Review Party – La Voce del Geco di Aldo Boraschi

Titolo: La voce del geco
Autore: Aldo Boraschi
Data d’Uscita: 30 Aprile 2021
Prezzo: 12,90 (Cartaceo)
Editore: AltreVoci Edizioni

Trama: Giusto è il figlio di un funambolo, abbandonato dai parenti alla morte del padre quando aveva dieci anni. Da quel giorno vive sui tetti. Tutta la sua vita accade sui coppi alla marsigliese di un piccolo quartiere di Lavagna, adottato dai vicini e lasciato libero di essere quello che è. Nel corso degli anni quei tetti diventano un micromondo abitato da personaggi tanto improbabili quanto profondamente reali: la badante Bartola, l’ex professore Adelmo Chiappe, il campione di ciclismo caduto in disgrazia Rosario, don Livio, prevosto di campagna in crisi di vocazione. Un equilibrio perfetto, che solo le vite imperfette sanno creare. Quando arriva Raimonda, però, tutto cambia. Ma perché tutto, veramente, possa cambiare, occorre fare un passo in più: scendere nel mondo.

Recensione: La voce del geco di Aldo Boraschi, edito da AltreVoci Edizioni, è un romanzo breve dal forte impatto emotivo. Sorretto da una trama semplice, si erge grazie ad uno stile composito, fatto di frasi oniriche mescolate ad altre più figurative, pittoriche quasi, tanto che il lettore si ritrova, scorrendo i vari capitoli, a vedere e a sentire tutto ciò che viene descritto nelle pagine del libro, quasi fosse di fronte ad una pellicola cinematografica d’altri tempi.
La prima parte è senza dubbio una narrazione di tipo corale dove, a poco a poco, i personaggi, anche quelli secondari, anche coloro che potrebbero, in un’altra storia, risultare mere comparse, si presentano, acquistano spessore, prendono la parola e raccontano la loro storia e un pezzo di quella che è la linea narrativa principale ovvero il percorso di Giusto.
Giusto è un personaggio strano. Inizialmente simile per stranezza e assonanza nel vivere a metri da terra al Barone Rampante di Italo Calvino, contornato da un’aura magica proveniente dalle sue origini circensi, acquista piano piano carattere, personalità, credibilità. Giusto è un sognatore, un ragazzo che diventa uomo attorniato da una famiglia tenuta insieme dai mattoni di un antico edificio, da elementi diversi che non hanno nemmeno una goccia di sangue in comune ma che comprendono, capiscono e, in alcuni casi, assecondano le sue manie, le sue fissazioni, le sue azioni. Tuttavia, non è solo questo. Alla ricerca ossessiva di scoprire e ascoltare la voce del geco, vive in maniera astrusa, seguendo ritmi tutti suoi. Tuttavia, quando incontrerà una persona speciale, Raimonda, dovrà fare i conti non solo con la sua scelta di vita ma anche con fantasmi nascosti in un passato lontano: spettri avvolti da onde calme e poco profonde, da occhiali spessi e dalle lenti scure.
Originalissima la scrittura: in un’alternanza di capitoli ed epistole scritte da questo o quest’altro personaggio, il ritmo del romanzo si mantiene alto e oscilla, per tutta la durata della storia, sino all’epilogo meraviglioso, straziante ma, se ben si riflette, inevitabile.
Tra tutti i personaggi di contorno spicca, a mio parere, Bartola. Donna tutta d’un pezzo, priva di filtri ma con una delicatezza intrinseca che si sprigiona solo in alcuni punti del romanzo, in alcuni snodi della trama, e serve, a Giusto, come aiutante per superare prove, per crescere, per rimediare.
In conclusione, La voce del geco è un romanzo che, nella sua brevità, porta a galla sentimenti, riflessioni e personaggi di carta che, difficilmente, vi lasceranno andare, anche una volta terminato il romanzo. Perché Aldo Boraschi è maestro nel raccontare, nel descrivere questa storia in modo da farla sembrare parte del vissuto di ogni lettore, creando immagini fatte di parole e suono, effimere come il vento che soffia sui tetti di un edificio sgangherato e che, fischiando, nasconde il verso di un geco nascosto in un angolo, laggiù, sotto un balcone, tra i calcinacci polverosi di mattoni a vista.

Rachel

© RACHEL SANDMAN

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