Deacon di Veronica Scalmazzi – Recensione in Anteprima

Titolo: Deacon
Autore: Veronica Scalmazzi
Serie: Morris Brothers #2
Data d’Uscita: 15 Novembre 2021
Prezzo: 2,99 (Ebook su Amazon)
Editore: Self Publishing

Trama:

Mi chiamo Deacon Morris, detto il Cobra, e sono uno dei giocatori più desiderati e strapagati di tutta l’NBA.Quando scendo in campo niente può placare la mia sete di vittoria. Perché il basket mi scorre nelle vene. È passione. Sacrificio. Vita. È il mio cuore a metà. La metà che sopravvive a ogni 15 novembre di ogni maledetto anno senza di lei. Avevo promesso di amarla. Oltre la luna e ritorno. E invece l’ho ferita nel peggiore dei modi. Destiny Summers, la mia Autumn. Il mio passato. Un passato che rivoglio a tutti i costi nella mia vita, e farò il possibile per fare in modo che accada, anche giocare sporco. Perché sono un Morris, e i Morris non si fermano davanti a niente, specialmente quando c’è di mezzo la donna che amano. E io sono fottutamente innamorato di Autumn. È tempo che il Cobra scenda nuovamente in campo, a giocare la sua partita più importante: quella dell’amore.

Recensione in Anteprima: Deacon di Veronica Scalmazzi, in uscita OGGI in Self Publishing, segna (finalmente) il ritorno di questa autrice e del suo clan di giovani talentuosi, alle prese con i loro sentimenti e i loro fantasmi.
In questo caso, protagonista assoluto della seconda storia della serie è Deacon, colui che ha fatto del basket la sua ragione di vita ma che proprio non riesce a dimenticare una giovane rossa, Destiny, che gli ha rubato il cuore anni fa e che non glielo ha più restituito.
Partiamo subito da una considerazione di fondo: Deacon, a differenza di Jared, il volume precedente, incentrato sul più giovane della famiglia Morris, è diverso per struttura, personaggi e tematica. Deacon NON è Jared e questo si nota subito, sin dalle prime battute: questo personaggio ha una maturità differente, frutto di una serie di crepe che corrodono la sua anima da star dell’NBA che ormai brilla sì di luce propria ma che non riesce a generare la scintilla affinché il suo io più profondo si plachi e si riesca a domare.
Scalmazzi fa capire la situazione sin da subito, avendola già, in parte, accennata nella trama precedente e inquadrando la personalità del suo protagonista in maniera immediata.
Accanto a lui, Destiny ovvero Autumn (nomignolo con cui lui la chiama da sempre), colei che arriva dal passato di Deacon e piomba nel suo presente al momento giusto, nella situazione più sbagliata.
Questa coppia di protagonisti si ritrova, insomma, a vivere una seconda chance, l’ultima che ha a disposizione. L’interagire tra Deacon e Autumn è fatto di gesti meccanici che rimbombano di un’adolescenza trascorsa insieme, in cui riusciamo a fare da spettatori grazie ad alcuni flashbacks disseminati qua e là nella trama.
Entriamo ora più nel dettaglio e diciamolo chiaramente… Deacon si ama, subito, senza dubbio alcuno. Certo, ogni tanto ha degli atteggiamenti da puro maschio che sembra provenire dalle caverne… Tuttavia, lo sguardo dolce, la cura e l’attenzione con cui riesce a muoversi nello spazio, con eleganza e maestria, ammaliano.
Destiny, al contrario, è un personaggio più complesso, più combattivo con il mondo e con se stessa, che io, devo ammettere, ho adorato immensamente. Perché Destiny può piacere oppure no, ma è vera, terribilmente vera. Il suo atteggiamento, fatto di alti e bassi continui, di lotta tra testa e cuore, di passi falsi, di ritrosia, di rimorsi e di morsi, è assolutamente credibile e, in questo, l’autrice è stata in grado di piazzare tutto il suo groviglio emotivo su carta. Groviglio frutto e conseguenza di azioni passate che, inevitabilmente, hanno intaccato la persona che è oggi e che, altrettanto inevitabilmente, la costringono a porsi domande che si sommano ad altre domande e che cozzano con i suoi sentimenti, con l’attrazione che sente, con l’amore che c’è, nonostante tutto e tutti, nascosto sotto un tappeto cosparso da polaroid contenute in un bauletto di legno intagliato.
Ovviamente, questo suo agire, questa sua prerogativa caratteriale, porta la trama a ripiegarsi su se stessa, come una fisarmonica che si tende e poi, improvvisamente, torna a flettersi e ad arricciarsi. Tuttavia è quanto di più umano ci si aspetterebbe da una donna che ha subito ciò che ha subito lei. E, badate bene, ciò che Deacon ha fatto a Autumn è altrettanto umano: si scopre piano piano, attraverso i tasselli del passato che riemergono, ma poi appare ed è ovvio, meccanico che una cosa del genere si sia verificata.
Il bello di questa trama è che nessuno è l’antagonista: tuttavia, entrambi si sentono, ad un certo punto, vittime. Vittime di eventi, vittime uno dell’altro. Il dolore è fibra che scorre in entrambi i protagonisti: un uomo e una donna insomma che sono strutturati ormai, che sono individui in pieno possesso delle loro vite in quanto singoli ma che, tuttavia, se uniti diventano una meraviglia assoluta.
In conclusione, leggete Deacon se siete alla ricerca di un romanzo che vi acchiappi e vi faccia trascorrere un paio d’ore in compagnia di scene che vi lasceranno un sorriso sul volto, altre che vi faranno fremere, altre ancora che vi faranno arrabbiare e storcere il naso. Leggete l’ultimo romanzo di Veronica Scalmazzi se siete fans della sua penna e del suo stile e, perché no, anche se siete lettori che non hanno mai affrontato prima una sua storia: Deacon potrebbe essere il primo tassello per poi entrare, inevitabilmente, nel tunnel delle trame narrate da una delle penne migliori del panorama della narrativa sentimentale italiana.

Rachel

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