Il fabbricante di giocattoli di Liam Pieper – Recensione

Buongiorno.

Oggi, in occasione della Giornata della Memoria, vi parlo di Il fabbricante di giocattoli, un romanzo che tratta il tema dell’Olocausto in modo del tutto nuovo, scritto da Liam Pieper e pubblicato da De Agostini BookMe.

Qui di seguito tutte le infos, il link d’acquisto e la mia riflessione.

fabbricante-giocattoli

TITOLO: Il fabbricante di giocattoli (The Toymaker)

AUTORE: Liam Pieper

USCITA: 17 Gennaio 2017

PREZZO: € 7,99 (eBook) – € 14,90 (Cartaceo)

Link d’acquisto: https://goo.gl/Z9Y3J2

EDITORE: Book Me


TRAMA:

Lasciate che vi racconti una storia su mio nonno…”. È la frase con cui Adam Kulakov, proprietario di una grande fabbrica di giocattoli a Melbourne, in Australia, ama aprire i suoi discorsi ufficiali. E pazienza se il suo stile di vita di seduttore e bugiardo incallito non ricalca propriamente i valori incarnati dal nobile patriarca. Sì, perché suo nonno Arkady – eroe scampato ai campi di sterminio nazisti, fondatore dell’impresa di famiglia e colonna della società – ha davvero una storia eccezionale alle spalle: quella di un uomo che, sprofondato nel male più assoluto, scopre la sua vocazione costruendo piccoli, rudimentali giocattoli per i bambini di Auschwitz, e così facendo trova la forza per non soccombere. Ma nulla è come sembra in questo romanzo fitto di ombre e di colpi di scena. Sconvolgente, spietato, appassionante, Il fabbricante di giocattoli è la storia di un segreto inconfessabile. Capace di tracciare, in un vertiginoso gioco di rimandi tra passato e presente, un ritratto senza sconti delle ipocrisie, delle contraddizioni, delle calcolate amnesie così tipiche del nostro tempo.

Autore: Liam Pieper è un pluripremiato giornalista e scrittore di Melbourne, in Australia. Il fabbricante di giocattoli è il suo secondo romanzo.


RECENSIONE:

Ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria, mi riprometto di leggere un libro, per non dimenticare, MAI, l’orrore e l’inferno che l’uomo è riuscito a portare e creare in terra.

Oggi, in questo appuntamento, vi parlo del romanzo che, grazie a Book Me e a De Agostini, ho potuto leggere e che mi ha fatto RIFLETTERE, molto.

Mi riferisco a Il fabbricante di giocattoli di Liam Pieper.

È un libro che spiazza, sin da subito, perché quando ti appresti a leggerlo e ti aspetti la Storia nella storia, vieni inizialmente scosso e un po’ deluso nel ritrovarti davanti il racconto di Adam, un uomo, un inetto, un fedifrago seriale che non comprendi né ci tieni a comprendere.

Il romanzo, si può dire, è strutturato seguendo tre filoni: quello del fenomeno qui sopra descritto, quello della moglie Tess, quello del nonno Arkady. È proprio attraverso il punto di vista di quest’ultimo che la Memoria e il campo di concentramento prende spazio, con un ritmo incessante e sempre più incalzante man mano che ci si avvicina al finale. E, lasciate che ve lo dica … CHE FINALE!

Sinceramente, Il fabbricante di giocattoli è uno di quei libri rivestiti di carta luccicante e fronzoli superficiali che portano però un messaggio celato, nascosto, al loro interno. Un messaggio che, quando viene rivelato, fa sbattere gli occhi più volte, costringe a rileggere alcuni passaggi e fa DANNATAMENTE riflettere: sulla storia, sugli eventi, sulla natura umana, sul Bene e sul Male.

Quindi, non mi dilungherei oltre: se vi va, leggete questo libro. Non limitatevi però ad una nuotata superficiale ma immergetevi in esso e siate pronti ad affrontare l’inevitabile frastuono e le scosse che ne conseguono.

E RICORDATEVI SEMPRE DI RICORDARE.

Rachel

© Rachel Sandman

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12 pensieri su “Il fabbricante di giocattoli di Liam Pieper – Recensione

      • radele ha detto:

        Dopo tanto tempo che ci giravo intorno mi sono decisa a prendere in mano L’amica geniale di Elena Ferrante. Quando si parla tanto su un libro io tendo ad aspettare, a far passare il tempo, li faccio decantare. Diciamo che sono circa a metà del primo ma ho in mano un vero capolavoro, e se continua così non potrò fare a meno di andare avanti con gli altri. Intanto sto anche finendo La pioggia prima che cada di Jonathan Coe (buono ma non mi ha entusiasmato), inframezzato da Il libro delle rupi di Ceram che sto leggendo per un motivo ben preciso ma che mi sta prendendo più di quanto pensassi. Poi vedremo!

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      • radele ha detto:

        Ha ragione tua madre, più vado avanti e più mi piace, confermo è un capolavoro da leggere assolutamente! Scritto benissimo, personaggi che ti colpiscono in una maniera incredibile, in certi momenti mi sembra di essere addirittura dentro la loro testa. Ribadisco per me è un libro da leggere nella maniera più assoluta. Ne hanno parlato tanto, a un certo punto pensavo troppo, e invece è veramente qualcosa di unico.

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