BlogTour – La Supplente di Cristina Frascà – Il mondo degli adolescenti

Titolo: La Supplente
Autore: Cristina Frascà
Data d’uscita: 9 Settembre 2021
Prezzo: 17,90
Editore: Garzanti

Trama: Anna ha trent’anni e non ne fa una giusta. Sarà per questo che non ha ancora realizzato il sogno di insegnare; o forse perché la strada per ottenere un posto di ruolo – si sa – è lunga e tortuosa. Così, quando scopre di aver ottenuto una supplenza per un intero anno non può credere alle sue orecchie, e poco le importa che in quell’istituto professionale le sue amate materie umanistiche non siano le più importanti. Anna è armata di buone intenzioni e nessuno le impedirà di essere il perfetto insegnante in stile “Attimo fuggente”. Quando però si trova davanti Rimmel, Bruzzo, Mito, il Principe e Panik le sue certezze vacillano: i nomignoli dei nuovi alunni sono anche simpatici, ma loro non lo sembrano affatto, e non hanno alcuna intenzione di ascoltarla. Ma Anna ha una strategia segreta per provare a coinvolgerli: niente libro di testo, niente cattedra. La poesia è un linguaggio che arriva al cuore di tutti e persino il dizionario Treccani, se usato alla ricerca dei neologismi più strani, non è poi così difficile da consultare. Giorno dopo giorno, si avvicina sempre di più ai suoi studenti, scoprendo che, sotto una solida corazza, nascondono le paure di tutti gli adolescenti. Per loro, l’amicizia e l’amore hanno ancora il gusto pericoloso ma unico dell’ingenuità, e, più che di un voto, hanno bisogno di essere ascoltati. Quello che non avrebbe mai immaginato è che sarebbero stati loro a cambiare la sua vita. A insegnarle che le sue fragilità sono una risorsa e che l’incontro inaspettato con Sasha e la sua passione per gli scacchi è più speciale di quanto credesse. Anna ha finalmente capito quale è il segreto dell’insegnamento: non smettere mai di imparare. Cristina Frascà è un’insegnate che ha deciso di porre al centro del suo esordio fresco e sincero il mondo della scuola. Un romanzo in cui la protagonista è in cerca di sé stessa e non avrebbe mai pensato di capire chi è veramente grazie ai suoi alunni.

IL MONDO DEGLI ADOLESCENTI

“L’adolescenza è quel tratto dell’età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quella dell’individuo adulto.”

Questa è la frase che più sinteticamente può definire chi è un adolescente, ovvero un essere umano che, in modo automatico e irreversibile, cresce e si sviluppa. Questo passaggio tuttavia implica cambiamenti sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista emotivo e psicologico. E’ l’età della presa di coscienza, della consapevolezza, dello sballo, delle sfide, dei primi amori, insomma, di tutta una serie di esperienze che segneranno, nel bene o nel male, la persona che si diventerà. E’ anche l’età più criticata, quella che più spesso è sinonimo, a posteriori, di trasgressione; in itinere, di libertà massima. Essere adolescenti oggi, nel 2021, è sicuramente diverso da ciò che significava essere adolescenti in passato. Penso anche soltanto agli anni Novanta.

Il mondo cambia e, con esso, anche la società in cui viviamo che è il veicolo principale da cui gli adolescenti traggono stimoli e modi di essere, di vestirsi. Un tempo, la moda seguiva il veicolo delle band musicali, erette a veri e propri modelli: non eri nessuno se non ti vestivi imitando lo stile di Britney Spears o di Christina Aguilera, se non acconciavi i capelli come le Spice Girl, se non tentavi di imitare le soubrette della televisione nei gesti, nell’ancheggiamento accentuato. Oggi, il flusso di informazioni, idee e modelli passa attraverso lo schermo di un cellulare, attraverso i profili social delle maggiori influencers (Chiara Ferragni, Giulia Salemi, Khaby Lame) e attraverso i video caricati dalla piattaforma Tik Tok, sempre più in voga, anche tra i giovanissimi. Gli input sono insomma infiniti e, sebbene i controlli siano sempre attivi, è facile aggirarli, anche solo per il fatto di sentirsi grandi.

L’adolescenza diventa lo specchio attraverso il quale il mondo ti vede e ti giudica: quanto spesso sentiamo infatti … Alla sua età io non facevo quelle cose? … Mia madre non mi avrebbe mai permesso di indossare quella gonna! … Ai miei tempi, si rientrava a casa ad un’ora decente! … Una volta, le discoteche erano aperte al pomeriggio. Noi andavamo a ballare lì. Mica come oggi, che sono aperte solo dalle undici di sera! Tutte considerazioni che, sebbene vere alla base, hanno sempre un fondo di acidità che serpeggia tra le lettere, un po’ come se l’ammonimento fosse frustrazione dei bei tempi andati, un po’ come se essere giovani, oggi, fosse una colpa da espiare standosene tranquilli a casa, senza badare a gruppi di amici e compagnie di paese.

A questo dobbiamo, inevitabilmente, aggiungere un elemento che ha, non poco, destabilizzato l’essere adolescenti negli anni ’20: il COVID. La pandemia, in questi due anni, ha indubbiamente influito su tutti, nessuno escluso. Tuttavia, la fascia di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta si è trovata, ancora di più che in precedenza, ad avere un’esistenza dettata dai ritmi dello schermo di un PC: meccanica, anonima, a tratti asettica. Inevitabile è stato il passo successivo: ovvero, una scissione. Chi, ora, vive la vita al massimo, correndo rischi inutili e agendo con poco sale in zucca solo per recuperare il tempo perso; chi si è chiuso in se stesso e ha visto, in quello schermo, non un nemico ma quasi un muro da sorreggere, una sorta di protezione dietro al quale nascondersi dal mondo esterno, per non rimanerne ferito. Ecco però che un nuovo nemico si insidia: perché sebbene internet e il mondo dell’etere siano alla portata di click sempre più veloci, soprattutto per chi maneggia questi marchingegni ogni giorno, nascondono insidie, nascondono un black internet che fa paura e che … Beh … Una puntata di Law & Order dei bei tempi andati può rendere assai bene l’idea.

Insomma, che si sia dei ligi studiosi o dei ribelli inside, essere adolescenti implica, generalmente, essere criticati dai più grandi. E dai coetanei? Ecco, in questo caso scatta la dinamica del gruppo dei pari, quell’escamotage sociologica secondo la quale i simili si attraggono e creano gruppo, iniziando a parlare in modo simile, generando, talvolta, un vero e proprio slang, tutto loro (esempio sentito pochi giorni fa… Ciao Fratello! Vieni Fratello! Etichetta utilizzata all’interno di un gruppo di sole ragazze di età compresa tra i 14 e i 16 anni). Dal gruppo, qualcuno resta inevitabilmente escluso. E ciò accade sempre, in tutte le decadi, in tutti i paesi. E l’escluso può essere abbastanza forte da cavarsela oppure diventare bersaglio di gruppi che si tramutano in branchi veri e propri. Ecco quindi che, per tirare le somme di questo discorso che necessita, forse, non solo di un articolo su un blog, ma di una vera e propria rubrica di approfondimento tenuta da esperti del settore, essere adolescenti e far parte del mondo dei giovani è complesso, una continua lotta. Ma anche avere a che fare con loro, imporre una disciplina scolastica, non è semplice. Il lavoro di educatori, insegnanti, professori è spesso criticato ma… Davvero, qualcuno si è mai messo nelle panni di un uomo di 40 anni che viene preso in giro e ridicolizzato da un 12enne? L’equilibrio tra le due forze è precario e, sebbene gli adolescenti siano come barattoli intrisi di idee, sogni e materia in divenire, essi hanno bisogno di qualcuno che indichi loro la strada. Non ci sono scorciatoie possibili.

Rachel

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