Quando amavamo Hemingway di Naomi Wood – Recensione

Buongiorno a tutti!

Come prima recensione dell’anno … Ecco che vi parlo di un libro davvero meraviglioso: edito da De Agostini, scritto da Naomi Wood, Quando amavamo Hemingway è un misto di realtà e tratti romanzati davvero scritto magistralmente e dallo stile inconfondibile.

Qui di seguito tutte le infos e la mia recensione.

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TITOLO: Quando amavamo Hemingway (Mrs Hemingway)

AUTORE: Naomi Wood

USCITA: 25 Ottobre 2016

PREZZO: € 8,99 (eBook) – € 16,90 (Cartaceo)

EDITORE: De Agostini – Book Me


TRAMA:

La prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley del piccolo appartamento mal riscaldato a Parigi – la stessa che, in un momento di distrazione, perde per sempre la valigetta contenente i preziosi manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricca ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare per la prima volta avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore esplosivo e disperato della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata in Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo celebrato e luminoso romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una.


RECENSIONE:

Iniziamo questo 2017 con il botto …

Innanzitutto, devo ringraziare la De Agostini – BookMe per avermi regalato una copia di questo che, devo dirlo, è davvero un romanzo fantastico e particolare.

Proprio per la peculiarità del libro, ho deciso, per questa prima recensione del nuovo anno, di seguire uno schema, spero, accattivante e un po’ diverso dal solito.

Chiariamo subito, Quando amavamo Hemingway è la storia, romanzata, del noto scrittore americano o, meglio, dei suoi matrimoni, visti dall’esclusivo punto di vista delle mogli. Sì, avete capito bene: mogli, al plurale.

Perché se, come me, non siete delle fanatiche che sanno ogni cosa dell’autore di Per chi suona la campana, questo libro vi aprirà un intero mondo che ha tutto il diritto di essere rispolverato dagli scaffali del tempo.

hadleyAndiamo però con ordine e partiamo dalla prima moglie: Elizabeth Hadley Richardson è colei che, a soli 28 anni, conosce un giovanissimo ventunenne di bella presenza e ne resta ammaliata. Il capitolo a lei dedicato è un cerchio che si apre e si chiude su se stesso, in momenti distinti ma accomunati da un dettaglio che Naomi Wood è stata fenomenale nel sottolineare senza eccesso: sto parlando di un abito, corto sulle ginocchia, che segna l’inizio e la fine del primo legame coniugale di Hemingway. Il capitolo di Hadley è fantastico, intriso dell’atmosfera tipica degli anni Venti e ricco di ingenuità e concretezza.

fifeFife è la seconda signora Hemingway. All’anagrafe, Pauline Pfeiffer, questa donna è stata prima l’amante (il lettore la conosce già nel capitolo precedente) e poi, in una scala sociale di dubbio gusto e moralità, diventa la moglie dello scrittore che, negli anni Trenta, inizia ad avere un discreto successo, grazie anche alle ricchezze, per nulla superflue, della sua nuova consorte. Inutile girarci attorno: ho odiato questo capitolo. Zero comprensione per lei, zero commiserazione, solo una parola … Il karma, mia cara Fife, è una gran brutta bestia e alla fine colpisce tutti.

marthaLa terza signora Hemingway è colei che, indubbiamente più di tutte le altre, è simile al grande autore americano: cronista, giornalista, scrittrice, Martha Gellhorn è come un uccellino sul trespolo, sempre pronto a muoversi, a spiccare il volo, verso lidi sempre più lontani e sempre più pericolosi. Di alcuni anni più giovane dell’ormai acciaccato Ernest, è la donna più consapevole delle possibilità che la vita e gli anni della guerra offrono ad una persona della sua tempra e del suo carattere. Inoltre, è l’unica, tra le tante, a mettere lei stessa la parola fine al suo legame con lo scrittore: Martha non è sicuramente una donna che si fa lasciare, ma è lei la sola fautrice del proprio destino e della propria vita. Semplicemente fantastica!

maryL’ultima è Mary Welsh, anche lei scrittrice e giornalista per alcune riviste del periodo della guerra ma assolutamente meno infervorata di Martha. La vedova Hemingway è colei che, a conti fatti, sembra essere la donna che più a saputo sottostare e stare a fianco dell’imponente personalità dell’artista, geniale quanto lunatico e violento. È stata al suo fianco negli anni dei capolavori e in quelli del declino, mentale e fisico; è stata la donna che più si è annullata per il bene dell’uomo che amava; è stata la donna che l’ha trovato morto, una mattina, svegliata improvvisamente dal colpo del fucile.

Quattro donne completamente diverse, quattro donne appartenenti a epoche differente, tutte accomunate da legami, più o meno stretti, di amicizia e conoscenza, tutte donne che ogni lettore imparerà a comprendere e ad amare, pagina dopo pagina (ad eccezione di Fife, ci tengo a precisare).

Due note finali sono qui d’obbligo.

La prima riguarda il grande protagonista, Ernest Hemingway, di cui, in questo romanzo, tutti parlano ma a cui, paradossalmente, non viene ceduta la parola, nemmeno una volta.

La seconda ed ultima è invece relativa ai personaggi che fanno da contorno: Zelda e Scott (Fitzgerld), Gerald e Sarah (Murphy) e Sylvia Beach della Shakespeare & Co. di Parigi. Personalità eccentriche, più o meno a fuoco, che, grazie alla scrittura impeccabile e alla struttura del romanzo di Naomi Wood, vi ritroverete immancabilmente ad ammirare, ad attendere anche a pagine di distanza e a voler conoscere, anche una volta concluso Quando amavamo Hemingway.

Quindi, non aspettate oltre: se ancora non l’avete fatto, correte in libreria e leggete questo romanzo assolutamente ben scritto e pieno di spunti e aneddoti, romanzati certo, ma pur sempre tratti da vita vera e vissuta.

Buona lettura!

Rachel

© Rachel Sandman

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8 pensieri su “Quando amavamo Hemingway di Naomi Wood – Recensione

  1. radele ha detto:

    Io mi sa che mi cancello da questo blog, li vai a scovare tutti tu! Il primo libro che ho letto di Hemingway è stato “Addio alle armi” e avevo circa 15 anni, e poi sono venuti Fiesta, i 49 Racconti, Il vecchio e il mare …. e questo libro mi intriga parecchio!!!!

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