Review Party – La famiglia degli altri di Elena Rui

Titolo: La famiglia degli altri
Autore: Elena Rui
Data d’Uscita: 18 Febbraio 2021
Prezzo: 16,00 (Cartaceo)
Editore: Garzanti

Trama: La storia di una donna che ha deciso di non conformarsi, ma ha scelto di perdersi per ritrovarsi e ha costruito una famiglia in cui la libertà di ognuno è la prima regola da rispettare. Le convenzioni sociali hanno una sola utilità:offrire un rifugio sicuro quando non si sa bene che cosa fare. La pensa così Marta che, a trentaquattro anni, ha scelto di andare controcorrente, di non seguire i dettami della società e costruire una famiglia anticonvenzionale con il compagno Antoine. A unirli c’è il progetto, ambizioso e sentito, di seguire le orme di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la coppia aperta per eccellenza. Ispirandosi ai due filosofi, Marta e Antoine credono che l’amore sia la più alta forma di libertà. Proprio per questo non deve conoscere costrizioni, ma esprimersi in un rapporto in cui la fiducia reciproca cancella ogni forma di esclusività e si traduce, prima di tutto, in un’intensa comunione intellettuale. Finora Marta si è detta convinta delle proprie scelte. Ma quando la morte improvvisa di nonna Ada la costringe a lasciare Parigi, dove vive e lavora, e a tornare nella natia Padova, le fondamenta del suo sistema di pensiero iniziano a traballare. Ben presto, tra saluti e cortesie di circostanza, Marta si troverà a fare i conti con una realtà fatta di segreti sepolti sotto una facciata di perbenismo. Segreti che faranno vacillare anche le sue poche e un tempo solide certezze. Perché la verità è che non esistono famiglie ideali e perfette. Ogni famiglia è felicemente imperfetta a modo suo. Elena Rui ci consegna il ritratto di una donna fragile e tenace che, senza inseguire false illusioni, prova a cucirsi addosso l’abito esistenziale che le dona di più.La storia di Marta acquista un respiro universale e si fa paradigma delle trasformazioni che i modelli di famiglia subiscono nel tempo e a cui noi assistiamo ogni giorno.

Recensione: La famiglia degli altri di Elena Rui è un romanzo molto particolare. Incastrato all’interno della narrativa contemporanea, edito da Garzanti, porta su carta aneddoti e riflessioni legati ai temi più banali dell’esistenza, quelli su cui si basa l’essere umano in quanto elemento di una società fondata, in primo luogo, sui legami familiari, su quelli di amicizia e di amore che si creano negli anni e che poi, irrimediabilmente, mutano, anche senza una ragione apparente.
La famiglia degli altri è un romanzo complesso, a tratti logorroico, a tratti quasi statico: la trama si srotola tra vari capitoli in maniera sinuosa, priva di colpi di scena o di bruschi stacchi, pregna di analisi e pensieri più o meno astrusi. Si tratta di un romanzo molto introspettivo, dove ad essere protagonisti non sono tanto i personaggi ma sono i sentimenti, i luoghi comuni, le aspettative e le illusioni.
Al centro di tutto questo vi è la figura di Marta, donna, madre, compagna, amica, amante, figlia. Marta è tutto questo ma, come è forse giusto che sia, le varie etichette le stanno strette e, attraverso Le deuxième sexe di Simone de Beauvoir, inizia un percorso di autocritica e di autoanalisi. Proprio come il primo volume dell’opera dell’autrice francese per il personaggio principale de La famiglia degli altri, anche questo romanzo parte in maniera un po’ lenta e astiosa per il lettore che non comprende, subito, il nesso tra i vari elementi che vengono posti su carta. Il parallelismo che impera, soprattutto, nei capitoli iniziali del romanzo, tra la coppia formata da Marta e Antoine e quella tra la de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, risulta ad un certo punto quasi snervante, soffocante.
Tuttavia, da ogni citazione, da ogni episodio di vita, più o meno significativo per gli occhi esterni del lettore, scaturisce una riflessione e una presa di coscienza sempre maggiore che conduce Marta a comprendere e a comprendersi.
Ho apprezzato molto il fatto che il romanzo sia intriso di un femminismo mai stucchevole, mai eccessivo. La donna è donna ma non necessariamente, essendo per la società il sesso debole, è sempre una vittima. Anzi. Elena Rui, in questo, è assolutamente una penna lucida e coerente con gli aspetti più moderni e, dal mio punto di vista, condivisibili della questione.
Soprattutto, grazie alla figura di Marta, personaggio molto complicato e, in un certo senso, poco empatico con il lettore medio, porta in auge una figura di donna che deve affrontare una fase di incertezza, il cui punto di rottura viene scatenato dal primo evento che il lettore si trova davanti, ovvero la dipartita della nonna paterna, Ada. Marta inizia qui, in maniera consapevole, un percorso di crescita personale in cui si analizza in quanto moglie e in quanto madre: madre atipica, lontana dallo stereotipo comunemente accettato e inteso, caratterizzata da un istinto materno poco sviluppato, ma assolutamente presente.
Marta è una persona che vive tutto in maniera distaccata, incastrando gli eventi della vita in una serie infinita di prime volte e di gesti estremi che si alternano, un po’ alla rinfusa, grazie all’opera di scrittura della stessa che, in un certo senso, le permette di rivivere quei determinati attimi e le permette di farlo con un distacco razionale che, in un primo momento, non aveva avuto.
Attorno a Marta si alternano varie figure che portano in primo piano la loro relazione, il loro carattere, il loro modo di porsi e di procedere all’interno di relazioni stereotipate e imbellite ad hoc, sovente, per essere perfette agli occhi degli spettatori non paganti. Legami che vengono a galla e, attraverso le varie relazioni, sono oggetto di riflessione anch’essi, in maniera più o meno approfondita.
In conclusione, grazie anche ad un registro linguistico a tratti complesso, con termini più di nicchia e con citazioni legate a mostri sacri della letteratura mondiale, La famiglia degli altri non è un romanzo per tutti né, tanto meno, è una storia che può piacere se il lettore è alla ricerca di un susseguirsi a perdifiato di scene quotidiane, avventure di una notte, pettegolezzi di paese e figure più o meno moderne a fare da pedine sul tavolo da gioco. Tuttavia, è a mio parere un raro esercizio introspettivo del panorama editoriale attuale, il cui prodotto finale è apprezzabile sia a livello stilistico sia, soprattutto, a livello psicologico. Elena Rui riesce a far pensare il lettore, a porre su carta quesiti legati ai suoi personaggi che, però, in un certo senso, appartengono un po’ a tutti, a quell’immaginario collettivo che compone l’umanità intera fatta di uomini e donne, fatta di madri e matrigne, fatta di rapporti monogami e poliamori, fatta di pensieri aulici e impulsi della carne, fatta, in sostanza, di VITA.

Rachel


© RACHEL SANDMAN

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