Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano – RECENSIONE

Buongiorno e buona domenica a tutti!

Lo so, è un po’ di giorni che non mi faccio sentire ma … Capitemi: ansia preparazione tesi livelli massimi, l’alluvione che incombe a una strada da casa mia (e no, non è un modo di dire: la strada dietro casa mia sembrava davvero un fiume! Per non parlare del campo di fronte, un vero e proprio lago di fanghiglia), mail strane inviate dalla mia casella di posta che mi hanno impanicato alquanto … Insomma … Giornate non propriamente positive ecco.

Detto questo, bando alle ciance e … Torniamo ad essere operativi!

E quale modo migliore di farlo se non con una recensione?

Oggi vi parlo di Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano, edito da 13Lab (grazie dunque all’autore e all’editore per avermi fatto scoprire questo libro). Continuate a leggere per scoprire alcuni dettagli, infos e, ovviamente, la mia personale opinione sul romanzo.

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TITOLO: Figli dello stesso fango

AUTORE: Daniele Amitrano

USCITA: 14 Gennaio 2016

PREZZO: € 13,00 (Cartaceo)

EDITORE: 13Lab


TRAMA:

Una telefonata misteriosa annuncia ad Andrea una morte di overdose. Lui, un giovane e affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare nel suo paese dopo circa dieci anni. Il ritorno nella casa dove ha vissuto la sua adolescenza lo fa affondare nell’oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. Nel suo flashback ripercorre varie tappe: il dramma della malattia del fratello, afflitto da schizofrenia; la ricerca di una via d’uscita dalla monotonia della piccola realtà di provincia e il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili; la ricerca del prestigio sociale attraverso falsi miti generazionali, come la droga e la violenza; le leggi non scritte del branco. È un periodo di ribellione e di assoluta sete di libertà che induce il protagonista e i suoi amici a un escalation di eventi che li condurrà sull’orlo del baratro. Quando Andrea scopre l’identità del defunto, inizia la sua personalissima indagine. Incontrando gli amici d’infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all’epilogo inaspettato e drammatico.


RECENSIONE:

Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano è uno di quei libri che, in un primo momento, non avrei mai pensato di leggere.

La copertina scelta dalla casa editrice 13Lab è forte, non lascia nulla all’immaginazione e io, personalmente, ero un po’ titubante: sarò pronta per un romanzo del genere? Riuscirò a reggere determinati temi? Soprattutto in questo periodo non propriamente roseo? 

Poi ho iniziato a leggerlo, una pagina dopo l’altra, e in un niente sono arrivata a divorare ogni singolo capitolo, a mettere insieme un tassello dopo l’altro, all’interno del viaggio che l’autore è stato in grado di creare.

Sì, questo libro è davvero un viaggio, nel tempo e nello spazio, in un mondo tanto reale che ne senti quasi l’odore addosso.

Non so perché, forse per i temi, per i riferimenti a pezzi di musica italiana citati qua e là, per la combriccola un po’ sconclusionata di amici che è protagonista della storia, ma questo romanzo ha un’aura molto Radiofreccia style. Avete presente? Il film di Ligabue? 

Ecco … Andrea, gli amici della Fossa, i primi amori, la scuola, le delusioni, la droga: sono questi gli argomenti principali, sviscerati nel romanzo, in un modo tanto delicato quanto intenso.

Non so come spiegarlo diversamente e, mi rendo conto, è un vero e proprio ossimoro, quasi un controsenso, ma Amitrano riesce a scavare solcando lievemente la superficie e ad aprire un mondo lasciando la porta appena socchiusa.

L’aura di questa storia è un mix di atmosfere noir e ingenuità adolescenziale. In essa si trovano più filoni, più generi, accostati insieme: la pista del giallo, con l’enigma della morte di uno dei ragazzi; il romanzo di formazione, con il flashback che porta il lettore a scoprire di più dell’adolescenza del protagonista; un lieve accenno romance, con la ragazza di turno che fa battere il cuore del giovane Andrea e che, inevitabilmente, creerà scompiglio nella sua vita.

Devo ammettere che questo libro mi ha davvero spiazzato, come pochi altri sono riusciti a fare. Ed il finale poi! Davvero, vogliamo parlare del finale? Sul serio, questi sono i casi in cui penso inevitabilmente a Salinger e vorrei che Daniele Amitrano fosse mio amico per potergli chiedere come diavolo gli è venuta un’idea tanto strana quanto perfetta e sorprendente!

In conclusione, questo libro va letto, non c’è altra soluzione. Non fate l’errore di temerlo: non fate come me, non siate titubanti, immergetevi senza riserve, senza esitazioni. Figli dello stesso fango è davvero un libro che travolge sì, ma con una delicatezza che fa quasi male, con una carrellata di immagini poetiche che rendono la cruda realtà della vita più sopportabile, senza però estraniarla o renderla meno concreta.

Personalmente credo che il formato cartaceo sia il migliore, in casi come questo, perché quando si parla di vita, di lutto, di sofferenza, di adolescenza, di amore, sentire l’odore concreto della carta che scorre tra le dita è molto più confortante dello schermo dell’ebook impostato sulla luminosità massima. Credetemi.

Quindi fidatevi e leggete questo libro: potente, unico, sbalorditivo, vero. Buona lettura! (Attendo i vostri pareri e le vostre impressioni!)

Rachel

© Rachel Sandman
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