Nessun Futuro di Luigi Milani – RECENSIONE

Buonasera!

Oggi vi lascio con una recensione di un libro che ho ricevuto un po’ di tempo fa da Dunwich Edizioni (che, tra l’altro, ringrazio ancora).

Si tratta di Nessun Futuro di Luigi Milani, un romanzo che mi aveva attirato per le tematiche trattate e per l’ambientazione in cui la storia è immersa: il mondo del rock.

Venite a leggere le mie reazioni post lettura.

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TITOLO: Nessun Futuro

AUTORE: Luigi Milani

SERIE: Four Days Serie #1

USCITA: 14 Giugno 2015

PREZZO: € 2,99 (eBook) – € 12,90 (Cartaceo)

EDITORE: Dunwich Edizioni


TRAMA:

Nessun Futuro, romanzo cult per chi ama il rock, il mistero e il sovrannaturale. La vicenda si svolge verso la fine del 2001 – un anno spartiacque per la storia dell’umanità, basti pensare alla tragedia delle Torri Gemelle, evento richiamato anche nel libro – ma è popolata da storie e personaggi, tutti rigorosamente rock, provenienti da varie epoche: da Jim Morrison ai Beatles, ai Rolling Stones. Non manca neanche qualche illustre cameo: un nome per tutti, David Bowie.
C’è chi ha letto in Nessun Futuro una sorta di riscrittura della vita, troppo breve e tormentata, di Kurt Cobain: chi può dirlo? L’autore sembra essersi divertito a mescolare reale e fittizio in un continuo alternarsi di luci e ombre. Del resto la vita stessa a volte può rivelarsi un gioco di specchi, dunque perché stupirsi? Lasciamo allora cadere il muro dell’incredulità e abbandoniamoci all’adrenalinico assolo di uno dei pochi scrittori rock del nostro Paese.


RECENSIONE:

Ci sono libri la cui trama ti incuriosisce alla prima lettura e che creano in te un sacco di aspettative e attese. Talvolta però, nonostante le recensioni ottime, nonostante gli aspetti presenti nella storia siano affini ai tuoi gusti, le aspettative vengono disattese.

Il romanzo Nessun Futuro di Luigi Milani mi ha attirato subito e ringrazio ancora la Dunwich Editori per avermi dato la possibilità di leggerlo: l’ambiente della musica, una rock star in declino, un artista maledetto scomparso troppo presto, un mistero, una giornalista come protagonista … Tutti aspetti assolutamente #WOW.

Poi però … Il nulla.

La lettura di questo romanzo, devo dire, è stata proprio difficoltosa e, a tratti, ho davvero avuto la tentazione di chiudere e abbandonare.

Nessun Futuro aveva, e forse ha, tutte le carte in regola per essere un romanzo di primo piano ma io personalmente non sono riuscita ad entrare in sintonia né con la storia né con la scrittura.

Lo stile di Milani è davvero ammirevole: attraverso frasi, paragrafi e interi capitoli si capisce sinceramente che la sua passione per il mondo musicale e per il rock in generale è sostenuta da conoscenze di settore e di ambientazione.

Tuttavia, la linea che ha scelto di seguire, cambiando il registro con cui si rivolge al lettore dal prologo ai capitoli che vengono dopo, ammassando nelle pagine del romanzo tutto lo scibile possibile, a tratti davvero eccessivo, non mi ha aiutato ad immergermi nella trama. Per niente.

Non so come spiegarlo, ma mi sono sentita spettatrice indesiderata di uno spettacolo a tratti davvero astruso e incomprensibile, dove agiscono personaggi di indubbio carisma ma decisamente poco empatici con il pubblico.

Su tutti la protagonista, Kathy Lexmark, che passa i primi capitoli a sottolineare come ogni personaggio dell’altro sesso cada ai suoi piedi e la desideri in modo automatico, mi ha davvero fatto alzare più volte gli occhi al cielo, creando un’antipatia che non è scemata con il procedere della lettura.

Il protagonista in assenza, Phil Summers, resta assente. Nonostante sia citato per tutta la durata del romanzo, a tratti il lettore se ne dimentica completamente, viste le immense parentesi che si trova a dover fronteggiare e che ingarbugliano una trama già di per sé complessa. Non bastano le assonanze con Kurt Cobain, mito assoluto, per creare in me quella complicità e quella curiosità di procedere, per vedere e scoprire fin dove possa spingersi il mondo della musica.

Una nota positiva con cui sono riuscita a rapportarmi e che mi ha coinvolto è stata invece la presenza di Frank Colan: un fotografo un po’ in là con gli anni che, nonostante i suoi sbalzi d’umore, riesce a permeare il velo che avvolge inevitabilmente tutto il romanzo e crea un legame con il lettore. Ho davvero amato questo personaggio, la sua brutalità così reale da soverchiare e stravolgere l’apatia che, diversamente, galleggia per i vari capitoli.

In conclusione, Nessun Futuro è davvero un romanzo la cui lettura è paragonabile ad una salita sull’Himalaya: una fatica assurda nel primo tratto; una camminata intermedia fatta di sospiri, stanchezza, ricadute e riprese; un arrivo, con la cima finalmente a portata di mano, la testa che inevitabilmente gira per la carenza di ossigeno ma il traguardo finalmente raggiunto e la vista … Beh: la vista non c’è a causa di banchi di nebbia che nemmeno in Val Po a Novembre.

Mi spiace ma per me è davvero stata una grossissima delusione.

Rachel

© Rachel Sandman

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2 pensieri su “Nessun Futuro di Luigi Milani – RECENSIONE

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