DISCOVERING CHRIS CORNELL

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ALBUM: Higher Truth

SINGOLO: Worried Moon

ARTISTA: Chris Cornell

USCITA: 18 Settembre 2015

ETICHETTA: Universal Music Group

PREZZO: € 14,99 (Itunes)


Non so a voi ma, a me, succede spesso.

Mi siedo al volante, finestrini abbassati; il caldo afoso della stagione estiva non dà tregua, nemmeno al mattino, nemmeno in una giornata dove il sole fa capolino solo di tanto in tanto, passando qua e là tra una nuvola e l’altra.

L’aria mi scompiglia i capelli, che portano ancora i riflessi delle ciocche rosso fiamma che ho fatto ormai mesi fa; gli occhiali da sole mi coprono lo sguardo rivolto al nastro d’asfalto che si apre davanti a me. Ed è un attimo: Virgin Radio, la stazione musicale fissa all’interno della mia quattro ruote, mi spara un pezzo che sin dai primi accordi diventa mio.

Musica dai tratti rock, sound dalle sfumature folk e una voce che mi ricorda tanto qualcosa, qualcuno, ma che non collego ad un viso. Da qui parte la caccia alla ricerca del titolo del pezzo e dell’identità del cantante, che scopro essere Chris Cornell, leader degli Audioslave, tizio che avrò visto centinaia di volte nella versione del video del 2002 di Like a Stone, che impazza perennemente nei programmi a rotazione di MTV Rocks.

Ammetto qui la mia ignoranza: non conoscevo nient’altro di questo artista se non il suo abbigliamento nel video sopra citato (ovvero, una canottiera che lasciava davvero poco all’immaginazione: se non mi credete, cercate il video su Youtube e poi ne riparliamo!).

Detto questo … Mi sono informata e mi sono davvero cadute le braccia per la mia non conoscenza di costui prima d’ora: nato a Seattle il 20 Luglio 1964, è stato la voce di una delle band, i Soundgarden, che ha maggiormente segnato l’onda grunge che ha scosso proprio la città della pioggia tra gli anni Ottanta e Novanta.

Voglio dire: stiamo parlando dello stesso ardore, della stessa scelta musicale di band del calibro dei Nirvana! Per non parlare del fatto che proprio una sua canzone, Superunknown, è considerata il canto del cigno di questo intero movimento di rivolta e innovazione musicale. Come abbia potuto io, fan sfegatata di Kurt Cobain, anche nelle sue versioni più dure ed estreme (Scentless Apprentice su tutte direi che rende benissimo l’idea), tralasciare un intero ramo musicale di quel periodo, resta un mistero.

Ma, mi perdoneranno qui i cultori del genere, presumo di non essere l’unica a non essere preparata in materia. Dunque, chi è Chris Cornell?

Beh … Innanzitutto è un artista ballerino: passa dai Soundgarden alla breve parentesi con i Temple of the Dog, dove il suono grunge si esaspera e la sua voce si unisce, in un mix ruvido, con quella di Eddie Vedder (altro nome, altro artista intoccabile, leader dei Pearl Jam e autore dell’intera colonna sonora di Into the Wild), per poi guidare gli Audioslave dal 2001 al 2007.

La sua carriera è un susseguirsi di sonorità forti, decise, ruvide, a tratti grezze, che variano nel corso degli anni, a seconda delle collaborazioni, ma che mantengono, in sottofondo, un filo rosso che le accomuna tutte e che lascia il segno e la firma indelebile di questo artista.

La canzone però che me l’ha fatto conoscere, che ha inciso un solco sulla mia pelle ustionata dal raggio del sole che si è infilato, furtivo, attraverso il finestrino dell’auto in corsa, per colpirmi in pieno petto, appartiene ad una nuova fase, caratterizzata da una sonorità più legata alla tradizione, più folk, a tratti quasi country, che mantiene tuttavia inalterata, ancora una volta, la sua vena rock.

Worried Moon – Chris Cornell

Worried Moon non può non far riflettere: è una delle canzoni del suo ultimo album, un prodotto realizzato in studio, come solista, che crea un’atmosfera intima, dai toni quasi acustici per quanto i suoni sono lasciati nudi e puri.

Il testo è un dialogo con la luna, che diviene confidente, amica, complice della fine di una storia d’amore (perché, d’altronde, tutte le canzoni nascono sempre da amori mancati, finiti, non corrisposti … Un po’ come i libri, no?).

… I’ll be here on the ground if you need me
As I dream of a ghost
Of a love that has died
Or maybe not but it haunts me now

Parla del senso di incertezza, dell’inquietudine che aggroviglia un futuro incerto, privo di solide basi, che rende il tutto terribilmente attuale per qualsiasi ascoltatore appartenente ad ogni generazione moderna.

… Worried moon
I’m afraid of what’s to come
Worried moon
Yeah, tell me what you know
Worried moon
You see further down the road …

Parla di un presente incerto, scosso, difficoltoso, in cui si cerca conforto nel soliloquio con l’astro che più di tutti è stato testimone dei pensieri di poeti, musicisti e letterati nel corso dei secoli (senza andare troppo lontano, come dimenticare Leopardi, Ariosto o Andersen?).

… I got into the city at midnight
All these eyes looking on
Make me blind or put me down
And the noise just drowns me out …

Ma Chris Cornell ha la capacità di rendere tutta questa riflessione in modo assolutamente positivo: non crea angosce, né ansie; lascia un barlume, un suono di speranza, la famosa luce in fondo al tunnel, se vogliamo. Ed è proprio con gli ultimi versi che il quadro è completo: l’idillio è intatto, le pennellate del temporale, cupo e nuvoloso, lasciano spazio alle nette incisioni di colore che attraversano la tela in un gioco di luci e ombre imperfetto, certo, ma assolutamente puro e reale.

… Dirty moon on the rise
Orange as fire but a bitter cold
You’ll remember me I know
‘Cause I have moved to another coast
With a new love to call my own …

La sonorità di Chris Cornell è qualcosa di unico, nuovo anche se datato, potente, particolare ma assolutamente imperdibile.

Quindi … Cercatelo, respiratelo, amatelo e, perché no, ascoltate una sua canzone in auto, con il finestrino abbassato (perché l’aria condizionata, per quanto comoda, non dà lo stesso effetto, assolutamente!), con il sole che scende piano sull’orizzonte o, ancora meglio, con la luna che lenta fa capolino oltre le montagne, ospite solitaria del cielo notturno: ascoltate il suono che si diffonde nel silenzio e inspirate.

Rachel

© diritti riservati
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