Review Tour – Playing Time di Moloko Blaze

Titolo: Playing Time
Autore: Moloko Blaze
Data d’Uscita: 8 Febbraio 2021
Prezzo: 14,99 (Cartaceo)
Editore: Self Publishing

Trama: Reagan Desoto ama recitare, ama lo sfavillio del mondo di Broadway così come l’odore dei piccoli teatri, ma una ragazza di Harlem non dovrebbe credere nei sogni, soprattutto quando a spronarla è un giovane con il conturbante aspetto e il naturale talento di James Dean. Noah Dresner sembra mostrare uno strano interesse per lei, nonostante il suo look da maschiaccio e il suo modo sfrontato di dire e fare le cose. Noah è l’uomo che l’ha stregata da subito, che le permette di conoscere le gioie e i dolori del sesso senza tabù, con l’unica regola di escludere dall’equazione l’amore, ciò che si ostina a non concederle e che lei invece non riesce a negargli. Un’intima amicizia sbocciata dietro le quinte della scena Off Broadway di New York. Una passione che rischia di bruciare come un incendio. L’amore che è impossibile da soffocare, anche in un rapporto all’insegna del sesso privo di limiti. Perché la maschera può essere un mezzo per sentirsi liberi, ma anche la più subdola delle gabbie. Dopo l’erotico The Undressed Series, Moloko Blaze torna con una nuova avventura Hot Contemporary Romance! Si consiglia la lettura di Playing Time a un pubblico adulto e consapevole.

Recensione: Playing Time è il primo romanzo firmato da Moloko Blaze che ho il piacere di leggere e di analizzare. Partiamo subito col dire che è un romance erotico ricco dunque di quello che, in una società moderna e mentalmente (spero) aperta come la nostra, possiamo definire tranquillamente con il termine di sesso. Sesso che viene declinato in varie sfumature, in episodi più o meno condivisibili ma mai volgari, in attimi scomposti che si allineano su un comune binario, come dei piccoli vagoni che, insieme, si susseguono a comporre una locomotiva grezza e scrostata, destinata a giungere al capolinea, non prima di aver attraversato montagne e gallerie.
I protagonisti della storia sono un po’ come quei vagoni: imperfetti, rozzi a tratti, abituati a vivere una vita che non risparmia nulla, che pone davanti ai loro occhi tutto ciò che di più marcio e brutto essa possa produrre. Reagan è una giovane figlia del ghetto. Noah è un uomo cresciuto attraverso un buco nero. Entrambi sono anime in parte smarrite, in parte corazzate, completamente fratturate e crepate all’interno.
Il romanzo inizia in medias res ed è questo il primo elemento che stravolge e coinvolge il lettore: i due protagonisti non si devono presentare, loro si conoscono già. Un po’ come un drappo di broccato rosso che si apre a metà di una scena di teatro, lasciando lo spettatore digiuno di un atto. Tuttavia la forza è talmente potente che lo spettatore rimane coinvolto, immediatamente, grazie a scene d’impatto e ad una tensione che si percepisce sin da subito, attraverso i gesti, attraverso le battute e i discorsi.
Ad impreziosire questa trama è poi, soprattutto, lo stile dell’autrice, ricco non solo di una sapiente capacità introspettiva, tanto che sin da subito le lacerazioni dell’animo dei due protagonisti sono anche un po’ del lettore, ma soprattutto impreziosito da una complessità a livello strutturale non da poco e sicuramente non tipica del genere erotico.
Siamo partiti dicendo che in questo romanzo c’è tanto sesso, ed è vero. Ma c’è anche molto, molto altro. Innanzitutto, vengono utilizzati vari registri sul piano dello stile più autentico e narrativo in senso stretto: c’è la narrazione romanzata che segue lo svolgersi della trama; ci sono brani epistolari; ci sono sceneggiature e stralci di copione. Ognuno di questi elementi appare, agli occhi del lettore, in maniera peculiare allo stile consono al genere e al mondo che raccontano, tanto che ad un certo punto si ha la sensazione di essere avvolti da una scrittura che ti abbraccia come una calda coperta di fronte ad un camino acceso, su più lati, su tutti i fronti.
Infine, un ulteriore punto di forza del romanzo sono i personaggi secondari che fanno da coro attorno alla coppia protagonista, che si mettono in primo piano, a turno, un po’ alla volta, assumendo colore, dimensione, spessore. Sono loro che permettono al romanzo di valicare i confini del genere erotico e spingere questa storia al di là, assumendo le sembianze qui del romanzo di formazione, lì del romanzo di critica sociale, laggiù del romance pieno di angst e sensi di colpa.
In conclusione, Playing Time è un romanzo dalla struttura voyeristica, dove il lettore resta ingabbiato in una rete intessuta da Reagan e da Noah, dal loro schivarsi, unirsi, volersi, amarsi, odiarsi, respingersi; una sorta di spettatore nascosto e privilegiato che vede e sente tutto, quasi come se fosse un terzo incomodo silenziato ed estasiato dalla trama, da loro, da tutto. Moloko Blaze diventa penna da tenere assolutamente d’occhio per complessità e profondità.
La sottoscritta rimane in attesa di uno spin-off NECESSARIO su VARI personaggi che compaiono qui e che urlano, in silenzio, la necessità di avere anche loro la loro storia. E, badate bene, non sto parlando solo di Rhys…

Rachel

© RACHEL SANDMAN

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