9 Novembre di Colleen Hoover – RECENSIONE

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TITOLO: 9 Novembre (November 9)

AUTORE: Colleen Hoover

USCITA: 20 Ottobre 2016

PREZZO: € 6,99 (eBook) – € 12,67 (Cartaceo)
Link d’acquisto: 9 Novembre (Leggereditore)

EDITORE: LeggerEditore


TRAMA: È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l’anniversario dell’evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell’inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.


Colleen Hoover, autrice bestseller #1 per il New York Times, torna con un’indimenticabile storia d’amore tra uno scrittore e la sua insolita musa.

RECENSIONE: Colleen Hoover: un nome, una garanzia.

Come ha ben descritto Elle Eloise, una ragazza che ogni tanto passa su questo mio blog (grazie carissima!) e mi allieta le giornate con i suoi commenti sempre sul pezzo, questa autrice è sempre in bilico tra eccellenza e capolavoro mancato: il suo vocabolario non comprende, di conseguenza, il termine “delusione”.

9 Novembre, edito da LeggerEditore, non fa eccezione e, come gli altri appartenenti al vivaio Hoover, crea dipendenza.

Ma è perfezione oppure manca qualcosa? Beh … Procediamo per gradi.

La trama è l’elemento che surclassa tutto per originalità e impostazione. Ad una prima occhiata, potrebbe ricordare altri romanzi (One Day, Scrivimi Ancora, per dirne due) ma la storia di Ben e Fallon è qualcosa di unico.

Lo stile di Colleen Hoover non si perde mai in scene dal sapore sdolcinato ed eccessivo: calibra tutto, studia ogni dettaglio, elabora tutti i dialoghi. E così crea la magia.

Ben con le sue cicatrici nascoste, Fallon con le sue cicatrici visibili agli occhi del mondo: due personaggi che non si possono non amare sin dalla loro prima apparizione, sin dal loro primo avanzare verso il lettore.

Le frasi che spuntano qua e là, come veri e propri quadri dalle pennellate poetiche, sono ciò che rende la Hoover una delle scrittrici di livello superiore per quanto riguarda il genere romance.

È un capolavoro dunque? Mh … A mio modesto parere, no (e qui, già sento i fischi e le urla che incitano al linciaggio e che mi sommergono … #PauraIo!).

Chiarisco subito: la storia e la sua struttura sono fenomenali e catturano immediatamente. I capitoli corrono via, uno dopo l’altro, in un vortice incessante che ti fa immergere sempre più nei fatti narrati, nelle scene descritte, nella vita di personaggi che fai quasi fatica a ricordarti che sono soltanto di carta. Arrivi però a un punto, quando manca poco, davvero poco alla fine, in cui il meccanismo, secondo me, un po’ si inceppa.

La scelta coraggiosa di Colleen Hoover di affidare ad un manoscritto, un libro dunque dentro il suo stesso romanzo, l’onere di portare a galla tutto il dolore e l’anima che si scopre agli occhi del lettore, completamente e solo nel finale, mi ha un po’ mozzato la scorrevolezza dei precedenti capitoli e mi ha reso più faticosa e lenta la lettura.

Non fraintendetemi: questo romanzo surclassa assolutamente molti altri letti in precedenza quest’anno, ma se dovessi fare una classifica personale dei successi firmati proprio Colleen Hoover … Ecco … Non sarebbe il mio preferito in assoluto.

Senza spoilerare nulla a chi ancora non l’ha letto, dico solo questo: i temi trattati sono come sempre forti, tosti, tanto che leggendo il romanzo ti si stringe lo stomaco, ti si rivoltano le viscere e, ogni tanto, l’anima stessa del lettore scricchiola per le crepe che questo libro porta a galla, in superficie. Tuttavia, un finale così pregno di dolore che, a fatica, si rischiara soltanto con un meraviglioso arcobaleno nelle ultime battute, mi ha un po’ lasciata perplessa. Perché non centellinare tutti questi dettagli piano piano invece di sbatterli fuori tutti in un colpo solo?

Non so, ho personalmente mal digerito questa sua scelta.

Detto ciò, il libro è bellissimo, un pugno in pancia, un sorriso a trentadue denti, una lacrima che ti solca il viso, un sospiro che arriva, quando meno te lo aspetti.

La Hoover è davvero garanzia di libri di livello inavvicinabile, nonostante qualche scricchiolio e qualche scelta, a suo modo, discutibile.

Rachel

©Rachel Sandman

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2 pensieri su “9 Novembre di Colleen Hoover – RECENSIONE

  1. Roberta Ro ha detto:

    La Hoover è una delle mie autrici preferite.Penso che sappia parlare di sentimenti profondi come poche riescono a fare.Alcuni suoi libri mi sono piaciuti più di altri però tutti mi hanno fatto provare delle emozioni forti.

    Liked by 1 persona

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