8 Marzo – Women’s Day #1

sfogliando-il-mondo

Buongiorno!

Oggi, all’interno della rubrica Sfogliando il mondo, un progetto particolare e tutto al femminile!

Scorrete più in basso e leggete questo che sarà il primo di quattro post, realizzati in occasione della giornata internazionale della DONNA.

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Questo blog è un angolo digitale in cui spesso si chiacchiera di libri, di arte, di storie. Io sono una donna, la maggior parte delle persone che passano, commentano e leggono i miei articoli o recensioni sono donne, i libri che leggo sono scritti molto spesso da donne. Allora, grazie a una scintilla inaspettata partita da una persona conosciuta da poco (che ringrazio ancora) mi sono detta … Perché non chiedere proprio a loro, a queste donne scrittrici, editori, autrici, lettrici, blogger, com’è essere donne nel 2017. Ecco quindi che ho inviato la stessa domanda a tutte, ovvero:

Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri? Come ci si sente ad essere una scrittrice? Come ci si sente ad essere un editore? Come ci si sente ad essere una blogger?

Hanno risposto in tante, cosa che sinceramente non mi sarei mai aspettata! Ecco quindi che la mia iniziale idea di fare un singolo articolo è andata direttamente a farsi benedire e la Giornata internazionale della Donna qui, su Rachel Sandman Author Blog, sarà interamente dedicata a loro: alle autrici, alle blogger, agli editori donna che hanno voluto partecipare e che mi hanno permesso di creare un vero percorso a più tappe, di cui questo articolo è solo il primo tassello (quindi, restate tutti sintonizzati).

Ma ora … Basta parlare. Lascio volentieri la parola a loro … Alle DONNE che scrivono, alle DONNE che amano, alle DONNE che lottano, alle DONNE che lavorano. A Voi!


Sensazione fantastica e a volte, non sempre, gratificante. Peccato non venire ancora prese sul serio!

[Marta Savarino, autrice di Ho sempre voluto te e di Tutta colpa del tè]


Com’è essere donna nel 2017 all’interno del mondo dei libri?
Un po’ tipo fortino medievale. Difendi la torre con gli arcieri e tieni d’occhio il nemico. Uomini non se ne avvistano. Draghi rosa destinati alle ballate dei giullari in piazza, vecchie leggende dell’Isola che non c’è più. Si narra… Hai presente? Per il resto non so, confiniamo con i gialli. Ma so che in quelle lande regna la pace e l’armonia.
Come ci si sente ad essere una scrittrice?
Come ci si sente a non esserlo, immagino. Almeno vale per me. La mia vita è cambiata, ma quello che sono è rimasto lo stesso. Stessi casini. Stesse problematiche di ieri, stesse reazioni al contesto. Forse incrementato l’isterismo. Ma credo sia più legato all’età. Gli acciacchi che aumentano. Faccio il salvadanaio per la fascia anti-sciatica, mi porto avanti col lavoro, diciamo.
Come ci si sente ad essere un editore?
Immagino dipenda dall’editore. Per dire, l’editore della Rowling secondo me sta proprio bene. Anzi, se per caso è in cerca di una moglie, mi candido solo per non lasciarlo da solo. Nel senso, magari ha difficoltà a socializzare, io di mi accontento di poco. Un attico a Londra, un barboncino cotonato. E, ora diciamocelo, come cucino io la parmigiana ce ne sono poche… Quindi così, se magari vi contattasse, lascio il mio numero allegato.

[Cecile Bertod, autrice di Non mi piaci ma ti amoTutto ma non il mio tailleurTi amo ma non possoDopo di te nessuno maiTu mi appartieni]


Essere una donna nel 2017 è ancora difficile, sotto certi aspetti, quanto lo era nei secoli passati. La società in cui viviamo è ancora di stampo maschilista e la violenza sui più deboli è purtroppo ancora una terribile realtà. Tuttavia, avendo avuto l’opportunità di vivere in altre parti del mondo, ho potuto constatare quanto alcune cose cambino da una cultura all’altra. In Europa, almeno a livello legale, esiste la parità dei sessi e questo è un passo enorme in avanti, anche se molte cose devono ancora compiere lo stesso passo non solo sulla carta ma nella mentalità della gente. Dove vivo adesso molte donne non hanno la libertà di mostrare il proprio volto e quando io, come le altre expat, ci muoviamo nel loro mondo, mi chiedo che cosa vedano in noi, se arrivino a detestarci o a invidiarci per il modello culturale che gli mostriamo liberamente. So che se fossi nata in un altro luogo del mondo, uno come questo, non avrei avuto le stesse possibilità e gli stessi diritti di cui godo come cittadina italiana, come donna europea. Guardo le mie figlie e so che cresceranno in una cultura libera e spero che le cose saranno migliori, col tempo, che si arrivi a una cultura più illuminata, anche se forse ci vorranno altri secoli e nessuno di noi sarà qui per vederlo.

Per quanto riguarda essere una scrittrice, so che il mondo dell’Editoria, come molti altri, è maschile e so di autrici che usano uno pseudonimo maschile e spesso anglofono per pubblicare; qualcosa che io non ho mai preso in considerazione. In questo periodo vedo un forte controsenso nella lotta della nostra società per la parità , per fermare il fenomeno del Femminicidio e poi molte lettrici perdono la testa per personaggi letterari assai discutibili, maschi egoisti, maschilisti sino al midollo, spesso violenti, spesso stalker. Mi piace leggere e fare voli pindarici ma non mi è mai piaciuto immaginare in questo senso, non è qualcosa che mi faccia sognare. Questa massa di lettrici decreta successi, capolavori, romanzi assai discutibili, con personaggi tremendi che nella vita reale verrebbero dileggiati. Da scrittrice so che se scrivessi anch’io questo genere, delineando personaggi simili, avrei più vendite ma è qualcosa che non posso fare, io non riesco a scrivere solo per seguire l’onda del momento. In uno dei miei romance ho inserito un tradimento, qualcosa che avviene dopo tre libri, un atto molto sofferto e ho ricevuto molte critiche per la protagonista che cade in questa debolezza. Scommetto che se le parti fossero state invertite, se fosse stato lui a cadere, le lettrici lo avrebbero maggiormente compreso e scusato. E credo che questo accada anche tra le mura delle nostre case, perché molto spesso il gran passo in avanti di cui ho parlato prima, siamo noi donne per prime che non l’abbiamo compiuto dentro di noi.

[Paola Garbarino, autrice di Come la coda delle cometeprimo capitolo della Stars Saga]


 Io sono orgogliosa di essere donna, e non lo dico solo perché si avvicina l’8 di marzo, ma perché davvero amo esserlo. Amo essere intraprendente, amo prendermi cura di me e delle mie passioni, amo poter scoprire sempre cose nuove che mi offre il mio lavoro… Essere una scrittrice, nel 2017, non è affatto cosa facile. Devi batterti ogni giorno per le tue idee, devi guardarti le spalle, ma io penso non ci sia mestiere migliore. Amo la scrittura fin da bambina e non desideravo fare altro: scrivere per me vuol dire esprimersi. Come scrittrice, amo il mio modo di scrivere e il mio modo di esprimermi. Come editore di me stessa, amo sperimentare sempre limiti nuovi, progettare le copertine, sponsorizzare il mio lavoro e capire quanto vale. Penso sia questo il vero valore della vita: testare i propri limiti inseguendo i propri sogni, e giuro che lo sto facendo bene – spero!! Ciò che mi manca è essere una Blogger, ma ci arriverò. Per ora ho diverse storie da sviluppare, e tanto da scrivere.

[Elisa Gentile, autrice della Trilogia delle BugieVoglio Noi e la Vertigine Series]


Scriveva Virginia Woolf, un bel po’ di tempo fa: “Voglio dire, che cos’è una donna? Io non lo so, ve lo assicuro. E non credo che voi lo sappiate. Non credo che nessuna donna lo può sapere finché non si è espressa in tutte le arti e in tutte le professioni aperte al talento umano.” Mi sembra la citazione perfetta per l’8 marzo, non trovi? Spiega perfettamente quale dovrebbe essere l’obiettivo di ogni donna.
Non so come sia “essere donna” nel 2017 all’interno del mondo dei libri. Voglio dire, per citare Virginia, so com’è essere Karen Waves, che potrebbe essere chiunque, anche un uomo. Posso dire, però, che l’uguaglianza di genere non è stata raggiunta nemmeno nel mondo delle lettere, figuriamoci altrove: le donne leggono di più, ma hanno meno visibilità, sono meno recensite, hanno meno attenzioni dei colleghi maschi. Nel piccolo mondo del self-publishing italiano, nel quale il romance spopola nelle classifiche degli e-book più venduti, si tende a dimenticare la realtà discriminatoria al di fuori, ma quella è, e bisognerebbe lavorare per cambiare le cose, senza rimanere all’interno della propria bolla. Che ci protegge, ci rassicura, ma ci isola anche, mostrandoci una visione assolutamente parziale.
Per quanto riguarda la scrittura, invece, penso sia un privilegio, come qualsiasi altro “talento” artistico. La possibilità di articolare il pensiero, inventare storie, creare “persone”… è meraviglioso. E la parte migliore e più gratificante è l’interazione con il pubblico, parlare con loro di ciò che hai prodotto, delle location, della trama, dei personaggi che l’hanno popolata e “vivificata”. Ho già detto che è meraviglioso?

[Karen Waves, autrice di Le Cesoie di BusanIl titolista di BassanoBad GirlLa Mia Signora]


A presto con un nuovo post con altre DONNE librose!

#StayTuned

Rachel

© Rachel Sandman
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9 pensieri su “8 Marzo – Women’s Day #1

  1. radele ha detto:

    Un’altra delle tue bellissime idee!!! Mi piace leggere queste risposte, è un modo anche per conoscere le persone che passano di qui. E comunque, anche se sarò tacciata di essere di parte, lasciami spendere una parola speciale per Cecile, perchè la sua ironia non cessa mai di incantarmi. ❤

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