che sembrano scritte appositamente per le storie che leggiamo o scriviamo: è questo il caso di Everything burns di Anastacia ft. Ben Moody che crea l’atmosfera perfetta che fa da apripista a tutto il narrato, alla storia, alla sofferenza, alla rinascita.

Questa canzone, uscita nel 2005, è stata scritta dall’ex chitarrista degli Evanescence, Ben Moody, in collaborazione con la famosissima Anastacia. Un mix di atmosfere cupe e fosche che si intersecano in una spirale musicale che ringhia e soffia, come un gatto arrabbiato (n.b. La canzone è stata inoltre scelta come base per il film I fantastici 4, uscito quello stesso anno).

Proseguendo, un altro brano che ben si lega alla trama creata da Giusy Bellone e che fa da sottofondo alla storyline che coinvolge tutti, ma soprattutto la protagonista, è Broken di Elisa (canzone del 2003, appartenente all’album Lotus).

Per rimanere coerenti, un’altra voce femminile accompagna e ben si adatta a questa trama dalle sfumature cupe e profonde. Mi riferisco, in questo caso, a Pink, con il brano Just give me a reason.

In conclusione, quale canzone può chiudere meglio l’accompagnamento a questo romanzo di Burn di Ellie Goulding? Nessuno, ed infatti la conclusione va lasciata a questo brano, ricco di ritmo, gioia e forza.

Ovviamente, non vi ho presentato tutti i brani ma ho scelto i quattro più forti e, a mio parere, più adatti a colpire e a far capire quanto questa storia sia femminile, forte e ricca di pathos.
Qui di seguito, tuttavia, vi lascio l’elenco completo delle canzoni, con i relativi link di YouTube. Leggendo, fidatevi di me, ascoltate questi suoni, queste parole: rendete l’esperienza di Burn unica.

Vi lascio, qui, infine, il calendario in cui trovate tutte le tappe di questo BlogTour davvero speciale che ruota attorno a Burn di Giusy Bellone.
Non perdetele!
Mi raccomando!
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Review Party – C’era una volta a New York di Cecile Bertod

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Buongiorno!

Allora, oggi torno a parlarvi di Cecile Bertod in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, C’era una volta a New York, edito dalla casa editrice Newton Compton.
Il libro non vi è nuovo? Beh, lo spero bene! Ve l’ho presentato io, proprio qui, in occasione del BlogTour organizzato e realizzato in collaborazione con altre colleghe blogger.

Oggi, però, l’appuntamento è legato al Review Party di C’era una volta a New York della Bertod: siete curiosi dunque di sapere la mia personale opinione sul libro?
Allora, scorrete il post e … Buona lettura!


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Titolo: C’era una volta a New York
Autore: Cecile Bertod
Prezzo: € 6,99 (Ebook) – € 10,00 (Cartaceo)
Editore: Newton Compton

Trama: L’amore può nascondersi ovunque, anche su una nave che salpa per New York.
Parigi. Fin da bambina Sophie ha sognato di sposare un nobiluomo con una rendita sufficiente a garantirle il tipo di vita a cui è stata abituata: circoli esclusivi, vestiti d’alta moda, serate di gala. Ma, malgrado l’indiscutibile fascino, non è ancora riuscita a realizzare il suo proposito e, alla soglia dei ventotto anni, sa di non avere più molto tempo a disposizione. Alric, per quanto vecchio e terribilmente noioso, potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per sistemarsi e così, una mattina, Sophie indossa il suo abito migliore e lo raggiunge, decisa ad accettare la sua proposta. C’è però una cosa che Sophie non ha previsto: il suo nome è Xavier. Un piccolo-borghese mai visto prima che irrompe nel salotto di rue d’Orsel deciso a infangare il suo buon nome. Xavier sostiene che Sophie non sia affatto la donna che vuol far credere, ma anzi, che un tempo sia stata la sua amante e ora gli nasconda suo figlio. Xavier non intende lasciarla andare prima di averlo ritrovato. Sotto lo sguardo sgomento di Alric, Sophie viene trascinata via e condotta su una nave che salpa per New York. E da quel momento inizia la sua sorprendente avventura …


Recensione: 

Che dire? Ogni volta che apro un libro firmato Cecile Bertod non so mai cosa aspettarmi ma una cosa è certa: so che rimarrò sorpresa e qui, con C’era una volta a New York, ne ho avuto la conferma.
I suoi romanzi infatti sono ormai garanzia di ironia, eleganza e poliedricità.

Non è un mistero: Cecile Bertod è riuscita, nel tempo, a passare attraverso vari generi. Partendo da storie legate al chick lit come Ti amo ma non posso, ha poi affrontato atmosfere più cupe e, a tratti, più profonde con Dopo di te nessuno mai fino ad approdare, ora, con l’ultima storia, nel genere prettamente storico.
Quello che trovo personalmente fantastico in questa autrice è il suo mettersi in gioco e risultare, infine, credibile con ogni veste che sceglie di indossare.

Ebbene sì, cari lettori, anche con C’era una volta a New York potete andare sul sicuro: è una lettura, una storia che non perde mai il tratto caratteristico della Bertod, che è l’innata ironia, ma si arricchisce soprattutto, a mio parere, nei tratti più narrativi e descrittivi.

I personaggi sono, sin da subito, ben delineati e con i contorni netti.
Sophie, da un lato, è una giovane contessa superficiale, in cerca di un marito che deve avere, come qualità assolute, un portafoglio abbiente e titoli altolocati da poter sfoggiare a suo piacimento. È una ragazza testarda, caparbia, intelligente, combattiva.
Xavier, al contrario, è l’imprevisto, colui che sin da subito spezza gli schemi delineati e crea subbuglio: per usare i termini della Bertod, egli è arrogante, prepotente, insofferente. Dormiglione, ritardatario, inaffidabile.

Ovviamente, come siamo ormai abituati a presagire nei romanzi e, soprattutto, nelle storie della Bertod, non tutto è ciò che sembra. Ma non voglio dirvi di più sulla trama, né tanto meno sull’evoluzione dei personaggi che viene gestita con maestria certosina dall’autrice.

Vorrei invece, in conclusione, soffermarmi un po’ su quello che anticipavo all’inizio e che, secondo me, dà quel tocco di novità alla scrittura di Cecile. Chiariamo subito: lo stile e la maestria nel dosare e nel guidare ogni dettaglio è sempre presente, in ogni suo romanzo, ma qui assume più spessore, a mio parere, proprio nelle fasi e nei paragrafi più prettamente narrativi e descrittivi.
Mi spiego meglio: è pittorica, è figurativa, è Cecile Bertod immersa in un quadro ambientato a inizi Novecento che ti permette di entrare e ti crea l’illusione di toccare con mano i broccati e le sete più costose, di sentire con le tue stesse orecchie le musiche di un tempo e le atmosfere che lo vivono.

Insomma, C’era una volta a New York è davvero una storia straordinaria che ha, in più, un approfondimento sui posti, sugli ambienti … Su quello insomma che troppo comunemente viene definito sfondo e che qui, grazie al genio e alla penna della Bertod, acquista grande spessore e importanza.

Quindi, cosa state aspettando? Se ancora non l’avete fatto … Correte in libreria e acquistate questo libro!

Rachel

© Rachel Sandman

BlogTour – Io e te come un romanzo di Cath Crowley

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Buongiorno!
Siete pronti? Oggi sul blog ho l’onore e il piacere di ospitare una tappa originalissima di un BlogTour unico che ruota attorno a Io e te come un romanzo, scritto da Cath Crowley ed edito da De Agostini.

Sul blog Libro fatato trovate già online la prima tappa di presentazione, con alcuni estratti. Oggi, a me tocca invece un appuntamento nuovo per i canoni e gli schemi dei 6tag_270917-101304normali Blog TourLettera nel nostro libro preferito.

In cosa consiste? Beh … Avete presente quando trovate un libro, un romanzo che vi prende e che vorreste condividere, consigliare?
E se, allora, decideste di lasciare in quel romanzo una lettera, un pensiero che attende lì, fermo e intrappolato nelle pagine, per avvertire e segnalare ad un futuro lettore che quel volume che tiene, ora, tra le mani è il contenitore di una storia unica?

Bene, l’idea è un po’ questa … Ricreare quella lettera, mettere su carta (in questo caso, su foglio elettronico) un pensiero per uno sconosciuto.
Siete pronti quindi?
Ecco la mia personale idea, la mia lettera, quella che potrei scrivere sul serio e abbandonare nel mio libro preferito, in attesa di un lettore.

Caro lettore,

tu ancora non lo sai, ma quello che stringi ora tra le mani è un piccolo capolavoro.
E non, sia chiaro, perché scritto in modo impeccabile, grammaticalmente corretto in tutti i paragrafi e con tutti i tempi verbali al loro posto.
O, per meglio dire, non solo per questo.
Sai, quello che rende unico questo volume è soprattutto la storia che racchiude, raccontata con garbo ed eleganza, ricca di quella verità più vera che ti si scaglia addosso, come un meteorite pronto per la collisione con l’atmosfera terrestre.
Narra un pezzo di vita vera, descrive sentimenti concreti, puri, semplici ma complessi insieme.
Quindi, io ti avverto, caro lettore sconosciuto: preparati.
Piangerai, ovvio. Sospirerai. Soffrirai anche, di sicuro.
Ma alla fine, sorriderai contento e pieno, ricco di quell’esperienza che solo un romanzo dal grande impatto può darti, un romanzo come questo che, a mio modesto parere, è uno dei migliori. È unico.
Buona lettura, dunque.
Mi raccomando: prima di iniziare, fai un bel respiro profondo, sistemati comodo e sorridi: stai per compiere un viaggio sensazionalmente meraviglioso.

Mi raccomando: seguite le varie tappe di questo BlogTour diverso e originale. Non perdetevi i vari appuntamenti: qui di seguito vi lascio il calendario.

Calendario Dea

Buona lettura!

Rachel

© Rachel Sandman