Anche noi l’America di Cristina Henrìquez – Recensione

Un libro che parla d’amore e di integrazione, di accoglienza e di odio, di sensi di colpa e di vuoto.
Un libro che spinge a riflettere e fa emozionare affrontando temi di grande attualità sociale e politica.

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Titolo: Anche noi l’America
Autore: Cristina Henrìquez
Data d’uscita: 18 Luglio 2019 (Nuova Edizione)
Prezzo: € 8,99 (Amazon)
Editore: NN Editore

Trama: Maribel Rivera è una ragazzina bella e felice, fino all’incidente che le cambia la vita. I genitori decidono di abbandonare la sicurezza della propria casa in Messico per trasferirsi negli Stati Uniti, nel Delaware, così da garantirle la migliore assistenza possibile. Il sogno americano dei Rivera si traduce nella possibilità di dare un futuro alla figlia.Mayor Toro vive nella casa accanto, e la sua famiglia è arrivata dal Panama quindici anni prima. Il ragazzino è il solo che riesca, lentamente, a entrare in sintonia con Maribel e a farle tornare il sorriso. Le voci di Mayor e di Alma, la madre della ragazza, si alternano con quelle della comunità dei vicini: uomini e donne dalle vite divise, che devono lottare per conquistare un nuovo presente, lasciandosi alle spalle la nostalgia e le fatiche del passato.Anche noi l’America è un romanzo di speranze e sogni, di possibilità e desideri. In una nuova edizione arricchita dalla nota introduttiva dell’autrice, Cristina Henríquez racconta con dolcezza della ricerca personale e collettiva di un luogo, un tempo, e soprattutto una voce.

Infos sull’autore: Cristina Henríquez è autrice della raccolta di racconti ComeTogether, Fall Apart, che è stata Editors’ Choice del NewYork Times, e del romanzo Il mondo a metà (Fazi, 2010). I suoi lavori sono stati pubblicati su The New YorkerThe AtlanticThe American ScholarGlimmer TrainPloughshares Oxford American, oltre che in varie antologie. Vive in Illinois. Anche noi l’America ha ispirato un progetto tumblr: The Unknown Americans Project.

Recensione: Anche noi l’America di Cristina Henrìquez è un romanzo che si erge su un doppio binario, composto da due nuclei famigliari, impreziosito da una serie di parentesi accostate ad esso che lo rendono un racconto corale, ricco di voci e sfumature.
Il libro, pubblicato per la prima volta nel 2016 da NN Editore, viene riproposto, ora, con una nuova copertina (assolutamente meravigliosa) e una delicata nota introduttiva dell’autrice, e racconta una storia attualissima.

Anche noi l’America è una narrazione potente, ammaliante, devastante e, per tutti questi motivi, incredibilmente vera. L’autrice riesce, in poco più di 300 pagine, a far percepire al lettore le gioie e i dolori che una famiglia si trova, inevitabilmente, a provare, analizzando alcuni personaggi in maniera dettagliata, rendendo il celebre verso di Walt Whitman … [we are] large, [we] contain multitudes … Assolutamente calzante e concreto.

Se, da un lato, l’autrice racconta lo sbocciare di un sentimento di affetto e amore adolescenziale tra Maribel e Mayor (quest’ultimo una della voci narranti), dall’altro tratta, in maniera delicata e precisa, i rapporti tra i membri adulti della stessa famiglia e i legami che, inevitabilmente, si vengono a creare tra gli abitanti di uno stesso edificio.
Tutto questo viene, inoltre, correlato da un’attualità che fa riflettere, fa paura, spezza il respiro.

Lo stile della Henrìquez mi ha coinvolto sin dai primi capitoli e mi ha totalmente rapito, facendomi abbandonare tutte le altre letture a suo favore. La narrazione scorre, impetuosa come un fiume, senza mai cadere nel retorico o nello scontato e parla di loro, gli immigrati, i diversi, gli esclusi, attraverso i loro occhi, senza filtri.

… mi sentii come mi sentivo spesso, in questo paese: invisibile e appariscente insieme, una bizzarria di cui tutti si accorgevano ma sceglievano di ignorare.

Anche noi l’America è diretto, immediato. Leggendo questo libro non troverete inutili giri di parole o percorsi linguistici ad hoc per indorare la pillola: tutto ciò che accade è scritto, nero su bianco, su carta stampata. Tutto ciò che si prova, che si sente, che si percepisce sulla pelle, che ha un colore diverso rispetto alla maggioranza della popolazione americana e non solo, è impresso nei discorsi dei protagonisti di questo libro, incastrato tra le pareti scrostate dei loro appartamenti, insito nei materassi raccolti a bordo strada e poi abbandonati, quando, una volta arrivati, tocca ripartire.

Ho sentito la difficoltà di Alma ad esprimersi, per colpa di una barriera linguistica che, ad oggi, sembra superata ma che, in realtà, non lo è per nulla.

… L’inglese era una lingua così densa, contratta. Tante lettere dure, come muri in miniatura. Non si apriva nelle vocali come lo spagnolo. La gola aperta, la bocca aperta, i cuori aperti. In inglese i suoni erano chiusi. Cadevano a terra, con un tonfo. Eppure c’era qualcosa di maestoso.

Ho percepito la rabbia di Micho, che nonostante tutto, nonostante gli anni, continua a vedere negli occhi di chi lo guarda uno straniero lontano dalla patria.

… Noi siamo gli americani invisibili, quelli che a nessuno importa nemmeno di conoscere perché gli hanno detto di avere paura di noi e perché forse, se facessero lo sforzo di conoscerci, si renderebbero conto che non siamo poi così cattivi, e forse addirittura che siamo molto simili a loro.

In questo libro c’è tutto questo, così come un’analisi lucida della società di qualche anno fa che, ancora oggi, vive e serpeggia nelle lande desolate dell’America (e non solo). Leggendo Anche noi l’America il lettore sente l’odore dell’asfalto crepato, l’umidità dei fiocchi di neve che cadono sulla pelle calda, il rumore di un clacson di una vecchia automobile acquistata per sfizio e per desiderio. Percepisce l’amicizia leale, l’ipocrisia che si nasconde dietro la tendina di una finestra all’altro lato del cortile, il desiderio di un ragazzo e una ragazza, il dolore dilaniante e straziante che ti colpisce, come un pallone da basket preso in pieno volto.

In conclusione, vi invito davvero a leggere Anche noi l’America di Cristina Henrìquez, un piccolo gioiello di letteratura contemporanea; una narrazione simile alla Medusa mitologica, fatta di molteplicità diverse ma unite; un romanzo che affonda nelle coscienze di tutti, che fa pensare, che fa soffrire, che fa sorridere, che fa piangere, che colpisce, che devasta, che dona sollievo, che avvolge come l’abbraccio di una giubbotto troppo grande posato sulle spalle in una fredda giornata di fine marzo.

Rachel

© Rachel Sandman

 

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