Il mio sbaglio più grande di Penelope Douglas – Recensione

Buongiorno.

Allora, oggi voglio parlarvi di una lettura che risale ormai a qualche settimana fa, Il mio sbaglio più grande, ovvero l’ultimo romanzo di Penelope Douglas che ho potuto leggere grazie alla Newton Compton Editori.

Chiarisco subito: ho dovuto attendere un po’ per scrivere il qui presente post perché questo romanzo mi ha completamente destabilizzato, seriamente.
Ma, vi assicuro, ora sono calma (più o meno) e posso garantirvi (forse) un minimo di coerenza per quanto riguarda la mia opinione sulla suddetta storia.

Come sempre, qui di seguito trovate il mio scatto, le infos con trama e link d’acquisto e la mia recensione o, per meglio dire, il mio personalissimo pensiero (si salvi chi può!).


Douglas

Titolo: Il mio sbaglio più grande (Corrupt)
Autore: Penelope Douglas
Serie: Devil’s Night Series #1
Prezzo: € 5,99 (Ebook)€ 8,42 (Cartaceo)
Data d’uscita: 10 Aprile 2017
Editore: Newton Compton Editori

Trama: Si chiama Michael Crist. È il fratello maggiore del mio ragazzo ed è come quei film dell’orrore che guardi coprendoti gli occhi. È bellissimo, forte, e assolutamente terrificante. Non mi vede neppure. Ma io l’ho notato. L’ho visto, l’ho sentito. Le cose che ha fatto, i misfatti che ha nascosto. E non so quanto ancora riuscirò a tenere segrete le cose che gli ho visto fare.
Si chiama Erika Fane, ma tutti la chiamano Rika. È la ragazza di mio fratello ed è sempre in giro per casa nostra, sempre a cena con noi. Riesco sempre a percepire la sua paura, e anche se non possiedo il suo corpo, so di avere la sua mente. È l’unica cosa che voglio. Almeno finché non andrà da sola al college. Nella mia città. Indifesa. L’occasione è incredibilmente allettante. Perché tre anni fa per colpa sua alcuni miei amici sono finiti in prigione, e ora sono usciti. Abbiamo aspettato. Siamo stati pazienti. E ora tutti i suoi incubi stanno per avverarsi.


Recensione: Attenzione, attenzione. Urge subito un chiarimento: per tutti coloro che hanno amato questo libro, davvero, vi chiedo scusa, ma qui troverete la mia personalissima opinione quindi, tranquillizzatevi, vogliamoci bene comunque e permettetemi di dire che, di nuovo, io NON riesco a capire le scelte narrative di Penelope Douglas.

Allora, non siamo ai livelli di sconcerto della storia di Jax e KC della Fall Away Series (di cui vi ho parlato qui) ma … Dannazione, perché, Douglas mi fai questo?
Respiro profondo …

Avete presente quando un libro vi prende sin dalle prime pagine e, nonostante alcuni dettagli che vanno un po’ interpretati e determinate scene leggermente fuori asse e fuoco, vi sentite coinvolti e non vedete l’ora di scoprire come finisce? Bene … A me è successo questo, leggendo Il mio più grande sbaglio, fino ad un certo punto.

Ho apprezzato, lo ammetto, il protagonista maschile perché, al pari di Bax di Bad Love della Crownover, Michael non si mostra mai per quello che non è, va dritto come un carro armato in discesa e non si preoccupa dell’opinione della gente, della sua famiglia, di nessuno. Semplicemente è se stesso e la Douglas, in questo, lo caratterizza perfettamente, in un’aura cupa e nera che non si dirada nemmeno nel finale, mai.

Ma la caratterizzazione della protagonista fa acqua da tutte le parti, accidenti!
Oltretutto, come si fa ad accettare una determinata scena (qui, chi ha letto, alla parola sauna mi capirà immediatamente) se questa è incastrata all’altezza del capitolo 25, ciò significa quasi alla fine, all’80% della lettura del libro in formato digitale? No, voi che avete amato questa storia, me lo dovete spiegare.

Perché tutta la coerenza e la potenza del sentimento che, indissolubilmente, lega i due protagonisti, in quel contesto decade, così come la personalità della protagonista che, da ragazza forte, deraglia, inevitabilmente, e appare come una crocerossina di dubbio gusto le cui scelte non avranno, assolutamente, conseguenze: basti pensare che, nel capitolo successivo a questa sciagura, lei è tutta serena e non si pone nemmeno il problema che possano esserci ripercussioni nei rapporti interpersonali dei protagonisti.

Sul serio? Ma dove siamo?

Douglas … Perché? Ma, volevi così male a Rika, alla tua protagonista, che l’hai completamente disintegrata, riducendo la sua spina dorsale al pari di una sogliola lessa? Ma … Veramente?
Pensare che hai delineato personaggi tosti e coerenti con il loro percorso quali Tate, Madoc, Jared e Fallon (detto tra noi, ragazzi, io devo ancora leggere Aflame, ovvero Odiami come io ti amo, ma ora sono terrorizzata! Non affossarmi Jared e Tate, Douglas, te ne prego!). Cosa ti è passato nella testa quando hai creato Rika? O meglio, perché diavolo l’hai dovuta abbassare al livello di una povera missionaria in cerca di una buona azione a cui sottomettersi?

Aiuto! Ragazzi, io ho sinceramente fatto fatica a terminare questo romanzo che, nonostante avesse tutte le premesse di portare alla ribalta una nuova coppia di protagonisti di carta di primo livello, crolla, inesorabilmente, nella parte finale che, sebbene suggellata da un epilogo dai tratti che, oserei dire, sono addirittura teneri rispetto a tutto il resto che lo circonda, non riesce a risollevare le sorti di una narrazione che ha subìto un blackout enorme a un metro dal traguardo.

Un vero peccato, secondo me. Un’occasione persa per un dark romance di entrare tra i miei libri preferiti e un ennesimo punto di domanda sulla Douglas che, ora, ho seriamente paura a leggere ancora!

Rassicuratemi sul finale della Fall Away Series se potete, vi prego!

Rachel

© Rachel Sandman
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7 pensieri su “Il mio sbaglio più grande di Penelope Douglas – Recensione

  1. radele ha detto:

    Ho questo ebook tra quelli ancora da leggere e, della Douglas, ho anche i 5 della Fall Away Series pure loro ancora da leggere. La tua recensione mi ha incuriosito da morire, voglio sapere cosa succede nella sauna, e sarei tanto tentata di leggerlo subito ma ho un grosso problema in questo momento con i libri Newton. Come giudichi per questo libro la traduzione e l’editing? Questo perché, come ti avevo detto, sto leggendo i tre già usciti della Mathewson e sono letteralmente allibita. Per farla breve voto alla scrittrice 5 stelline, voto ai traduttori -10, voto all’editing -10, voto alla casa editrice non classificabile (per essere clemente)! Giuro di non aver mai letto niente di scritto peggio, neanche fosse una self analfabeta priva di qualsiasi forma di editing. Ci sono “orrori” tali che non pensavo fossero possibili e che neanche Google Traslate avrebbe mai fatto.

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    • Rachel Sandman ha detto:

      Guarda … Questo libro mi ha fatto penare e, sebbene la recensione sia odierna, l’ho letto ormai qualche settimana fa. Devo dire che, per la forma, ha alcuni errori ma niente di troppo sconvolgente, ovviamente se ormai sei abituato a certi orrori targati ormai NC. Mi spiace un sacco, ma devo dire che come te anche io ho riscontrato un crollo generale della forma, della sintassi e delle traduzioni. Tristezza 😦

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  2. radele ha detto:

    Quando leggerai la Mathewson ti renderai conto che sono veramente arrivati alla frutta. Se riesco a trovare il tempo farò una recensione al vetriolo su tutti e tre i libri distinguendo tra la scrittrice e la casa editrice perché trovare frasi dove i tempi verbali si mandano a quel paese l’uno con l’altro è stato veramente l’apoteosi del peggio.

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    • Rachel Sandman ha detto:

      Immagino … Io detesto anche solo il minimo refuso ma quello ci può stare. Quando invece ci troviamo davanti a prodotti in cui la cura è obiettivamente inesistente … NON ti dico … D’altra parte, noi paghiamo per un prodotto, il massimo dell’impegno per la forma e il ‘confezionamento’ dovrebbe essere la prima cosa!

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