8 Marzo – Women’s Day #3

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Terzo appuntamento per l’iniziativa in onore della giornata internazionale della DONNA. Vi siete già stufati?

Spero proprio di no!

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La domanda è sempre la seguente:

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Ecco però nuove risposte, scritte da DONNE che si sono prese qualche minuto e hanno acconsentito a partecipare a questa mia piccola iniziativa.


Essere una donna nel mondo dei libri non è sempre facile, soprattutto quando si scrivono romanzi storici. La tentazione di dare più credibilità a un uomo rispetto che a una donna in questo particolare ambito è ancora molto forte nei lettori, purtroppo. Wilbur Smith e Ken Follet possono scrivere scene d’amore, violenza, viaggi e battaglie, facendolo accettare al lettore il loro romanzo, anzi, elevandolo e rendendolo fruibile a un pubblico più vasto. Una donna difficilmente riesce a fare altrettanto perché è meglio che continui a concentrarsi sulla storia d’amore. Mi sono sentita rispondere: “la storia alle lettrici non interessa” e anche “quello che scrivi non è adatto a un pubblico femminile”. Ma ho sempre continuato per la mia strada e trovato molte persone in gamba (editor, agente, casa editrice e lettrici) che mi apprezzano e mi incoraggiano proprio per quello che faccio e come mischio storia, amore, eroismo e battaglie. Ma essere una scrittrice oggi significa fare quello che veramente si ama, poterlo fare e poter manifestare quello che siamo e pensiamo, e ragazze, non è scontato! Non lo è affatto! Mi arrabbio tutte le volte che qualcuno giudica Jane Austen una lettura di serie B e non un classico della letteratura (segno che ancora una volta la storia d’amore è balzata davanti alla critica sociale, alla sua arguzia, alla sua rappresentazione di un universo femminile che non aveva avuto voce), questo sì, ma ricordiamoci sempre quanto più fortunate di lei siamo al giorno d’oggi.

[Francesca Cani, autrice di Tristan e Doralice Jonas e Viridiana]


Essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri è entusiasmante, ma faticoso. Devi saper stare al passo con i tempi e soprattutto metterti in gioco, relazionarti con il pubblico e saper gestire bene i Social, indispensabili per farsi conoscere e interagire con i lettori. Distinguersi non è facile, ma credo che l’essere se stessi, l’umiltà e la costanza alla fine ripaghino. Essere una scrittrice è favoloso, almeno per quanto mi riguarda. Vivi la vita, ma anche quella dei personaggi di cui scrivi. Sono emozioni forti, sensazioni che ti regalano momenti indimenticabili e di cui è giusto fare tesoro. Sono editore di me stessa quando pubblico in self, quindi posso solo dire che è indispensabile provare a essere gli impreditori di se stessi, perchè oggi è giusto avere una visione di come funzioni l’editoria a 360°. Essere una blogger è costruttivo, ti permette di conoscere le opere di scrittori in erba e relazionarti con loro. Ma è anche un lavoro di responsabilità e onestà verso chi legge. E purtroppo non sempre questa paga. Nessuno vorrebbe che il proprio romanzo subisca critiche o valutazioni da una stellina, ma tutto dipende da come la blogger sia capace di impostare la propria recensione. Ci vuole capacità di giudizio e educazione, nel rispetto dell’autore e del tempo che ha speso per la stesura del libro.

[Simona Friio, autrice di L’Amore ti ha trovato e Magar Mulieres – La seduzione del male]


Quando fai ciò che più ami al mondo, ovvero riportare su carta i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, quando dai vita ai personaggi che affollano la tua mente, ci si sente benissimo, è come camminare a dieci metri dal suolo. Purtroppo, oggi non è semplice emergere nel mondo della scrittura, ci sono molti fattori, che non sto qui a elencare, che non ti permettono di arrivare dove vorresti. Eppure, è la forte passione a smuovere il mio animo, a spronarmi, a impormi di continuare a fare ciò che amo, perché, diciamocela tutta, in alcuni momenti ti assale la voglia di mollare. Ma l’amore per i libri, per la letteratura non finirà mai. Io sono cresciuta tra i libri, ho studiato lettere: i poeti e gli scrittori sono il mio pane quotidiano, mi sentirei persa senza. Questo è il mio mondo e sono estremamente felice di farne parte.

[Debora C. Tepes, autrice di PredestinedSono sempre stata tuaSei tu il mio paradiso]


Come ci si sente a essere scrittrice? È qualcosa di magnifico. Nel mio piccolo ho la possibilità di rappresentare tante ragazze e attraverso la mia fantasia raccontare le loro storie. Posso lasciare qualcosa di concreto oppure semplicemente la base di un sogno. E sappiamo quanto sognare sia fondamentale.

[Carmen Bruni, autrice di Questione di cuoreNon amo che teGuarda dentro me Il mio imprevisto più bello]


La domanda mi fa venire in mente un libro che ho amato tantissimo e al quale sono molto legata, ovvero “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi. Ti spiego: credo che il fatto di essere una donna e una scrittrice ai nostri giorni e nella nostra società sia ormai una realtà consolidata e che quindi non susciti più (fortunatamente!) il clamore che avrebbe potuto provocare ai tempi delle sorelle Brönte, che arrivarono a scrivere sotto pseudonimo maschile per essere prese sul serio dal pubblico di allora. Credo o almeno voglio sperare che agli occhi dei lettori la figura di donna sia ormai perfettamente conciliabile con quella di intellettuale, senza pregiudizi e discriminazioni di sorta. Se questa però è una condizione che noi diamo ormai quasi per scontata, di contro esistono tuttora realtà in cui le donne devono ancora lottare per la loro indipendenza, per la loro libertà di pensiero ed espressione e per la parità dei sessi. Io ho preso piena consapevolezza di queste realtà leggendo il romanzo della Nafisi, nel quale la scrittrice parla della sua condizione di donna intellettuale, di professoressa nonché di scrittrice, in un paese come l’Iran, che da questo punto di vista negli ultimi venti anni è regredito di diversi secoli rispetto alla società occidentale. Penso perciò a tutte le donne che ancora oggi nel mondo combattono per difendere il loro diritto alla cultura e la loro libertà di espressione e mi sento davvero molto fortunata sotto questo punto di vista, perciò il mio pensiero quando ho letto la tua domanda è subito andato a loro. Concludo permettendomi di consigliare la lettura di questo libro, credo sia un bel modo per celebrare questa Festa della Donna.

[Elle Caruso, autrice di Attraverso l’obiettivoL’ultimo ballo Emerald Gloom]


Resta soltanto un ulteriore appuntamento … Un po’ diverso dai precedenti …

Siete pronti?

Restate sintonizzati!

Rachel

© Rachel Sandman
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4 pensieri su “8 Marzo – Women’s Day #3

  1. ilvestitoverde ha detto:

    Bellissima questa iniziativa *_*
    Inizio col leggere il terzo Post, ma conto di recuperare al più presto gli altri.
    E’ molto interessante il punto di vista delle addette ai lavori che hai intervistato; sono profondamente d’accordo con ciò che scrivono.
    Gli autori a volte sono considerati con maggior rispetto rispetto alle autrici ed è un peccato.
    Conta la fantasia ed il messaggio che la storia racconta, non se chi l’ha scritta ha la barba o meno. Un uomo può scrivere una storia d’amore bellissima, così come una donna un libro cappa e spada perfetto. Non esistono confini quando s’impugna una penna.
    Un salutone e alla prossima ^^
    Leryn

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  2. radele ha detto:

    Ogni pensiero porta a una riflessione ed è importante ricordare che nel mondo ci sono ancora posti dove la condizione della donna è a livelli che definisco subumani, dove la violenza e l’ignoranza sono i padroni assoluti. Leggere è il primo gradino per capire, per conoscere e solo attraverso la conoscenza si progredisce, si prende coscienza, si lotta per diventare migliori e ottenere condizioni migliori.

    Liked by 1 persona

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