Isola di Neve di Valentina D’Urbano – Recensione in Anteprima

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Buongiorno!

Oggi è con immenso piacere che posso finalmente raccontarvi in anteprima un romanzo che vi conquisterà, ne sono sicura. Il romanzo che, al momento, batte qualsiasi altro e si staglia, per me, nellOlimpo delle letture di questi ultimi anni. Sto parlando di Isola di Neve di Valentina D’Urbano, edito da Longanesi.

Qui di seguito, in chiusura del BlogTour che vi ha tenuto compagnia per un po’ di giorni e di cui avete potuto leggere la mia tappa di approfondimento, ecco quindi che troverete la trama, i link utili, le infos e la mia personalissima opinione su questa storia, senza anticipazioni, senza spoiler.
Buona lettura!

#GoodLuckValentina! #GoodLuckLonganesi!


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Titolo: Isola di Neve
Autore: Valentina D’Urbano
Data d’uscita: 13 Settembre 2018
Prezzo: € 16,91 (Cartaceo)
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza

Trama: 

Un’isola che sa proteggere. Ma anche ferire.
Un amore indimenticabile sepolto dal tempo.
Una donna prigioniera del suo destino.

2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile.
L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo.
L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta.

1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.


Recensione in Anteprima: Parto con un dato di fatto … Questo libro crea dipendenza, scuote gli animi, tocca corde poste all’interno di chi legge, come un archetto elegante suona e fa vibrare le corde di un violino impolverato dal tempo.

Isola di Neve di Valentina D’Urbano è un romanzo tanto bello da far male in alcuni punti, da far storcere il naso in altri, da far piangere. Questo libro è meravigliosamente devastante, non saprei come altro descriverlo.

Nell’immediato, mi ha convinto l’ambientazione. L’autrice è grandiosa, come già nei romanzi precedenti, a far sentire il lettore parte integrante del mondo che crea e racconta. Io stessa, ad un tratto, ho quasi percepito come presenza tangibile il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, il puzzo delle pareti corrose dal tempo e dalla muffa. Insomma, l’isola di Novembre e Santa Brigida diventano, capitolo dopo capitolo, una sorta di realtà che incombe, che trattiene, che consola, che inghiotte.

Ma il mio primo, vero, coinvolgimento emotivo l’ho avuto con loro. La storia di Andreas e Neve è una delle più crude, delle più autentiche e delle più devastanti che io abbia mai letto. Il modo in cui i due si conoscono, interagiscono, si avvicinano, è assolutamente meraviglioso. Ho adorato come, prima a distanza mantenuta e poi, piano piano, un passo dopo l’altro, nell’avvicinarsi progressivo, queste due anime si leghino indissolubilmente una all’altra, senza possibilità di ritorno. Il sentimento che cresce e che li lega è uno di quei sentimenti che divampano, selvaggi e indomabili, all’improvviso, e non lasciano scampo.
La loro storia è meravigliosa.

Poi ci sono stati Manuel ed Edith. La loro storia è più limpida in alcuni tratti, più lenta, più controversa ma è altrettanto inevitabile. Le loro figure crescono e restano loro stesse, limandosi un po’, ogni pagina un po’ di più, nell’inevitabilità dell’esistenza.

Sono rimasta coinvolta in questa storia come un pesce resta ingabbiato nella rete di un pescatore. Ho annaspato in alcuni passaggi, alla ricerca di un’aria che sapevo non sarebbe arrivata. Ho pianto, sì. Ho pianto tantissimo. In due punti in particolare, se proprio vogliamo dirla tutta. Sono entrata talmente in sintonia con i personaggi di questa storia che li ho sentiti, come non mi capitava da tempo.

La D’Urbano mi aveva già conquistata in precedenza ma qui mi ha sedotta, nella maniera più viscerale che possa esistere. Ho sentito ogni nota suonata da un violino curato come se fosse un suono reale e non una memoria portata da un vento del mare salato. Ho ascoltato la Tempesta di Mare di Vivaldi con le lacrime agli occhi e, se mi seguite, potete capire e sapete che la musica classica non è mai stata mia amica, mi ha sempre tradito, non mi ha mai toccato più di tanto. Qui, con Isola di Neve, sono diventata sua prigioniera, volontariamente.

In conclusione, so che lo dico spesso ma questa volta, davvero, ascoltatemi: leggete questo libro, regalatelo a chiunque, regalatelo per Natale, per i compleanni, per gli anniversari. Diffondete la storia di Neve e Andreas. Diffondete la storia di Manuel ed Edith. Divulgate la scrittura di Valentina D’urbano. Amate, leggete, respirate, sentite sulla pelle Isola di Neve.
Buona esperienza!

Rachel

© Rachel Sandman

 

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2 pensieri su “Isola di Neve di Valentina D’Urbano – Recensione in Anteprima

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