Il mio nemico mortale di Willa Cather – Recensione in Anteprima

‘Buonasera!
Pensavate che per oggi fosse finita? E invece no! Ecco un’ultima esclusiva per voi …

In questo post vi parlo, in anteprima, di un romanzo che, a partire da oggi, potete trovare in tutte le librerie e store online, edito da Fazi: si tratta di Il mio nemico mortale, di Willa Cather.


Fazi

Titolo: Il mio nemico mortale
Autore: Willa Cather
Prezzo: € 9,00 (Cartaceo) – € 4,99 (Ebook)
Link d’acquisto:
Data d’uscita: 22 Giugno 2017
Editore: Fazi
Collana: Le Strade

Trama: Una notte, la giovane Myra Driscoll scappa di casa portando con sé solamente un manicotto e un portamonete. A passo svelto e testa alta, se ne va per sempre. Raggiunge Oswald Henshawe, giovane spiantato di cui è innamorata, e lo sposa in gran segreto, rinunciando così alla cospicua eredità che le spetterebbe. Un gesto audacemente romantico, che in famiglia diventa una leggenda. Quando, molti anni dopo, una giovane amica le chiede se lei e Oswald sono stati felici, la risposta è glaciale: «Felici? Oh, sì! Come la maggior parte della gente». E allora a che cosa è servito quel sacrificio? Che senso ha avuto barattare grandi fortune per una vita banalmente normale? Quelle che emergono, in questo romanzo breve ma stratificato, sono le mille sfumature di una figura ambigua e tormentata, una donna tanto risoluta nelle sue clamorose rinunce, quanto incapace di godere di una felicità che di clamoroso non ha nulla. Uno spirito libero che si trova a combattere contro i limiti della quotidianità e la crescente, esasperante consapevolezza di essere una donna totalmente diversa da quella che pensava di essere in giovane età.


Parliamo del romanzo …

Dunque, per Il mio nemico mortale di Willa Cather ho scelto, volutamente, di non usare il termine ‘recensione’ perché, quando si parla di prosa e romanzi di stampo classico, non mi sento mai a mio agio nell’esprimere opinioni, diciamo pure, frivole, in quanto gli autori o autrici sono pietre miliari della letteratura e mi incutono, chi più chi meno, una sorta di soggezione. E lo so, non è corretto: inoltre, a ben pensarci, sono più gli autori contemporanei che, in casi fortuiti, potrebbero davvero leggere ciò che scrivo e non loro, autori di secoli fa, ovviamente defunti e ormai cenere da … Secoli?

Però, insomma … Io la vivo male e, da buona letterata quale sono, oggi voglio provare a fare un discorso lievemente più analitico e meno della serie ‘mi sei arrivato’ (chi seguiva X Factor ai tempi della Ventura su Rai2 mi avrà certamente compreso).

Quindi … Il romanzo di Willa Cather, devo dire breve (si tratta di un centinaio di pagine) e senza dubbio scorrevole, ha per protagonista Myra Driscoll, una donna che rinuncia all’eredità che le spetterebbe di diritto per una fuga d’amore, con conseguente matrimonio, con tale Oswald Henshawe, un giovane liberale.

La narrazione è affidata alla voce esclusiva di Nelly, personaggio che il lettore incontra adolescente e poi ritrova donna, nella seconda parte, ambientata a dieci anni di distanza.

Nelly e Myra, le due figure femminili, la voce e l’immagine della storia insomma, non potrebbero essere più diverse: la prima è priva di tratti affascinanti, quasi anonima nel suo tentativo di omologarsi e nascondersi negli ambienti; Myra, al contrario, è egocentrica, piena di spirito, materialista, decisamente eccentrica.

Il romanzo, come già accennato in precedenza, si snoda in due parti. La prima, in cui Nelly è appena adolescente, si apre e si svolge nella società newyorchese, nell’appartamento di Myra, in un tripudio di sfarzo e superfluo. New York è il palcoscenico scintillante in cui Nelly si perde ma dove ritrova e ricerca sempre la figura di Myra, magnetica e, a tratti, scostante prima attrice di uno spettacolo dagli ingranaggi già scricchiolanti che, molto spesso, traballa sotto il peso di accuse più o meno velate, di gelosia e di tradimenti.

In questa prima parte lo sfondo è la società dell’epoca, in cui la Cather è in grado di descrivere, di delineare e di far rivivere i profumi, i suoni, le caratteristiche del periodo in modo sintetico e asciutto.
L’atmosfera della società nascente, in parallelo con la dimensione più familiare e domestica, con un accento particolare nella figura di Nelly, mi ha ricordato, in alcuni episodi in particolare, tratti e meccanismi del mio adorato Gli Indifferenti di Alberto Moravia, in cui la ragazza che sta crescendo ha a che fare con personalità più forti di lei, che la opprimono e la soffocano ma di cui lei non sembra risentire. 

La seconda parte, invece, è ambientata in un paesino anonimo della costa californiana in cui la ricchezza di un tempo è ormai un lontano ricordo: gli oggetti, le stoffe, le luci sono, in quei dieci anni, spariti, soppiantati da una camera in una casa albergo modesta e chiassosa. È questo il periodo in cui Myra cerca la solitudine, il silenzio, in cui ha come solo desiderio il guardare l’oceano, la sola fonte di sollievo che le sia rimasta, il solo mezzo che le dona un senso di infinito. 

La voce dell’autrice, potente e chiara, pervade l’intero romanzo e crea una prosa ipnotica che, capitolo dopo capitolo, non permette al lettore di prendersi delle pause ma, anzi, lo esorta e lo coinvolge in una fiumana di spunti e ritratti che vengono presentati ma mai scagliati sulla pagina.

Il quesito fondamentale, arrivati a questo punto, resta uno solo: il mortale nemico del titolo chi è? Beh, ogni lettore può farsi la propria idea. C’è chi afferma sia il tempo che, semplicemente, scorre troppo veloce e non permette alla protagonista del romanzo di stare al passo. C’è chi, invece, ha pensato potesse essere la malattia; altri che invece vedono nella gelosia morbosa il sentimento che più turba e che è nemico del viver sano e lieto.
Io, personalmente, come altri sia chiaro, penso che sia il marito, che sfuggiva, sempre, al controllo di Myra, per il quale lei ha rinunciato a tutto e che le ricorda, giorno dopo giorno, i limiti. Il marito è, in un certo senso, lo specchio che riflette a Myra la sua stessa immagine, quella reale, che e per la quale soffre.
Un’altra nemica di Myra potrebbe, tuttavia, essere lei stessa, perennemente vittima di un desiderio incessante: di cosa? Forse nemmeno lei lo sa, ma di sicuro è consapevole di questa morsa che la afferra e non la lascia andare, sino alla fine.

In conclusione, vi esorto, se ancora non lo conoscete, a recuperare questo piccolo gioiellino di letteratura americana: un classico senza tempo dai toni che ricordano Moravia ma, a tratti, anche l’America brulicante di eccessi ed eleganza descritta ne Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald: tre romanzi in cui c’è la borghesia che prende piede, a passo di danza ma con discrezione apparente; in cui gli anni Venti la fanno da padroni e nell’immaginario collettivo portano con sé gli elementi luccicanti del charleston e della musica jazz; in cui figure di donna attraggono lo sguardo (Myra qui, Daisy e Carla, rispettivamente, in Fitzgerald e Moravia) ma, allo stesso tempo, lo rifuggono, vittime e carnefici a loro insaputa (o forse no?).

Buona lettura dunque! Buon viaggio nel passato!

Rachel

© Rachel Sandman

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Un pensiero su “Il mio nemico mortale di Willa Cather – Recensione in Anteprima

  1. radele ha detto:

    Bello, mi piace quello che scrivi di questo libro e mi incuriosisci parecchio con i riferimenti a Moravia (bellissimo Gli Indifferenti!!!) e Fitzgerald. Ho sempre amato moltissimo la letteratura americana ma questo scrittrice mi manca, anzi mancava P-)

    Mi piace

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